1 Tessuti
1 Tessuti
Istologia
Ma se l'organismo complesso si
origina da un'unica cellula (lo
zigote) che si divide per
mitosi, come mai l’organismo è
formato da tessuti e organi
diversi?
Segmentazione e differenziamento.
L’immagine schematica vuole sottolineare un fatto: con il
moltiplicarsi dello zigote si realizza una differenza tra la
metà superiore e inferiore del citoplasma.
A stadio a due cellule.
B stadio a quattro cellule.
C stadio a otto cellule; le quattro cellule superiori
sono già differenziate rispetto alle quattro inferiori.
La nascita dei vari tipi cellulari nel corso dello sviluppo dipende
dalla struttura molecolare della cellula-uovo. Fin dalla
fecondazione, o anche prima, in alcuni organismi si può vedere che il
citoplasma ovulare non è omogeneo per quanto riguarda la
distribuzione di determinati costituenti, e in particolare delle
ribonucleoproteine. Si tratta, probabilmente, di RNA messaggeri
temporaneamente inattivi
Segnalazione autocrina
Segnalazione paracrina
Segnalazione endocrina
I tipi di risposta che un segnale può provocare nelle
cellule sono:
Membrana basale
(matrice)
Tessuto
sottostante Nuclei
delle cellule
A Epitelio squamoso semplice D Epitelio squamoso stratificato
(rivestimento interno degli alveoli polmonari) (rivestimento interno dell’esofago)
Colonizzata SEM
Cellule epiteliali
in rapida divisione
superfici
laterali
lamina basale
lato basale
epiteli di rivestimento
…e un lato apicale
esposto in superficie
epitelio
ciliato
ovidotto: l’“altezza” della
esempio di epitelio cellula (distanza
cilindrico semplice fra superficie
apicale e
superficie basale)
è maggiore della
sua larghezza
questo particolare
epitelio è “ciliato”;
il battito delle ciglia
favorisce il
movimento di
muco lungo il lume
della tuba e quindi
lo spostamento di
ovocita e alcune cellule epiteliali secernono muco
spermatozoi
trachea:
esempio di epitelio
pseudostratificato
tutte le cellule
sono a contatto
con la … ma solo una
membrana parte di esse
basale… raggiunge la
superficie apicale
epitelio
cheratinizzato
(epidermide)
strato
lucido
SANGUE
Contenuto nell’apparato circolatorio
LIQUIDI
LINFA
Contenuta nel sistema linfatico
CARTILAGINE
Matrice gelatinosa solida
DI SOSTEGNO (solidi)
OSSO
Matrice cristallina
Il tessuto connettivo sostiene e tiene uniti gli altri
tessuti.
Gocciole
di grasso
Cellule cartilaginee
Nucleo
della cellula D Tessuto cartilagineo
(parte terminale di un osso)
Fibre di collagene
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Sylvia S. Mader Immagini e concetti della biologia © Zanichelli editore, 2012
Tipi di tessuto connettivo «solido»
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Componenti del tessuto connettivo
1. cellule
2. matrice extracellulare
1. fibre collagene
2. fibre elastiche
Il collagene è la principale proteina del tessuto
connettivo negli animali. È la proteina più
abbondante nei mammiferi (circa il 25% della
massa proteica totale), rappresentando nell'uomo
circa il 6% del peso corporeo.
Le fibre elastiche sono più picccole di quelle di collagene. Il
componente principale è la proteina elastina. Si possono
allungare fino al 150% e tornano allá forma iniziale non
appena cessano le forze deformanti. A causa di un un
pigmento hanno un colore giallastro. Si trovano nella pelle, nei
vasi sanguigni e nei polmoni.
Lamine elastiche
Fibre elastiche
a differenza degli epiteli…
abbondante materiale
extracellulare (matrice)
presenza di
vasi sanguigni
specificità funzionale
lasso:
• permeabile
• facilita gli scambi
metabolici
• sede privilegiata dei
meccanismi di difesa
denso
• robusto
• notevole resistenza
alle sollecitazioni
meccaniche
FIBROBLASTI
I fibroblasti sono le cellule più numerose del tessuto
connettivo propriamente detto. La loro funzione è quella di
produrre le fibre ed i componenti macromolecolari della
matrice extracellulare che costituisce l'elemento più
abbondante del tessuto, e dalla quale dipendono le funzioni di
sostegno proprie dei connettivi.
I fibroblasti sono generalmente di aspetto fusiforme, ma
esistono anche sotto forma stellata. Sono dispersi nella
matrice e sono disposti lungo le fibre.
Quando finisce la loro attività biosintetica, i fibroblasti si
trasformano in fibrociti.
Corrispondenti per funzione ai fibroblasti negli altri tipi di
tessuto connettivo sono i condroblasti che producono la
matrice del tessuto cartilagineo e gli osteoblasti, che
producono la matrice del tessuto osseo, caratterizzata dal
fatto di essere calcificata.
tessuto adiposo
Il sangue ha struttura diversa da
quella degli altri connettivi
Il sangue svolge numerose
importanti funzioni:
• trasporta ossigeno;
• trasporta sostanze nutritive;
• contribuisce alla distribuzione
del calore nel corpo;
• contribuisce alla regolazione
della concentrazione e del pH dei
fluidi;
• ha la capacità di coagulare e
alcuni suoi componenti ci
proteggono dalle malattie. 4
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Il sangue è costituito da una porzione liquida e
da alcuni elementi figurati
Il sangue umano è formato da una porzione liquida detta plasma e da
alcuni elementi figurati: i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine.
I componenti del sangue
Classificazione degli elementi figurati.
striscio
nello striscio di sangue la sangue
matrice extracellulare (plasma)
viene eliminata e si osservano
solo i cosiddetti elementi
figurati, ovvero cellule o parti
di cellule
basofilo
neutrofilo
TESSUTO CARTILAGINEO
gruppi isogeni
perché le cellule
si osservano
spesso in piccoli
gruppetti?
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OSSO SPUGNOSO
- trabecole o spicole
- cavità midollari (midollo
emopoietico)
diafisi
OSSO COMPATTO
- osteoni
- lamelle interstiziali e circonferenziali
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sono visibili:
cellule dell’osso (osteociti)
accolte all’interno di lacune
scavate nell’abbondante
matrice extracellulare solida
il tessuto appare
suddiviso in settori più
o meno regolari
caratterizzati dalla
presenza di un ampio
canale centrale
organizzazione dell’osso compatto
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Unità di contrazione Fibra muscolare
Giunzione tra due cell
muscolare
Fibra muscolare
Nucleo
Nucleo
Fibra muscolare
Nucleo
B Muscolo cardiaco
A Muscolo scheletrico
C Muscolo liscio
Il tessuto muscolare scheletrico ha questo nome perché
forma i muscoli scheletrici che permettono i movimenti
volontari del corpo nello spazio e l’interazione del corpo
con l’ambiente. Nel tessuto muscolare striato la contrazione
del tessuto è rapida, vigorosa e di breve durata. Le cellule
che lo costituiscono, dette fibre muscolari o fibrocellule
muscolari, hanno una forma cilindrica (quasi tubolare) e
sono polinucleate; in particolare siamo in presenza di un
sincizio. Un sincizio si forma quando più cellule si sono
unite e di conseguenza si hanno più nuclei all’interno di uno
stesso citoplasma.
Le fibre muscolari (i miociti) sono circondate da una guaina
connettivale detta endomisio, tali fibre si associano tra di
loro formando dei fascicoli muscolari circondati da un’altra
guaina detta perimisio, a loro volta i fascicoli si uniscono e
costituiscono il muscolo scheletrico circondato da un’ultima
guaina di tessuto più denso detto epimisio
La maggior parte del sarcoplasma (circa il 60/70%) è
riempita da miofibrille: cosa sono le miofibrille? Sono
strutture che si dispongono parallelamente all’asse della
fibra muscolare, all’asse che si sviluppa in lunghezza, e
che conferiscono al tessuto muscolare scheletrico la
caratteristica striatura visibile al microscopio ottico.
Quindi, la striatura trasversale che contraddistingue questo
tipo di tessuto muscolare è data dall’alternarsi e dal
sovrapporsi di miofilamenti spessi (miosina) e filamenti
sottili (actina). Filamenti spessi e sottili costituiscono le
miofibrille e sono le strutture responsabili della contrazione
Le miofibrille comprese fra due linee Z definiscono un
sarcomero ovvero l’unità contrattile nella cellula muscolare.
All’interno di un sarcomero a riposo, quindi senza che vi sia
contrazione muscolare, c’è una regione interna che
contiene miosina a cui si intersecano per una certa distanza
anche i filamenti di actina, detta banda A. La banda H è la
porzione centrale della banda A in cui sono assenti i
miofilamenti di actina. La linea M è una struttura
perpendicolare alla miosina che si trova al centro della
banda H e conferisce una maggiore stabilità al sarcomero.
All’estremità del sarcomero da entrambi i lati è presente la
banda I che contiene solo actina e la linea Zeta (struttura
con andamento perpendicolare anche un po’ a zig-zag
rispetto all’actina).
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Muscolo striato
Miofibrille
Linea M
POLARIZZAZIONE E DEPOLARIZZAZIONE
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Il tessuto nervoso forma una rete di comunicazione
Il tessuto nervoso trasmette le informazioni da una parte
all’altra del corpo sotto forma di segnali, o impulsi, nervosi.
Percepisce gli stimoli, determina e dirige le risposte e fa sì che
le varie parti del corpo agiscano come un insieme coordinato.
Corpo cellulare
Nucleo
Prolungamenti cellulari
LM 330×
Il tessuto nervoso
I neuroni constano di tre parti riconoscibili
•il corpo cellulare: contiene il nucleo e tutti gli organuli
tipici;
•i dendriti: sono brevi prolungamenti che costituiscono la
parte ricevente del neurone;
•l’assone: è un prolungamento cilindrico e trasmette gli
impulsi in uscita.
I neuroni trasmettono
gli impulsi
Ciascun neurone è formato da
tre parti distinte:
• i dendriti – prolungamenti che
conducono segnali verso il
corpo cellulare;
• il corpo cellulare – dove si
concentra il citoplasma e si
trova il nucleo del neurone;
• l’assone – un prolungamento
che conduce gli impulsi nervosi
in uscita dal neurone.
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Sylvia S. Mader Immagini e concetti della biologia © Zanichelli editore, 2012
Il tessuto nervoso
Gli assoni sono
circondati da una
guaina mielinica,
un rivestimento
pluristratificato
composto da lipidi
e proteine.
Intervallati lungo
l’assone vi sono
spazi vuoti detti
nodi di Ranvier.
Il tessuto nervoso
Il tessuto nervoso consiste in due tipi di cellule
•i neuroni: sono le unità di base di elaborazione
dell’informazione del sistema nervoso
•le cellule della nevroglia: sostengono, nutrono, e
proteggono i neuroni e mantengono l’omeostasi del
liquido interstiziale.
La nevroglia
Oltre la metà del volume del sistema
nervoso centrale è costituita da un
insieme di cellule dette nevroglia.
La funzione primaria della nevroglia è di
sostenere e nutrire i neuroni.
Nell’encefalo si trovano diversi tipi di
nevroglia:
• la microglia fagocita batteri e scarti
cellulari;
• gli astrociti forniscono nutrienti ai
neuroni;
• gli oligodendrociti formano la mielina,
un materiale che circonda le fibre
nervose e ne accelera la velocità
di conduzione degli impulsi.
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Il tessuto nervoso
La sostanza bianca del tessuto nervoso consiste di assoni
mielinizzati di molti neuroni.
La sostanza grigia contiene corpi cellulari neuronali,
dendriti, assoni non mielinizzati, terminali di assoni e cellule
della nevroglia.
Nel tessuto nervoso si chiama nucleo un gruppo di corpi
cellulari neuronali all’interno del SNC.
I potenziali d’azione
I neuroni comunicano tra di loro per mezzo di potenziali
d’azione nervosa.
La generazione di un potenziale d’azione dipende da due
caratteristiche della membrana plasmatica:
•l’esistenza di un potenziale di riposo;
•la presenza di canali ionici specifici.
I canali ionici sono di due tipi
•canali a flusso continuo: canali a flusso limitato ma
ininterrotto di ioni attraverso la membrana;
•canali di selezione: canali che si aprono e si chiudono a
comando.
TRASPORTO ATTIVO
L'impulso nervoso determina una variazione del potenziale di membrana a
riposo che prende il nome di potenziale d'azione. Il potenziale di membrana a
riposo cambia bruscamente, passando da -70 mV a + 40 mV, grazie ad una
temporanea variazione della permeabilità della membrana cellulare, che
improvvisamente consente il passaggio agli ioni di sodio e potassio, che quindi
entrano (Na+) ed escono (K+) dalla cellula.
Durante la fase ascendente del potenziale d'azione aumenta la permeabilità
agli ioni Na+ che quindi entrano nella cellula, mentre fuoriesce una modesta
quantità di ioni K+. In questa fase il potenziale di membrana si inverte,
diventando positivo all'interno e negativo all'esterno della cellula e passando
da -70 mV a circa + 35 mV.
Successivamente, durante la fase discendente, diminuisce bruscamente la
permeabilità agli ioni sodio, mentre aumenta quella agli ioni potassio, che
fuoriescono dalla cellula sottraendo cariche positive. In questo modo il
potenziale di membrana ritorna negativo. Il tutto avviene in un tempo molto
breve, compreso tra 2 millisecondi (ms) nei neuroni e 5 millisecondi nelle fibre
muscolari.
Il potenziale di azione generato in un punto della membrana cellulare innesca
la formazione di un potenziale analogo in una zona limitrofa della membra della
fibra nervosa; questo processo si ripete fino a determinare una sequenza di
depolarizzazioni e polarizzazioni che costituiscono il segnale nervoso nella
sua interezza.
La trasmissione dell'impulso nervoso avviene a velocità differenti: nelle fibre
amieliniche (prive del rivestimento mielinico) è più lento, poichè il potenziale
d'azione viaggia lungo tutta la membrana dell'assone, mentre nelle fibre
mieliniche, rivestite dalla mielina che funge da guaina isolante e che si
interrompe in corripondenza dei nodi di Ranvier, l'impulso nervoso, anziché
percorrere la fibra per l'intera lunghezza, procede lungo l'assone saltando da
un nodo di Ranvier al successivo ed è quindi più veloce. Grazie a questo tipo di
conduzione, definita saltatoria, la velocità di trasmissione lungo l'assone è di
circa 20-100 m/s, contro i soli 0,5-2 m/s delle fibre amieliniche.