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S CITOLOGIA

Il documento fornisce un'introduzione alla biologia, evidenziando l'importanza del DNA e dell'ereditarietà nella vita degli organismi. Descrive le cellule, distinguendo tra procarioti ed eucarioti, e analizza la struttura e le funzioni degli organelli cellulari, come il nucleo, i mitocondri e il reticolo endoplasmatico. Inoltre, esplora i meccanismi di endocitosi ed esocitosi, che regolano gli scambi tra la cellula e l'ambiente esterno.

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S CITOLOGIA

Il documento fornisce un'introduzione alla biologia, evidenziando l'importanza del DNA e dell'ereditarietà nella vita degli organismi. Descrive le cellule, distinguendo tra procarioti ed eucarioti, e analizza la struttura e le funzioni degli organelli cellulari, come il nucleo, i mitocondri e il reticolo endoplasmatico. Inoltre, esplora i meccanismi di endocitosi ed esocitosi, che regolano gli scambi tra la cellula e l'ambiente esterno.

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Introduzione alla biologia

La differenza di base tra un essere vivente e uno abiotico è rappresentato dal DNA, cioè il contenuto
di informazioni che vengono tramandate alla cellula successiva che può a sua volta svolgere e
trasmettere le funzioni.

Ciò che è alla base dell’essere vivente è quindi quella che viene chiamata ereditarietà, cioè la
capacità di tramandare l’informazione genetica.

Tutto ciò nasce dalla dottrina cellulare che ha segnato la nascita della biologia cellulare, che vede la
cellula come la più piccola entità vivente e che tutti gli esseri viventi sono costituiti da un insieme di
cellule, in cui ognuna funziona in maniera specializzate. Le cellule derivano da cellule preesistenti.

La cellula quindi è racchiusa da membrana, è costituita da una soluzione acquosa con sostanze
chimiche al suo interno ed è in grado di duplicarsi. Contiene proteine, sostanze organiche, acqua,
ioni e altri metaboliti.

La cellula può essere visibile da un microscopio ottico, che arriva ad una risoluzione di 200 nm, senza
riuscire a vedere gli organelli e le molecole al suo interno. Con l’utilizzo del microscopio elettronico,
che ha risoluzione 0,2 micrometri, si riesce a vedere bene l’interno della cellula.

Le cellule hanno forme e dimensioni diverse e ciò che determina la funzione e la forma delle diverse
cellule è il DNA, che è uguale in tutte le cellule dell’organismo, ma ciò che cambia è la proteina e il
tipo di proteina che viene prodotta dal DNA che determinerà quindi forma e funzione di quella
determinata cellula. Ad esempio una cellula muscolare ha lo stesso DNA del sistema nervoso
centrale, ma si ha un differenziamento grazie all’espressione genica, cioè la formazione di
determinate proteine a partire dallo stesso DNA.

Le cellule si dividono in procarioti ed eucarioti, che differiscono dalla presenza del nucleo. Nei primi
non è presente, nei secondi si e oltre a questo si formano anche organelli. I procarioti sono
unicellulari e hanno dimensioni molto più piccole. Gli eucarioti invece sono principalmente
pluricellulari e presentano gradi di complessità diverse: le cellule si organizzano in tessuti, i quali si
organizzano di organi.

Tutte le cellule hanno la stessa discendenza. Da un punto di vista morfologico si parla di procarioti ed
eucarioti. Con la scoperta del DNA viene fatta una diversa distinzione delle cellule, in particolare si
distinguono in base ai vari periodi evolutivi. I procarioti in particolare si sono divisi in batteri ed
archeobatteri. Un ramo dei batteri, come i mitocondri e cloroplasti, sono entrati in simbiosi con le
cellule eucariotiche, andando ad essere parte importante della cellula eucariotica. Si capisce che
sono cellule procariotiche che sono entrate in simbiosi dalla presenza del DNA mitocondriale, che
viene ereditato dalla madre.

I procarioti presentano il nucleoide, che è circolare e denso, la membrana cellulare, che racchiude la
cellula, una parete cellulare, che racchiude la membrana plasmatica, può contenere un flagello, che
le consente il movimento, e il citosol interno.

I procarioti si dividono per fissione binaria, attraverso cui una cellula si divide in due e produce
repliche esatte di sé stessa in tempi molto brevi.

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Le cellule eucariotiche
Le cellule eucariotiche presentano al loro interno organelli, che sono strutture subcellulare racchiuse
della membrana e ben specializzate in determinate funzioni, e il citosol, che è un gel acquoso che
contiene il citoplasma, una struttura che consente il movimento interno alla cellula.

La membrana cellulare è una struttura che delimita la cellula e i suoi compartimenti, costituiscono
siti di specifiche funzioni per la presenza di proteine ed enzimi, contengono all’interno proteine di
trasporto per regolare il movimento di sostanze tra interno ed esterno o tra i vari organelli.
Contengono anche recettori necessari per rilevare i segnali esterni e contengono anche delle
giunzioni che consentono la comunicazione cellula-cellula e che la fanno aderire con la matrice
extracellulare.

Le membrane interne degli organelli hanno una composizione diversa, in base alla presenza di
determinate proteine, perché sono correlate alla funzione dell’organello stesso.

La membrana cellulare

La membrana cellulare ha un modello a mosaico fluido. Essa è in continuo movimento e questo


dipende dalla sua composizione.

Questa è composta i fosfolipidi, che vanno a formare un doppio strato. I


fosfolipidi sono molecole anfipatiche, con teste idrofiliche e code idrofobiche.
Le varie code idrofobiche, una volta immerse nell’acqua, vanno ad attrarsi tra di
loro andando a formare una struttura che ha le teste idrofiliche che sono a
contatto con l’acqua e le code all’interno che si chiude e si chiude in modo tale
da evitare il contatto tra le code idrofobiche e l’acqua.

Oltre ai fosfolipidi sulla membrana sono presenti gli steroli, ad esempio il colesterolo, il quale ha la
capacità di aumentare la proprietà di barriera permeabile del doppio strato lipidico. La presenza del
colesterolo rende il doppio strato lipidico più rigido, meno deformabile in quanto si vanno ad inserire
all’interno del doppio strato fosfolipidico.

I fosfolipidi non sono fermi all’interno della membrana. Esso può ruotare
su sé stesso, può spostarsi a sinistra o a destra oppure può spostarsi da
una parte del doppio strato all’altro, andando a compiere il movimento
chiamato flip-flop. Si tratta di un evento piuttosto raro perché non è
energeticamente favorevole.

Altro aspetto è l’asimmetricità della membrana. La composizione della faccia interna e di quella
esterna è diversa. Solitamente la faccia esterna è formata da glicolipidi e glicoproteine, che
proteggono la membrana, impediscono l’interazione con altre cellule se non richiesta oppure la
favoriscono in caso di bisogno, come ad esempio ovulo e spermatozoo. Glicolipidi e glicoproteine
vanno a comporre il glicocalice.

Solitamente i glicolipidi sono maggiormente presenti nelle cellule nervose perché fanno da isolante
elettrico e consente la trasmissione delle cariche all’interno dell’assone.

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Sulla membrana sono presenti anche proteine e sono le fautrici delle principali funzioni della
membrana. Possono essere di diverse tipologie: possono essere

❖ Transmembrana, che attraversano completamente la membrana;


❖ Associate ad un solo strato, che può essere immersa nella membrana cellulare, ma
essere immerse nella parte extra o intra cellulare
❖ Connesse a lipidi, che possono essere completamente immerse nella parte extra o intra
cellulare e sono legate alla membrana da un lipide soltanto;
❖ Proteine attached, composte da più proteine: una che si trova immersa nello strato
fosfolipidico e l’altra che si trova nella parte intra o extra cellulare.

Le proteine possono essere

❖ Trasportatori
➢ Agevolano il passaggio di molecole, ioni da una parte all’altra della membrana
❖ Proteine ancoranti
➢ A cui vengono legate altre proteine che fanno si che ci sia un ancoraggio cellula-cellula o
cellula-matrice extracellulare.
❖ Recettori ionici
➢ Che privilegiano il passaggio di determinati ioni
➢ Presentano un canale sensibile e specifico per un determinato ione
➢ Si attivano e agiscono in seguito ad un cambiamento di potenziale di membrana
❖ Enzimi
➢ Proteine che ricevono un segnale ed esso viene convertito e va ad attivare una cascata a
valle che a sua volta attiva una risposta della cellula

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Organelli

Gli organelli sono molteplici. Si trovano immersi nel citosol, un gel acquoso racchiuso dalla
membrana cellulare che contiene il citoscheletro, poliribosomi, enzimi e gli organelli.

il nucleo

Il nucleo è racchiuso da due membrane concentriche, chiamate membrane nucleari.

La membrana del nucleo è interrotta dalla presenza di


pori. Il complesso delle membrane e dei pori nucleari
formano l’involucro nucleare.

La membrana esterna è in collegamento con il reticolo


endoplasmatico e il nucleo contiene il DNA genomico e
alcune proteine.

Sulla parte interna della membrana interna sono


presenti diverse proteine, che formano la lamina
nucleare, che fungono da sostegno al nucleo.

La principale proteina che la costituisce è la lamina. Se ci sono delle mutazioni che hanno a che fare
con la lamina si hanno molte e diverse malattie. Un esempio è la mutazione “de novo”: i genitori del
bambino sono, ma nel bimbo spesso muta una base del DNA:

❖ Distrofia muscolare di Emery-Dreifuss;


❖ Distrofia muscolare dei cingoli;
❖ Dare alterazioni da un punto di vista cardiaco → cardiomiopatia dilatativa;
❖ Neuropatia periferica di Charcot-Marie-Tooth (CRT);
❖ Lipodistrofia di Dunnigan → accumulo di riserve lipidiche in zone dove non dovrebbe esserci
(ed. sul collo);
❖ Progeria di Hutchinson-Gilford;
❖ Fenotipi combinati.
La membrana nucleare è una membrana mobile che cambia conformazione a seconda dello stato
della cellula. Ad esempio durante la mitosi il nucleo si divide e la membrana nucleare si
depolimerizza per poi eliminarsi, successivamente si riforma.

Il nucleo svolge diverse funzioni

❖ Separare e proteggere il DNA dal citosol


❖ Conserva tutte le informazioni della cellula
❖ Luogo di sintesi di DNA e RNA

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I mitocondri

Vengono definiti la centrale elettrica della cellula in quanto sono gli organelli dove viene sintetizzato
ATP utilizzato da diverse reazioni presenti sulla cellula.

Il mitocondrio presenta una membrana esterna, una interna e


uno spazio intermembrana. La parte interna del mitocondrio è
definita matrice. La membrana interna forma delle creste, cioè
delle invaginazioni all’interno della cellula. La particolarità del
mitocondrio è il fatto di avere un DNA proprio, diverso da quello
germinale, il che fa ipotizzare la teoria di endosimbiosi tra
mitocondrio e cellula.

Svolgono diverse funzioni

❖ Attraverso la fosforilazione ossidativa si formano molecole di ATP


❖ Sono il maggior consumatore di ossigeno della cellula

Reticolo endoplasmatico

È una rete di membrane chiuse, vescicole e tubuli.

Ci sono due tipi:

❖ Reticolo endoplasmatico rugoso


➢ Presenta ribosomi sulla membrana
➢ È a diretto contatto con l’involucro
nucleare
➢ Sintetizza proteine
❖ Reticolo endoplasmatico liscio
➢ Non presenta ribosomi
➢ Sintetizza lipidi e steroli
➢ È una fondamentale riserva di
calcio

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Apparato di Golgi

La sua funzione fondamentale è quella di modificare e di maturare le proteine e poi smistarle nel
resto della cellula, facendole arrivare a destinazione.

È costituito da una serie di compartimenti e


può essere suddiviso in tre regioni

❖ Cis
❖ Media
❖ Trans

Il Golgi riceve le molecole dal reticolo endoplasmatico attraverso


vescicole, le modifica, come ad esempio induce il processo di
glicosilazione, e le rilascia sempre attraverso vescicole, che
contengono proteine che viene spedito o sulla membrana
plasmatica o negli organelli. Quindi in risposta a determinati stimoli, viene attivata la traduzione e
trascrizione della proteina nel RER

Lisosomi

Sono responsabili nella degradazione intracellulare.

Hanno l’intero della membrana glicosilata, che presenta


carboidrati che proteggono il lisosoma e non consentono
l’autodigestione dell’organello. Attraverso delle idrolasi
acide, distruggono proteine ed elementi.

Una volta digerite, le proteine possono essere espulse


dalla cellula e riutilizzate in altri processi.

Perossisomi

Sono simili ai lisosomi ma degradato acidi grassi o composti tossici come l’etanolo. Presentano una
singola membrana, senza l’involucro di carboidrati perché al loro interno non presentano un pH
acido. Presentano all’interno ossidasi e catalasi che degradano gli elementi.

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Endocitosi ed esocitosi
La cellula eucariotica può avere diversi scambi con l’esterno e per questo motivo esistono dei
meccanismi che consentono il passaggio di materiale dalla cellula verso la componente
extracellulare e viceversa. In particolare abbiamo l’endocitosi, con la quale avviene l’introduzione di
materiale dall’esterno all’interno, e l’esocitosi, con la quale avviene secrezione di sostanze dalla
cellula.
Per quanto riguarda l’endocitosi, ci sono diversi tipi di processi, le cui diversità riguarda la grandezza
della molecola ingerita:
❖ Fagocitosi
➢ Ingestione di grandi particelle con diametro maggiore di 250 nanometri
➢ Richiede delle cellule specializzate come
▪ Globuli bianchi
▪ Macrofagi
• Ingloba globuli rossi attraverso delle estroflessioni che andranno a prendere tutta la
cellula
❖ Pinocitosi
➢ Ingestione di molecole molto più piccole, con diametro di circa 100 nanometri
➢ Può avvenire in qualsiasi cellula
➢ Avviene grazie alla formazione di vescicole all’altezza della membrana plasmatica della
cellula
▪ Si forma una introflessione che si chiude formando una vescicola, che poi si stacca dalla
membrana e si ritrova all’interno
▪ La vescicola arriva ai lisosomi dove rilascia il contenuto, che verrà poi degradato dal pH
acido.
L’endocitosi può richiedere un’attivazione, resa possibile grazie alla presenza di recettori presenti
sulla membrana cellulare che si attivano quando un ligando, cioè la sostanza all’esterno, crea un
legame con essi, portando alla formazione delle vescicole.
Non si tratta quindi di un processo costitutivo, cioè in continuazione, bensì attivo.
Una volta internalizzata la vescicola, grazie alla presenza di tubuli, vescicole provenienti
dall’apparato di Golgi ricche di proteine vanno a unirsi con la vescicola appena entrata nella cellula
andando a formare l’endosoma precoce.
Successivamente va a formarsi
l’endosoma tardivo con l’introduzione di
ioni H+ da parte di una pompa protonica
che va a diminuire il pH della vescicola
andando a renderlo sempre più acido e
che favorisce la dissociazione di
molecole da recettori.
La parte di contenuto introdotto che
serve alla cellula viene mandato
all’apparato di Golgi, mentre la parte che
deve essere degradata viene inviato ai
lisosomi.
In generale, non si tratta di un processo
statico, bensì molto complesso che
prevede un grande traffico vescicolare.

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Per quanto riguarda invece l’esocitosi, vescicole provenienti dall’interno della cellula vanno a
fondersi con la membrana plasmatica e vanno a rilasciare il loro contenuto all’esterno della cellula.
Questo meccanismo viene utilizzato per
secernere all’esterno della cellula il
materiale non più usufruibile o materiale
che potrebbe servire all’esterno della
cellula; in questo caso si parla di secrezione
regolata. Può essere utilizzato anche per
trasportare proteine e lipidi alla membrana
plasmatica se questa ne dovesse avere
bisogno e in questo caso si parla di
secrezione costitutiva. In particolare
proteine o lipidi vengono inglobate in
vescicole a livello dell’apparato di Golgi e
inviate poi alla membrana. Fondendosi con la membrana plasmatica, le proteine e i lipidi presenti
sulla membrana vescicolare vanno ad inserirsi nella membrana plasmatica.

Citoscheletro
Le cellule devono saper interagire con l’ambiente extracellulare e tra di loro. Per questo motivo
devono essere robuste e strutturate all’interno, ma al contempo in grado di cambiare forma e avere
capacità di movimento e riorganizzazione dello spazio intracellulare.
Per far fronte a ciò si ha un complesso di filamenti e tubuli interconnessi tra loro, chiamato
citoscheletro, tipico solo delle cellule eucariotiche, che si estende nel citosol dal nucleo e alla
membrana plasmatica e che consente una serie di deformazioni dello spazio interno alla cellula in
base alla posizione e alla forma che i filamenti assumono.
Si tratta di un’organizzazione interna ben strutturata e piuttosto complessa, che consente
movimento e adattamento.
Entra in funzione, ad esempio:
❖ Durante la mitosi, allontanando i cromosomi e formando la strozzatura a metà della cellula per
formare le cellule figlie;
❖ Durante il traffico di organelli intracellulari e delle vescicole;
❖ Sopportando gli stress meccanici della cellula, sostenendo la membrana;
❖ Permettendo lo spostamento delle cellule;
❖ Permettendo alla cellula di svolgere le proprie funzioni, come nel caso delle cellule muscolari e di
quelle neuronali
❖ Controllando la crescita della parete cellulare nelle cellule vegetali.

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I tre sistemi di filamenti che costituiscono il citoscheletro sono:
❖ Microfilamenti di actina
➢ Determinano la forma e la struttura della cellula ed al movimento
➢ Sono necessari per la locomozione dell’intera cellula
➢ Hanno un diametro di 7 nanometri
➢ Sono polimeri elicoidali a due filamenti della proteina actina
➢ Si trovano soprattutto al di sotto della
membrana plasmatica
➢ Le singole molecole di actina sono le
actine G o actine globulare
▪ In condizioni adeguate le molecole di
actina G polimerizzano a formare i
microfilamenti; sotto questa forma,
l’actina è chiamata actina F o actina
filamentosa
➢ La subunità di actina è una singola
catena polipeptidica globulare con un
dito di legame per l’ATP
➢ Le subunità si assembrano testa-coda
per generare filamenti con polarità
➢ Il filamento di actina è composto da due
protofilamenti paralleli che si avvolgono
l’uno sull’altro in un’elica destrogire
➢ La sua polimerizzazione richiede ATP
▪ L’estremità in crescita di un
microfilamento è formata da actina F
legata all’ATP, mentre il corpo del
filamento è composto da actina F
legata con l’ADP
➢ Ha grande funzione, ad esempio:
▪ Nella contrazione muscolare,
▪ Negli anelli contrattili della divisione cellulare
▪ Nelle cinture adesive cellula-cellula, come ad esempio nelle cellule epiteliali
▪ Nella formazione di fasci contrattili citoplasmatici, chiamati “muscoli cellulari”, che
permettono lo spostamento della cellula stessa, polimerizzando da un lato e
depolimerizzando dall’altro

➢ La struttura portante del microvillo è costituita da un denso fascio di


microfilamenti; le estremità positive sono rivolte verso la punta, dove sono
ancorate alla membrana cellulare tramite una placca amorfa elettron-densa;
l’actina in questo caso conferisce rigidità alla struttura

➢ È coinvolta nel movimento cellulare


▪ La cellula emette protrusioni anteriori, che aderiscono alla
superficie esterna
▪ Il corpo cellulare viene portato avanti dalla trazione esercitata a
partire dai punti di fissaggio

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❖ Filamenti intermedi
➢ Sono simili a delle corde di diametro 8-10 nanometri
➢ Sono costituiti da polimeri di proteine diverse e conferiscono resistenza meccanica.
➢ Formano un reticolo a forma di ragnatela in tutto il citoplasma cellulare ed un intreccio a
canestro intono al nucleo, la cosiddetta lamina nucleare
➢ Hanno un ruolo fondamentale strutturale, di sostegno alla tensione cellulare
➢ Sono le strutture più stabili e meno solubili del citoscheletro
➢ Si trovano soprattutto nelle cheratine nella pelle, perché hanno il ruolo di tenere adese le
diverse cellule vicine e per questo dal citoscheletro della cellula A passano al citoscheletro
della cellula B
➢ Si trovano ad alte concentrazioni negli assoni neuronali, dove il numero di neurofilamenti
controlla il diametro, che a sua volta controlla la velocità di trasmissione dei segnali elettrici
lungo l’assone
➢ L’assemblaggio prevede diversi passaggi
▪ Si ha un singolo filamento a forma α-elica, che rappresenta il monomero, il quale si
superavvolge con un’altra elica
identica, andando a formare un
dimero
▪ Questi filamenti hanno una
direzione: le terminazioni
vengono chiamate N-terminale e
C-terminale
▪ Una coppia di dimeri paralleli si
associa in modo antiparallelo,
formando un tetramero, i quali
si uniscono insieme lateralmente
per formare il filamento che
comprende 8 protofilamenti
paralleli composti da tetrameri
▪ Questa struttura complicata è
proporzionale con la funzione
svolta da questi filamenti, che è la resistenza meccanica

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❖ Microtubuli
➢ Determinano la posizione degli organelli e sono importanti per il trasporto cellulare
➢ Sono dei lunghi cilindri cavi, composti dalla proteina tubulina
➢ Hanno un diametro di 25 nanometri
➢ Sono più rigidi degli altri filamenti
➢ Sono attaccati al centrosoma, una struttura composta da matrice proteica contenente una
coppia di centrioli e anelli di tubulina, da cui si innesca la crescita dei microtubuli, andando
verso la faccia interna della membrana
plasmatica
➢ Sono formati da tubulina α e tubulina β,
anch’esse globulari
▪ Polimerizzano in modo alternato (α- β-
α-β) in 13 protofilamenti lineari, i quali
sono allineati in parallelo con la stessa
polarità
▪ Si forma così un tubo cavo all’interno
➢ È polare con un’estremità positiva, che è in crescita veloce, e una negativa, che è in crescita
lenta,
➢ La polimerizzazione non è più ATP-dipendente, bensì GTP-dipendente.
➢ Sono strutture sempre in movimento
➢ Hanno bisogno di proteine accessorie che stabilizzano il microtubulo, fermando la
polimerizzazione e la depolimerizzazione, diventando una struttura rigida, una volta che
questo è arrivato alla membrana plasmatica.
➢ Esempi di microtubuli sono le ciglia e i flagelli delle cellule; ogni ciglio contiene un fascio di
microtubuli stabili che consentono in movimento delle cellule e dei fluidi; il flagello è simile
al ciglio, ma più lungo
➢ Anche il trasporto assonale avviene grazie ai microtubuli in cui avviene
▪ Un movimento centripeto se va dal soma cellulare alle terminazioni assonali
▪ Un movimento centrifugo se da dalle terminazioni assonali al soma
Le proteine che formano i filamenti del citoscheletro lavorano sempre insieme a proteine
accessorie, fondamentali per il corretto funzionamento e assemblaggio dei filamenti.
Questo sistema di filamenti è costituito da strutture proteiche altamente organizzate, in quanto la
struttura deve essere resistente.
Le proteine vengono legate ai filamenti sia longitudinalmente che trasversalmente.
Le proteine accessorie legate al citoscheletro regolano la distribuzione spaziale e il comportamento
dinamico dei filamenti. Le loro funzioni sono
❖ Determinare i siti di assemblaggio di nuovi filamenti
❖ Regolare la ripartizione delle proteine del polimero fra i filamenti e le subunità libere
❖ Cambiare la cinetica di assemblaggio e disassemblaggio
❖ Imbrigliare energia
❖ Generare forza
❖ Collegare i filamenti fra loro e ad altre strutture cellulari

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Le responsabili del movimento delle molecole e delle vescicole all’interno della cellula sono le
proteine motrici. Queste si legano ai filamenti di actina o ai
microtubuli e viaggiano sempre nella stessa direzione sfruttano
energia. Esse si muovono tramite peduncoli che se legati all’ATP si
legano al microtubulo, se legati con l’ADP si slegano e procedono
in direzioni opposte In particolare abbiamo:

❖ Chinesine
➢ Vanno verso l’estremità positiva
❖ Dineine
➢ Vanno verso l’estremità negativa

Sono come dei carrelli che gestiscono il movimento di molecole e


vescicole all’interno della cellula

Adesione cellulare

La cellula può essere legata ad un’altra cellula oppure alla matrice extracellulare, definita come
un’intricata rete di macromolecole che riempiono lo spazio extracellulare.

Nel caso di tessuti connettivi la membrana extracellulare è particolarmente abbondante e viene


prodotta dalle cellule che vi sono immerse, come gli osteoblasti, i condroblasti.

Svolge un ruolo regolativo su molte proprietà dei tessuti, influenzandone la migrazione, la


proliferazione, la forma e le funzioni metaboliche.

La matrice extracellulare è composta da

❖ Proteoglicani
➢ Conferiscono resistenza alla compressione
❖ Collageni
➢ Conferiscono resistenza alla trazione
❖ Fibronectina e laminina
➢ Interagiscono con proteine della membrana

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Le cellule devono essere in grado di interagire e legarsi tra di loro oppure con la matrice
extracellulare. Per questo esistono

❖ Giunzioni occludenti o tight junctions


➢ Chiudono lo spazio tra le cellule formando una barriera
impermeabile
➢ Prevengono la diffusione di molecole tra cellule adiacenti
➢ Prevengono la migrazione laterale di proteine di membrana di
cellule specializzate
➢ Sono composte da
▪ Claudine
▪ Occludine
❖ Giunzioni ancoranti o aderenti o anchor junctions
➢ Sono siti di ancoraggio per microfilamenti actina
➢ Lo strato epiteliale diventa capace di tendersi e cambiare
forma, molto importante soprattutto durante lo sviluppo
embrionale
➢ È un sistema di proteine consente la connessione tra due
cellule
▪ La cadeina è un esempio di questa proteine:
• Quella di una cellula si lega alla cadeina della
seconda cellula andando a formare una
congiunzione
➢ Legano e fanno si che si sia una resistenza meccanica
➢ Sono ad esempio
▪ Desmosomi
• Tra cellula e cellula
▪ Emidesmosomi
• Tra cellula e matrice cellulare
❖ Giunzioni di comunicazione o gap junctions
➢ Permettono il passaggio di qualcosa tra cellula e cellula, grazie alla formazione di pori,
lasciando passare ioni e piccole molecole idrosolubili
➢ In particolare
▪ Consentono la diffusione selettiva di molecole tra cellule
adiacenti
▪ Hanno bassa densità nei tessuti, tranne che nel cuore e nei
muscoli lisci
▪ Hanno alta densità durante l’embriogenesi per l’organizzazione
spaziale e lo sviluppo
➢ Consentono la trasmissione di segnali, cioè molecole che possono
attivare nella cellula una risposta
➢ Si tratta di un meccanismo utilizzato per coordinare le attività di
singole cellule nei tessuti e per smorzare le fluttuazioni casuali delle
concentrazioni di piccole molecole in cellule diverse, ad esempio il controllo da parte del
Ca2+

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Paraparesi spastica ereditaria (HSP)

La spastina regola la depolimerizzazione e la organizzazione dei microtubuli. Se questa proteina è


alterata, legata ad una differenza genica, si va incontro alla paraparesi spastica ereditaria, che
comprende diverse mutazioni. Si tratta di geni che codificano per forme diverse della spastina.

La paraparesi spastica ereditaria fa parte di un gruppo di malattie neurodegenerative clinicamente e


geneticamente eterogenee, caratterizzate da debolezza e spasticità bilaterale progressiva degli arti
inferiori.

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Comunicazione cellulare
La cellula eucariotica ha la caratteristica di comunicare con le altre cellule, mandando e ricevendo
segnali dalle cellule vicine o lontane. La comunicazione cellulare è importante perché regola lo
sviluppo della cellula e sta alla base dell’organizzazione dei tessuti dei quali la cellula fa parte. Inoltre
controlla la crescita e la divisione cellulare e coordina le diverse attività che la cellula deve svolgere.
Questo sistema di comunicazione è molto complesso e deve essere finemente regolato.

Nella cellula arriva un segnale tramite una molecola e un recettore che deve essere tradotto, quindi
la cellula deve capire cosa significa e trasmettere il segnale che è arrivato. I recettori, che sono
proteine di membrana, sono specifici per il tipo di segnale in arrivo e traducono il segnale nella
cellula, causando la riposta cellulare.

Altro elemento importante che riguarda la comunicazione cellulare è che se arriva un segnale
extracellulare al recettore, all’interno della cellula questo viene amplificato da tante proteine segnali
intracellulari. Quindi un segnale extracellulare corrisponde a tanti segnali intracellulari. Questo è il
flusso in generale.

Molecole segnale

Le molecole segnale possono essere

❖ Proteine
❖ Piccoli peptidi
❖ Amminoacidi
❖ Lipidi
❖ Nucleotidi
❖ Steroidi
❖ Retinoidi
❖ Derivati di acidi grassi
❖ Gas

Possono essere idrosolubili o liposolubili. Se il segnale è idrosolubile, esso non può passare tramite
la membrana e quindi ha bisogno di un recettore che mandi il segnale all’interno della cellula. Tipi di
segnale idrosolubili sono i neurotrasmettitori, la maggior parte degli ormoni e alcuni mediatori
chimici locali. Se il segnale è invece liposolubili, esso può attraversare il doppio strato lipidico e
andare a legare il loro recettore all’interno della cellula. Tipi di segnali liposolubili sono gli ormoni
steroidei e tiroidei.

Tra i gas abbiamo l’ossido nitrico, una molecola senza recettore che attraversa la membrana e causa
una risposta ad azione rapida. Qui si apre un’altra differenza, infatti si può avere una risposta rapida
o lenta. La risposta rapida avviene quando la cellula cambia istantaneamente il suo metabolismo.
Nel caso invece della risposta lenta, essa avviene quando la cellula deve controllare la trascrizione di
determinati geni e ad esempio nel caso degli ormoni steroidei e tiroidei, i quali sono liposolubili,
entrano all’interno della cellula, si legano al loro specifico recettore interno alla cellula e insieme
vanno direttamente all’interno del nucleo, attivando determinati geni. Questo tipo di movimento
richiede ovviamente tempistiche maggiori rispetto a quei segnali che generano una risposta
istantanea legata al cambiamento conformazionale dei recettori.

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Un esempio delle molecole idrosolubili è l’acetilcolina, la quale ha un recettore esterno. La molecola
rimane sempre all’esterno della cellula, ma, legandosi al suo recettore specifico, fa cambiare la
conformazione della proteina, facendo entrare determinate molecole, che inizialmente non
potevano passare e che una volta immerse nella cellula generano un segnale interno.

Nell’esempio dell’acetilcolina, il legame con il suo recettore, fa aprire il canale e fa passare ioni che
depolarizzano la cellula e generano la contrazione della cellula muscolare.

I segnali idrosolubili hanno tre tipi di recettori:

❖ Il primo tipo è quello in cui è il recettore stesso che, legandosi alla molecola, cambia
conformazione e apre il suo canale
❖ Il secondo tipo è quello in cui il recettore è legato ad una proteina G, la quale, una volta che
il suo rispettivo recettore si è legato alla molecola, causa una serie di cascate intracellulari
tramite secondi messaggeri consentendo una risposta
❖ Il terzo tipo è quello il cui il recettore di membrana con attività enzimatica, quindi un
cambiamento conformazionale fa si che sia lui stesso a produrre il secondo messaggero
senza la creazione di cascate enzimatiche

Le cellule sono legate tra di loro in vari modi

❖ Contatto-dipendente
➢ La molecola segnale è attaccata alla membrana
➢ Ad esempio nelle risposte immunitarie
❖ Paracrina
➢ Agisce a breve distanza in un’area localizzata
➢ Ad esempio se ci si taglia c’è un’infiammazione quindi le cellule dell’area lesionata
rilasciano delle molecole che richiamano determinate cellule
❖ Neuronale
➢ Si utilizzano mediatori chimici come i neurotrasmettitori
➢ A breve distanza vanno a legarsi a cellule vicine
➢ I neurotrasmettitori si riversano nelle sinapsi
❖ Endocrina
➢ A lungo raggio
➢ È quello degli ormoni, rilasciati dalle ghiandole endocrine
➢ Vanno ad agire su cellule bersaglio lontane da loro

A seconda del tipo di segnale e a seconda di come questo viene trasdotto nella cellula, si possono
avere risposte diverse. I diversi segnali possono dire alla cellula di vivere, di andare incontro ad
apoptosi, di dividersi oppure di specializzarsi.

La risposta di una cellula ai segnali extracellulari dipende non solo dalle proteine recettore ma anche
dal macchinario intracellulare. In cellule bersaglio diverse, la stessa molecola può avere effetti
diversi. Ad esempio l’acetilcolina stimola la contrazione delle cellule muscolari scheletriche, ma
diminuisce la forza della contrazione delle cellule muscolari cardiache oppure ancora stimola la
secrezione di cellule secernenti. Il recettore può essere lo stesso, ma differiscono le risposte a valle
del recettore.

16
I recettori

I recettori sono delle proteine specifiche che riconoscono il segnale extracellulare e che consentono
il legame con le molecole.

Ogni cellula ha un set specifico di recettori. Nel DNA quindi ogni cellula ha input di trascrivere il set
up di recettori per quella cellula.

Altra caratteristica è che nel momento in cui arriva il segnale i recettori sono in grado di cambiare
forma momentaneamente, hanno quindi la capacità di generare quelle che vengono chiamate
transizioni allosteriche. Il cambiamento conformazionale consente la trasduzione del segnale,
generando una serie di risposte a livello intracellulare.

I segnali intracellulari sono molteplici e vanno ad attivare una risposta della cellula, come
modificazione del metabolismo oppure come la formazione di determinate proteine.

Recettori a proteine G

Tutti i recettori accoppiati alle proteine G hanno una struttura simile. Il recettore è
costituito da sette domini transmembrana e ha la parte N-terminale extracellulare,
mentre la C-terminale è intracellulare.
Il recettore di per sé non ha nessuna attività enzimatica, ma è importante perché una
volta che si lega al segnale esterno, attivando la proteina G che a sua volta attiva una
cascata enzimatica.
La proteina G è composta da tre subunità: ,  e .

Quando la proteina  lega il GDP, le tre subunità sono


legate insieme e la proteina si trova in uno stato inattivo.
La proteina G non è transmembrana, ma ha il suo corpo
proteico nella parte citosolitica ed è legata alla membrana
grazie ad un’ancora lipidica.
Se al posto del GDP è legato il GTP la proteina si attiva e si
spacchetta in due parti: la subunità  legata al GTP e le
subunità  e , le quali rimangono insieme.

Il recettore proteico transmembrana si lega alla molecola


segnale e una volta generato il segnale si lega alla proteina G.
Questo legame causa un cambiamento conformazionale a
livello della proteina G, che consenta lo scambio del GDP con il
GTP, attivandola e spacchettandola.

17
In alcuni casi, come quello dell’acetilcolina, le
subunità  e  attivate si spostano nella membrana e
vanno a legare intracellularmente dei canali ionici,
che vengono aperti consentendo il passaggio di ioni
dall’esterno all’interno della cellula.

In altri casi, la subunità , legata al GTP, può


andare ad attivare degli enzimi che portano alla
formazione di secondi messaggeri, portando
quindi l’amplificazione del segnale all’interno
della cellula.

La subunità  può andare ad attivare due tipi di enzimi intracellulari: l’adenilato ciclasi e la
fosfolipasi C.
Questi enzimi producono dei secondi messaggeri.
L’adenilato ciclasi produce l’AMP ciclico (cAMP), la fosfolipasi C invece produce il diacil-glicerolo
(IP3) e l’inositol-tri-fosfato (DAG).
L’AMP ciclico va ad attivare la proteina chinasi A (PKA).
Il diacil-glicerolo e l’inositol-tri-fosfato invece causano un aumento di ioni calcio all’interno della
cellula, che va ad attivare la proteina chinasi C (PKC).

18
L’AMP ciclico – cAMP
Il cAMP un secondo messaggero che si trova normalmente a basse concentrazioni all’interno della
cellula. Un minimo cambiamento della sua concentrazione, causa una risposta della cellula in tempi
brevi e va ad attivare altri segnali.
La proteina chinasi A (PKA) ha due subunità regolatorie e due subunità catalitiche:

Le subunità regolatorie hanno


dei siti catalitici per il cAMP.
Legandosi a queste subunità, i
cAMP vanno ad attivare la PKA,
la quale slega le sue due
subunità catalitiche, che si
attivano andando a loro volta
ad attivare altri enzimi.

La PKA può fosforilare


❖ Proteine coinvolte nel metabolismo, che hanno un effetto sulla produzione di energia
come raffigurato nella figura sottostante di sinistra
❖ Proteine coinvolte nel riarrangiamento del citoscheletro, che hanno effetto sulla forma
e il movimento della cellula
❖ Proteine regolatorie, che hanno effetto sull’espressione genica, come rappresentato
nella figura di destra 2) Attivazione del fattore trascrizionale CREB nelle cellule di feg
(risposta lenta)

elemento di risposto al cAMP (= CRE): regione


regolatrice del gene a cui si legano le proteine
CREB

Il cAMP nelle cellule del fegato ad esempio inibisce la sintesi del glicogeno e ne stimola la
degradazione a glucosio, favorendo così l’attivazione della glicolisi. Si tratta in questo caso di una
risposta rapida. Un altro esempio è quello in cui vengono attivati i geni coinvolti nel metabolismo,
modificando la traduzione genica. Si tratta in questo caso di una risposta lenta.

19
Diacil-glicerolo (IP3) e inositol-tri-fosfato (DAG)
L’inositol-tri-fosfato diffonde nel citosol e va ad attivare i canali del calcio che si trovano sul reticolo
endoplasmatico, consentendo al calcio di
entrare nel citosol, dove viene registrato un
aumento della sua concentrazione,
necessario affinchè si attivi la proteina
chinasi C (PKC), che viene legata a livello
della membrana al diacil-glicerolo.
La PKC, sia nel caso dell’IP3 sia in quello del
DAG, va ad attivare poi:
❖ Regolazione di fattori trascrizionali
❖ Proteine legate al metabolismo
❖ Proteine legate ai cambiamenti del
citoscheletro
In questo caso il calcio è il secondo messaggero. Il cambiamento minimo della concentrazione degli
ioni calcio all’interno del citosol con sistemi attivi e passivi, può generare diverse risposte:

❖ Inizia lo sviluppo embrionale in seguito all’ingresso dello spermatozoo nella cellula uovo
❖ Induce contrazione in cellule muscolari
❖ Stimola la secrezione dei neurotrasmettitori nelle cellule nervose

Il calcio, inoltre, se in alte concentrazioni nel citosol, può legarsi alle calmoduline, proteine che
quando si lega al calcio cambia conformazione e si associa a diverse proteine bersaglio come ad
esempio la chinasi CaM.

20
Il trasporto di membrana
La cellula scambia con l’esterno di determinate sostanze. In particolare

❖ Assume sostane nutritive essenziali come il glucosio


❖ Elimina prodotti metabolici di scarto come la CO2
❖ Regola le concentrazioni ioniche come nel caso del sodio, del calcio e del potassio

La membrana plasmatica è quella che consente l’avvenimento di determinati spostamenti delle


sostanze. È detta semipermeabile, perché non passano indistintamente tutte le sostanze. La
membrana plasmatica infatti presenta al suo interno proteine di trasporto che consentono il
passaggio di determinate sostanze e molecole. In questo modo la cellula può mantenere
concentrazioni diverse di soluti nel citosol rispetto al fluido extracellulare.

Alcune molecole possono facilmente attraversare il doppio strato fosfolipidico. Esempi sono:

❖ Piccole molecole idrofobiche


❖ Piccole molecole polari e non cariche

Alcune invece non possono attraversare la membrana. Per queste molecole è necessario un
trasporto aiutato dalle proteine trasportatrici. Esempi di questo tipo di molecole sono:

❖ Grosse molecole non cariche


❖ Tutte le molecole con una carica elettrica

La diffusione

La diffusione è una modalità di trasporto che sposta i soluti verso l’equilibrio, tendendo a formare,
da una distribuzione casuale, una situazione di equilibrio, con concentrazioni uguali in ogni punto. La
diffusione tende al minimo contenuto di energia libera: le molecole si muovono secondo gradiente
elettrochimico. All’equilibrio non avviene più movimento perché l’energia libera è minima.

L’osmosi

L’osmosi è il movimento del solvente da una zona in cui il soluto è più diluito verso una in cui il
soluto è più concentrato per equilibrare il gradiente di concentrazione. Se nella cellula c’è più soluto
rispetto all’esterno l’acqua tenderà ad entrare nella cellula.

Si parla infatti di

❖ Bilanciamento elettrico
➢ Se si registra un equilibrio di cariche positive e negative
❖ Bilanciamento osmotico
➢ Se si registra un equilibrio della concentrazione degli ioni totali tra interno ed
esterno

21
Trasporto passivo

Nel trasporto passivo il soluto si muove sempre secondo gradiente elettrochimico, ma utilizza
proteine canali che ne consenta il passaggio attraverso la membrana plasmatica.

Esistono due tipi di proteine per il trasporto passivo

❖ Proteine vettore o carrier


➢ Lega il soluto e cambia conformazione
➢ Il cambiamento conformazionale consente il rilascio del soluto
➢ C’è un legame del soluto con la proteina
➢ Consentono diversi tipi di spostamento
▪ Uniporto
• Trasporto unidirezionale
• Passa un solo tipo di soluto
▪ Cotrasporto
• Due soluti contemporaneamente
• Si dividono in
 Simporto
➢ Nella stessa direzione
 Antiporto
➢ Uno nella direzione
opposta dell’altro
❖ Proteine canale o canali ionici
➢ Non si legano al soluto
➢ È un poro proteico che consente il passaggio di determinate sostanze secondo gradiente
elettrochimico
➢ Ciò che determina la specificità del canale ionico è una
struttura presente nel cuore della proteina specifica per un
determinato ione
➢ È stretto e selettivo per un determinato ione
▪ La selettività dipende dal diametro e dalla forma del canale
e dalla distribuzione degli amminoacidi carici sulle pareti

➢ Non sono sempre aperti


▪ Fluttuano tra stato aperto e chiuso
▪ La loro apertura è regolata da diversi meccanismi

22
➢ Possono
▪ Generare cambiamenti di voltaggio attraverso la membrana
▪ Attaccarsi ad un ligando come un neurotrasmettitore, uno ione o un nucleotide e aprirsi
di conseguenza
▪ Ricevere uno stimolo meccanico e aprirsi/chiudersi

Trasporto attivo

Nel trasporto attivo invece il passaggio della molecola va contro gradiente di concentrazione ed
elettrochimico e richiede energia. Solitamente l’energia utilizzata viene ricavata dall’idrolisi dell’ATP.

Il trasporto attivo determina un movimento dei soluti lontano dall’equilibrio termodinamico ed è


endoergonico, cioè appunto richiede l’utilizzo di energia, e si verifica solo quando è accoppiato ad un
processo esoergonico.

Il trasporto attivo ha tre principali funzioni:

1. Rende possibile l’assorbimento delle sostanze nutritive dall’ambiente anche quando le loro
concentrazioni sono basse all’interno della cellula rispetto all’esterno
2. Permette la rimozione di sostanze metaboliche di rifiuto quando la loro concentrazione
all’esterno è più alta rispetto a quella nella cellula
3. Consente alla cellula di mantenere relativamente costanti le concentrazioni intracellulari di
ioni specifici, bilanciando così l’effetto del trasporto passivo, che tende a eguagliare le
concentrazioni di soluti

Le proteine specifiche per il trasporto attivo sono:

❖ Trasportatori accoppiati
➢ Usano il gradiente favorevole di una molecola per trasportarne una contro gradiente
➢ Possono essere
▪ Simporto
• Trasportano due o più molecole nella
stessa direzione
• Un esempio è la proteina Na+/glucosio
 La maggior parte del passaggio del
glucosio avviene perché il glucosio si
accoppia al trasporto passivo del
sodio, sfruttandone il gradiente di
concentrazione
▪ Antiporto
• Trasportano due o più molecole nella direzione opposta
❖ Pompe ad ATP
➢ Usano l’energia per il trasporto contro gradiente
➢ Il movimento dei soluti da un lato viene accoppiato all’idrolisi di ATP che produce energia, la
quale vien poi utilizzata dalla pompa per portare il soluto contro gradiente di concentrazione
➢ Un esempio è la pompa sodio potassio
❖ Pompe fotoalimentate
➢ Utilizza l’energia luminosa per il trasporto contro gradiente

23
Materiale genico all’interno della cellula
Il DNA è ciò da cui dipende la vita della cellula in quanto contiene tutte le informazioni necessarie
per la sua sopravvivenza. Per questo è ben protetto e contenuto nel nucleo.

Oltre al DNA esiste anche l’RNA, che rappresenta la base per la traduzione delle proteine, che sono
tutti i player che nella vita della cellula svolgono le funzioni più importanti.

Il dogma centrale della biologia è quel dogma secondo cui si ha prima una trascrizione del DNA in
RNA utilizzando lo stesso linguaggio genetico, e secondariamente si ha una traduzione dell’RNA in
proteine. Il DNA quindi si replica e si duplica, formando nuove molecole di DNA e un filamento di
RNA che conduce la sintesi proteica.
Il DNA è l’acido deossiribonucleico. Ha una struttura a doppia elica. Il suo monomero è il nucleotide,
composto da uno zucchero, il deossiribosio, uno o più gruppi fosfato, una base azotata. Le basi
azotate sono quattro
e si dividono in
purine, che sono
adenina e guanina
che presentano un
doppio anello
aromatico, e
pirimidine, che sono
la citosina e la
timina che hanno un
singolo anello aromatico.
Il DNA ha una forma di doppia elica. L’ossatura esterna della doppia elica è composta dallo zucchero
e dal fosfato, che continuano ad alternarsi. La parte interna invece contiene le basi azotate, che
sono legate tra loro con legami a
idrogeno.
Le basi azotate sono complementari:
l’adenina si lega alla timina, la citosina
con la guanina (AT, CG).
I due filamenti che determinano la doppia
elica di DNA sono complementari e
antiparalleli. Complementari per le
combinazioni delle basi azotate,
antiparalleli perché che ogni filamento ha
un verso e i versi dei due filamenti hanno
senso opposto. Il verso si indica con 5’ e 3’
che stanno ad indicare il carbonio libero
ad una estremità e all’altra: infatti se da un lato abbiamo libero il C5, dall’altro avremo libero il C3.
Questo verso è fondamentale perché regola tutti i meccanismi che vengono a valle, come nel caso
della replicazione del DNA.

24
Un giro di elica comprende 10 coppie di basi azotate ed è lungo 34 Å, il che
vuol dire che la distanza tra una coppia di basi azotate e l’altra e di 3,4 Å.
Il DNA contiene 3*109 coppie di basi e nel nostro DNA abbiamo più di 40'000
geni in base a come queste basi si dispongono lungo l’ossatura esterna.
La caratteristica è quella di avere tantissime basi, tantissimi geni, che devono
essere ben contenuti e protetti in maniera compattata all’interno del nucleo,
uno spazio molto ridotto.
I procarioti hanno un nucleoide e contengono il DNA nel citosol. I due filamenti sono complementari e antipara

Negli eucarioti il DNA va a condensarsi in cromosomi. Abbiamo 22 tipi di cromosomi


Il DNA di unapiù
tipicai cellula
cromosomi
umana ha 3x10 9 coppie di basi.
sessuali. Essendo il materiale genico dell’uomo diploide si avrà in tutto 46 cromosomi, di cui
Tutta l’informazione 44 genoma
genica: sono
gli autosomi e 2 sono i cromosomi sessuali, XX per la femmina e XY per il maschio.

Il DNA deve rimanere raggomitolato nel nucleo e questo è reso possibile grazie alla presenza di
proteine, chiamate istoni, che condensano il materiale genetiche. Queste proteine quindi
consentono la formazione di cromosomi che vengono poi
organizzati nel cosiddetto cariotipo. I cromosomi quindi si
riconoscono per la lunghezza e per il bandeggio. Il
bandeggio in particolare è una forma di colorazione,
tipica di ogni cromosoma e legata al fatto che il colorante
si leghi o meno alle proteine che consentono il
raggomitolamento della doppia elica.

Le proteine responsabili della condensazione sono gli


istoni. Altre proteine sono quelle non istoniche, che
lavorano insieme agli istoni, per portare alla formazione
della cromatina. Si tratta del primo livello di
organizzazione del DNA che normalmente si trova a livello modello a zig zag de

del nucleo. Prima di avvolgersi in cromatina, ci sono diversi


stadi in cui il filamento di DNA viene raggomitolato, una
delle quali è la struttura a collana di perle, in cui il DNA si
va ad avvolgere attorno alle proteine istoniche che al
microscopio appaiono simili alle perle di una collana.
Successivamente grazie alla presenza delle proteine non
istoniche si vanno a formare tantissimi raggomitolamenti a
forma di zig zag fino ad arrivare alla cromatina. Nel
momento della mitosi e della meiosi, dopo la duplicazione
del DNA la cromatina va a condensarsi ulteriormente nel
cromosoma.

Nel cromosoma replicato i due lati dello stesso cromosoma sono uniti da una struttura chiamata
centromero. I due replicati dello stesso cromosoma vengono chiamati cromatidi fratelli. Invece i
cromosomi omologhi sono lo stesso cromosoma, uno ereditato dal padre e uno dalla madre.

Il centromero può trovarsi ad altezze diverse andando a definire il braccio corto e il braccio lungo
del cromosoma.

25
Replicazione del DNA

La replicazione del DNA è un processo che consente la sintesi di


macromolecole costituite da decine di migliaia di nucleotidi uniti in una
sequenza rigidamente definita. È un processo semiconservativo in quanto
porta alla formazione di due doppie eliche figlie, ognuna costituita da un
filamento proveniente dal DNA di partenza e un filamento invece
neosintetizzato, complementare all’altro.

La replicazione avviene a partire dallo svolgimento della doppia elica


da parte di un enzima, chiamato elicasi, che va staccare i due filamenti
della doppia elica formando quella che viene chiamata forcella di
replicazione.

I due filamenti separati vengono replicati procedendo in direzioni opposte. La sintesi del DNA
avviene sempre in direzione 5’ → 3’ ed essendo i due filamenti antiparalleli, ognuno viene letto in
direzione 3’ → 5’. I due filamenti della doppia elica vengono sintetizzati allo stesso tempo, ma con
due modalità diverse: uno viene sintetizzato in modo
continuo e viene chiamato filamento veloce o filamento
leader, l’altro invece in modo discontinuo e viene
chiamato filamento lento. La discontinuità della
replicazione nel filamento lento è dovuta al fatto che su
questo essa procede in direzione opposta a quella in cui
si separano i filamenti originari.

Come avviene effettivamente la replicazione del DNA

Specifici enzimi, chiamati elicasi, vanno a separare i due filamenti del DNA stampo e formano la
forcella di replicazione scorrendo lungo il DNA.

A causa del loro avvolgimento della doppia elica del DNA stampo, la separazione dei due filamenti
provoca una tensione che viene annullata dalla topoisomerasi, un enzima che insieme ad altre
proteine stabilizza i due filamenti separati.

Le primasi, enzimi che sintetizzano i frammenti di RNA primer, si inseriscono a livello del sito di
origine della forcella di replicazione e attaccano l’RNA primer al filamento stampo del DNA.’RNA
primer fornisce un terminale 3’ libero a cui si lega la DNA polimerasi, enzima che effettivamente va
ad attaccare e a sintetizzare nuovi nucleotidi sempre andando in direzione 5’ → 3’. La DNA
polimerasi continua a sintetizzare fino ad un certo numero di unità nucleotidiche e in alcuni casi fino
al termine della sinesi del nuovo filamento. La DNA polimerasi oltre a sintetizzare nuovi nucleotidi
controlla il suo lavoro e corregge eventuali errori.

26
Il filamento leader corrisponde al filamento di
DNA stampo che va in direzione 3’ → 5’ e in
questo caso la DNA polimerasi riesce a
sintetizzare velocemente i nuovi nucleotidi.

Il filamento lento invece corrisponde a quello del


DNA stampo che va in direzione 5’ →3’. In
questo caso la DNA polimerasi sintetizza brevi
segmenti del neofilamento, chiamati
frammenti di Okazaki, man mano che l’elicasi
svolge la doppia elica. I frammenti di Okazaki
vengono sintetizzati a partire da RNA primer che
continuano ad essere inseriti a livello del filamento stampo e che consentono alla DNA polimerasi di
sintetizzare nuovi nucleotidi. I vari RNA primer vengono poi eliminati e sostituiti con nuovi nucleotidi
da un secondo tipo di DNA polimerasi e vengono poi saldati ai vari frammenti di Okazaki dalla DNA
ligasi.
La telomerasi
Sul filamento ritardato, l’ultimo tratto di RNA primer che consente la sintesi dei frammenti di
Okazaki non può essere sostituito, in quanto la DNA polimerasi che sostituisce gli inneschi non ha
un’estremità 3’ libera a cui legarsi. Per questo motivo vengono create delle sequenze ripetute,
chiamate telomeri, sintetizzate dalla telomerasi, che si dispongono all’estremità di ciascuna
molecola di DNA e che catalizzano la formazione di coppie addizionali, compensando così il graduale
accorciamento del DNA che si verificherebbe se non ci fossero.

In questo modo, grazie alle telomerasi, vengono creati tratti di DNA che non contengono geni e che
possono perdere l’ultimo tratto che corrisponde all’ultimo innesco di RNA. La telomerasi ha un tasso
di errore molto maggiore rispetto alla polimerasi e sembra che il lento accorciamento delle regioni
telomeriche sia legato all’invecchiamento della cellula.

Nel tumore viene introdotto un errore, che è dannoso per la regione dove si trova, non viene
corretto e continua ad essere replicato, provocando una crescita aberrante di quella determinata
cellula e quindi la formazione di una massa tumorale.

27
Trascrizione

A partire dal DNA viene sintetizzato una molecola di RNA.

L’RNA ha il ribosio al posto del deossiribosio, è composto da un singolo filamento e al posto della
timina presenta l’uracile come base azotata.

Ci sono diversi tipi di RNA. Quelli più importanti sono:

❖ mRNA o RNA messaggero


➢ Singola elica complementare al DNA e che fa da stampo per il processo successivo
➢ Specifica la sequenza di amminoacidi di una certa proteina
❖ rRNA o RNA ribosomiale
➢ Forma il ribosoma che ha una funzione importantissima e che è coinvolto nella traduzione
❖ tRNA o RNA transfert
➢ Lega l’amminoacido corrispondente ad una determinata tripletta di basi
➢ Seleziona l’amminoacido e lo portano nel posto giusto del ribosoma per essere incorporati
nella proteina che viene sintetizzata

La trascrizione avviene in direzione 5’ 3’. Dal filamento stampo di DNA si genera un filamento di
RNA. Quando si è ottenuto lo stampo di RNA si passa alla traduzione

L’RNA viene trascritto dalla RNA polimerasi, la quale si lega a determinati siti chiamati promotori e
forma insieme ad altre proteine un complesso di inizio. I promotori solitamente sono sequenze di
basi per definite, come ad esempio TATAAT, denominata TATA box, al quale l’RNA polimerasi si lega
e comincia la trascrizione. L’allungamento della catena di RNA richiede che il DNA a doppia elica si
apra in corrispondenza del punto su cui deve essere sintetizzato l’RNA in modo che il filamento
possa fungere da stampo. Viene così
formata la cosiddetta bolla di
trascrizione costituita dal filamento
stampo di DNA, dalla RNA polimerasi,
in corrispondenza della quale si crea
un breve ibrido RNA-DNA. La bolla
avanza con tutto il suo complesso
andando così a sintetizzare il filamento
di RNA, chiamato negli eucarioti
trascritto primario.

L’RNA degli eucarioti prima di uscire dal nucleo subisce determinate modifiche, in particolare:

a) Viene aggiunto un cappuccio di sette metilguanosina


b) Viene aggiunta una coda di adenina nell’estremità 3’
c) Avviene il fenomeno dello splicing

Per quanto riguarda i primi due punti, sono necessari perché queste aggiunte stabilizzano
maggiormente l’RNA e consentono il trasporto nel citoplasma.

28
Il gene è la regione del DNA che codifica per una proteina, quindi il gene è l’unità fisica
dell’ereditarietà. Noi ereditiamo il DNA, ma ciò che è
importante da ereditare sono i geni. All’interno del gene
abbiamo due regioni diverse: da un tratto definito esone e da
un tratto definito introne, che si alternano continuamente. Gli
esoni sono le regioni che codificano, gli introni no. Quando noi
andiamo a trascrivere il DNA in RNA lo trascriviamo tutto, sia la
parte degli esoni sia quella degli introni. Quando poi si passa
dalla trascrizione alla traduzione si prendono in considerazione
solo gli esoni, vengono quindi eliminati gli introni. Questo
fenomeno si chiama splicing. In questo modo nell’mRNA si ha solo una successione di esoni. Tutto
questo meccanismo è presente perché la cellula e la natura ha bisogno di un’ulteriore diversità in
quella che già può esserci. Quindi una sequenza di un gene può codificare una stessa proteina, ma
può avere una forma diversa, si parla di isoforma della proteina.
Ad esempio una proteina neurale ha una struttura leggermente
diversa rispetto a quella cardiaca. In questo caso si ha la stessa
base di mRNA, ma la parte di introni e di esoni che vengono
tagliati è diverso. Lo splicing quindi può andare a tagliare anche
parti di esoni. In questo caso si parla di splicing alternativo che fa
si che io ottenga un’isoforma di una proteina partendo dallo
stesso gene.

29
Traduzione

Attraverso la traduzione, la cellula utilizza un linguaggio attraverso cui si passa dal materiale genico
alla proteina. La sequenza di basi viene letta tramite 3 basi alla volta, chiamate triplette. Ad ogni
tripletta corrisponde un amminoacido sulla base del linguaggio del codice genetico. Si passa da una
sequenza di basi azotate ad una sequenza di amminoacidi, per questo si parla di traduzione.

Ogni gruppo di tre basi viene definito codone e corrisponde alla tripletta presente sull’mRNA.
L’insieme di tutti i codoni vanno a definire il codice genetico. Si tratta di un codice che comprende
tutte le combinazioni di triplette che si possono fare con le quattro basi azotate A, G, C e U. In
particolare sono 64 le possibili combinazioni, che equivale a 43, cioè quattro numeri combinati in
triplette. Con questi 64 codoni si possono codificare 20 amminoacidi, in quanto a più codoni
corrisponde un solo amminoacido. Per questo motivo si dice che il codice genetico è ridondante.

Le varie combinazioni che possono essere fatte con le basi azotate e i rispettivi amminoacidi che
codificano possono essere riassunte con questa immagine:

Si comincia a tradurre dal centro.

Ad esempio a partire dalla guanina G nel cerchio


centrale si possono formare diverse triplette come
ad esempio GUU, GUC, GUA e GUG che codificano
tutte e quattro per la valina; possiamo poi avere
anche GCU, GCC, GCA E GCG che codificano tutte
per l’alanina e così via.

Altra caratteristica del codice genetico è che è universale, cioè è valido per tutte le cellule. Forse ci
sono delle differenze per i mitocondri che potrebbero differire leggermente.

Nella traduzione partecipano i ribosomi, il tRNA e l’mRNA.

I ribosomi sono costituiti da due subunità: una 18S, quella più piccola, e una 28S, quella più grande.
Nella subunità più piccola avviene il legame tra il codone dell’mRNA che fa da stampo e
l’anticodone del tRNA.

30
In queste due subunità sono presenti tre siti:

❖ Sito A
➢ Sito dove avviene il legame tra tRNA e mRNA a livello del codone e
dell’anticodone
❖ Sito P
➢ Sito dove il tRNA scivola al passaggio successivo e forma il legame
peptidico tra l’amminoacido che sta trasportando e la catena
amminoacidica che si sta creando
❖ Sito E
➢ Sito dove il tRNA staccato dall’amminoacido esce dal ribosoma.

Il tRNA ha una struttura a quadrifoglio e ha la capacità di ripiegarsi su sé


stesso. Nel foglio più basso presenta l’anticodone, che è quello che andrà
poi a legarsi al codone dell’mRNA. Dall’altra parte invece, a livello
dell’estremità 3’ del filamento che si ripiega si lega l’amminoacido
corrispondente al codone.

Esistono codoni di inizio e codoni di stop.

Il codone d’inizio è AUG, che trasporta l’amminoacido metionina, e rappresenta la tripletta che
consente l’inizio della sintesi delle proteine, cioè consente al tRNA di attaccarsi nel momento giusto
alla tripletta giusta dell’mRNA. La metionina in alcune proteine rimane come primo amminoacido, in
altri casi poi con la maturazione delle proteine a livello dell’apparato di Golgi questo amminoacido
viene eliminato.

I codoni di stop invece sono tre e fermano il processo di sintesi della proteina, cioè dicono alla
molecola di tRNA di non legarsi più all’mRNA.

Lungo la molecola di mRNA vanno a lavorare può ribosomi, che


lavorano contemporaneamente per andare a formare diverse
proteine a partire da un singolo filamento di mRNA. In questo
caso si parla di poliribosomi, proprio perché sono tanti
ribosomi legati ad un solo filamento di mRNA.

31
Mitosi e meiosi
La mitosi è la riproduzione asessuata che da una cellula diploide va a formare due cellule figlie
identiche a sé stessa con il corredo diploide.

Il termine diploide sta ad indicare il fatto che il corredo cromosomico sia doppio, uno che deriva
dalla madre e uno dal padre. Il termine aploide invece sta ad indicare che la cellula ha solamente
una copia del corredo cromosomico. Il corredo cromosomico diploide viene indicato con 2n, quello
aploide solamente con n.

La meiosi invece è la riproduzione sessuata con la quale da una cellula diploide si generano quattro
cellule figlie aploidi, chiamate gameti. Due gameti vanno poi ad unirsi, tramite la fecondazione,
formando così una cellula diploide.

La prole è il risultato di genitori di ambedue i sessi ed eredita una combinazione unica di geni da
entrambi i genitori.

Il ciclo cellulare

Il ciclo cellulare è il ciclo che la cellula segue durante la sua vita.

È composto da quattro fasi:

❖ Prima fase di crescita – fase G1


➢ Corrisponde alla fase di crescita e di normale
attività metaboliche della cellula
❖ Fase di sintesi – fase S
➢ Corrisponde alla fase in cui avviene la
duplicazione del DNA
❖ Seconda fase di crescita – fase G2
➢ Corrisponde alla fase di crescita e di
preparazione alla mitosi
❖ Fase mitotica o meiotica – fase M
➢ Corrisponde alla fase in cui una cellula si divide in più cellule

Durante il ciclo cellulare possono essere introdotte delle mutazioni che portano ad un’alterazione
della cellula. Per evitare che questo avvenga spesso esistono vari check point, che corrispondono a
segnali esterni che controllano se la cellula possa o meno proseguire con le varie fasi del ciclo. In
particolare abbiamo i check point prima delle fasi più importanti

❖ Prima della fase S


➢ Controlla se l’ambiente è favorevole alla replicazione
❖ Prima della fase M
➢ Controlla se il DNA è stato tutto replicato in maniera corretta
❖ Alla fine della fase M
➢ Controlla che tutti i cromosomi siano legati al fuso mitotico

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La mitosi

La mitosi è un processo tramite il quale da una cellula madre diploide se ne generano due figlie
identici ad essa, anche loro con un corredo cromosomico diploide.

In particolare la mitosi comprende diverse fasi:

❖ Profase
➢ Fase in cui il materiale genico duplicato
➢ Fase in cui il DNA è impacchettato a forma di cromosoma
➢ La parete del nucleo cellulare inizia a dissolversi e va a formarsi nel citosol il cosiddetto fuso
mitotico che si assembla grazie alla replicazione dei centrosomi che si dispongono ai poli
opposti della cellula
❖ Metafase
➢ Fase in cui c’è la demolizione completa dell’involucro nucleare
➢ I cromosomi si attaccano ai microtubuli del fuso mitotico formatosi
➢ I cromosomi vengono portati allineati all’equatore del fuso
❖ Anafase
➢ Fase in cui i cromatidi fratelli si legano al fuso mitotico e si separano in modo sincrono
vengono lentamente attratti ai poli opposti del fuso
➢ I microtubuli si accorciano e questo consente a
❖ Telofase
➢ Fase in cui comincia a riformarsi l’involucro nucleare
➢ Si forma poi un anello contrattile che consente la divisione del citoplasma

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La meiosi

La meiosi è un processo tipico delle cellule eucariotiche e serve per la formazione delle cellule
sessuali, cioè i gameti. Questo processo serve a ridurre il contenuto genetico dalla cellula madre
diploide a quattro cellule figlie aploidi. Altro scopo è quello di generare diversità genetica attraverso
i meccanismi di assortimento indipendente dei cromosomi omologhi e dal fenomeno di crossing
over o ricombinazione genica.

Prima della fase meiotica abbiamo la replicazione del DNA, il quale poi va incontro a condensazione
fino a formare i cromosomi.

Per ogni cellula esistono cromosomi omologhi, chiamati così perché sono una coppia di cromosomi
che hanno delle caratteristiche in comune come la lunghezza e la posizione dei centromeri.

La meiosi può essere suddivisa in due grandi fasi, che sono la meiosi I e la meiosi II.

La meiosi I si suddivide a sua volta in sottofasi in particolare abbiamo

❖ Profase I
➢ Fase in cui
▪ I cromosomi omologhi si appaiano formando le tetradi e avviene il fenomeno di
crossing over
▪ L’involucro nucleare si sfalda e inizia a formarsi il fuso mitotico, portando i
centrosomi verso i poli opposti della cellula
❖ Metafase I
➢ Fase in cui i cromosomi omologhi si dispongono all’equatore grazie al fuso mitotico
❖ Anafase I
➢ Fase in cui i cromosomi omologhi vengono separati e vengono tirati dal fuso mitotico
che li porta verso le due estremità opposte della cellula
❖ Telofase I
➢ Fase in cui si forma un anello contrattile che consente alla cellula di dividersi in due
cellule distinte

A questo punto la meiosi I è terminata e le due cellule figlie ottenute da questa prima divisione
continuano con la meiosi II, anch’essa avente delle sottofasi specifiche:

❖ Profase II
➢ Fase in cui in entrambe le cellule i centrosomi vanno a generare un fuso mitotico
➢ I cromosomi, che prima erano omologhi ora sono singoli
❖ Metafase II
➢ Fase in cui i cromosomi singoli vanno a disporsi all’equatore della cellula grazie ai
microtubuli del fuso mitotico
❖ Anafase II
➢ Fase in cui i cromosomi vengono divisi nei cromatidi fratelli e vengono portati ai poli
opposti della cellula grazie al fuso mitotico
❖ Telofase II
➢ Fase in cui si forma un anello contrattile che scinde ogni cellula in altre due cellule

Il bilancio totale conta quattro cellule aploidi, una diversa dall’altra anche per quanto riguarda il
corredo cromosomico in quanto è avvenuto il fenomeno del crossing over.

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RIASSUMENDO LA MEIOSI

Il crossing over e l’assortimento indipendente: la variabilità genica

Durante la meiosi è importante inserire una diversità a livello dei cromosomi che induca una
variabilità genetica, resa possibile da varianti geniche che vanno a migliorare la fitness di un
organismo.

Durante la profase I quando i cromosomi omologhi duplicati


vanno ad allinearsi, i cromatidi fratelli di due cromosomi
diversi vanno incontro al crossing over, cioè ad uno scambio
di materiale genico tra i due cromatidi. In questo modo
avremo due cromatidi che risultano uguali a quelli dei
genitori, mentre altri due hanno un pezzo di cromosoma
diverso, che si è scambiato con quello del cromosoma vicino.

L’assortimento indipendente invece è un fenomeno che


avviene sempre nella meiosi I e che ha come scopo quello
di passare alle cellule figlie cromosomi in parte di origine
materna e in parte di origine paterna. Consente quindi
diverse combinazioni con cui i cromosomi possono essere
ereditati nella cellula figlia. Se si conta il numero di
combinazioni possibili, ne risultano circa 8 milioni. Oltre a
ciò avviene il crossing over e per questo motivo le cellule
figlie hanno differenze sostanziali.

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Differenze tra mitosi e meiosi:

Mitosi Meiosi
Una sola divisione cellulare Due successive divisioni cellulari
Produce due cellule Produce quattro cellule
Produce cellule diploidi Produce gameti aploidi
Le cellule figlie sono geneticamente identiche Le cellule sono geneticamente differenti dalla
alla cellula madre cellula madre e l’una dall’altra
No crossing over C’è crossing over
Funzioni: crescita, turn-over cellulare Funzioni: riproduzione sessuata

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Le mutazioni
La mutazione è un cambiamento nella sequenza di nucleotidi del DNA.

Possono essere

❖ Spontanee
➢ Errori dovuti alla DNA polimerasi durante la replicazione, la quale ha un’altissima
efficienza e è ad alta fedeltà in quanto introduce un errore solo una volta 10 milioni di
paia di basi
▪ la frequenza di queste mutazioni è veramente molto bassa anche perché gli errori
della polimerasi solitamente vengono corretti da un altro enzima
▪ Durante la vita di un uomo adulto ci sono circa 1015 divisioni cellulari; ne risulta che
per errori di replicazioni del DNA miliardi di nuove mutazioni insorgono in ogni
posizione del genoma da qualche parte nell’organismo
➢ È possibile che ci siano diverse mutazioni di questo tipo che non provocano alcun tipo di
patologia
➢ La maggior parte delle mutazioni avvengono in cellule somatiche e se questa mutazione
ha effetti negativi sulle proteine di replicazione del DNA; queste possono dare origine al
cancro; sono mutazioni che non possono essere ereditate
➢ Un piccolo numero insorge nelle cellule germinali, queste mutazioni vengono ereditate
❖ Indotte
➢ Dovute all’esposizione di agenti mutageni i quali aumentano la probabilità che possano
introdursi dei nucleotidi sbagliati
➢ Questi agenti mutageni sono
▪ Materiali chimici
▪ Raggi UV

Mutazione e polimorfismo

La differenza è la frequenza nella popolazione.

Per mutazione si intende una variante del DNA che può avere un effetto patogenico. Per
polimorfismo invece è una variante del DNA presente almeno nell’1% della popolazione e non è
associata a patologie. Le mutazioni possono essere localizzate a livello di esoni e di introni. Se la
mutazione si registra a livello dell’esone ha degli effetti più dannosi rispetto a quella che avviene a
livello dell’introne.

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La mutazione può essere

❖ Puntiforme
➢ Cambiamento di una singola base all’interno del DNA
➢ Possono essere
▪ Sostituzione
• Un nucleotide è rimpiazzato da un altro
• Sono
 Silenti
➢ Si verifica un cambio del codone, il quale però codifica per lostesso
amminoacido
➢ Di solito non sono patogeniche, ma non è detto
 Sinonime
➢ Si verifica un cambio del nucleotide che modifica il codone, il quale
codifica un amminoacido chimicamente simile a quello precedente
 Missenso
➢ Ho un cambio di un nucleotide che ha porta ad un amminoacido diverso
 Non senso
➢ Il cambio del nucleotide da origine ad un codone di stop, che genera una
proteina tronca
▪ Delezione
• Uno o più nucleotidi sono rimossi
▪ Inserzione
• Uno o più nucleotidi sono aggiunti

La delezione e l’inserzione dei nucleotidi genera un cambiamento della cornice di lettura dell’RNA e
genera una sequenza amminoacidica diversa rispetto a quella che in realtà dovrebbe essere.

❖ Riarrangiamenti cromosomici
➢ Possono mancare pezzi di cromosomi in cui la sequenza di DNA varia
➢ Possono avere una duplicazione di parte dei cromosomici in cui la sequenza di DNA varia
➢ Posso avere Riarrangiamenti cromosomici
▪ Delezioni A B C D E F
• Si perdono una certa
quantità di esoni e introni ATG *
▪ Inserzioni Delezioni
A B E F
• Vengono aggiunte
sequenze nucleotidiche Inserzioni A B* C D E F
che vengono tradotte
come se fosse un esone Inversioni A C B D E F
▪ Inversioni o traslocazioni
• Si ha quando la sequenza di un tratto
Solitamente queste alterazioni determinano pesanti conseguenze a livello
del DNA
della proteina: viene
completa invertito
inattivazione o produzione di molecole tronche
➢ Danno quasi sempre la perdita di funzione del gene, in quantoFUNZIONE
à PERDITA DI con questo DEL GENE
tipo di
mutazioni si ha una completa inattivazione o produzione di molecole tronche, causando
uno stato patologico

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Le malattie umane possono essere classificate in

❖ Malattie monogeniche o mendeliane


➢ Quelle più classiche
➢ Descritte come ereditarietà da Mendel
➢ Possono essere trasmesse in maniera
▪ Dominante
• L’allele portatore di patologia domina sull’altro e si impone
• Si manifesta fenotipicamente sia negli omozigoti dominanti sia negli
eterozigoti
▪ Recessiva
• L’allele portatore di patologia non domina, anzi se in presenza di un allele
non patologico dominante questo viene dominato
• Si manifesta fenotipicamente solo negli omozigoti recessivi
➢ Possono essere trasmesse con
▪ Autosomico
• L’alterazione è in uno dei cromosomi autosomici, non su quelli sessuali
• Può essere
 Dominante
➢ Può manifestarsi sia nei maschi che nelle femmine
➢ Non ci sono salti di generazione
➢ Se c’è un soggetto affetto vuol dire che uno dei due genitori aveva la
mutazione

 Recessivo
➢ Possono essere affetti sia maschi che femmine
Famiglia
➢ Più membri con
affettimalattia autosomica recessiva
nella stessa fratria
➢ L’individuo affetto di solito ha entrambi i genitori sani
➢ Entrambi i genitori sono portatori sani trasmettono la malattia al
25%
➢ È favorita dalla consanguineità

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▪ Legate al cromosoma X
• Il gene alterato è sul cromosoma X
• Solitamente i maschi sono affetti
• Anche in questo caso possono essere
 Dominanti
 Recessive guarda slide
➢ Può essere complicato dalla penetranza
▪ La penetranza è la probabilità di manifestare un certo fenotipo, ad esempio una
malattia, dato da un certo genotipo
▪ Se questa probabilità non è del 100% si parla di penetranza incompleta; il figlio
eredita la stessa malattia del padre, ma ha un fenotipo diverso rispetto al padre
▪ Si osserva principalmente nelle malattie autosomiche dominanti e si manifesta
come un salto di generazione della malattia
❖ Malattie cromosomiche
➢ Legate all’alterazione del numero o della struttura dei cromosomi
➢ Possono originarsi durante la meiosi quando
▪ Il crossing over non avviene nel modo corretto e quindi genera variazioni alla
struttura del cromosoma
▪ La divisione dei cromatidi fratelli non avviene nel modo corretto e in questo
caso si hanno variazioni del numero di cromosomi
• Ad esempio a livello del cromosoma 21, nella cellula finale si hanno tra copie
dello stesso cromosoma, che non è stato diviso nel modo corretto; si parla di
trisomia del cromosoma 21, conosciuta come la sindrome di Down
• Sono poche le trisomie compatibili con la vita
 21
 18
 13
• Altre trisomie generano spesso un aborto spontaneo prima che il bambino
nasca
❖ Malattie multifattoriali o poligeniche
➢ Sono generate da interazioni geniche sommate a quelle ambientali
➢ La suscettibilità alla patologia aumenta solo se si entra in contatto con determinati
fattori ambientali
❖ Malattie da mutazioni delle cellule somatiche
➢ Durante la replicazione e il classico turn-over si sommano delle modificazioni che
portano un’alterazione che porta alla formazione delle neoplasie e quindi di tumori
❖ Malattie da mutazioni nel genoma mitocondriale
➢ Nonostante non ci sia una mutazione del DNA del bimbo, ma del DNA mitocondriali
e sono molto rare e gravi

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