Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni9 pagine

Realismo Russo 2

Il documento analizza il Realismo russo attraverso le opere di Tolstoj e Dostoevskij, evidenziando come entrambi riflettano la realtà sociale ed economica della Russia dell'800. Si discute anche del Decadentismo, un movimento culturale che rifiuta il positivismo e abbraccia il soggettivismo e l'estetismo, con riferimenti a scrittori come Huysmans e Pascoli. Infine, vengono esplorate le tematiche principali della poesia di Pascoli, tra cui il mito della casa, la memoria dei morti e l'importanza delle piccole cose.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
6 visualizzazioni9 pagine

Realismo Russo 2

Il documento analizza il Realismo russo attraverso le opere di Tolstoj e Dostoevskij, evidenziando come entrambi riflettano la realtà sociale ed economica della Russia dell'800. Si discute anche del Decadentismo, un movimento culturale che rifiuta il positivismo e abbraccia il soggettivismo e l'estetismo, con riferimenti a scrittori come Huysmans e Pascoli. Infine, vengono esplorate le tematiche principali della poesia di Pascoli, tra cui il mito della casa, la memoria dei morti e l'importanza delle piccole cose.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

REALISMO RUSSO

Alla base del Naturalismo francese e del Verismo italiano vi è il Realismo.


È esigenza di rappresentare la realtà quotidiana nell’espressione più reale e problematica, la quale
si è poi declinata in Naturalismo in Francia e Verismo in Italia.

In Russia, 2 protagonisti:
 Tostoj
 Dostoevskij (sarà ripreso da Svevo e D’annunzio, per la sua capacità introspettiva dei
personaggi; cambia l’approccio alla malattia: interiore e psicologica)
Entrambi riflettono la realtà russa dell’800: realtà arretrata sul piano economico e politico, la quale
viveva un controllo serrato delle monarchie che inoltre limitavano la produzione letteraria.
Di conseguenza gli intellettuali avevano prodotto una viva opposizione che si ispirava a principi
democratici, rivoluzionari e socialisti.
Su questa ondata si presentano questi due maggiori esponenti.

DOSTOEVSKIJ
 1821-1881 Russia
 Vita tormentata perché segnata dall’obbligo di lavori forzati in Siberia (da qui la sua vena
oppositiva) e da alcune sventure familiari ed economiche
 Giovanili simpatie socialiste
 Matura un odio verso la modernità sino ad approdare ad un acceso NAZIONALISMO, che lo
porta a considerare il popolo russo come depositario di valori autentici (fede, giustizia …),
che saranno poi i temi dominanti dei suoi romanzi
1866 “Delitto e castigo” ; 1879/80 “I fratelli Karamazov” → 2 capolavori:
 Riflessione sul male insito nell’uomo
 Religione come fondamento della morale (non religione di regole, ma senso religioso →
l’idea di Dio)
 Senso di doppiezza dell’uomo, costantemente oscillante tra bene e male (anticamera di
Svevo e D’annunzio)

Quindi, le sue tematiche principale sono:


1. Male nell’uomo
2. Concetto dell’idea di Dio
3. Doppiezza della psiche umana

Un certo Michail Bachtin ha parlato di POLIFONIA per i suoi romanzi:


 Narratore non onnisciente e le prospettive dei personaggi sono autonome rispetto
all’orientamento dell’autore stesso (come Verga che si immedesimerà, anche se Dost.
metterà insieme le varie voci senza spiegare i passaggi psicologici dei personaggi, saranno
loro stessi a farlo)

 Dost. va ad indagare la psiche umana, e di conseguenza la narrazione sarà fortemente


soggettiva, i protagonisti parleranno in prima persona dei loro drammi ecc …
Questo elemento anticiperà i romanzi del ‘900
TOSTOJ
 1828-1910, origini nobili
 Travagliato da un’inquietudine esistenziale perenne, dettata da un forte senso moralista a
tal punto che rinuncia a tutti i suoi beni per darli ai poveri

I suoi capolavori: “Guerra e pace” 1863/69; “Anna Karenina” 1877.


Nelle sue opere emerge:
- atteggiamento critico nei confronti della modernità, in nome della semplicità evangelica → tutto
doveva essere ricondotto alla religione e all’ordine
- ricerca spirituale non astratta alla base di ogni suo romanzo, che emergeva dalla vita dei
personaggi
- ≠ scrittura di Dost. → angosciosa ; la sua invece ha dato al realismo un aspetto di serenità
rintracciabile nel tornare all’ordine delle cose.

DECADENTISMO
Movimento che troviamo in Francia, Inghilterra, Italia (con Pascoli, D’Annunzio → attuano nella
loro produzione l’esperienza vera che si rifà ai “poeti maledetti” francesi di fine ‘800 (Baudelaire →
da cui riprendono il simbolismo)

 Termine “DECADENTISMO” → nasce a Parigi nella prima metà degli anni ’80 dell’800 e si
sviluppa nel maggio del 1883 quando un certo Paul Verlaine pubblica un sonetto sulla
rivista “le chat noir” nel cui incipit si dice: “io sono l’impero alla fine della decadenza”.
Concetto: la raffinatezza e l’eleganza erano proprie di epoche storiche di decadenza.
 Movimento che avrà come rivista ufficiale “Le Decadent” (a Parigi)
 Diventa un fenomeno culturale e artistico che influenzerà tutta l’Europa
 Nasce come risposta alla filosofia positivista → movimento anti-positivista (in letteratura
anti-naturalistica

CARATTERISTICHE
 Rifiuto metodo scientifico e razionale → atteggiamento irrazionale dei poeti, che si ispira al
sensismo e al misticismo
 Soggettivismo e individualismo → l’arte deve esprimere le sensazioni interne dell’oggetto; il
poeta è un soggetto isolato, unico, dotato di valori aristocratici e raffinatezza (in
contrapposizione con il mondo della borghesia, che è volgare).
In questo ambiente di solitudine l’artista e il poeta si trasformeranno del “Dandy” che
disprezzerà la massa e ispirerà la propria vita ad un gusto di artificio
 Scoperta dell’inconscio che si lega all’irrazionale → l’arte deve esprimere le associazioni
profonde dell’io, sentimenti irrazionali, nascosti nell’inconscio.
Secondo Walter Binni, questo tratto è quello più nuovo ed originale del Decadentismo che
apre alla produzione del ‘900
 Simbolismo → poetica dominante del movimento in cui si ha la prevalenza di procedimenti
analogici: ricercare le corrispondenze tra anima del soggetto e la vita nell’universo
(Baudelaire → il primo che in un suo componimento esprime questo passaggio, analogia
tra quello che il poeta esprime e quello che guarda mentre descrive) → Montale – ‘900
Diventa di conseguenza difficile comprendere il messaggio del poeta.
Il simbolismo abbraccia la poesia in versi.
 Estetismo → essenza principale: si afferma che l’arte è superiore ad ogni cosa tramite la
teoria dell’ “arte per arte” elaborata dai francesi.
“Arte per arte” → l’arte deve obbedire solo a se stessa, liberandosi da qualsiasi criterio
politico, sociale, morale …
Si promuove il culto della forma e della bellezza, che è l’unica ragione di vita e vera e
propria religione.
Abbraccia la poesia in prosa, una produzione narrativa: in Francia Karl Joris Huysmans, in
Inghilterra Oscar Wilde, in Italia D’Annunzio.
 Poeta come profeta e vate, mediatore di rivelazione, l’unico capace di indagare quella
parte nascosta dell’io, un inventore: non imita la vita, la crea.

Karl Joris Huysmans


Scrive il romanzo “Contro corrente” = BIBBIA DEL DECADENTISMO nell’ambito narrativo →
romanzi ≠ dall’ambito naturalista e verista (scrivere della realtà sociale e portare ad una
riflessione)
Obbiettivo nuovi romanzi: culto della bellezza senza vincoli morali; permettono una descrizione più
ampia rispetto alla poesia in versi.
I protagonisti incarnano l’estetismo → vanno alla ricerca del bello e provano a godere dei 5 sensi e
del piacere che ne deriva.
L’eroe del romanzo è il DANDY: raffinato, colto, eccentrico, immorale, vuole perseguire il piacere.

 Nasce a Parigi nel 1848


 Origini olandesi e orfano di padre
 A 8 anni va in un collegio
 Si diploma
 Lavora nel ministero degli interni e ha una vita ordinaria e borghese
 Fine anni ’70, stringe amicizia con Emile Zolà e comincia la sua attività di scrittore come
naturalista
 1876-1880 → romani naturalisti
 Seconda metà anni ’80, frequenta un certo Stephane Mallarmè e aderisce al
Decadentismo
 1884 → romanzo “Contro Corrente” (“A rebours”)= Bibbia Decadentismo, in quanto
racchiude tutte le sue caratteristiche

“Contro Corrente” – trama


Narra la storia di un giovane aristocratico, orfano, unico erede dei defunti genitori, educato in un
collegio cattolico, il quale, terminati gli studi, vive una vita mondana nella Parigi dell’epoca, ma è
perennemente preso da un senso di irrequietezza e insoddisfazione.
Raggiunto l’apice di questo genere di vita, si stufa di essa e decide di ritirarsi dal mondo
rifugiandosi in una casa a Fontaine, che trasformerà nell’ambiente perfetto di un esteta: arrederà
le stanze con oggetti di collezioni rare; abbinerà in maniera maniacale i colori tanto da incastonare
delle pietre preziose nel guscio della sua tartaruga cosicché potesse essere più consona
all’ambiente; curerà piante tropicali; produrrà nuovi profumi; si dedicherà alla degustazione di cibi
e vini raffinati; gli orari dei servi sono studiati in modo tale che non si incrocino.
Il giovane sostituisce alla banalità della vita di Parigi, una vita dorata e perfetta.
A causa di questa solitudine però cade in uno stato allucinato che lo consumerà mentalmente e
fisicamente, al punto che rinuncerà all’esilio e tornerà a Parigi → soccomberà a quella solitudine
che non ha saputo gestire
GIOVANNI PASCOLI
 Nasce nel 1855 a San Mauro di Romagna, in campagna, da una famiglia borghese rurale e
agiata, tanto da potergli offrire una certa formazione classica
 La vita della famiglia viene toccata da un evento tragico che oltretutto segnerà la sensibilità
del poeta e tutta la sua produzione: assassinio del padre (10 agosto 1867) → fu ucciso in
circostanze mai chiarite, mentre tornava a casa.
 Inoltre, da quel momento in poi perderà anche altri membri della sua famiglia: 1868 morte
della sorella maggiore, 1971 morte del fratello Luigi e poi nel 1876 dell’altro Giacomo,
muore anche la madre
 Rimane con due sorelle, con le quali costituirà il suo “nido”
 1873 → vince una borsa di studio nell’Università di Bologna, qui diventerà allievo di
Carducci e aderirà al movimento socialista di cui faceva parte l’anarchico Andrea Costa
 Nel 1879 Pascoli viene arrestato poiché accusato di attività sovversive, e dopo i 3 mesi in
carcere, abbandona la militanza politica attiva e si concentra unicamente allo studio e alla
poesia
 1882 → si laurea in Lettere, e da questo momento in poi lavorerà come professore di latino
e greco
 si dedica alla scrittura di opere importanti: 1891 “Myricae” (cominciata nel 1977); poemetti
e il saggio “il Fanciullino” (delinea la sua visione del mondo e la sua poetica)
 1897-1903 → viene richiamato a Bologna, dove prende la cattedra di Carducci in
letteratura italiana; in questi stessi anni pubblica altre opere: “Canti di Castelvecchio”,
Poemi conviviali
 Altre opere significative: 1906 “Odi e Inni”; 1911 Poemi italici e Canzoni di re Enzio
 26 novembre 1911 tenne un discorso pubblico: “la grande proletaria si è mossa” con cui si
schiera a favore dell’impresa coloniale in Libia
 Muore nel 1912 a Bologna

TEMATICHE PRINCIPALI
1. Mito della casa come NIDO → la famiglia è per lui un nido CALDO e CHIUSO al mondo
esterno, dove vivono quei legami ineludibili di sangue, un rifugio.
NIDO CHIUSO: 1894 una delle due sorelle si sposa, il matrimonio per Pascoli è come un
affronto, un terremoto interiore perché ciò comporta l’introduzione di un altro individuo
nel suo “rifugio” → ciò sta ad identificare una sorta di rapporto morboso, quasi incestuoso
con le sorelle

2. Mito dei MORTI → qui c’è come base l’elemento biografico: continuo fare memoria delle
numerose perdite familiari che hanno ancor più stretto il “nido”. Tali perdite nell’opera di
Pascoli vengono riprese in maniera ossessiva, e ritorneranno in maniera simbolica con
immagini ( es. morte di un uccello) o suoni (es. temporale)

3. Mito del PADRE → immagine mitologica di un padre che protegge i propri piccoli e gli porta
da mangiare (espressione della poesia “X agosto”)

4. Mito della MADRE → la madre è il centro del nido, la chiama “cavalla storna”

5. PICCOLE COSE (cioè umili) → attraverso di esse l’autore esprimerà per analogia il senso
dell’esistenza umana; in ciò rientra una predisposizione verso il cielo, la sua attenzione
cosmica; tematica legata al simbolismo e al decadentismo
6. IL FANCIULLINO → saggio “il Fanciullino”: nuovo modo di concepire la poesia, troviamo i
cardini della sua poetica → il poeta è colui che conserva intatta l’anima di un “fanciullino”,
cioè colui che si stupisce ingenuamente, si meraviglia continuamente di fronte alla
rivelazione di ogni aspetto della vita; il poeta è l’unico che si stupisce per le cose e poi
riesce a trascriverle

7. POESIA = FORMA SUPREMA DI CONOSCENZA E RIVELAZIONE → ciò si esprimerà nel


simbolismo e nelle numerose figure retoriche tipiche del decadentismo: onomatopea,
analogia …

MYRICAE
È una raccolta di poesie che viene pubblicata per la prima volta nel 1891, ma che da quella data
avrà ancora una lunga vicenda sia compositiva che editoriale, poiché ci saranno numerose
edizioni:
 1891 I edizione → 22 componimenti
 1892 II edizione → 72 componimenti
 1894 III edizione → 116 componimenti
 1897 IV edizione → 152 componimenti
 1900 V edizione → 156 componimenti definitivi
 1911 VI edizione → piccole revisioni stilistiche e struttura

Il titolo della raccolta deriva da un verso della IV BUCOLICA di Virgilio, nella quale il poeta latino
sceglieva di affrontare un tema più elevato e di innalzare il tono stilistico: “Non omnes arbusta
iuvant humilesque myricae” → la “myricae” è un semplice arbusto ed è emblema della poesia
pastorale; il termine come titolo sta ad indicare la predilezione per argomenti umili e quotidiani, e
insieme, la sostanza stessa della poetica di Pascoli, lontana dalla magniloquenza.
L’obiettivo di questo tipo di poesia bucolica è riscoprire i segreti e una purezza originaria.

Un certo Gianfranco Contini analizzando tutti i componimenti, ha individuato n3 tipi di linguaggio:


1. Linguaggio pre-grammaticale → cioè estraneo alla lingua “istituzionale”, che si collega
all’utilizzo di alcune figure retoriche come l’onomatopea
2. Linguaggio post-grammaticale → cioè vocaboli tecnici e specialistici appartenenti alle
cosiddette “lingue speciali”: ontologia, tecniche agricole e artigianali
3. Linguaggio legato alla tradizione letteraria classica, che fa emergere il lato tipicamente
professionale di Pascoli, in qualità di professore di greco e latino ( a differenza di Carducci
che fa lo stesso, Pascoli sperimenterà gli altri linguaggio che abbiamo visto.

I componimenti si caratterizzando anche per essere molto brevi e lineari → presentano al lettore
dei “quadretti”,degli “Idilli” di vita campestre (Teocrito) e familiare
A cornice di tutto ciò c’è l’evocazione della morte: es “X Agosto”, dedicato alla morte del padre.
Prendendo mossa dalla sua tragedia familiare, l’autore affronterà i grandi temi del male, quelli
universali, in modo tale che la stessa tragedia abbia un riflesso universale.

“X Agosto”
1896 → in questi versi è ripercorso l’evento più doloroso della vita di Pascoli: assassinio del padre,
avvenuto il 10 agosto 1897
Ricco di simboli: 10 agosto è anche San Lorenzo, nella cui notte ci sono le stelle cadenti, e queste
stesse rappresentano per Pascoli il pianto del cielo per la malvagità degli uomini. Simbolicamente
il poeta ha voluto umanizzare il cielo che partecipa della sua sofferenza, attraverso la caduta delle
stelle.

La lirica è incentrata sua una fitta serie di simmetrie e parallelismi e sull’esplicita corrispondenza
dei due racconti, quello ambientato nel mondo della natura (la rondine uccisa) e quello nel
mondo degli uomini (l’uomo ucciso, cioè il padre del poeta).
I due universi sono tanto affini da potersi scambiare perfino dei termini chiave: la rodine torna al
suo “tetto” (v.5) come l’uomo torna al “suo nido”.
La prima e l’ultima strofa incorniciano il dramma di violenza e di morte nel “pianto di stelle” (v.23
che riprende il “gran pianto” al v.3).
La seconda e la terza quartina descrivono l’uccisione di una rondine che portava il cibo ai suoi
piccoli, mentre la quarta e la quinta rappresentano l’assassinio dell’uomo , che non potrà più
portare alle sue figlie le bambole che aveva comprato per loro.
L’immagine della rondine introduce un’analogia: la sua morte anticipa e richiama quella del padre
del poeta; il tetto della rondine diventa poi il nido di Pascoli; l’uccello portava il sostegno materiale
alla sua famiglia, così come il padre era l’unico sostegno economico per la moglie e gli 8 figli.

Messi in parallelo rondine-padre→ la morte di entrambi è simbolo di tutti gli innocenti che sono
perseguitati e alluderanno all’innocente per eccellenza che è CRISTO→il sacrificio di Ruggero
Pascoli per la propria famiglia viene assimilato a quello di Gesù per l’umanità intera.
Il lettore lo capirà tramite il titolo che è volontariamente presentato con il numero romano “X” (→
croce di sant’Andrea) e con quel “come in croce” v.9

Struttura ad anello: si apre e si chiude con l’immagine di un cielo ricco di stelle cadenti, simboli del
dolore.
v.7 “ella” → si riferisce alla rondine con un pronome personale soggetto, anche se avrebbe dovuto
usare “essa”: la sta umanizzando
v.14 “Perdono” → Cristo lo disse sulla croce (“perdona coloro che non sanno cosa fanno”)
v.21 “Cielo” → personificato
v.24 “Male” → personificato per indicare la malvagità dell’universo; la rondine e l’uomo sono
vittime innocenti di una malvagità collettiva; l’unico rifugio che pascoli trova dinanzi a questo male
è il nido → luogo perfetto dove trovare pace, anche se solitario e lacerato da tragedie.

Numerose figure retoriche (tipiche della poetica decadentista):


 Numerosi enjambement (tutta la prima strofa … )
 Anafora → “Ora è là” v9/ “Ora là” v17 ; “l’uccisero” v6/ “l’uccisero” v14 ; “che” v9-11-12
 Personificazioni
 Metonimia → “nido … che attende … che pigola”
 Anastrofe → v23 “d’un pianto di stelle lo inondi”

“L’assiuolo”
In campagna, di notte, quando il cielo presenta quel chiarore che preannuncia il sorgere della luna,
si ode il canto di un assiuolo. Il suo verso ossessivo e lamentoso si carica di inquietanti suggestioni,
unendosi a tutti gli altri echi naturali in un sinistro messaggio di morte.
La lirica viene presentata per la prima volta nel 1897 sulla rivista “Il Marzocco” e quindi inserito
nello stesso anno della quarta edizione di Myricae.
È possibile con questo componimento un confronto tra Pascoli e D’Annunzio: mettere in rilievo le
capacità di esprimere, tramite figure retoriche, il messaggio da dare.

Punto di vista formale:


 3 strofe che contengono versi novenari, seguiti da un verso finale tronco monosillabico in
rima con il sesto ed onomatopeico (“chiù” → suono uccello)
 Rima alternata ABAB CDCD

Figure timbriche:
 Allitterazioni → gruppo “fr” v12; “i-s” v20-21
 Anafora → “chiù” ripetuto alla fine di ogni strofa; “sentivo” v11-12-13
 Onomatopea → “finissimi sistri”, riproduce il suono delle cavallette e lo associa ai sistri (→
strumento usato dagli egiziani nelle cerimonie, in particolari quelle funebri; “chiù”; “fru fru
fra le fratte”, riproduce il fruscio delle foglie
 Metafora → “alba di perla” v2; “nebbia di latte” v10; “sospiro di vento” v18; il suono delle
cavallette come sistri; “nero di nubi” (anche ipallage)
 Sinestesia → “soffi di lampi” v5
 Similitudine → v14 “com’eco d’un grido fu”, si paragona il sussulto alla voce di un grido che
da lontano evocava un dolore
 Doppio climax ascendente che riguarda l’uccello rapace, con quel “chiù” → prima strofa =
grido, seconda strofa = singhiozzo, terza strofa = pianto di morte. È doppio perché
rappresenta la negatività che progressivamente si alza

Punto di vista stilistico:


 Composizione ad anello dato dal “chiù” che si ripete
 Lessico chiaro, comprensibile
 Linguaggio fortemente connotativo → non solo trasmette informazioni precise ma suscita
suggestioni e allusioni significative
 Titolo: importante ruolo informativo → se Pascoli non l’avesse intitolata così non avremmo
compreso quel “chiù” (ERMETISMO: ≠titolo volutamente non esplicito, ciò che intende
l’autore è diverso da ciò che intende il lettore; = simbolismo)
 Parola chiave “chiù”
 Campi semantici che rientrano nello schema agricolo e ornitologico
 Descrizione del paesaggio notturno come specchio di un sentimento di mistero e angoscia
legato alla morte
 Morte dell’uccello che rappresenta secondo le credenze popolari il portatore di cattive
notizie
v.3 “mandorlo e melo” → 2 elementi bucolici (tematica decadente)
v.4 “a meglio vederla” → costruzione linguistica: finale come un dativo latino (era prof di greco e
latino)
I primi due “sentivo” v11-12 indicano un sentire fisico; l’altro (v13) è in senso psicologico (esprime
il sentimento del poeta)
Emerge anche qui la poetica del FANCIULLINO → ogni elemento della natura descritto attraverso
lo stupore di un fanciullo

“Temporale”
La lirica viene concepita durante un viaggio a Siena nel 1842 ed è pubblicata nella terza edizione
della raccolta.
L’osservazione della natura coinvolge anche fenomeni atmosferici la cui genesi per millenari è
stata percepita come oscura e implacabile.
Qui, il poeta-fanciullo, incurante delle scoperte scientifiche della sua epoca, si pone con inquieto
stupore di fronte alle immagini che preannunciano un temporale, cogliendo in esso motivi di
turbamento e paura.

Livello formale:
 7 versi settenari
 2 strofe, la prima composta da un solo verso
 Rima ABC BCCA
 Allitterazione in “o” v1
 Analogia → “tra il nero un casolare: un’ala di gabbiano” v6-7
 Ipallage (per cui si scambia il rapporto normale tra due parole) → nero di pece”, “nubi
chiare” v4-5

Livello comunicativo:
 L’intenzione di Pascoli non è solo quella di descrivere un fenomeno naturale, ma anche uno
sconvolgimento interiore, di cui ne sono simbolo la tempesta e i suoi colori. Per esprimere
questo sconvolgimento utilizza anche un linguaggio specifico: es. “orizzonte affocato”,
affocato è un aggettivo che significa reso rosso dal fuoco; “stracci di nubi”; “nero di pece”
 Utilizza versi brevi e l’ellissi dei verbi (→ non sono presenti, ce n’è solo uno: “rosseggia”),
sempre sottolineare questo tormento interiore; infatti, i verbi in genere hanno la funzione
di “definire” ma per questo dolore in particolare non esistono strumenti che lo definiscano
 NIDO = l’ala di gabbiano, che è stato di serenità e protezione favorito dal casolare che
richiama il concetto di “famiglia, casa”.
L’ala di gabbiano protegge come un casolare, che lui intravede bianco tra il nero di una
tempesta.

V1 “un bubbolio lontano” → funzione onomatopeica

“Novembre”
A novembre, poco dopo il giorno dei morti, durante la cosiddetta “estate di San Martino” le
giornate sono spesso limpide e il clima così mite che per un istante si ha la sensazione di non
essere in autunno, ma in una luminosa giornata primaverile.
Per Pascoli, che parte da dati naturalistici per poi caricarli di significati simbolici,non si tratta di
altro che un’illusione: il silenzio della natura e il lontano cadere delle foglie suggeriscono l’idea di
un lento e freddo declinare della vita.

Livello formale:
 Strofe saffiche, formate da 3 endecasillabi e 1 quinario (metro classico ripreso nella lingua
italiana)
 12 versi, 3 strofe
 Rima alternata ABAB CDCD EFEF

Figure ritmiche:
 Allitterazione in “e-o” (in tutta la lirica); “s-r”; “f-r” (v11-12)
 Ossimoro → “estate fredda”
 Iperbato → “secco il pruno” v5; “stecchite piante” v5; “vuoto il cielo” v7
 Anastrofe → “Gemmea l’aria” v1; “odorino amaro senti nel cuore” v3-4

Livello stilistico:
 Lessico semplice e chiaro
 Titolo interpretativo → dietro “Novembre” ci sono diversi significati: indica una
collocazione temporale precisa; è il mese per eccellenza dei morte

Livello comunicativo:
 Voglia di collegare il lettore ad un’impressione che viene avvertita grazie alla giornata tersa
e calda che lui vive; fa pensare che sia primavera, ma è un’illusione → qui subentra la
constatazione dell’inverno imminente che non è solo un’indicazione stagionale ma anche
espressione di inverno interiore
 Come in altra componimenti il paesaggio ha un duplice aspetto:
1. All’apparenza sembra armonioso, sereno, con il profumo degli albicocchi
2. Nella realtà, la morte incombe nei rami secchi, nel cielo vuoto, anche nei suoni
(rumore di un passo su un terreno gelido)

Si ricorre alla tecnica espressiva legata alla terminologia bucolica, agreste …

Potrebbero piacerti anche