Busato
Busato
σ n2 λσ n21 (1 λ)un21
Proprietà dell’EWMA
• È necessario memorizzare un numero relativamente poco elevato di dati;
I processi stocastici Sono una famiglia di variabili casuali che dipendono da un parametro t. Rappresentano
l’ampliamento dello studio del calcolo delle probabilità in quanto per la prima volta è stato introdotto il
concetto di variabile aleatoria collegata al tempo. Formalmente lo definiamo {Xt, t appartenente T}. Xt è il
valore della variabile casuale, t è il parametro con cui si indica il tempo. Le variabili Xt Rappresentano allo
spazio degli stati; Xi è detto stato del sistema.
Il derivato è uno strumento finanziario il cui valore deriva da uno o più parametri sottostanti.
Qualsiasi variabile i cui cambiamenti nel tempo sono incerti si dice che seguono un processo stocastico. Il
processo stocastico si può classificare:
- A tempo discreto, è un processo in cui il valore della variabile può cambiare solo in determinati
punti fissi del tempo.
- A tempo continuo, è un processo in cui i cambiamenti possono avvenire in qualsiasi momento
IL PROCESSO DI MARKOV
E’ un particolare tipo di processo stocastico dove solo i valori attuali delle variabili sono rilevanti per predire
il futuro. Assumiamo che i prezzi di mercato seguono in processo di Markov. Supponiamo che il prezzo di
mercato sia 100$ ora. Se il prezzo del mercato segue il processo di Markov, la predizione per il futuro non
dipende dai prezzi di una settimana fa o un mese fa. Possiamo quindi dire che i futuri movimenti di una
variabile dipendono solo da dove ci troviamo ma non dalla storia precedente. La probabilità di transazione
dipende unicamente dallo stato del sistema immediatamente precedente. La proprietà di Markov consiste
in una forma debole di mercato efficiente. Questo afferma che il prezzo di un mercato considera tutte le
informazioni contenute in un immediato prezzo passato. Questa è una conseguenza del mercato stesso: la
numerosità degli osservatori, che osservano e studiano il mercato per trarne profitti, fa si che i prezzi
racchiudano tutta l’informazione.
Consideriamo una variabile che segue il processo stocastico di Markov. Supponiamo che il suo Valore
corrente è 10 e che la variazione del suo valore nel corso di 1 anno è φ (0,1) dove φ(m,v) indica una
distribuzione di probabilità normalmente distribuita con media m e varianza v^2. Vediamo qual è La
distribuzione di probabilità della variazione Del valore Della variabile in 2 anni. Il cambiamento in 2 anni è la
somma di 2 distribuzioni normali, Ognuno dei quali ha media zero e varianza uno. Perché le variabili sono
Markov, Le 2 distribuzioni di probabilità Sono indipendenti. Dove noi suoniamo le distribuzioni normali
Indipendenti e il risultato È una distribuzione normale Dove la media Ehi la somma delle 2 medie e la
varianza La somma delle 2 varianze φ (0,2)e la deviazione standard è √2.
Generalmente il cambiamento durante qualsiasi periodo di tempo T è φ (0, T). In particolare Il
cambiamento In un breve periodo di tempo Δt è φ (0, Δt).
Nei processi markoviani Le variazioni In periodi Di tempo successivi Sono indipendenti Ciao vuol dire che:
PROCESSI DI WIENER
Sono un particolari tipo di processi stocastici Di Marcov con media nulla e varianza unitaria. Sono Usati in
fisica per il movimento Delle particelle soggette a molti piccoli shock molecolari Detti Moti browniani.
Formalmente: una variabile z segue un processo di Wiener se ci sono 2 proprietà:
La prima proprietà implica che media di Δz=0, la deviazione standard di Δz=√Δt e la varianza di Δz= Δt
Consideriamo il cambiamento del valore di z durante un lungo periodo di temo, T. Questo può essere
denotato da Z(T)-Z(0). Può essere considerato come la somma del cambiamento in z in N piccolo intervallo
di tempo Δt dove
𝑇
N= dove T=N Δt
Δt
Quindi Z(T)-Z(0)=∑𝑁
𝐼=1 Ɛ√Δt
Avremo quindi:
media [Z(T)-Z(0)]=0
varianza di [Z(T)-Z(0)]= N Δt =T
deviazione standard [Z(T)-Z(0)]= √T
Nel calcolo ordinario è normale procedere da piccoli cambiamenti al limite, man mano che i piccoli
cambiamenti si avvicinano allo 0. Quindi l’espressione con Δz e Δt è vera al limite per Δt che tende a 0.
Δy dy
→
Δx dx
Fino ad ora abbiamo analizzato i processi di Weiner con drift rate (trend) Pari a zero ( La media delle
variazioni per unità di tempo è nulla) Ehi una varianza Pari a uno ( La varianza delle variazioni per unità di
tempo è unitaria). Nei processi di Weiner Generalizzati il drift rate E la varianza Possono essere uguali A
delle costanti arbitrarie. la Variabile x Segue un processo di Weiner Generalizzato Con un Drift Rate Pari ad
a e un variance rate Pari a b^2 che formalmente rappresentiamo:
dx=a dt+b dz
Quest’espressione si dice che dx Dipende da 2 componenti: una componente deterministica [Link] una
componente aleatoria [Link]
dx
dx=a dt dt
= 𝑎 x=𝑥0 + 𝑎𝑡
Payoff
K St
K St
Payoff
St
Payoff
K St
REWIND:
La CALL mi dà DIRITTO A COMPRARE quando St > K prezzo a cui compro
Prezzo mercato
OPZIONI AMERICANE CONTRO OPZIONI EUROPEE
Le opzioni americane valgono almeno quanto le corrispondenti opzioni europee:
americane
esercito fino ad una certa data {𝐶 ≥ 𝑐 }
P≥𝑝
S + – + –
K – + – +
T ? ? + +
σ + + + +
r + – + –
D – + – +
Calls:
un’Opportunità di Arbitraggio?
• Supponete che
c = $3
S0 = $20
T=1
r = 10%
K = $18
D = $0
• C’è un’opportunità di arbitraggio?
Limite Inferiore per il Prezzo
di una Call Europea (assenza di dividendi)
• Il limite inferiore per il prezzo di una call
europea scritta su un titolo che non paga
dividendi è
c ≥ max(S0 – Ke–rT, 0)
• Dato che
$3 < $20 – $18e–0,1×1 = 3,71
c’è un’opportunità di arbitraggio
Opzioni, Futures e Altri Derivati, 7a ed., Copyright © John C. Hull 2008 9.16
Puts:
un’Opportunità di Arbitraggio?
• Supponete che
p = $1
S0 = $37
T = 0,5
r = 5%
K = $40
D = $0
• C’è un’opportunità di arbitraggio?
Limite Inferiore per il Prezzo
di una Put Europea (assenza di dividendi)
• Il limite inferiore per il prezzo di una put
europea scritta su un titolo che non paga
dividendi è
p ≥ max(Ke–rT – S0, 0)
• Dato che
$1 < $40e–0,05×0,5 – $37 = 2,01
c’è un’opportunità di arbitraggio
Put-Call Parity (assenza di dividendi)
• Considerate i due seguenti portafogli:
– Portafoglio A: una call Europea scritta
su un’azione più il valore attuale del prezzo
d’esercizio in denaro
– Portafoglio B: una put Europea scritta
su un’azione più un’azione
• Entrambi valgono max(ST, K) alla scadenza.
Pertanto, devono avere lo stesso valore oggi.
Ne segue che
c + Ke–rT = p + S0
Opzioni, Futures e Altri Derivati, 7a ed., Copyright © John C. Hull 2008 9.19
Opportunità di Arbitraggio
• Supponete che
c = $3 S0 = $31
T = 0,25 r = 10%
K = $30 D = $0
• Il valore teorico di una put è dato da
p = $3 + $30e–0,1×0,25 – $31 = $1,26
• Quali sono le opportunità di arbitraggio se p =
$2,25 o se p = $1?
OPZIONI CAP
Le opzioni CAP sono una tipologia di opzioni sui tassi di interesse.
a comprendere il funzionamento e lo scopo analizziamo le OPZIONI CAPLET ( sono unità
elementare di un interest rate cap ).
CAPLET Contratto con il quale l’acquirente ( gamba lunga o long ), a fronte del
pagamento ( PREMIO P ), si garantisce un diritto patrimoniale nei confronti del venditore (
gamba corta o short ) .
Tale diritto, se esercitato , comporta l’obbligo per il venditore al pagamento di una somma
pari al prodotto tra il CAPITALE NOZIONALE ( N ), i giorni, e la differenza tra il valore
del tasso variabile sottostante ( tasso sottostante r ) e il tasso fisso ( tasso caplet r capnet ) .
Tale pagamento avviene ad una data futura prestabilita ( data di scadenza T ).
Un opzione caplet non è altro che un’opzione CALL di tipo europeo, il cui sottostante è un
tasso di interesse.
Pertanto, a differenza di queste ultime, l’esercizio del diritto di opzione comporterà sempre
e solamente un pagamento pecuniario non essendo possibile lo scambio di un tasso di
interesse.
PAYOFF
Payoff al tempo T per l’acquirente:
Fa =𝑁 𝑥 𝑑. 𝑑 𝑥 𝑀𝑎𝑥 {( 𝑟𝑡 − 𝑟𝑐𝑎𝑝𝑙𝑒𝑡 ); 0}
N giorni
Flusso di denaro Capitale nozionale
In entrata x aquir. Valore del tasso sottostante Tasso caplet stabilito nel contr.
Alla data di scadenza T
Poiché l’esercizio del diritto d’opzione ha senso solo se in T si verifica la condizione per
cui 𝑟𝑡 > 𝑟𝑐𝑎𝑝𝑙𝑒𝑡 , in tutti gli altri casi l’acquirente non eserciterà il proprio diritto ricevendo
un flusso monetario 𝐹𝑎 = 0
ACQUIRENTE VENDITORE
guadagno guadagno
p
𝑟𝑐𝑎𝑝𝑙𝑒𝑟
𝑟𝑐𝑎𝑝𝑙𝑒𝑡
p 𝑟′ 𝑟 𝑟′
perdita perdita
CAP
NET BLANCE
La corresponsione del premio da parte dell’acquirente non modifica la convenienza ad
esercitare o meno il diritto di opzione a ciascuna data di revisione.
Ogni volta che 𝑟𝑖 > 𝑟𝑐𝑎𝑝 la gamba lunga eserciterà il diritto e riceverà un flusso di denaro
in entrata pari a 𝐹𝑖 .
Il guadagno o la perdita complessiva, per l’acquirente, è pari alla somma aritmetica dei
singoli flussi in entrata o in uscita ( net balance)
NET BALANCE a = − 𝑃 + ∑𝑛𝑖=1 𝑁 𝑥 𝑀𝑎𝑥 {( 𝑟𝑖− 𝑟𝑐𝑎𝑝 ); 0}
Specialmente è possibile ricavare, i guadagni o le perdite della gamba corta.
FINALITA’:
LONG per proteggere l’acquirente dal rialzo del tasso di interesse ( scopo di copertura)
SHORT per incassare il premio (sperando in una riduzione dei tassi di
interesse ) ( scopo speculativo)
Opzioni cap
• Il management di Alfa teme che il tasso variabile possa crescere nel tempo
fino a diventare insostenibile per la società, per cui nello stesso giorno si
reca sul mercato e decide di sottoscrivere un interest rate cap con le
seguenti caratteristiche:
– Durata: 3 anni, pagamenti semestrali; K nozionale: 100 milioni di euro
(ammortizing);
– Parametro banca: Euribor 6 mesi.
– Parametro cliente:
• se Euribor6 mesi ≥ 3%, Cliente paga 3%;
• se Euribor6 mesi < 3%, Cliente paga 3%;
– Premio: Alfa 500.000 euro .
OPZIONI FLOOR
L’unità elementare in cui è scomposto in interest rate floor è definita come
OPZIONE FLOORET, è un contratto nel quale l’acquirente a fronte del pagamento
di un premio (P), si garantisce un diritto patrimoniale nei confronti del venditore.
Tale diritto, se esercitato, comporta l’obbligo per il venditore al pagamento del
prodotto tra il capitale nazionale N e la differenza tra il valore del tasso flooret e del
tasso del sottostante, entrambi stabiliti nel contratto. Tale pagamento avviene ad una
data di scadenza T prestabilita.
PAYOFF
Il payoff a scadenza per l’acquirente è pari a:
Fa= N*dd*max{(Floorlet – rt)}
Fa: flusso di denaro in entrata per l’acquirente
N: capitale nazionale
dd: numeri di giorni
floorlet: tasso floorlet stabilito nel contratto
t: valore del tasso sottostante alla data di scadenza t
Dunque, chi compra un floorlet, in cassa flussi quando il sottostante è inferiore, a
scadenza, a rflooreet. Dunque, l’opzione viene esercitata solo se in t rfloorlet<rt; in
tuti gli altri casi l’acquirente non eserciterà il proprio diritto ricevendo un flusso
monetario fa=0.
Acquirente Venditore
Guadagno guadagno
G max
r* rflorlet r r* rfloorlet
perdita perdita
t0 data di stipula t1 t2 tn T
NET BALANCE FLOOR
La corresponsione del premio da parte dell’acquirente non modifica la convenienza
ad esercitare o meno il diritto di opzione a ciascuna data di revisione. Ogni volta che
ri<rfloor la gamba lunga eserciterà il diritto e riceverà un flusso di denaro in entrata
pari a fi. Il guadagno o la perdita complessiva, per l’acquirente, è pari alla somma
aritmetica dei singoli flussi in entrata o uscita.
Specularmente è possibile ricavare guadagni e le perdite della gamba corta.
FINALITÀ: sia di copertura che per la gestione del rischio di tasso.
Finalità (copertura)
La società Alfa ha acquistato un bond: -capitale 100 Mln
-Scadenza 3 anni
-Cedola pagata semestrale, indicizzato
al Libor semestrale
Il management di Alfa teme che il valore del Libor possa scendere sotto il
rendimento minimo richiesto dal suo azionariato (ex:2%), quindi si reca sul mercato
e sottoscrive un’opzione floor:
Se Libor ≤ 2% cliente 2%
Se Libor > 2% cliente Libor
Finalità (gestione rischio tasso + risparmio)
Un’operazione floor può essere utilizzata anche per gestire il rischio di tasso
(variazione del tasso di interesse) su una passività. In questo caso il soggetto
interessati procede con la vendita di un floor piuttosto che con l’acquisto.
Un’operazione floor permette di fissare il tasso sull’indebitamento per un range di
tassi di interessi. Oltre il livello del floor l’operazione non copre dal rischio di rialzo.
Operazione di copertura parziale e di gestione del rischio di tasso, combinata con la
volontà di risparmiare averi.
Esempio Floor:
Lato impresa, passività oggetto di hedge:
Se Euribor ≤ 4% paga 4%
Se Euribor >4% paga Euribor
Gamba banca
paga Euribor
Opzioni floor
Versione 6.3.14
Opzioni con Barriera
• Le opzioni con barriera possono essere distinte in:
– «opzioni soggette a cancellazione» (knock-out options)
– «opzioni in attesa di validazione» (knock-in options)
24.6
Opzioni con Barriera (continua)
• Le opzioni ordinarie e le opzioni con barriera
sono legate tra loro dalle seguenti relazioni:
– c = cui + cuo
– c = cdi + cdo
– p = pui + puo
– p = pdi + pdo
24.7
Esempio (KI)
• Acquisto (long) di una opzione Call su dollari USA con Strike price 1,39
EUR/USD e barriera Knock-in fissata a 1,30 EUR/USD
Esempio (KI)
• Acquisto (long) di una opzione Put su dollari USA con Strike price 1,39
EUR/USD e barriera Knock-in fissata a 1,50 EUR/USD
Esempio (KO)
• Acquisto (long) di una opzione Call su dollari USA con Strike price 1,39
EUR/USD e barriera Knock-out fissata a 1,30 EUR/USD
Esempio (KO)
• Acquisto (long) di una opzione Put su dollari USA con Strike price 1,39
EUR/USD e barriera Knock-out fissata a 1,50 EUR/USD
Esempio (KIKO)
• Le opzioni possono essere combinate per creare strategie più complesse.
• Esempio: Acquisto (long) di una Call con barriera Ko a 1,30 e la vendita
(short) di una Put con barriera Ki a 1,50,entrambe con lo stesso strike price
di 1,39 EUR/USD
Opzioni binarie
• Le opzioni digitali (i.e. opzioni binarie) sono una particolare tipologia di
opzioni esotiche, nate in tempi recenti sui mercati non regolamentati, che
si stanno rapidamente diffondendo sul mercato internazionale dei derivati
grazie alla loro relativa semplicità di utilizzo e flessibilità.
• La cash-or-nothing call
– paga zero se ST < K e un importo prefissato, Q, altrimenti
– Il suo valore corrente è pari a Qe–rTN(d2)
• La cash-or-nothing put
– paga zero se ST > K e un importo prefissato, Q, altrimenti
– Il suo valore corrente è pari a Qe–rTN(–d2)
24.15
Cash or nothing call (S) e put (D)
Opzioni Binarie (asset-or-nothing)
• Una opzione digitale viene detta asset or nothing quando, alla
scadenza, il valore del pagamento da corrispondere alla gamba
lunga (se l’opzione è in the money) è pari al valore stesso dell’asset
sottostante.
• La differenza principale con gli altri tipi di digital option è
identificata nella aleatorietà del pagamento al tempo 𝑡𝑛 , che è pari
al valore complessivo 𝑆𝑛 del sottostante.
• La asset-or-nothing call
– ha un valore finale nullo se ST < K e un valore finale pari a ST altrimenti
– Il suo valore corrente è pari a S0e-qTN(d1)
• La asset-or-nothing put
– ha un valore finale nullo se ST > K e un valore finale pari a ST altrimenti
– Il suo valore corrente è pari a S0e-qTN(–d1)
24.17
Opzioni binarie (continua)
• E’ bene notare che questo non significa che a scadenza
la gamba corta cederà l’attività sottostante alla
controparte;
– p = – passet-or-nothing + pcash-or-nothing
= –S0e-qTN(–d1) + Qe–rTN(–d2)
dove Q = K
Packages
• I packages sono portafogli formati da calls e puts
europee, forwards, denaro contante e la stessa
attività sottostante
• Tra i packages figurano spreads, straddles, strangles,
etc.
• Spesso sono strutturati in modo da avere un costo
iniziale nullo;
• Un esempio di package a costo nullo è dato dal range
forward:
– formato da una put lunga, con prezzo d’esercizio basso;
– una call corta, con prezzo d’esercizio alto
Opzioni Americane fuori Standard
• Le opzioni americane non sempre hanno caratteristiche
standard;
• Ad esempio:
– l’esercizio anticipato può essere limitato ad alcune date. Queste
opzioni sono note come «opzioni Bermuda» (Bermudan options)
– l’esercizio anticipato può essere consentito solo in una parte della vita
dell’opzione, dopo un periodo iniziale di blocco (lock-out period)
– il prezzo d’esercizio può cambiare durante la vita dell’opzione
(warrants, convertibili)
Opzioni Chooser
• Le opzioni chooser o «as you like it» hanno
la caratteristica che, dopo un periodo di
tempo prefissato, il possessore può scegliere
se l’opzione è una call o una put:
– l’opzione inizia al tempo 0 e scade al tempo T2
– al tempo T1 (0 < T1 < T2) il compratore
sceglie se l’opzione è una call o una put
• Quest’opzione equivale a un package!
Opzioni Chooser (continua)
• Il valore dell’opzione chooser al tempo T1 è
max(c, p)
• In base alla put-call parity, si può dimostrare
che la chooser è un package composto da:
– una call con prezzo d’esercizio K
e scadenza al tempo T2
– e–q(T2–T1) puts con un prezzo d’esercizio Ke–(r–q)(T2–T1)
e scadenza al tempo T1
Opzioni Asiatiche
• Il valore finale dipende dal prezzo medio dell’attività
sottostante osservato, almeno in parte, durante la vita
dell’opzione
• Average price Asian options
– Il valore finale di una average price call è max(0, Smed – K)
– Il valore finale di una average price put è max(0, K – Smed)
• Average strike Asian options
– Il valore finale di una average strike call è max(0, ST – Smed)
– Il valore finale di una average strike put è max(0, Smed – ST)
Opzioni Asiatiche (continua)
• Se si assume che il prezzo dell’azione sia log-normale e Smed
è una media geometrica degli S, sono disponibili formule
analitiche per valutare le opzioni europee average price
• Se invece, com’è più comune, le opzioni asiatiche sono
definite in termini di medie aritmetiche, le formule analitiche
non sono disponibili
• Esiste un’approssimazione analitica: si tratta di calcolare
esattamente i primi due momenti della distribuzione
della media aritmetica e quindi assumere che questa
distribuzione sia log-normale
24.34
Volatility Swaps e Variance Swaps
• I volatility swaps sono contratti con i quali due parti
si impegnano a scambiarsi un importo pari al prodotto
tra il capitale nozionale e la differenza tra la volatilità
osservata nel periodo (0, T) e la volatilità prefissata
• I variance swaps sono contratti con i quali due parti
si impegnano a scambiarsi un importo pari al prodotto
tra il capitale nozionale e la differenza tra la varianza
osservata nel periodo (0, T) e la varianza prefissata
• Nel calcolare la volatilità o la varianza si assume che la media
del tasso di variazione giornaliero sia nulla
Volatility Swaps e Variance Swaps
• Il valore atteso della varianza in un mondo
neutrale verso il rischio può essere calcolato in
base ai prezzi delle opzioni call e put europee con
scadenza T
• Pertanto, i variance swaps possono essere
valutati analiticamente
• Nel caso dei volatility swaps occorre usare
la seguente approssimazione
ˆ ˆ 1 var(V )
E (σ ) E (V ) 1 2
ˆ
8 E (V )
SWAP
Uno swap è un accordo tra due società (contratto) nel quale due parti si accordano
per scambiare tra di loro, a volte certe, flussi finanziari calcolati sulla base di un
capitale nazionale, secondo una formula predefinita.
È uno strumento finanziario DERIVATO in quanto il suo valore deriva da uno o più
parametri sottostanti.
Un contratto forward è lo swap più semplice: porta allo scambio di un unico flusso
tra le parti alla scadenza; mentre lo swap comporta flussi (cedolari) alle diverse date.
ISDA e CONSOB forniscono delle definizioni che riguardano lo swap.
ISDA: uno swap su tassi d’interesse è un accordo per lo scambio di flussi di cassa su
tassi d’interesse, calcolato su un importo nominale nazionale a intervalli specifici
durante la durata dell’accordo. L’obbligo di pagamento di ciascuna parte viene
calcolato utilizzando un tasso d’interesse diverso. In un interest rate swap il capitale
nazionale non viene mai scambiato. Sebbene non ci siano swap standardizzati un
plain vanilla swap tipicamente si riferisce a un interest rate swap in cui le parti
pagano un tasso fisso e una parte paga un tasso variabile (solitamente Liba).
CONSOB: la traduzione letterale di swap, cioè scambio, identifica la costante del
contratto: due parti si accordano per scambiare tra di loro flussi di pagamenti (flussi
di cassa) a date certe. I pagamenti possono essere espressi nella stessa valuta o in
valute differenti ed il loro ammontare è determinato in relazione ad un sottostante.
Il sottostante è quell’attività (non necessariamente finanziaria) da cui dipende il
valore dello swap stesso. Le principali tipologie di sottostante in uno swap sono:
Tassi d’interesse (interest rate swap)
Commodities (commodities swap)
Tassi di cambio (forex swap)
Equity (equity swap)
Credit (credit swap)
IL CAPITALE NAZIONALE
È il riferimento per il calcolo dei flussi cedolari. Le parti stabiliscono il suo
ammontare, l’eventuale modalità di accumulazione o ammortamento e a valuta di
riferimento. Le principali tipologie sono:
Fisso, non varia per tutta la vita dello strumento
Amortizing, in ammortamento progressivo
Step up/ Down, cresce o decresce di una quantità prestabilita in ogni periodo
di riferimento per il calcolo degli interessi
Indexed, il capitale nazionale viene indicizzato ad un parametro
DATE: STIPULA, INZIO, LIQUIDAZIONE
Data di stipula (trade date): data di definizione del contratto
Data di inizio (effective date): normalmente è due giorni dopo la stipula
Data di scadenza (maturity date): data fino alla quale ha effetto il contratto
Tra la data di inizio e quella di scadenza (maturity labber) sono sempre previste più
date di liquidazione (settlement date) ovvero date in cui vengono scambiati i flussi di
interesse tra le controparti.
REGOLE CALCOLO GIORNI (annuali)
Date pagamento flussi: ti
Periodi tra due settlement date: ti-1; ti
REGOLE CALCOLO GIORNI
30/360
Actual/360
Actual/actual
Le operazioni in strumenti finanziari derivati possono essere scambiate:
Sui mercati (exchange traded)
Riguardano operazioni standardizzate
Over the counter passando per una cleaning house
Scambiati bilateralmente over the counter, riguardano
operazioni personalizzate e consente di adattare lo strumento alle esigenze
della società.
LE RAGIONI per le quali si può stipulare uno swap sono:
Copertura, strategia che ci rende “immuni” dal rischio ed è più specifica
Gestione del rischio, strategia che non ci tutela completamente
Speculazione
Arbitraggio
HEDGES: utilizziamo delle opzioni (ma anche futures e i forward) per ridurre i
rischi che derivano dalle esposizioni nei confronti delle variabili di mercato. C’è una
differenza tra l’utilizzo dei forwards e delle opzioni per finalità di copertura o
gestione del rischio. I contratti forward, fissando il prezzo da pagare o da ricevere
in cambio dell’attività sottostante neutralizziamo il rischio. Al contrario i contratti
di opzione possono anche offrire, oltre alla protezione dai movimenti sfavorevoli del
sottostante, la possibilità di beneficiare dei movimenti favorevoli.
SPECULATORI: desiderano assumere posizioni sui mercati. In termini nudi o
scommettono che il prezzo salirà o scenderà. I futures e le opzioni sono strumenti
simili per gli speculatori nel senso che entrambi offrono un certo tipo di leva
finanziaria. C’è però una differenza tra i due. Nel caso dei futures la perdita
potenziale dello speculatore (così come il suo guadagno potenziale), sono molto
elevati. Nel caso delle opzioni, in qualsiasi caso la massima perdita per lo
speculatore è pari al premio pagato inizialmente.
ARBITRAGGISTI: agiscono nei mercati forwards, dei futures e delle opzioni.
L’arbitraggio consiste nel bloccare un profitto pure di rischio entrando
simultaneamente in transazioni su due o più mercati.
Gli utilizzi di un interest rate swap sono:
AAA 4, 35 % BBB
4% CORP Libor CORP Libor +0,6 %
AAA CORP si impegna a pagare il tasso di interesse a BBB CORP al Libor a 6 mesi
su 10 milioni di dollari. In cambio BBB CORP si impegna a pagare a AAA CORP un
interesse fisso di 4,35% per anno su 10 milioni di dollari.
Quindi AAA Corp:
paga 4% sull’indebitamento
incassa il 4,35 % da BBB Corp
Paga Libor a BBB Corp
BBB Corp:
paga Libor +0,6% sull’indebitamento
riceve il Libor da AAA Corp
paga il ,35 % a AAA Corp
Il guadagno totale derivante dall’accordo sull’interesse rate swap è a-b dove a è la
differenza del tasso d’interesse delle due società sul mercato a tasso fisso, e b è la
differenza tra i tassi d’interesse delle due società nel mercato a tasso variabile.
In questo caso: a=1,2% b=0,7%, il guadagno totale è 0,5%
Se AAA Corp e BBB Corp non si accordano direttamente, ma usano un’istituzione
finanziaria, il funzionamento è:
Gli alberi binomiali figurano tra i più diffusi strumenti per la valutazione delle opzioni. Sono definiti tali
perché permettono di rappresentare le diverse ‘’ramificazioni’’, e cioè i diversi sentieri che potrebbero
essere percorsi dal prezzo dell’azione durante la vita residua dell’opzione.
Le assunzioni base sono che il prezzo dell’azione segua una ‘’random walk’’, e che ad ogni intervallo sia
associata una determinata probabilità che il prezzo del titolo aumenti o diminuisca ad un determinato
tasso.
•L’assenza di arbitraggi rappresenta un dei principi cardine su cui si basa questa tipologia di strumento. Un
mercato privo di arbitraggi è un mercato in cui non è possibile ottenere un guadagno senza assumersi il
relativo rischio. In una tale situazione il tasso di rendimento di qualsiasi attività non rischiosa deve essere
pari al tasso di interesse risk-free.
Un portafoglio costruito in modo che non ci sia incertezza circa il valore che avrà dopo un determinato
periodo di tempo (non rischioso) avrà pertanto un tasso di rendimento pari al tasso privo di rischio.
Consideriamo un titolo il cui prezzo iniziale sia 𝑆0 ed un’opzione scritta sullo stesso titolo il cui presso sia 𝑓,
con scadenza al tempo 𝑇. Durante la vita dell’opzione il prezzo dell’azione può salire da 𝑆0 a 𝑆0𝑢 o
scendere da 𝑆0 a 𝑆0𝑑 (𝑢 > 1; 𝑑 < 1). In caso di rialzo il tasso di variazione del prezzo dell’opzione è 𝑢 − 1,
mentre in caso di ribasso è 1 – 𝑑. Se il prezzo dell’opzione sale a 𝑆0𝑢 il valore finale dell’opzione è 𝑓𝑢; se
invece il prezzo dell’azione scende a 𝑆0𝑑 il valore finale dell’opzione è fd.
In assenza di arbitraggi è possibile costruire un portafoglio privo di rischio composto dal titolo e da
un’opzione sullo stesso. Nel nostro caso il portafoglio sarà composto da una posizione lunga su ∆ azioni e
da una posizione corta su una call. Se il prezzo dell’azione sale il valore del portafoglio a scadenza
dell’opzione sarà 𝑆0𝑢∆ − 𝑓𝑢. 𝑆0𝑑∆ posizione lunga ; 𝑓𝑢 posizione corta.
In caso di ribasso del prezzo dell’azione si avrà invece 𝑆0𝑑∆ − fd. Dove fd è il valore della call che vendo.
Il portafoglio sarà privo di rischio se il ∆ viene scelto in modo che il valore finale del portafoglio sia lo stesso
in entrambi i casi 𝑆0𝑢∆ − 𝑓𝑢 = 𝑆0𝑑∆ − 𝑓𝑑 e cioè quando ∆= 𝑓𝑢 − 𝑓𝑑 𝑆0𝑢 − 𝑆0. In questo caso il portafoglio è
privo di rischio, per cui avrà un tasso di rendimento pari al tasso risk-free.
Se r è il tasso di interesse privo di rischio, il valore attuale del portafoglio sarà pari a (𝑆0𝑢∆ − 𝑓𝑢)𝑒 −rT .
Dato il costo iniziale del portafoglio, 𝑆0∆ − 𝑓, ne segue che 𝑆0∆ − 𝑓 = (𝑆0𝑢∆ − 𝑓𝑢) 𝑒 −rT
ossia 𝑓 = 𝑆0∆ 1 − 𝑢𝑒 −rT + 𝑓𝑢𝑒 −rT .
Sostituendo ∆ con la sua parametrizzazione ricavata in precedenza si ottiene 𝑓 = 𝑒 −rT 𝑝𝑓𝑢 + (1 − 𝑝)𝑓𝑑 dove
𝑝 = 𝑒 −rT − 𝑑 𝑢 − 𝑑 . Tali equazioni consentono di valutare l’opzione utilizzando un modello binomiale ad uno
stadio.
Il principio fondamentale su cui si basa il pricing degli strumenti derivati è quello della ‘’valutazione
neutrale verso il rischio’’. Secondo tale principio nel valutare i derivati si può assumere che gli investitori
siano risk neutral, e cioè che non chiedono tassi di rendimento attesi più elevati all’aumentare del rischio.
Nel mondo reale maggiori sono i tassi di rendimento attesi maggiori sono i rischi associati. Tuttavia, i prezzi
dei derivati nel mondo neutrale verso il rischio sono uguali a quelli del mondo reale. La domanda da porsi
quindi è: dato che il derivato è un prodotto rischioso, ed il suo prezzo dovrebbe riflettere le diverse
inclinazioni al rischio degli investitori, perché considerare una valutazione risk neutral? Quando si prezza un
derivato in base al prezzo dell’attività sottostante, le attitudini di rischio non contano. La formula che lega i
prezzi dei derivati ai prezzi dell’attività sottostante non varia al variare della predisposizione degli investitori
al rischio.
Perché valutare i derivati in un mondo neutrale verso il rischio? Poiché ci sono due principali vantaggi:
– Il tasso di rendimento atteso delle azioni (o di qualsiasi altra attività) è pari al tasso risk free
– Il tasso usato per attualizzare il valore futuro del payoff atteso del derivato è pari al tasso risk free
Se leggiamo la variabile 𝑝 come probabilità di rialzo del prezzo dell’azione (1 − 𝑝 di ribasso) possiamo
dimostrare che il prezzo delle azioni cresce in media al tasso privo di rischio 𝐸( 𝑆𝑇 )= 𝑝𝑆0𝑢 + (1 − 𝑝)𝑆0𝑑
e cioè 𝐸 (𝑆𝑇) = 𝑝𝑆0 𝑢 − 𝑑 + 𝑆0𝑑 . Sostituendo p con la formula che abbiamo visto in precedenza
La probabilità di rialzo in un mondo neutrale verso il rischio in genere è diversa da quella del mondo reale.
Tuttavia nel mondo reale non è possibile stabilire con precisione il tasso da usare per attualizzare il valore
atteso del derivato. La valutazione neutrale verso il rischio permette invece di aggirare tale problema, dal
momento in cui il tasso di rendimento atteso di tutte le attività è pari al tasso risk free.
Quando gli intervalli di variazione del prezzo del sottostante sono due si parla di alberi binomiali a due
stadi. 𝑆0 è il prezzo iniziale dell’azione; in ogni intervallo il prezzo può scendere o salire di un livello pari
rispettivamente a 𝑢 e 𝑑 volte il valore iniziale.
Il tasso risk-free è 𝑟, e ∆𝑡 è la lunghezza dell’intervallo temporale 𝑓 = 𝑒 −r∆t [𝑝𝑓𝑢 + (1 − 𝑝)𝑓𝑑]
𝑒 −r∆t −𝑑
𝑝= 𝑢−𝑑
.
Procedendo a ritroso ed applicando la formula per il pricing 𝑓u = 𝑒 −r∆t [𝑝𝑓𝑢u + (1 − 𝑝)𝑓u𝑑]
OPZIONI AMERICANE
La procedura per la valutazione delle opzioni americane consiste nel procedere a ritroso nell’albero, dalla
fine all’inizio. In questo modo è possibile verificare se ad ogni nodo l’esercizio anticipato è conveniente.
Ai nodi finali il valore dell’opzione sarà uguale a quello dell’opzione europea, mentre ai nodi precedenti il
valore dell’opzione sarà pari al maggiore tra
CALIBRARE LA VOLATILITA’
Nella costruzione di un albero binomiale i parametri u e d vanno scelti in modo che l’albero sia coerente
con la volatilità dell’attività sottostante. In questo caso ci si pone il problema se considerare la volatilità del
mondo reale o del mondo neutrale verso il rischio. Consideriamo come sottostante un’azione con tasso di
rendimento atteso (nel mondo reale) pari a 𝜇 e volatilità pari a 𝜎. L’intervallo è pari a Δ𝑡, il prezzo corrente
𝑆0 e la probabilità di rialzo (nel mondo reale) pari a 𝑝 ∗
Alla fine dell’intervallo il prezzo attese dell’azione è 𝑆0𝑒 u∆t
Affinché i parametri dell’albero siano coerenti con il prezzo atteso dell’azione è necessario che la seguente
equazione sia rispettata 𝑝 ∗𝑆0𝑢 + (1 − 𝑝 ∗ )𝑆0𝑑 = 𝑆0𝑒 u∆t da cui si ottiene l’identità
𝑒 μ∆t − d
𝑝∗= 𝑢−𝑑
La volatilità del prezzo di un’azione è definita in modo tale che 𝜎√∆t rappresenti la deviazione standard del
suo tasso di rendimento nell’intervallo ∆𝑡. Di conseguenza la varianza sarà pari a 𝜎 2 ∆𝑡 .
Nel mondo reale la varianza sarà quindi pari a 𝑝 ∗𝑢2 + (1 − 𝑝 ∗) 𝑑 2 − [𝑝 ∗𝑢 + (1 − 𝑝 ∗) 𝑑] ^2.
𝑢 = 𝑒 σ √∆t e 𝑑 = 𝑒 −σ √∆t
Questi rappresentano i valori di proposti da Cox, Ross e Rubinstein (1979) affinché l’albero risulti coerente
con i valori di 𝜇 e 𝜎.
Nel mondo neutrale verso il rischio il prezzo atteso dell’azione a fine intervallo è pari a 𝑆0𝑒 r∆t e la varianza
del tasso di rendimento è
Il problema principale per i trader è di gestire il rischio di posizioni su mercati over the counter e in borsa.
Le “lettere greche” o più semplicemente le “greche” misurano ciascuna una diversa una diversa dimensione
del rischio di una posizione su opzioni. L’obiettivo dei traders che operano per le grandi istituzioni
finanziarie nei mercati over the counter e per i market makers che trattano opzioni in borsa, è quello di
gestire le greche in modo che tutti i rischi siano accettabili.
DELTA
Il delta di un’opzione, ∆ , è dato dalla derivata del prezzo dell’opzione rispetto al prezzo del suo sottostante
∆= 𝜕𝑐 /𝜕𝑆 Se supponiamo che il delta di una call scritta su un’azione sia pari a 0,45 vuol dire che nel caso in
cui il prezzo dell’azione aumenta di un piccolo importo, il prezzo della call aumenta in misura pari al 45% di
tale importo. In termini grafici rappresenta la pendenza della curva che lega il prezzo dell’opzione al prezzo
del sottostante.
Il delta di un’opzione si può interpretare di un’opzione come una misura della probabilità che l’opzione in
oggetto diventi in the money e, quindi, possa essere esercitata entro la scadenza.
A seconda che la posizione sia lunga o corta sull’opzione considerata, il valore del delta assume
rispettivamente valore positivo o negativo:
Il delta della formula di BSM nel caso di una call europea scritta su un titolo che non paga dividendi è pari a
∆𝑐= 𝑁(𝑑1)
𝑑1 =[ ln(𝑆0/ 𝐾) + (𝑟 + 𝜎^2/ 2) 𝑇] /𝜎 √𝑇.
Ciò vuol dire che per coprire una posizione corta su una call europea, occorre avere una posizione lunga su
𝑁(𝑑1) azioni; viceversa in caso di posizione lunga (posizione corta su 𝑁(𝑑1) azioni).
DELTA SU UNA LONG PUT
Nel caso di una put europea scritta su un titolo che non paga dividendi il delta della formula di BSM è pari a
∆𝑝= 𝑁 (𝑑1 )− 1.
Ciò vuol dire che per coprire una posizione lunga su una put europea, occorre avere una posizione corta su
𝑁(𝑑1) azioni. Viceversa in caso di posizione corta (posizione lunga su 𝑁(𝑑1) azioni)
DELTA NEUTRAL
Se il delta è nullo la posizione è detta ‘’neutrale in termini di delta’’. Ciò vuol dire che la posizione
dell’investitore è coperta (o per meglio dire, neutrale rispetto alla tendenza) per un periodo di tempo
relativamente breve. Tuttavia la variazione del prezzo dell’underlying comporta variazioni del delta della
posizione. Per mantenere una posizione neutrale in termini di delta è necessario aggiustare continuamente
il portafoglio (la posizione che funge da copertura deve essere frequentemente ribilanciata).
DELTA HEDGING
Il delta hedging consiste nel creare un portafoglio neutrale rispetto al delta • Il delta di un portafoglio
composto da opzioni o altri derivati che dipendono tutti da un’unica attività sottostante il cui prezzo spot è
𝑆𝑜 è 𝜕Π /𝜕𝑆.
Π è il valore corrente di portafoglio.
Se il portafoglio è composto da una quantità 𝑤𝑖 dell’𝑖 − 𝑒𝑠𝑖𝑚𝑎 opzione (1 ≤ 𝑖 ≤ 𝑛) , il suo delta è pari a ∆=
∑ 𝑤𝑖∆𝑖. Δ𝑖 è il delta dell’𝑖 − 𝑒𝑠𝑖𝑚𝑎 opzione.
Usando questa formula si calcola la posizione da assumere sul sottostante in modo da rendere neutrale il
delta complessivo di portafoglio
ESEMPIO
DELTA REBALANCING
THETA
Il theta Θ di un portafoglio di opzioni (opzione) è la derivata del valore del portafoglio (opzione) rispetto al
tempo Θ = 𝜕Π /𝜕𝑡 .
Misura la variazione del valore di portafoglio dovuta al trascorrere del tempo, e cioè al ridursi della vita
residua delle opzioni che lo compongono. Per questa sua caratteristica è spesso definito ‘’declino
temporale’’ del portafoglio (opzione).
Il theta di una call europea scritta su un titolo che non paga dividendi in base alle formule BSM è dato da
𝑠0 𝑁 ′ (𝑑1)𝜎
Θ𝑐 = - 2√𝑇
− 𝑟𝑘𝑒 −𝑟𝑇 𝑁(𝑑2)
2 /2
dove 𝑁 ′( 𝑥 )=( 1 /√2π ) 𝑒 −𝑥
Per una put europea su un titolo che non paga dividendi è invece
𝑠0 𝑁 ′ (𝑑1)𝜎
Θ𝑝 = 2√𝑇
− 𝑟𝑘𝑒 −𝑟𝑇 𝑁(𝑑2)
THETA
Anche se nelle formule è calcolato in anni, il theta è generalmente misurato in giorni (variazione di valore
del portafoglio col passare di un giorno). Il theta in giorni si ottiene dividendo il theta in anni per 365
(giorno di calendario) o 252 (giorno lavorativo)
In generale è negativo (al diminuire della vita del portafoglio tende a scendere). Anche se non ha senso
proteggere il portafoglio dal trascorrere del tempo, molti traders che il theta sia un’utile proxy del gamma.
GAMMA
Il gamma è la derivata del delta del portafoglio (opzione) rispetto al valore dell’undelying asset
𝜕2 Π
Γ= 𝜕𝑆 2
Esprime la volatilità della posizione delta
Se il gamma è piccolo, ciò vuol dire che il delta di portafoglio varia molto lentamente ; in questo caso gli
aggiustamenti necessari a mantenerlo neutrale in termini di delta sono meno frequenti. Se il gamma è
grande, il delta sarà più sensibile a variazioni del prezzo del sottostante, per cui per mantenere un
portafoglio neutrale in termini di delta saranno necessarie modifiche frequenti.
Il gamma misura la curvatura della relazione tra il prezzo dell’opzione ed il prezzo dell’attività sottostante
Il gamma di una call o una put europee scritte su un titolo che non paga dividendi è dato da
Γ = 𝑁′ (𝑑1) /𝑆0𝜎 √T • Ha sempre valore positivo che varia la variare di S
Nel modello BSM le greche di un derivato su un titolo che non paga dividendi devono soddisfare la
seguente equazione differenziale
𝜕Π 𝜕Π 1 𝜕2 Π
𝜕𝑡
+ 𝑟𝑆 𝜕𝑆 + 2 𝜎 2 𝑆 2 𝜕𝑆 2 = 𝑟Π
Questa equazione ci dice che quando il theta, Θ, assume valori grandi e positivi, gamma, Γ, tende ad
assumere valori grandi e negativi, e viceversa. Ciò spiega perché il theta può essere visto come una proxy
del gamma in un portafoglio con delta nullo.
VEGA
Il vega, 𝑉, di un portafoglio di opzioni è la derivata del valore di portafoglio rispetto alla volatilità
dell’attività sottostante 𝑉 = 𝜕Π/ 𝜕𝜎. Indica di quanto il valore di portafoglio tende ad aumentare al crescere
della volatilità del sottostante.
Nel caso di calls e puts europee scritte su un titolo che non paga dividendi, il vega calcolato in base alle
formule BSM è 𝑉 = 𝑆0√T 𝑁 ′ (𝑑1)
– Se il vega è elevato in termini assoluti, il portafoglio è molto sensibile a variazioni della volatilità
– Se invece il vega è basso, variazioni della volatilità del sottostante hanno poco impatto sul valore di
portafoglio
RHO
Il rho di un portafoglio di opzioni è la derivata del valore di portafoglio rispetto al tasso di interesse
rho = 𝜕Π /𝜕𝑟. Misura le variazioni di valore del portafoglio in conseguenza a variazioni del tasso di interesse
Nel caso di una call europea scritta su un titolo che non paga dividendi il rho è dato da:
𝒓𝒉𝒐 (𝒄𝒂𝒍𝒍) = 𝑲𝑻𝒆−𝒓𝑻 𝑵(𝒅𝟐)
Se il prezzo spot del sottostante cambia in misura pari a ∆𝑆, anche il valore del forward cambierà di pari
misura ∆𝑆. Ne segue che il delta di un forward è sempre uguale a ∆= 1. Se il titolo sottostante paga un
dividend yield 𝑞, il delta del forward è pari a ∆= 𝒆−𝒒𝑻
DELTA NEI CONTRATTI FUTURES
Se il prezzo spot del sottostante cambia in misura pari a ∆𝑆, il valore del forward cambierà di misura pari a
𝒆𝒓𝑻 ∆𝑆 . Ne segue che il delta di un forward è sempre uguale a ∆=𝒆𝒓𝑻 Se il titolo sottostante paga un
dividend yield 𝑞, il delta del forward è pari a ∆= 𝒆(𝒓−𝒒)𝑻
La differenza tra delta forward e delta futures, deriva dal fatto che questi ultimi sono quotidianamente
marked to market. Per tale motivo, chi è lungo su un futures, realizza profitti quasi immediati. La differenza
sussiste anche nel caso in cui i tassi di interesse sono costanti, e di conseguenza prezzi forward e futures
risultano uguali. Spesso i futures sono usati per annullare il delta di una posizione. I motivi per cui vengono
usati i futures sono principalmente due:
– La loro natura market to market che per mette di effettuare degli aggiustamenti più rapidi qualora se ne
presentasse il bisogno
Se consideriamo 𝑇 la scadenza del futures 𝐻𝐴 la posizione sul sottostante (che non paga dividendi) richiesta
dal delta hedging a 𝑡 = 0 e 𝐻𝐹 la posizione sul futures richiesta a 𝑡 = 0
𝐻𝐹 = 𝒆−𝒓𝑻 𝑯𝑨
HF== 𝒆−(𝒓−𝒒)𝑻 𝑯𝑨
HF== 𝒆−(𝒓−𝒓𝒇)𝑻 𝑯𝑨
In generale i traders verificano almeno una volta al giorno che i loro portafogli siano neutrali rispetto al
delta. Quando si presenta l’occasione migliorano il gamma e il vega (l’annullamento del gamma e del vega è
più problematico, è difficile trovare opzioni o altri derivati non lineari da negoziare in quantità desiderate).
Al crescere della dimensione del portafoglio le operazioni di copertura diventano relativamente meno care.
ANALISI DI SCENARIO
Oltre a controllare i rischi su delta, gamma e vega spesso i traders effettuano le cosiddette ‘’analisi di
scenario’’ (calcolare i profitti che si realizzerebbero in un certo intervallo di tempo se dovessero verificarsi
determinate condizioni) . L’analisi degli scenari consiste nel misurare gli effetti che certe evoluzioni dei
prezzi delle attività e delle loro volatilità avrebbero sul valore dei portafogli.
Spesso i gestori creano delle puts sintetiche per assicurare i propri portafogli • Per creare una put sintetica
il gestore deve assumere una posizione sul sottostante in modo che il delta di tale posizione si mantenga
uguale al delta della put sintetica .
In generale, la posizione necessaria per creare una put sintetica deve avere segno opposto rispetto a quella
necessaria per coprirla.
Due motivi che inducono alla creazione di puts sintetiche:
L’opzione sintetica si costruisce operando sulle stesse azioni del portafoglio • Il delta di una put scritta su
un titolo cha paga un dividend yield 𝑞 è ∆𝑝= 𝑒 −𝑞𝑇 [𝑁 (𝑑1) − 1]
In ogni istante deve essere venduta una quota dei titoli presenti nel portafoglio originale pari a 𝑒 −𝑞𝑇 [𝑁
(𝑑1) − 1]. Tale quota deve poi essere investita in titoli privi di rischio.
Se il valore del portafoglio originale diminuisce, il delta della put diventa sempre più negativo (bisogna
aumentare la quota di portafoglio da vendere).
Se il valore di portafoglio aumenta, il delta della put diventa meno negativo (si riacquista una parte di
portafoglio originale che era stata venduta). Tale strategia implica che in ogni istante di tempo il fondo sia
costituito dal portafoglio azionario che si vuole assicurare e da una quota di attività prive di rischio. Il costo
dell’assicurazione deriva dal fatto che il gestore vende sempre dopo un ribasso e compra sempre dopo un
rialzo.
Dati i relativamente minori costi di transazione, spesso per assicurare un portafoglio può essere più
conveniente acquistare futures su indici azionari piuttosto che i titoli sottostanti. Il valore nominale di
contratti futures da vendere in rapporto al valore di portafoglio è dato da
𝑒 −𝑞𝑇 𝑒 −(𝑟−𝑞)𝑇∗ [1-𝑁 (𝑑1)]= 𝑒 𝑞(𝑇−𝑇∗) 𝑒 −𝑟𝑇∗ [1-𝑁 (𝑑1)] dove 𝑇 ∗ è la scadenza del futures
Se il portafoglio ha un valore pari ad 𝐴1 volte l’indice, mentre il contratto futures è scritto su un importo
pari a 𝐴2 volte l’indice, il numero di futures da vendere in ogni istante sarà pari a
𝐴1
𝑒 𝑞(𝑇−𝑇∗) 𝑒 −𝑟𝑇∗ [1-𝑁 (𝑑1)]= 𝐴2
– le contrattazioni per finalità assicurative rappresentano una piccola parte di quelle complessive
Il 19 ottobre del 1987, quando l’indice Dow Jones scese di oltre 500 punti tali strategie funzionarono male
Analisi per componenti elementari
• il MtM:
– se esiste un mercato “ufficiale”, è il prezzo di mercato;
– se non esiste un mercato ufficiale – come è nel caso dei derivati oggetto di
analisi (perché scambiati in un mercato OTC) – è un valore stimato, ottenuto
sulla base dei paradigmi classici della valutazione in condizioni di incertezza e
nel contesto teorico generale dei modelli di mercato (di quei modelli, cioè, che
spiegano i meccanismi di formazione dei prezzi nel mercato).
Costruiamo lo swap
• Nozionale: ammortizing, su profilo ammortamento del mutuo;
• Date rilevanti:
– Data di stipula: 24.6.2005;
– Data iniziale: 29.6.2005;
– Data finale: 20.6.2035;
– Periodicità pagamenti: annuale.
• Parametro Cliente (collar swap):
– Cliente paga alla banca un tasso variabile, compreso tra un minimo ed
• Consideriamo la scadenza ; definiamo
,
, ,
,
Livello 1
• Scomponiamo il flusso cliente nella componente
obbligazionaria, e in due clausole
– call (cap)
, , ! "#
0 $%&'()*&
0
– put (floor) $%&'()*&
, ! +,
,
0 0
, 5 2 2 ,
5
, 0 0
Derivato come portafoglio di componenti
• una “componente IRS”, il cui generico elemento è uguale alla differenza tra
importo futuro noto a credito per l’Ente (a debito per la Banca), composto
da una quota interesse fissa periodica, e un importo aleatorio a debito per
il cliente (a credito della Banca), composto da una quota interesse
variabile;
• una “componente Collar” a debito per l’Ente (a credito per la Banca), che
può essere interpretata come:
– un’opzione di tipo “Collar” (se non si opera alcuna scomposizione);
– un portafoglio di opzioni di tipo “cap” e “floor” con segno contabile opposto;
– un portafoglio di opzioni “binarie” del tipo “asset or nothing call”, “cash or
nothing call”, “asset or nothing.
In conclusione
• Risultato: il valore del derivato è dato dalla somma dei
valori delle singole componenti.