Incidente Rilevante
Incidente Rilevante
incidente rilevante
[Link]. 105/15
Colonna di distillazione di
una raffineria
Terminal LNG di
Porto Levante
Vi sono….
impianti, depositi, lavorazione che per
consistenza e/o complessità richiedono studi ed analisi
più approfonditi per valutarne il rischio e quindi le
misure compensative che eventualmente devono
essere poste in essere
Incendio Raffineria di
Priolo: 2 morti
CENNI SU PERICOLOSITA’ DELLE SOSTANZE
INTRODUZIONE
RISCHI LEGATI AI MATERIALI
PRESENTI
• Carenza di Ossigeno: sostanze asfissianti
• Intossicazioni: sostanze pericolose di tipo tossico,
nocive, cancerogene, irritanti etc..
• Accelerazione della combustione: sostanze
Comburenti
• Combustione - Incendi: materiali combustibili,
sostanze infiammabili in base alla concentrazione,
temperatura e pressione etc..
• Esplosioni: solidi o sostanze esplosive in base alla
concentrazione, temperatura e pressione etc..
Titolo diagramma
Categoria
A B C
Olii lubrificanti
con un punto di
infiammabilità > 125° C
La combustione delle sostanze
liquide infiammabili
Si precisa che, riguardo alle installazioni terrestri fisse e mobili di motori
a combustione interna accoppiati a macchine generatrici di energia
elettrica o macchine operatrici (D.M. 22/10/2007), il gasolio è da
considerarsi di categoria C, in seguito alla circolare della Direzione
centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del Dipartimento dei
Vigili del fuoco del 16 marzo 2009, prot. n. 756-032101.01.4188.000, che
lo classifica "liquido combustibile di categoria C [...] a prescindere
dall'effettiva temperatura d'infiammabilità".
La combustione delle sostanze
liquide infiammabili
Un'ulteriore classificazione dei liquidi infiammabili in base al punto di fiamma è
prevista nel sistema di classificazione GHS (Globally Harmonized System) che
distingue quattro categorie in ordine decrescente di pericolosità:
GAS LEGGERO
Gas avente densità rispetto all’aria inferiore a 0,8 (idrogeno, metano, etc.)
Un gas leggero quando liberato dal proprio contenitore tende a
stratificare verso l’alto.
GAS PESANTE
Gas avente densità rispetto all’aria superiore a 0,8 (GPL, acetilene, etc.)
Un gas pesante quando liberato dal proprio contenitore tende a
stratificare ed a permanere nella par-te bassa dell’ambiente ovvero a
penetrare in cunicoli o aperture praticate a livello del piano di cal-pestio.
Metano
Rilascio da tubazione DN100 a 0,5 barg e 20 °C - Meteo: classe D, vento 5 m/s
20
15
Height (m)
10
0
0 10 20 30 40 50 60
Distance (m)
La densità del Metano è minore di quella dell'aria: il gas tende a salire nell'atmosfera se non trova ostacoli.
Il gas naturale odorizzato è percepibile dall'olfatto a concentrazioni pari a circa un centesimo del LIE (500 p.p.m. di Metano).
Butano
Rilascio da tubazione DN25 a 4 bar g e 20 °C - Meteo: classe F, vento 2 m/s
3
Height (m)
0
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 110 120 130
Distance (m)
La densità del Butano è maggiore di quella dell'aria: i vapori tendono a stratificarsi in prossimità
del suolo e possono raggiungere anche distanze molto elevate.
Dott. Andrea Scattareggia Marchese
Dott. Andrea Scattareggia Marchese
Dott. Andrea Scattareggia Marchese
Rappresentazione schematica dei processi tossicocinetici delle sostanze chimiche
nell'organismo umano.
PERICOLO DI ASFISSIA
UN PERICOLO SERIO
INSIDIOSO
E’ un fenomeno
IMMEDIATO
SENZA PREAVVISO
TLV
TLV-TWA,
TLV TLV-STEL
TLV-C
Reazione incontrollata
fuoriuscita di diossina
nube tossica in direzione Est
Il territorio colpito fu suddiviso in tre zone
a decrescente livello di contaminazione sulla
base delle concentrazioni di Diossina nel
suolo: zona A, B, e R.
L’incidente provocò l’evacuazione di 100.000 persone, la
morte di animali e piante, nonché conseguenze
irreversibili su molte persone
Direttiva 82/501/CEE
Italia
Il 30 gennaio 2000
Enschede Olanda
13 maggio 2000
Incidenti
esplosione in un deposito di fuochi d’artificio
L’esplosione e l’incendio che ne derivò
distrussero completamente il comprensorio
residenziale circostante, un’area di quaranta
ettari.
Modificato
l’Allegato I, parte 2
• sostanze esplosive
• Relazione
ORDINE CRESCENTE
• Scheda di informazione
• Notifica
• Rapporto di sicurezza
• Ispezioni
ADEMPIMENTI GESTORE
In base a quantitativi sostanze
Notifica R.d.S.
Art. 6 Art. 8
Allegato I, Allegato I,
Sostanza parte 1, parte 1,
colonna 2 colonna 3
esempio
Acetilene 5 50
SOGLIE PER TIPI DI SOSTANZE
(tonnellate)
Classificazione sostanze e Notifica R.d.S.
preparati
Art. 6 Art. 8
Molto tossiche
R 26 e/o R 27 e/o R 28
5 20
Tossiche
R 23 e/o R 24 e/o R 25
50 200
Comburenti
R8
50 200
Esplosive
R2
50 200
R3 10 50
SOGLIE PER TIPI DI SOSTANZE
(tonnellate)
Classificazione sostanze e Notifica R.d.S.
preparati Art. 6 Art. 8
Infiammabili
R 10 5000 50000
Facilmente infiammabili
50 200
R 17
Liquidi facilmente infiammabili
R 11 5000 50000
Estremamente infiammabili
10 50
R 12
SOGLIE PER TIPI DI SOSTANZE
(tonnellate)
Cancerogene tossiche
R 45 o 49 + R 23 e/o 24 e/o 50 200
25
In caso di presenza di più sostanze e preparati pericolosi si è soggetti
alle disposizioni del decreto se:
ISTRUTTORIA
SOPRALLUOGO VERIFICA
• Integrazione della valutazione dei rischi
• Relazione
ORDINE CRESCENTE
• Scheda di informazione
• Notifica
• Rapporto di sicurezza
• Ispezioni
Schema Riassuntivo
obblighi gestori
ATTI
Art. 8 Art. 6 Art. 5,2
VALUTAZIONE RISCHI 626 NO NO SI
INTEGRATA
RAPPORTO SEMPLIFICATO NO NO NO
SCHEDA INFORMATIVA SI SI NO
PIANO EMERG. INTERNO SI SI NO
NOTIFICA SI SI NO
RAPPORTO DI SICUREZZA SI NO NO
INFORMAZ.. ADDESTRAM, SI SI SI
EQUIPAGG.
SISTEMA GESTIONE SI SI NO
SICUREZZA
ELEMENTI PER PIANO SI NO NO
ESTERNO
DISPONIBILITA’ PER ISPEZIONI SI SI NO
ELEMENTI PER PIANO SI SI NO
URBANISTICO
FATTISPECIE SANZIONE
Omessa presentazione di notifica arresto fino a 1 anno
Omessa presentazione di rapporto di arresto fino a 1 anno
sicurezza
Omessa politica di prevenzione arresto fino a 1 anno
Omessa presentazione di scheda arresto fino a 3 mesi
informativa (in caso di notifica)
Omessa adozione, in caso di incidente arresto da 6 mesi a 3 anni
rilevante, delle misure del piano di
sicurezza o omessa informazione
FATTISPECIE SANZIONE
Mancata attuazione del sistema di arresto da mesi a 1 anno
gestione 3
Mancato aggiornamento del rapporto arresto fino a 3 mesi
di sicurezza
Mancato aggiornamento della politica arresto fino a 3 mesi
di prevenzione
FATTISPECIE SANZIONE
Omessa presentazione di relazione o sanzione amministrativa da
scheda informativa 30 a 180 milioni
Omessa predisposizione o revisione sanzione amministrativa da
del piano di emergenza interno 30 a 180 milioni
>10-3 F F EF DEF
Compatibilità territoriale
VARIAZIONI - INTERNE ED ESTERNE
>10-3 F F F EF
Tabella 2 - Valori di soglia
- - -
Scenario incidentale Elevata letalità Inizio letalità Lesioni Lesioni reversibili Danni alle
ineversibili strntture I Effetti
domino
I
Incendio (radiazione tennica
I 1
12,5 kW/111 2
2
7 kW/111 2
I
3
5 kW/111 2
4
3 kW/1112 I
-
5
12,5 kW/nl
-
stazionaria)
I I 2
I 2 2 I
-
BLEVE/Fireball (radiazione Raggio fireball 350 kJ/111 200 kJ/m 125 kJ/111 200-800 m
termica vaiiabile) (*)
I 11
HSE/SIC
RIR 10 - Agosto 2015
PREMESSA
Come è noto, la Raffineria di Livorno è uno stabilimento a Rischio di Incidente Rilevante,
in quanto detiene quantitativi di sostanze pericolose superiori a determinate soglie.
11
4
Direttiva Seveso I: dir. 82/501/CEE
•(recepita con D.P.R. 17 maggio 1988, n. 175)
L’evoluzione nel tempo della normativa sul Rischio di Incidenti Rilevanti (RIR) può essere
così schematizzata:
DIRETTIVA EUROPEA NORMATIVA ITALIANA
Come possiamo vedere dallo specchietto sopra riportato, c’è un’importante NOVITA’:
a partire dal 29/07/2015, il [Link]. 334/99 è stato abrogato ed è entrato in vigore il
11
6
Dalla Direttiva europea Seveso 3 nasce in Italia il [Link]. 105/2015
11
7
[Link]. 105/2015: “Testo Unico” del RIR
Il [Link]. 105/2015, oltre a recepire la nuova direttiva europea (la cosiddetta Seveso III),
incorpora al suo interno anche altre preesistenti norme italiane riguardanti il Rischio di
Incidenti Rilevanti (RIR).
Con il [Link]. 105/2015 vengono infatti ABROGATE diverse norme, tra cui:
➢ [Link]. 334/99 e s.m.i. (Seveso II);
➢ DM 16/03/1998 (Informazione, formazione, addestramento e equipaggiamento dei
lavoratori in situ), che è diventato l’Allegato B, Appendice 1 del [Link]. 105/2015;
➢ DM 09/08/2000 (SGS), che è diventato l’Allegato B del [Link]. 105/2015;
➢ DM 09/08/2000 (Modifiche), che è diventato l’Allegato D del [Link]. 105/2015.
NOTA: Non vengono invece incorporate nel [Link]. 105/2015, e dunque NON vengono abrogate, altre norme, tra cui:
✓ DM 09/05/2001 “Requisiti minimi di sicurezza per la pianificazione urbanistica e territoriale per zone RIR”;
✓ DPCM del 25/02/2005, contenente le Linee guida per la predisposizione del Piano di Emergenza Esterna;
✓ DM 10/05/2001, DM 13/10/1994 e DM 15/05/1996, riguardanti i depositi di GPL;
✓ DM 20/10/1998, riguardante il Rapporto di Sicurezza per depositi liquidi facilmente infiammabili e/o tossici;
✓ DM 31/07/1934, relativo alle norme sicurezza per lavorazione/stoccaggio/trasposto degli oli minerali;
✓ ecc.
In tal senso, possiamo dire che il [Link]. 105/2015 è una specie di “Testo Unico” in
materia di Rischio di Incidenti Rilevanti.
11
8
[Link]. 105/2015: Aspetti generali
Nonostante la mole del documento (ca. 270 pagine), possiamo affermare che il nuovo
[Link]. 105/2015 non modifica gli aspetti sostanziali della legge pre-esitente ([Link]. 334/99
e norme collegate).
Il testo infatti, così revisionato e riorganizzato, risulta più facilmente leggibile, ma il campo
di applicazione e gli strumenti utilizzati non vengono modificati radicalmente.
11
9
[Link]. 105/2015: Struttura
del documento
12
0
Seveso I Seveso II Seveso III
• Classificazione secondo •Classificazione secondo
•Classificazione secondo
le Direttive 67/548/CEE le Direttive 2012/18/UE
le direttive 82/501/CEE
e 1999/45/CEE. •GHS Nuovo CLP
L’aggiornamento della normativa comunitaria in materia di incidenti rilevanti è, in primis, dovuto alla
necessità di adeguare la disciplina al cambiamento di classificazione delle sostanze chimiche e delle
loro miscele .
Tale cambiamento è stato introdotto con il regolamento CE n. 1272/2008, relativo alla
classificazione, all’etichettatura ed all’imballaggio delle sostanze e delle miscele, al fine di
armonizzare il sistema di individuazione e catalogazione dei prodotti chimici all’interno dell’Unione
Europea con quello adottato a livello internazionale in ambito ONU.
Oltre agli aggiornamenti tecnici necessari per l’adeguamento alla
nuova classificazione delle sostanze chimiche, le principali novità
introdotte dalla Direttiva 2012/18/UE (cd. “Seveso III”) intendono:
Migliorare e aggiornare la direttiva in base alle esperienze acquisite con la
Seveso II, in particolare per quanto riguarda le misure di controllo degli
stabilimenti interessati, semplificarne l’attuazione nonché ridurre gli oneri
amministrativi;
1. La NOTIFICA
(art. 13, art. 23, Allegato 5)
12
6
[Link]. 105/2015: Principali OBBLIGHI
Come già detto, la nuova Legge non altera i princìpi ispiratori della normativa sulla
prevenzione degli incidenti rilevanti.
2. La POLITICA di Prevenzione
degli Incidenti Rilevanti
(art. 14, Allegato B)
12
7
[Link]. 105/2015: Principali OBBLIGHI
Come già detto, la nuova Legge non altera i princìpi ispiratori della normativa sulla
prevenzione degli incidenti rilevanti.
1. La NOTIFICA
(art. 13, art. 23, Allegato 5)
3. Il Sistema di Gestione
della Sicurezza
(Allegato B)
12
8
[Link]. 105/2015: Principali OBBLIGHI
Come già detto, la nuova Legge non altera i princìpi ispiratori della normativa sulla
prevenzione degli incidenti rilevanti.
12
9
[Link]. 105/2015: Principali OBBLIGHI
Come già detto, la nuova Legge non altera i princìpi ispiratori della normativa sulla
prevenzione degli incidenti rilevanti.
5. Il Rapporto di Sicurezza
(art. 15, art. 16, art. 17, art. 19,
Allegato 2, Allegato C, Allegato E)
13
0
[Link]. 105/2015: Principali OBBLIGHI
Come già detto, la nuova Legge non altera i princìpi ispiratori della normativa sulla
prevenzione degli incidenti rilevanti.
5. Il Rapporto di Sicurezza
(art. 15, art. 16, art. 17, art. 19, Allegato 2, Allegato C, Allegato E)
13
1
[Link]. 105/2015: Principali OBBLIGHI
Come già detto, la nuova Legge non altera i princìpi ispiratori della normativa sulla
prevenzione degli incidenti rilevanti.
5. Il Rapporto di Sicurezza
(art. 15, art. 16, art. 17, art. 19, Allegato 2, Allegato C, Allegato E)
13
2
[Link]. 105/2015: Principali NOVITA’
Concludendo, possiamo affermare che il nuovo Decreto Legislativo n°105 del 26/06/2015
“Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti
rilevanti connessi con sostanze pericolose” revisiona, aggiorna e sistematizzata gran
parte della normativa riguardante il Rischio di Incidenti Rilevanti, senza però modificare
sostanzialmente gli adempimenti relativi.
Vengono tuttavia introdotti alcuni cambiamenti ed integrazioni che sono molto importanti
per gli “addetti ai lavori”.
13
3
[Link]. 105/2015: Principali NOVITA’
• Classificazione delle sostanze e delle miscele allineata al Regolamento CE 1272/2008 (regolamento CLP
relativo alla classificazione, etichettatura e imballaggio) ed introduzione di nuove sostanze pericolose
specificate tra cui ammoniaca, solfuro di idrogeno e sodio ipoclorito (Allegato 1);
• Iter di “deroga” per sostanze pericolose che si ritiene non possano generare incidenti rilevanti (art. 4);
• Riscrittura delle norme sul sistema delle competenze di Enti/Autorità (artt. 5÷11);
• Viene introdotta un nuovo modulo per la NOTIFICA (Allegato 5), da inviare in formato elettronico, che
comprende, oltre ai contenuti della vecchia “Scheda di informazione sui Rischi di Indicente Rilevante
per i cittadini ed i lavoratori” (Allegato V del [Link]. 334/99), anche ulteriori dati tra cui le informazioni
sulle aree ed insediamenti vicini;
• Nuova scadenza per la presentazione della revisione del Rapporto di Sicurezza (art.15, c.6), che per gli
“stabilimenti preesistenti” diventa il 01/06/2016 (la cadenza continua ad essere quinquennale);
• Vengono precisati ed integrati i contenuti del RdS (art. 15, Allegato 2, Allegato C), con necessità di
valutare tra i possibili scenari incidentali anche quelli derivanti da eventi naturali, quali ad esempio
terremoti o inondazioni;
• Per gli “stabilimenti di soglia superiore” (quale è la Raffineria), vengono introdotte procedure
semplificate (Allegato L), che riguardano, in particolare, le Modifiche (punto 5) ed il CPI (punto 8);
• Maggiore informazione al pubblico sui rischi dovuti alle attività dei vicini impianti industriali e più
efficace partecipazione ai processi decisionali nelle fasi di programmazione e realizzazione degli
interventi nelle aree a rischio di incidente rilevante (artt. 23÷26);
• Potenziamento del sistema dei controlli, che prevede visite ispettive agli “stabilimenti di soglia
superiore” con cadenza almeno annuale; le ispezioni possono essere anche “mirate” alla verifica di
alcuni aspetti del SGS (ar.t 27 e Allegato H).
13
4
eni S.p.A
divisione refining & marketing
RAFFINERIA DI LIVORNO
Cenni su:
• Inquadramento urbanistico
• Obblighi Informativi
• POLITICA di Prevenzione degli Incidenti Rilevanti
• Notifica
• Rapporto di sicurezza
• Apparecchiature e Strumenti Critici
• Gestione delle modifiche
• Piano di emergenza interno
eni S.p.A
divisione refining & marketing
RAFFINERIA DI LIVORNO
DOCUMENTAZIONE ENI
eni S.p.A
divisione refining & marketing
RAFFINERIA DI LIVORNO
DOCUMENTAZIONE ENI
RIR 02 Obblighi Informativi e Politica - Rev5 Marzo 2012
eni S.p.A
divisione refining & marketing
RAFFINERIA DI LIVORNO
OBBLIGHI INFORMATIVI,
POLITICA PREVENZIONE INCIDENTI RILEVANTI
HSE/SIC
RIR 02 - rev.5 Mar. 2012
…. qui sotto, si riassume quanto illustrato precedentemente:
L’indice di RISCHIO di un evento incidentale può essere ridotto agendo sulla sua:
PROBABILITA’ (Frequenza di accadimento), mediante interventi di PREVENZIONE;
ENTITA’ delle CONSEGUENZE, mediante interventi di PROTEZIONE.
La NOTIFICA è l’atto con cui il “Gestore” dello Stabilimento (nel nostro caso, il
DIRETTORE di Raffineria) segnala alle autorità competenti la presenza sul territorio di
un’azienda a rischio di incidente rilevante. La Notifica contiene le seguenti informazioni:
sez. A - ragione sociale e indirizzo dello stabilimento
sez. B - sede del Gestore
sez. C - responsabile dello stabilimento
ESTREMEMANTE INFIAMMABILI
La Scheda Informativa (detta anche Allegato V) viene utilizzata dalle Autorità per
l’informazione della popolazione.
Le Schede Informative della Raffineria di Livorno e del Deposito di Calenzano sono
consultabili sul sito internet dei rispettivi comuni (rete civica del Comune di Livorno e rete
civica del Comune di Calenzano: sezioni dedicate alla Protezione Civile).
I due Comuni, in collaborazione con gli stabilimenti e con gli altri Enti coinvolti, hanno
anche pubblicato e diffuso degli opuscoli informativi rivolti a tutti i cittadini.
Al momento del primo ingresso, in accordo con la procedura opi HSE 28 “Informazione e
regolamentazione per l’accesso di persone e mezzi”, vengono forniti i seguenti documenti informativi:
- pass card
- sintesi della scheda informativa per i cittadini ed i lavoratori (rischi RIR e norme sicurezza e viabilità)
- estratto del piano di emergenza della raffineria
L’informazione RIR viene inoltre erogata anche mediante corsi di formazione in aula
ed in modalità e-learning.
Sottocomitato A “Valutazione rischi per modifiche impiantistiche e di processo” (opi HSE 04, opi PHSE 14)
Sottocomitato B “Analisi di near miss, incidenti e situazioni/comportamenti insicuri” (opi HSE 44)
Raffineria dipag.
Modulo RIR 02: Livorno
169
POLITICA di Prevenzione degli Incidenti Rilevanti
La Raffineria di Livorno, in conformità con i principi espressi nelle policy di eni spa, in coerenza con gli obiettivi HSE
stabiliti dalla divisione r&m e continuando una tradizione pluriennale nell’applicazione di Sistemi di Gestione, intende
perseguire lo sviluppo sostenibile delle proprie attività dedicando il massimo impegno per il miglioramento continuo
delle proprie prestazioni nel campo della salute e della sicurezza del processo e sui luoghi di lavoro, nella
salvaguardia dell’ambiente, nella Prevenzione degli Incidenti Rilevanti e della security, con l’obiettivo di prevenire gli
infortuni, gli incidenti rilevanti, garantire la sicurezza e la salute dei dipendenti e del personale delle Ditte Terze,
l’integrità degli impianti, la salvaguardia dell’ambiente e la tutela dell’incolumità pubblica.
1 assicurare tramite una struttura organizzativa che le normative applicabili e gli altri accordi liberamente sottoscritti
siano recepiti, diffusi, applicati e rispettati con approccio proattivo, da tutto il personale della Raffineria e dei Siti di
pertinenza;
2 procedere periodicamente alla identificazione degli aspetti e dei pericoli specifici e alla valutazione della
significatività degli impatti e dei rischi correlati, definendo idonei programmi di miglioramento per:
➢ la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali dei dipendenti e lo sviluppo di un ambiente di lavoro
salubre;
➢ la corretta gestione dei rischi industriali, garantendo la sicurezza di processo e l’integrità degli impianti,
➢ la riduzione delle emissioni nell’ambiente circostante, il recupero di materie prime e risorse naturali, il risparmio
energetico e la prevenzione dell'inquinamento in generale;
➢ prevenire/minimizzare i danni derivanti da eventuali minacce esterne (terrorismo, sabotaggio, furti e rapine);
3 impiegare le migliori tecnologie e le best practice di settore in materia HSE, utilizzando anche sistemi di gestione
specifici, per la conduzione degli impianti, per le fasi di manutenzione/modifica, messa in sicurezza, dismissione e
bonifica;
Raffineria dipag.
Modulo RIR 02: Livorno
170
POLITICA di Prevenzione degli Incidenti Rilevanti
4 estendere l'impiego di strumenti quali procedure operative e standard tecnici per la corretta gestione delle attività,
con criteri basati sulla tutela dell’ambiente, della salute e sicurezza, degli impianti e attrezzature di produzione e
sulla prevenzione degli incidenti rilevanti, consultando, se necessario, le Organizzazioni Sindacali;
5 sviluppare e mantenere attivo un Sistema di Gestione HSE integrato conforme ai requisiti degli standard
internazionali OHSAS 18001, ISO 14001 ed EMAS, nonché al modello organizzativo 231 di eni e rispondente ai
dettami della normativa sulla Prevenzione degli Incidenti Rilevanti, monitorandone la corretta attuazione
attraverso un processo sistematico di Audit per il miglioramento continuo delle prestazioni;
6 informare, formare e addestrare tutto il personale al fine di raggiungere un sempre maggior coinvolgimento e
consapevolezza dei dipendenti rispetto al processo di salvaguardia della salute, della sicurezza antinfortunistica e
di processo, dell’ambiente e dell’incolumità pubblica, perseguendo il costante miglioramento della professionalità
e del senso di responsabilità di ognuno;
7 comunicare con i dipendenti, i Rappresentanti dei Lavoratori e i portatori d'interesse esterni e informarli sui
risultati HSE raggiunti, tramite anche la DichiarazioneAmbientale EMAS;
8 richiedere che le Ditte Terze operanti in Raffineria e nei Siti di pertinenza applichino standard HSE in linea con
quelli adottati dalla Raffineria, affinché contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi di miglioramento;
9 collaborare attivamente con le Realtà locali, con gli Enti rappresentativi, con le strutture di Gruppo e con
qualunque altro portatore d'interesse esterno per la soluzione di specifiche problematiche di Sicurezza, Salute e
Ambiente, Incolumità pubblica e Security, per la valorizzazione e miglioramento del rapporto con il Territorio
circostante;
Tutto il personale operante in Raffineria e nei Siti di pertinenza è pertanto chiamato a conformarsi allo spirito e alla
lettera della presente Politica, che ha valore per tutte le attività controllate dalla Raffineria di Livorno.
li, 06/12/2011
Raffineria dipag.
Modulo RIR 02: Livorno
171
eni S.p.A
divisione refining & marketing
RAFFINERIA DI LIVORNO
DOCUMENTAZIONE ENI
RIR 04 RDS - Rev5 Novembre 2012
eni S.p.A
divisione refining & marketing
RAFFINERIA DI LIVORNO
HSE/SIC
RIR 04 - rev.5 Mar. 2012
La Raffineria di Livorno ed il Deposito di Calenzano ricadono nel campo di applicazione
del [Link].334/99 (la cosiddetta “Legge Seveso”), in quanto detengono quantitativi di
Modulo RIR 01: DEFINIZIONI e NORMATIVA
L’indice di RISCHIO di un evento incidentale può essere ridotto agendo sulla sua:
PROBABILITA’ (Frequenza di accadimento), mediante interventi di PREVENZIONE;
ENTITA’ delle CONSEGUENZE, mediante interventi di PROTEZIONE.
I documenti del SGS (Politica, Manuali, opi HSE, ecc.) sono consultabili su INTRANET.
Il RdS è predisposto in conformità alle Linee Guida riportate nel DPCM del 31.03.1989.
Una versione “semplificata” del RdS, priva delle informazioni riservate, viene trasmessa alla
Regione ai fini dell'accessibilità al pubblico (art.7 c.9 del [Link].334/99).
Il RdS deve essere riesaminato almeno ogni 5 anni, oppure in caso di modifiche rilevanti o
se richiesto dalle Autorità.
Il RdS è consultabile su INTRANET (copia cartacea è disponibile presso le SOI e presso HSE).
In estrema sintesi, l’analisi del Rapporto di Sicurezza si articola nelle seguenti fasi:
• A) Identificazione delle aree critiche
• B) Identificazione degli eventi incidentali
• C) Valutazione della frequenza di accadimento
• D) Stima delle conseguenze
Mediante l’applicazione del METODO AD INDICI delle linee guida ministeriali, è possibile
associare un LIVELLO DI RISCHIO ad ogni specifica sezione d’impianto.
HazOp
L’HazOp (Hazard and Operability Analysis) è un metodo che permette di valutare in
modo sistematico ogni possibile deviazione dalle condizioni di regime di
funzionamento, andando ad individuare le cause e le conseguenze che, concatenate
tra loro, possono portare all’accadimento di un evento incidentale.
Il metodo HazOp può essere utilizzato sia in fase di progetto che in fase di verifica di un
impianto.
Nel RdS l’analisi HAZOP è stata applicata a TUTTI gli impianti della Raffineria, individuando:
• le anomalie di funzionamento (guasti di sistemi di regolazione o di controllo, malfunzionamenti,
errori di conduzione o di manovra) che possono comportare, nel loro sviluppo, incidenti rilevanti.
• le misure impiantistiche (sistemi di blocco, allarme etc.) e/o procedurali per prevenire il
verificarsi o atte a mitigare le conseguenze di ciascuna anomalia, con dispositivi di tipo passivo
(es. finalizzati allo scarico della sovrapressione come valvole di sicurezza, dischi di rottura o
portelli di scoppio) e/o dispositivi di tipo attivo (es. “sistemi di allarmi/blocco”).
L’analisi segue determinati standard internazionali (es. linee guida Chemical Industry Association).
Le principali banche dati mondiali per l’analisi storica degli incidenti nell’industria sono le seguenti:
AGENZIA FONTI DI
DISPERSIONE
NO 0,97812 TOSSICO
9,48*10 -1
Occorre, di volta in volta, valutare l’effetto di determinati fattori, quali: presenza o meno di innesco immediato o ritardato (in
base alla portata ed alla quantità totale rilasciata, a loro volta legate alla geometria del rilascio ed al tempo di intervento per
eliminare la perdita), all’azionamento di sistemi, preventivi e/o protettivi, tali da ridurre la frequenza di accadimento o il rilascio
della sostanza pericolosa, all’azionamento di sistemi di raffreddamento, di confinamento, ecc.
Nel Rapporto di
Sicurezza
vengono spesso
inserite tabelle di
riepilogo simili a
quella qui di
fianco riportata:
A)
Identificazione Aree Critiche
C.1) C.2)
(Metodo ad Indici) Albero dei Guasti Albero degli Eventi
B) C)
Identificazione Eventi Incidentali Valutazione della Frequenza di Accadimento
(HAZOP, Analisi Storica, ecc.)
TP G 24 VP S 12 DU 6
ME R OX 5 FT1 12 DP 6
UNI1 10 FT2 7 P 13 4
UNI2 9 ME K 1 36 Tot. D ars ene 16
P L AT 24 ME K 2 36
R E R UN 12 P DA 22 G P L S UD G 18
IS O 14 B IT MO D 2 P L NO R D 12
HS W 10 WAX VAC 5 Tot. G P L 30
S P L IT 4 HF 2 14
S TAB G P L 5 HF 3 13 O F F S IT E 22
HD2 13 H OT O IL 9
HD3 13 B D L UB E 4 Totale MO V-R aff 68
DE A 8 TAE 11
ME A1/2 9 Totale L UB E 183
Z OL F O 14
S WS 3
S C OT 5
B D C AR B 5
Totale C A R B 187
438
TOTA L E Top E vent R A F F INE R IA
T O T A L E T o p E v e n t D e p o s ito d i C A L E N Z A N O : 10
51 morti
UVCE
I possibili fenomeni fisici, che danno luogo agli SCENARI INCIDENTALI , sono i seguenti:
• POOL FIRE (incendio da pozza), innesco di liquido infiammabile rilasciato su terreno od acqua (radiazione termica stazionaria)
• FLASH FIRE (“lampo di fuoco”), innesco ritardato di una nube di gas/vapori in concentrazione infiammabile, ma con
composizione non omogenea. La radiazione termica associata è istantanea.
• JET FIRE (“dardo di fuoco”), innesco di un getto di liquido o gas rilasciato in atmosfera da un contenitore in pressione. La
radiazione termica associata è stazionaria ed investe un’area molto limitata, ma con possibile danneggiamento di strutture
vicine e pericolo di “effetto domino”.
• NUBE TOSSICA, cioè la dispersione in aria di gas/vapori tossici in conseguenza di perdite o rotture di linee o apparecchiature.
• ESPLOSIONE, innesco di una nube di miscela infiammabile con propagazione del fronte di fiamma con velocità crescente per
effetto dell’espansione dei gas di combustione e del rapido aumento di temperatura.
Si generano ONDE DI SOVRAPPRESSIONE che si propagano nell’atmosfera circostante. Si ha:
• Deflagrazione, se la velocità di propagazione del fronte di fiamma è inferiore a quella del suono, con generazione di
onde di sovrappressione dell’ordine di “qualche bar”;
• Detonazione, se la velocità di propagazione del fronte di fiamma è superiore a quella del suono (fino a 1.000-2.000
m/s), con onde di sovrappressione dell’ordine di “decine di bar” e conseguenze particolarmente disastrose.
L’esplosione può avvenire:
➢ in uno spazio completamente aperto, dando luogo al fenomeno di UVCE (Unconfined Vapour Cloud Explosion);
➢ in uno spazio confinato (es. presenza di edifici o strutture) dando luogo al fenomeno di VCE (Vapour Cloud Explosion); il
confinamento può causare un aumento della velocità di propagazione del fronte di fiamma con possibilità di transizione del
fenomeno esplosivo da deflagrazione a detonazione.
Nell’ambito del Rapporto di Sicurezza (ediz. 2010) della Raffineria di Livorno, sono stati individuati
n 438 eventi incidentali (Top Event).
11% 8%
Gli SCENARI INCIDENTALI (fenomeni fisici) 38% POOL
associati ai Top Event hanno la seguente JET FIRE
ripartizione percentuale: FLASH FIRE
28% ESPLOSIONI
TOSSICO
15%
Nell’RdS (ediz. 2010) del Deposito di Calenzano, a fronte dei seguenti Top Event individuati:
gli scenari incidentali associati
sono solo:
• Pool Fire
• Flash Fire
Gli effetti dell’irraggiamento dipendono dall’intensità della radiazione termica (kW/mq) e dal tempo di
esposizione (s) come si vede dalla CURVA DELLA TOLLERABILITÀ riferita ad una persona a pelle nuda.
40
L’intensità di radiazione termica
35 sopportabile da una persona a
IRRAGGIAMENTO (kW/mq)
0 10 20 30 40 50
tempo di esposizione in secondi
Nel RdS le simulazioni delle conseguenze incidentali vengono effettuate assumendo le seguenti
CONDIZIONI ATMOSFERICHE previste dalle linee guida per la predisposizione del Piano di Emergenza
Esterno:
• 5D condizioni neutre con velocità del vento 5 (m/s)
• 2F, 3F condizioni moderatamente stabili con velocità del vento 2 3 (m/s)
Nelle condizioni neutre gli strati atmosferici Nelle condizioni moderatamente stabili gli
hanno una temperatura potenziale strati più alti sono a temperatura potenziale
sostanzialmente costante, per cui durante il maggiore per cui la miscelazione verticale è
moto ascensionale la massa d’aria incontra scarsa
strati alla sua stessa temperatura per cui
la miscelazione è moderata
Nel Rapporto di Sicurezza (sia in quello della Raffineria che in quello del Deposito di Calenzano) vengono
calcolate le conseguenze per tutti gli scenari incidentali caratterizzati da frequenza di accadimento
maggiore o uguale a 10-7 occorrenze/anno (cioè una volta ogni 10.000.000 anni).
Deposito di Calenzano
EFFETTO DOMINO:
Dall’esame delle conseguenze calcolate per i vari Top Event di un impianto, si possono
riscontrare possibili interazioni su altri impianti, con eventuale superamento dei valori di
danneggiamento delle strutture (EFFETTO DOMINO), nel caso di:
• IRRAGGIAMENTO da pool fire: 12.5 kW/m2
• SOVRAPRESSIONE da esplosione: 0.3 bar
Nel RdS sono evidenziati alcuni Top Event possibili fonti di effetti domino, per cui si è
provveduto ad identificare le conseguenze ed esaminare le misure di protezione.
ELEMENTI CRITICI:
I sistemi critici vengono riportati nel “Registro dei sistemi critici”, dove sono
registrate le eventuali esclusioni temporanee.
DOCUMENTAZIONE ENI
RIR 06 Apparecchiature e Strumenti Critici - Rev Gen 2014
eni S.p.A
divisione refining & marketing
RAFFINERIA DI LIVORNO
HSE/SIC
RIR 06 - rev. Gen. 2014
APPARECHIATURE E STRUMENTI CRITICI
ELEMENTO CRITICO
ELEMENTO di un impianto (apparecchiatura, strumento,
dispositivo, ecc.) che, in caso di rottura,
malfunzionamento o mancato controllo, può generare o
contribuire allo sviluppo di una sequenza di eventi che
porta ad un INCIDENTE RILEVANTE o ad aggravarne le
conseguenze.
➢ di sposi tivi di si curezza e pe r l a ge sti one de l l ’em erg enza : sistemi di rilevamento
e segnalazione, sistemi di depressurizzazione rapida, sistemi di raffreddamento
per incendio esterno, ecc.
L’individuazione degli Elementi Critici avviene mediante applicazione
dei criteri quantitativi illustrati nella B.P. Div.R&M HSE 298T .
• Per ciascun elemento critico (identificato in base ai criteri stabiliti nella B.P. Div.R&M HSE 298T
“Identificazione items critici ai fini della prevenzione dei rischi di incidente rilevante”) vengono stabiliti i
fattori / variabili operative che ne determinano la pericolosità, cioè il Parametri Critici di Processo,
quali ad esempio:
• elevata pressione o condizioni di sottovuoto;
• temperatura elevata o negativa;
• livello di prodotto troppo alto/basso;
• reazione di cui si potrebbe perdere il controllo;
• possibile flusso inverso pericoloso;
• alto rischio di formazione miscela infiammabile;
• possibile rischio di rilascio prodotto tossico.
• All’interno della strumentazione installata sull’impianto con la funzione di controllo e/o
allarme/blocco(*) del parametro critico di processo, vengono quindi individuati, con specifiche tecniche
analitiche, gli STRUMENTI CRITICI, cioè gli strumenti che maggiormente possono
condizionare lo sviluppo e/o la gravità dell’evento Incidentale.
(*) Es.: sistemi di blocco, sistemi di allarme, controllori, interruttori, allarmi, valvole telecomandate,
sistemi di depressurizzazione rapida, valvole di sicurezza, ecc.
APPARECCHIATURE CRITICHE
Per ciascun elemento critico (identificato in base ai criteri stabiliti nella B.P.
Div.R&M HSE 298T) vengono stabiliti i fattori di tipo strutturale che ne determinano
la pericolosità, cioè il Parametri Critici Impiantistici, quali:
• difficoltà nei sistemi di tenuta;
• ingenti hold-up sostanze pericolose e sistemi contenimento adottati;
• problemi di lay-out (installazione in quota, impianti particolarmente
congestionati, vicinanza con altre sorgenti di pericolo);
• alto rischio di sviluppo fenomeni di corrosione;
• eventuali esperienze negative maturate (es. near miss);
• indicazioni provenienti dal licenziatario o dal fornitore;
• insufficienti misure di prevenzione/protezione (es. fireproofing).
ionali.
❖ attrezzature antincendio
La REGISTRAZIONE dei
controlli sugli Strumenti
Critici avviene tramite
una SCHEDA di
VERIFICA.
La scheda, una volta compilata, firmata e
timbrata dall’Esecutore e controfirmata da TMS
e RSOI, viene trasmessa in copia a MAN ELE-
STRU che provvede ad aggiornare le scadenze
del Piano di Controllo.
CRITICHE
APPARECCHIATURE
I controlli periodici su
attrezzature, macchine,
apparecchiature e linee
“critiche”, ai fini della
prevenzione degli incidenti
rilevanti, vengono pianificati
e registrati dalle varie Unità
(MAN, ING, SOI, ANT, ecc.)
su appositi archivi cartacei
ed informatici.
Vengono conseguentemente
aggiornati i rispettivi data base e
gli scadenzari dei controlli previsti.
DOCUMENTAZIONE ENI
RIR 07 - Gestione delle modifiche rev01
INFORMAZIONE DEI LAVORATORI SUI
RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE
([Link]. 334/99 e DM 16/03/98)
HSE/SIC
RIR 07 - rev. Giu. 2014
Indice degli argomenti
➢Principi generali
➢Riferimenti normativi
➢Tipologie di modifica
ossia
di capacità non superiore e aventi le medesime caratteristiche di
processo, strutturali, funzionali, ecc….”
Applicazione della
Applicabile Non applicabile Realizzazione
procedura Gestione
intervento
delle modifiche?
Predisposizione del
“Master Progress Sheet “ (All. 1)
Analisi di rischio
DOCUMENTAZIONE ENI
RIR 08 - formazine e informazione
INFORMAZIONE DEI LAVORATORI SUI
RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE
([Link]. 334/99 e DM 16/03/98)
Attività di
Informazione/Formazione/Addestramento
per aziende a rischio di incidente rilevante
HSE/SIC
RIR 08 - rev. Set. 2014
Indice degli argomenti
• ➢Riferimenti legislativi
• ➢Informazione/formazione – visitatori/ditte
terze/autisti
Anche le schede di
sicurezza dei prodotti sono
disponibili attraverso
apposito applicativo
intranet.
Informazione/formazione - personale
eni I numeri di emergenza sono diffusi con diverse modalità
all’interno dei luoghi di lavoro oltre ad essere riportati nella
pagina iniziale dell’intranet.
Informazione/formazione - personale eni
Incontri periodici, in cui possono essere trattate anche tematiche RIR, vengono
effettuati tramite i Comitati d’Area per la Sicurezza (sottocomitati di III livello,
rif. opi sg HSE 007 “Organizzazione Personale e Comitati”).
Nella Sezione 5
dell’Allegato V è riportata
la natura dei Rischi di
Incidente Rilevante:
Allegato V [Link]. 334/99
La Scheda Informativa per i cittadini e i lavoratori (Allegato V) viene anche
utilizzata dalle Autorità per l’informazione della popolazione.
DOCUMENTAZIONE ENI
RIR 10 DLgs 105 - Agosto 2015
eni S.p.A
divisione refining & marketing
RAFFINERIA DI LIVORNO
DOCUMENTAZIONE ENI
RIR 11 - SGS - Dicembre 2015
Raffineria di Livorno
HSE/SIC
RIR 11 - Dicembre 2015
PREMESSA
Come è noto, la Raffineria di Livorno è uno stabilimento a Rischio di Incidente Rilevante,
in quanto detiene quantitativi di sostanze pericolose superiori a determinate soglie.
Essa rientra nel campo di applicazione del Decreto Legislativo n°105 del 26/06/2015
(che ha sostituito il [Link]. 334/1999).
I principali obblighi derivanti dal [Link]. 105/2015 sono i seguenti:
1. La NOTIFICA
5. Il Rapporto di Sicurezza
25
1
SGS: Generalità e Definizioni
Il [Link]. 105/2015 si preoccupa di stabilire i requisiti del SGS in quanto, dall’esame degli
eventi incidentali occorsi in diversi settori produttivi, è stato osservato che le cause
iniziatrici più frequenti ( 53% dei casi) degli incidenti rilevanti sono riconducibili a:
• disfunzioni organizzative;
• deviazioni dalle procedure di sicurezza.
DEFINIZIONE: Il Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) è quella parte del sistema di
gestione generale dello stabilimento, comprendente struttura organizzativa,
responsabilità, prassi, procedure e risorse, volta al raggiungimento degli obiettivi definiti
nella Politica di prevenzione degli incidenti rilevanti.
Nell’ambito del SGS vengono utilizzati strumenti quali: manuali, procedure, istruzioni,
documenti di registrazione, indicatori di performances, riunioni e comitati, audit e visite
in campo, analisi di sicurezza, piani di miglioramento, gestione dei processi (es.:
permessi di lavoro, modifiche impiantistiche e documentali, non conformità, fornitura
materiali e servizi, informazione e formazione, comunicazione, ecc.).
25
2
SGS: Requisiti e contenuti
All’interno del [Link]. 105/2015, i seguenti allegati:
• Allegato 3 “Informazioni di cui all’articolo 14, comma 5 e all’articolo 15, comma 2,
relative al sistema di gestione della sicurezza e all’organizzazione dello stabilimento
ai fini della prevenzione degli incidenti rilevanti”;
• Allegato B “Linee guida per l’attuazione del Sistema di Gestione della Sicurezza per
la prevenzione degli incidenti rilevanti” (che ha sostituito il DM 09/08/2000);
stabiliscono quali devono essere gli elementi essenziali del SGS:
a) Organizzazione e personale;
c) Controllo operativo;
d) Modifiche e progettazione;
e) Pianificazione di emergenza;
g) Controllo e riesame.
25
3
Principi Generali dei Sistemi di Gestione
Il SGS supera l’impostazione coercitiva, caratteristica delle prime norme di prevenzione,
basandosi piuttosto su un approccio sistematico e proattivo.
La sicurezza non si esaurisce con l’adempimento agli obblighi di Legge, ma richiede una
programmazione ed un’organizzazione della sicurezza, secondo il principio del
MIGLIORAMENTO CONTINUO.
• PIANIFICAZIONE
• ATTUAZIONE
• CONTROLLO
• RIESAME
Il SGS opera affinché, nelle attività a rischio di incidente rilevante, gli standards di
sicurezza non degradino nel tempo, ma anzi vengano continuamente incrementati.
25
4
SGS: Inquadramento generale
Nella Raffineria di Livorno sono operanti, in ambito HSE, i seguenti Sistemi di Gestione:
• Sistema Gestione Sicurezza (SGS),
obbligatorio per legge (art. 14, comma 5 del [Link]. 105/2015);
L’insieme dei tre suddetti sistemi costituisce il Sistema di Gestione Integrato HSE (SGI).
Per completezza d’informazione, si ricorda che in Raffineria di Livorno sono adottati anche i
seguenti Sistemi di Gestione non di ambito HSE:
• Sistema Gestione della Qualità (SGQ), secondo ISO 9001
• Sistema Gestione Qualità Laboratorio (SGQL), secondo ISO 17025
• Sistema Gestione Energia (SGE), secondo ISO 50001
• Sistema Gestione Affidabilità Operativa (SGAO), secondo standard ENI (NT0703 IO GEN)
25
5
Il Sistema documentale
Dal punto di vista documentale, il SGS è costituito da:
• Politica di prevenzione degli Incidenti Rilevanti;
• Manuale SGS (Annesso 1 del Manuale Sistema Gestione Integrato HSE);
• Un certo numero di pro sg hse ed opi sg hse (vedi elenco a pagina successiva);
• PEI, Manuale H2S, Manuale Solvente Furfurolo;
• Piano Visite di Sicurezza, istruzioni operative di reparto con aspetti di Sicurezza, ecc.
25
6
Elenco delle pro ed opi del Sistema di Gestione HSE
Le procedure e le istruzioni operative
descrivono le modalità operative con cui
devono essere svolte le attività con
impatti HSE, definendo ruoli e
responsabilità dei soggetti coinvolti.
Qui di fianco viene riportato l’elenco
delle procedure (pro sg hse) e delle
operating instruction (opi sg hse) del
Sistema di Gestione Integrato HSE.
La maggior parte di esse fa parte
integrante del SGS, in quanto contiene
aspetti di Sicurezza di processo.
Le principali tematiche affrontate sono:
• Valutazione dei Rischi (002, 015);
• Gestione delle Modifiche (004, 014);
• Organizzazione della sicurezza (007);
• Informazione/Formazione (008, 028);
• Sistemi critici (024);
• Emergenze e sistemi antincendio (036, 037);
• Safety Audits (opi sg hse 041);
• Eventi incidentali (044);
• Permessi di Lavoro (025, 026, 065, 073, 074);
• Riesame della Direzione (006, 039, 047);
• Ecc.
25
7
I Comitati HSE
Nella pro sg hse 007 “Organizzazione Personale e Comitati” viene descritta la struttura
organizzativa ed i ruoli del personale con riferimento agli aspetti HSE.
Vengono tra l’altro definiti i componenti dei Comitati HSE, che anno l’obiettivo di:
A sua volta, il CCSSA (che è presieduto dal Direttore di Raffineria) prende a riferimento
anche gli argomenti discussi nel corso delle riunioni del COHSE di Sede.
25
8
Sottocomitati di Supporto
Nella pro sg hse 007 “Organizzazione Personale e Comitati” vengono inoltre definiti i
seguenti Sottocomitati di Supporto (con relative finalità e componenti):
26
0
Indicatori HSE
I suddetti Indicatori SGS fanno parte di un gruppo più consistente di Indicatori HSE, per i
quali la Sede richiede, secondo una frequenza prestabilita, la registrazione ed il monitoraggio.
26
1
Verifiche interne di Sicurezza
Nella pro sg hse 041 “Audit del Sistema di Gestione Integrato” viene tra l’altro descritto il
sistema delle VISITE DI SICUREZZA (“safety audits“), eseguite da personale aziendale
organizzato in gruppi di verifica che visitano a rotazione determinate aree di Raffineria
(incluso Terminali Marini).
Tutta l’attività di pianificazione ed esecuzione di tali “verifiche in campo“ viene gestita
mediante apposito applicativo informatico presente sull’Intranet aziendale.
I risultati di tali verifiche vengono periodicamente esaminati nel corso di apposite riunioni,
durante le quali vengono promosse eventuali azioni migliorative/correttive.
26
2
eni S.p.A
divisione refining & marketing
RAFFINERIA DI LIVORNO
DOCUMENTAZIONE ENI
PEI - Revisione 01 03 2016
Raffineria di Livorno
Sottocomitato D “Salute, Sicurezza e Ambiente Ditte Appaltatrici”
Febbraio 2016
PEI – Scopo e generalità
Il Piano di Emergenza Interno (PEI) è redatto in attuazione dell’art.20 del [Link]. 105/2015
(già [Link]. 334/99).
Il PEI è integrato dai cosiddetti “Piani di Emergenza Specifici” (PES), che contengono le
misure particolari per affrontare i Top Event individuati nel “Rapporto di Sicurezza”.
pag.
265
PEI – La presente REVISIONE
Le principali novità della presente revisione del PEI sono:
• Aggiornati i contenuti al nuovo [Link]. 105/2015;
• Recepito il nuovo Piano emergenza di linea di business r&mc;
• Inserite lievi modifiche in vista della prossima incorporazione in Raffineria della CTE
(ex Stabilimento EniPower);
• Ulteriori lievi modifiche, senza impatti sulle modalità di comportamento generali.
pag.
266
PEI - Estratto
Chiunque presente a qualunque titolo in Raffineria venga
a conoscenza di una situazione di Emergenza ha il
dovere di provvedere immediatamente a segnalarla.
Nel caso che il telefono via cavo non sia disponibile nelle
vicinanze o non sia funzionante, può essere utilizzato il
radiotelefono per avvertire una sala controllo o una
postazione fissa telefonica, CHIEDENDO di RILANCIARE
l’allarme via telefono.
pag.
267
pag. 268
pag. 269
pag. 270
PEI - Estratto
pag. 271
PEI - Estratto CONSEGNATARIO di TURNO (CdT)
SECONDA
Squadra di 3a SQUADRA
PARTENZA
Emergenza
in Turno (*)
(*) Detta anche
“Squadra di Primo Intervento”
pag. 272
PEI - Estratto
COMPORTAMENTO IN CASO DI EMERGENZA
Caso di allarme semplice (Cat. A)
Personale AZIENDALE:
• Se appartenente al personale “operativo per l’emergenza”, si comporta come previsto dal PEI.
• Se non ha un ruolo nel PEI, si reca al proprio posto di lavoro lasciando libero il telefono.
Personale IMPRESE:
• Sospende le attività, mette in sicurezza le attrezzature di lavoro e si reca al centro di raccolta più vicino.
VISITATORE:
• Si reca nel luogo indicato dal proprio accompagnatore.
AUTISTA Autobotte:
• Sospende l’attività, mette in sicurezza il mezzo (lasciando le chiavi inserite nel quadro) e si reca a piedi
al centro di raccolta più vicino (centro di raccolta n°1).
• Il personale aziendale “NON operativo per l’emergenza”, dopo aver portato a termine le eventuali
azioni intraprese sugli impianti/attrezzature di competenza, raggiunge il centro di raccolta più vicino.
pag.
273
PEI - Estratto L’ubicazione dei Centri di Raccolta (Luoghi di
Raduno) è la seguente:
1. Area tra palazzina Infermeria e palazzina
Guardia di Finanza
pag.
274
PEI - Estratto
Al termine dell'emergenza, quando saranno completamente ripristinate le condizioni di
sicurezza, il responsabile del CoCE comunicherà via radiotelefono il cessato allarme.
La Sala Controllo MOV trasmetterà, tramite l’AMPLIFONICO di Raffineria il FINE EMERGENZA.
Nel caso in cui fosse stata attivata la sirena di allarme generale, il CoCE darà disposizione
alla Portineria di attivare la SIRENA di Cessato Allarme, caratterizzata dal seguente suono:
pag.
275