GLOSSARIO Informatica
GLOSSARIO Informatica
• ADSL: acronimo di Asymmetric Digital Subscriber Line, è una tecnologia che permette di
trasmettere dati in modo digitale su una linea telefonica tradizionale, sfruttando una banda
di frequenza più alta di quella usata per le chiamate vocali. L’asimmetria sta nel fatto che la
velocità di trasmissione in download (dal fornitore al cliente) è maggiore di quella in upload
(dal cliente al fornitore).
• Alfabeto: insieme finito e non vuoto di simboli, detti anche caratteri, che possono essere
usati per rappresentare informazioni in forma digitale. Un esempio di alfabeto è l’ASCII
(American Standard Code for Information Interchange), che usa 128 simboli per
rappresentare lettere, numeri, segni di punteggiatura e altri caratteri.
• Algoritmo: sequenza finita e non ambigua di passi elementari, detti anche istruzioni, che
permettono di risolvere un problema o compiere un’azione. Un algoritmo deve essere
corretto, cioè produrre il risultato atteso, efficace, cioè terminare in un tempo finito, e
efficiente, cioè usare le risorse in modo ottimale.
• App stores: sono piattaforme online che consentono agli utenti di scaricare applicazioni
software per dispositivi mobili o desktop, spesso a pagamento o con pubblicità integrata.
Alcuni esempi sono Google Play Store, Apple App Store, Microsoft Store, ecc.
• App ibride: applicazioni che combinano elementi delle app native e delle web app. Sono
sviluppate con tecnologie web (HTML, CSS, JavaScript) ma sono distribuite tramite gli store
delle piattaforme mobili (iOS, Android). Possono accedere alle funzionalità native del
dispositivo (fotocamera, GPS, etc.).
• Applicazione web (o web app): applicazione che viene eseguita su un server web e che
può essere utilizzata da un browser web. Non richiede l’installazione sul dispositivo
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dell’utente, ma richiede una connessione a internet. Può offrire funzionalità simili a quelle
di un software tradizionale, ma con una maggiore portabilità e interoperabilità.
• ASCII ed ASCII esteso: ASCII è l’acronimo di American Standard Code for Information
Interchange, ed è un sistema di codifica che assegna un numero binario a ogni carattere
alfanumerico, simbolo di punteggiatura e comando di controllo usati nei computer. ASCII
usa 7 bit per codificare 128 caratteri. ASCII esteso è una variante di ASCII che usa 8 bit per
codificare 256 caratteri, includendo simboli grafici, accenti e altre lingue.
• Architettura client-server web: è il modello di comunicazione tra due entità che
interagiscono sul web, dove il client (tipicamente un browser) richiede una risorsa al server
(un computer che ospita le pagine web) e il server risponde inviando la risorsa o un
messaggio di errore. Il client e il server comunicano tramite il protocollo HTTP o HTTPS.
• Architettura a 32 e 64 bit: caratteristica di un processore che indica il numero di bit che
può manipolare in una sola operazione. Un processore a 32 bit può gestire al massimo 2 32
valori diversi, mentre un processore a 64 bit può gestire al massimo 264 valori diversi.
Un processore a 64 bit ha quindi una maggiore capacità di calcolo e di memoria rispetto a
un processore a 32 bit.
• ALU (CPU): acronimo di Arithmetic Logic Unit, è la parte della CPU che si occupa di
eseguire le operazioni aritmetiche e logiche tra i dati. L’ALU riceve i dati dalla memoria o
dai registri, li elabora secondo le istruzioni e restituisce il risultato alla memoria o ai registri.
• API: acronimo di Application Programming Interface, ovvero un insieme di regole,
protocolli e strumenti che definiscono come interagire con un determinato software o
servizio.
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modo indipendente dalla sua posizione, accesso associativo, in cui si accede a una cella
specificando il suo contenuto.
• Adware: software che mostra pubblicità indesiderate all’utente, spesso in cambio di un
servizio gratuito o a basso costo. Gli adware possono rallentare il sistema, consumare
risorse, monitorare le abitudini di navigazione e compromettere la privacy.
• Antispyware/anti-adware: software che rileva e rimuove gli spyware e gli adware dal
sistema, proteggendo i dati personali e la sicurezza online dell’utente.
• Antivirus/antimalware: software che rileva e rimuove i virus e altri malware dal sistema,
proteggendo i dati e le funzionalità del sistema. Un antivirus/antimalware si compone di
quattro elementi principali: un file di firme, che contiene le caratteristiche dei malware
noti; un programma antivirus, che esegue la scansione dei file e dei processi alla ricerca di
possibili minacce; un programma di ascolto, che monitora le attività del sistema in tempo
reale; un programma di aggiornamento delle firme, che scarica periodicamente le nuove
firme dal produttore del software.
B
• Backup: è una copia di sicurezza dei dati o dei programmi di un sistema informatico, che
viene effettuata per prevenire la perdita di informazioni in caso di guasti, danni o attacchi
informatici. Il backup può essere fatto su supporti esterni, come dischi rigidi, chiavette USB,
CD-ROM o servizi cloud. Il backup è una buona pratica per proteggere i propri dati e poterli
ripristinare in caso di necessità.
• Background: è un processo informatico che viene eseguito in modo autonomo e continuo,
senza richiedere l’interazione dell’utente. I processi di background sono spesso necessari
per il funzionamento del sistema operativo o delle applicazioni, come ad esempio i servizi
di rete, gli aggiornamenti automatici, le scansioni antivirus, i backup, la gestione della
memoria, ecc. I processi di background possono essere visualizzati e gestiti tramite il Task
Manager in Windows, il Monitoraggio attività in macOS, il Gestore attività in Linux, o altri
strumenti di sistema. È importante monitorare i processi di background per evitare che
consumino troppa CPU, memoria o rete, rallentando il sistema o causando problemi di
sicurezza.
• Backend: è il lato server di un’applicazione web, ovvero la parte che gestisce la logica, i dati
e le funzionalità che non sono visibili all’utente finale. Il backend si occupa di elaborare le
richieste del client, interagire con i database, eseguire operazioni complesse e fornire le
risposte al frontend.
• Backdoor: modalità di accesso non autorizzato a un sistema informatico, sfruttando le
porte “aperte” dei servizi in esecuzione nel sistema o le vulnerabilità del software. Una
backdoor permette di prendere il controllo remoto della macchina, schivando le misure di
sicurezza e le password.
• Blockchain: tecnologia che permette di creare e gestire una rete distribuita di nodi che
condividono e validano le informazioni in modo sicuro, trasparente e immutabile. Una
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blockchain si basa su un registro distribuito, che memorizza le transazioni effettuate tra i
nodi sotto forma di blocchi concatenati tra loro da una funzione crittografica. Una
blockchain può essere pubblica o privata, a seconda del livello di accesso e partecipazione
dei nodi. Una blockchain può supportare diverse applicazioni, come le criptovalute, i
contratti intelligenti, i token, i servizi digitali, ecc.
• Botnet: rete di computer infettati da un malware che li rende controllabili da un utente
esterno, detto botmaster. Una botnet può essere usato per scopi illeciti, come lanciare
attacchi distribuiti di tipo denial-of-service (DoS), diffondere spam, rubare dati, ecc. Un bot
resta nascosto e inattivo fino a quando non viene risvegliato da un comando specifico
inviato dal botmaster.
• BIOS: è l’acronimo di Basic Input/Output System, ed è un software di basso livello che
viene eseguito quando si accende il computer. Il BIOS si occupa di riconoscere e testare le
componenti hardware del sistema, come il processore, la memoria, il disco rigido, la scheda
video, la tastiera, il mouse, ecc. Il BIOS contiene anche le istruzioni di inizializzazione, che
sono dei programmi che avviano il sistema operativo e gli passano il controllo del
computer. Il BIOS è memorizzato su una memoria non volatile, che mantiene i dati anche
quando il computer è spento.
• Bit: è la più piccola unità di informazione binaria, che può assumere solo due valori: 0 o 1.
Il bit rappresenta lo stato elettrico di un circuito, che può essere acceso (1) o spento (0). Il
bit è la base per l’elaborazione e la trasmissione dei dati digitali, che sono composti da
sequenze di bit. Un bit può rappresentare una semplice informazione, mentre per
rappresentare informazioni più complesse, come numeri, lettere, immagini, suoni, ecc., si
usano più bit combinati tra loro.
• Bitmap: è un formato di file per immagini digitali che memorizza i dati dei pixel in una
matrice binaria. Ogni pixel ha un valore che indica il suo colore. Il formato bitmap non usa
la compressione e quindi richiede molto spazio di archiviazione. Immagini rappresentate
pixel per pixel, tipicamente memorizzate in un file con estensione .bmp con elevate
dimensioni; immagini bitmap compress come i formati GIF (Graphics Interchange Format) e
JPEG (Joint Photographic Expert Group).
• Blog e microblog: tipi di social media che permettono agli utenti di pubblicare contenuti
testuali, multimediali o misti su una piattaforma online. I blog sono spazi personali o
tematici che possono ospitare articoli, recensioni, opinioni, etc. I microblog sono
piattaforme che limitano la lunghezza dei messaggi, come X/Twitter o Threads di Meta, e
che favoriscono la condivisione rapida e virale di informazioni.
• Boot: è l’acronimo di bootstrap, ed è il processo di avvio di un sistema informatico. Il boot
consiste nel caricare in memoria e avviare il sistema operativo, che è il software che
gestisce le risorse hardware e software del computer e permette all’utente di interagire
con esso. Il boot inizia quando si accende il computer e termina quando il sistema
operativo è pronto per l’uso. Fasi del boot sono:
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o 1. Autotest hardware: controllo dell'hardware del computer per verificare che
funzioni correttamente
o 2. Caricamento del bootloader, programma che carica il sistema operativo
o 3. Caricamento del sistema operativo
• Browser web: è un programma che permette di visualizzare e interagire con le pagine web,
che sono documenti ipertestuali che contengono informazioni multimediali e collegamenti
ad altre risorse. Il browser web, anche detto client web, richiede le pagine web a un server
web, che è un programma che le ospita e le fornisce su richiesta. Il browser web interpreta
il codice HTML delle pagine web e lo rende visibile all’utente, permettendogli di navigare
tra le diverse pagine tramite i link.
• Bus: è un insieme di linee elettriche che collegano tra loro le componenti hardware di un
sistema informatico, permettendo lo scambio di dati, segnali di controllo e alimentazione
elettrica. Il bus è responsabile della comunicazione tra il processore, la memoria, le
periferiche di input/output e altri dispositivi. Esistono diversi tipi di bus, a seconda della
funzione, della velocità, della larghezza e della posizione. Ad esempio, il bus di sistema
collega il processore alla memoria centrale, il bus di espansione collega le schede di
espansione alle porte di input/output, il bus seriale e il bus parallelo sono due modalità di
trasmissione dei dati.
• Byte: è un’unità di informazione digitale, che corrisponde a 8 bit. Un byte può
rappresentare 256 (28) stati diversi, e quindi può codificare diversi tipi di informazioni,
come numeri, lettere, simboli, ecc. Ad esempio, il codice ASCII usa un byte per
rappresentare ogni carattere alfanumerico. I byte sono usati per esprimere la capacità di
memoria e di archiviazione dei dispositivi informatici, come dischi rigidi, chiavette USB, CD-
ROM, ecc. I multipli del byte sono il kilobyte (KB), il megabyte (MB), il gigabyte (GB), il
terabyte (TB), ecc.
C
• Cache (registri di memorizzazione): sono delle piccole memorie molto veloci che si trovano
all’interno della CPU e che servono a memorizzare temporaneamente i dati e le istruzioni
più usati, per ridurre il tempo di accesso alla memoria principale. Esistono diversi livelli di
cache, da L1 a L3, che hanno dimensioni e velocità diverse. (pag. 78)
• Calcolatore: è un dispositivo elettronico in grado di eseguire operazioni aritmetiche e
logiche su dei dati in forma binaria, seguendo un programma. Un calcolatore è composto
da una parte hardware, che è l’insieme dei componenti fisici, e una parte software, che è
l’insieme dei programmi e delle istruzioni. (pag. 45, 62)
• Canale di trasmissione: è il mezzo fisico che permette la comunicazione tra due o più
dispositivi. Un canale di trasmissione può essere cablato o wireless, e ha delle
caratteristiche come la capacità, la velocità, la latenza e l’affidabilità. (pag. 47)
• Case computer: è la scatola metallica che contiene i principali componenti hardware di un
calcolatore, come la scheda madre, la CPU, la memoria, il disco fisso, l’alimentatore e le
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periferiche. Il case computer ha delle aperture per il collegamento dei cavi e per il
raffreddamento dei componenti. (pag. 76)
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• Compilatore just-in-time: software che traduce il codice del programma come l’interprete,
ovvero durante l’esecuzione, ma lo fa in modo ottimizzato, memorizzando le parti di codice
già tradotte e riutilizzandole quando necessario. Esempi di linguaggi che usano il
compilatore just-in-time sono Java e C#.
• Connessione FWA: acronimo di Fixed Wireless Access, è una tecnologia che permette di
fornire l’accesso a Internet senza l’uso di cavi, ma tramite onde radio a frequenze elevate.
Questa tecnologia richiede l’installazione di antenne e ripetitori, e offre una maggiore
velocità e copertura rispetto alle connessioni mobili.
• Connessione satellitare: è una tecnologia che permette di fornire l’accesso a Internet
tramite il collegamento con un satellite geostazionario, che riceve e trasmette i dati da e
verso una stazione terrestre. Questa tecnologia permette di raggiungere zone remote o
isolate, ma ha degli svantaggi come l’alta latenza, la sensibilità alle condizioni atmosferiche
e il costo elevato.
• Cracking: modifica di un software per rimuovere la protezione dalla copia, per ottenere
l’accesso a un’area riservata, per alterare le funzionalità o per introdurre del codice
malevolo. Il cracking è una pratica illegale che viola i diritti di proprietà intellettuale e può
danneggiare il sistema o i dati dell’utente.
• Crittografia: scienza che si occupa di come codificare un messaggio e di come
successivamente decodificarlo. Include i metodi per rendere un messaggio non
comprensibile a persone non autorizzate, garantendo la riservatezza. La crittografia ha
diverse applicazioni, come la protezione della privacy, la sicurezza informatica, la firma
digitale, ecc.
• Crittografia asimmetrica: metodo crittografico che usa due chiavi diverse per cifrare e
decifrare un messaggio. Una chiave è pubblica e l’altra è privata. La chiave pubblica può
essere condivisa con chiunque, mentre la chiave privata deve essere tenuta segreta. La
crittografia asimmetrica permette di garantire anche l’autenticità e la non ripudiabilità dei
messaggi.
• Crittografia simmetrica: metodo crittografico che usa una sola chiave per proteggere il
messaggio e renderlo leggibile. La chiave deve essere conosciuta sia dal mittente che dal
destinatario del messaggio e deve essere mantenuta segreta da terzi. La crittografia
simmetrica è più veloce e semplice della crittografia asimmetrica, ma richiede un
meccanismo sicuro per lo scambio delle chiavi, come quella end-to-end.
• Criptoanalisi: approccio inverso alla crittografia, che consiste nel tentare di rompere un
meccanismo crittografico e recuperare il messaggio originale senza conoscere la chiave o il
metodo usati per cifrarlo. La criptoanalisi si basa su tecniche matematiche, statistiche,
logiche o informatiche per sfruttare le debolezze di un sistema crittografico.
• Crittografia end-to-end: è un tipo di crittografia che garantisce che i dati siano cifrati e
decifrati solo dalle due parti che comunicano (mittente e destinatario), senza che nessun
intermediario possa accedere ai dati in chiaro. Questo tipo di crittografia è usato per
proteggere le comunicazioni sensibili, come le chat, le email, le videochiamate, ecc.
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• Client web: è un programma che permette di accedere ai contenuti e ai servizi offerti da un
server web, attraverso il protocollo HTTP. Il client web più comune è il browser, che
consente di visualizzare le pagine web in formato HTML. Il client (browser web) consente
l’esecuzione delle varie applicazioni web (legge e interpreta HTML, CSS, Javascript) oltre
che la navigazione tra le pagine web di un sito web. Altri esempi di client web sono i
programmi di posta elettronica, i lettori di feed RSS e i client FTP. (pag. 47)
• Cloud storage: è un servizio che offre la possibilità di memorizzare e condividere dati su dei
server remoti, accessibili tramite internet. Il cloud storage offre vantaggi come la
scalabilità, la sicurezza, la disponibilità e la riduzione dei costi. Alcuni esempi di cloud
storage sono Google Drive, Dropbox, OneDrive e iCloud.
• Cloud computing: è un modello di erogazione di servizi informatici basato sull’uso di
risorse hardware e software condivise e accessibili via Internet. Il cloud computing
permette di ridurre i costi e la complessità di gestione dei sistemi informatici, aumentare la
scalabilità e l’elasticità delle risorse, e favorire la collaborazione e l’innovazione. Esistono
tre tipi principali di servizi cloud: Software as a Service (SaaS), che offre applicazioni
software accessibili tramite un’interfaccia web o un’applicazione client; Platform as a
Service (PaaS), che offre una piattaforma di sviluppo e distribuzione di applicazioni basate
sul cloud; Infrastructure as a Service (IaaS), che offre infrastrutture fisiche o virtuali, come
server, storage e reti, gestite dal provider. Un esempio di provider cloud è Amazon Web
Services (AWS), che offre una vasta gamma di servizi cloud per diverse esigenze. I cloud
possono essere pubblici, se le risorse sono condivise tra più utenti e accessibili via Internet;
privati, se le risorse sono dedicate a un solo utente e accessibili tramite una rete privata,
es. interna aziendale; o ibridi, se le risorse sono combinate tra cloud pubblici e privati. I
vantaggi del cloud computing sono la flessibilità, l’efficienza, la sicurezza e la continuità del
servizio. Gli svantaggi sono la dipendenza dalla connessione Internet, il rischio di perdita di
controllo e di privacy dei dati, e la complessità di integrazione e interoperabilità tra diversi
servizi cloud.
• Clock: è un dispositivo che genera segnali elettrici periodici, usati per sincronizzare le
operazioni di un sistema informatico. Il clock determina la velocità con cui il processore
esegue le istruzioni. Il clock è espresso in Hertz (Hz), che indica il numero di cicli al secondo.
• CMS: acronimo di Content Management System, è un software che permette di creare,
modificare, organizzare e pubblicare contenuti sul web in modo semplice e intuitivo, senza
richiedere competenze tecniche specifiche. Un CMS offre un’interfaccia grafica per gestire i
contenuti e una serie di funzionalità e moduli per personalizzare l’aspetto e le funzionalità
del sito web. Esempi di CMS sono WordPress, Joomla, Drupal, etc.
• Context swapping: è il processo che consente al sistema operativo di gestire più processi in
esecuzione, alternandoli sulla CPU. Il context swapping consiste nel salvare lo stato del
processo che viene interrotto (il suo contesto) e nel caricare lo stato del processo che viene
attivato. Il context swapping richiede tempo e risorse, e influisce sulle prestazioni del
sistema. (pag. 167)
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• Core: è l’unità di elaborazione di una CPU, che esegue le operazioni aritmetiche e logiche
e le istruzioni del programma. Una CPU può avere uno o più core, che lavorano in parallelo
per aumentare la velocità e l’efficienza del calcolatore. Il numero di core di una CPU
dipende dalla sua architettura e dalla sua tecnologia.
• Codifica audio: è il processo di trasformazione di un segnale sonoro analogico in un flusso
di dati digitali, usando una certa frequenza di campionamento (numero di volte al secondo
in cui si misura l’ampiezza del segnale) e una certa risoluzione (numero di bit usati per
rappresentare l’ampiezza di ogni campione). Un esempio di codifica audio è la conversione
di un segnale sonoro in formato WAV o MP3.
• Codifica audio con e senza perdita: sono due tipi di codifica audio che differiscono per il
grado di fedeltà del suono codificato rispetto al suono originale:
o La codifica audio con perdita elimina parte dell’informazione sonora,
abbandonando la qualità in cambio di una maggiore riduzione dei dati. La codifica
audio con perdita è adatta ai suoni complessi o rumorosi, come la musica o la voce,
che possono tollerare una certa distorsione senza perdere di intelligibilità. Un
esempio di codifica audio con perdita è il formato MP3.
o La codifica audio senza perdita mantiene intatta l’informazione sonora,
consentendo di recuperarla esattamente dopo la decodifica. La codifica audio senza
perdita è adatta ai suoni semplici o puri, come i toni o i segnali, che richiedono una
precisione assoluta. Un esempio di codifica audio senza perdita è il formato FLAC.
• Codifica delle istruzioni: è il processo di trasformazione delle istruzioni, cioè dei comandi
che vengono impartiti a un calcolatore, da una forma comprensibile per l’uomo a una
forma trattabile dalla macchina, cioè una collezione di bit. Un esempio di codifica delle
istruzioni è la conversione di un programma scritto in un linguaggio di programmazione,
come il C o il Java, in un linguaggio macchina, cioè una sequenza di codici binari che
corrispondono alle operazioni elementari che il calcolatore può svolgere.
• Codec: acronimo di COder-DECoder, è un dispositivo o un software che serve a codificare e
decodificare i dati multimediali, come audio o video. Un codec usa un certo algoritmo di
compressione per ridurre la quantità di dati necessari a rappresentare il contenuto
multimediale, e un algoritmo di decompressione per recuperare il contenuto multimediale
a partire dai dati codificati. Un codec può essere con o senza perdita, a seconda del grado
di fedeltà del contenuto multimediale codificato rispetto al contenuto multimediale
originale. Un esempio di codec è il codec H.264, usato per codificare e decodificare i video
in formato MP4.
• CPU: è l’acronimo di Central Processing Unit, ovvero l’unità centrale di elaborazione di un
calcolatore. La CPU è il componente che controlla e coordina il funzionamento di tutto il
sistema, eseguendo le operazioni aritmetiche e logiche e le istruzioni del programma. La
CPU è composta da due parti principali: l’unità di controllo e l’unità aritmetico-logica.
• CPU multi-core: è una CPU che contiene più core, ovvero più unità di elaborazione, che
lavorano in parallelo per aumentare la velocità e l’efficienza del calcolatore. Una CPU
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multi-core può eseguire più processi o più parti di un processo contemporaneamente.
Sistema multiprocessore: è un sistema informatico che dispone di più processori che
lavorano in parallelo e condividono la stessa memoria e gli stessi dispositivi di
input/output. Un sistema multiprocessore può aumentare le prestazioni e l’affidabilità del
sistema, ma richiede una gestione più complessa delle risorse e della sincronizzazione tra i
processori.
• Cracker: persona che usa le sue abilità informatiche per scopi illegali o dannosi, come
violare sistemi di sicurezza, rubare dati, diffondere malware o sabotare reti. Il termine si
contrappone a hacker, che invece indica chi usa le sue abilità per scopi creativi, etici o di
ricerca.
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CMYK è adatto alla stampa su carta o altri supporti opachi, ma non alla visualizzazione su
schermi o altri dispositivi luminosi.
• Cyber security (o sicurezza informatica): pratica di proteggere informazioni, dati, sistemi
informatici ovvero risorse informatiche (dati, sistemi hardware e software e reti) da eventi
avversi, minacce e violazioni. Esempi: modifiche o accessi malevoli o perdita dei dati,
infezioni da malware, intrusioni e uso delle reti per scopi malevoli. È necessario
comprendere le minacce comuni e le pratiche necessarie per proteggere sistemi e dati. La
cyber security include strumenti e tecniche come firewall, antivirus, crittografia,
autenticazione, backup, etc.
• Cybercrime: termine che indica qualsiasi illecito civile o penale basato sulla violazione di un
sistema informatico, sulla riproduzione non autorizzata di software e sull’uso di Internet e
del web per commettere reati contro la persona e contro il patrimonio altrui. Il cybercrime
comprende attività come il furto di identità, la frode online, il phishing, l’hacking, il
cyberbullismo, il cyberstalking, la diffusione di virus e malware, la pedopornografia, il
terrorismo informatico, e il sabotaggio di infrastrutture.
• Cella: in informatica, è una porzione di memoria che può contenere un dato o una parte di
esso.
D
• Dato: è un insieme di simboli tracciati su un supporto fisico che rappresentano una
proprietà di un oggetto nel mondo reale. Il dato ha senso solo se associato alla proprietà a
cui si riferisce e si trasforma in informazione. I dati possono essere elaborati da un sistema
informatico per creare, modificare, memorizzare, trasmettere o ricevere informazioni.
DATI + ISTRUZIONI = INFORMAZIONI
• Dato personale: qualunque informazione relativa alla persona fisica, giuridica, ente
identificabile, anche indirettamente.
• Dato sensibile: dato personale che rivela caratteristiche specifiche di una persona o entità,
come origine, credo, salute, sesso, giudizi. Tra i dati sensibili ci sono anche i dati genetici e
biometrici.
• Data center: è un luogo fisico dove sono concentrati i sistemi informatici e di
telecomunicazione di un’organizzazione o di un servizio. Un data center contiene server,
dispositivi di archiviazione, reti, software e sistemi di sicurezza, alimentazione e
raffreddamento. Un data center permette di gestire grandi quantità di dati e di offrire
servizi online a utenti remoti.
• Database: è una collezione organizzata di dati
che sono strutturati in tabelle (righe e
colonne) che contengono i dati che sono
correlati fra loro secondo un particolare
modello logico. Ogni riga prende il nome di
record dove sono memorizzate le informazioni
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composte dai dati elementari chiamati campi, sui quali eseguire le operazioni. Un database
serve a gestire in modo efficiente e sicuro grandi quantità di dati, a facilitare l’accesso e la
modifica dei dati, a garantire la qualità e la consistenza dei dati. Un esempio di database è
il database relazionale, basato sul modello relazionale che usa il linguaggio SQL per
interrogare i dati.
• Deep learning (DL): un tipo di machine learning che utilizza reti neurali, ovvero modelli
matematici che si ispirano alla struttura e alle funzioni del cervello umano, creando
rappresentazioni più astratte e anticipando risultati.
• Decodifica dei dati: è il processo inverso della codifica dei dati, cioè la trasformazione dei
dati da una forma codificata ad una forma originale o comprensibile, usando le stesse
regole o convenzioni usate per la codifica. La decodifica serve a recuperare i dati originali e
a generare nuova informazione a partire dai dati codificati. Un esempio di decodifica è la
conversione di un codice ASCII o Unicode in testo.
• Decentralizzazione: principio secondo il quale il potere e il controllo sulle risorse e sui dati
sono distribuiti tra più entità, anziché concentrati in un’unica autorità centrale. La
decentralizzazione è una caratteristica del web 3.0, la nuova generazione del web basata su
tecnologie come la blockchain, che permette di creare reti peer-to-peer, applicazioni
distribuite, smart contract, etc. La decentralizzazione mira a garantire maggiore
trasparenza, sicurezza, privacy e partecipazione degli utenti.
• Digitalizzazione immagine con perdita: è il processo di conversione di un’immagine
analogica in un’immagine digitale, usando una griglia di pixel che ha una certa risoluzione
(numero di pixel per unità di superficie) e una certa profondità di colore (numero di bit
usati per rappresentare il colore di ogni pixel). Per convenzione la griglia di pixel viene
ordinata dal basso verso l’alto e da sx verso dx. Con tale convenzione si ottiene una
rappresentazione di un’immagine come stringa binaria (0,1). Se si riconverte la stringa
(decodifica) in un’immagine sostituendo ad ogni pixel il colore associato si ottiene
un’approssimazione dell’immagine originaria. Quindi la digitalizzazione comporta una
perdita di qualità, che dipende dalla risoluzione e dalla profondità di colore usate. Un
esempio di digitalizzazione immagine con perdita è la conversione di una fotografia in
formato JPEG.
• Disaster recovery: è il processo di ripristino delle funzionalità di un sistema informatico
dopo un evento catastrofico che ne ha compromesso il funzionamento. Il disaster recovery
prevede l’uso di piani, procedure e risorse alternative per garantire la continuità del
servizio e la protezione dei dati, come il backup.
• DNS: acronimo di Domain Name System, è un servizio di Internet che permette di associare
ai nomi di dominio degli indirizzi IP, e viceversa. Il DNS facilita la navigazione degli utenti,
che possono usare dei nomi facilmente memorizzabili invece di numeri. Il DNS si basa su
una gerarchia di server distribuiti in tutto il mondo, che si occupano di risolvere le richieste
dei client. Per avere un nome di dominio si deve contattare un provider di domini. Un
indirizzo simbolico si legge al contrario di un indirizzo IP: prima il nome macchina, poi il
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dominio e infine la rete. Se l’indirizzo IP di un server web è [Link], l’indirizzo
simbolico corrispondente è [Link]: in questo caso, www è il nome macchina,
example è il dominio e .com è la rete di appartenenza. Per ottenere l’IP di un servizio
Internet, si interroga prima il server DNS locale e poi i server DNS superiori fino alla radice,
che reindirizza ai server autoritativi per una zona DNS.
• Driver: sono dei programmi che consentono al sistema operativo di comunicare con le
periferiche hardware, come stampanti, scanner, mouse, tastiera, ecc. I driver devono
essere compatibili con il tipo di periferica e il sistema operativo usato.
E
• EEPROM: acronimo di Electrically Erasable Programmable Read-Only Memory, è un tipo di
memoria non volatile che può essere cancellata e riscritta elettricamente. A differenza
delle memorie ROM, che sono programmate una sola volta, le EEPROM possono essere
modificate più volte. Sono usate per memorizzare dati che devono essere conservati anche
quando il dispositivo è spento, come le impostazioni del BIOS o del firmware.
• Ethernet: è uno standard per la trasmissione dei dati tra dispositivi collegati a una rete
cablata. Ethernet consente di raggiungere velocità di trasmissione elevate, fino a 10 Gbps.
• Editor di testo: è un programma software che permette di creare e modificare file di testo,
ovvero file che contengono solo caratteri alfanumerici e simboli di punteggiatura, senza
formattazione grafica. Alcuni esempi di editor di testo sono Notepad, WordPad, Emacs,
Vim, ecc. I formati più comuni di file di testo sono TXT (formato di “puro” testo che non
supporta formattazioni) e RTF (formato standard che supporta il testo formattato).
• Encoding: processo di conversione di un insieme di caratteri in una sequenza di bit,
secondo una determinata codifica. L’encoding permette di rappresentare i caratteri in
modo uniforme e compatibile tra diversi sistemi e applicazioni.
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• Exploit: codice o programma che sfrutta una vulnerabilità di un sistema o di
un’applicazione per ottenere un accesso non autorizzato, eseguire operazioni illecite,
rubare dati e causare danni.
• Fibra ottica: La fibra ottica è un mezzo di trasmissione che usa impulsi di luce per trasferire
informazioni digitali. La fibra ottica offre vantaggi rispetto ai cavi metallici, come maggiore
velocità, minore attenuazione del segnale e maggiore resistenza alle interferenze. Esisti la
fibra in single-mode, monomodale, cioè che trasmette una sola modalità di luce, quindi
nucleo piccolo, meno dispersione e alta velocità di trasmissione (es. usato per reti a lunga
distanza come reti metropolitane), o in multi-mode standard, multimodale, cioè che la
fibra trasmette più modalità di luce, quindi nucleo più grande, più dispersione, poca
velocità di trasmissione (es. reti locali).
• File: un’unità logica di informazione che viene memorizzata su un supporto fisico, come un
disco rigido o una chiavetta USB. Un file ha un nome, un’estensione che indica il tipo di file,
una dimensione e una data di creazione o modifica. Un file può contenere testo, immagini,
audio, video, dati o codice eseguibile. Un file può essere aperto, letto, scritto, modificato,
copiato, spostato, cancellato o rinominato da un programma o da un utente. (pag. 98)
• File system: un insieme di regole e strutture che organizzano i file su un supporto di
memorizzazione. Il file system definisce come i file sono suddivisi in blocchi, come i blocchi
sono allocati sul supporto, come i file sono identificati e localizzati, come i file sono protetti
e gestiti. Esistono diversi tipi di file system, come FAT, NTFS, ext4, HFS+, ecc. Il file system
deve essere compatibile con il sistema operativo che lo usa. (pag. 99, 179-182) Il file
system è responsabile della gestione della memorizzazione permanente dei dati, deve
sapere come trovare e recuperare le informazioni a lungo termine, evitare che le
informazioni siano lette da utenti non autorizzati, fare in modo che i dati possano essere
usati da varie applicazioni e gestire fisicamente lo spazio di memoria (ad esempio sapere
quali blocchi sono liberi).
• Firmware: un tipo di software che controlla il funzionamento di un dispositivo hardware,
come una scheda madre, una stampante, una fotocamera, ecc. Il firmware è memorizzato
su una memoria non volatile, come una ROM o una EEPROM, e può essere aggiornato per
correggere errori o migliorare le prestazioni. Il firmware è specifico per il dispositivo che lo
usa e non può essere eseguito da altri dispositivi.
• Firewall: software o hardware che controlla e filtra il traffico di rete tra un sistema o una
rete interna e una rete esterna, come Internet. Un firewall permette di bloccare o
consentire le connessioni in entrata e in uscita in base a delle regole predefinite,
aumentando il livello di sicurezza e prevenendo gli accessi non autorizzati.
• FOSS: acronimo di Free and Open Source Software, è un tipo di software che rispetta le
quattro libertà fondamentali degli utenti: la libertà di eseguire il programma per qualsiasi
scopo, la libertà di studiare il programma e modificarlo, la libertà di redistribuire copie del
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programma, la libertà di distribuire copie delle proprie versioni modificate. Il FOSS è
distribuito con una licenza che garantisce queste libertà e consente l’accesso al codice
sorgente del programma. Esempi di FOSS sono Linux, Firefox, LibreOffice, ecc. (pag. 180)
• Freeware: un tipo di software che viene distribuito gratuitamente, senza richiedere il
pagamento di una licenza d’uso. Il freeware non è necessariamente FOSS, in quanto può
essere proprietario e non consentire l’accesso al codice sorgente o la modifica del
programma. Il freeware può avere delle limitazioni, come la durata, le funzionalità, la
pubblicità, ecc. Esempi di freeware sono Skype, Adobe Reader, WinZip, ecc.
15
• FTTH: acronimo di Fiber To The Home, è una tecnologia che prevede l’installazione della
fibra ottica fino all’abitazione dell’utente finale, senza l’uso di altri cavi intermedi. Questa
tecnologia offre la massima velocità e qualità della connessione, ma richiede un maggiore
investimento infrastrutturale.
• GIMP: acronimo di GNU Image Manipulation Program, è un software libero e gratuito per
la creazione e la modifica di immagini digitali. GIMP offre diverse funzionalità, come il
disegno, il ritocco, la composizione, la conversione, la stampa e la visualizzazione di
immagini. GIMP supporta diversi formati di file, come il BMP, il JPEG, il PNG, il GIF, il TIFF e
il PSD. GIMP dispone di una interfaccia grafica basata su finestre, menu, icone e puntatori,
e permette di personalizzare l’aspetto e il comportamento del programma. GIMP è
compatibile con diversi sistemi operativi, come Windows, Linux e Mac OS X.
• GPU: è un tipo di processore che serve a creare e mostrare le immagini sullo schermo del
computer. La GPU è specializzata nel fare calcoli grafici, come le forme, i colori, le luci e le
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ombre. La GPU lavora insieme alla CPU, che è il processore principale del computer, che si
occupa di altre operazioni. La GPU può essere integrata nella scheda madre o nella CPU,
oppure può essere separata e collegata alla scheda video.
• GPL licenza: è una licenza che permette di usare, modificare e condividere liberamente un
software, a patto che si rispettino le stesse condizioni per le versioni derivate. La GPL
licenza è stata creata da Richard Stallman, il fondatore del movimento del software libero,
per garantire la libertà degli utenti di controllare il software che usano. È una licenza
copyleft, cioè impedisce che il software venga trasformato in software proprietario, che
limita i diritti degli utenti.
• GNU: è un progetto che mira a creare un sistema operativo libero e compatibile con Unix. Il
nome GNU è un acronimo ricorsivo che significa “GNU’s Not Unix”. Il progetto GNU è stato
avviato nel 1984 da Richard Stallman, un programmatore e attivista del software libero. Il
sistema operativo GNU comprende vari componenti, tra cui il kernel Linux, il compilatore
GCC, la shell Bash e molti altri programmi e librerie.
• GUI: acronimo di Graphical User Interface, è un tipo di interfaccia utente che permette di
interagire con un sistema o un’applicazione tramite elementi grafici, come icone, pulsanti,
menu, finestre, ecc. La GUI facilita l’uso e la comprensione del sistema o dell’applicazione,
rendendolo più intuitivo e user-friendly.
H
• Hacker (o ethical hacker): persona che usa abilità di hacking per scopi difensivi, trova le
vulnerabilità dei sistemi e le elimina, usa tecniche di ethical hacking per valutare e
migliorare la sicurezza dei sistemi.
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• Hard disk: è un dispositivo di memorizzazione di massa che permette di conservare grandi
quantità di dati in modo permanente. Un hard disk è costituito da uno o più dischi
magnetici che ruotano ad alta velocità e su cui vengono scritti e letti i dati tramite delle
testine. Un hard disk si collega al sistema informatico tramite una interfaccia, come SATA,
IDE o USB.
• Hotspot: è una zona geografica in cui è disponibile una connessione a Internet senza fili
(Wi-Fi), offerta da un fornitore di servizi o da un ente pubblico o privato. Gli hotspot
possono essere gratuiti o a pagamento, e possono richiedere o meno una registrazione o
una password per accedere. Alcuni esempi di hotspot sono aeroporti, stazioni, hotel, caffè,
biblioteche, anche nel cellulare di tipo mobile, ecc.
• Hz / GHz: sono le unità di misura della frequenza, ovvero il numero di volte che un
fenomeno si ripete in un secondo. Nel contesto informatico, la frequenza si usa per
indicare la velocità di funzionamento di un componente hardware, come il processore, la
memoria o il bus. Un hertz (Hz) corrisponde a una ripetizione al secondo, mentre un
gigahertz (GHz) corrisponde a un miliardo di ripetizioni al secondo. Più alta è la frequenza,
più veloce è il componente.
I
• IA (Intelligenza Artificiale): è la disciplina che studia come realizzare sistemi informatici in
grado di svolgere compiti che normalmente richiedono intelligenza umana, come il
riconoscimento di immagini, la comprensione del linguaggio naturale, il ragionamento,
l’apprendimento, la creatività, ecc. L’IA si basa su diversi metodi e tecniche, come gli
algoritmi, le reti neurali, il machine learning, il deep learning, ecc.
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• IDE: acronimo di Integrated Development Environment, è un software che offre agli
sviluppatori un ambiente integrato per scrivere, compilare, eseguire e testare il codice. Un
IDE può includere un editor di testo, un compilatore, un debugger, un interprete, una
macchina virtuale, una documentazione, una libreria di componenti e altre funzionalità utili
per lo sviluppo del software. Esempi: VSCode, Eclipse, Microsoft Visual Studio, ecc.
• IDS: acronimo di Intrusion Detection System, ovvero sistema di rilevamento delle
intrusioni. Si tratta di un software o di un dispositivo che monitora le attività di rete o di
sistema alla ricerca di possibili tentativi di accesso non autorizzato, di violazione delle
politiche di sicurezza o di attacchi informatici. Un IDS può essere basato su firme, ovvero
confrontare le attività con dei modelli noti di attacco, o su anomalie, ovvero rilevare le
deviazioni dal comportamento normale. Un IDS può essere attivo, ovvero in grado di
bloccare o isolare le minacce, o passivo, ovvero limitato a segnalare le minacce.
• IMAP: acronimo di Internet Message Access Protocol, è un protocollo di Internet che
permette di accedere alla posta elettronica da un server remoto, senza doverla scaricare
sul proprio dispositivo. IMAP consente di gestire più cartelle, sincronizzare i messaggi tra
diversi dispositivi, e operare anche in modalità offline. IMAP è più avanzato e flessibile di
POP, ma richiede più risorse e banda.
• Immagini vettoriali: sono immagini digitali che sono rappresentate specificando gli
elementi geometrici (punti, segmenti, poligoni) che le compongono, e le proprietà di
questi elementi, come il colore, lo spessore, la trasparenza e la posizione. Le immagini
vettoriali hanno il vantaggio di avere dimensioni ridotte, di essere scalabili senza perdere
qualità e di essere facilmente modificabili. Le immagini vettoriali sono adatte alla
rappresentazione di forme geometriche, loghi, diagrammi, grafici e testi. Un esempio di
formato di file per le immagini vettoriali è il SVG (Scalable Vector Graphics), che usa il
linguaggio XML per descrivere le immagini vettoriali.
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• Input: è l’ingresso di dati o informazioni in un sistema informatico, tramite dispositivi di
input, come tastiera, mouse, microfono, scanner, fotocamera, ecc. Ad esempio, quando si
digita un testo su un editor di testo, si sta fornendo un input al sistema.
• Interfaccia: è l’insieme di elementi grafici e funzionali che consente all’utente di interagire
con un sistema informatico, come un’applicazione, un sito web, un dispositivo, ecc.
L’interfaccia comprende l’invio di comandi, l’inserimento di dati, l’avvio di elaborazioni, la
visualizzazione di output, la gestione di errori, ecc.
• Interfaccia SATA: è un tipo di interfaccia che collega i dispositivi di memorizzazione, come i
dischi fissi o i lettori ottici, alla scheda madre del computer. SATA sta per Serial Advanced
Technology Attachment ed è uno standard che offre elevate prestazioni e velocità di
trasferimento dei dati.
• Interprete: software che traduce il codice del programma in linguaggio macchina durante
l’esecuzione, interpretando righe di codice o pezzi di codice ed eseguendoli
immediatamente. Un interprete non crea un file eseguibile, ma esegue il codice sorgente
direttamente. Esempi di linguaggi interpretati sono Python, Ruby e PHP.
• Interprete dei comandi (o shell): programma che, tramite una interfaccia testuale, accetta
input dall'utente sotto forma di comandi e li esegue. I comandi sono istruzioni che il
sistema operativo o un altro programma comprende e può eseguire.
• Internet: è la rete globale di calcolatori e dispositivi che comunicano tra loro usando il
protocollo TCP/IP, che definisce le regole per la trasmissione e la ricezione dei dati.
Internet consente lo scambio e la condivisione di dati, informazioni e risorse tra milioni di
utenti in tutto il mondo. Internet offre diversi servizi e applicazioni, come il web, la posta
elettronica, i social network, il cloud computing, ecc. Si parla di “rete di reti” perché
l’accesso alla rete Internet avviene mediante un accesso ad una rete locale (LAN) a sua
volta collegata ad una rete più grande e geograficamente distribuita ovvero la WAN (wide
area network).
• Internet of Things (o IoT): è il paradigma che prevede la connessione di oggetti e luoghi del
mondo reale a Internet, tramite sensori, attuatori, microcontrollori, reti wireless, ecc. L’IoT
consente di raccogliere, trasmettere, elaborare e agire sui dati provenienti dall’ambiente
fisico, offrendo nuove opportunità e sfide in vari ambiti, come la salute, l’agricoltura, la
domotica, la cultura, ecc.
• IP (Internet Protocol): è il protocollo principale usato da Internet per la trasmissione dei
dati tra i dispositivi connessi alla rete. IP si occupa di assegnare un indirizzo univoco a ogni
dispositivo, detto indirizzo IP, e di instradare i pacchetti di dati attraverso i router,
seguendo il principio del miglior percorso possibile. Il protocollo Internet (IP) definisce un
indirizzo unico detto indirizzo IP che deve identificare un host (calcolatore/dispositivi)
affinché sia accessibile in rete.
• Indirizzo IP: è un codice numerico che identifica in modo univoco un dispositivo connesso a
una rete informatica che usa il protocollo Internet. Gli indirizzi IP possono essere di due
tipi: IPv4, composti da 32 bit e scritti in quattro gruppi di cifre decimali separati da un
20
punto (assegna indirizzi IP a circa 4,3 miliardi di dispositivi), e IPv6, composti da 128 bit e
scritti in otto gruppi di cifre esadecimali separati da due punti (assegna indirizzi IP ad un
numero quasi illimitato di dispositivi).
o Indirizzi IP statici → Numeri di indirizzo IP permanenti, assegnato manualmente
o Indirizzi IP dinamici → Numeri di indirizzo IP temporanei, es. computer domestici
o DHCP → Servizio di assegnazione automatica degli indirizzi IP
Ad ogni IP corrisponde poi per semplicità un nome e quindi viene associato un nome
simbolico, chiamato nome DNS.
• Ipertesto e ipermedia: sono due concetti che si riferiscono alla possibilità di creare e
navigare tra contenuti non lineari e interconnessi tramite dei collegamenti (link). Ipertesto
si riferisce ai contenuti testuali, mentre ipermedia si riferisce ai contenuti multimediali,
come immagini, audio e video.
• Indirizzo MAC: è un codice univoco che identifica ogni scheda di rete o interfaccia di rete di
un dispositivo connesso a Internet o a una rete locale. MAC sta per Media Access Control
ed è composto da 12 cifre esadecimali, divise in sei coppie separate da due punti. Ad
esempio, 00:1A:2B:3C:4D:5E è un indirizzo MAC.
• Infrastruttura (fisica, hardware e software): è l’insieme di componenti materiali e
immateriali che costituiscono la base per il funzionamento di un sistema informatico o di
una rete. L’infrastruttura fisica comprende i dispositivi hardware, come i calcolatori, i
router, i cavi, i server, ecc. L’infrastruttura software comprende i programmi, i sistemi
operativi, i protocolli, le applicazioni, i servizi, ecc.
• Intrusione: atto di penetrare in un sistema o in una rete informatica senza autorizzazione,
violando le misure di sicurezza e compromettendo la riservatezza, l’integrità e la
disponibilità dei dati e dei servizi.
• ISO file: è un tipo di file che contiene l’immagine di un disco ottico, come un CD o un DVD,
con tutti i dati e le informazioni necessarie per la sua masterizzazione. ISO sta per
International Organization for Standardization, che ha definito lo standard per questo
formato di file. Un file ISO può essere usato per creare copie di backup, distribuire
software, installare sistemi operativi…
• ISP (Internet Service Provider): strutture che forniscono l’accesso alla rete Internet.
L
• LAN (Local Area Network): è una rete di calcolatori che copre un’area geografica limitata,
come un edificio, un ufficio o una casa. Una rete LAN consente di condividere risorse, dati e
servizi tra i dispositivi connessi, usando mezzi di trasmissione cablati (wired) o senza fili
(WLAN). Una rete LAN ha una velocità di trasmissione elevata, una bassa latenza e un
basso tasso di errore. Una rete LAN può essere collegata ad altre reti tramite dispositivi
intermedi come router o gateway.
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• Larghezza di banda: è la quantità di dati che possono essere trasmessi o ricevuti in un’unità
di tempo attraverso un canale di comunicazione. La larghezza di banda si misura in bit al
secondo (bps) o in multipli come kilobit al secondo (kbps) o megabit al secondo (Mbps). Più
alta è la larghezza di banda, più veloce è la trasmissione dei dati. La larghezza di banda
dipende dal tipo di mezzo trasmissivo, dalla distanza tra i dispositivi, dalla presenza di
interferenze e dal protocollo usato.
• Licenza (contratto d’uso): è un accordo legale tra il produttore di un software e l’utente
finale che stabilisce le condizioni di utilizzo, distribuzione e modifica del software. La
licenza definisce i diritti e i doveri delle parti coinvolte e le eventuali limitazioni o restrizioni
imposte dal produttore. La licenza può essere gratuita o a pagamento, e può richiedere o
meno l’accettazione esplicita da parte dell’utente.
• Licenza Creative Commons: è una tipologia di licenza che permette agli autori di contenuti
digitali di concedere alcuni diritti di utilizzo delle loro opere, senza rinunciare alla proprietà
intellettuale. È una via di mezzo fra il diritto d’autore completo (full-copyright) dei DRM, ad
esempio, con il modello all rights reserved (tutti i diritti riservati) e il pubblico dominio
(public domain), no rights reserved (assenza totale di diritti) quindi con un modello some
right reserved (alcuni diritti riservati). Esistono diverse varianti di licenza Creative
Commons, che combinano quattro elementi: attribuzione (BY, consentita copia,
distribuzione, visualizzazione, modifica solo se viene citato l’autore), condivisione allo
stesso modo (SA, distribuzione con licenza identica), non opere derivate (ND, solo copia,
distribuzione o visualizzazione, ma non modifica) e non commerciale (NC, copia e modifica
solo a scopo non commerciale). Queste licenze favoriscono la diffusione e la remixabilità
dei contenuti, nel rispetto delle volontà degli autori.
• Licenza non-copyleft: è una licenza che consente la distribuzione e la modifica del software
senza imporre l’obbligo di mantenere la stessa licenza per le versioni derivate. Questo
significa che il software originale e il software modificato possono avere licenze diverse,
anche incompatibili tra loro. Le licenze non-copyleft sono anche dette licenze permissive,
perché concedono una maggiore libertà agli utenti, ma anche una minore protezione per
gli autori. Esempi di licenze non-copyleft sono la licenza BSD, la licenza MIT e la licenza
Apache.
• LMS: acronimo di Learning Management System, è un software che permette di erogare e
gestire corsi di formazione online. Un LMS offre funzionalità per creare e organizzare i
contenuti didattici, monitorare e valutare i progressi degli studenti, facilitare la
comunicazione e la collaborazione tra docenti e discenti, e fornire report e statistiche
sull’attività formativa. Esempi di LMS sono Moodle, Blackboard, Canvas, etc.
• Linguaggio di programmazione: è un insieme di simboli, regole e convenzioni che permette
di scrivere istruzioni comprensibili a un calcolatore per realizzare un programma. Un
linguaggio di programmazione ha una sintassi, che definisce la forma delle istruzioni, e una
semantica, che definisce il significato delle istruzioni. Esistono diversi tipi di linguaggi di
22
programmazione, a seconda del livello di astrazione, del paradigma e del dominio di
applicazione. Alcuni esempi di linguaggi di programmazione sono il C, Java, Python e HTML.
• Linker: programma (utility) che prende uno o più file oggetto generati dal compilatore e li
combina in un singolo file eseguibile, collegando tra loro le varie parti del codice e le
librerie esterne.
• Loader: parte del sistema operativo che è responsabile del caricamento del programma in
memoria e quindi prepara gli eseguibili per l’esecuzione. Il loader legge il file eseguibile dal
disco, lo copia nella memoria principale, e avvia il processo di esecuzione.
• MAN: acronimo di Metropolitan Area Network, ovvero una rete di comunicazione che
copre un’area metropolitana, come una città o una regione. Un MAN è più esteso di una
LAN (Local Area Network), ma più limitato di una WAN (Wide Area Network). Un MAN può
essere usato per connettere diverse LAN tra loro, fornire accesso a Internet ad alta
velocità, o supportare applicazioni multimediali. Un esempio di MAN è il sistema di cavi che
collega le abitazioni e le aziende di una città.
• Macchina virtuale (virtual machine): è una copia digitale di una macchina fisica che può
eseguire software in modo indipendente dall’hardware sottostante. Una macchina virtuale
consente di avere più sistemi operativi e applicazioni su un unico dispositivo, isolandoli tra
loro e garantendo sicurezza e flessibilità. Per creare e gestire le macchine virtuali si usa un
software di virtualizzazione che si interpone tra l’hardware e il sistema operativo ospite.
• Machine learning (ML): macchine che imparano da sole, analizzando dati e sviluppando
modelli predittivi.
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computer, per come si comportano e per i danni che producono. Alcuni esempi di malware
sono: virus, worm, trojan, spyware, ransomware, adware, ecc.
• Minaccia: potenziale fonte di danno o pericolo per un sistema o una rete informatica, che
può sfruttare una vulnerabilità per compromettere la sicurezza.
• Mezzo di trasmissione onde guidate / onde irradiate: sono due tipi di mezzi fisici usati per
trasmettere l’informazione tramite un canale di comunicazione. Le onde guidate sono
segnali elettrici o ottici che passano attraverso linee fisiche o cavi, come la fibra ottica o il
cavo coassiale. Le onde irradiate sono onde elettromagnetiche o radio che si propagano
nell’aria tra due punti fissi, come le antenne o i satelliti. Le onde guidate richiedono un
collegamento fisico tra il trasmettitore e il ricevitore, mentre le onde irradiate no.
• Metaverso: termine che indica un universo virtuale condiviso e persistente, in cui gli utenti
possono interagire tra loro e con l’ambiente attraverso avatar, oggetti digitali, applicazioni,
ecc. può essere accessibile da diverse piattaforme, come computer, smartphone, console,
dispositivi di realtà virtuale o aumentata, ecc. Un metaverso può integrare elementi della
realtà fisica, come dati, mappe, sensori, ecc., creando una realtà mista.
• Mobile app (o app nativa): applicazione che viene installata sul dispositivo mobile
dell’utente (smartphone, tablet, etc.) e che può essere utilizzata anche offline. Richiede lo
sviluppo di versioni specifiche per ogni piattaforma mobile (iOS, Android). Può accedere
alle funzionalità native del dispositivo (fotocamera, GPS, etc.) e offrire un’esperienza
utente ottimizzata.
• Mobile web app: applicazione web che viene adattata per essere visualizzata e utilizzata su
un dispositivo mobile. Non richiede l’installazione sul dispositivo, ma richiede una
connessione a internet. Non può accedere alle funzionalità native del dispositivo, ma può
offrire una maggiore compatibilità.
• Motori di ricerca (o search engine): sistemi informatici che permettono agli utenti di
trovare informazioni sul web in base a parole chiave o altri criteri. I motori di ricerca si
basano su tre componenti principali: il crawler, che esplora il web e raccoglie i contenuti;
l’indicizzatore, che organizza e memorizza i contenuti in un database; e l’interfaccia, che
elabora le richieste degli utenti e restituisce i risultati. Il funzionamento dei motori di
ricerca dipende da algoritmi che determinano la rilevanza e l’ordine dei risultati.
→ RankBrain e Google Bert: nomi di due algoritmi usati da Google, il motore di ricerca più
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usato al mondo, per elaborare le query degli utenti e restituire i risultati più pertinenti.
RankBrain è un algoritmo basato sull’intelligenza artificiale, che usa il machine learning per
interpretare le query complesse o ambigue e per assegnare un punteggio di rilevanza ai
contenuti. Google Bert è un algoritmo basato sul natural language processing (NPL), che
usa il deep learning per comprendere il contesto e la semantica delle query, soprattutto
quelle formulate in forma di domanda o di frase.
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• NFC: Near Field Communication, è una tecnologia di comunicazione senza fili a corto raggio
che consente lo scambio di dati tra dispositivi vicini. L’NFC sfrutta le onde radio a frequenza
elevata (13,56 MHz) per trasmettere informazioni a una distanza massima di 10 cm. L’NFC
può essere usata per vari scopi, come il pagamento elettronico senza contatto, la
condivisione di contenuti, l’identificazione, il controllo di accesso e la domotica.
• NIC: Network Interface Card, una scheda di rete che permette a un computer di
connettersi a una rete locale (LAN) o a Internet. La NIC contiene un circuito elettronico che
converte i segnali digitali del computer in segnali elettrici, ottici o radio da trasmettere sul
mezzo trasmissivo. La NIC può essere integrata nella scheda madre del computer o inserita
in uno slot di espansione. La NIC ha un indirizzo univoco, detto indirizzo MAC, che identifica
il dispositivo nella rete.
• Nodo: Un elemento di una rete di calcolatori o dispositivi che può inviare, ricevere o
elaborare dati. Un nodo può essere un computer, un router, uno switch, una stampante,
una telecamera, un sensore o qualsiasi altro dispositivo dotato di una scheda di rete. I nodi
sono collegati tra loro da mezzi trasmissivi, come cavi o onde radio, che formano i canali di
comunicazione. I nodi possono comunicare tra loro seguendo dei protocolli comuni.
• NTFS: New Technology File System, il file system di default dei sistemi operativi Windows.
Un file system è un insieme di regole e strutture che organizzano i dati memorizzati su un
supporto di archiviazione, come un disco rigido o una chiavetta USB. Il file system permette
di creare, modificare, cancellare e rinominare i file e le cartelle, e di gestire lo spazio libero
e occupato. Il file system NTFS offre diverse funzionalità avanzate, come la compressione,
la cifratura, la gestione dei permessi e il supporto di file di grandi dimensioni.
• NUI: acronimo di Natural User Interface, è un tipo di interfaccia utente che permette di
interagire con un sistema o un’applicazione tramite gesti, movimenti, comandi vocali,
espressioni facciali, ecc. La NUI mira a rendere l’interazione più intuitiva e fluida,
eliminando la necessità di dispositivi intermedi come mouse, tastiera, ecc. per esempio, i
touch screen sono tali per cui le dita dell’utente prendono il posto di mouse e puntatori, le
dita si muovono in modi diversi dette GESTURE per interagire con il sistema operativo.
O
• Output: è il risultato dell’elaborazione dei dati da parte di un sistema informatico. L’output
può essere visualizzato su uno schermo, stampato su carta, trasmesso a un altro dispositivo
o memorizzato in un supporto. Esempi di output sono: il testo di un documento, il grafico
di una funzione, il suono di una canzone, il video di un filmato.
• Open source: termine che indica un tipo di software il cui codice sorgente è pubblicamente
accessibile e modificabile da chiunque. Il software open source si basa su una filosofia di
condivisione, collaborazione e trasparenza, e spesso è distribuito con una licenza che ne
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garantisce la libertà di uso, copia, modifica e distribuzione. Esempi di software open source
sono Linux, Firefox e WordPress.
• Open source hardware: L’open source hardware è un tipo di hardware che può essere
modificato, riprodotto e distribuito liberamente da chiunque. L’open source hardware si
basa su schemi, progetti e documentazione pubblicamente accessibili. Un esempio di open
source hardware è Arduino, una piattaforma di prototipazione elettronica, o anche
Raspberry PI (sviluppato in Inghilterra).
• Open source software: L’open source software è un tipo di software che può essere usato,
modificato e condiviso liberamente da chiunque. L’open source software si basa su codice
sorgente pubblicamente accessibile. Un esempio di open source software è Linux, un
sistema operativo.
• Office automation: è l’insieme delle tecnologie e delle pratiche che automatizzano e
semplificano le attività di ufficio, come la produzione, la gestione, la trasmissione e
l’archiviazione dei documenti, la comunicazione, la collaborazione e la pianificazione.
P
• Package: è un insieme di file e cartelle che contengono un software applicativo,
organizzato in modo da facilitarne l’installazione e la rimozione da parte dell’utente. Un
package può includere il codice eseguibile del programma, le librerie, le icone, i documenti
e le informazioni di configurazione. Un package può essere distribuito in vari formati, a
seconda del sistema operativo e del gestore di pacchetti utilizzati.
• PAN (Personal Area Network): è una rete che collega dispositivi di piccole dimensioni nelle
vicinanze di un utente, come mouse, tastiera, smartphone, stampante, ecc. Una PAN può
essere cablata o wireless (WPAN) e ha un raggio di azione limitato a pochi metri. Una PAN
wireless può usare tecnologie come Bluetooth, infrarossi o Wi-Fi.
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• Partizione: è una suddivisione logica di un disco fisso, che consente di creare più
unità/volumi di memorizzazione indipendenti. Una partizione può contenere un sistema
operativo, dei dati o delle applicazioni, e può essere formattata con un determinato file
system. Le partizioni possono essere primarie, estese o logiche, a seconda della loro
funzione e del tipo di tabella/schema delle partizioni usata.
• Pixel: è l’unità base di un’immagine digitale, che rappresenta un punto di colore. Il numero
di pixel determina la risoluzione di un’immagine, cioè la sua nitidezza e il suo dettaglio. I
pixel possono avere diversi livelli di profondità di colore, cioè il numero di bit usati per
codificare il colore di ogni pixel. Maggiore è la profondità di colore, maggiore è la gamma di
colori disponibili.
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può essere in diversi stati, come pronto, in esecuzione, sospeso o terminato. Ecco una
breve descrizione:
o Pronto: il processo va in una lista gestita dallo scheduler (componente del sistema
operativo che si occupa di selezionare il processo da eseguire sulla CPU, in base a
vari criteri e algoritmi) e attende il suo
turno di esecuzione.
• Profondità del colore: numero che indica quanto è dettagliata la rappresentazione del
colore in un’immagine (bit x pixel)
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destinazione e di ritrasmetterli in caso di errori. Il TCP garantisce quindi l’affidabilità e
l’ordine della trasmissione dei dati. L’IP si occupa di assegnare e identificare gli indirizzi dei
dispositivi nella rete (gli indirizzi IP), di instradare i pacchetti attraverso i vari nodi della rete
e di gestire eventuali problemi di congestione o frammentazione dei pacchetti. L’IP
garantisce quindi la connettività e la scalabilità della rete. Il protocollo TCP/IP è formato da
quattro livelli: il livello di accesso alla rete, il livello di Internet, il livello di trasporto e il
livello applicativo. Ogni livello ha dei compiti specifici e utilizza dei protocolli diversi per
svolgerli. Ad esempio, il livello di accesso alla rete usa protocolli come Ethernet o Wi-Fi, il
livello di Internet usa protocolli come IP o ICMP, il livello di trasporto usa protocolli come
TCP o UDP e il livello applicativo usa protocolli come HTTP o FTP.
• PDF/A standard: è uno standard per la conservazione a lungo termine dei documenti
elettronici in formato PDF. Il PDF/A standard garantisce che i documenti siano visualizzabili
e stampabili in modo fedele al loro aspetto originale, indipendentemente dal software,
dall’hardware o dal sistema operativo usati. Il PDF/A standard impone alcune restrizioni
rispetto al PDF normale, come l’obbligo di incorporare i font usati, la proibizione di usare la
crittografia o la compressione con perdita, la necessità di specificare le informazioni di
identificazione e di conformità allo standard.
• PROM (Programmable Read Only Memory): è un tipo di memoria non volatile che può
essere programmata una sola volta dall’utente. La PROM viene usata per memorizzare
piccole quantità di dati, come il codice per i sistemi embedded o i dati di configurazione.
• Periferica: è un dispositivo esterno che si collega al computer tramite una porta di
comunicazione, come USB, HDMI, VGA, ecc. Le periferiche possono essere di input, di
output o di input/output, a seconda della funzione che svolgono. Ad esempio, una tastiera
è una periferica di input, uno schermo è una periferica di output, e una stampante è una
periferica di input/output.
• Plug and Play: è una caratteristica che permette al computer di riconoscere e configurare
automaticamente una periferica appena collegata, senza bisogno di installare driver o
software specifici. Il sistema operativo comunica con la periferica tramite un protocollo
standard e le assegna le risorse necessarie per funzionare.
• Proprietà del file: sono le informazioni associate a un file, come il nome, la dimensione, la
data di creazione, l’autore, i permessi, ecc. Le proprietà del file possono essere visualizzate
e modificate tramite il sistema operativo, come in Windows la finestra “Proprietà”. Le
proprietà del file possono essere utili per organizzare, cercare e gestire i file.
• Protocollo Wi-Fi: è un insieme di regole e standard che definiscono come i dispositivi
wireless possono comunicare tra loro e con le reti cablate. Si basa sulla famiglia di standard
IEEE 802.11, che specificano le caratteristiche tecniche delle reti WLAN.
• Phishing: tecnica fraudolenta che consiste nell’invio di messaggi di posta elettronica, SMS o
altri mezzi di comunicazione che sembrano provenire da enti legittimi (banche, servizi
online, ecc.) ma che in realtà mirano a indurre l’utente a fornire informazioni personali,
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finanziarie o di accesso a siti web. Lo scopo è quello di appropriarsi indebitamente di tali
informazioni o di usarle per compiere truffe, furti di identità o altri reati informatici.
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firmware, il sistema operativo, ecc. La ROM può essere solo letta e non scritta, a meno che
non sia di tipo programmabile o cancellabile. La ROM si misura in byte, e può essere di
diversi tipi, come PROM, EPROM, EEPROM, ecc.
• Rootkit: tipo di malware che si nasconde nel sistema operativo o nel firmware di un
dispositivo, ottenendo i privilegi di accesso più elevati e rendendosi invisibile ai normali
programmi antivirus o antimalware. Un rootkit può essere usato per eseguire operazioni
illecite, come rubare dati, modificare file, installare altri malware, ecc.
• Router: è un dispositivo hardware che consente a più dispositivi di comunicare tra loro su
reti diverse. In una rete locale, il router collega i dispositivi alla rete centrale. Il router
riceve i dati dai dispositivi sulla rete locale e li inoltra alla destinazione appropriata, in base
al loro indirizzo IP. Il router consente di creare sottoreti, di garantire la sicurezza e la
qualità del servizio, e di supportare diversi protocolli di comunicazione.
• Software applicativo: è il software che permette agli utenti di svolgere determinate attività
o funzioni con il sistema operativo, come scrivere testi, elaborare dati, navigare in Internet,
giocare, ecc. Il software applicativo si basa sul software di base per comunicare con
l’hardware ed è formato da programmi costruiti per risolvere problemi specifici degli utenti
• Software libero free: è il software che rispetta le quattro libertà fondamentali degli utenti:
la libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo, la libertà di studiare il codice
sorgente e modificarlo, la libertà di ridistribuire copie del programma, la libertà di
migliorare il programma e condividere i miglioramenti con la comunità. Per garantire
queste libertà, il software libero deve essere distribuito con una licenza che ne permetta
l’uso, la copia, la modifica e la ridistribuzione, senza restrizioni o obblighi. Un esempio di
licenza di software libero è la GNU General Public License (GPL).
• Software open source: è il software che ha il codice sorgente accessibile e modificabile da
chiunque, ma non necessariamente rispetta le quattro libertà del software libero. Il
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software open source si basa su criteri tecnici e pratici, piuttosto che etici e sociali. Il
software open source può avere licenze diverse, alcune delle quali sono compatibili con il
software libero, altre no. Un esempio di licenza di software open source è la BSD License.
• Software pubblico dominio: è il software che non è protetto da alcun diritto d’autore e che
quindi appartiene al pubblico. Il software pubblico dominio può essere usato, copiato,
modificato e ridistribuito da chiunque, senza limitazioni o condizioni. Il software pubblico
dominio è raro, perché in molti paesi non è possibile rinunciare ai diritti d’autore. Un
esempio di software pubblico dominio è SQLite.
• Software non libero: è il software che non rispetta le quattro libertà del software libero e
che impone restrizioni o obblighi agli utenti. Il software non libero è anche detto software
proprietario o software chiuso, perché il codice sorgente non è accessibile o modificabile.
Il software non libero può essere distribuito gratuitamente o a pagamento, ma in entrambi
i casi gli utenti non hanno il controllo sul programma. Un esempio di software non libero è
Microsoft Windows.
• Software commerciale: è il software che viene venduto e distribuito con un fine di lucro,
per realizzare un profitto. Il software commerciale può essere sia libero che non libero, a
seconda della licenza. Il software commerciale non libero impedisce agli utenti di copiare o
modificare il programma, mentre il software commerciale libero permette agli utenti di
farlo, ma richiede il pagamento di una licenza o di una quota. Un esempio di software
commerciale non libero è Adobe Photoshop, mentre un esempio di software commerciale
libero è Red Hat Enterprise Linux.
• Software proprietario: tipologia di software che non è libero, cioè non permette agli utenti
di accedere e modificare il codice sorgente del programma, non è gratuito perché richiede
il pagamento di una licenza o di una quota per l’uso o la distribuzione del programma, ed è
protetto, in quanto è soggetto ai diritti d’autore del titolare e alla legge anti pirateria, che
sanziona chi viola la licenza.
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dispositivi che le richiedono. Un server web può ospitare uno o più siti web e utilizza il
protocollo HTTP per comunicare con i client. Un server web può essere anche un server di
applicazioni, se fornisce servizi o funzionalità aggiuntive ai siti web, come la gestione dei
dati, la personalizzazione dei contenuti, la sicurezza, ecc.
• SEO: è l’acronimo di Search Engine Optimization, ovvero l’insieme delle tecniche e delle
strategie volte a migliorare il posizionamento e la visibilità di un sito web nelle SERP dei
motori di ricerca, al fine di aumentare il traffico e la popolarità del sito. La SEO si basa
sull’analisi delle parole chiave, dei contenuti, dei link, della struttura, e della velocità del
sito, e sul monitoraggio dei risultati e delle prestazioni. La SEO si divide in due categorie
principali: SEO on-page, che riguarda le ottimizzazioni interne al sito, come i titoli, le meta
tag, le immagini, i testi, e i link interni; e SEO off-page, che riguarda le ottimizzazioni
esterne al sito, come i link in entrata, le citazioni, le recensioni, e i social media. La SEO è
una pratica fondamentale per il successo di un sito web, in quanto permette di raggiungere
il pubblico target, di aumentare la reputazione e l’autorità del sito, e di generare
conversioni e vendite.
• Social media: sono tecnologie o applicazioni specifiche, quindi strumenti software, che
permettono ad un utente di creare e condividere su Internet diverse tipologie di contenuti,
come testi, immagini, video, audio, o animazioni. I social media sono caratterizzati da una
forte interattività, una facilità di accesso e di uso, una personalizzazione e una
partecipazione attiva e collaborativa degli utenti. I social media comprendono diverse
categorie, come i blog, i forum, i wiki, i podcast, i social network, i social bookmarking, i
social news, i social commerce, e le piattaforme di condivisione di contenuti multimediali.
• Social network: sono reti sociali che usano i social media, ma rappresentano una rete di
individui che viene creata e gestita come comunità online tramite software specifici. Le reti
sociali esistono da quando l’essere umano ha iniziato ad organizzare la propria vita in
gruppo e quindi i social networks sono gruppi in rete che condividono interessi, valori,
obiettivi, o relazioni.
• Social engineering: insieme di tecniche psicologiche e comportamentali che mirano a
manipolare le persone per ottenere informazioni riservate, accessi privilegiati, favori o altre
forme di vantaggio. Lo scopo è quello di sfruttare le debolezze umane, come la curiosità, la
fiducia, la paura, l’avidità, ecc. per indurre le vittime a compiere azioni che vadano contro i
loro interessi o quelli delle organizzazioni a cui appartengono.
• Sistema operativo o SO: è il software di sistema che coordina le attività del processore e
gestisce i processi e i file. Il sistema operativo è il primo software che viene caricato nella
memoria quando si accende il computer e rimane attivo fino allo spegnimento. Il sistema
operativo ha diverse funzioni, tra cui: avviare il computer, gestire la memoria, controllare i
dispositivi di input e output, organizzare i file sul disco, eseguire i programmi, garantire la
sicurezza, fornire un’interfaccia utente, ecc. Alcuni esempi di sistemi operativi sono
Windows, Linux, MacOS, Android, iOS…
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• Principi base della Sicurezza: principi fondamentali che guidano la progettazione,
l’implementazione e la gestione di un sistema o di una rete informatica sicura. I principali
principi base della sicurezza sono:
o Riservatezza: i dati devono essere protetti da accessi non autorizzati. Solo le
persone o le entità autorizzate devono poter accedere ai dati. La riservatezza si
basa su meccanismi di cifratura, autenticazione e autorizzazione.
o Integrità: i dati devono essere protetti da modifiche non autorizzate. I dati devono
essere mantenuti inalterati e coerenti durante il loro ciclo di vita. L’integrità si basa
su meccanismi di firma digitale, per esempio.
o Disponibilità: i dati e i sistemi devono essere disponibili per l’accesso e l’uso. I dati e
i sistemi devono essere resistenti a guasti, errori e attacchi. La disponibilità si basa
su meccanismi di backup e ripristino dei dati.
o Autenticità: la fonte dei dati deve essere certa, autenticata. La fonte dei dati deve
essere verificabile e identificabile. L’autenticità si basa su meccanismi di
certificazione e firma digitale.
o Non ripudiabilità: il mittente di un messaggio non può dire di non averlo inviato,
allo stesso modo, il destinatario non può dire di non averlo ricevuto.
• Sicurezza attiva: si intendono le tecniche e gli strumenti mediante i quali le informazioni e i
dati di natura riservata sono resi sicuri, proteggendo gli stessi sia dalla possibilità che un
utente non autorizzato possa accedervi, sia dalla possibilità che un utente non autorizzato
possa modificarli o danneggiarli. Alcuni esempi di sicurezza attiva sono: la crittografia, la
firma digitale, il controllo di integrità, ecc.
• Sicurezza passiva: si vuol intendere le tecniche e gli strumenti di tipo difensivo, cioè
l’insieme di soluzioni che hanno come obiettivo l’impedimento agli utenti non autorizzati di
accedere a risorse, sistemi, informazioni e dati di natura riservata. Quindi il concetto di
sicurezza passiva è molto ampio in quanto fa riferimento a svariate componenti quali
l’accesso a locali protetti, l’utilizzo di porte di accesso blindate, congiunti all’impiego di
sistemi di identificazione personale. Alcuni esempi di sicurezza passiva sono: le password, i
firewall, i backup, l’autenticazione, ecc.
• SIM: acronimo di Subscriber Identity Module, è una scheda elettronica che contiene le
informazioni relative all’abbonato di un servizio di telefonia mobile, come il numero di
telefono, il codice PIN, il codice PUK, la rete di appartenenza, ecc. La SIM permette di
identificare e autenticare l’utente, e di accedere ai servizi offerti dal fornitore.
• Socket: è un’interfaccia software che permette la comunicazione tra due processi che si
scambiano dati attraverso una rete. Un socket è identificato da un indirizzo IP e da un
numero di porta, che indicano rispettivamente il dispositivo e il processo coinvolti nella
comunicazione.
• Shutdown: è l’operazione di spegnimento del computer, che comporta la chiusura dei
programmi in esecuzione, il salvataggio dei dati, la disconnessione dai dispositivi e la
cessazione dell’attività del processore. Lo shutdown può essere eseguito in diversi modi,
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come dal menu di avvio del sistema operativo, dal pulsante di accensione del computer, da
una combinazione di tasti, ecc. Lo shutdown ha diverse fasi, tra cui:
o 1. Chiusura dei programmi e delle applicazioni
o 2. Salvataggio dei dati
o 3. Spegnimento del sistema operativo
• SSD: è un tipo di disco fisso che usa la tecnologia a stato solido per memorizzare i dati,
senza parti meccaniche in movimento. Un SSD è costituito da una serie di chip di memoria
flash, che possono essere letti e scritti elettronicamente. Un SSD ha diversi vantaggi
rispetto a un disco fisso tradizionale, come una maggiore velocità di accesso, una minore
rumorosità, una maggiore resistenza agli urti, un minor consumo di energia, ecc.
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• Spyware: software che si installa segretamente nel sistema di un utente, monitorando le
sue attività, le sue abitudini di navigazione, i suoi dati personali, ecc. Uno spyware può
inviare le informazioni raccolte a terze parti, compromettendo la privacy e la sicurezza
dell’utente. Uno spyware può anche alterare le impostazioni del sistema, rallentare le
prestazioni, mostrare pubblicità indesiderate, ecc.
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• Thread: è una sequenza di istruzioni che può essere eseguita in modo indipendente e
concorrente all’interno di un programma. Un thread è una suddivisione di un processo, che
è l’insieme delle risorse necessarie per eseguire un programma. I thread permettono di
sfruttare meglio le capacità di elaborazione dei processori multi-core.
• Trasmettitore: è un dispositivo che converte un segnale digitale in un segnale analogico e
lo invia attraverso un mezzo di trasmissione, come l’aria, un cavo o una fibra ottica. Un
trasmettitore è necessario per trasferire informazioni digitali tra dispositivi a distanza. Un
esempio di trasmettitore è una scheda di rete wireless.
• Transmedialità: diffusione dei contenuti su quanti più media/piattaforme possibili.
• Token: sequenza di informazioni digitali registrate in una blockchain, che rappresentano un
bene digitale o un diritto associato a un utente del sistema. Un token può essere fungibile
o non fungibile, a seconda della sua intercambiabilità e unicità. Un token fungibile è uno
che appartiene a una stessa categoria e ha le stesse caratteristiche di un altro token della
stessa categoria, come le criptovalute, le azioni, i lingotti d’oro, ecc. Un token non fungibile
(NFT) è uno che è unico, non sostituibile, non ripetibile e non divisibile, come i quadri, gli
eventi musicali, i contratti di vendita, ecc.
• Trojan: tipo di malware che si presenta come un software legittimo o utile, ma che in realtà
nasconde delle funzionalità malevole, come rubare dati, danneggiare il sistema, installare
altri malware, ecc. Un trojan si differenzia da un virus o da un worm perché non si replica
da solo, ma richiede l’interazione dell’utente per essere attivato.
• UDP: acronimo di User Datagram Protocol, è un protocollo di rete che trasmette i dati tra
due dispositivi senza stabilire una connessione, senza garantire la corretta ricezione dei
dati, e senza controllare gli errori o le perdite. L’UDP agisce a livello di trasporto, definendo
quindi come avviene la connessione end-to-end, ovvero tra due “punti” specifici indicati
come porte, dove avvengono i collegamenti, che non rimane «aperta» ma si chiude dopo
ogni trasmissione/ricezione dei dati. Le porte garantiscono una connessione ai servizi.
• UNICODE: è un sistema di codifica che assegna un numero univoco a ogni carattere usato
nelle diverse lingue e scritture del mondo, permettendo di rappresentare più di un milione
di caratteri. L’UNICODE è compatibile con le altre codifiche, come l’ASCII, e offre una
maggiore uniformità e interoperabilità tra i diversi sistemi e applicazioni.
• User experience (UX): è l’insieme delle emozioni, delle percezioni, delle reazioni e delle
sensazioni che un utente prova durante e dopo l’interazione con un sistema o
un’applicazione. La user experience dipende da vari fattori, come la funzionalità, l’usabilità,
l’estetica, l’accessibilità, la sicurezza, la soddisfazione, ecc. La user experience ha un
impatto sulla fedeltà, sulla reputazione e sul successo del sistema o dell’applicazione.
• User Interface (UI): è l’insieme degli elementi che permettono all’utente di interagire con
un sistema o un’applicazione, come schermi, tasti, icone, menu, finestre, ecc. L’interfaccia
utente ha il compito di facilitare e rendere piacevole l’interazione, trasmettendo le
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informazioni in modo chiaro e comprensibile, e offrendo le funzioni e le opzioni desiderate
dall’utente.
• UTF-8: è una variante dell’UNICODE che usa un numero variabile di bit (da 8 a 32) per
codificare i caratteri, a seconda della loro complessità. L’UTF-8 è compatibile con l’ASCII, e
offre una maggiore efficienza e flessibilità nella rappresentazione dei caratteri.
• Usabilità: è la misura di quanto un sistema o un’applicazione sia facile e intuitivo da usare,
senza richiedere troppo sforzo, tempo o apprendimento da parte dell’utente. L’usabilità
dipende da vari fattori, come la semplicità, la coerenza, la chiarezza, la reattività, l’efficacia,
l’efficienza, ecc. L’usabilità ha un impatto sulla UX e sulla qualità del sistema o
dell’applicazione.
• URL: acronimo di Uniform Resource Locator, è la sequenza di caratteri che identifica
univocamente una risorsa sul web, come una pagina web, un’immagine, un video, etc. Un
URL è composto da diverse parti, tra cui lo schema (che indica il protocollo usato), il nome
di dominio (che indica il server web che ospita la risorsa), il percorso (che indica la
posizione della risorsa sul server), e la query (che indica eventuali parametri aggiuntivi).
• Vulnerabilità: debolezza o difetto di un sistema o di una rete informatica, che può essere
sfruttata da una minaccia per compromettere la sicurezza. Le vulnerabilità possono
derivare da errori di progettazione, di implementazione, di configurazione o di uso dei
sistemi e delle reti informatiche. Le vulnerabilità possono essere classificate in diversi
livelli, a seconda del componente o dell’aspetto che le origina (vedi Livelli di vulnerabilità).
• Virus: pezzo di software scritto per produrre sempre più copie di sé stesso (programmi
auto-replicante) nei dati e nelle applicazioni. Lo scopo è il possesso di parte o di tutto il
calcolatore e la diffusione in altri. Si attaccano ad un’applicazione “legittima” e sono
attivati quando il programma viene eseguito la prima volta. Possono rimanere nascosti e
inattivi finché l’utente apre un programma o un file infettato propagandosi.
• Keylogger: software o hardware che registra i tasti premuti da un utente sulla tastiera, in modo da
catturare le informazioni inserite, come password, dati personali, messaggi, ecc. Un keylogger può
essere usato per scopi legittimi, come il monitoraggio delle attività dei dipendenti o dei figli, o per
scopi illeciti, come lo spionaggio o il furto di identità.
• WIMP (metafora): acronimo di Windows, Icons, Menus, Pointers, è una metafora usata
per descrivere un tipo di interfaccia utente grafica che usa questi elementi per facilitare
l’interazione con un sistema informatico. La metafora WIMP si basa sull’analogia tra il
desktop fisico e quello virtuale, dove le finestre rappresentano le aree di lavoro, le icone
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rappresentano le applicazioni o i documenti, i menu rappresentano le opzioni disponibili e i
puntatori rappresentano la posizione del cursore controllato dal mouse o dalla tastiera. Un
esempio di interfaccia utente basata sulla metafora WIMP è il sistema operativo Windows.
• Web (www): acronimo di World Wide Web, è uno dei servizi/applicazioni di Internet ed è
assimilabile ad un immenso archivio in espansione e popolato da testi, immagini, filmati,
suoni a cui si accede in qualsiasi momento. Nel 1991, Tim Berners-Lee al CERN sviluppò il
primo web server e il browser (in interfaccia di testo) e mise online il primo sito web
ancora visualizzabile oggi. Internet esisteva come rete militare fin dal 1969 estesa negli
anni anche in Europa, ma i servizi su Internet erano ad esempio l’accesso in modo remoto
attraverso la linea di comando (telnet), trasferimento file (ftp) o posta elettronica (1971). Il
web nasce nel mondo della ricerca e rimane fino al 1993 in cui il CERN dichiara che non era
il suo compito occuparsi della promozione industriale del www rilasciando però i codici
sorgente di pubblico dominio per il loro sfruttamento.
Evoluzione del Web: è il processo di cambiamento e innovazione che ha caratterizzato il
web dalla sua nascita ad oggi, e che ha portato alla creazione di diverse generazioni di web,
ognuna con le sue peculiarità e sfide. Si distinguono tre principali fasi di evoluzione web:
o Il Web 1.0 (anni ’90 – 2006) è il web originario, basato su pagine statiche, contenuti
prevalentemente testuali, scarsa interattività e partecipazione degli utenti.
o Il Web 2.0 (2007 – 2019) è il web sociale, basato su pagine dinamiche, contenuti
multimediali, elevata interattività e partecipazione degli utenti, che diventano
anche produttori di contenuti.
o Il Web 3.0 (2019 – oggi) è il web semantico, basato su dati strutturati, contenuti
personalizzati, intelligenza artificiale e agenti software, che facilitano la ricerca e
l’analisi delle informazioni.
• Web semantico: è una visione del web in cui le informazioni sono più strutturate secondo
ontologie capaci di essere comprese da programmi senzienti e intelligenti. Il web
semantico si propone di far evolvere la rete come un mega database basato su linguaggi
ontologici per cui le macchine sentano e agiscano come umani, comprendendo il contesto
cognitivo in cui si trovano a fare analisi, prendere decisioni e svolgere compiti. Come
corollario quindi in tale visione rientra l’IA e realtà aumentata, realtà virtuale, oggetti
intelligenti e connettività pervasiva e ubiquità di applicativi e oggetti senzienti promettono
di trasformare lo spazio fisico in qualcosa di ibrido e nuovo.
• W3C: acronimo di World Wide Web Consortium, è un’organizzazione non governativa che
definisce gli standard tecnici utili allo sviluppo del servizio e della crescita, promuove l’uso
del web per tutti garantendo l’interoperabilità. Il W3C è stato fondato nel 1994 da Tim
Berners-Lee e conta oltre 400 membri tra enti pubblici, aziende, università e associazioni. Il
W3C si occupa di stabilire le specifiche dei linguaggi e dei protocolli usati sul web, come
HTML, CSS, XML, HTTP, etc.
• Worms (vermi): programmi che si auto-replicano come i virus, ma sono applicazioni singole
ovvero non si attaccano ad applicazioni “vere”. Si diffondono tramite le connessioni di rete
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che usano per trasmettere repliche di sé stessi a tutti i computer che sono connessi a
quella rete.
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