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Dna

Il DNA è la molecola che contiene l'informazione genetica in tutte le cellule e in alcuni virus, responsabile delle variazioni fisiche tra individui. Formato da nucleotidi, il DNA si presenta principalmente come una doppia elica e svolge un ruolo cruciale nella sintesi proteica attraverso i processi di trascrizione e traduzione. Le mutazioni nel DNA possono causare malattie genetiche, mentre le informazioni genetiche sono utilizzate per studiare l'evoluzione e la filogenesi degli organismi.

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Dna

Il DNA è la molecola che contiene l'informazione genetica in tutte le cellule e in alcuni virus, responsabile delle variazioni fisiche tra individui. Formato da nucleotidi, il DNA si presenta principalmente come una doppia elica e svolge un ruolo cruciale nella sintesi proteica attraverso i processi di trascrizione e traduzione. Le mutazioni nel DNA possono causare malattie genetiche, mentre le informazioni genetiche sono utilizzate per studiare l'evoluzione e la filogenesi degli organismi.

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La molecola depositaria dell'informazione genetica

Il DNA, acido deossiribonucleico o acido desossiribonucleico, è la molecola depositaria dell’informazione genetica in

tutte le cellule ed in alcuni virus. Che cos'è il DNA? Partiamo con un esempio semplice: osservando attentamente le

persone, si possono notare differenze nei tratti somatici, come il colore degli occhi, dei capelli, l'altezza e altri aspetti

fisici. Il DNA è il responsabile di tutte queste variazioni, che si riscontrano anche tra membri della stessa famiglia, e in

misura minore nei gemelli.

Una molecola fondamentale per la maggior parte degli esseri viventi

Il DNA è una molecola stabile, formata da una doppia elica, ed è in grado di trasferire da una generazione all’altra

l’intero patrimonio genetico, cercando di evitare degli errori che sono noti come “mutazioni”. La molecola di DNA

contiene tutte le informazioni indispensabili per produrre le migliaia di proteine presenti nel nostro corpo: alcune di

queste proteine includono gli enzimi responsabili della produzione della melanina, altre hanno funzioni strutturali,

altre ancora sono responsabili del nostro aspetto fisico.

Da cosa sono costituiti i nucleotidi

Il DNA si trova prevalentemente nel nucleo, nelle cellule degli eucarioti, nei mitocondri, nei cloroplasti ed è formato da

unità chiamate nucleotidi. Ogni nucleotide è costituito da una base azotata, uno zucchero con 5 atomi di Carbonio (il

2’D- deossiribosio) e un gruppo fosfato.

Lo zucchero e il gruppo fosfato sono uniti tramite un legame fosfodiesterico, cioè un tipo di legame covalente formato

da una reazione di condensazione tra l’ –OH dello zucchero in posizione 5’ e l’ –OH del gruppo fosfato. La base azotata

e lo zucchero sono invece uniti mediante un legame β-N-glicosidico: il Carbonio 1’ dello zucchero è legato all’atomo di

azoto N-9 della base purinica o all’atomo di azoto N-1 della base pirimidinica.

La scoperta di James Dewey Watson e Francis Crick

Si dovette aspettare il 1953 per individuare un modello molecolare in linea con i risultati precedentemente ottenuti da

vari ricercatori: i responsabili di tale identificazione furono James Dewey Watson e Francis Crick. Loro, senza compiere

alcun tipo di esperimento, scoprirono mediante una fotografia a raggi X la struttura a doppia elica del DNA.

Forma A, forma B e forma Z del DNA

La struttura da loro proposta venne chiamata forma B del DNA ed è considerata la forma più stabile in condizioni

fisiologiche. Esistono altre due varianti: la forma A e la forma Z. La forma A è favorita in soluzioni povere d’acqua, il

DNA è avvolto in senso destrorso ma l’elica è un po’ più larga; la forma Z presenta un avvolgimento sinistrorso e l’elica

è un po’ più allungata e più sottile.

Le scoperte di Irwin Chargaff

Nello stesso periodo un biochimico austriaco, Erwin Chargaff, osservò che in ogni molecola di DNA fossero presenti

quantità uguali di adenina-timina e citosina-guanina: queste conclusioni costituiscono l’enunciato delle cosiddette
regole di Chargaff.

Sulla base di tali scoperte, si giunse alla conclusione che il DNA era formato da due lunghe catene polinucleotidiche

unite e stabilizzate mediante legami idrogeno e avvolte nello spazio intorno ad un asse virtuale, in senso destrorso, in

modo da formare una doppia elica.

Il paragone con le scale a chiocciola

Per avere una maggiore comprensione della struttura del DNA, spesso si è soliti paragonarla ad una scala a chiocciola

in cui i montanti sono le due catene polinucleotidiche e ogni piolo è una coppia di basi, ciascuna appartenente ad una

delle due catene polinucleotidiche. Le due basi che formano un piolo si uniscono, secondo le regole di Chargaff,

tramite dei legami a idrogeno: l’Adenina forma due legami idrogeno con la Timina, mentre la Citosina forma tre legami

idrogeno con la Guanina. Il processo per cui ogni base presente su un filamento di DNA si lega ad una base presente

nel filamento opposto è chiamato appaiamento complementare.

Il linguaggio molecolare utilizzato dal DNA

Il codice genetico è il linguaggio molecolare utilizzato dal DNA per sintetizzare tutti i tipi di proteine indispensabili alla

vita di un organismo. Tale codice si basa su un preciso ordine di successione delle quattro basi azotate che, insieme

allo zucchero e al gruppo fosfato, formano i nucleotidi.

Il codice genetico: un codice a triplette

Partendo dall’assunzione che nell’alfabeto del DNA siano presenti quattro “lettere” (A, T, G, C) e 20 amminoacidi, nel

1954 George Gamow, un fisico russo, propose un codice genetico che contenesse parole di almeno tre lettere così da

poter riuscire a codificare tutti e venti gli amminoacidi. Una serie di esperimenti gli diede ragione e confermò che il

codice genetico fosse un codice a triplette. Utilizzando i gruppi di tre lettere, infatti, si possono formare 43 (64) parole

o istruzioni diverse che vengono codificate in un tratto di DNA chiamato gene.


Cosa sono i geni?

I geni sono particolari sequenze di DNA contenute in strutture bastoncellari dette cromosomi e rappresentano le

informazioni genetiche; l’insieme delle informazioni genetiche di un organismo prende il nome di genoma. Un numero

insolito di cromosomi può dar luogo ad alcune malattie genetiche e si ipotizza che circa il 50% degli aborti spontanei

siano causati da un numero anomalo di cromosomi.

La funzione del DNA

Il processo di decodifica del codice genetico

All’interno del DNA sono contenute le istruzioni fondamentali per sintetizzare le proteine mediante la decodifica del

codice genetico. Tale processo è possibile solamente grazie a due fasi ben distinte: la trascrizione e la traduzione.
Il processo di trascrizione

La trascrizione è il processo in cui le sequenze nucleotidiche del DNA vengono riscritte in sequenze nucleotidiche

complementari di RNA, vengono cioè riscritte da molecole di DNA a molecole di RNA. Questa operazione si rende
necessaria perché l’alfabeto del DNA venga decifrato in qualcosa di comprensibile a tutto l’apparato che dovrà svolgere

e mettere in pratica il compito previsto dal codice genetico. L’informazione sulla sequenza nucleotidica da sintetizzare

viene quindi copiata in un filamento di m-RNA e poi portata nel citoplasma. L’RNA sintetizzato viene comunemente

chiamato trascritto.
Il processo di traduzione

Il processo di traduzione consiste invece nella traduzione dell’informazione genetica dalla sequenza di nucleotidi alla

sequenza di amminoacidi. La traduzione avviene nei ribosomi, strutture costituite da RNA ribosomiale (r-RNA) e

proteine, che consentono l’assemblaggio di amminoacidi a partire da triplette di nucleotidi. È questa dunque la fase in

cui il codice genetico viene decifrato. La sintesi proteica richiede un lavoro simultaneo di molti ribosomi su una singola

molecola di RNA messaggero (m-RNA), al fine di produrre contemporaneamente molte copie di ogni singola proteina.

In questo processo svolgono un ruolo fondamentale il t-RNA e l’r-RNA (RNA transfer e RNA ribosomiale) in quanto

consentono la traduzione dell’informazione portata dall’RNA messaggero, in una corrispondente e corretta sequenza

di amminoacidi che andranno poi a costituire le proteine delle nostre cellule e quindi del nostro corpo.

Tutte le funzioni del DNA

In realtà le funzioni del DNA sono tante ed alcune di grande complessità, tanto da non essere chiarificate a tutt’oggi. Si

prendano ad esempio alcune proteine generate dal DNA che hanno funzione di regolazione sugli stessi geni e quindi

sulla capacità di essere espressi o meno, oppure la capacità che hanno alcuni virus nel modificare e trasferire

informazioni genetiche, frammenti di DNA vero e proprio, da un organismo ad un altro!

La Filogenetica

I genetisti utilizzano le informazioni contenute nel DNA per studiare l’evoluzione degli organismi e la loro filogenesi,

ovvero il processo di ramificazione delle linee di discendenza nell'evoluzione della vita. Infatti i genetisti sulla base

delle diverse mutazioni presenti in geni estremamente conservati tra gli organismi (o in alternativa tramite algoritmi

comparativi bioinformatici) sono in grado di ricostruire alberi filogenetici che descrivono l'evoluzione di specie molto

diverse tra loro. Confrontando sequenze di DNA all'interno di una stessa specie, è possibile studiare la storia genetica

di particolari popolazioni. Questo si è dimostrato molto utile per analisi ecologiche e studi antropologici come è stato

per ricostruire la vicenda delle dieci tribù perdute d'Israele.

DNA e mutazioni genetiche

Una mutazione genetica avviene nel momento in cui si duplica il DNA o quando è l’RNA messaggero a farlo. Durante

la duplicazione possono avvenire degli errori di copiatura e alcune informazioni possono essere alterate. Se le

mutazioni genetiche colpiscono una cellula somatica, cioè del corpo, in questo caso la mutazione interessa solo

l’individuo a cui appartiene quella cellula. Se invece la mutazione avviene in una cellula sessuale allora può essere
ereditaria e quindi può determinare una caratteristica della specie. Una mutazione può essere dannosa quando porta

ad una malattia genetica, neutra se non ha effetti ed infine vantaggiosa se riesce a migliorare l’adattamento

all’ambiente della specie. Eventuali modifiche possono essere spontanee o causate da condizioni ambientali, quali

sostanze radioattive o elementi chimici inquinanti.

Malattie genetiche, le premesse

Quando le informazioni genetiche contenute nel DNA sono alterate si possono verificare degli stati patologici definiti

malattie genetiche. Le premesse sono:


• la presenza di alcuni tipi di geni combinati ad altri fattori (soprattutto ambientali) che possono predisporre
all'insorgenza di alcune malattie anche se non ne sono la causa diretta, come per esempio l’ipertensione o il
diabete;
• durante la fase di formazione del feto, l'alterazione nel numero o nella struttura dei cromosomi, molte delle quali
non sono compatibili con la vita, quando invece il feto completa comunque lo sviluppo, e in questo caso si parla di
anomalie cromosomiche che danno luogo a malattie di vario tipo, solitamente accomunate da ritardo mentale,
ritardo nella crescita e malformazioni congenite;
• la mutazione dei cromosomi, in questo caso si parla di malattie monogeniche, perché dipendono dalla modifica di
un singolo gene.

I virus animali a DNA

I virus a DNA che vanno a infettare cellule eucariote, contengono un filamento singolo o doppio di DNA e compiono

cicli litici simili a quelli dei batteriofagi. Nel ciclo lisogeno, il virus integra il proprio DNA in un cromosoma dell’ospite

sotto forma di provirus. Si stabilisce così un’infezione latente in cui i geni virali rimangono inseriti nel geoma della

cellula ospite. Quando la cellula si divide trasmette alle cellule figlie anche la sequenza del provirus. Questi virus

possono entrare in due diversi modi:


• per fusione tra la membrana e il pericapside;
• per endocitosi quando il virus viene inglobato nella cellula.

I virus a DNA comprendono diversi virus patogeni per gli umani, come l’HPV (Papillomavirus). Gli HPV sono piccoli

virus privi di pericapside. Comprendono una vasta gamma di virus, la maggior parte causa malattie non gravi delle

mucose o della pelle (verruche).

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