LEGISLAZIONE SANITARIA
II° lezione
I LEA
I LEA comprendono le prestazioni uniformi da erogare gratuitamente o con
partecipazione alla spesa da parte degli assistiti (ticket).
Essi si articolano in:
ASSISTENZA SANITARIA COLLETTIVA IN AMBIENTE DI VITA E DI
LAVORO
Profilassi delle malattie infettive, vaccinazioni obbligatorie e raccomandate,
tutela igienico – sanitaria degli alimenti, servizio medico – legale, ecc
ASSISTENZA DISTRETTUALE
Medicina di base in forma ambulatoriale e domiciliare, erogazione di farmaci,
prestazioni specialistiche, accertamenti diagnostici, analisi cliniche, attività di
riabilitazione, ecc.
I LEA
ASSISTENZA OSPEDALIERA
Pronto soccorso, degenza ordinaria, day hospital, lungodegenza, ecc.
Sono completamente escluse dai LEA le seguenti prestazioni:
Chirurgia estetica non conseguente ad incidenti o malformazioni congenite
Medicine non convenzionali
Vaccinazioni non obbligatorie in caso di viaggi all’estero
Sono invece parzialmente escluse dai LEA ( in quanto erogabili solo in presenza
di specifiche indicazioni cliniche) le seguenti prestazioni:
Assistenza odontoiatrica
Medicina fisica, riabilitativa
IL FINANZIAMENTO DEL SSN
A partire dal 2001, gran parte dei trasferimenti erariali in favore delle Regioni a
statuto ordinario sono stati rimpiazzati da un incremento delle relative entrate
tributarie (federalismo fiscale).
MEZZI DI COPERTURA
Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e addizionale regionale IRPEF
Compartecipazione regionale all’IVA (25,7%) e all’accisa sulle benzine
Entrate proprie delle ASL (ricavi derivanti dalla vendita di prestazioni, ticket,
compensi netti per intramoenia, ecc.)
Ulteriori trasferimenti a carico del bilancio dello Stato e del settore pubblico
Legge 833 del 23 dicembre 1978
L’emanazione della legge è stata preceduta da lungo e serrato dibattito
I tre punti sui quali vi è stata uniformità di vedute:
1. Necessità di contenimento della spesa sanitaria entro limiti ragionevoli in
relazione al prodotto nazionale lordo
2. Miglior utilizzazione del personale attraverso la qualificazione professionale
3. Necessità di privilegiare la prevenzione rispetto alla diagnosi e cura
Legge 833 del 23 dicembre 1978
I Principi
• Principio dell’universalità degli utenti: L’assistenza sanitaria,
onnicomprensivamente intesa, è garantita a tutti coloro che risiedono o
dimorano nel territorio della Repubblica, siano essi cittadini stranieri o apolidi
• Principio dell’uguaglianza: il SSN si esplica a favore di tutta la popolazione
senza distinzioni individuali o sociali
• Principio della globalità degli interventi: il SSN assicura il collegamento ed il
coordinamento con le attività e con gli interventi di tutti gli organi, centri,
istituzione e servizi, che svolgono attività comunque incidenti sullo stato di
salute degli individui e della collettività
Legge 833 del 23 dicembre 1978
I Principi
• Il principio della partecipazione democratica dei cittadini: è intesa come
controllo sulla funzionalità delle strutture sanitarie
Principio riconfermato nella Riforma ter che prevede, in capo ai cittadini e
alle formazioni sociali esistenti sul territorio, la partecipazione alla
programmazione e alla valutazione delle attività prestate dalle aziende sanitarie
attraverso la più ampia divulgazione dei dati quantitativi ed economici ad essi
afferenti e secondo procedure evidenziate dalla Carta dei servizi sanitari.
Legge 833 del 23 dicembre 1978
Gli obiettivi
• Superamento degli squilibri territoriali nelle condizioni socio – sanitarie del
paese
• Sicurezza del lavoro da conseguirsi con la partecipazione dei lavoratori e delle
loro organizzazioni per prevenire ed eliminare condizioni pregiudizievoli alla
salute
• Tutela della maternità e dell’infanzia per assicrare la riduzione dei fattori di
rischio connessi con la gravidanza e con il parto, le migliori condizioni di
salute per la madre e riduzione del tasso di patologia e mortalità perinatale ed
infantile
• Servizi medico – scolastici per la tutela della salute nell’età evolutiva,
garantendo l’attuazione dei necessari servizi medici negli istituti di istruzione
pubblica e privata di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola materna,e
favorendo, con ogni mezzo, l’integrazione dei soggetti handicappati
Legge 833 del 23 dicembre 1978
Gli obiettivi
• Tutela sanitaria delle attività sportive
• Tutela della salute degli anziani, anche per prevenire e rimuovere il fenomeno,
sempre più ricorrente della loro emarginazione
• Tutela della salute mentale in modo da eliminare ogni forma di
discriminazione e segregazione, favorendo il recupero ed il reinserimento
sociale dei malati mentali
Legge 833 del 23 dicembre 1978
Le Unità Sanitarie Locali
• Istituite con Legge 833/78
• Rappresentano l’innovazione principale della Legge 833/78
Definizione
Art.10 Legge 833/78: “ Alla gestione unitaria della tutela della salute si provvede
in modo uniforme sull’intero territorio nazionale mediante una rete completa
di Unità sanitarie locali.”
La USL è : “ il complesso dei presidi, degli uffici e dei servizi dei comuni singoli o
associati, e delle comunità montane, i quali in un ambito territorialmente
determinato assolvono ai compiti del SSN …”
• Ambito territoriale molto stretto per servire un bacino di utenza che va dai
50.000 ai 200.000 abitanti
Legge 833 del 23 dicembre 1978
Le Unità Sanitarie Locali
• Articolate in distretti sanitari di base, definiti dall’art. 10, comma 3, Legge
833/78, come strutture tecnico – funzionali per l’erogazione dei servizi di
primo livello (es: tutela sanitaria ambiente di vita e lavoro,) e di pronto
intervento ( es distribuzione farmaci, attività terapeutiche e/o diagniostiche a
domicilio o ambulatoriali )
ORGANI
Assemblea Generale con competenza deliberativa in materia di bilancio spese
vincolanti per il bilancio oltre l’anno, adozione delle piante organiche
Comitato di Gestione organo collegiale a carattere esecutivo in quanto compiva
tutti gli atti di amministrazione della USL
formato da quattro o sei membri ( in base alle dimensioni della USL)
Legge 833 del 23 dicembre 1978
Le Unità Sanitarie Locali
Il Comitato di Gestione provvedeva a
- Predisporre il bilancio preventivo
- Nominare il Coordinatore sanitario e amministrativo dell’Ufficio di direzione
- Compiere ogni atto di amministrazione della USL
- Assunzione in servizio del personale
Il Presidente del Comitato di gestione era eletto dallo stesso comitato e era il
rappresentante legale della USL
Il Collegio dei revisori era composto da tre membri ed era tenuto a
- sottoscrivere i rendiconti trimestrali dell’USL
- Redigere una relazione trimestrale sulla gestione amministrativo – contabile
dell’USL da trasmettere alla Regione ed al Ministero della Sanità ( ora salute) e
del tesoro.
Decreto Legislativo del 30 12 1992 n. 502
Punti cardine
• Delega al Governo di dare un riordino della sanità italiana contenuta in Legge
del 23.10.1992 n. 421
Punti cardine della riforma:
• Definizione dei LEA
• Attribuzione di maggiori responsabilità gestionali (programmatorie,
organizzative e finanziarie) alle Regioni
• Nuovo modello di finanziamento sia a livellodi spesa complessiva per cui gli
obiettivi programmatici sono determinati in funzione delle risorse disponibili
e non secondo il meccanismo inverso sia a livello delle singole strutture
finanziate secondo la logica di mercato della remunerazione a tariffa ovvero in
base alle prestazioni effettivamente erogate
• Competitività tra pubblico e privato finalizzato a garantire il costante
miglioramento qualitativo delle prestazioni offerte
Decreto Legislativo del 30 12 1992 n. 502
Punti cardine
• Partecipazione del cittadino uti singuli o in forma associativa alla fase
gestionale ed organizzativa del SSN con la segnalazione di proposte o raccolta
di informazioni circa l’organizzazione dei servizi e verifica obiettivi
Carta dei Servizi sanitari (Legge 273/95) ciascuna struttura eogatrice di servizi
sanitari elabora adotta propria carta dei servizi sanitari dove:
• Individua i principi fondamentali cui deve essere uniformata l’erogazione dei
servizi sanitari quali eguaglianza, imparzialità,continuità, diritto di scelta
• Assicura la piena informazione dei cittadini relativamente ai servizi offerti e
alle modalità di erogazione si impegna in merito alla qualità del servizio reso
attraverso l’adozione di standard di qualità generali ( se riferiti al complesso di
attività) o specifici 8 se riferiti alle singole prestazioni)
• Applica forme di tutela per i cittadini con attivazione di procedure di reclamo
e forme di ristoro
Decreto Legislativo del 30 12 1992 n. 502
USL definita AZIENDA dotata di:
- Personalità giuridica pubblica: la USL, infatti, si trasforma da strumento
operativo del Comune a soggetto istituzionale deputato alla gestione dei
servizi sanitari;
- Autonomia organizzativa: intesa come potere di identificare autonomamente
la struttura organizzativa dell’apparato aziendale, ovvero dell’insieme degli
elementi che compongono il sistema organizzativo interno (alta direzione,
staff di supporto, linea operativa) nonché come meccanismi a livello di
decentramento dei poteri di gestione, di coordinamento, di comunicazione e
di controllo;
- Autonomia amministrativa: indica il potere di adottare in via autonoma
provvedimenti amministrativi implicanti l’esercizio di potestà pubblica;
- Autonomia patrimoniale: attiene alla capacità di disporre del patrimonio
mediante atti di acquisizione, amministrazione e cessione dello stesso;
Decreto Legislativo del 30 12 1992 n. 502
- Autonomia contabile: investe l’area della gestione economico – finanziaria e
contabile;
- Autonomia gestionale: indica il potere di determinare in via autonoma – ma
pur sempre nei limiti dei vincoli assegnati dalla programmazione regionale –
gli obiettivi dell’azione, di programmare le attività da compiere, di definire le
modalità di svolgimento delle attività, di provvedere all’allocazione delle
risorse umane, strumentali e finanziarie in relazione agli obiettivi ed ai
programmi, di determinare l’organizzazione del lavoro,di procedere al
conferimento dei poteri e all’attribuzione delle connesse responsabilità
all’interno della struttura organizzativa, di controllare l’andamento della
gestione, di verificare i risultati conseguiti;
- Autonomia tecnica: riguarda il profilo tecnico dell’attività da svolgere, cioè le
procedure e le modalità di impiego delle risorse
Gli organi delle ASL
Direttore generale, coadiuvato dal Direttore amministrativo e dal Direttore
sanitario e dal Consiglio dei sanitari;
Collegio sindacale
Al Direttore generale competono tutti i poteri di gestione, ovvero di rappresentanza
legale dell’ASL, nonché tutti i poteri di verifica, anche attraverso l’istituzione di un
apposito servizio di controllo interno, della corretta ed economica gestione
delle risorse attribuite ed introitate e dell’imparzialità e buon andamento
dell’azione amministrativa.
Il Direttore generale ha la responsabilità della gestione complessiva dalla quale
discendono competenze operative e direzionali di ampio raggio come
l’adozione dell’atto aziendale di diritto privato che segna la costituzione della
ASL in struttura dotata di autonomia imprenditoriale, nonché la nomina dei
responsabili delle strutture operative dell’azienda.
Gli organi delle ASL
- Requisiti a garanzia di qualificata capacità manageriale;
- Vigilanza continua da parte della regione ì, che al momento della nomina, gli
assegna degli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi da raggiungere,
verificandoli poi decorsi 18 mesi
- Verifica negativa: regione può non confermare l’incarico del Direttore
generale
- Risoluzione del contratto da parte della regione con dichiarazione di
decadenza del Direttore generale e sua sostituzione in caso di gravi motivi o
gestione che presenta una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione
di leggi o del principio di buon andamento e di imparzialità
dell’amministrazione;
- Altre ipotesi di decadenza:
Gli organi delle ASL
1. mancata ed incompleta presentazione della certificazione trimestrale della
gestione, nei termini stabiliti dalla regione;
2. mancata presentazione del piano di rientro nei termini definiti dalla regione;
3. Mancata riconduzione della gestione nei limiti degli obiettivi assegnati.
La carica di Direttore generale è incompatibile con la sussistenza di altro rapporto
di lavoro, dipendente o autonomo.
Gli organi delle ASL
Il Direttore amministrativo: nominato dal direttore generale, laureato in discipline
giuridiche o economiche, deve avere meno di 65 anni, deve aver maturato una
esperienza almeno quinquennale di direzione tecnico – amministrativa in enti
pubblici o privati o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande
dimensione.
Dirige i servizi amministrativi della ASL e partecipa unitamente al Direttore
generale, che ne ha la responsabilità, alla direzione dell’azienda, assume diretta
responsabilità delle funzioni attribuite alla sua competenza e concorre, con la
formulazione di proposte e di pareri, ala formazione di decisioni della
direzione generale.
Gli organi delle ASL
Il Direttore sanitario: nominato dal direttore generale,è un medico, deve avere
meno di 65 anni, deve aver maturato una esperienza almeno quinquennale di
direzione tecnico – sanitaria in enti pubblici o privati o strutture sanitarie
pubbliche o private di media o grande dimensione.
Dirige i servizi sanitari ai fini organizzativi ed igienico - sanitari della ASL e
partecipa unitamente al Direttore generale, che ne ha la responsabilità, alla
direzione dell’azienda, assume diretta responsabilità delle funzioni attribuite
alla sua competenza e concorre, con la formulazione di proposte e di pareri,
ala formazione di decisioni della direzione generale
Gli organi delle ASL
• Il Consiglio dei sanitari: organismo elettivo della ASL con funzioni di consulenza
tecnico – sanitaria.
• Composto da: Direttore sanitario che lo presiede, da una maggioranza di
medici ed altri operatori sanitari laureati ed una rappresentanza di infermieri e
tecnici
• Fornisce parere obbligatorio ma non vincolante al direttore generale per le
attività tecnico sanitarie
Gli organi delle ASL
Il Collegio sindacale: in carica tre anni, composto da cinque membri.
Compiti:
- Verifica l’amministrazione della Asl sotto il profilo economico
- Vigila sull’osservanza delle leggi
- Accerta la regolare tenuta della contabilità e la conformità del bilancio alle
risultanze dei libri e delle scritture contabili, ed effettua periodicamente
verifiche di cassa
- Riferisce trimestralmente alla regione, anche su richiesta di quest’ultima, sui
risultati del riscontro eseguito, denunciando immediatamente i fatti se vi è
fondato sospetto di gravi irregolarità