Seneca 2
Seneca 2
eca afferma che il saggio si deve ritirare lentamente dalla vita politica, e nell’otium egli non della nobilitas, quindi Seneca non predica il totale disimpegno dalla vita attiva e, pur riconoscendo
Nacque in spagna nel 4 a.C. da una famiglia di rango equestre, si istruì a Roma e imparò la sarà inattivo bensì potrà giovare agli altri come afferma nel DE OTIO. che il potere è nelle mani del princeps, vuole ritagliare alla sua classe uno spazio politico. Questo
retorica e la filosofia. Studiò con Fabiano, retore che oltre alcune discipline, gli insegnò una vita progetto era già accennato nella “consolatio ad polybium” in cui attesta l’emergere di una nuova
dai costumi sobri. Successivamente intraprese il cursus honorum e rivestì la questura dove PRODUZIONE DI SENECA: la produzione di Seneca si divide nel periodo di collaborazione con figura sociale cioè il burocrate modello cioè il servitore dell'imperatore che ha come doti la fides,
emersero le sue qualità oratorie. Gli imperatori però sin dall’inizio volevano farlo uccidere ed Nerone, cioè il quinquennium aurem e dopo la rottura con Nerone la probitas, la modestia, la dedizione all'imperatore. Dedica tutta la sia vita al governo anche a
isolare. Successivamente divenne precettore di Nerone e quando egli fu eletto imperatore, Come è considerato l’intellettuale durante il quinquennium aurem? Seneca viene richiamato da costo di sacrificare la propria vita privata. Per lui il potere è un “onus” che lui sopporta
Seneca governò con la madre Agrippina. Nerone poi fece uccidere la madre e Seneca lo difese Agrippina per fare da precettore a Nerone quando il principato si è consolidato quindi nell'interesse dello stato. L’impertore alla fine è il SUPREMO BUROCRATE, è da lui che emanano
però la sua posizione si fece sempre più debole. Nel 62 si ritirò a vita privata e contemplativa ma l'intellettuale non è più l'uomo politico attivo del età ciceroniana perché, anche se appartiene alla le virtù dei suoi uomini di fiducia.
quando fu indetta la congiura contro Nerone, Seneca fu considerato tra i colpevoli e costretto al nobilitas, non partecipa più alla gestione del potere e dello stato ma si lega personalmente
suicidio. all'imperatore o come maestro o come consigliere. L'imperatore controlla direttamente la politica DE BREVITATE VITAE: è dedicato a Paolino cioè il prefetto dell'annona (Seneca sposò sua figlia),
e controlla l'attività letteraria. Quindi il princeps o è temuto o viene adulato. Gli intellettuali scritto tra il 49 e il 50; qui Seneca non aveva ancora ricevuto l’incarico di occuparsi
PERSONALITA’: Seneca rappresenta una personalità molto complessa, di formazione filosofica accettano l'assolutismo monarchico come l'unica forma di governo attuabile e quindi Seneca dell’educazione di Nerone. L’inizio è ex-abrupto, il contesto è urbano infatti gli esempi sono
stoica cioè aderiva a più filosofie contemporaneamente. Secondo Seneca il destino del mondo rimane al fianco di Nerone dal 54 al 62 diventando, insieme al prefetto del pretorio Afranio burro, il collocati nella capitale dove la vita frenetica non lascia tempo all’otium. Qui Seneca affronta il
non è casuale ma c’è una provvidenza retta da un Dio (deus). Il saggio invece deve aiutare a consigliere più influente. La tradizione storiografica filo senatoria attribuisce all'influenza di Seneca tema del tempo e dell’esistenza ma in maniera molto breve. Questo è un tema centrale nella
perseguire il bene. Seneca è l’ultimo filosofo pagano dopo Lucrezio, Epicuro e Cicerone e a e Burro il periodo di calma e di buongoverno. Poi successivamente emerge la vera natura morale di Seneca. Per Seneca l'uomo sbaglia a lamentarsi della brevità del tempo della vita
differenza dei primi da una grande importanza alla vita politica credendo che il filosofo possa e dell'imperatore con anche la congiura dei Pisoni nel 65 per uccidere Nerone. perché se si sa utilizzarlo la vita è lunga, mentre l'uomo stolto la rende breve sciupandola in
debba intervenire negli avvenimenti della repubblica, ma alla fine si disillude. Si concentra quindi Qual è il progetto pedagogico di Seneca? L'opera a cui si fa riferimento è il “de clementia” cioè un occupazioni frivole e/o dannose che gli impediscono di raggiungere la sapienza cioè la
sui valori eterni quali la vita, la morte che è compagna della vita stessa e il tempo. trattato di filosofia politica, scritto all'inizio del principato di Nerone, tra la fine del 54 e il 56, perfezione. Il problema non è la quantità della vita ma la qualità del tempo. Per Seneca l'uomo
I dialoghi: sono testi di argomenti filosofici in cui l’autore svolge dei monologhi verso il destinatario quando Nerone aveva fatto uccidere il fratellastro britannico e voleva sbarazzarsi della madre. non deve vivere nell'attesa o nella speranza o nel passato ma deve vivere intensamente il
dell’opera. Sembrano dialoghi per la tecnica dell’occupatio cioè i commenti di un interlocutore Quindi quei buoni propositi iniziali di Nerone, propositi di moderazione che lui aveva proclamato presente, deve dominarlo per raggiungere l'autarkeia cioè l'equilibrio. È un nuovo CARPE DIEM
fittizio: nella seduta in cui era salito al potere, cominciavano ad affievolirsi. altrimenti si potrebbe perdere il presente.
• Consolatio ad Marciam: consola Marcia, donna che aveva perso il figlio tre anni prima. Il progetto pedagogico è un progetto politico che consisteva nel mettere la filosofia al servizio Vita, si uti scias, longa est: è uno dei concetti chiave dell’opera. Seneca afferma che il tempo
Seneca si mette sulla stessa scia di Cicerone che aveva scritto la Consolatio a se stessa per la del potere. Lui vuole forgiare l'imperatore: dell’uomo è più che sufficiente, basta utilizzarlo con sapienza. Bisogna concentrarsi sulla qualità
morte della figlia in cui affermava che la morte non è un male bensì si passa ad una vita migliore. • Secondo il modello del buon sovrano cioè "Rex iustus", in cui l’intellettuale collabora con il dell’esistenza.
Conclude con l’elogio del figlio della donna e la sua apoteosi, cioè Cremuzio che lo accoglie in potere; DIFFERENZE COL CARPE DIEM ORAZIANO
cielo. • Vuole anche realizzare il progetto platonico del filosofo al potere. • Carpe diem oraziano: matrice epicurea, invita a valorizzare ogni istante della vita,
• Consolatio ad Helviam matrem: consola sua madre che soffre per la lontananza del figlio • Vuole forgiarlo secondo i principi dello stoicismo quindi garantire la partecipazione della nobilitas ricercando il piacere con animo sereno senza preoccuparsi del futuro.
per l’esilio. Afferma che neanche la lontananza può togliere l’unico vero bene cioè la virtù. al potere. • Carpe diem di Seneca: matrice stoica, è un monito a perseguire la saggezza, non bisogna
• Consolatio ad Polyibium: rivolta ad un liberto dell’imperatore Claudio per la morte del • Deve essere capace di frenare il suo potere assoluto, ma in questo modo con la collaborazione godere dei piaceri ma trovare l’autarkeia.
figlio. Questa è una pretesta per supplicare il sovrano di revocare il suo esilio. Infatti egli elogia del filosofo deve essere capace di autolimitarsi. T12: È davvero breve il tempo della vita? Seneca parte affermando che il vulgus cioè i mortales si
non solo il liberto ma anche l’imperatore stesso esaltandone le imprese militari In atto è difficile realizzarlo, Seneca non mette in discussione il potere assoluto, riconosce che lamentano dell’ingenerosità della natura che ha dato all’uomo un’esistenza fugace. Tale lamento
Seneca e la politica: Nato sotto il dominio di Augusto egli non fu in sintonia con nessuno dei 4 ormai l'impero è una monarchia assoluta, vuole solo legittimarle sulla base dello stoicismo che non è solo del popolo ma anche degli uomini illustri che affermano che la vita è breve mentre
imperatori, perché credeva che l’accentramento del potere nelle mani di una sola persona finiva diceva che la monarchia è la migliore forma di governo perché l'imperatore nello stato è come il l’arte è lunga. Anche Aristotele era dello stesso avviso nonostante sia definito vir sapiens. Seneca
per corromperlo però credeva che l’intellettuale potesse giovare ai suoi contemporanei quindi logos nell'universo. Quindi il princeps deve essere un dio terreno, un princeps illuminato, e un quindi dice che l’uomo perde tempo e non lo sfrutta bene. La vita è lunga e si possono fare tante
cercò di dare il suo contributo al principe: si pone quindi il problema del rapporto tra otium e SAGGIO. cose.
negotium e questo presenta varie oscillazioni. Il suo discorso sulla politica si concentra nell’etica Quali saranno le virtù del princeps? T14: Nessuno può restituirci il tempo: inizialmente Seneca afferma che il motivo per cui gli uomini
della politica caratterizzata da un forte pessimismo. • Probitas cioè onestà; sprecano il loro tempo è perché nessuno pensa che dovrà realmente morire e tutti pensano che il
Nella Consolatio ad Marciam esprime dei giudizi sugli imperatori: • Modestia cioè il limite, la capacita di autolimitarsi; tempo sia illimitato. Successivamente egli afferma che l’uomo attribuisce importanza solo alle
• Con Tiberio non è in buoni rapporti a causa della condanna del suo prefetto Seiano; • La clemenza che viene individuata come virtù fondamentale, è una virtù che si esercita tra cose tangibili mentre il tempo è di per sé invisibile. Tra le cose che egli menziona a cui gli uomini
• Il governo di Caligola è considerato nel DE IRA l’emblema della follia, caligola voleva due soggetti posti su due piani diversi. C'è il princeps e ci sono i sudditi. Il superiore benefica danno importanza sono gli ASSEGNI ANNUALI ma se gli uomini cadono ammalati il denaro non
uccidere il filosofo; l'inferiore cioè i sudditi, mentre i sudditi contraccambiamo questi benefici con la fedeltà. può salvarli. Nessuno restituirà all’uomo il tempo che egli perde e che non potrà mai ritornare.
• Il giudizio su Claudio è oscillante: scrive in Corsica la CONSOLATIO AD POLYBIUM, DE VITA BEATA: L’opera si divide in due parti:
indirizzata a un liberto influente dell’imperatore Claudio. Inonda sia Polibio sia Claudio di lodi, Cambiano quindi i valori politici perché nella res pubblica c'era la iustitia basata sul rispetto delle 1. Nella prima parte espone la dottrina morale stoica la quale fa coincidere la felicità nella vita
complimenti. Il saggio stoico deve accettare il destino con animo forte si umilia in questo modo: leggi della città e implica un rapporto tra uguali invece ora nell'impero c'è una distanza secondo natura e indica il sommo bene con la virtù;
per questo quest’opera è stata vista per secoli come l’opera che attesta l’ipocrisia di Seneca. Egli incolmabile ora la virtù è la clementia che è basata sulla volontà del princeps. Questo è il punto 2. Nella seconda parte respinge le accuse di chi accusa i filosofi di incoerenza e di non vivere
non era un filosofo isolato, ma un aristocratico romano immerso nella politica imperiale. Era un critico del suo pensiero. In questo modo, secondo Seneca, l'imperatore instaura con i sudditi un secondo i precetti che professano. In particolare era stato accusato di vivere una vita lussuosa e
uomo di corte e per lui la filosofia non era una fuga dalla realtà, ma uno strumento per capire il rapporto paternalistico cioè deve imparare ad autoregolarsi e punire solo quando necessario dispendiosa ma egli aveva affermato che preferiva possedere le ricchezze perché gli permettono
mondo e sopravvivere ai suoi pericoli e per provare a cambiarlo. Infatti dietro le lodi rivolte a poiché l'imperatore è superiore agli altri per il potere illimitato e assoluto, ma è pari agli altri per la di esercitare meglio le sue virtù.
Polibio e a Claudio Seneca proponeva un modello di governo e un’idea di imperatore ideale. soggezione alla legge morale, che utilizza per infliggere le pene. L'imperatore clemente è quindi di DE OTIO: Affronta il problema dell’impegno e del disimpegno politico (ad Anneo Sereno)
Presenta Polibio come l’esempio del funzionario perfetto; poi definisce il potere assoluto conseguenza saggio (filosofia al servizio del potere). Seneca presenta Nerone come un saggio, chiedendosi come dovrebbe agire il saggio. Seneca sostiene la validità dell’otium affermando che
dell’imperatore non come un privilegio ma come un onus, un peso, una responsabilità enorme; proietta sull'imperatore un modello ideale e lo esorta ad adottare comportamenti esemplari. È un è impossibile uno stato che agisca secondo i principi del filosofo.
infine arriva a suggerire all’imperatore di limitare da solo il suo potere usando la virtù. Prima quindi progetto utopistico. DE PROVIDENTIA: risponde alla domanda di Lucilio che gli chiede come mai i buoni sono colpiti
esprime un giudizio positivo per poter tornare in patria dall’esilio, compone il discorso che Nerone Qual è l’ispirazione del progetto di Seneca? Anche l’ellenismo si era preoccupato di forgiare dai mali e lui risponde che sono semplici prove degli dei.
lesse alla morte di Claudio, ricco di elogi, ma nell’Apokolokyntosis (trasformazione in zucca) l'imperatore per farlo diventare un buon sovrano. Loro consideravano il re come legge incarnata e DE CONSTANTIA: la tesi che il saggio non può essere colpito da alcun male perché la superiorità
deride il defunto; Claudio giunto sull’olimpo, chiede di essere trasformato in un Dio ma Zeus lo quindi si sperava di costringere il re al rispetto delle leggi e della mentalità. Il progetto di Seneca è morale lo rende invulnerabile.
distrugge ricordandogli tutti i suoi crimini e lo spedisce all’inferno dove diventerà schiavo di un ancora qui ambizioso perché voleva forgiare l'imperatore ma di gettare le basi per la DE TRANQUILLITATE ANIMI: è dedicata all’amico Anneo Sereno a cui egli chiede consiglio e
liberto. Questo diventa un pamphlet politico durante il periodo di affermazione di Nerone; così collaborazione tra imperatore e intellettuale con la funzione di pedagogo. aiuto. Cerca rimedi pratici per raggiungere la tranquillità dell’animo cioè l’EUTIUMIA greca.
l’età di Nerone diventa un’età aurea. Il progetto espresso nel “de clementia” è completato nel “de tranquillitate animi” che sottolinea la DE BENEFICIS: dedicato all’amico Ebuzio Liberale, Seneca da precetti sul retto modo di fare e di
• Con Nerone c’è il quinquennium aureum durante i quali egli fa parte attiva della politica funzione dell'aristocratico a fianco dell'imperatore che deve occuparsi dell'educazione del ricevere benefici che sono alla base della convivenza civile. Temi del dovere del superiore verso gli
come afferma nel De clementia c’era una collaborazione tra intellettuale e princeps. princeps, deve dare buoni consigli, deve collaborare negli affari di governo. Questo è il dovere inferiori e della liberalità.
LE NATURALES QUAESTIONES: 7 libri dedicati a Lucilio in cui si parla di argomenti occupationes. Anche Plinio il giovane nato pochi anni prima della morte di Seneca commisera Traina paragona Seneca ad un uomo che oscilla tra cella e pulpito cioè la volontà di dirle. Si
meteorologici che ha uno scopo pratico cioè liberare l’uomo dai timori e utilizzare correttamente i coloro che sprecano il loro tempo. muove tra amore di sé stesso e amore degli uomini cioè l'umanità. Mette al servizio la filosofia di
beni messi a disposizione dalla natura. È esaltata anche la ricerca scientifica che porta l’uomo alla tutta l'umanità.
conoscenza delle realtà divine. La morte: Il tema del tempo è anche legato a quello della morte, uno dei motti di Seneca è L’EPISTOLARIO DI SENECA E CICERONE (Setaioli):
T3: MALATO E PAZIENTE: la forma dialogica mostra che si tratta della risposta ad un problema cotidie morimur, cioè “ogni giorno moriamo”. Dobbiamo avere consapevolezza dell'incombere • Lettere di Cicerone: scritte per dare e ricevere notizie, senza intento morale e filosofico;
concreto infatti Seneca fa una diagnosi del male che affligge l’amico e propone una terapia: egli della morte e vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo. Tutte le scuole ellenistiche avevano spinto • Lettere di Seneca: saggi di etica (funzione di insegnamento) destinati alla pubblicazione; lui
necessita di trovare un equilibrio interiore, avere fiducia in sé stesso per raggiungere il a insegnare l'accettazione della morte. Seneca sfrutta questo topos nelle tre consolationes e nelle rifiuta il modello ciceroniano dicendo che è meglio occuparsi delle proprie miserie che di quelle
perfezionamento interiore (per questo deve essere impiegato il tempo della vita). Il dialogo epistole. Seneca cerca di liberare l'amico dalla paura della morte e lega questo discorso alla altrui.
comincia con il verbo “inquirenti” del lessico giuridico che significa indagare e dal poliptoto “mihi riflessione sul tempo. La morte fa parte della vita perché tutto ciò che è passato appartiene già Ci sono anche degli spunti che però Seneca riprende da Cicerone come il destinatario unico;
in me” che indica che Sereno e oggetto e soggetto dell’indagine. Il male di Sereno sono i alla morte, quindi la sperimentiamo ogni giorno infatti la morte fisica è l'ultimo gradino di un Epicuro le aveva indirizzate a tanti destinatari. In una lettera a Lucilio che fa parte del gruppo di
quaedam vitia che specificherà successivamente indicandoli con due metafore: processo che parte sin dalla nascita. La vita è una lunga morte. L'esercizio quotidiano della morte apertura della raccolta in cui sono numerose le citazioni di Epicuro che il nome di ATTICO è
• Come vizi tangibili e vizi nascosti; ci accompagna per tutta la vita e dovrebbe abituarci. divenuto immortale solo grazie a Cicerone e vuole fare lo stesso con Lucilio. Le lettere a Lucilio
• Come nemici difficili da sconfiggere. Il motivo della morte (filosofia): Seneca oscilla tra il concetto epicureo di morte come sono più simili a quelle di Epicuro ma proseguono una tradizione iniziata proprio da Cicerone in
Utilizza una immagine del mondo marittimo perché la vita è intesa come un percorso in mare annullamento e la dottrina stoica che afferma la sopravvivenza dell’anima. Non si tratta di quanto c’è una emulazione letteraria e retorica di quest’ultimo.’
seguendo una rotta stabile senza lasciarsi travolgere dalle tempeste (il male è indicato come contraddizione ma la volontà di quietare il proprio timore della morte. Nelle consolationes Seneca
fluctuatio perché Seneca è come un naufrago che annaspa in cerca della terra.). Seneca usa un dice che la morte è come un ritorno alle origini e si parla di morte fisica perché l’anima IL SENSO DEL TEMPO IN SENECA
linguaggio attinto dal campo medico perché si paragona ad un medico che accompagna l’uomo sopravviverà e potrà osservare le verità divine. La meditatio mortis aiuta l’uomo a superare la
verso il raggiungere di un equilibrio. Paragona il male dell’amico allo stato dei convalescenti che morte che viene vista come una legge naturale e quindi in alcuni casi come elemento positivo. Per Il tempo se bene sia labile, fuggente, è l’unica nostra ricchezza. Tratta questo tema con un
se pur guariti hanno timore di una nuova malattia (medico). Il rimedio a questo male è avere il saggio invece la morte è un ADIAFORON cioè un elemento indifferente ma è legata alla volontà linguaggio finanziario.
fiducia in sé stessi senza lasciarsi distogliere da coloro che vagano, errano, camminano senza di raggiungere la felicità: uccidersi è utile se si vuole raggiungere la felicità. Alla fine Seneca crede Come ricchezza deve essere amministrata, gestita, preservata, risparmiata.
una meta, cioè gli occupati che sprecano intere giornate. L’obiettivo è il non essere turbato, quindi che è importante la qualità della vita, in cui bisogna raggiungere la sapienza=immortalità. Il sapiens si colloca in una dimensione atemporale privo di timori, speranze.
la sapienza perché da questa dipende l’AUTARKEIA. La tranquillitas è una qualità eccelsa, vicina T8: SCHIAVI PER DESTINO, SCHIAVI PER SCELTA: mostra attenzione all’uomo in generale e Perché il passato e il futuro non sono più in nostro potere.
a dio (dio che per gli stoici è il logos: l’uomo conoscendo la natura può avvicinarsi alla per lui gli uomini sono tutti uguali (lo era già per gli stoici per i quali sono uguali uomini liberi e La figura dell’indaffarato che non ha tempo per niente.
conoscenza di dio) = EUTIUMIA in greco. Il benessere interiore GAUDIUM è dovuto alla necessità schiavi). Dal punto di vista sociale, gli schiavi erano coloro che erano alle dipendenze di qualcuno, La nobilitas (ai tempi di Nerone) , non avendo voce in capitolo in politica, spendono la loro
di non esaltarsi ma di raggiungere una medietas. ma per Seneca dal punto di vista morale sono coloro che sono dipendenti da una passione perciò ricchezza in cose futili, in proprietà.
EPISTOLE A LUCILIO: sono lo scritto filosofico più importante di Seneca in cui esprime la sua lo possono essere tutti gli uomini. Ci sono schiavi per destino/sorte (coloro che sono nati così) e
visione della vita e il suo ultimo messaggio. Sono circa 124 lettere distribuite in 20 libri scritte dal schiavi per scelta. Emerge dalle sue parole un atteggiamento stoico. Per Seneca lo schiavo è un
62 al 65 dedicate a Lucilio, un caro amico a cui Seneca dedica anche le Naturales quaestiones. tuo simile, che è nato sotto lo stesso cielo, vive, respira, muore. TU PUOI VEDERLO LIBERO E
Seneca si presenta come un uomo anziano che si dedica interamente allo studio e alla ricerca, è LUI PUÒ VEDERTI SCHAVO: cioè le posizioni possono invertire perché niente è definitivo, la vita è
un maestro e un consigliere per il suo amico e vuole raggiungere la sapienza (autoeducazione). mutevole. Insegnamento di Seneca: COMPORTATI CON IL TUO INFERIORE COME VORRESTI
Sono lettere scritte per essere pubblicate quindi è evidente la rielaborazione formale: CHE IL TUO SUPERIORE AGISSE CON TE.
• Ci sono numerosi riferimenti alla vita quotidiana che vengono trasformati in spunti di La condizione schiavile a Roma: gli schiavi a Roma erano considerarti come res cioè come cose,
riflessione filosofica, e questa è la differenza principale tra le epistole e le altre opere filosofiche. dei beni. A Roma si era schiavi per nascita o per debiti; c’era un vero e proprio mercato degli
Per esempio nell’epistola 53 il racconto di una traversata tormentata che provoca in Seneca il mal schiavi che venivano messi in vendita con un titulus che indicava le sue caratteristiche. A Roma
di mare è lo spunto per parlare delle malattie fisiche e quelle dell’anima. c’erano:
• Il discorso è assimilabile al sermo, perché è scorrevole, colloquiale, come se parlasse con • Schiavi domestici: erano schiavi della città impiegati in diversi compiti;
gli amici. Proprio per questo motivo il passaggio da un tema all’altro avviene per associazione di • Schiavi dello stato: impiegati nei servizi amministrativi e finanziari;
idee e sembra che la lettera sia scritta di getto (simulazione). C’è però un filo conduttore che è Il rapporto tra servo e padrone era variabile; il padrone trattava meglio i servi più efficienti e
l’avanzamento del destinatario: se prima c’era una esortazione alla filosofia, ora si passa a metodi capaci; questi potevano essere liberati con la manomissione dal proprietario gratuitamente o
di insegnamento più impegnativi. dietro al pagamento di una tassa. Seneca non ha questa visione degli schiavi e si colloca sulla
Contenuti principali: linea stoica cominciata da Euripide.
Esortazione all’otium: soltanto nella sapientia risiedono la vera gioia e i veri valori che si può SAGGIO DI TRAINA: Alfonso traina utilizza due forme per definire lo stile di Seneca come
ottenere soltando lottando contro le proprie passioni. Nella lettera di apertura delle epistole ad linguaggio dell'interiorità e della predicazione. Seneca considera l'uomo nei rapporti con sé
Lucillium Seneca invita l'amico a diventare padrone di sé stesso, infatti uno dei motti di Seneca è stesso, insegna all'uomo ad interrogare sé stesso, a fare questa introspezione. Questo è nuovo a
che l'uomo deve possedere sé stesso. Utilizza “vindicare aliquem in libertatem” che è Roma perché nel passato della letteratura latina c’era stato Lucrezio che nel de rerum natura
un’espressione del lessico giuridico. Seneca assume le vesti del medico, Lucillio è il paziente, è lo aveva considerato il rapporto dell'uomo con il cosmo mentre Cicerone aveva considerato il
schiavo delle sue passioni e dei suoi vizi. Tutti gli uomini devono affrancarsi, devono liberarsi. rapporto dell’uomo con gli altri, con la società. È lui che diffonde a Roma il messaggio
Seneca fa riferimento anche alla liberazione dalla malattia, dalla persecuzione dei potenti, dalla dell'interiorità, quello che Socrate aveva diffuso in Grecia cioè “conosci te stesso”. Forse il suo
miseria ma anche dalla schiavitù morale, ecco perché parla di possedere sé stessi per essere maestro Quinto sestio lo aveva diffuso prima di lui ma forse il suo scritto è andato perduto. In
liberi. Seneca non si tratta di principi dottrinali (probationes) ma precetti (admonitions), indicazioni
Ricerca del vero bene: è uguale alla virtù, all’equilibrio, all’autarkeia; afferma di doversi fidare di pratiche. Lo stile non mira a dilettare o a docere (filosofia) ma admonere cioè “descendere in nos”,
pochi amici. cioè scavare in noi stessi. Un motto è “me prius scruto, deinde hunc mundum” cioè prima
Il tempo: è l'unico bene in possesso dell'uomo, ed è considerato lo strumento per raggiungere la osservo me stesso, dopo questo mondo. “Sum esse”: essere pienamente padroni della propria
saggezza, ma è visto come entità fuggente che viene sprecato in occasioni utili. Sono due aspetti vita.
in apparente contraddizione superata dalla riflessione sulla qualità e non quantità del tempo. Se Traina mette in evidenza un doppio e opposto movimento dello stile:
usato saggiamente è l'unica nostra ricchezza. Questo concetto della qualità del tempo è -dall'esterno verso l'interno: perché raccoglie le tensioni del mondo esterno e le raccoglie in sé
affrontato dei testi del de brevitate. Il saggio vive l'unica dimensione temporale che è sotto il suo stesso
controllo cioè il presente. Il tempo è un bene sottovalutato ma come ogni altra ricchezza va -Poi le esprime ai suoi interlocutori, invita loro a fare delle scelte esistenziali mirate e sagge.
amministrato e risparmiato. Nell'ambito storico e politico la nobilitas è esclusa dalla vita politica e
quindi perde tempo, spende i suoi giorni in attività frivole definite da Seneca come desidiose