Pec 2
Pec 2
I sistemi di budget
Il budget ha come obbiettivo quello di supportare l’attività di programmazione.
Ricordiamo che la gestione dell’impresa può essere di due tipi, come mostra la figura sotto:
Il budget nell’ambito della programmazione e controllo è uno strumento molto importante in quanto è quello
strumento che permette di applicare una gestione anticipatoria. Applicare una gestione anticipatoria significa
capire quali sono i possibili scenari futuri e i piani d’azione coerenti con essi. L’esigenza di un approccio
anticipatorio diventa importante nel momento in cui:
Ø L’ambiente esterno è sempre più dinamico e imprevedibile
Ø La complessità strutturale tende a crescere, generando fabbisogni di coordinamento affinché l’azienda nel
complesso possa comportarsi in modo coerente con gli obbiettivi.
Ø Le risorse necessarie si presentano scarse e costose e la loco economica allocazione diventa un bisogno
primario da soddisfare.
Se il budget è dunque uno strumento per applicare questo tipo di gestione, diciamo in generale che per definizione
il budget può essere definito nel seguente modo:
• È un documento formale: formalizza gli obiettivi dei singoli responsabili in un periodo temporale definito.
L’obiettivo è il punto di partenza di tutto: per definire le azioni; suddivisione compiti; risorse necessarie…
• È il risultato (output) del processo di budgeting (dunque di una sequenza precisa di attività).
• È un programma di azione espresso in termini quantitativo-monetari relativo ad un definito orizzonte
temporale solitamente articolato su periodi più brevi à non si limita a prevedere cosa accadrà (non è una
semplice previsione), ma definisce i passi operativi per arrivare all’obiettivo desiderato. Esso definisce chi
deve fare che cosa, in quanto tempo e con quali risorse. Con questo si intende dire che all’interno del budget
si trovano numeri, dati quantitativi-economici, che esprimono il programma d’azione che l’azienda deve
perseguire per raggiungere un dato obbiettivo. Inoltre, il budget solitamente è riferito ad un dato periodo
temporale, solitamente un anno, periodo che tuttavia viene poi suddiviso in sottoperiodi (per es. trimestri).
L’articolazione in sottoperiodi si rende necessaria nel momento in cui risulta conveniente e utile raggiungere,
per ogni sottoperiodo, un dato risultato (se per es. voglio aumentare il fatturato del 15% l’anno successivo,
suddivido l’anno in trimestri e suddivido tale crescita del 15% in ogni trimestre).
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invece, in quanto programma d’azione, non guarda al futuro in modo neutro bensì guarda al futuro con
l’obbiettivo di interpretare e, qualora sia possibile, influenzare positivamente l’evoluzione prevista à la
previsione rappresenta il momento antecedente alla creazione del budget: rappresenta quel momento in cui
si delinea il contesto ambientale in cui l’azienda si troverà ad operare; compito del budget è poi quello di
definire il ruolo che l’azienda dovrà rivestire in tale contesto.
Il budget si utilizza quando:
ü Ambiente esterno più instabile, ovvero quando l’ambiente esterno è più difficile da prevedere e la
conoscenza dei trend passati non è sufficiente à ADATTAMENTO: è fondamentale disporre di uno
strumento che permetta di cogliere per tempo rischi e opportunità.
ü Impresa diventa più complessa, ovvero quando si ha una complessa struttura organizzativa perché si ha
una grande quantità di combinazione prodotto-mercato-tecnologie à INTEGRAZIONE: c’è necesità di una
maggiore integrazione e coordinamento.
ü Risorse disponibili limitate à ECONOMICITA’: quando è fortemente necessaria un’allocazione
economica delle risorse.
I potenziali conflitti
I potenziali conflitti (difficoltà di realizzare bene alcune funzioni contemporaneamente) sono 3:
1. Conflitto tra “programmazione” e “guida e motivazione”: la programmazione richiede la definizione di
obbiettivi realistici mentre la motivazione richiede obbiettivi più difficili e impegnativi seppur comunque
raggiungibili.
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2. Conflitto tra “guida e motivazione” e “valutazione e controllo”: la motivazione richiede obbiettivi stabili
mentre la valutazione privilegia la flessibilità e adattabilità.
3. Conflitto tra “programmazione” e “valutazione e controllo”: la programmazione, con la sua visione
realistica, si presenta in contrasto con l’esigenza della valutazione di individuare ed isolare gli effetti di fatto
imprevedibili o straordinari che, come tali, nono sono stati considerati in fase di programmazione. Questo è
ritenuto un conflitto di minore importanza perché l’intervallo temporale relativamente ampio tra il momento
in cui si programma e quello in cui si controlla, ne riduce di per sé l’importanza, in quanto è possibile
predisporre un budget rivisto al solo fine della valutazione.
Calendario di budget
Il budget (come processo) si sviluppa seguendo un calendario, detto appunto calendario di budget. Il calendario
di budget scandisce le fasi del processo di budgeting:
ü Lo sviluppo dei singoli budget, ovvero le varie fasi in cui è scomponibile il budget.
ü La tempistica del processo: ogni fase ha i suoi tempi (si possono sovrapporre) e il calendario del budget
deve definire le date entro cui si devono teoricamente svolgere tutte le varie attività.
ü Gli attori coinvolti: chi deve mandare, ricevere e assemblare le informazioni
ü Le modalità di composizione del budget: come concretamente si crea il budget (es: lavori di gruppo)
ü Gli obiettivi prefissati
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esempio, in ogni trimestre viene svolto il budget per lo stesso trimestre dell’anno successivo).
• Dal punto di vista delle ipotesi gestioni sottostanti, il budget può essere:
o Rigido: in questo caso viene individuato un unico livello di attività, espresso in termini di volumi di
vendita/produzione: per es. suppongo di vendere 100 pezzi e creo il budget su questa ipotesi.
o Flessibile: si riferisce a diverse ipotesi/livelli di produzione: si crea una ipotesi base di produzione (per es.
100 mila pezzi) e si definisce il budget su questa ipotesi di produzione; poi si creano anche altre ipotesi di
produzione leggermente diverse da quella base e si crea un budget per ognuna di queste (dunque stando
al nostro esempio creo anche un budget considerando una produzione di 90 mila pezzi e un altro
considerando una produzione di 110 mila pezzi).
o A scenari multipli: creo budget diversi che si riferiscono a scenari completamenti differenti.
• In base al contenuto il budget può essere classificato come segue:
o Budget operativo: verifica la fattibilità economica-reddituale
o Budget degli investimenti: verifica la fattibilità tecnica (capacità produttiva)
o Budget finanziario: verifica fattibilità monetaria e finanziaria
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costi commerciali generano componenti negativi di reddito. Sono idealmente la conseguenza delle politiche di
marketing: gli obiettivi generale dell’impresa portano alla definizione di piani di marketing strategici.
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Obbiettivo del responsabile della distribuzione fisica è quello di minimizzare i costi a fronte di un dato
livello di attività e servizio connesso alla distribuzione, tenendo sempre presente quello che è il livello di
qualità che si vuole offrire. Concludiamo dicendo che tali costi possono essere sia variabili sia fissi.
• Costi di rete di vendita à budget dei costi della rete di vendita: la rete di vendita è collegata a tutte quelle
attività e scelte relativi alle forze di vendita ed ai canali distributivi. I costi di vendita sono strettamente
legati alla forma organizzativa di vendita scelta e alla modalità di remunerazione dei venditori. Diciamo più
precisamente che esistono 2 differenti tipologie di rete di vendita, in base alle quali cambiano molto anche
i costi ad essa associati:
o la rete diretta, in cui i venditori sono dipendenti subordinati e dunque sono soggetti che vengono
pagati direttamente dall’azienda (personale interno);
o la rete indiretta, in cui i venditori sono lavoratori autonomi esterni all’azienda (per es rappresentanti).
Una forma non per forza deve escludere l’altra: esse possono coesistere all’interno dell’azienda. Infine, è
importante dire che la scelta di una forma piuttosto che un'altra non deve essere attuata solo considerando
i costi ad essa associata, ma considerando anche i benefici che una può portare rispetto all’altra.
Come detto, la remunerazione dipende dalla forma scelta: la remunerazione può infatti in alcuni casi essere
fissa, in altri variabili e infine anche impostata in modo ibrido.
Esistono però anche altri costi di vendita:
o sconti (su quantità/tipologia di cliente/modalità di pagamento)
o premi (su orizzonte temporale maggiore)
o royalties
• Costi indiretti: sono solitamente costi indiretti fissi (costi legati alla funzione commerciale in generale, ai
dirigenti, all’apparato segretariale… come ad esempio stipendi).
• Costi discrezionali: i costi discrezionali si identificano in:
o costi di comunicazione (es: costi legati alla pubblicità, alla promozione, alla propaganda, alle
sponsorizzazioni) à danno vita al budget dei costi di comunicazione;
o costi di innovazione della domanda (costi legati alla conoscenza dei mercati, come ad esempio legati a
test di mercato o test di prodotto) à danno vita al budget dei costi di innovazione della domanda.
Budget di produzione
Il budget di produzione ha come obbiettivo quello di comprendere quello che è il programma di produzione,
ossia capire quali sono le quantità che si vogliono produrre e di conseguenza capire quelli che sono i costi legati
alla produzione. In questo programma di produzione noi andremo a calcolare il:
v Budget dei costi delle materie prime
v Budget di altri costi diretti
v Budget dei costi indiretti
La definizione del programma di produzione rappresenta il primo passo da compiere nell’ambito della
determinazione del budget di produzione. Tale programma è di fondamentale importanza in quanto permette di:
ü Determinare le quantità da produrre nell’orizzonte temporale di budget: calcolare l’impiego delle risorse
nei processi di trasformazione fisica.
ü Definire poi i fabbisogni di risorse produttive, dirette ed indirette: controllabilità relazioni causa-effetto tra
impiego risorse e output (standard fisico: consumo di materia prima per ottenere una unità di prodotto).
Esiste dunque una relazione nota tra output (quantità da produrre) e input (quantitativi da impiegare).
Detto questo è poi importante sottolineare che il programma di produzione non rappresenta un budget vero e
proprio ma rappresenta una “premessa” di esso. Esso non rappresenta un budget in quanto la sua caratteristica
fondamentale si identifica con il fatto che è espresso in termini quantitativi e non quantitativo-monetari (nel
programma di produzione vengono determinate infatti le quantità che si intendono produrre).
Detto questo diciamo che il programma di produzione, predisposto in funzione dei programmi di vendita e della
politica delle scorte, si determina nel seguente modo:
𝐕𝐨𝐥. 𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐢𝐭𝐚 + 𝐫𝐢𝐦. 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢 − 𝐫𝐢𝐦. 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐥𝐢 = 𝐏𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞
Quando si analizza il budget di produzione è importante analizzare la politica delle scorte, ossia le rimanenze
finali e iniziali. A tal proposito dobbiamo tenere in conto di alcuni fattori che influenzano la politica delle scorte:
v Deperibilità: se il prodotto è deperibile si tende a tenere poche scorte di prodotto.
v Obsolescenza: più il tasso di obsolescenza è alto e più le scorte si abbassano.
v Stagionalità: più questa aumenta più ci sono periodi in qui le scorte aumentano moltissimo e poi vengono
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tutte vendute in un breve periodo.
v Durata del ciclo produttivo: più il ciclo produttivo è lungo e più il livello di scorte aumenta in modo tale da
rendere, in ogni momento, il prodotto disponibile per la vendita al mercato.
v Politiche di marketing: per es. la velocità di consegna o la velocità di vendita portano ad un aumento sempre
maggiore delle scorte.
Tali fattori, dal momento che influenzano la politica delle scorte ed ergo la quantità di rimanenze finali ed iniziali,
influenzano poi il programma di produzione finale e per questo devono essere tenuti in considerazione.
Visto come si determina il programma di produzione, una volta che esso è stato determinato è necessario
effettuare la verifica di fattibilità, ossia è necessario capire se effettivamente l’azienda ha a disposizione le risorse
necessarie per produrre quelle quantità. Tale verifica viene svolta considerando per lo più due fattori:
1. Ore macchina: ci sono sufficienti ore macchina per produrre quelle quantità?
2. Ore di MOD: ci sono sufficienti ore di MOD per produrre quelle quantità?
Per svolgere la verifica è necessario chiaramente conoscere lo standard fisico dei prodotti in modo tale da
calcolare quello che è il fabbisogno complessivo di ore macchina/ore MOD necessario per produrre quella
quantità ipotizzata. Se il fabbisogno complessivo (che si calcola come st fisico x ore macchina) è minore del vincolo
(ossia delle ore macchina/ore MOD tot disponibili) allora non vi sono problemi, se invece il fabbisogno è maggiore
del vincolo è necessario rivedere il programma di produzione in quanto quel programma non risulta fattibile.
Nel momento in cui il programma “sfora” dal vincolo aziendale vi sono 4 possibilità differenti per rimediare:
1. Esternalizzare: in questo caso l’azienda commissiona a società esterna di produrre parte delle quantità
previste nel programma di produzione.
2. Effettuare nuovi investimenti: effettuando nuovi investimenti e quindi acquistando, per esempio, nuovi
macchinari si cerca di ampliare la capacità produttiva in modo tale da riuscire ad implementare internamente
il programma previsto.
3. Modificare il programma di produzione: tra le alternative rappresenta quella più critica in quanto l’azienda
rinuncia a produrre alcune unità, e in tal modo non soddisfa appieno la domanda dei clienti. Tale azione può
portare il cliente stesso a rifornirsi dai concorrenti e di conseguenza ciò può avere un impatto negativo
sull’azienda anche nel medio-lungo periodo.
4. Rivedere la politica delle scorte per ottimizzare lo sfruttamento della capacità produttiva disponibile
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Dal punto di vista pratico mi conviene calcolare il margine di contribuzione unitario per capire se tutti i prodotti
hanno margine positivo e dunque ha senso produrli.
CUCINA BAGNO
Prezzo 60 80
MP (-) 5 x 2 = 10 4 x 3 = 12
MOD (-) 0.5 x 40 = 20 0,6 x 50 = 30
Provvigioni (10%) (-) 10% di 60 = 6 10% di 80 = 8
MdC u = P – Cvu 24 30
Entrambi i margini sono positivi, dunque produco entrambi i prodotti; se invece uno dei due fosse stato negativo
allora non conveniva produrlo e di conseguenza non doveva essere considerato successivamente.
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Quantità di produzione 2050 unità 1450 unità
Standard fisico 0,5 0,6
Fabbisogno MOD 2.050 x 0,50 = 1025 1.450 x 0,6 = 870
Poiché il numero di ore di MOD è inferiore per marzo (1.025 + 870 = 1.895 < 1.900), il programma di produzione
definitivo rimane questo (quello determinato nella tabella sopra).
1.030 + 918 = 1948 < 1.900 e quindi si deve procedere all’esternalizzazione del prodotto cucine (come dice il testo)
dato che abbiamo una eccedenza di produzione richiesta. Dunque:
Conviene dunque produrre dapprima bagno e poi cucine. I programmi di produzione saranno i seguenti:
MARZO CUCINE BAGNO
Ore richieste 1.025 870
Quantità prodotte 2050 1450
Le quantità prodotte di cucine ad aprile sono determinate per differenza, ossia con le ore che mi rimangono.
Costruiamo ora il budget delle vendite a quantità (devo analizzare le quantità vendute, non quelle prodotte, in
quanto stiamo costruendo il budget delle vendite):
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CUCINE BAGNO
MARZO 1900 1400
APRILE 1.964 + 600 – 660 = 1904 1500
Tali due criteri non sono alternativi ma complementari, in quanto forniscono informazioni diverse ed entrambe
importanti.
Detto questo diciamo che quando si analizzano i budget dei costi di produzione si distinguono:
ü Budget dei costi diretti: se si riferiscono a risorse che sono direttamente attribuibili al singolo prodotto. Sono
tutti quei costi relativi a fattori di produzione che presentano una relazione immediata e diretta con l’unità di
prodotto/servizi e che quindi a questa possono essere oggettivamente attribuibili.
Esempi di costi diretti sono: materie prime, MOD, semilavorati, lavorazioni esterne…
ü Budget dei costi indiretti: se si riferiscono a risorse che non sono direttamente attribuibili al singolo prodotto.
Sono tutti quei costi che manifestano una relazione mediata con l’unità di prodotto/servizio, anche se in alcuni
casi è possibile ricondurli al processo di produzione del singolo prodotto (es: ammortamenti).
Esempi di costi indiretti sono: ammortamenti, MOI, supervisione, manutenzione...
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Budget dei costi diretti
Il budget dei costi diretti valorizza in termini monetari i costi diretti sostenuti per la produzione. Sono considerati
diretti, come già accennato, quei fattori che presentano in linea generare una relazione diretta e proporzionale con
i volumi di produzione. Per valorizzare un costo diretto (e dunque per costruire il budget dei costi diretti) basta
applicare la seguente formula:
𝑪𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒅𝒊𝒓𝒆𝒕𝒕𝒐 = 𝑸 𝒑𝒓𝒐𝒅 × 𝒔𝒕𝒅 𝒇𝒊𝒔𝒊𝒄𝒐 × 𝒑𝒓𝒆𝒛𝒛𝒐 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒂𝒄𝒒𝒖𝒊𝒔𝒕𝒐 (𝒔𝒕𝒅 𝒎𝒐𝒏𝒆𝒕𝒂𝒓𝒊𝒐)
Esempio: supponiamo che la quantità di produzione sia 1000 unità, lo standard fisico della materia prima in
questione sia 2 kg e lo standard monetario sia pari a 5 euro. Allora il costo della materia prima (ossia il costo diretto)
è pari a: 1.000 x 2 x 5 = 10.000
NB: dalla formula sopra esposta è possibile individuare le seguenti informazioni:
ü Il prodotto tra quantità prodotta e standard fisico è pari al fabbisogno di materia prima.
ü Il prodotto tra standard fisico e standard monetario è pari al costo standard unitario del fattore produttivo,
ossia il costo obbiettivo teorico che si deve teoricamente sostenere per raggiungere un dato obbiettivo.
La logica non cambia se al posto della materia prima si valorizza la MOD.
In relazione alle materie prime, tuttavia, è importante fare un ragionamento: quando si calcola il budget dei costi
diretti con riferimento al costo della materia prima, in realtà, è importante dire che esistono due tipi differenti
di budget:
• Budget dei consumi di materia prima: tale budget mette in evidenza la quantità (o meglio il valore) di
materia prima utilizzata per produrre la quantità prevista. L’esempio appena fatto sopra è un esempio di
budget dei consumi di materia prima.
• Budget degli acquisti (o approvvigionamenti) di materia prima: questo budget mette in evidenza la quantità
(e quindi il valore) della materia prima acquistata. La materia prima acquistata dipende dalla politica delle
scorte di materie prime messa in atto dall’azienda. La differenza, dunque, tra i due budget sta nel fatto che
nel budget degli acquisti di materie prime si tiene in considerazione quella che è la politica delle scorte, che
può influenzare chiaramente la quantità di materia prima acquistata.
Per determinare la quantità di materia prima acquistata parto dalla quantità di materia prima utilizzata, ci
sommo le RF di materie prime e ci sottraggo le RI di materie prime:
𝑸 𝒎𝒂𝒕𝒆𝒓𝒊𝒂 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒂𝒄𝒒𝒖𝒊𝒔𝒕𝒂𝒕𝒂 = 𝒎𝒂𝒕 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒖𝒎𝒂𝒕𝒆 + 𝒓𝒊𝒎 𝒇𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 − 𝒆𝒔 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒍𝒊
Chiaramente una volta calcolata la quantità di materia prima che si deve acquistare, per valorizzarla in termini
monetari basta moltiplicarla per il suo prezzo.
Diciamo che la costruzione del budget dei costi indiretti viene effettuata utilizzando il concetto di centri di
responsabilità o più specificatamente utilizzando la struttura dei centri di costo (si ricordi ad ogni centro di
responsabilità può corrispondere uno o più centri di costo ma non vale il viceversa). Si utilizzano in questo caso,
tuttavia, quelli che sono i centri di costo solamente relativi alla produzione (come mostra la tabella sopra: reparto
1, reparto 2, magazzino, controllo qualità). Diciamo che viene chiesto a ciascun responsabile di ogni centro di costo
di stimare quelli che sono i diversi costi indiretti che il proprio centro dovrà sostenere l’anno successivo. Dunque,
alla fine emergerà una duplice informazione:
• I costi relativi a ciascun centro di costo (totale di ogni colonna).
• Il totale di ogni tipologia di costo indiretto (totale di ogni riga).
Questo metodo è molto importante in quanto permette di valutare il comportamento di ciascun responsabile,
sia a livello qualitativo sia a livello quantitativo-economico.
Più precisamente diciamo che il controller andrà a verificare che ogni responsabile di ogni centro rispetta il totale
costo previsto per ogni centro stesso e anche sulla base di questo valuterà la bontà il suo comportamento.
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Questo budget, che considera i valori complessivi, è anche detto budget di spesa. Fatto questo abbiamo
completato i budget relativi ai costi di produzione.
Oltre questi costi ci sono tutti i costi generali che devono essere analizzati e tali costi fanno riferimenti ai c.d. costi
dei servizi centrali (generali).
Per il prodotto “Stone”, l’azienda ritiene, che nel periodo Ottobre-Novembre, a fronte di una riduzione del prezzo
di vendita del 10%, si otterrebbe un incremento dei volumi di vendita del 20%. Tale variazione sarebbe compatibile
con la capacità produttiva dell’azienda. L’Ufficio Controllo di Gestione ha confermato i seguenti dati di costo:
Tab. 2 - Dati di costo Madreporis Stone Metal
Costo unitario materie prime (euro/unità) 0,10 0,18 0,30
Costo unitario MOD (euro/unità) 0,50 0,25 0,25
Altri costi variabili unitari di produzione (euro/unità) 0,15 0,10 0,12
Provvigioni (% del prezzo di vendita) 10% 10% 10%
Completano il budget le informazioni relative alle rimanenze e agli standard fisici di produzione
Tab. 3 – dati di produzione Madreporis Stone Metal
Std. Fisico unitario MOD (ore/unità) 0,01 0,05 0,05
Std. Fisico unitario materie prime (kg/unità) 0,05 0,09 0,15
Rimanenze iniziali materie prime (kg) ottobre 200 1.000 1.200
La politica delle scorte di prodotti finiti prevede di aver disponibile a fine mese un quantitativo pari al 10% del
volume delle vendite previste per il mese successivo. La politica delle scorte di materie prime prevede di aver
disponibile a fine mese un quantitativo pari al 15% dei consumi di materie prime previsti per il mese successivo. I
consumi previsti per il mese di dicembre sono: 1.800 kg per Madreporis; 2.550 kg per Stone; 6.300 per Metal. Al
fine di ottenere informazioni dettagliate rispetto al processo di produzione e vendita dei prodotti si richiede:
Domanda 1 – Relativamente al prodotto Stone si predisponga il budget delle vendite per il bimestre (senza
articolazione mensile) considerando la scelta economicamente più conveniente fra l’ipotesi iniziale (Tab. 1 –
Previsionali di vendita) e la proposta riguardante la modifica di prezzo-quantità. Si predisponga, inoltre, il budget
dei costi variabili commerciali.
Domanda 2 – Si predisponga per l’intera Divisione A: i) il programma di produzione con articolazione mensile
tenendo conto di quanto determinato alla domanda 1; ii) il programma dei consumi delle materie prime, con
articolazione mensile e per prodotto; iii) il budget degli acquisti delle materie prime totale con articolazione mensile
e per prodotto.
Risposta 1)
AS IS TO BE
Vendite 55.000 66.000
Pu 0,80 0,80 – 10% = 0,72
Costi un 0,53 0,53
Provvigioni un 0,08 0,07
MDC I u 0,19 0,12
MDC I TOT 10.450 7.788
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AS IS, ovvero la situazione attuale, è la migliore dato che la proposta avrebbe il valore cessante > emergente (10.450
> 7.788) e quindi come sappiamo: per accettare un progetto bisogna avere valore emergente > cessante.
Facciamo ora il budget delle vendite di ottobre e novembre:
Quantità Prezzo un Fatturato (budget delle vendite)
Stone 55.000 0,80 44.000
Madreporis 65.000 1,20 78.000
Metal 75.000 0,90 67.500
TOT 189.500
Domanda 2)
Ottobre Novembre Dicembre
Madreporis Stone Metal Madreporis Stone Metal Madreporis Stone Metal
Q vendita 30.000 30.000 35.000 35.000 25.000 40.000 25.000 20.000 45.000
RF PF (+) 3.500 2.500 4.000 2.500 2.000 4.500
EI PF (-) 3.000 3.000 3.500 3.500 2.500 4.000
Tot prod. 30.500 29.500 35.500 34.000 24.500 40.500
Consumi 1.800 2.550 6.300
STD fisico PF 0,05 0,09 0,15
Tot prod. 36.000 28.333 42.000
STD fisico MP 0,05 0,09 0,15 0,05 0,09 0,15 0,05 0,09 0,15
Tot consumi 1.525 2.655 5.325 1.700 2.205 6.075 1.800 2.550 6.300
RF MP (+) 255 331 911 270 383 945
EI MP (-) 200 1.000 1.200 255 331 911
Programma
1.580 1.986 5.036 1.715 2.257 6.109
consumi MP
STD monet 2 2 2 2 2 2
Programma
3.160 3.972 10.073 3.430 4.514 12.218
acquisti MP
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Approccio incrementale
L’approccio incrementale determina il valore di budget considerando come base di riferimento i costi sostenuti nel
periodo temporale precedente e modificandoli in funzione di due elementi:
• Il tasso di inflazione atteso.
• L’introduzione di nuovi programmi e progetti.
L’approccio incrementale è: costi anno scorso + inflazione + nuove attività +/- modifica di attività anni precedenti.
In termini algoritmici, il costo dei servizi generali per il periodo t1 è quindi così determinato:
𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭à 𝐭 𝟏
𝐂𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐭 𝟎 × × (𝟏 + 𝐭𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐧𝐟𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐨)
𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭à 𝐭 𝟎
Dunque, in altre parole, tale approccio prevede che in ogni periodo ciascun
responsabile riprende il budget del periodo precedente e lo incrementa di una
determinata cifra che ritiene essere necessaria per lo svolgimento dell’attività
dell’anno che si prospetta.
Tale approccio può essere così rappresentato à
Detto questo è importante fare due considerazioni sui due fattori che influenzano il
budget, ossia tasso di inflazione e nuovi progetti:
• In merito al tasso di inflazione diciamo che esso è noto ma va considerato che ciascuna azienda presenta un
“proprio tasso di inflazione”, in funzione dei mercati di approvvigionamento e di sbocco in cui opera. La
maggiore complessità richiede proprio nel definire, anche se a livello approssimativo, tale tasso specifico.
• In merito ai nuovi progetti, la complessità non si individua nel definire l’esistenza di nuovi programmi o
progetti ma l’impatto che essi avranno sui costi delle attività di supporto centrali.
Detto questo diciamo che l’approccio incrementale è caratterizzato dal fatto che nulla sul passato viene messo in
discussione: si accetta acriticamente le attività svolte in passato. Questo vuol dire che si assume che tali attività
in passato siano state necessarie in passato e lo saranno anche in futuro (oltre a considerare e dare per scontato
che tali attività siano state svolte in passato in maniera efficiente).
L’approccio incrementale consente di definire un budget di spesa ma questo ha dei limiti/problemi:
• Utilizzo non in linea con le finalità di programmazione del budget: se non è controllato, porta ad una
levitazione dei costi dei servizi centrali e porta alla situazione in cui tutti i responsabili cercano di spendere il
massimo che hanno a budget, anche se ciò potrebbe essere evitato, in modo tale da avere maggiore risorse
l’anno successivo (mi viene detto che ho 120k di budget: io sarò tentato di spendere 120k per il mio settore
anche se in realtà posso usarne 100k e otterrò lo stesso fine.
• Ridotta funzione motivazionale: si ragiona sull’input da mettere nella produzione ma non sull’output (io so
che ho un tetto massimo di spesa di 120k e il mio manager si concentrerà su quanto io spenderò e non su
quanto effettivamente ho prodotto rispetto a quanto c’era di potenziale à non ho motivo di migliorare).
• Di scarsa utilità per il processo di valutazione: manager controlla se sono riuscito a rispettare il budget che
mi era stato prefissato o se invece l’ho superato ma non controlla il come l’ho utilizzato.
Inoltre, l’approccio incrementale non considera specificatamente le attività che vengono svolte e per questo
difficilmente permette di capire ed effettuare interventi mirati sui costi.
Con questo approccio si fornisce poca attenzione al livello di soddisfazione degli utenti con enfasi su controlli di
tipo contabile piuttosto che di tipo manageriale.
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I budget operativi: uno schema di sintesi
Per riassumere, i budget fino ad ora analizzati, che fanno riferimento alla gestione caratteristica dell’azienda,
sono riconducibili a tre grandi aree:
• Commerciale: i valori qui fanno riferimento alle quantità
programmate di vendita.
• Produzione: i valori qui fanno riferimento alle quantità
programmate di produzione.
• Servizi centrali: i valori si riferiscono alla struttura
aziendale e non presentano una relazione diretta con
l’unità di prodotto.
La presenza di questi tre budget riferiti ad aree diverse porta
ad una evidente eterogeneità tale per cui risulta essere difficile
comparare e confrontare tali budget per giungere alla
definizione dell’utile lordo industriale. Tale eterogeneità viene
allora risolta tramite la predisposizione del budget del costo
del venduto (il costo necessario per il raggiungimento del
livello di fatturato programmato). Il costo del venduto:
v In senso stretto: coincide con il costo di produzione dei beni venduti (costo di produzione del venduto)
v In senso lato: integrato dai costi commerciali, G&A (costo del venduto)
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e per questo non posso confrontarli per ottenere l’utile lordo industriale. O meglio potrei farlo solo se la variazione
delle rimanenze fosse pari a zero. Supponendo che non sia così (cioè che ci sono rimanenze), per risolvere tale
eterogeneità è necessario ragionare su quella che è la variazione delle rimanenze:
Ø In aumento: se le rimanenze aumentano allora esse devono essere sottratte al costo della produzione (in
quanto quelle unità non sono state vendute).
Ø In diminuzione: se le rimanenze diminuiscono sommo tale variazione al costo della produzione in quanto ho
venduto rimanenze che già avevo in magazzino oltre alle quantità prodotte.
DOMANDA 2 - Si predispongano, con riferimento al bimestre Gennaio-Febbraio 2020 e con articolazione mensile:
Ø il budget del consumo di materia prima;
Ø il budget degli acquisti di materia prima.
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CLASSICO ARABICO GOLD
P un 7 10 12
MP un 1,12 0,80 0,48 MP un = STD monetario (€/kg) / STD Fisico
MOD un 2,70 5,40 5,40 MP (kg/unità) = 1,60 / 0,70 =1,12
Provvigioni 0,21 0,40 0,48 Provvigioni = P x % prov = 7 x 3% = 0,21
Confezionamenti 0,10 0,20 0,30
Energia elettrica 0,20 0,18 0,15
MDC I un 2,67 3,02 5,19
Domanda 1)
Programma di produzione provvisorio gennaio
CLASSICO ARABICO GOLD Si ipotizza che 1 mese = 30 giorni
Q di vendita 510.000 360.000 270.000 RF PF = 576.000 / 30 x 10 = 192.000
RF PF (+) 192.000 120.000 81.000 EI PF = 510.000 / 30 x 10 = 170.000
EI PF (-) 170.000 120.000 90.000 Ore di vincolo = 540.000
Programma di Tot ore MOD = 532.200 (No problem)
532.000 360.000 261.000 Programma provvisorio = definitivo
prod provvisorio
STF fisico MOD 0,30 0,60 0,60
Ore MOD necess 159.600 216.000 156.600
Programma delle vendite definitivo febbraio Per il programma delle vendite definitivo
CLASSICO ARABICO GOLD dovrò prendere quello della produzione e
Programma di prod aggiungerci la variazione delle rimanenze.
584.000 356.000 252.000
definitivo Quello di gennaio ce lo abbiamo già dato
Variazione rim PF (-) 8.000 20.000 9.000 che il programma di produzione non
Prog vendite def. 576.000 336.000 243.000 cambia da provvisorio a definitivo.
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Nel budget dei costi indiretti
Budget costi indiretti gennaio andremo ad inserire tutti i
CLASSICO ARABICO GOLD TOT costi indiretti, ovvero:
Amm. miscelatura 35.000 • Ammortamenti
Amm tostatura 41.000 • Energia elettrica
Energia elettrica 223.000 128.880 76.950 429.030 • Stipendi (no MOD)
Stipendio resp prod 18.000 L’energia elettrica un devo
Tot budget c indiretti 523.030 moltiplicarla per il tot della
produzione del bimestre (es:
0,2 x 1.116.000 = 223.000)
Domanda 2)
Budget del consumo di materia prima
CLASSICO ARABICO GOLD Per il programma di consumo, devo
STF fisico un MP 0,70 0,50 0,30 calcolare il programma definitivo di
Consumo MP 01 372.400 180.000 78.300 produzione per lo STD fisico unitario di MP
Consumo MP 02 408.800 178.000 75.600 (attenzione: MP e non PF !!!)
STD monetario MP 1,60 1,60 1,60 Es: 532.000 x 0,7 = 372.400
Budget dei consumi Ora però la domanda mi chiede il budget
595.840 288.000 125.280 e quindi devo moltiplicare il programma
di MP 01 (gennaio)
Budget dei consumi per il suo STD monetario della MP
654.080 284.800 120.960 Es: 372.400 x 1,6 = 595.840
di MP 02 (febbraio)
Budget degli acquisti di materia prima Le materie prime prevedono che ci sia un
Gennaio Febbraio Tot ammontare pari al consumo richiesto dal
Consumo MP 630.700 662.400 mese successivo + 10% (a fine febbraio si
RF di MP 728.640 750.000 ha 750.000 kg di rimanenze)
EI di MP 693.770 728.640 Es: 110% di 662.400 = 728.640
Programma acquisti Lo stesso vale per il calcolo delle esistenze
665.570 683.760 iniziali: faccio il 110% del mese stesso dato
di MP (in kg)
STD monetario MP 1,60 1,60 che sarebbero le RF del mese precedente
Budget acquisti MP 1.064.912 1.094.016 2.158.928 Es: 110% di 630.700 = 693.770
Acquistato = consumo – EI + RF
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Detto questo diciamo che gli investimenti possono essere classificati considerando 3 dimensioni:
1. Temporale: es. acquisto di un impianto. Se ordino un impianto o ancora prima decido di costruire un nuovo
stabilimento, diciamo che esiste un arco temporale ampio dal momento in cui programmo e il momento
in cui l’investimento si concretizza e per questo la dimensione temporale conta. Considerando la
classificazione degli investimenti a livello temporale, individuiamo tre momenti fondamentali:
i. Impegno: rappresenta il momento in cui l’investimento, una volta deciso, viene autorizzato. In altre
parole, rappresenta il momento in cui l’azienda si impegna per acquistare il bene.
ii. Contabilizzato: l’investimento viene rilevato nella contabilità dell’azienda.
iii. Momento finanziario (monetario): momento in cui avviene il pagamento dell’investimento (per es.
impianto) e dunque si ha una uscita finanziaria.
2. Area di destinazione: una seconda dimensione di classificazione riguarda l’area di destinazione, ossia dove
l’investimento generà i propri effetti. L’area di destinazione può essere:
a. Produttiva (es. l’impianto)
b. Commerciale (pubblicità per il lancio di un nuovo prodotto)
c. R&S (acquisto di un brevetto)
d. Amministrativa
e. Sistemi informativi (sostituzione dei sistemi informativi)
3. Tipologia di investimento: questa ultima dimensione di fa riferimento al tipo di investimento che si effettua.
In merito alla tipologia di investimento si richiamano le classificazioni dello SP, ossia:
Ø Materiali (es. impianto)
Ø Immateriali (es. brevetto; campagna pubblicitaria)
Ø Finanziari (es. investimento in azioni societarie)
Motivazione dell’investimento
Può risultare utile poi classificare gli investimenti in base anche a quella che è la ragione per cui vengono
effettuati. A tal proposito gli investimenti possono essere:
• Investimenti di sostituzione: es. acquisto un nuovo impianto per sostituirne uno che non funziona più: in
questo caso acquisto per esigenza.
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• Investimenti che si identificano con un’innovazione tecnologica: es. voglio prendere un impianto più
efficiente o più ecologico.
• Investimenti che si identificano con un’innovazione di mercato: per es. se voglio iniziare a produrre qualcosa
che prima non facevo, decido di acquistare un impianto che mi permette di farlo.
Valutazione di un investimento
per la valutazione di un investimento si applicano diversi criteri, che derivano dalla materia finanziaria:
v Tempo di recupero (payback period): misura del tempo che impiego per “rientrare” dal mio investimento.
Molte aziende mettono dei vincoli di “payback”, ad esempio molte non accolgono investimenti con payback
superiore ai 3 anni. Infatti, più alto è il payback più è rischioso l’investimento.
v VAN: valore attuale netto. Valuto i flussi attualizzati che l’investimento mi produce. Accetto solamente gli
investimenti a VAN positivo.
v TIR: tasso interno di rendimento. Qui valuto e confronto i flussi attualizzati
Qui si valutano soprattutto gli investimenti di tipo produttivo. Tutti gli investimenti che passano all’interno vengono
filtrati attraverso questi criteri.
Budget di tesoreria
Con il budget di tesoreria si cerca di misurare nel breve termine la liquidità dell’azienda, ossia si cerca di capire
se l’azienda ha a disposizione sufficiente denaro per rispettare l’equilibrio finanziario. Il budget di tesoreria
ragiona su due concetti: “entrate” e “uscite”; concetti che si distinguono fortemente da “costi” e “ricavi”:
Entrate/uscite (tesoreria) DILAZIONI Ricavi/costi (economico)
Tipicamente il ricavo è la rilevazione del momento in cui
c’è l’uscita di un prodotto perché venduto.
Corrispondono alle entrate Ma il ricavo e l’entrata non sempre coincidono, poiché
e uscite monetarie, quindi l’entrata, che è il pagamento, potrebbe essere differita.
corrispondono ai Entrata monetaria e ricavo coincidono solo quando si
pagamenti e agli incassi. vende un prodotto e contestualmente si riceve il
pagamento; dunque, solamente quando non vi è
disallineamento temporale.
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Diciamo che per un’azienda è importante monitorare la dinamica finanziaria: ovvero verificare non solo che da
un punto di vista reddituale tutto proceda nel modo corretto, ma verificare anche che, da un punto di vista
finanziario, l’attività con i relativi costi sia sostenibile per l’azienda.
A tal proposito si consideri il seguente esempio:
1° MESE 2° MESE 3° MESE
RICAVI 100 150 100 (Differiti di 60 giorni)
COSTI (70) (60) (60) Pagati in contanti
Entrate Ø Ø 100
(130+60-100)=(90)
Uscite (70) (70 + 60)= (130) Solo al terzo mese percepisco
il guadagno del 1°mese
Dal punto di vista reddituale questa azienda è buona, poiché ogni mese produce utile, ma da un punto di vista
finanziario va in perdita poiché fa troppa “trasformazione delle scadenze”, ovvero le entrate sono troppo differite
rispetto alle uscite (queste vengono fatte subito in contanti mentre le entrate sono differite a 60 giorni).
Il budget finanziario, dunque, studia: Variazione monetaria - Quando si verifica - Di che segno si verifica.
Il budget di tesoreria, dunque, identifica tutte le operazioni che generano entrate e uscite.
Per calcolare il saldo finale di liquidità si procede nel seguente modo:
𝑺𝒂𝒍𝒅𝒐 𝒇𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒍𝒊𝒒𝒖𝒊𝒅𝒊𝒕à = 𝒗𝒂𝒓𝒊𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒍𝒊𝒒𝒖𝒊𝒅𝒊𝒕à + 𝒔𝒂𝒍𝒅𝒐 𝒍𝒊𝒒𝒖𝒊𝒅𝒊𝒕à 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒍𝒆
La variazione di liquidità è la differenza tra entrate e uscite, provenienti dai prospetti creati con il budget di
tesoreria. Per ogni operazione dobbiamo chiederci se genera variazioni finanziarie.
Più precisamente diciamo che nell’ambito del prospetto delle entrate e delle uscite è necessario classificare i
singoli flussi in funzione della gestione di provenienza; infatti, in tal modo è possibile comprendere come ogni
gestione contribuisce alla situazione monetaria, provocando situazioni di squilibrio o equilibrio.
Le gestioni possono essere così suddivise:
• Gestione caratteristica
• Gestione degli investimenti
• Gestione finanziaria
• Gestione tributaria
ENTRATE USCITE
GESTIONE CARATTERISTICA • Incasso di un ricavo • Pagamento fornitori/acquisto
(deriva dal BGD operativo) • Incasso di un credito • Pagamenti stipendi
• Pagamento
GESTIONE INVESTIMENTI • Disinvestimenti
• investimento
• Aumenti di capitale
• Pagamento dividendi
GESTIONE FINANZIARIA • Nuovo mutuo
• Rimborso mutuo
• Altri finanziamenti
GESTIONE TRIBUTARIA • Rimborso IVA
TOTALE ENTRATE TOTALE USCITE
NB: Nell’ambito del budget di tesoreria non vengono considerate le variazioni che non sono monetarie: in altri
termini non vanno considerati i costi e ricavi non monetari, dunque non si considerano:
- Accantonamenti.
- Ammortamenti.
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• Temporale:
o Periodi infrannuali
o Breve/brevissimo periodo
o Dipende dall’attività svolta
o Trade-off tra gestione ottimale della liquidità e attendibilità dei valori
• Articolazione in funzione della gestione di riferimento:
o Gestione caratteristica corrente
o Gestione caratteristica non corrente
o Gestione patrimoniale o complementare/accessoria
o Gestione finanziaria
o Gestione tributaria
Considerando queste gestioni, si crea un prospetto delle entrate, un prospetto delle uscite, e un prospetto di sintesi:
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Esercizio: Fish spa
La Fish s.p.a., azienda che produce e vende due linee di prodotto per la pesca sportiva (linea attrezzature e linea
abbigliamento), presenta le informazioni relative al budget del bimestre febbraio-marzo 2013 riportate nelle
seguenti tabelle.
Tabella 1 – Previsioni delle vendite di prodotti finiti Linea Attrezzature Linea Abbigliamento
Volume di vendita febbraio 2013 (unità) 2.000 900
Volume di vendita marzo 2013 (unità) 2.500 1.200
Prezzo unitario di vendita (euro/unità) 40 100
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Tabella 2 – Previsione degli acquisti di materie prime Linea Attrezzature Linea Abbigliamento
Volume degli acquisti febbraio 2013 (n. pezzi) 3.000 200
Volume degli acquisti marzo 2013 (n. pezzi) 3.300 250
Prezzo costo-unitario di acquisto 20 40
(euro/pezzo – al lordo di eventuali sconti)
Per risolvere l’esercizio si deve analizzare punto per punto e capire se si hanno delle entrate o delle uscite:
ENTRATE/INCASSI FEBBRAIO MARZO
Fatturato (80k + 90k = 170k) (100k + 120k =220k)
75 % -> cassa In cassa -> 170k x 75% = 127.500 In cassa -> 75 % x 220k + 25% x 170k
25% -> differito a 30 giorni = 165k + 42,5k = 207,5k
Incasso crediti 75.000
Dividendo percepito 15.000
Vendita immobile 30.000 – 10.000 = 20.000
TOT 217.500 227.500
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USCITE / PAGAMENTI FEBBRAIO MARZO
Pagamento fornitori (5% (20x3.000) + (40x200) = 68k (20x3.300) + (40x250) = 76 K
sconto se pago subito) Uscita cassa -> 95% di 68k = 64.600 Uscita cassa -> 95% 76K = 72.200
Pagamento dipendenti (salari) 90 K 90K
Provvigioni 12K (sarebbero quelle di gennaio) 13.600 (sarebbero quelle di febbraio).
9.000 – 6.000 = 3.000 9.000 – 6.000 = 3.000
Altri costi operativi
(l’ammortamento non si considera). (l’ammortamento non si considera).
Pagamento debito
3.000
v/ collaboratori (31/1)
Costi rottamazione materiali 2.000
Acquisto macchinario 10% di 150k = 15.000
Ratei passivi (int. Mutuo) 2.000
Canone leasing 24.000
TOTALE 198.600 195.800
Analizzando il rendiconto finanziario in relazione al CCN diciamo che per l’impresa è molto importante capire quello
che è il flusso di capitale circolante netto (CCN) della gestione caratteristica -> chiamato anche flusso di cassa
potenziale = EBITDA (GCC). Esso può essere calcolato secondo due modalità:
v Metodo diretto: il flusso di CCN si calcolare come differenza tra ricavi monetari e costi monetari:
𝐅𝐥𝐮𝐬𝐬𝐨 𝐂𝐂𝐍 𝐠𝐞𝐬𝐭 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭 = 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐯𝐢 𝐧𝐞𝐭𝐭𝐢 − 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐮𝐭𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 (𝐦𝐨𝐧𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨)
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v Metodo indiretto: il flusso di CCN si calcola come reddito operativo gestione caratteristica + costi non
monetari. I costi non monetari sono ammortamenti e accantonamenti, TFR e svalutazioni.
𝐅𝐥𝐮𝐬𝐬𝐨 𝐂𝐂𝐍 𝐠𝐞𝐬𝐭 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭 = 𝐑𝐞𝐝𝐝 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐠𝐞𝐬𝐭. 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭 (= 𝐄𝐁𝐈𝐓 𝐆𝐂𝐂) + 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢
Il flusso di CCN della gestione caratteristica (= flusso di cassa potenziale) si distingue dal capitale circolante netto
(calcolato come differenza tra voci dello stato patrimoniale viste in finanza), infatti si calcola considerando voci di
conto economico (a scopo comprensivo mio, sarebbe simile all’ebitda). Se tale flusso è positivo allora esso è una
fonte, in quanto l’azienda ha creato risorse finanziarie dalla gestione caratteristica; se invece è negativo è un
impiego in quanto l’azienda ha impiegato risorse finanziarie per svolgere la gestione.
Facciamo un esempio semplice per vedere i due metodi di calcolo del flusso di CCN della gestione caratteristica:
Ricavi = 2500 ; Costi monetari = 1700 ; Ammortamenti = 400 ; Reddito operativo gestione caratteristica = 400.
v Se utilizzo il metodo diretto il CCN è pari a 2500 – 1700 = 800.
v Se utilizzo il metodo indiretto il CCN è pari a 400 + 400 = 800.
Dunque, un metodo o l’altro sono indifferenti.
Considerando sempre fonti e impieghi in relazione alle diverse gestioni, il prospetto seguente è un esempio di
rendiconto in cui la risorsa finanziaria di riferimento è il CCN:
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Schema riassuntivo
Alcuni possibili accadimenti FY21 (= Fiscal Year 2021) che hanno portato a questo flusso CCN possono essere:
• Vendo un orologio a 2€ (con incasso differito) che avevo valorizzato in magazzino ad 1€
• Saldo i miei debiti di importo 10€
• Compro 2 orologi con valore di 4€ (pagamento differito) e li vendo nel FY21 con valore di 10€
• (non so come diminuire c/c passivi di 1)
Per il flusso di liquidità invece noi andremo a contare solo le voci “cassa e banca” e “c/c passivi” (qui avremo = 1)
Fonti / Impieghi
CCN Liquidità
Flusso di CCN GCC = ∆ (attivo a BT – pass a BT) GCC Flusso di liquidità GCC = ∆ (cassa e banca – c/c pass) GCC
Flusso di CCN GCNC (Non Corrente) Flusso di liquidità GCNC
Flusso di CCN GP (Patrimoniale) Flusso di liquidità GP (Patrimoniale)
Flusso di CCN GF (Finanziaria) Flusso di liquidità GF (Finanziaria)
Flusso di CCN GT (Tributaria) Flusso di liquidità GT (Tributaria)
TOT = flusso di CCN = ∆ CCN = TOT = flusso di liquidità = ∆ liquidità = ∆ monetario =
(att a BT – pass a BT) anno x – ∆ (cassa + banca – c/c passivi)
(att a BT – pass a BT) anno x -1
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Esercizio AIGEA
Si ha a disposizione, nella tabella seguente, il conto economico preventivo della AIGEA, relativo al periodo 2019
(dati in migliaia di euro).
Ricavi netti 18.000
Rimanenze iniziali 1.987
Acquisti netti 10.080
Servizi 3.114
Godimento beni di terzi 401
Costo del lavoro 2.372
[Link] fondo TFR 116
Ammortamenti 280
Oneri diversi 850
(Rimanenze finali) (1.830)
Costo del venduto 17.370
Reddito Operativo Gest. Caratteristica 630
Interessi attivi 39
Reddito Operativo Aziendale 669
Oneri finanziari 353
Reddito ante imposte 316
Imposte 150
Utile 166
Si conoscono, inoltre, le seguenti informazioni:
a) il valore finale dei crediti verso clienti è pari a 2.700, determinato sulla base della durata media dei crediti;
b) il valore finale dei debiti verso fornitori è pari a 1.680, determinato sulla base della durata media dei debiti;
c) il valore iniziale dei crediti verso clienti è pari a 2.000;
d) il valore iniziale dei debiti verso fornitori è par a 1.300;
e) il valore delle rimanenze finali è determinato considerando, a preventivo, il periodo medio di giacenza delle
scorte.
Sulla base di tali informazioni, calcolare con riferimento al periodo 2019, il flusso di CCN ed il flusso monetario della
gestione caratteristica corrente.
Infine, sono note le seguenti informazioni (i dati sono ancora espressi in migliaia di euro):
a) una quota capitale, pari a 200, relativa ad un nuovo mutuo ottenuto nel corso del 2018, scadrà il 31/07/2019;
b) una quota, pari a 300, relativa ad un mutuo che si otterrà nel corso del 2019 per complessivi 1.500, sarà
rimborsata nel 2020;
c) nel corso del 2019 si prevede che sorgeranno anticipi per fornitori immobilizzazioni pari a 60 (imm. civili à
flusso liquidità GP ; imm. business à GCNC) e che sarà pagata una somma TFR pari a 40;
d) nel 2019 saranno alienati impianti e macchinari per un valore di realizzo pari a 5; tale operazione non genera
plusvalenze o minusvalenze;
e) nel 2019 si risconterà una variazione in aumento dei ratei attivi relativi ad interessi attivi pari a 4;
f) nel 2019 l’utile relativo al 2018 viene destinato: in parte a riserva legale e a riserva straordinaria; in parte a
distribuzione di dividendi (50);
g) nel 2019 le uscite per imposte dirette ed indirette previste sono pari a 1.000.
Elaborare il rendiconto monetario preventivo in forma scalare relativo al periodo 2019.
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∆ CCNO = ∆ crediti + ∆ rimanenze – ∆ debiti BT = (2.700 – 2.000) + (1.830 – 1.987) – (1.680 – 1.300)
Flusso monetario (=di liquidità) GCC = 1.026 – (700 – 157 – 380) = 1.026 – 700 + 157 + 380 = 863
Dalle informazioni si ottiene che:
Ø I crediti aumentano di 700 (da 2.000 passano a 2.700) e di conseguenza il CCN aumenta di 700: questi 700
devono essere inseriti con segno negativo per il calcolo del flusso di cassa (guardare formula sotto)
Ø Le rimanenze passano da 1987 a 1830: questo vuol dire che le rimanenze diminuiscono e questo porta ad
una diminuzione di attivo corrente che porta ad una diminuzione di CCN à impatto positivo sulla liquidità e
quindi deve essere inserita con segno positivo. Il delta rimanenze è pari a 157.
Ø I debiti verso fornitori aumentano, questo porta ad una diminuzione del CCN à impatto positivo sulla
liquidità e quindi deve essere inserita con segno positivo. Il delta dei debiti è pari a 380 (da 1300 a 1680).
𝑭𝒍𝒖𝒔𝒔𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒔𝒔𝒂 𝒈𝒆𝒔𝒕 𝒄𝒂𝒓𝒂𝒕𝒕 = 𝒇𝒍𝒖𝒔𝒔𝒐 𝑪𝑪𝑵 𝑮𝑮𝑪 – 𝒊𝒏𝒄𝒓𝒆𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝑪𝑪𝑵 + 𝒅𝒆𝒄𝒓𝒆𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝑪𝑪𝑵
Esercizio BLUE
Il responsabile amministrativo della Blue S.p.A. è giunto al termine del processo di costruzione del master budget
per il primo trimestre del 2018, avendo raccolto tutte le informazioni necessarie alla predisposizione dei budget
operativi, finanziari e degli investimenti (tutti i valori di seguito riportati - sia nelle tabelle che nel testo - sono
espressi in migliaia di €). Nello specifico, lo stato patrimoniale al 31/12/2017 è il seguente:
ATTIVO PASSIVO
Attività correnti Passività a breve
Cassa e banca 5.250 Debiti verso fornitori 7.700
Crediti verso clienti 8.750 Debiti verso agenti 700
Rimanenze 7.700 Debiti tributari 1.750
Passività a medio lungo
Attivo fisso Fondo TFR 15.750
Impianti (al netto del [Link]) 36.750 Mutui passivi 31.500
Macchinari (al netto del [Link]) 7.000
Partecipazioni 4.725 Patrimonio netto
Capitale sociale 9.450
Riserve 2.905
Utile d’esercizio 2017 420
TOTALE ATTIVO 70.175 TOTALE PASSIVO 70.175
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Si dispone inoltre delle seguenti informazioni:
1. Il fatturato previsionale per il primo trimestre 2018 è pari a € 36.050 (di cui € 12.250 a Gennaio, €11.200 a
Febbraio e € 12.600 a Marzo 2018). Le condizioni di pagamento negoziate con i clienti prevedono che il
50% dell’importo venga regolato per contanti e che per il restante 50% venga concessa una dilazione di
pagamento di 30 giorni.
2. Il budget degli approvvigionamenti prevede acquisti di materie prime pari a € 5.200 per il mese di Gennaio,
€ 5.900 per Febbraio e € 4.850 per Marzo. La dilazione di pagamento ottenuta dai fornitori è di 30 giorni. I
debiti verso fornitori in essere al 31/12/2017 fanno riferimento ad acquisti di materie prime effettuati nel
mese di Dicembre 2017.
3. A fine trimestre, si prevedono rimanenze di materie prime e prodotti finiti pari a € 5.500.
4. Gli ammortamenti mensili di impianti e di macchinari sono pari, rispettivamente, a €450 e €40.
5. Mensilmente, Blue S.p.A. sostiene un costo del lavoro pari a €2.600, comprensivo di una quota di TFR pari
a €500. Il pagamento di salari e stipendi avviene nel mese di riferimento.
6. Gli altri costi indiretti di produzione sono pari a 420 al mese, regolati in contanti.
7. I costi di natura commerciale includono provvigioni agli agenti di vendita (pari al 4% del fatturato mensile
e regolate a 30 giorni) e costi di trasporto (pari al 6% del fatturato mensile e pagati nel mese di riferimento).
Si prevedono infine i seguenti accadimenti nel primo trimestre 2018:
8. Si prenderà in affitto un nuovo magazzino. Il canone di affitto, pari a 280 mensili, sarà corrisposto al termine
di ogni mese a partire da Gennaio.
9. Sarà liquidato nel mese di Gennaio il TFR ad un dipendente che andrà in pensione, per un valore di 180.
10. Nel mese di Febbraio, gli utili 2017, saranno destinati a riserva per il 50%, mentre per la parte restante
saranno distribuiti dividendi ai soci.
11. Sarà venduto nel mese di Febbraio un macchinario iscritto in bilancio al valore di 5.600 e ammortizzato per
il 50%; su tale operazione, che sarà regolata in contanti, si prevede di realizzare una plusvalenza di 200.
12. Sarà acquistato a Febbraio un nuovo impianto, del valore di 7.000, che entrerà in uso a partire dal mese di
Marzo. Sull’operazione verrà riconosciuta una dilazione di pagamento di 30 giorni.
13. Sarà rimborsata a Marzo una rata del mutuo per 2.300, di cui 1.800 in conto capitale e 500 in conto interessi.
14. Si procederà nel mese di Marzo ad un aumento di capitale sociale per complessivi 700 utilizzando il fondo
riserva straordinario per 500 e tramite conferimento in denaro per la restante parte
15. A marzo, saranno pagate imposte di competenza dell’esercizio precedente per 1.750.
Sulla base delle informazioni fornite, e tenendo presente che dal budget di tesoreria al 31/03/2018 risulta un saldo
finale di cassa e banca pari a 4.509, si determinino:
a. il budget di conto economico al 31/03/2018 (relativo al primo trimestre 2018)
b. la situazione patrimoniale preventiva al 31/03/2018,
c. il flusso di CCN della gestione caratteristica corrente del primo trimestre 2018
d. il flusso di cassa della gestione caratteristica corrente relativo al primo trimestre 2018
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