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Modelli Atomici

Il documento descrive l'evoluzione dei modelli atomici, partendo dal modello di Dalton del 1803, che introduce il concetto di atomi indivisibili, passando per il modello di Thomson del 1904, che presenta un atomo come una sfera di carica positiva con elettroni negativi. Rutherford nel 1911 propone un modello nucleare, evidenziando un nucleo centrale positivo con elettroni in orbita, mentre Bohr nel 1913 introduce il concetto di orbite stazionarie per gli elettroni e la quantizzazione dell'energia. Infine, Schrödinger sostituisce le orbite con orbitali, evidenziando l'indeterminazione nella posizione e velocità degli elettroni.
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Il documento descrive l'evoluzione dei modelli atomici, partendo dal modello di Dalton del 1803, che introduce il concetto di atomi indivisibili, passando per il modello di Thomson del 1904, che presenta un atomo come una sfera di carica positiva con elettroni negativi. Rutherford nel 1911 propone un modello nucleare, evidenziando un nucleo centrale positivo con elettroni in orbita, mentre Bohr nel 1913 introduce il concetto di orbite stazionarie per gli elettroni e la quantizzazione dell'energia. Infine, Schrödinger sostituisce le orbite con orbitali, evidenziando l'indeterminazione nella posizione e velocità degli elettroni.
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DALTON (1803)

primo modello atomico basato su dati sperimentali.


1. tutta la materia è formata da particelle, chiamate atomi (dal greco átomos, “indivisibile”)
indivisibili e indistruttibili
2. tutti gli atomi di uno stesso elemento sono identici sia nella massa che nelle proprietà;
3. gli atomi di un elemento non possono essere convertiti in atomi di altri elementi: una
reazione chimica comporta soltanto combinazione, separazione, ri-arrangiamento di
atomi,
- NON spiegava il concetto di legami degli atomi che costituiscono le molecole
- NON spiegava la natura delle cariche elettriche (parla di particelle neutre)

THOMSON (1904)
Attraverso lo spettrometro di massa dedusse che l’atomo è costituito da una
sfera di carica positiva (impossibile perché i protoni si sarebbero respinti, non
potevano stare tutti uniti), in cui sono immersi uniformemente «corpuscoli»
carichi negativamente, gli elettroni - modello a panettone

L’atomo risulta elettricamente neutro perché le cariche positive sono neutralizzate da


quelle negative.

RUTHERFORD (1911)
Fu il primo a descrivere l’atomo con un nucleo centrale.
Questo modello superò il precedente modello di Thomson
(“a panettone”). Rutherford e i suoi collaboratori
bombardarono una sottile lamina d’oro (perché é un
metallo nobile e si ossida difficilmente) con particelle alfa
(nuclei di elio He++). Osservarono che:
1. La maggior parte delle particelle attraversava la lamina
senza deviazioni.
2. Una piccola frazione rimbalzava all’indietro.

Caratteristiche del modello di Rutherford


1. Nucleo centrale: piccolo e carico positivamente che
respinge alcune particelle alfa.
2. Elettroni in movimento attorno al nucleo, che
bilanciano la carica positiva (modello planetario)
3. Atomo prevalentemente vuoto.

Limiti del modello


Il modello di Rutherford, però, non spiegava:
- Perché gli elettroni non cadono nel nucleo (secondo le leggi della fisica classica,
quando una particella carica negativamente ruota intorno a una carica positiva, deve
perdere energia e, quindi, rallentare sino a “cadere”, a collassare sul nucleo positivo).

STUDI- La luce degli atomi


- spettro a righe degli atomi: luce colpisce il prisma e subisce prima una diffrazione e poi un’altra
(arcobaleno scompone la luce dei raggi- goccioline agiscono come dei prismi). Ogni atomo ha il
suo spettro a righe (se ne accorge Bohr)
Sintesi additiva= bianco nella luce
Sintesi sottrattiva = nella materia nero
BOHR (1913)
Individua 7 livelli energetici
- quando un elettrone passa da un orbita ad
un’altra si ha un assorbimento o un rilascio
di energia (sotto forma di calore)

Bohr si basò sugli esperimenti di Rutherford e


sulla teoria dei quanti di Max Planck
che sostiene che le forme di energia
elettromagnetica o radiante sono costituite da
una successione di quantità minime non
frazionabili (come i gradini non posso mettere i piedi tra un gradino e un altro), dette
QUANTI (o fotoni), propose un nuovo modello atomico, secondo cui: (POSTULATI DI
BOHR)
- gli elettroni esistono solo su certe orbite (dette ORBITE STAZIONARIE), descritte da un
numero quantico (n). «quando l’elettrone ruota su un’orbita stazionaria non assorbe né
emette energia: l’atomo è, pertanto, stabile e l’elettrone (negativo) non cadrà mai sul
nucleo (positivo)»
- quando un elettrone passa da un’orbita ad un’altra si ha
emissione o assorbimento di luce (scossa elettrica)

SHCRONDIGHER parla non di orbite ma di orbitali (dove è massima la probabilità di


trovare elettroni).
Per il principio di indeterminazione di isenberg: é impossibile stabilire esattamente sia la
posizione che la velocità.
Ha la conferma matematica di quello che aveva supposto bhor.

Funzione d’onda= grafico

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