MR Risposte File
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Condizione necessaria e sufficiente affinché una configurazione C sia di equilibrio, per un sistema meccanico
sottoposto a vincoli ideali, è che il lavoro delle forze attive sia non positivo per ogni spostamento virtuale 𝛿𝛿𝛿𝛿 a
partire da C: 𝛿𝛿𝐿𝐿(𝑎𝑎) ≤ 0 ∀𝛿𝛿𝛿𝛿 𝑑𝑑𝑑𝑑 𝐶𝐶 (1)
in particolare, si ha che: 𝛿𝛿𝐿𝐿(𝑎𝑎) = 0 ∀𝛿𝛿𝛿𝛿 𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟 𝑑𝑑𝑑𝑑 𝐶𝐶 (2)
DIMOSTRAZIONE
1_CONDIZIONE NECESSARIA. Si ammetta per ipotesi che la configurazione 𝐶𝐶 sia di equilibrio e che quindi siano
𝐹𝐹 = 0 ∀𝑃𝑃𝑃𝑃 ∈ 𝐼𝐼𝑜𝑜
verificate le relazioni: � 𝑆𝑆 (3)
𝐹𝐹𝑆𝑆 + 𝜱𝜱𝑺𝑺 = 0 ∀𝑃𝑃𝑃𝑃 ∈ 𝐼𝐼𝐼𝐼
dove Fs rappresenta il risultante delle forze attive agenti sul punto Ps, 𝛷𝛷𝛷𝛷 il risultante delle reazioni vincolari,
𝐼𝐼𝑂𝑂 l’insieme dei punti liberi del sistema e 𝐼𝐼𝐼𝐼 l’insieme dei punti vincolati.
Pertanto, si ha:
𝑁𝑁
(𝑎𝑎)
𝛿𝛿𝐿𝐿 = � 𝐹𝐹𝑆𝑆 ∗ 𝛿𝛿𝑃𝑃𝑆𝑆 = � 𝐹𝐹𝑆𝑆 · 𝛿𝛿𝑃𝑃𝑆𝑆 + � 𝐹𝐹𝑆𝑆 · 𝛿𝛿𝑃𝑃𝑆𝑆
𝑠𝑠=1 𝑃𝑃𝑃𝑃∈𝐼𝐼𝐼𝐼 𝑃𝑃𝑃𝑃∈𝐼𝐼𝜱𝜱
(𝑎𝑎) (𝑣𝑣)
𝛿𝛿𝐿𝐿 = − � 𝐹𝐹𝑆𝑆 · 𝛿𝛿𝑃𝑃𝑆𝑆 = − 𝛿𝛿𝐿𝐿 (4)
𝑃𝑃𝑃𝑃∈𝐼𝐼𝜱𝜱
e applicando il principio delle reazioni vincolari 𝛿𝛿𝐿𝐿(𝑉𝑉) ≥ 0 ∀𝛿𝛿𝛿𝛿 si dimostra la tesi (1).
2_CONDIZIONE SUFFICIENTE. Per ipotesi sono vere le (1) e (2) per ogni spostamento virtuale. Consideriamo
inizialmente solo spostamenti di punti liberi. Essendo tali spostamenti ovviamente reversibili, si dovrà avere:
� 𝐹𝐹𝑆𝑆 · 𝛿𝛿𝑃𝑃𝑆𝑆 = 0 ∀𝛿𝛿𝑃𝑃𝑆𝑆 𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐 𝑃𝑃𝑆𝑆 ∈ 𝐼𝐼𝑂𝑂 . (5)
𝑃𝑃𝑃𝑃∈𝐼𝐼𝐼𝐼
In particolare, la (5) dovrà essere verificata anche se si sposta solo un punto 𝑃𝑃𝑠𝑠̅ di 𝐼𝐼𝑂𝑂 e quindi:
𝐹𝐹𝑠𝑠̅ · 𝛿𝛿𝑃𝑃𝑠𝑠̅ = 0 ∀𝛿𝛿𝑃𝑃𝑠𝑠̅ . (6)
Data l’arbitrarietà di δPs, dalla (6) segue immediatamente che: Fs = 0. Ripetendo la stessa considerazione per ogni
punto Ps ∈ IO si ha che la prima equazione di (3) risulta verificata:
𝐹𝐹𝑆𝑆 = 0 ∀𝛿𝛿𝑃𝑃𝑆𝑆 ∈ 𝐼𝐼𝑂𝑂 (7)
Rimane ora da provare la seconda equazione di (3). A tal fine possiamo osservare che ormai il 𝛿𝛿𝐿𝐿(𝑎𝑎) riguarda solo i
punti vincolati, e pertanto per ipotesi si ha:
𝛿𝛿𝐿𝐿(𝑎𝑎) = � 𝐹𝐹𝑆𝑆 ∗ 𝛿𝛿𝑃𝑃𝑆𝑆 ≤ 0 ∀𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿𝛿 ∈ 𝐼𝐼𝜱𝜱 (8)
𝑃𝑃𝑃𝑃∈𝐼𝐼𝜱𝜱
Si consideri adesso per ogni punto Ps ∈ 𝐼𝐼𝜱𝜱 un’ipotetica reazione vincolare uguale e contraria alla forza attiva:
𝜱𝜱∗𝒔𝒔 = −𝑭𝑭𝑺𝑺 ∀𝑃𝑃𝑃𝑃 ∈ 𝐼𝐼𝜱𝜱 (9)
affinché la (8) sia equivalente alla seconda equazione di (3), occorre provare che 𝜱𝜱∗𝒔𝒔 sia un’effettiva reazione
vincolare.
Inserendo la (9) nella (8) si ottiene:
𝛿𝛿𝐿𝐿(∗) = − � 𝜱𝜱∗𝒔𝒔 ∗ 𝛿𝛿𝑃𝑃𝑆𝑆 ≤ 0 (10)
𝑃𝑃𝑃𝑃∈𝐼𝐼𝜱𝜱
DA CUI SEGUE
𝛿𝛿𝐿𝐿(∗) = � 𝜱𝜱∗𝒔𝒔 ∗ 𝛿𝛿𝑃𝑃𝑆𝑆 ≥ 0 (11)
𝑃𝑃𝑃𝑃∈𝐼𝐼𝜱𝜱
Cioè, le 𝜱𝜱∗𝒔𝒔 soddisfano il principio delle reazioni vincolari. Si conclude che le 𝜱𝜱∗𝒔𝒔 appartengono alla classe delle
possibili reazioni vincolari che i vincoli ideali sono in grado di esplicare.
Pertanto, la (9) si riduce alla seconda equazione di (3) ed il teorema rimane provato.
3. Ricavare e commentare le equazioni cardinali della dinamica per un corpo rigido.
PRIMA EQUAZIONE CARDINALE
Consideriamo un sistema di N punti materiali. Su tali punti si esercitano forze che si possono dividere in due
categorie:
• forze interne, che sono le forze esercitate su punti del sistema da altri punti del sistema stesso;
• forze esterne, che sono le forze esercitate su punti del sistema da punti esterni al sistema.
Pertanto, scriveremo l’equazione differenziale di moto per il generico punto 𝑃𝑃𝐾𝐾 del sistema (k = 1, 2, 3, . . ., N) nella
forma:
(𝑒𝑒) (𝑖𝑖)
𝑚𝑚𝑋𝑋 𝑥𝑥̈ 𝑘𝑘 = 𝐹𝐹𝑘𝑘 + 𝐹𝐹𝑘𝑘 (𝑘𝑘 = 1,2,3, … , 𝑁𝑁) (1)
(𝑒𝑒) (𝑖𝑖)
Dove 𝐹𝐹𝑘𝑘 𝑒𝑒 𝐹𝐹𝑘𝑘indicano i risultanti delle sole forze esterne ed interne sul punto 𝑃𝑃𝐾𝐾 .
Riguardo alle forze interne, dai Principi della Dinamica sappiamo che possono essere scritte nel modo seguente:
𝑁𝑁
(𝑖𝑖)
𝐹𝐹𝑘𝑘 = � 𝐹𝐹𝐾𝐾𝐾𝐾 (𝑘𝑘 = 1,2,3, … , 𝑁𝑁) (2)
𝑗𝑗=1
Tali forze verificano il principio di azione e reazione: 𝐹𝐹𝐾𝐾𝐾𝐾 = −𝐹𝐹𝑗𝑗𝑗𝑗 (3)
Sommando le N equazioni (1) si ottiene:
𝑁𝑁 𝑁𝑁 𝑁𝑁
(𝑖𝑖) (𝑒𝑒)
� 𝑚𝑚𝑋𝑋 𝑥𝑥̈ 𝑘𝑘 = � 𝐹𝐹𝑘𝑘 + � 𝐹𝐹𝑘𝑘 (4)
𝑘𝑘=1 𝑘𝑘=1 𝑘𝑘=1
La (3) implica che:
𝑁𝑁 𝑁𝑁 𝑁𝑁
(𝑖𝑖)
Se introduciamo il risultante delle forze interne: 𝑅𝑅 (𝑖𝑖) = ∑𝑁𝑁
𝑘𝑘=1 𝐹𝐹𝑘𝑘 , la (5) ci dice che il risultante delle forze interne è
sempre nullo. Allora la (4) si riduce a:
𝑁𝑁
Ricordando che, il momento di una forza F, applicata ad un punto P, rispetto ad un polo O, è dato da:
𝑀𝑀(0) = �P�������������⃗
−O� ∧F
allora nella (16) compare il momento delle forze interne dato da:
𝑁𝑁
(𝑖𝑖) (𝑖𝑖)
𝑀𝑀(𝑂𝑂) = � 𝑀𝑀(𝑂𝑂)𝑘𝑘 (17)
𝑘𝑘=1
La (14) ci dice che il momento delle forze interne è sempre nullo. Riscriviamo ora l’equazione differenziale di moto
per il generico punto P𝑘𝑘 del sistema:
(𝑒𝑒) (𝑖𝑖)
𝑚𝑚𝐾𝐾 𝑉𝑉̇𝑘𝑘 = 𝐹𝐹 + 𝐹𝐹 𝑘𝑘 (𝑘𝑘 = 1,2,3, … , 𝑁𝑁)
𝑘𝑘 (18)
����������������⃗
Moltiplicando questa equazione vettorialmente per �P k − O � e sommando su k, si ha:
𝑁𝑁
𝑑𝑑𝑑𝑑𝑑𝑑 (𝑒𝑒)
����������������⃗
� 𝑚𝑚𝐾𝐾 �P k −O�∧ = 𝑀𝑀(𝑂𝑂) (19)
𝑑𝑑𝑑𝑑
𝑘𝑘=1
(𝑒𝑒)
dove si è introdotto il momento delle forze esterne 𝑀𝑀(𝑂𝑂) dato da:
𝑁𝑁
(𝑒𝑒) ����������������⃗ (𝑒𝑒)
𝑀𝑀(𝑂𝑂) = ��P k − O � ∧ 𝐹𝐹𝐾𝐾 (20)
𝑘𝑘=1
Riscriviamo ora l’equazione (19) in maniera opportuna per poterla utilizzare nel caso del corpo rigido.
A questo scopo, introduciamo per un generico punto P di massa m che si muove con velocità v, il momento della
quantità di moto del punto:
�������������⃗
𝛤𝛤(𝑜𝑜) = �P − O � ∧ (mv)
Chiamiamo momento delle quantità di moto di un sistema di punti materiali (rispetto al polo O):
𝑁𝑁
�������������⃗
𝛤𝛤(𝑂𝑂) = � 𝑚𝑚𝑘𝑘 �P − O � ∧ 𝑣𝑣𝑘𝑘 (21)
𝑘𝑘=1
Deriviamo rispetto al tempo ambo i membri della (21):
𝑁𝑁 𝑁𝑁
𝑑𝑑𝛤𝛤(𝑜𝑜) 𝑑𝑑 𝑑𝑑𝑣𝑣𝑘𝑘
= � 𝑚𝑚𝐾𝐾 � (𝑃𝑃 �������������⃗ �������������⃗
− 𝑂𝑂)� ∧ 𝑣𝑣𝑘𝑘 + � 𝑚𝑚𝐾𝐾 �𝑃𝑃 𝑘𝑘 − 𝑂𝑂� ∧ (22)
𝑑𝑑𝑑𝑑 𝑑𝑑𝑑𝑑 𝑘𝑘 𝑑𝑑𝑑𝑑
𝐾𝐾=1 𝐾𝐾=1
Il secondo termine a secondo membro coincide col primo membro della (19), pertanto si ottiene:
𝑁𝑁 𝑁𝑁
𝑑𝑑𝛤𝛤(𝑜𝑜) (𝑒𝑒) (𝑒𝑒)
= � 𝑚𝑚𝐾𝐾 (𝑉𝑉𝐾𝐾 − 𝑉𝑉𝑂𝑂 ) ∧ 𝑣𝑣𝑘𝑘 + 𝑀𝑀(𝑂𝑂) = −𝑉𝑉𝑂𝑂 ∧ �� 𝑚𝑚𝐾𝐾 𝑉𝑉𝐾𝐾 � + 𝑀𝑀(𝑂𝑂) (23)
𝑑𝑑𝑑𝑑
𝐾𝐾=1 𝐾𝐾=1
Ma la quantità in parentesi non è altro che la quantità di moto Q e quindi si ottiene:
𝑑𝑑𝛤𝛤(𝑜𝑜) (𝑒𝑒)
= 𝑄𝑄 ∧ 𝑣𝑣𝑜𝑜 + 𝑀𝑀(𝑂𝑂)
𝑑𝑑𝑑𝑑
che si dice seconda equazione cardinale della Dinamica.
Quando O coincide col baricentro o quando la velocità di O ha la stessa direzione di quella del baricentro, possiamo
scrivere il seguente sistema di equazioni cardinali della dinamica:
𝑑𝑑𝑑𝑑 (𝑒𝑒) (𝑒𝑒)
= 𝑅𝑅(𝑎𝑎) + 𝑅𝑅(𝑟𝑟)
𝑑𝑑𝑑𝑑
𝑑𝑑𝛤𝛤(𝑜𝑜) (𝑒𝑒) (𝑒𝑒)
= 𝑀𝑀(𝑂𝑂)(𝑎𝑎) + 𝑀𝑀(𝑂𝑂)(𝑟𝑟)
𝑑𝑑𝑑𝑑
5. Ricavare e commentare le equazioni cardinali della statica per un corpo rigido.
(𝑖𝑖)
Se introduciamo il risultante delle forze interne: 𝑅𝑅 (𝑖𝑖) = ∑𝑁𝑁
𝑘𝑘=1 𝐹𝐹𝑘𝑘 , la (5) ci dice che il risultante delle forze interne è
sempre nullo. Allora la (4) si riduce a:
𝑁𝑁
Si noti che, se nel primo termine della (12) si scambiano tra loro gli indici j e k, si ottiene il secondo termine di (12).
Pertanto, la (12) diventa:
𝑁𝑁 𝑁𝑁
����������������⃗
� ��P k − O � ∧ F𝑘𝑘𝑘𝑘 = 0 (13)
𝑘𝑘=1 𝑗𝑗=1
o anche, utilizzando la definizione (2):
𝑁𝑁
����������������⃗ (𝑖𝑖)
��P k − O � ∧ 𝐹𝐹𝑘𝑘 = 0 (14)
𝑘𝑘=1
Ricordando che, il momento di una forza F, applicata ad un punto P, rispetto ad un polo O, è dato da:
𝑀𝑀(0) = �P�������������⃗
−O� ∧F
allora nella (14) compare il momento delle forze interne dato da:
𝑁𝑁
(𝑖𝑖) (𝑖𝑖)
𝑀𝑀(𝑂𝑂) = � 𝑀𝑀(𝑂𝑂)𝑘𝑘 (15)
𝑘𝑘=1
La (14) ci dice che il momento delle forze interne è sempre nullo. Riscriviamo ora l’equazione differenziale di moto
per il generico punto P𝑘𝑘 del sistema:
(𝑒𝑒) (𝑖𝑖)
𝑚𝑚𝐾𝐾 𝑉𝑉̇𝑘𝑘 = 𝐹𝐹 + 𝐹𝐹
𝑘𝑘 (𝑘𝑘 = 1,2,3, … , 𝑁𝑁)
𝑘𝑘 (16)
����������������⃗
Moltiplicando questa equazione vettorialmente per �P k − O � e sommando su k, si ha:
𝑁𝑁
𝑑𝑑𝑑𝑑𝑑𝑑 (𝑒𝑒)
����������������⃗
� 𝑚𝑚𝐾𝐾 �P k −O�∧ = 𝑀𝑀(𝑂𝑂) (17)
𝑑𝑑𝑑𝑑
𝑘𝑘=1
(𝑒𝑒)
dove si è introdotto il momento delle forze esterne 𝑀𝑀(𝑂𝑂) dato da:
𝑁𝑁
(𝑒𝑒) ����������������⃗ (𝑒𝑒)
𝑀𝑀(𝑂𝑂) = ��P k − O � ∧ 𝐹𝐹𝐾𝐾 (18)
𝑘𝑘=1
Le soluzioni di equilibrio della (17) si ottengono ponendo: 𝑣𝑣𝑣𝑣 = 0 ∀𝑘𝑘 = 1, 2, . . . , 𝑁𝑁. Si ottiene così la seconda
equazione cardinale della Statica:
(𝑒𝑒) (𝑒𝑒) (𝑒𝑒)
𝑀𝑀(𝑂𝑂) = 𝑀𝑀(𝑂𝑂)(𝑎𝑎) + 𝑀𝑀(𝑂𝑂)(𝑟𝑟) = 0
(𝑒𝑒) (𝑒𝑒)
dove 𝑀𝑀(𝑂𝑂)(𝑎𝑎) rappresenta il momento delle forze esterne attive, mentre 𝑀𝑀(𝑂𝑂)(𝑟𝑟) il momento delle forze esterne
reattive.
6. Derivare il teorema dell’energia cinetica e ricavare l’espressione dell’energia cinetica per un corpo rigido. la legge
di conservazione dell’energia meccanica totale per un corpo rigido.
Ma c’è una importante eccezione: se 𝑣𝑣𝑖𝑖′′ = 𝑣𝑣𝐺𝐺 ovvero è uguale alla velocità del baricentro, ed m è la massa totale del
sistema∑𝑁𝑁 𝑖𝑖=1 𝑚𝑚𝑖𝑖 , allora si ha
𝑁𝑁
1 1
𝑇𝑇 = 𝑇𝑇 + 𝑚𝑚𝑣𝑣𝐺𝐺2 + �� 𝑚𝑚𝑖𝑖 𝑣𝑣𝑖𝑖′ � ∗ 𝑉𝑉𝐺𝐺 = 𝑇𝑇 ′ + 𝑚𝑚𝑣𝑣𝐺𝐺2
′
(13)
2 2
𝑖𝑖=1
In quanto:
𝑁𝑁 𝑁𝑁 𝑁𝑁 𝑁𝑁
𝜔𝜔 ∗ 𝜞𝜞𝒓𝒓𝒓𝒓𝒓𝒓 2 2 2
(𝒐𝒐) = 𝐴𝐴𝐴𝐴 + 𝐵𝐵𝐵𝐵 + 𝐶𝐶𝐶𝐶 + 2𝐷𝐷𝐷𝐷𝐷𝐷 + 2𝜀𝜀 𝑝𝑝𝑝𝑝 + 2𝐹𝐹 𝑝𝑝𝑝𝑝
1
𝑇𝑇 𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟 = (𝐴𝐴𝐴𝐴2 + 𝐵𝐵𝐵𝐵 2 + 𝐶𝐶𝐶𝐶 2 ) (25)
2
Un’espressione ancora più semplice si ottiene se si conosce l’asse di istantanea rotazione; infatti, se 𝛤𝛤𝛤𝛤 è la
componente di 𝛤𝛤𝛤𝛤𝛤𝛤𝛤𝛤 (𝑂𝑂) sull’asse di rotazione, si ottiene dalla (23):
1 1
𝑇𝑇 𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟 = 𝜔𝜔𝜔𝜔𝜔𝜔 = Ι𝜔𝜔2 (26)
2 2
dove I è il momento d’inerzia rispetto all’asse di istantanea rotazione. La formula (26) è particolarmente utile nel
caso di un moto piano se si conosce il centro di istantanea rotazione.
Se passiamo ora a considerare il caso di un generico atto di moto rototraslatorio, conviene esprimere la legge di
distribuzione delle velocità rispetto al baricentro G del sistema, in maniera che la velocità del generico punto Pi
prende la forma:
������������������⃗
𝑉𝑉𝑉𝑉 = 𝑉𝑉𝐺𝐺 + 𝜔𝜔 ∧ (𝑃𝑃 𝚤𝚤 − 𝑃𝑃𝐺𝐺 ) (27)
Esprimibile con
𝑉𝑉𝑉𝑉 = 𝑉𝑉𝑖𝑖 ′ + 𝑉𝑉𝐺𝐺 𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐𝑐 ����������������⃗
𝑉𝑉𝑖𝑖 ′ = 𝜔𝜔 ∧ (𝑃𝑃 − 𝑂𝑂) (28)
1 2
Vale il teorema di König: 𝑇𝑇 = 𝑚𝑚𝑣𝑣𝑣𝑣 + 𝑇𝑇′ e ricaviamo che
2
1 1
𝑇𝑇 = 𝑚𝑚𝑚𝑚𝐺𝐺 2 + 𝜔𝜔𝜞𝜞𝒓𝒓𝒓𝒓𝒓𝒓
(𝑮𝑮)
2 2
Oppure se si conosce l’asse di istantanea rotazione:
1 1
𝑇𝑇 = 𝑚𝑚𝑚𝑚𝐺𝐺 2 + 𝐼𝐼𝜔𝜔2
2 2