TRIADE COLOR TEST
PARTE TEORICA
La prima parte del test si rifà al TCT statico:
Si chiede al soggetto di immaginarsi nella mente una stanza rotonda e
completamente buia dove lui è al centro della suddetta stanza. Non si
vede nulla ma si sa che ci sono tre lampade sferiche che si accenderanno
ad un nostro comando.
Si chiede al soggetto di memorizzare i parametri delle tre lampade che
sono, colore, grandezza, altezza dal pavimento posizione attorno al
soggetto, riflettenza delle sfere, materiale con cui sono costituite eccetera.
(“Si sottolinea che le sfere, quando si illumineranno, potranno essere di tutti i colori compreso il nero. In
questo ultimo caso anche quando le sfere saranno accese quelle eventualmente di questo colore
saranno non visibili perché il nero in una stanza nera non è visibile. La lampada nera ha diversi
significati se presente nel TCT. La lampada può essere nera perché assorbe tutte le radiazioni ma può
essere non esistente nel caso per esempio di assenza di anima la corrispondente lampada non si
accenderà perché non presente nella stanza buia.”)
Si chiede al soggetto di accendere prima la lampada di mente poi quella
di spirito e poi quella di anima.
(“Non cambiare l‘ordine di accensione. La lampada di anima deve essere sempre l‘ultima ad accendersi
poiché in assenza di essa il soggetto si troverebbe in difficoltà a continuare l‘esercizio. Se invece il
soggetto non animico cerca di accendere una lampada che non c‘è alla fine del‘esercizio può sempre
pensare che sia di color nero e tenderà a non drammatizzare tropo sull‘assenza di una componente
della triade. “)
Si chiederà al soggetto di unire le tre lampade ed osservare il risultato
finale in termini di grandezza posizione colore riflettenza. Si chiede poi
al soggetto di riseparare le lampade facendogli assumere la posizione
che avevano in precedenza.
(“A questo punto si fa uscire il soggetto dalla simulazione del TCT statico e si analizzano i dati. Si
chiede al soggetto di parlare di quello che gli pare mentre rapidamente con i dati espressi in precedenza
si cerca di evincere lo stato di salute della triade e l‘eventuale presenza assenza di parassitaggi che
alterano il colore delle sfere.”)
Si inizia il vero e proprio TCT dinamico:
Si chiede al soggetto di rientrare mentalmente dentro la stanza delle
sfere.
Gli si dice che si conterà fino a tre e quando il numero tre sarà stato
pronunciato, se ci sono altre lampade che non sono state chiamate all
‘accensione prima, altre lampade al di fuori della triade, esse si
accenderanno ora.
(“Dopo aver contato fino a tre si accendono le lampade che corrispondono ideicamente alla presenza
nella stanza buia: di Memorie aliene attive, Lux, alieni senza corpo ed altre lampade più piccole che
rappresentano i vari microchip che il soggetto ha nel corpo.”)
Si fa notare al soggetto che queste lampade non sono roba sua e che
devono essere eliminate. Gli si chiede di iniziare la procedura di
eliminazione inserendo un braccio nella lampada di anima. Gli si
chiederà di descrivere le eventuali sensazioni cinestesiche che questo tipo
di situazione provocano in lui, odore, suoni, contatto, temperatura.
(“L‘aggancio alle ancore cinestesiche è importante perché quando il braccio del soggetto è introdotto
all‘interno della sfera di anima il contatto archetipico con l‘emisfero corrispondente è più forte.”)
Si dirà poi al soggetto che anima è incompatibile energeticamente con le
altre lampade e che basta far toccare le altre lampade dalla sfera di
anima che esse esploderanno, scompariranno, verranno consumate. Si
dirà che la lampada di anima si comporterà come una grossa gomma da
cancellare che cancellerà le altre lampade e si chiederà al soggetto che
ha il braccio dentro la lampada di anima, di spostare la lampada in
modo da fargli toccare le altre lampade.
(“Si comincerà sempre dalle lampade più voluminose e luminose che solitamente rappresentano la MAA
ed il Lux. Con opportune suggestioni visivocinestesiche si incoraggerà il soggetto a cancellare le varie
sfere una per una. Così quando si cancellano le sfere della MAA e del Lux si potranno avere sensazioni
auditive o visive ma è bene non soffermarsi su questi aspetti della simulazione. Riteniamo che a questo
livello non serva perdere tempo in questi particolari.”)
(“Dopo aver eliminato le lampade dei parassiti, si continua ad eliminare le lampade più piccole che si
posizionano, rispetto alla triade, in posizioni ben precise. Si chiederà al soggetto di percepire, ogni volta
che la lampada di anima si aggancia ad una lampada che rappresenta un microchip, una zona del corpo,
che fornirà una sensazione di qualche tipo. Il soggetto non sa che queste lampade corrispondono a
microchip posizionati nel proprio corpo ma inevitabilmente percepirà sensazioni corporee cinestesiche
corrispondenti alla locazione dei vari microchip. Con questo sistema si potrà controllare non solo la
posizione di questi oggetti ma sapere esattamente quali e quanti vengano, con questo sistema,
eliminati.”)
Quando nella stanza buia rimangono accese solo le lampade della triade,
allora e solo allora si chiederà al soggetto, al nostro tre, di accendere la
luce nella stanza. Una luce bianca che metterà in risalto le eventuali
lampade nere che fino a questo punto non si sono potute mostrare.
(“Di solito si conta fino a tre e si dice al soggetto di accendere la luce bianca al numero tre. Arche-
tipicamente questa operazione rende visibile tutto ciò che fa parte della seconda creazione a partire dai
vari parassiti, arrivando fino all’alieno superiore. In questo contesto di solito si rende subito ben visibile il
parassita del Sei Dita o dell‘Horus (dio egizio) ove presenti, accompagnati da altre piccole lampade nere,
la cui posizione fa capire come queste lampade corrispondano a microchip di natura eterea controllati
da questi ultimi parassiti. Va sottolineato come i vari parassiti della seconda creazione/livello non hanno
corpo e costruiscono microchip che non sono solidi. Qualcuno potrebbe usare il termine eterei ma
potremmo dire che sono caratterizzati da frequenze vibratorie al di fuori della nostra percezione.“)
Si chiederà ad anima di cancellare come abbiamo fatto in precedenza,
anche le varie macchie nere presenti nella stanza bianca partendo
sempre dalle più grandi ed invasive e terminando con quelle più piccole.
(“Alcune volte, la macchia o lampada nera, corrispondente al parassita della Seconda Creazione,
appare come un buco nel muro della stanza. Si chiede ad anima di riparare in questo caso il muro della
stanza.”)
Quando non ci sono più lampade estranee da eliminare si chiede di
osservare il colore delle tre lampade della triade e si noterà che esse
hanno vistosamente cambiato colore. Si chiederà alla triade di unirsi in
una unica lampada sottolineando che le tre coscienze diventano una
sola, corrispondente ad un unico colore, senza sbavature. Gli si chiederà
di far mente locale a come anima si sente unita alle altre sue
componenti. Si chiederà alla triade di separare le tre componenti che
riprenderanno la posizione originale.
Si farà notare che tutte le volte che anima mente e spirito si uniscono e
poi si riseparano i colori delle tre lampade tendono a modificarsi fino a
raggiungere la stabilità dei loro colori puri (blu, verde e rosso o giallo,
verde e rosso).
Si chiederà infine al soggetto di unire ancora le sfere nella triade finale
della coscienza integrata che può essere bianca o gialla
Ed infine si chiederà alla triade di verificare se qualche altro
collegamento è presente. Un collegamento che leghi anima soprattutto a
qualche altra cosa.
Si chiede alla triade di eliminare questo ultimo collegamento, tirando
verso di sé l‘elastico che lega le due estremità. La triade effettua questa
operazione in pochi istanti senza alcun effetto di tipo emotivo.
Si chiede alla triade di trasformare la stanza in una stanza vibrante, in
grado quando sollecitata dall‘esterno, di interagire distruttivamente con
qualsiasi cosa teti di entrare.
A questo punto si fanno riseparare le lampade di anima , mente e
spirito e si chiede alla lampada di anima di guardare nello spazio tempo
dove sono le sue copie, senza uscire dalla stanza. Anima non deve mai
uscire dalla stanza durante queste operazioni.
(“Anima vede e rintraccia facilmente le copie che vengono visualizzate senza apparente difficoltà,
dentro cilindri orizzontali o verticali e si chiede ad anima di emettere un raggio luminoso del suo colore
che, al di la di spazio e tempo, vada a toccare le copie che vengono, con questo sistema, rapidamente
eliminate. Se non si perde tempo nei dettagli, cioè non si chiede ad anima di vedere, in remote, cosa
accade nella stanza delle copie, l‘intero processo può durare circa 15 minuti e garantisce una
liberazione totale dell‘addotto”)
Ora è bene chiedere alla parte animica di non permettere più a nessuno
di entrare nella stanza.
Procediamo ora alla fusione nuova delle tre lampade in una sola
lampada che avrà dapprima tutti i colori. Una lampada in cui ogni
puntino luminoso sarà di un colore differente, tanto che, se si osserva la
lampada da lontano, essa apparirà inesorabilmente bianca; ma, da
vicino, potrebbe assumere tutti i colori dell’universo.
A questo punto dite mentalmente alla sfera luminosa, somma delle tre
sfere originali che, per fare la fusione, non basta sommarsi in questo
modo ma bisogna fondersi irreversibilmente in una cosa sola, una sfera
che abbia un solo colore, il colore che rappresenta tutti i colori, il colore
trasparente.
Quando la sfera si trasformerà in sfera totalmente invisibile senza
nemmeno poter distinguere i bordi, in quell’istante, la coscienza
integrata tornerà ad Essere. Si dovrà dire alla coscienza integrata che il
nulla ed il tutto sono la stessa cosa ma che, attaccato al nulla, niente
può stare. Se in quell’istante la sfera diviene trasparente, non ci sono più
alieni o altre cose che la possono disturbare, perché se ci fossero all’
interno di una struttura trasparente, essi si vedrebbero e cadrebbero a
terra.
In quell’istante si farà notare alla sfera della coscienza integrata, che
non ci sono più barriere tra anima, mente e spirito, che non esistono più,
e che non sono mai esistite poiché il passato è stato modificato e
nessuno ha potuto utilizzare le sfere originarie separate perché esse non
lo sono mai state, poiché ora divenute unite.
Ora, nella stanza mentale, entrate, con il vostro corpo, nella sfera
trasparente. Essa e voi siete la solita cosa. Lei prende la vostra forma e
si adagia nel vostro contenitore, facendo diventare il contenitore, una
immagine di se stessa. Tu diventi sfera trasparente.
Non esistono più barriere; le pareti, il pavimento ed il soffitto della
stanza, non hanno più ragione di essere. La coscienza integrata, abbatte
le barriere, da lei stessa create, della stanza mentale, che ora si affaccia
sull’infinito totale. Attendi qualche istante e osserva l’infinito totale,
così come ti appare. Contempla il luogo dove esisti.
Dopo qualche istante, chiedi alla tua sfera trasparente di ascoltare l’
universo divenendo tu stesso l’universo. Per fare ciò, chiedi alla sfera di
espandersi lentamente. Tu ti espandi lentamente fino ai confini dell’
universo, senza fretta, pian piano. E mentre ti espandi tocchi l’universo
che tu stesso hai creato, fino in fondo, fino all’attuale limite. La tua
sfera trasparente ha respirato in un unico grande respiro, inglobando in
esso tutto l’universo, assorbendolo dentro di se.
Come in un grande respiro. Per un istante, che dura una eternità, ascolta
il tuo universo, dove tu sei tutto.
Prendi consapevolezza del tuo corpo perché è come prendere
consapevolezza dell’intero universo. Poi, espira e contraendoti diventa
più piccolo. Fai in modo che la tua sfera trasparente, incollata al tuo
corpo fisico, diventi una sfera sempre più piccola: ma, nel fare ciò,
portati dentro tutto l’universo che hai inglobato, facendolo diventare,
esso stesso, molto piccolo, pian piano, sempre più piccolo, senza fretta,
fino a diventare un puntino infinitesimale con tutto l’universo dentro.
Assapora per qualche istante questa sensazione molto particolare e
torna ora della tua dimensione originaria.
Ora, la tua coscienza integrata, sa che può respirare e divenire una
grande onda, una grande sfera o un pallino piccolo, piccolo.
Quando è grande onda essa è dappertutto e perciò in nessun luogo in
particolare. In quello stato, essa è completamente invisibile. Quando
invece è una piccola particella, essa è visibile come tale e pronta ad
interagire con il tutto. Parla a te stesso, quale sfera integrata e spiega
alla tua sfera integrata che può sempre esistere in questi due stati e
mostrarsi come onda o come particella, essendo invisibile o visibile, di
fronte a qualsiasi esperienza della realtà virtuale.
Ricorda, alla fine di tutto questo, che la coscienza integrata, usa il
proprio contenitore (il corpo), per fare l’esperienza che essa è venuta a
fare in questo contesto virtuale e che non è bene che il proprio
contenitore venga preso da altri e che bisogna proteggere il proprio
contenitore in quanto espansione e vestito della coscienza integrata.
State per qualche istante ad ascoltare voi stessi, come non lo avete mai
fatto prima ed osservate l’universo attorno a voi.