Cisco - Interfaces and Routing
Cisco - Interfaces and Routing
Page 1
E' inoltre richiesta la presenza di una cerca domestichezza con le esigenze di configurazione di una rete reale.
1.1.2. Obiettivi
Al termine di questo modulo il partecipante sar in grado di padroneggiare i comandi fondamentali di configurazione degli apparati Cisco pi comuni, quali router e switch. In particolare, questo comprende la configurazione dei principali parametri di sistema e delle principali tipologie di interfacce. La tecnologia ISDN verr invece trattata compiutamente in un modulo distinto in quanto pi ostica da configurare; verranno qui trattate solamente le parti fondamentali relative a tale tecnologia. Questo modulo intende porsi come guida rapida di tali apparati senza porsi in alternativa ai manuali ufficiali; l'obiettivo consiste nell'offrire al lettore uno spunto di partenza strutturato per poter cominciare l'interazione in maniera pi familiare con gli apparati Cisco. Questo modulo deve ovviamente intendersi come propedeutico ai successivi moduli di configurazione di apparati Cisco.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 2
1.1.3. Struttura
In questo modulo si trover l'elenco dei principali comandi di utilizzo comune e un cenno a come questi vengono impiegati. Gli argomenti principali sono: caratteristiche generali degli apparati configurazione di base necessaria all'attivazione di un router "spoglio" principali informazioni da conoscere (Command Line Interface) Cisco cenni sulle problematiche di debug configurazione delle interfacce pi comuni a proposito dell'ambiente CLI
1.1.4. Sommario
Essendo questo modulo un "manuale di laboratorio", non disponibile il sommario.
Componente che sovrintende al funzionamento dell'apparato, la cui potenza varia a seconda della classe della macchina. Su macchine di fascia alta possono coesistere anche pi elementi di elaborazione (CPU oppure ASIC dedicati) specializzati in opportuni compiti. Il compito della CPU si pu riassumere in: svolgimento del processo di forwarding (lettura dei pacchetti in arrivo dalle varie interfacce, determinazione dell'interfaccia di uscita, invio del pacchetto su tale interfaccia) calcolo delle tabelle in instradamento, aggiornamento dei dati di routing supervisione del router (gestione dei comandi dell'operatore, protocolli di gestione quali SNMP, ...)
Supporti di memorizzazione Si dividono in: ROM: memoria nella quale memorizzato il software di base del router (fondamentalmente quello necessario all'accensione). Include alcuni programmi di diagnostica ed alcuni comandi di base, necessari ad esempio per poter ripristinare il sistema operativo nel caso di cancellazione della memoria FLASH. Include anche il programma di bootstrap.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 3
NVRAM: una particolare memoria non volatile dedicata esclusivamente al salvataggio del file di configurazione. L'utilizzo di una memoria distinta dalla FLASH offre la possibilit di sostituire integralmente la FLASH senza perdere la configurazione dell'apparato. FLASH: memoria di tipo "permanente", nella quale memorizzato il sistema operativo (IOS). Rappresenta l'unit di memorizzazione di massa dell'apparato. Offre anche la possibilit di memorizzare files a scelta da parte dell'operatore (ad esempio file di configurazione di backup). RAM: la memoria di lavoro, il cui contenuto viene perso allo spegnimento dell'apparato. Mantiene una copia del sistema operativo (che viene copiato dalla FLASH alla RAM nella fase di bootstrap, anche se non su tutti gli apparati), una copia del file di configurazione (che viene copiato dalla NVRAM nella fase di bootstrap), e tutte le strutture necessarie per l'operativit dell'apparato a run-time (es., routing table, ARP cache, ecc). Interfacce di configurazione Comprendono le interfaccie fisiche necessarie alla configurazione del router. Sugli apparati Cisco si trovano solutamente le seguenti interfacce: CONSOLE : interfaccia seriale asincrona (RS232), usata per il collegamento di un terminale seriale per la configurazione del router. Spesso questa interfaccia viene utilizzata per la configurazione da locale dell'apparato, ossia attraverso un terminale (es. un PC con porta seriale) direttamente connesso all'apparato. Questo comporta la necessit per l'operatore di essere fisicamente presente nello steso luogo dell'apparato. AUX: interfaccia seriale asincrona (RS232). Fisicamente uguale alla porta console, ma funzionalmente viene utililizzata come porta di collegamento di altre periferiche, ad esempio un modem. Ad esempio, questa opzione permette ad un operatore di accedere ad una porta di configurazione attraverso la rete telefonica, consentendo di interagire con l'apparato anche senza essere fisicamente presente nel locale in cui risiede l'apparato. Si tenga presente che un apparato configurabile anche via rete IP, ma in alcuni casi (es. rete malfunzionante con apparato irraggiungibile, oppure l'applicazione di qualche comando di configurazione errato che blocca il funzionamento dell'apparato) l'accesso ad una porta "console" rappresenta l'unica via d'uscita per ripristinarne il funzionamento. Alloggiamenti per interfacce (linecard) Sono normalmente delle schede di espansione che si inseriscono in appositi alloggiamenti e che ospitano vari tipi di interfacce fisiche (Ethernet, ...), la logica per il loro funzionamento, etc.; spesso il router viene venduto con un insieme minimale di interfacce di rete e sta all'utente decidere, in base ai propri bisogni, qual l'insieme di schede pi appropriate per le proprie esigenze. Interfacce di rete Comprendono le interfacce fisiche (i "connettori" attacchi di rete); tra le principali si possono citare: AUI: interfaccia Ethernet di tipo AUI 10BaseT (e superiori): interfaccia Ethernet di tipo 10BaseT destinati ad
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 4
SERIAL: interfacce seriali sincrone (da collegare, con apposito cavo proprietario, a modem sincroni con interfaccia V.35); sono utilizzate per collegamenti dedicati (CDN), reti X.25, Frame Relay, etc. BRI: interfaccia verso l'NT di un ISDN basic rate ATM: interfaccia ATM, in fibra ottica oppure in rame. La potenza di un router (intesa in numero di pacchetti al secondo inoltrati) variabile a seconda di alcune scelte architetturali del router: i router di fascia bassa hanno schede (interfacce) con bassa capacit di elaborazione e tutto il lavoro fatto dall'unica CPU centrale la cui potenza pu essere variabile a seconda delle prestazioni richiestee i router di fascia media hanno schede intelligenti con a bordo CPU dedicate; queste svolgono autonomamente buona parte del processo di forwarding, mentre la CPU centrale si occupa del calcolo delle tabelle di instradamento e della gestione della macchina i router di fascia alta (layer 3-7 switch) hanno schede intelligenti con processo di forwarding in hardware, con prestazioni altissime; la CPU centrale si occupa del calcolo delle tabelle di instradamento e della gestione della macchina. Il grosso punto di vantaggio di un apparato Cisco (ma la stessa cosa vale per altre case costruittrici) sta nel sistema operativo, tradizionalmente molto potente anche se ostico ad un primo impatto, che definisce tra le altre cose tutti i comandi per le varie funzionalit in modo omogeneo. Ad esempio, nonostante sia possibile utilizzare PC tradizionali carrozzati con opportuno software (routing, bridging, NAT, ...) in alternativa agli apparati commerciali, la configurazione dei vari moduli spesso profondamente diversa, i moduli possono essere poco integrati tra loro, etc. Pertanto, nonostante i PC siano funzionalmente identici ad un apparato commerciale, hanno costi superiori dal punto di vista della gestione del parco apparati. Sugli apparati Cisco, il sistema operativo (IOS) risiede nella memoria FLASH. Inoltre, il sistema operativo (tramite la CLI) acquisisce dall'operatore i comandi necessari alla configurazione della macchina e li mette in opera.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 5
L'accesso all'apparato pu avvenire via rete oppure collegando un terminale (o un PC) alla porta console dell'apparato; nel primo caso possibile la gestione da remoto. L'accesso in locale obbligatorio nella fase di configurazione iniziale del router; successivamente possibile utilizzare un metodo che permette la configurazione remota, che rappresenta la tecnica preferenziale. In questa modalit viene prevalentemente utilizzato di un programma di emulazione terminale remoto (telnet o SSH; il secondo consente di criptare la comunicazione), che permette di configurare l'apparato con la solita interfacca a linea di comando che rappresenta comunque la modalit preferita di configurazione di apparati Cisco. Tuttavia questa modalit di interazione richiede la presenza di un collegamento di rete attivo e funzionante a livello IP tra l'apparato e la macchina di gestione. In questo caso, siccome un apparato (in particolar modo un router) tipicamente dotato di pi interfacce e quindi pi indirizzi IP, possibile utilizzare un indirizzo qualunque tra questi per collegarvisi. In altre parole, se l'apparato ha gli telnet A, che idnirizzi A, B e C raggiungibili, sar possibile digitare sia telnet B, che telnet C. Altre modalit di interazione consistono nell'utilizzo del protocollo SNMP oppure attraverso un browser web (il servizio pu essere abilitato tramite il comando ip http server dalla modalit di configurazione). Mentre SNMP offre anche possibilit di configurazione, sono ben pochi i gestori che utilizzano questa modalit. Viceversa, per quanto riguarda l'interazione via web, questa offre funzionalit estremamente limitate (status di ogni interfaccia, ...) ed utilizzato pi come controllo che come strumento di configurazione vero e proprio. La modalit di interazione attraverso la rete presenta una criticit nel momento in cui l'indirizzo IP a cui si fa riferimento diventa irraggiungibile (ad esempio un'interfaccia con il cavo staccato). In questo caso quell'indirizzo IP non pu essere utilizzato per accedere all'apparato ed necessario far riferimento ad un altro indirizzo IP (ove raggiungibile). Questo il motivo per cui spesso gli apparati commerciali hanno una ulteriore interfaccia virtuale configurata (l'interfaccia loopback) che ha la caratteristica di non essere legata ad alcuna interfaccia fisica, e pertanto risulta raggiungibile (fatto salvo che il routing esista per quell'indirizzo) purch esista un percorso disponibile a livello IP.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 6
L'accesso tramite console non soffre di questi problemi di raggiungibilit; tuttavia, necessario risiedere fisicamente in locale in quanto il router collegato con il terminale di configurazione attraverso un cavo console. Nel passato per questa operazione era utilizzato un terminale VT100, ossia una sorta di terminale "stupido" in grado di inviare/ ricevere dati verso un elaboratore attraverso un'interfaccia seriale. Questo dispositivo pu essere emulato da un programma software quale l'HyperTerminal nel mondo Windows, il quale va configurato con gli opportuni parametri relativi all'interfaccia seriale: 9600 bps, 8 bit, No Parity, Stop Bit 1, Flow Control Hardware In alternativa, possibile collegare la porta console (o AUX) ad un modem, con le stesse modalit di interazione gi illustrate in precedenza. Tra il resto, nel momento in cui venga utilizzato un terminale seriale possibile inviare all'apparato caratteri speciali, ad esempio il break. In Windows, il tasto Break si ottiene premendo contemporaneamente i tasti CTRL+&. In figura mostrata una possibile schermata di accesso ad un router attraverso una finestra HyperTerminal di Windows. In tale finestra possibile digitare i comandi di configurazione secondo la sintassi a linea di comando degli apparati Cisco.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 7
Un nuovo comando di configurazione impartito al router viene scritto in un file di configurazione chiamato running-config , memorizzato in RAM e immediatamente applicato dalla macchina. Tuttavia, questo file di configurazione viene perso allo spegnimento dell'apparato e l'effetto dei comandi in esso contenuti si esaurisce allo spegnimento del router. Gli apparati mantegono per un secondo file di configurazione nella memoria NVRAM, chiamato startup-config che viene utilizzato , per impostare una configurazione sull'apparato alla sua accensione. I due file, in RAM e in NVRAM possono non essere allineati. Ad esempio, nel caso dell'esempio precedente, i due files non sono allineati: per rendere effettiva anche la configurazione della RAM ad un successivo reboot necessario salvare il file in NVRAM, da dove verr letto all'accensione del router. Ne consegue che: non detto che le configurazioni scritte in RAM e NVRAM siano allineate; in mancanza della configurazione RAM (ad esempio allo startup del router) viene letta quella della NVRAM la configurazione RAM viene trasferita in NVRAM corrispondenza di uno specifico comando dell'operatore solo in
possibile procedere ad una opportuna politica di backup, copiando la configurazione attiva dalla RAM in NVRAM solamente quando si sicuri dalla correttezza della stessa (ad esempio si verificato il corretto comportamento del router in queste condizioni per un certo tempo) tutte le modifiche di configurazione impartite dall'operatore vengono salvate esclusivamente sulla RAM, che quindi appare come se avesse la "precedenza" sulla NVRAM La configurazione corrente del router pu essere anche salvata (o letta) via rete attraverso il protocollo TFTP. E' possibile quindi indicare al router di scrivere il file di configurazione in rete (anzich in NVRAM) su uno specifico TFTP server con il risultato di ottenere un file testuale con l'elenco di tutti i comandi di configurazione. Analogamente possibile indicare al router di leggere un file di configurazione via rete anzich procedere alla configurazione manuale del tutto. Ovviamente tale modalit richiede che la rete sia funzionante e che vi sia la raggiungibilit del server TFTP a livello IP. Gli apparati Cisco fanno largo uso di server TFTP; anche l'aggiornamento ad una nuova versione del sistema operativo fa uso di questi tipi di servers.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 8
L'IOS ha interfaccia completamente testuale (CLI, Command Line Interface). Esistono dei tools grafici ma hanno caratteristiche estremamente limitate che ne rendono possibile l'utilizzo solamente con configurazioni molto semplici; di fatto, vengono utilizzati pi spesso per la visualizzazione di alcuni parametri operativi. I men della linea di comandi di IOS seguono un'organizzazione gerarchica su N livelli annidati. E' possibile passare da un livello all'altro con specifiche parole chiave; per uscire dallo specifico sottomen si usa la parola chiave exit. La parola chiave end permette invece il ritorno diretto da qualunque sottomen di configurazione alla modalit privilegiata. I passaggi da una modalit all'altra sono evidenziati dalla Router> in diverso prompt che viene stampato dal router, ad esempio modalit utente, che diventa Router# in modalit privilegiata. Le principali modalit operative sono le seguenti: Modalit utente Questa la prima modalit a cui si ha accesso una volta collegati all'apparato. In essa possibile visualizzare alcuni dati di funzionamento dell'apparato, anche se i privilegi in questo livello sono molto limitati. Il passaggio alla modalit successiva avviene enable. attraverso la parola chiave Per accedere a questa modalit pu essere richiesta una fase di autenticazione. Passaggio alle altre modalit operative: enable per passare alla modalit privilegiata; exit: per abbandonare la sessione corrente con il router. Modalit privilegiata In questa modalit possibile visualizzare tutti i dati di funzionamento del router ed e possibile azzerare alcune strutture che vengono utilizzate a run-time (es. chache, contatori di interfacce, ecc). Tuttavia, non possibile cambiare la configurazione dell'apparato, anche se sono disponibili alcuni comandi che permettono i gestire i files di configurazione dell'apparato e, tramite questi, possibile rimpiazzare un file con un altro. Curiosamente, mentre in questa modalit possibile sostituire un intero file di configurazione con un altro, non possibile digitare comandi di configurazione singoli, riferiti ad una specifica funzione. Passaggio alle altre modalit operative: configure terminal per passare alla modalit di configurazione (Nota: esistono anche altri comandi per entrare in modalit configurazione, quali ad es. configure network exit: per tornare in modalit utente. ); Modalit configurazione In questa modalit possibile variare i parametri di funzionamento del router e procedere alla sua configurazione. Passaggio alle altre modalit operative: (comando specifico) per
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 9
entrare nel sottomen occorre utilizzare una parola chiave specifica che dipende dall'aspetto di configurazione che si vuole modificare; ad esempio, per entrare nella modalit di configurazione dell'interfaccia Ethernet0, necessario digitareinterface ethernet 0. Per tornare in modalit privilegiata: exit. Modalit di configurazione della funzionalit specifica In questa modalit possibile configurare la funzionalit specifica. Nel caso dell'esempio precedente possibile configurare i paramentri di quell'interfaccia (ad esempio la modalit full/hald duplex, l'indirizzo IP, ecc). Passaggio alle altre modalit operative: normalmente non sono disponibili ulteriori sottomen. Per tornare in modalit di configurazione: exit. Per tornare direttamente in modalit privilegiata: end. In ogni momento l'IOS rende disponibile un help contestuale, richiamabile digitando il carattere " ?". Vengono quindi elencati tutti i comandi disponibili in quella particolare modalit; per un help pi specifico possibile digitare "comando ?" in riferimento al comando desiderato. Questa tipologia di help disponibile in maniera recursiva; pertanto, per sapere il significato e le possibili opzioni riferite all'opzione B del comando A, possibile digitare comandoA opzioneB ? e cos via. Per velocizzare l'immissione dei comandi, l'IOS supporta anche comandi abbreviati: quando un particolare comando in un certo contesto non pi ambiguo, viene automaticamente riconosciuto dal sistema. Ad esempio possibile digitare il comando abbreviato sh anzich la forma intera show. IOS dispone anche del completamento automatico: digitando un comando e premendo il tasto TAB, se l'IOS riconosce il comando questo viene completato automaticamente. In altre parole, digitanto sh e premendo il tasto TAB comparir sullo schermo il comando intero show. Questa modalit di autocompletamento particolarmente utile per controllare che il comando (parziale) che si sta digitando effettivamente quello voluto. Ogni comando disponibile in forma negata e affermata: possibile abilitare una determinata funzione digitando stringa_di_comando" e " disabilitare la funzione stessa digitando no stringa_di_comando". Pertanto, " per cancellare un comando esistente sufficiente digitare il comando preceduto dalla parolano. Ad esempio, se il comando shutdown disabilita un'interfaccia di rete, il comando no shutdown effettua l'operazione opposta, riattivando l'interfaccia. L'IOS ha seguito una certa evoluzione, anche nella sintassi dei comandi. Versioni nuove non solo inseriscono funzionalit nuove e quindi comandi nuovi, ma spesso vecchi comandi vengono sostituiti con sintassi diverse. Sar quindi possibile che alcuni comandi citati in questi moduli non funzionino su alcuni routers o perch la verione di IOS troppo vecchia per supportarli, oppure addirittura perch alcune particolari famiglie non supportano quel comando specifico. [Link]. I comandi di default
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 10
Gli apparati Cisco memorizzano la configurazione in un apposito file che pu essere salvato sulla memoria NVRAM. La configurazione pu essere visualizata con opportuni comandi. Purtroppo, il file di configurazione non comprende esplicitamente tutti i parametri operativi configurati sul router. Ad esempio, nella figura si vede come nel primo caso l'interfaccia Serial0 venga configurata con un particolare tipo di protocollo di livello data-link con il comando encapsulation hdlc. Tuttavia questo comando non compare nella sezione della configurazione dedicata all'interfaccia seriale del router visualizata attraverso un opportuno comando. Vice versa, se si ripete la procedura applicando il comando encapsulation ppp al posto del comando encapsulation hdlc (che rappresenta un protocollo di tipo data-link alternativo ad visualizzato nella configurazione.
HDLC), questo
viene
poi
La ragione che, per gli apparati Cisco, alcuni comandi sono considerati come scelta di default e pertanto non vengono visualizzati nel file di configurazione per evitare di farla diventare eccessivamente verbosa. Questo comportamento genera per due tipi di problemi: l'utente deve essere sufficientemente esperto da ricordare che alcune funzionalit sono presenti (oppure sono configurate in un certo modo di default) anche se non compare una riga esplicita nel file di configurazione la sostituzione della configurazione attuale attraverso la sua riscrittura con un nuovo file di configurazione rischia di creare dei problemi. In particolare, il secondo punto merita un approfondimento. Gli apparati Cisco permettono di copiare un intero file di configurazione secondo diverse modalit (da un server TFTP al router, dalla memoria FLASH, oppure pi banalmente attraverso un copia-e-incolla di una configurazione esistente via terminale, ecc.). Tuttavia, quello che viene indicato come "copia" dovrebbe essere pi corettamente identificato come "unione". Infatti si supponga di avere un apparato con la configurazione attiva indicata in figura. Tale configurazione comprende la linea encapsulation ppp, che specifica un determinato protocollo di livello data-link sull'interfaccia seriale. Se, attraverso uno dei tanti comandi a disposizione, si vuole applicare sull'apparato una nuova configurazione (quella in alto) chenon comprende la linea incriminata, il risultato encapsulation ppp nella che l'apparato si trover ancora il comando configurazione finale. Infatti, nella nuova configurazione il comando encapsulation hdlc, che rappresenta il comportamento di default, omesso, e pertanto non pu sovrapporsi (e sostituire) il comando alternativo encapsulation ppp .
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 11
Si noti invece che questo problema non sussiste per la configurazione dell'indirizzo IP: nella vecchia configurazione non era presente alcun indirizzo IP configurato, e nella configurazione finale risulter presente l'indirizzo IP definito sulla configurazione nuova, che annulla il precedente comando no ip address . shutdown, che Un caso di errore molto frequente relativo al comando no shutdown, invece disattiva un'interfaccia di rete. Il comando opposto, rende questa interfaccia operativa, ma viene omesso in quanto ritenuto un comando di default. Ora, si supponga che il router abbia una certa interfacca show di rete disabilitata: visualizzando il file di configurazione (comando running-config questa interfaccia includer la direttivashutdown. A questo ), punto, se si copia una nuova configurazione (che presuppone di avere l'interfaccia attiva, ma il cui comando no shutdown non viene visualizzato essendo quello di default) su quella attuale, lo stato dell'interfaccia non cambier in quanto la nuova configurazione andr ad integrare quella attuale. Per attivare l'interfaccia quindi necessario impartire il comando di attivazione dell'interfaccia ( no shutdown) in maniera esplicita. E' pertanto necessario tenere conto di questi comandi di default nel momento in cui ci si trova ad applicare nuove configurazioni sugli apparati a partire da configurazioni esistenti. Viceversa, il problema non sussiste nel caso in cui l'apparato ha la configurazione iniziale, in quanto tale configurazione , per definizione, quella con tutti i comandi di default. [Link]. Sovrascrittura di comandi Gran parte dei comandi di configurazione degli apparati ammettono una sola instanza. Ad esempio, un solo indirizzo IP pu essere configurato come primario su una interfaccia, oppure un'interfaccia pu avere solamente una encapsulation attiva. L'IOS prevede che se un comando viene nuovamente digitato con altri parametri, la versione precedente viene persa. Ad esempio, la figura mostra una configurazione nella quale un'interfaccia seriale configurata con un indirizzo IP uguale a [Link]. A seguito di un nuovo comando di configurazione che mira ad impostare il valore dell'indirizzo a2.2.2.2, il primo indirizzo viene perso e sovrascritto dal secondo. Pertanto, nella gran parte dei casi non necessario annullare un precedente comando no ip address [Link] (digitandolo in forma negata, in questo caso [Link]) per poterne cambiare il valore, ma sufficiente procedere a digitare un nuovo comando che va direttamente a sostituire quello precedente.
1.2.4. Ripristino del sistema operativo in caso di cancellazione della memoria FLASH
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 12
La memoria FLASH: fondamentale in quanto contiene il sistema operativo. Tuttavia, questa memoria pu venire cancellata da qualche comando maldestro (ad esempioerase flash:) e in questo caso necessario ripristinarla copiandoci il sistema operativo. Nel caso di cancellazione della memoria FLASH: possono verificarsi due casi a seconda che il router abbia fatto il reboot oppure no.
[Link]. Router con sistema operativo Il caso pi semplice quando ci si accorge di aver cancellato la memoria FLASH: senza che il router abbia effettuato un successivo reboot. In questo caso il sistema operativo ancora attivo e pertanto il router accetta tutti i comandi previsti dall'IOS. Dalla modalit privilegiata possibile lanciare il seguente comando: copy tftp:nomefileIOS flash: Questo comando scaricher il file contenente il sistema operativo da un server TFTP e lo scriver sulla memoria FLASH:. Completato questo punto, il router sar pronto per un successivo reboot. Ovviamente deve esistere un server TFTP attivo e deve esistere una connettivit a livello IP tra il router e questo server. [Link]. Router in ROMMON (senza sistema operativo) Questo caso pi complesso e si verifica quando il router ha gi effettuato un reboot dopo la cancellazione della memoria FLASH. In questo caso, il router non trover il sistema operativo ed entrer in una speciale modalit operativa definita ROMMON. Questa pu essere facilmente identificata dal prompt dei comandi che sar, appunto, rommon>. In questa modalit sono disponibili alcuni comandi basilari e non tutti quelli del sistema operativo. L'utility da utilizzare, in questo caso, e' tftpdnld per poter scaricare una nuova immagine del sistema operativo da un server TFTP. Al lancio dell'utility verr richiesto di settare una serie di variabili di ambiente (es. l'indirizzo IP assegnato al router, etc), a cui far seguito la sessione di richiesta del file indicato al server TFTP. Tuttavia in questo caso le scelte sono ridotte rispetto al caso precedente; ad esempio necessaria la presenza di connettivit IP tra l'interfaccia primaria del router e il server TFTP, mentre nel caso precedente era sufficiente un'interfaccia qualsiasi. Al termine dello scaricamento del file, possibile far ripartire il router lanciando il comando boot.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 13
[Link]. Ripristino del VLAN database in caso di cancellazione della memoria FLASH A seguito della cancellazione della memoria FLASH:, le macchine che hanno interfacce switched devono anche ripristinare il VLAN database in quanto questo in realt memorizzato come normale [Link]) sulla ( memoria FLASH. vlan Per il ripristino di questo file, sufficiente digitare il comando database (in modalit privilegiata) e impostare nuovamente tutte le VLAN attive sulla macchina. Per maggiori dettagli sull'impostazione del VLAN database, si consulti l'apposita sezione.
parametri
di
configurazione delle interfacce: configurazione a basso livello, imbustamento, velocit, indirizzi di rete configurazione del routing: route di default, attivazione dellinstradamento (forwarding), parametri propri di ciascun processo di routing (OSPF, ) configurazione etc. avanzata: access lists,
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 14
Pertanto, presenta una domanda che suggerisce all'utente di salvare la configurazione attuale nella NVRAM per evitare di perderla. A tale domanda necessario risponderen", in quanto il " nostro scopo appunto quello di azzerare il router, e quindi farlo iniziare con una configurazione spoglia. A seguito della nostra risposta, l'apparato presenter una seconda domanda di conferma, a cui necessario rispondere y". A questo " punto il riavvio ha inizio. ... Segue una fase in cui l'apparato procede al bootstrap. Al temine di questa fase, l'apparato presenter una domanda nella quale suggerisce di entrare in una fase di configurazione guidata. A questo domanda necessario rispondere n". A questo punto, " l'apparato inizializzer le sue interfacce e si posizioner in modalit utente.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 15
Cisco(config-line)# password telnet_pwd Abilita (e configura) la password di accesso al router via telnet. Attenzione: si veda la nota al fondo del paragrafo. Cisco(config-line)# exit Esce dalla modalit di configurazione dei terminali virtuali. Cisco(config)# exit Esce dalla modalit di configurazione. Nota importante Nelle esercitazioni di laboratorio si faccia attenzione : non impostare password di nessun tipo. Infatti, nel momento in cui password non sia conosciuta, necessario procedere ad una operazione password recovery che relativamente complessa. Pertanto, ai fini laboratorio si consiglia caldamente di non impostare password. sh NOTA: Nella visualizzazione di una configurazione (ad esempio run ) vengono riportate solo le opzioni che non sono al valore standard. a la di di
configurazione
Cisco# copy running-config startup-config Salva nella NVRAM la configurazione attiva. Cisco# copy running-config flash:myconfig Salva l'attuale configurazione in un file chiamato myconfig e memorizzato nella memoria FLASH. Analogamente, possibile salvare la configurazione in un file su un server TFTP (copy running-config tftp:myconfig in questo caso il server TFTP ); deve essere attivo e raggiungibile a livello IP. !!Attenzione!! All'atto della digitazione di questo comando, il router chieder di confermare la formattazione della memoria FLASH prima di memorizzare la configurazione. Digitaren, altrimenti tutte le informazioni sulla FLASH: verranno perdute. Nel caso in cui questo si verifichi necessario ripristinare il sistema operativo sulla memoria FLASH con l'apposita procedura. Cisco# show startup-config Visualizza la configurazione salvata su NVRAM. Cisco# show configuration Attenzione: contrariamente a quanto sembrerebbe intuitivo, questa configurazione NON quella attualmente attiva sul router, ma quella salvata su NVRAM. Pertanto, si consiglia a scanso di equivoci di utlizzare i comandi che fanno uso delle parole chiave running-config e startup-config . Cisco# erase startup-config
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 16
Cancella la configurazione presente nella memoria NVRAM. A seguito di tale comando, l'apparato presenter una domanda di conferma, a cui necessario rispondere "y". !!Attenzione!! Si faccia attenzione al comandoerase in quanto potrebbe essere utilizzato per cancellare anche altre zone di memoria. In particolare, potrebbe essere utilizzato per cancellare la memoria FLASH, con la conseguente cancellazione del sistema operativo (e il conseguente blocco dell'apparato al successivo riavvio). Cisco# dir flash Visualizza l'elenco dei files contenuti nella memoria FLASH. Una buona pratica di backup per il salvataggio delle configurazione quella di fare cut-and-paste della configurazione visualizzata su schermo e salvarla sul proprio hard disk. In questo modo sar possibile riapplicare la configurazione direttamente da terminale, dopo aver eventualmente riazzerato il router con l'apposita procedura. Il comando fondamentale perci il comando show
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 17
Cisco# debug ? Mostra le attivit su cui il debugging pu essere attivato. Cisco# debug ip packet dump Stampa su monitoring il dump esadecimale dei pacchetti che passano nel router; un comando molto pericoloso per la sua capacit di saturare il router. Cisco# no debug all Per disabilitare tutti i comandi debug attivati in precedenza. Cisco# term mon (term no mon per la sua disattivazione) Attiva il debuging sul monitor (necessario solo via telnet, per attivare loutput su terminale locale e non sulla console del router). Il debug deve essere lanciato con cura evitando di saturare la CPU e la capacit trasmissiva (nel caso di debug remoto) a disposizione del router. Non infrequente che il router risulti saturato dalla gestione dei messaggi di debug e che non riesca pi ad accettare altri comandi di nessun tipo. In queste condizioni il debug provoca la totale perdita di controllo sul router che pu essere riattivato solamente attraverso l'utilizzo della console dello stesso.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 18
[telnet] indirizzo Apre un terminale virtuale con la destinazione Pu essere importante ricordare che questi strumenti di diagnostica sono molto approssimativi. Ad esempio una mancanza di risposta al comando ping non implica automaticamente la mancanza di una route per raggiungere la destinazione, ma pu anche essere leventuale mancanza di una route per il ritorno. E' quindi importante accertarsi in prima battuta che i vicini al router in esame siano raggiungibili, per poi proseguire il debug secondo cenrchi concentrici a raggio sempre maggiore.
Administratively Down: l'interfaccia stata disabilitata da management (ad esempio mediante un comando shutdown) e non pu n inviare n ricevere i pacchetti; Down: l'interfaccia abilitata a funzionare, ma qualcosa ne impedisce il funzionamento e il router non rileva la presenza del segnale di portante sull'interfaccia. Ad esempio, pu capitare su una interfaccia seriale in modalit DCE senza il clockrate attivato. Up: l'interfaccia abilitata a funzionare e il il segnale di portante correttamente rilevato. Questo non vuole necessariamente dire che l'interfacia sia completamente funzionante: ad esempio un link seriale
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 19
potrebbe non funzionare a causa dell' encapsulation, magari PPP da un lato e HDLC dall'altro. Il protocollo di linea rappresenta invece lo stato della connessione sulla rete e pu assumere i seguenti valori: Downn: il protocollo di linea non attivo (ad esempio l'encapsulation errata, etc). Up: il protocollo di linea attivo e l'interfaccia pertanto in grado di inviare i propri dati verso sul canale fisico. [Link]. Comandi generali di configurazione Sono quei comandi che possono essere sostanzialmente applicati su tutte le interfacce fisiche. SI riporta una traccia di configurazione che fa uso di questi comandi (si noti che non tutti questi comandi vengono utilizzati in una configurazione normale).. Cisco# configure terminal Entra in modalit configurazione. Cisco(config)# ip subnet-zero Abilita luso della subnet zero sulle interfacce e sulle routing updates. In mancanza di questo comando le reti terminanti con "0" non sono ammesse se non con netmask "naturali" (/24, / 16 e /8); ad esempio non ammessa la rete [Link]/30, mentre lo la [Link]/30. Cisco(config)# interface name Entra nel sottomen di configurazione dell'interfaccia name. Questo comando permette l'entrata nel sottomenu di configurazione delle interfacce abilitando quindi la digitazione dei comandi successivi. Cisco(config-if)# ip address indirizzo maschera Assegna allinterfaccia lindirizzo e la maschera indicati. Cisco(config-if)# ip address indirizzo maschera secondary Lopzione secondary indica che lindirizzo secondario e permette la configurazione di pi indirizzi IP sulla stessa interfaccia fisica. Si ricordi che senza questa ozione secondary l'indirizzo IP verrebbe sovrascrittp all'indirizzo precedente. Cisco(config-if)# description descrizione_interfaccia Assegna una stringa letterale per la descrizione dellinterfaccia. Cisco(config-if)# no shutdown Abilita il funzionamento di quell'interfaccia (pu essere utilizzato ad esempio dalle interfacce ISDN per forzare la terminazione della chiamata corrente); per riattivare l'interfaccia necessario digitare no shutdown. Cisco(config-if)# mtu valore Definisce una MTU diversa rispetto a quella standard. Cisco(config-if)# ip proxy arp Abilita il proxy arp su quellinterfaccia. Cisco(config-if)# end Esce dal men di configurazione e ritorna in modalit privilegiata.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 20
[Link]. Comandi di visualizzazione e controllo I comandi di controllo sono attivabili in modalit privilegiata e sono normalmente dei comandi di tipo show. show interface [ nome] Visualizza gli attuali dati relativi alle interfacce del router; se viene specificato nome vengono visualizzati solamente i dati relativi a quell'interfaccia. Questo comando visualizza, tra gli altri dati, lo stato dell'interfaccia e quello del suo protocollo di linea. show interfaces [ type] Visualizza gli attuali dati relativi ad un particolare tipo di interfacce del router (ad esempio tutte le interfacce Ethernet). show controllers [ interface] Visualizza tutte le informazioni relative ad un controller di interfaccia; utilizzato soprattutto per il debug dal personale tecnico per visualizzare dati interni all'interfaccia che potrebbero segnalare un malfunzionamento. Ad esempio, nel caso di link seriale, questo visualizza se la seriale utilizzata in modalit DTE o DCE, il valore dell'eventuale clockrate, etc. show cdp neighbors Visualizza l'elenco dei router vicini a quello in esame; questa informazione ottenuta grazie ad un protocollo proprietario Cisco (Cisco Discovery Protocol), abilitato di default su tutti i router. show process cpu Visualizza i dati di occupazione della CPU corrente e i processi attualmente attivi; utile per verificare il grado di carico attuale sul router. clear interface name Effettua un reset hardware dell'interfaccia selezionata. clear counters Azzera i contatori (ad esempio il numero di pacchetti trasmessi, ...) relativi all'interfaccia selezionata.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 21
Si riporta un esempio di configurazione tipico di un'interfaccia Ethernet. Cisco> enable Entra in modalit privilegiata. Cisco# configure terminal Entra in modalit di configurazione Cisco(config)# interface FastEthernet0 Entra nella modalit di configurazione dell'interfaccia FastEthernet0. Nota: questa interfaccia di tipo tradizionale (non switched), pertanto la configurazione degli indirizzi IP va fatta direttamente sull'interfaccia stessa. Cisco(config-if)# ip [Link] [Link] Assegnazione dell'indirizzo netmask) all'interfaccia. address IP (e
dallo
stato
di shutdown
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 22
Cisco(config-if)# switchport access vlan 12 Assegnazione dell'interfaccia alla VLAN 12 in modalit access. Dal momento che in questa modalit le trame ethernet non vengono taggate con il VLAN-ID, il valore 12 ha validit puramente interna all'apparato, e deve essere uguale al corrispondente numero presente nel comando interface vlan . Cisco(config-if)# no ip address Nessun indirizzo IP assegnato all'interfaccia FastEthernet fisica. Cisco(config-if)# no shutdown Attiva l'interfaccia, cancellandola (spegnimento amministrativo). dallo stato shutdown di
Cisco(config-if)# exit Esce dal contesto di configurazione dell'interfaccia FastEthernet2. Cisco(config)interface Vlan12 Entra nella modalit di configurazione dell'interfaccia virtuale Vlan12. Questa interfaccia necessaria per attivare un'indirizzo di livello 3 (routed) sull'intera VLAN. Nota: questa interfaccia di tipo virtuale e pu venire creata/ cancellata dinamicamente a seconda delle assegnazioni delle VLAN alle interfacce Ethernet switched. In particolare, questo comando non sono permette di entrare nella configurazione della interfaccia VLAN12, ma impartisce anche all'IOS il comando di creazione di tale interfaccia virtuale. Il numero "12" deve essere uguale a quello associato al comandoswitchport presente nell'interfaccia FastEthernet reale. Nota: una volta create, le interfaccie VLAN sono attive automaticamente; pertanto non necessario digitare esplicitamente il comando no shutdown. Cisco(config-if)ip address [Link] [Link] Assegnazione dell'indirizzo IP (e netmask) all'interfaccia virtuale. Cisco(config-if)# end Esce dal men di configurazione e ritorna in modalit privilegiata. E' importante ricordare come l'interfaccia VLAN sia di tipo virtuale, quindi viene creata dinamicamente a seconda dei comandi dell'operatore. In altre parole, in un apparato appena inizializzato questa interfaccia non verr visualizzata dal comandoshow running-config Tuttavia, a seguito della . show running-config creazione dell'interfaccia stessa, lo stesso comando visualizzer questa nuova interfaccia nel file di configurazione. Le interfacce switched sono sempre associate ad una VLAN. Qualora il comando switchport non sia presente esplicitamente, la porta viene configurata automaticamente in modalit accesso ed associata alla VLAN 1. [Link]. Esempio complesso di configurazione
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 23
In figura riportato un posibile scenario di configurazione maggiormente complesso rispetto al precedente. Tralasciando i dettagli relativi ai comandi impartiti, in tale esempio l'apparato avr una interfaccia (FastEthernet0) utilizzata solamente in modalit routed, mentre altre due (FastEthernet1 e FastEthernet2) vengono utilizzate in modalit switched. Tuttavia, le ultime de interfacce sono associate ad un indirizzo IP che rappresenta il default gateway per le stazioni collegate alle interfacce in esame. La configurazione precede quindi la creazione di due VLAN, la prima associata ad una sola interfaccia switched, la seconda associata alle ulteriori due interfacce in esame. [Link]. Il VLAN database Per quanto riguarda le interfacce VLAN, necessario ricordare che alcuni apparati (tra cui quelli presenti nel laboratorio al Politecnico di Torino) attivano le VLAN solo a fronte di una esplicita configurazione del VLAN database che non fatto automaticamente digitando la configurazione nella modalit tradizionale del router. Pertanto, necessario accertarsi della configurazione delle VLAN utilizzando i seguenti comandi: Cisco> enable Entra in modalit privilegiata. Cisco# vlan database Entra nel men di gestione del VLAN database. Nota: i comandi riportati in seguito non devono essere digitati tutti: necessario digitare solamente quelli relativi all'azione (visualizzazione delle VLAN attive, aggiunta di una nuova VLAN, cancellazione di una VLAN esistente) che si vuole intraprendere. Cisco(vlan)# vlan45 Attiva una nuova VLAN (contraddistinta dal numero 45). Cisco(vlan)# no vlan44 Elimina una VLAN precedentemente numero 44). attiva (contraddistinta dal
Cisco(vlan)# show Visualizza le VLAN attualmente configurate nel VLAN database. Cisco(vlan)# exit Esce dalla modalit di gestione del VLAN database e rende attivi i cambiamenti impostati. Nota: mentre i comandi di configurazione (in modalitconfigure terminal) sono immediatamente attivi, i comandi relativi al VLAN database vengono applicati solamente all'atto del comando exit. La configurazione del VLAN database viene salvata sulla memoria FLASH, pertanto viene automaticamente riattivata al successivo reboot del router.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 24
Normalmente (per quanto riguarda i router di laboratorio al Politecnico di Torino) non necessario configurare il VLAN database in quanto gi configurato prima delle esercitazioni. E' importante ricordare che la dimensione del VLAN database pu essere limitata su alcuni apparati (ad es 4 VLAN nel caso di piccoli apparati). In questo caso necesasrio eventualmente limitare alcune VLAN presenti nel database prima di poter configurare nuovi valori.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 25
Un esempio di configurazione riferito alla rete indicata in figura, il seguente: Cisco> enable Entra in modalit privilegiata. Cisco# configure terminal Entra in modalit di configurazione Cisco# interface Serial0 Entra nella modalit di configurazione dell'interfaccia Serial0. Nota: questa interfaccia di tipo DCE e quindi necessario configurare anche il clockrate. Per visualizzare se un'interfaccia di tipo DTE o DCE sufficiente digitare il comandoshow controllers serial 0, in modalit privilegiata. Cisco(config-if)# ip address [Link] [Link] Assegnazione dell'indirizzo IP (e netmask) all'interfaccia . Cisco(config-if)# encapsulation ppp Attiva la tramatura data-link di tipo PPP. Cisco(config-if)# no shutdown Attiva l'interfaccia, cancellandola (spegnimento amministrativo) Cisco(config-if)# clockrate 64000 Questo comando imposta la velocit del link, e deve essere digitato solamente sulle interfacce che agiscono come DCE e se le interfacce DTE/DCE sono collegate da un cavo diretto, senza la presenza di modem intermedi. Cisco(config-if)# end Esce dal men di configurazione e ritorna in modalit privilegiata. dallo stato shutdown di
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 26
canale richiede una propria sottorete. Questa soluzione adata a topologie fisiche di tipo stellare oppure a maglia non completa. Siccome non possibile utilizzare il protocollo ARP su una rete NBMA, necessario stabilire l'indirizzo IP dell'endpoint remoto. Cisco offre sia la possibilit di definire staticamente l'indirizzo IP dell'endpoint remoto, sia di lasciare al router il compito di scoprirlo da solo attraverso il protocollo di Inverse ARP. Dal momento che Frame Relay offre la possibilit di configurare pi collegamenti diversi (DLCI) sulla stessa interfaccia fisica (Serial), Cisco offre la possibilit di definire, all'interno di un'interfaccia seriale, delle subinterfacce ognuna con le proprie caratteristiche di encapsulation, topologia, dynamic/static mapping degli indirizzi. I passi obbligatori per la configurazione sono: abilitazione della Frame Relay Encapsulation sull'interfaccia seriale configurazione del mapping statico o dinamico degli indirizzi remoti [Link]. Principali comandi di configurazione I comandi principali di configurazione sono i seguenti: encapsulation frame-relay [ietf] Abilita e specifica il tipo di encapsulation relativamente all'interfaccia in esame. Questo un comando di interfaccia e pu operare sia su interfacce seriali, sia su subinterface. frame-relay lmi-type [ansi | cisco | q933i ] (opzionale; default: cisco) Imposta il tipo di protocollo LMI necessario per parlare con la rete Frame Relay frame-relay map protocol protocol-address dlci [broadcast] [ietf] [cisco] (opzionale) Definisce un mapping statico l'indirizzo (ad esempio IP) dell'endpoint remoto e il PVC (attraverso il suo identificativo DLCI) necessario per raggiungerlo. interface type [Link]-number{multipoint | point-to-point} Definisce se l'interfaccia fisica (oppure la sub-interface) sono di tipo point-to-point oppure multipoint. La seconda scelta quella di default. Nel caso in cui non sia ancora stata definita tale subinterface, questo comando ha come effetto collaterale la sua creazione. frame-relay interface-dlci dlci Definisce esattamente qual il DLCI da utilizzare per inviare il traffico a destinazione. Questo comando obbligatorio per le interfacce di tipo point-to-point e per quelle multipoint nel quale stata abilitata la risoluzione dinamica degli endpoints, mentre non richiesto per le sub-interface multipoint configurate con mapping statico.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 27
[Link]. Gestione del traffico La tecnologia Frame Relay offre la possibilit di definire alcune soglie di traffico (PIR, EIR, AR) con diversi significati. Il PIR la massima quantit di dati trasmissibile con certezza dalla rete; l'EIR la massima quantit di traffico in eccesso che la rete pu trasmettere ma di cui non sono date garanzie di recapito (e che viene scartato con priorit maggiore nel momento in cui la rete congestionata), AR la velocit di accesso (Access Rate) dell'interfaccia Frame Relay. La configurazione di questi parametri permette di ottenere performance migliori da parte della rete in quanto permette di attivare i meccanismi di notifica esplicita della congestione da parte del router di bordo (adaptive shaping). Il router sar quindi in grado di regolare l'ammontare del traffico immesso in base alle notifiche di congestione che gli arriveranno dalla parte interna della rete FR, consentendo lo sfruttamento della massima capacit possibile in ogni condizione di carico della rete. Le applicazioni rimarranno quindi avvantaggiate in quanto, tendenzialmente, non si verificheranno errori nella rete; il TCP ne trarr particolare giovamento in quanto vengono ad essere eliminati i timeout dovuti ad errori e ritrasmissioni evitando quindi l'andamento di throughput a dente di sega proprio del TCP. I comandi principali di gestione del traffico sono: frame-relay traffic-shaping Attivazione della funzionalit di Traffic Shaping sull'interfaccia (o subinterface) desiderata. frame-relay class nome Assegnazione di una particolare classe di traffico (chiamata nome) all'interfaccia; in questa classe di traffico (specificata a parte) saranno contenuti i parametri contrattualizzati (CIR, PIR ) ed i criteri per ladattamento dinamico del traffico offerto. map-class frame-relay nome Creazione di una nuova map-class (in modalit di configurazione) che conterr la specifica del traffico. frame-relay traffic-rate average peak Specifica delle caratteristiche di traffico in termini di CIR average) e ( CIR+EIR (peak). frame-relay adaptive-shaping becn Attivazione delladaptive shaping basato sul BECN; il router sar in grado di immettere nella rete il maggior numero di dati senza tuttavia provocare perdite.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 28
In alcune versioni di IOS esiste un problema legato al comando framerelay traffic-rate per cui i parametri di questo comando non sono interpretati come average peak ma peak peak. Per impostare invece il vero valore del CIR necessario utilizzare il comando aggiuntivo frame-relay mincir out <average> (ad esempio frame-relay mincir out 64000 per ottenere un CIR di 64Kbps). In figura viene mostrato il meccanismo adottato per regolare il traffico, basato principalmente sul Burst Committed (Bc) pari a 8Kbit. In questo esempio il traffico passa alla velocit di linea (256Kbps) fino ad esaurire il valore di Bc, quindi il router inserisce uno stop per poter soddisfare il rate negoziato. Le trasmissione riprende al tempo 125ms, valore ricavato dividendo Bc per il CIR, quando il rate ritornato conforme (64Kbps) al CIR negoziato dall'utente.
[Link]. Comandi di controllo I principali comandi di controllo sono seguenti: show interface serial Mostra informazioni su DLCI e LMI . show frame-relay pvc Mostra statistiche di traffico sui PVC. show frame-relay map Mostra gli abbinamenti tra indirizzi di rete e i DLCI (route maps). show frame-relay lmi Mostra informazioni LMI. i
1.5.6. IPv6
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 29
La configurazione di indirizzi IPv6 estremamente simile a quella della configurazione di indirizzi IPv4. Tuttavia, a causa di alcuni comandi aggiuntivi e di alcune peculiarit di questa tecnologia, si preferisce elencare a parte i comandi pi importanti. Cisco# show ipv6 interface Mostra tutti gli indirizzi IPv6 associati alle interfacce, con tutti i dettagli (indirizzi multicast attivi, eventuali settings di ICMP, Duplicate Address Detection, etc) Cisco# show ipv6 interface brief Mostra in modo sommario lo stato delle interfacce IPv6 (up/down) e i principali indirizzi IPv6 associati alle interfacce. Cisco# show ipv6 neighbors Visualizza la neighbor cache (corrispondende dell'ARP cache in IPv4) di un router IPv6. Cisco# clear ipv6 neighbors Cancella la neighbor cache. Cisco(config-if)# ipv6 nd suppress-ra (oppure) Cisco(config-if)# ipv6 nd ra suppress Disabilita l'invio di messaggi di router advertisement sull'interfaccia specificata. Il comando varia leggermente a seconda della versione di IOS presente sull'apparato.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 30
Ad esempio, per raggruppare tutti gli indirizzi compresi tra [Link] e [Link] con un'unica entry possibile scrivere la coppia indirizzo-netmask [Link] [Link], oppure la coppia indirizzo-wildcard [Link] [Link].
1.7. Esercizi
1.7.1. Interfacce Unnumbered
Scrivere i comandi necessari alla configurazione dei router Cisco in relazione alla topologia indicata in figura. Si scriva la configurazione sia nel caso in cui non si assegni un indirizzo IP all'interfaccia di loopback, sia nel caso in cui gli si assegni un indirizzo. Soluzione L'esercizio consiste nella configurazione delle interfacce e la configurazione dell'opportuna static route. La configurazione del router R2 speculare ad R1. Nel caso in cui non si assegni un indirizzo all'interfaccia di loopback la configurazione la seguente: configure terminal interface serial0 ip unnumbered loopback0 exit interface ethernet0 ip address [Link] [Link] exit ip route [Link] [Link] serial0 end Nel caso in cui si assegni un indirizzo all'interfaccia di loopback diventa: configure terminal interface serial0 ip unnumbered loopback0 exit
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 31
interface loopback0 ip address [Link] [Link] exit interface ethernet0 ip address [Link] [Link] exit ip route [Link] [Link] serial0 ip route [Link] [Link] serial0 end In questo caso non possibile assegnare lindirizzo 127.x.x.x allinterfaccia di loopback; in alcuni casi invece possibile assegnare un indirizzo che in sovrapposizione con unaltra interfaccia (es Ethernet0) evitando la seconda route statica e l'occupazione di un indirizzo (e una rete) aggiuntivi.
configure terminal interface serial0 no ip address encapsulation frame-relay exit interface serial0.50 point-to-point ip address [Link] [Link] frame-relay interface-dlci 50 end
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 32
Scrivere i comandi necessari alla configurazione dei router Cisco in relazione alla topologia indicata in figura, supponendo che la linea seriale sia gestita attraverso la tecnologia Frame-Relay e che siano presenti due canali logici, di cui il primo (DLCI 104) point-to-point, mentre il secondo (DLCI 103) di tipo multipoint. Soluzione La soluzione indicata in figura: vengono semplicemente definite due sub-interfaces.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 33
Generalit e configurazione di router Cisco E' inoltre richiesta la presenza di una cerca domestichezza con le esigenze di configurazione di una rete reale.
2.1.2. Obiettivi
Al termine di questo modulo il partecipante sar in grado di padroneggiare i comandi fondamentali per la configurazione del routing su un router Cisco. In particolare, questo modulo comprende i comandi fondamentali per il routing statico, ai principali protocolli di routing dinamico (RIP, IGRP/EIGRP, OSPF, BPF); verranno quindi accenate le problematiche di redistribuzione e di access-list applicate ai protocolli di routing. L'elenco dei comandi presentati normalmente integrato da esempi che dimostrano come questi possano essere impiegati in campo. Questo modulo intende porsi come guida rapida alla configurazione di apparati Cisco senza porsi in alternativa ai manuali ufficiali; l'obiettivo consiste nell'offrire al lettore uno spunto di partenza strutturato per poter cominciare l'interazione in maniera pi familiare con gli apparati. Sono inoltre previsti esercizi argomenti trattati. di vari gradi di difficolt relativi agli
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 34
2.1.3. Struttura
Questo modulo strutturato secondo i seguenti punti: comandi di routing di carattere generale, e comandi di controllo gestione del routing statico gestione del routing dinamico (RIP, IGRP/EIGRP, OSPF, BGP) redistribuzione Terminer il modulo una sezione di esercizi.
2.1.4. Sommario
Essendo questo modulo un "manuale di laboratorio", non disponibile il sommario.
Cisco(config)# ip routing Abilita il router ad instradare pacchetti IP (processo di forwarding). Questo comando: utile anche in forma negata ( no ip routing) per cancellare completamente la precedente configurazione di routing e lasciare il router spoglio. A questo punto possibile riabilitare il routing e procedere alla nuova configurazione. Cisco(config)# ipv6 unicast-routing Abilita il router ad instradare pacchetti IPv6. E' l'omologo del precedente, ma riferito al protocollo IPv6. Cisco(config)# ip classless Nel momento in cui il router riceve un pacchetto per cui non ha una route specifica (e nemmeno la default route), usa la migliore supernet route possibile. Questo comando utilizzato per favorire l'aggregabilit delle route mediante l'impiego del CIDR.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 35
E' il modo pi semplice per abilitare il routing; non tuttavia molto robusto in quanto tutto deve essere fatto manualmente e quindi sono estremamente frequenti gli errori (oltre alla mancanza di aggiornamento automatico da parte della rete). Cisco(config)# ip route indirizzo maschera next_hop [distanza] I pacchetti destinati alle reti comprese nel range (indirizzo, maschera) devono essere instradati verso router, che deve essere (1) in una sottorete direttamente collegata a una delle interfacce, oppure (2) una porta del router corrente nel caso in cui linterfaccia sia unnumbered. La route pu essere sostituita da una appresa dinamicamente e avente distanza inferiore Cisco(config)# ip default-network indirizzo Configura una route di default. E' immessa da uno smart router il quale normalmente conosce le route per qualsiasi destinazione e diffonde la route di default tramite i protocolli di routing. La modalit con cui questa propagata dipende dal protocollo di routing: RIP annuncia [Link] [Link], IGRP annuncia indirizzo indicandola come route esterna e candidata per la route di default. Cisco(config)# ipv6 route indirizzo/prefixlength next_hop E' analogo al comando relativo al protocollo IPv4. show ip route Le route statiche non vengono visualizzate dal comando se il percorso non attivo, ossia se il next hop indicato nel comando stesso non raggiungibile.
le reti (direttamente connesse al router) che sono nel dominio di routing in esame (e che verranno annunciate dal protocollo);
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 36
le interfacce che dovranno partecipare a quel dominio di routing (il router automaticamente capisce quali sono le sue interfacce interessate dal dominio, ed abilita l'invio e le ricezione di messaggi di updates attraverso quelle interfacce) Il valore indirizzo_di_rete dovrebbe essere formalmente un indirizzo di una rete direttamente connessa al router; in pratica i Cisco accettano anche degli indirizzi IP singoli (ad esempio quelli delle singole interfacce) e li traducono in indirizzi di rete automaticamente. Cos, nella rete in esempio, i comandi network [Link] e network [Link] sono equivalenti. I router Cisco tendono tuttavia a "summarizzare" le informazioni specificate da questo comando. Cos, ad esempio, una network [Link] viene automaticamente trasformata in [Link]/8 (secondo la netmask "naturale"), e gli annunci vengono inviati e ricevuti su tutte le interfacce i cui indirizzi sono compresi in quel range. Per selezionare attivare solo alcune tra le interfacce in esame necessario l'utilizzo del comando passive-interface. La sintassi di questo comando leggermente diversa in OSPF e in BGP. passive-interface interfaccia Inibisce linvio di messaggi di update sullinterfaccia (che, ad esempio, al bordo del dominio di routing). Pu essere una ragione amministrativa (evitare di propagare messaggi in una specifica direzione) oppure economica (impedire la generazione di messaggi di routing su linee commutate quali ISDN). Questa interfaccia comunque in grado di accettare e processare routing updates che arrivano ad essa (inibisce l'invio ma non la ricezione): per la disabilitazione della ricezione necessario utilizzare altri strumenti quali le access-list. Questo comando ha significati leggermente diversi per ogni protocollo di routing; ad esempio in EIGRP l'interfaccia "passiva" viene totalmente disabilitata dal punto di vista delle route (viene pertanto bloccata sia la ricezione che la trasmissione). neighbor indirizzo Indica al router di inviare i messaggi allindirizzoindirizzo specificato; usato su reti senza capacit broadcast oppure per prevenire l'invio dei messaggi di aggiornamento a specifici routers (ad esempio su LAN in congiunzione al comandopassive-interface, per abilitare solo specifici neighbors per ragioni di policy).
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 37
I comandi specifici per il protocollo RIP sono i segnuenti: router rip Abilita il protocollo di routing RIP. Dal momento che questo comando non ha il parametro ID, non possono coesistere pi istanze di RIP sulla stessa macchina. version 1 | 2 Abilita linvio di messaggi secondo la versione 1 o 2 (default 1); nella ricezione capisce ambedue le versioni. ip split horizon (comando di interfaccia) Abilita l'utilizzo dello split horizon per il protococollo RIP. Il comando normalmente abilitato sulle interfacce su reti broadcast (ad esempio Ethernet), mentre normalmente disabilitato sulle interfacce su reti non broacast (ad esempio FrameRelay). Questo comando deve essere dato sulla particolare interfaccia (ad esempio Serial 0) sulla quale si vuole disabilitare questa caratteristica. Questo comando pu essere applicato a tutti gli algoritmi di tipo Distance Vector (quindi IGRP ed EIGRP). ip rip triggered (comando di interfaccia) E' utilizzato su link molto lenti per disabilitare l'invio periodico di annunci RIP. Su tali link, l'invio del pacchetto di routing update potrebbe impiegare parecchio tempo, consumando inutilmente la banda gi scarsa. Il comando in esame forza il router ad inviare annunci RIP su quell'interfaccia solo se il database cambiato. Come il comando precedente, un comando disponibile all'interno della configurazione dell'interfaccia.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 38
default-metric. I valori di default sono tos: 0, k1=k3= 1, k2=k4=k5= 0. no metric holddown (solo IGRP) Disabilita lalgoritmo di hold down di IGRP, migliorando il tempo di convergenza a scapito di possibilit di loop.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 39
BGP
network indirizzo [mask netmask] Identifica questa rete come appartenente al dominio BGP locale e la inserisce nella propria routing table. Il significato diverso dai protocolli IGP in quanto il comando networknon definisce le interfacce sulle quali bisogna inviare gli annunci. Contrariamente ad OSPF, la netmask nella forma classica. neighbor indirizzo remote-as AS Dichiara come peer (neighbor) il routerindirizzo dellAutonomous System AS. I neighbor possono essere Internal o External. I peer di tipo external sono spesso contraddistinti da un link fisico in comune, mentre quelli di tipo internal possono essere posizionati in un qualunque locazione dell'AS. aggregate-address indirizzo maschera Se esiste almeno una route per una rete che rientra nel range di indirizzi (indirizzo, maschera) BGP annuncia questo range. default-information originate Abilita la propagazione della route di default ([Link]) all'interno del dominio BGP. La generazione di questa route non fatta in automatico dal BGP, ma deve essere appresa da altre parti (ad esempio mediante redistribuzione). Questo comando non viene normalmente utilizzato nel routing tra Automous Systems; piuttosto, pu essere utilizzato qualora il protocollo BGP sia abilitato all'interno di un AS come protocollo di routing interno (ad esempio in congiunzione di MPLS).
2.2.7. Redistribuzione
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 40
E' quel processo che permette di collegare due domini di routing diversi scambiandosi vicendevolmente le route apprese in ognuno di essi. A differenza di avere un dominio unico, il processo di redistribuzione provoca un compattamento delle informazioni di routing in modo da rendere il processo pi scalabile. In altre parole un dominio di routing non conoscer completamente la topologia dell'altro dominio, ma solo delle informazioni tendenti a dire quali reti sono presenti, ma non qual il percorso esatto che i pacchetti faranno per raggiungerle. Per evitare il caso in cui ci siano percorsi diversi transitanti in domini diversi verso una stessa destinazione, i router Cisco definiscono dei costi standard per ogni protocollo di routing in modo che il confronto di costo possa essere fatto suil protocollo anzich sul percorso vero e proprio. Cos, ad esempio, le route statiche avr costo 1, il protocollo di routing EIGRP avr costo 90, OSPF 110, RIP 120, e cos via. Se ne deduce che, indipendentemente dal percorso, una route statica per una certa destinazione sar sempre preferita rispetto a qualunque protocollo di routing. La redistribuzione pu essere uni o bi-direzionale. La prima pu essere utilizzata per redistribuire, all'occorrenza, solo le route di un dominio in un altro. Uno dei problemi di questo meccanismo che ogni protocollo di routing ha una modalit di computo della metrica diverso dagli altri. E' allora necessario dire esplicitamente al router la metrica con la quale gli annunci dell'altro dominio dovranno essere propagati, con il comando default-metric. I principali comandi redistribuzione sono: connessi alla
redistribute protocollo [id] Distribuisce nel dominio del router in questione le informazioni raccolte tramite il protocollo protocollo; un sottocomando della modalit router. Il valore id necessario per discriminare tra pi processi dello stesso protocollo (es. EIGRP, OSPF, etc). default-metric metrics Indica che tutte le route apprese dallesterno sono da ridistribuire con metrica metrics; ha modalit leggermente diverse per ogni protocollo in quanto la metrica diversa. Ad esempio il comando default-metric 10000 100 255 1 1500 (utilizzato all'interno di un router IGRP/EIGRP) corrisponde lla specifica dei termini banda, ritardo, affidabilit, carico, MTU . Questo comando non necessario nel caso in cui si vogliano redistribuire le informazioni tra due istanze diverse dello stesso protocollo (ad esempio tra un dominio OSPF e un altro dominio OSPF).
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 41
redistribute static Redistribuisce all'interno del protocollo di routing in esame tutte le sue route statiche. redistribute connected Redistribuisce le informazioni sulle reti connesse, ossia le route che vengono create automaticamente per il fatto di avere una interfaccia in esse. Il processo di routing in esame acquisir pertanto le route di tutte le interfacce del router, indipendentemente dal protocollo di routing attivato su ognuna di esse. Le route interessate da questo comando sono quelle non specificate da un esplicito comando network; per OSPF e IS-IS queste route sono redistribuite come appartenenti allesterno dellAS.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 42
Altri comandi per la visualizzazione di aspetti specifici di OSPF. show ip bgp summary Visualizza l'elenco dei peer BGP.
2.4. Esercizi
2.4.1. Routing statico
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 43
Scrivere i comandi necessari alla configurazione dei router Cisco in relazione alla topologia indicata in figura, attraverso l'impiego di routing statico.
[Link]. Soluzione La soluzione comprende la configurazione delle interfacce, quindi la scrittura delle tre route. Le prime due sono relative alle due reti /24, mentre la terza (attraverso il comandoip default-network) definisce una route di default per il resto del mondo Internet. In figura sono anche riportati alcuni comandi show ip route e show ( running-config che possono essere utilizzate per visualizzare il risultato ) della configurazione. Il comandoclock rate 64000 necessario solamente qualora le due interfacce seriali dei router siano collegate direttamente, senza alcun modem intermedio. La prima configurazione tipica di un laboratorio, la seconda tipica di una rete reale.
[Link]. Soluzione
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 44
La configurazione dei tre router assolutamente identica, e quindi viene riportata (in figura) solo quella di R3. Tuttavia il protocollo RIP ha, come opzione di default, la summarizzazione abilitata. Questo significa che ogni router tende ad annunciare la rete naturale (ad esempio una classe C) anzich la vera rete configurata sulle proprie interfacce, indipendentemente dal fatto che la versione 2 di RIP permette il trasporto di maschere (e quindi di reti a lunghezza variabile). Nel caso in esame, ogni router annuncer la conoscenza delle reti [Link]/24 e [Link]/24 come reti proprie. Si analizzi ora il comportamento del router R3 (il comportamento di R1 e R2 speculare): egli ricever dagli altri router un annuncio relativo all'intera rete [Link]/24. Siccome R3 direttamente connesso alla rete [Link]/ 30, raggiunger questi indirizzi attraverso l'interfaccia direttamente connessa, e raggiunger tutti gli altri indirizzi della rete [Link]/24 attraverso, ad esempio, R1. Infatti, ricevendo due annunci identici da R1 e da R2, sceglier uno dei due router come il proprio next hop, a caso. Con questa configurazione il R3 non sar pertanto in grado di raggiungere gli indirizzi della rete [Link]/30, dal momento che tutti i pacchetti verso quella direzione verranno comunque mandati a R1. La soluzione a questo problema consiste nell'abilitazione del comando no auto-summary all'interno della configurazione del router rip. In questo modo la summarizzazione non viene fatta automaticamente e il router R3 ricever correttamente gli annunci [Link]/30 da R1, e [Link]/30 da R2. L'auto-summarizzazione ha modalit leggermente diverse per ogni protocollo di routing. Ad esempio il protocollo EIGRP automaticamente inserirebbe in R3 una riga nella tabella di routing del tipo D [Link]/24 is a summary, Null0 Il router R3 non sar pertanto in grado di raggiungere nessun indirizzo [Link]/24 (tranne quelli direttamente connessi) a causa di questa rigaextra, che dice al router che tutte le destinazioni [Link]/24 sono raggiungibili localmente.
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 45
[Link]. Soluzione La soluzione indicata in figura. Nonostante il comando autono summary e nonostante il comandonetwork per le varie interfacce sia stato specificato separatamente, il router inserisce nella sua configurazione una sola rete che un sovrinsieme delle reti specificate, come possibile vedere dall'output del comandoshow running-config. Questa configurazione far s che il router consideri tutte le proprie interfacce come appartenenti alla nuvola RIP. La soluzione a questo problema consiste nel dichiarare l'interfaccia ethernet0 come interfaccia passive, disabilitando pertanto l'invio di annunci in quella direzione, a cui sarebbe necessario aggiungere anche una accesslist in ingresso per impedire anche la ricezione di route. Si noti tuttavia come gli annunci generati dal router tengano in conto del comando no auto-summary, ossia il router propagher gli annunci per le proprie reti secondo la netmask corretta (/30); solo il comando network non affetto dal no auto-summary.
[Link]. Soluzione La soluzione mostrata in figura: sui router R2 ed R3 necessario attivare i comandi passive-interface, in modo da disabilitare l'invio di pacchetti di routing update su quell'interfaccia, e neighbor, in modo da indicare che l'host in esame deve in realt ricevere annunci RIP (e che vengono quindi inviati in unicast). Il secondo comando speculare sui router R2 ed R3: R2 indicher l'indirizzo [Link] come proprio neighbor, mentre R3 indicher l'indirizzo [Link]. Con questa configurazione, il router R1 non ricever nessun annuncio di routing, mentre i suoi annunci si propagheranno al resto della rete: in altre parola R1 non sar in grado di raggiungere le reti gestite da R2 ed R3, mentre questi ultimi saranno in grado di raggiungere le reti gestite da R1. Per far s che gli annunci di R1 vengano rifiutati da R2 ed R3 necessario
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 46
utilizzare una ulteriore configurazione ad esempio mediante l'abilitazione di filtri sulle routing update in ingresso mediante access list. E' interessante verificare invece il comportamento della rete nel caso in cui venga omesso il comando passive-interface sul solo router R3 (oppure solo su R2): gli annunci RIP vengono mandati sul canale sia in broadcast che in unicast (dal momento che attivo il comando neighbor). In altre parole, il comando neighbor non forza automaticamente la generazione esclusivamente di messaggi unicast e la presente configurazione ne una prova. Come visualizzato in figura, pertanto, il router R1 sar in grado di raggiungere completamente tutta la rete in esame dal momento che ricever i messaggi di routing update inviati in broadcast da R1. La gestione del comando passiveinterface leggermente diversa per il protocollo EIGRP: un router EIGRP disabilita completamente il protocollo di routing su quell'interfaccia, ossia non invier n ricever alcun messaggio di routing da essa.
[Link]. Soluzione La configurazione della rete con OSPF semplice, in quanto esistono semplicemente 2 aree, due soli router e non sono richieste configurazioni avanzate (virtual links, magliature sul backbone). La configurazione di R1 indicata in figura; quella di R2 leggermente pi complessa in quanto il router appartiene a due aree: configure terminal interface serial0 ip address [Link] [Link]
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 47
encapsulation ppp exit interface ethernet0 ip address [Link] [Link] exit router ospf 30 network [Link] [Link] area 0 network [Link] [Link] area 1 end Si noti che l'indentificativo del router OSPF puramente locale; infatti il router R1 ha identificativo del processo OSPF pari a 20 mentre R2 ha ID pari a 30. Il database figura): di R2 un superset rispetto a quello di R1 (mostrato in
show ip ospf database Router Link State (area 0) [Link] [Link] Summary Net Link State (area 0) [Link] [Link] Router Link State (area 1) [Link] [Link] [Link] [Link] Summary Net Link State (area 1) [Link] [Link] Una possibile osservazione relativa all'area 0, nella quale presente un solo router (il cui LinkID [Link]): siccome lannuncio fatto dal router stesso ([Link]) i due valori di LinkID e AdvRouter coincidono (il router annuncia s stesso).
[Link]. Soluzione La configurazione della rete con OSPF molto simile a quella dell'esercizio precedente, in quanto l'unica aggiunta una seconda rete
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 48
Ethernet nell'Area1. La configurazione di R1 riportata in figura; quella di R2 invece identica all'esercizio precedente: configure terminal interface serial0 ip address [Link] [Link] encapsulation ppp exit interface ethernet0 ip address [Link] [Link] exit router ospf 30 network [Link] [Link] area 0 network [Link] [Link] area 1 end Per quanto riguarda i risultati del comando show ip ospf database vi saranno le seguenti caratteristiche: il database router) rimane invariato nellarea1 (non stato aggiunto alcun
si aggiunge un Summary Net Link State nellarea0 (quello relativo alla rete aggiunta nell'area 1) non ci sono altri tipi di LSA in quanto, pur con l'aggiunta di una nuova Ethernet, su questa rete non viene forzato un processo di elezione dal momento che un solo router presente nella rete broadcast Il risultato di R1 riportato in figura; quello di R2 sar il seguente: show ip ospf database Router Link State (area 0) [Link] [Link] Summary Net Link State (area 0) [Link] [Link] [Link] [Link] Router Link State (area 1) [Link] [Link] [Link] [Link] Summary Net Link State (area 1) [Link] [Link]
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 49
Scrivere i comandi necessari alla configurazione dei router Cisco in relazione alla topologia topologia indicata in figura, supponendo attivo il protocollo OSPF. Si scriva inoltre l'output di massima del comando show ip ospf database, ossia l'elenco (e il tipo) dei vari LSA presenti in ciascun router.
[Link]. Soluzione La configurazione della rete con OSPF simile a quella degli esercizi precedenti (R2 indicato in figura); non si riporta il router R4 che comunque pu essere facilmente ricavato per analogia da R3: Router R1 configure terminal interface serial0 ip address [Link] [Link] encapsulation ppp exit interface ethernet0 ip address [Link] [Link] exit router ospf 20 network [Link] [Link] area 1 network [Link] [Link] area 1 end Router R3 configure terminal interface serial0 ip address [Link] [Link] encapsulation ppp exit interface ethernet0 ip address [Link] [Link] exit router ospf 30 network [Link] [Link] area 0 network [Link] [Link] area 2 end Per quanto riguarda i risultati del comando show ip ospf database vi saranno le seguenti variazioni:
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200
Page 50
comparir un Network Link State (Ethernetl 10.x nell'area 0), ossia un link state relativo a una rete di transito (Ethernet). Questo dovuto alla presenza di pi di un router sulla rete, che forza un processo di elezione del Designated Router aumenter il numero del Summary Net Link State, dal momento che sono state aggiunte parecchie nuove reti non cambieranno invece i Router Link State dell'area 1, in quanto in quest'area non sono state fatte variazioni. Per una compattezza dei risultati viene riportato solo l'output relativo al router R3 (R2 in figura); dal momento che il database della stessa area identico sui vari router, i database di R1 e R4 si ricavano di conseguenza. show ip ospf database Router Link State (area 0) [Link] [Link] [Link] [Link] Network Link State (area 0) [Link] [Link] Summary Net Link State (area 0) [Link] [Link] [Link] [Link] [Link] [Link] [Link] [Link] Router Link State (area 2) [Link] [Link] [Link] [Link] Summary Net Link State (area 2) [Link] [Link] [Link] [Link] [Link] [Link]
[Link]
8:31:18 AM 4/27/200