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Rococò

lezione di storia dell'arte sul roccoco

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ROCOCÒ (prima metà del ‘700)

È la parte finale del barocco che diventa sempre più stravagante ed eccessivo, riproduceva
la vita aristocratica elegante, gioiosa e luminosa così che possa mostrare il suo potere,
soprattutto nelle decorazioni degli interni (specchi, decorazioni dorate, lampadari, stucchi…)
e dei giardini.

VEDUTISMO (‘700)
Il barocco divenne così stravagante da stancare e così iniziò la fase che, grazie anche al
diffondersi delle idee illuministe, portò al neoclassicismo.
In questa corrente gli artisti usano la camera ottica per rappresentare la realtà (una scatola
in cui vi è un obiettivo, uno specchio ruotato a 45• da cui passa la luce e l'immagine viene
riflessa, la funzione è simile a quella di una tavola luminosa. L’artista si ricopre per
disegnare).
CANALETTO
Rappresentava la realtà riuscendo a rendere vivi, veri e vissuti gli spazi, soprattutto tramite
l’uso dei “figurini” (persone realizzate con delle pennellate sommarie, ma studiate, che da
maggiore realismo alle opere).
Usa una luce fredda e razionale, diffusa e chiarificatrice, che dettaglia la veduta e la rende
più oggettiva possibile.
Con la camera ottica disegnava le linee delle architetture, nei disegni stessi appuntava i
materiali e i colori dell’edificio, il modo in cui la luce rifletteva su esso...
Con questa tecnica i disegni si potevano riprodurre più volte e, come si vede dai dipinti
“Canal Grande di Venezia”, replicò la stessa architettura con diverse ore del giorno, diverse
persone attorno…

ILLUMINISMO (seconda metà ‘700 - primi ‘800)


La rivoluzione industriale e il progresso scientifico (con la scoperta del metodo scientifico)
portarono alla nascita della corrente di pensiero dell’illuminismo.
Le nuove idee sono ottimiste, si cerca di abbattere le false credenze e i pregiudizi, viene
promossa l'istruzione (grazie alla divulgazione dell’Enciclopedia, ricca di immagini per
essere compresa da chiunque), l’uguaglianza, la tolleranza… Le tenebre dell’ignoranza
erano illuminate dalla luce della ragione.

NEOCLASSICISMO (seconda metà ‘700 - primi ‘800)


Inizialmente il termine fu coniato in chiave negativa ma comunica efficacemente il concetto
del movimento: il neoclassicismo è la corrente artistica che riflette le idee illuministe. Gli
eccessi del Barocco e del Rococò vengono rifiutati, si torna a ricercare la ragione, i canoni e
la perfezione classica (soprattutto greca).
WINCKELMANN
Fu il massimo teorico del movimento, si occupò dell’estetica (la bellezza vista come
portatrice di valori) e dell’etica.
Tedesco di nascita, studiò teologia, medicina e matematica. La sua passione per i canoni
classici nacque quando lavorò come bibliotecario.
Scrisse “Pensieri sull'imitazione dell’arte greca” dove sostenne che “ogni volta che l'umanità
si allontana dai canoni greci qualcosa va perso, l'unico modo per essere grandi è perciò
l’imitazione” (ispirarsi, non copiare, perché è limitativo) e che la perfezione dei canoni greci
dice che “la caratteristica dei capolavori greci è una nobile semplicità e una quiete
grandezza”.
Proprio perché vige la ragione i soggetti devono essere realizzati nel momento della ragione,
o prima o dopo l’atto (come in “Teseo sul Minotauro” di Canova, rappresentato nell'attimo di
ragione dopo l’azione).
GRAND TOUR
Si diffusero da parte di alto-borghesi, artisti, scienziati e letterati di tutta Europa viaggi di
istruzione per visitare l’Italia e cominciarono ad acquistare in viaggio ritratti che li
immortalavano insieme ai monumenti più noti delle città in cui si trovavano.
Man mano però i viaggiatori realizzavano opere già realizzate dei luoghi, alcuni artisti
cominciarono a lavorare così senza committenza.
CANOVA
Nacque nei pressi di Treviso, studiò in Accademia e aprì uno studio. Risiedette a Roma per
quasi tutta la vita.
Era semplice, riservato e diplomatico, fece ritornare indietro numerose opere sottratte
all’Italia da Napoleone (per cui realizzò numerose opere).
Fu uno dei maggiori esponenti pratici del neoclassicismo, assimila a pieno i valori di
Winckelmann e rappresenta l'estetica, lo studio delle proporzioni, del dettaglio e il valore.
Fece numerosi studi di nudi (detti “accadèmie di nudo).
DAVID
Nacque in Francia, studiò presso l'Accademia di Belle Arti di Parigi, vinse un concorso e
soggiornò e studiò in una succursale a Roma. Una volta ritornato in Francia ottenne
numerosi incarichi e prese attivamente parte alla rivoluzione.
Fu uno dei maggiori esponenti pratici del neoclassicismo di cui interpreta l’ideale etico e
politico.
Disegno: la tecnica è elaborata e la resa chiara e pura.
Il giuramento della pallacorda: incompleta, vi è solo il disegno preparatorio. Fu
commissionata dal club dei giacobini per immortalare il giuramento. La prospettiva
geometrica è meticolosa e l’architettura ben delineata. Il punto di fuga è perfettamente
centrale al foglio così che l’ambiente appaia più spazioso e profondo.
Il giuramento degli Orazi: fu commissionato dal re francese e successivamente presentato
al Salon.
È ambientato in un cortile di una domus nell’antica roma monarchica. Lo spazio è ben
geometrizzato, il punto di fuga si trova nella parte più significativa dell'opera, nelle spade che
il padre cede ai tre figli.
La scena è teatrale e solenne, le figure in primo piano sono ben piantate a terra, quasi come
delle statue, con le gambe divaricate e le braccia protese in avanti. D'altro canto nello sfondo
le donne presentano forme e linee morbide per rappresentare il dolore del momento.
Il dipinto è patriottico, attraverso questa rappresentazione dell'antica Roma viene
evidenziato il coraggio, il sacrificio e i valori che devono essere protagonisti anche dell’epoca
di David.
Morte di Marat: Marat era un medico, rappresentante del popolo e martire della rivoluzione.
Fu assassinato a tradimento da una nobile girondina che gli aveva domandato un favore
(repubblicana), David fu incaricato di rendergli onore con quest’opera.
Marat, a causa di una malattia alla pelle, spesso faceva dei bagni con sali particolari, e fu
colto proprio in quest’attimo.
Nel dipinto non sono presenti gli elementi reali del luogo del delitto, è una rappresentazione
artistica: la carta da parati viene sostituita da uno sfondo scuro e quasi monocromatico
(appare come un pulviscolo che lo sembra ricoprire), non vi è la cartina della Francia o la
pistola appese al muro, il cesto viene sostituito da una cassa in legno che sembra quasi una
lapide con su incisa una dedica. Su di essa poggiano una penna d’oca e l’inchiostro, con il
quale stava scrivendo la lettera che tiene nella mano sinistra, rivolta all’osservatore.
Sulla vasca vi è un ripiano ricoperto da un drappo verde. La semplicità dell’arredo testimonia
la povertà di Marat.
La posizione del braccio, lasciato cadere per terra con ancora in mano la penna, ricorda una
Pietà/Deposizione di Cristo.
Dalla ferita fuoriesce ancora sangue, il lenzuolo è macchiato, la testa reclinata sulla spalla
destra.
I colori sono freddi.
Il punto di fuga coincide con il bordo superiore della tela, dando una visione dall'alto verso il
basso.
La penna che tiene in mano segue perfettamente l’asse verticale della tela, la testa di Marat
(studiata dal vero) segue perfettamente l’asse orizzontale del dipinto e nella sua asse
verticale è presente l’arma del delitto.
Rappresenta il momento successivo all’atto.
Ebbe grande successo e fu presto diffuso tramite la stampa.
Bonaparte valica le Alpi: fu commissionata dal re spagnolo in speranza di ottenere
un’alleanza con il generale.
L’opera raffigura Napoleone in piena azione, sopra un cavallo imbizzarrito, eretto sulle
zampe posteriori con una posa poco rassicurante, ma nonostante ciò possiede uno sguardo
sicuro, di grinta e di grande energia, rivolto verso l’osservatore mentre indica l’al di là dei
monti, il destino che lo attende.
Sullo sfondo vi sono le alpi, un cielo nuvoloso e soldati che spingono cannoni.
In primissimo piano vi è inciso il suo nome e quello dei condottieri che prima di lui
attraversarono le Alpi.
Marte disarmato: Quest’opera è molto successiva, lo stile infatti appare molto diverso.
David si impegnò molto politicamente, credette fermamente nei suoi ideali, ma quando
venne mandato in esilio ebbe un momento di disillusione, di crollo di certezze. Quest'opera è
la conseguenza di un artista che comunicava i valori ma che adesso è priva di significato.

ROMANTICISMO (fine 1700 - prima metà 1800)


Questo movimento è il prodotto di un periodo di crisi economica e sociale.
Con il romanticismo si diffonde il concetto di popolo connesso all'idea di Nazione, di individui
legati tra di loro dalla storia del loro paese… Ma comunque, è soprattutto individui soggettivi,
con proprie passioni e sentimenti.
La committenza non scomparve, ma cominciò a diventare libera soprattutto grazie al
prender piede dei Salòn (mostre): dopo le guerre gli imperatori istituirono le accademie di
belle arti e alla fine dell’anno venivano organizzate delle mostre degli elaboratori svolti (dato
che l’arte neoclassica è celebrativa, così da mostrare il loro potere al pubblico), molti
vennero venduti e così la gente si abituò a comprare senza commissione.
I Salòn presero piede e anche per chi non era stato scelto e vennero creati i Salòn de rifiutè,
diventarono così un abitudine.

Si rivaluta la natura e comincia a essere raffigurata come protagonista, non più semplice
sfondo.
Sublime: gli artisti romantici vogliono rappresentare il sublime della natura, chi riesce a farlo
è un genio (si nasce, non si diventa).
Le opere romantiche devono suscitare “orrore dilettevole”: la natura si manifesta nel
massimo della sua prepotenza e potenza (un mare in tempesta, un temporale…) ma
nonostante questa paura vi è coinvolgimento e ci affascina.
L’arte inizia così ad avere come protagonista anche il brutto (in passato caravaggio,
donatello) e che un'opera d'arte è tale anche se non genera sensazioni positive.
John Constable: studiava e rappresentava spesso cieli, anche in maniera veloce e
sommaria. I paesaggi erano rappresentati anche senza oggettività perché voleva
rappresentare il proprio stato d'animo.
Turner: piuttosto che focalizzarsi sulle varie forme del cielo si focalizza sulla luce, a volte
talmente forte da rendere la realtà evanescente e smaterializzare tutto quello che c'è intorno.

-Vedutismo
-Canaletto
-Rococò
-Illuminismo
-Neoclassicismo
-Collezionismo
-Winckelmann tutto
-Canova tutte le opere
-Davì solo le opere degli appunti.
-Romanticismo

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