Lett Russa 1-1
Lett Russa 1-1
Gabriella Imposti
30.09.24
La Russia attuale si estende sul territorio di Europa e Asia. Dalla conformazione geografica
dipende anche la comunità di abitanti.
SLAVO
● Gruppo etnico linguistico europeo (¼ della popolazione europea)
● 300 milioni di persone nel mondo parlano lingue slave
● Alcune lingue slave usano l'alfabeto latino con segni diacritici, altre l'alfabeto cirillico.
Tra i vari alfabeti cirillici di gruppi nazionali ci sono alcune differenze di suono
ETIMOLOGIA
È dibattuta (dopo il Romanticismo, diviene importante l'origine della parole):
Slav-/slov- è un etnonimo (denominazione di un popolo) comune a diversi ceppi linguistici.
Le prime notizie sugli slavi sono da fonti non-slave (latini, greci, arabi) perché non avevano
ancora una scrittura.
● La radice SLOV- potrebbe venire da слово (slòva) = parola; per cui sloveni sono
quelli che parlano la stessa lingua e quindi si capiscono. In antichità (medioevo
slavo) il concetto di lingua e popolo (язы́к) collimavano. L'attuale termine per
“tedeschi”, немцы (njèmtsy) invece vuol dire “chi è muto = non parla la mia stessa
lingua”, ed è sinonimo di estraneo/straniero; si trova in quasi tutte le lingue slave
● Da slava, gloria
● La radice slav/slov è già presente nelle denominazioni di diversi popoli per coloro che
parlavano la lingua slava:
○ In greco σκλαβενοι (σκ è eufonia, β si pronunciava v)
○ In latino sclaueni, sclamini, sthalueni
● Da slauos (indoeuropeo) >> λαος (greco) = popolo
● ANTROPONIMO: Saggio, praticante, frequentatore di una comune religione
● IDRONIMO: nomi di fiumi, che per gli slavi - soprattutto dell'est - hanno una grande
importanza. Radice indoeuropea kleu, "bagnare", che diventerebbe slu in protoslavo,
da ricollegare all'epiteto folkloristico del fiume Dnepr, “Slavutich", e al fiume Slutch in
Ucraina (è la stessa radice di cloaca in latino)
● Nel X secolo gli slavi meridionali vennero assoggettati dai, così il termine sclavus
arrivò a significare schiavo, sostituendo la parola latina servus
● RIDUZIONE: Schiavo > sclavus > slavus, poiché i bizantini usavano il termine
σκλαβοι per indicare coloro che varcato il Danubio prestavano servizio all'imperatore
(ciao > schiavo tuo)
● OMONIMI: è un prefisso molto comune in diversi nomi (Juroslav, Miroslav etc)
Gli slavi comparvero nella zona del bacino della Vistola, la pendice settentrionale dei
Carpazi, nei pressi dei fiumi Warta, Dnepr e Dnestr, corrispondente adesso a Polonia,
Ucraina e Bielorussia. È possibile che provenissero precedentemente dagli Urali. Dopodiché
si spostarono in più direzioni; Sachmatov fa risalire la scissione dal nucleo iniziale degli
slavi al VI secolo dc: gli slavi orientali cominciarono poi a popolare la pianura della Russia
centrale tra VII, VIII e IX secolo.
Fino alla fine del IX secolo gli ungari non c'erano, si sono incuneati e hanno separato gli
slavi occidentali da quelli meridionali.
NON SLAVI
Lituania (balto slava)
Lettonia ed Estonia (ugro finniche) >> caratteri latini
Ungherese, rumeno e moldavo sono di derivazione latina
Nella catalogazione delle lingue intervengono elementi storici: ogni stato ha provveduto a
eliminare dalla lingua gli elementi stranieri (NO KOINÈ) --> no necessità di comunicazione,
sentimenti nazionalisti.
Durante le migrazioni gli slavi si univano alle popolazioni locali, per cui non esiste una
“razza” slava pura. Ex nel nome Bulgaria la radice bulg- non viene da un popolo slavo ma da
uno asiatico che si era spinta in quell'area nel VII secolo; infatti ci sono i bulgari del nord che
abitano la zona del Volga che parlano una lingua turcica.
C'è anche una divisione basata sulle confessioni religiose. Alcuni di questi popoli sono
cattolici (slavia latina/romana), altri si sono conformati alla chiesa greca ortodossa (slavia
greco-bizantina/ortodossa). In origine le due chiese non erano separate (no scisma); nel
medioevo esistevano diverse possibilità di celebrare riti religiosi e c'erano aree di influenza
per motivi di tipo politico. Per questo abbiamo lingue che si scrivono con alfabeto latino con
segni diacripalotici (sloveno, croato) e altre con alfabeto cirillico modificato (bulgaro, serbo).
LA GRANDE MORAVIA
Gli slavi per diversi secoli pur non rimanendo ignoti alle popolazioni circostanti (l'Impero
bizantino era a conoscenza dell'etnia slava e assumeva traduttori e interpreti di slavo
meridionale, con cui era a diretto contatto) non si presentavano tuttavia in formazioni statali
quanto più al seguito di altri popoli conquistatori.
La prima formazione statale fu la Moravia (tra Boemia e Slovacchia), entità amministrativa
di etnia e lingua slave occidentali, fondata intorno al 700 dc; divenne una potenza e fu
cristianizzata da Mojmir I nell'833. Egli fu Gran principe della Moravia (820-846 circa).
Comincia a conquistare territori in opposizione ai tedeschi. Unifica quindi il principato di
Moravia e Mitra (Grande Moravia, l'odierna Boemia. I confini di massima espansione si
ebbero sotto il granduca Svatopluk I). Si oppose ai Franchi e morì nell'invasione di Ludovico
II Germanico.
Il territorio all'epoca (846-869) era sotto il controllo di Rastislav, che al fine di sottrarsi
(almeno culturalmente) a Ludovico II chiese al Basileus di Costantinopoli (Michele III) di
inviare qualcuno che traducesse i testi sacri in una lingua scritta che corrispondesse alla
parlata locale (slavo occidentale). Il Basileus vuole influenza culturale su quella zona, che
non rischia di ricadere sotto l'influenza politica bizantina per la distanza che li separa ma è
nel mirino dei Franchi.
I missionari della chiesa bizantina avevano organizzato la vita religiosa dei popoli slavi in
slavo, disponendo di interpreti e traduttori; Roma però sosteneva l'universalità del latino
come lingua liturgica --> pur non essendo le due cristianità ancora divise, tuttavia i due
approcci si scontrarono: la Grande Moravia disprezzava l'influenza dei vescovi germanici, e
percepivano che essere cristianizzati secondo il modo occidentale avrebbe comportato la
creazione di diocesi (i vescovi > Salisburgo, germanizzazione della zona) che garantissero il
controllo da parte dei cattolici e eventualmente una germanizzazione del popolo.
Assieme a Fozio (che presiedeva la diocesi), nell'863 egli chiama Costantino detto Cirillo e
Metodio, fratelli originari di Tessalonica (Salonicco, 826 e 815) quando questa era sotto
l'Impero Bizantino. Essi erano esperti di filosofia e linguistica, e tradussero i vangeli nel loro
dialetto slavo meridionale (che i moravi, pur essendo occidentali, erano in grado di capire).
Creano un alfabeto scritto che non è il cirillico ma il glagolitico (glagol- vuol dire verbo
grammaticale ma anche Logos). Il glagolitico faceva corrispondere ogni singolo suono della
lingua slava ad un grafema (ispirato all'alfabeto greco), risultando molto preciso; alcuni
grafemi indicavano suoni nasali, rimasti in polacco ma che presto si sono persi vocalmente
(pur rimanendo nell'alfabeto. I loro seguaci modificarono poi l'alfabeto basandosi sul corsivo
greco dell'epoca. Solamente negli anni 20/30 del XIX secolo gli studiosi, basandosi sullo
studio di alcuni sistemi come quello numerico, hanno scoperto che il glagolitico avesse
preceduto il cirillico: le lettere dell'alfabeto maiuscolo glagolitico venivano utilizzate con
valore numerico, con l'inserimento di pallini così che fosse chiaro il valore numerico, ma
l'ordine numerico di questi simboli non corrispondeva all'ordine alfabetico cirillico, bensì a
quello glagolitico.
Cirillo e Metodio sono patroni d'Europa: introducono una lingua scritta in una tradizione fino
ad allora universalmente orale (la Moravia scriveva solamente in latino, alfabeto incapace di
trascrivere la lingua slava).
Il papa concede loro il permesso. Traducono nella lingua slavo meridionale i libri sacri, la
liturgia e delle letture domenicali dal nuovo e vecchio testamento.
Metodio tornò in Moravia, dove però la situazione politica era cambiata, e viene incarcerato
per dieci anni con la colpa di aver invaso una giurisdizione episcopale altrui e perché i
vescovi filo germanici non vedevano di buon occhio la sua propagazione della lingua slava;
venne liberato per intercessione del nuovo papa Giovanni VII nell'872 (ogni volta che
cambiava il papa cambiava l'opinione della chiesa circa le celebrazioni liturgiche in slavo).
Egli fece in seguito ritorno in Moravia e vi lavorò per altri 12 anni fino alla sua morte nell'885.
Si crearono delle scuole e nacque lo slavo ecclesiastico antico (old church slavonic).
Il nuovo re di Moravia, Svjatopolk I, era stato spesso rimproverato da Metodio per la sua
condotta immorale; quando Metodio morì, Svjatopolk ne cancellò il lavoro, imponendo il
ritorno alla liturgia latina e cacciando i suoi discepoli. I vescovi germanici dall'altra parte
ripristinarono l'uso dei caratteri latini e il nuovo papa, Stefano V, proibì l'uso dello slavo
ecclesiastico
La Moravia tuttavia cominciò ben presto a sgretolarsi: venne invasa dai magiari (ungari) a
sud, alcuni feudatari si ribellarono ed essa venne parzialmente annessa dall'impero
germanico. Nel 1096 la Moravia non esisteva più.
01.10.24
VARIAGHI
Guardia scelta del sovrano bizantino.
Popolo di mercenari provenienti dalla Scandinavia.
βαραγγος = confederato o persona al servizio di un nuovo signore.
I Variaghi offrivano:
- ambra (considerata sin dall'antichità un oggetto magico per le sue proprietà
elettriche; veniva anche levigata e vi si costruivano suppellettili varie)
- pelli
- legname pregiato
- cera d'api (usata dai ricchi per le candele perché era molto cara ma non puzzava)
- miele
Eccetto l'ambra, nessuno di questi oggetti di scambio era presente in Scandinavia; i Variaghi
avevano preso tutto sulla via per Costantinopoli, prendendole alle popolazioni locali in
cambio della vita. A Bisanzio li scambiavano per tessuti preziosi, gioielli e vasellame. A volte
cercavano di depredare la città e alcune colonie greche, e nelle antiche cronache russe
abbiamo testi degli accordi commerciali e di pace.
Il Mar Nero era dunque un'attrattiva fortissima per i popoli del Nord, sia per commercio che
pirateria. Il Mar Caspio era un'altra attrattiva, perché vi si bagnava la Persia e dopo questa
c'era l'India.
Il percorso dei Variaghi passa per Novgorod e Kiev, dove si forma una confederazione di
principati e territori che si alleano e vedono inizialmente in Novgorod la capitale.
RUS KIEVIANA
Era divisa in principati e quello di Kiev era il più importante, sede del gran principe (velìkij
knjàz' oppure termine di origine turcica khaqan/khagàn) che coordinava gli altri. Non è uno
stato centralizzato ma molto diffuso. Novgorod era il principato più grande. Questa
formazione statale esiste per lungo tempo (862-1240 circa) ma nella mente della gente
rimane più a [Link] è quello più prestigioso, e molti gran principi di Kiev erano stati
prima principi di Novgorod.
Kiev invece era più vicina a Costantinopoli e difesa in direzione del Mar Nero per le rapide
valle della città e il dislivello che impedisce di risalire il Dnepr. Si trova sulla riva destra del
fiume, alta e collinare, mentre la sinistra è pianeggiante e consente una vista aperta sulla
steppa e possibili invasori nomadi dell'Asia Centrale. Il fiume è una via veloce e più sicura
rispetto alle paludi e boschi inagibili con i cavalli. Lungo i fiumi si svolge il commercio e
collegano il paese. Sono anche confini, e vi si svolgono molte battaglie.
ETIMOLOGIA DI RUS
Termine con cui popolazioni slave e finniche indicavano gli antichi Variaghi. Nel latino
medievale (vedi slide mi sono rotta il cazzo)
Nel ‘700 e ‘800 ai nazionalisti dava fastidio che dei germanici (scandinavi) avessero fondato
la Russia. Contrapposizione tra due partiti:
Viene chiamato anche Vate Oleg o Oleg il Visionario: ebbe un sogno premonitore
secondo cui il suo amato cavallo lo avrebbe ucciso. Come in tutti i miti sulle visioni di
tragedia, cercò di evitarlo ma andò incontro al suo destino. Fece uccidere e
seppellire il cavallo, e dopo qualche anno visitò la sua tomba. Preso dalla curiosità la
aprì, ma nello scheletro del cavallo si era insidiato un serpente che lo uccise con un
morso letale.
8. VLADIMIR I (in slavo orientale Volodimir per pleofonia*, battezzato Vassilij come
l'imperatore bizantino del tempo. 978-1015)
Prima erige templi pagani poi si interessa alle religioni monoteiste. Arrivano dei messi che gli
illustrano le loro religioni e comincia ad esaminarle tutte. Manda dei messi in giro per avere
ancora più info.
- khazari = ebrei
- bulgari del Volga = musulmani
- bizantini = cristiani ortodossi
- popoli della Polonia/Germania odierna = cristiani cattolici.
Ancora non c'era stato lo scisma cristiano (1053), anche se nella comunità c'erano dissapori.
All'epoca il cristianesimo si stava diffondendo in modo naturale tramite i rapporti
commerciali. Vladimir lascia passare tempo (decide autonomamente).
Assedia Kersòn grazie ad una soffiata, e l'imperatore bizantino Basilio II gli offre in moglie la
sorella Anna per un'alleanza. Vladimir accetta anche di farsi battezzare, puntualizzando che
non lo stava facendo per sposare la donna (e quindi allearsi con l'Impero) ma per una sua
precedente decisione. Nel frattempo è diventato cieco (cecità permanente o meno = topos
di narrazioni bibliche e medievali > è pagano e quindi nel buio del peccato, non conosce la
luce di salvezza). Dopo il battesimo (che prendono anche i suoi soldati e consiglieri)
guarisce e fa abbattere i templi pagani di tutta la Rus’, soprattutto quelli di Perùn (più
importante dio slavo) e fa rotolare la sua statua dalla montagna per spaventare i demoni.
Essi scappano perché tutta la popolazione della Rus’ viene battezzata, e il demonio dice che
“prima lì non c'era Dio ma la gente venerava lui, poi però era stato battuto da un principe
pagano che senza bisogno di apostoli si è convertito da solo” (gli dà la palma della santità).
Nella storia dei santi russi e nelle narrazioni storiche diventa apostolo del suo popolo.
Attraverso la sua figura si conferma l'autonomia e autorevolezza della Rus’ kieviana, uno
degli ultimi paesi cristianizzati.
02.10.24
Dopo la morte di Vladimir I (1015) la cronaca ribadisce il parallelismo con Costantino della
Grande roma. Viene portato a livello di apostolo dei nuovi russi.
Aveva avuto molte mogli e altrettanti figli
Il primo figlio Svjatopòlk (non si sa se suo o del fratello) l'aveva avuto da una concubina che
era stata precedentemente una monaca greca rapita dal padre di Vladimir e data in sposa al
fratellastro jaropolk, ma lui gli l'aveva sottratta. Egli aveva diritto di essere successore
perché Vladimir aveva deciso così ma decide di uccidere tutti i fratelli per impossessarsi
delle loro terre. (soprannominato il maledetto perché frutto della malvagità e del peccato di
Vladimir prima del battesimo. Dopo il battesimo il peccato originale e tutti quelli fatti in
precedenza vengono eliminati)
Comincia dai figli della principessa Anna, i più giovani, Boris (Rostov) e Gleb (Murov).
Contrapposizione del figlio pagano (peccato) e i figli dell'unione cristiana (innocenza)
Boris era stato mandato dal padre contro i pecenemi, e i messi di Svjatopòlk vengono inviati
ad informarlo del malore del padre solo dopo la sua effettiva morte. Si trovava su una barca,
e la barca dei sicari di Svjatopòlk si avvicina per ucciderlo. Lui non cerca di combattere,
dicendo “non sia mai che la mano io alzi contro il mio fratello, per di più maggiore, che stimo
come il padre mio” > lealtà nei confronti di s. perché è il fratello maggiore che ha autorità del
padre in quanto più grande. Boris chiede ai sicari un momento per pregare per andare bene
in paradiso. I sicari poi lo ammazzano e quando pensano che sia morto lo legano in un
tappeto, lui si alza e viene finito da due sicari VARIAGHI che lo finisco e seppelliscono il suo
cuore in una chiesa intitolata a Basilio (Vassilij)
I due fratelli vengono raffigurati giovani con l'abito rosso del martirio
Raffigurati in coppia come kosma e Damiano
strastoterpcy (strast’ = passione (f.) / terpet’ = soffrire/sopportare >> quelli che hanno
sopportato/sofferto la passione senza opporre resistenza al male) >> sono martiri, non per la
fede cristiana (perché sono miti e non ricorrono alle armi) ma nella fede dell'autorevolezza
dello stato e del potere del fratello più anziano (Boris lo dice chiaramente, cfr Caino e Abele)
Principi che vengono santificati (primi santi russi)
Categoria speciale nell'agiografia (vita dei santi) russa. Caratteristica della cultura slava
orientale, fin dagli inizi diventano santi non monaci ma principi
Canonizzati nel 1072, presto (dopo la morte di Jaroslàv) = era importante per la Rus
kieviana avere dei propri santi all'interno della classe dominante per rafforzare la propria
autorevolezza tra gli altri stati cristiani
santi della chiesa cattolica romana (1724 da papa benedetto XV) perché all'epoca lo scisma
ancora non c'era stato
Svjatopòlk uccide anche Svjatoslav quando già aveva preso rifugio tra i bulgari. Comincia
guerra intestina tra lui e Jaroslàv (principe di Novgorod) che vince e regna fino al 1054
sotto di lui la Rus fiorisce e si rafforza (il suo regno è l'apice della Rus kieviana per
espansione e cultura), fa accordi con vari regni stranieri tramite matrimoni di convenienza
delle sorelle e figlie (politica di alleanze matrimoniali). Lui stesso è sposato con una
principessa svedese
Primo metropolita di Kiev che non è greco ma russo. Entrando nella cristianità con il
battesimo, la Rus viene a ricadere sotto l'autorità ecclesiastica dell'area di Costantinopoli,
sotto la potestà del patriarca bizantino, che diventa l'autorità più importante che nomina i
vescovi. Viene creata la metropolia a Kiev e il metropolita (persona più importante dei
vescovi russi) viene nominato dal patriarca greco.
Attorno al 1050 diventa metropolita senza autorizzazione del patriarca greco Ilariòn, che
scrive due opere
1. Testo tra predica/omelia e testo pubblicistico, della legge e della grazia. Sostiene che
la Rus, ultima a cristianizzarsi, ha uguale dignità delle altre ecumene cristiane, e
tesse le lodi di Vladimir. Autorevolezza della Rus e
2.
2. MOTIVO ESTERNO: continua pressione dei popoli della steppa asiatica. Nel 1240 i
mongoli mettono a ferro e fuoco Kiev (sacco di Kiev) e stabiliscono quello che nella
storiografia 800esca è definito il giogo mongolo fino al 1480 (feudo dei mongoli).
Periodo non uniforme per l'ascesa di mosca e della moscovia come centro di potere
e nucleo del futuro impero russo.
3. MOTIVO ECONOMICO: per molto tempo (circa primo secolo) la via dei VARIAGHI ai
greci era un'importante via commerciale/piratesca. Dopo il sacco di Costantinopoli le
repubbliche marinare diventano più ricche (ex colonie genovesi in Crimea).
I vari principati soffrono di una crisi > economia di sussistenza, dovuto anche al clima
poco favorevole. (Le zone al sud erano più ricche X agricoltura ma erano esposte ad
attacchi dei nomadi >> migrazione verso nord-est, zone meno fertili con clima rigido
= meno possibilità di coltivazioni)
Drevnerusskaja literatura
stavrij = vecchio
antichnij = antico classico
drevnij = antico medievale (il medioevo slavo dura fino al ‘600)
Per il periodo della Rus kieviana c'è una condivisione della storia della moderna Russia,
Ucraina e Bielorussia
Literatura è una parola mutuata dalle lingue romanze (occidentale) ma potrebbe essere
sostituita da pis'mennost' (corrispondente slavo dove si sottolinea la base pis'mo = lettera; in
russo moderno è la lettera da spedire, ma all'epoca anche nell'accezione di scrittura e bukva
= carattere grafico)
Nella Russia antica era soltanto scritta (dotta/libresca) con un carattere religioso spiccato,
scritta per la maggior parte da monaci/uomini del clero in una lingua che non è il russo (il
russo letterario trova espressione a fine 1700)
Era scritta in una variante della lingua codificata da cirillo e metodio, l’antico slavo
ecclesiastico, basata sul dialetto di tessalonica, slavo meridionale,
vetero-macedone/bulgara (drevnecerkovnoslavjanskij jazyk = antica lingua della chiesa
slava, old church slavonic)
No poesia o versificazione, né retorica (si scrive per imitazione, no teoria sulla scrittura né
invenzioni letterarie particolari). Ha esclusivamente carattere didattico e morale (di
insegnamento)
Per alcuni questo la esclude dall'essere definita letteratura, altri dicono che è propria del
medioevo slavo e da considerarsi come tale (dibattito).
È difficile avere le opere più antiche nel loro aspetto originale perché si trascriveva tutto a
mano sulla pergamena (costosa). Il lavoro di trascrizione era lungo e non si potevano avere
molte copie di uno stesso testo. Non si sono conservati molti manoscritti più antichi, ci sono
giunti in copie recenti perché in incursioni e guerre civili bruciavano e rubavano tutto >>
PROBLEMA DELLA DATAZIONE E CONSERVAZIONE
Corruzione del documento che pregiudica la comprensione del testo per le molte trascrizioni.
Ci sono opere come il canto della schiera di Igor che ci sono prevenute in un unico
manoscritto che molte volte è stato perduto. (In questo caso bruciato nell'incendio di mosca
del 1700 e sopravvissuto solo in copie dell'epoca)
Per la maggior parte del medioevo russo (esp rus kieviana) non esiste il concetto di autore
singolo ma al massimo di copista o compilatore. Ci sono però opere firmate come quelle di
Ilarion
COPIE AUTOREVOLI, che hanno autorità anche senza autore riconosciuto = testi liturgici e
biblici (tradotti dal greco in una lingua slava) >> TRADIZIONI CHIUSE (non si può cambiare
il contenuto e l'aspetto del testi perchè ritenuti autorevoli, in questo caso perchè parola di
Dio. I cambiamenti sono frutto di errore)