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Arte

L'arte paleocristiana si sviluppa tra il III e il V secolo d.C. con la transizione del Cristianesimo a religione ufficiale dell'Impero romano, portando alla costruzione di basiliche e catacombe. Le basiliche, ispirate alla pianta delle basiliche romane, assumono un significato simbolico e religioso, mentre le catacombe servono come luoghi di sepoltura per i cristiani. Ravenna diventa un centro culturale e religioso, con opere significative come il Mausoleo di Galla Placidia e la chiesa di Sant'Apollinare Nuovo, che riflettono l'influenza bizantina e la fusione di stili artistici.

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L'arte paleocristiana si sviluppa tra il III e il V secolo d.C. con la transizione del Cristianesimo a religione ufficiale dell'Impero romano, portando alla costruzione di basiliche e catacombe. Le basiliche, ispirate alla pianta delle basiliche romane, assumono un significato simbolico e religioso, mentre le catacombe servono come luoghi di sepoltura per i cristiani. Ravenna diventa un centro culturale e religioso, con opere significative come il Mausoleo di Galla Placidia e la chiesa di Sant'Apollinare Nuovo, che riflettono l'influenza bizantina e la fusione di stili artistici.

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L’ARTE PALEOCRISTIANA

🕊️
Contesto storico
L’arte paleocristiana nasce tra il III e il V secolo d.C., nel periodo in cui il Cristianesimo passa da religione
perseguitata a religione ufficiale dell’Impero romano.

All’inizio i cristiani vivono in clandestinità, ma dopo l’Editto di Milano di Costantino nel 313 d.C., ottengono la
libertà di culto, e ciò trasforma profondamente l’arte e l’architettura dell’epoca.

⚰️
13.1 – I primi luoghi di culto e le catacombe

🏠
Dalle domus ecclesiae alle basiliche

Durante il I e II secolo d.C., i cristiani non potevano costruire chiese pubbliche.

Le celebrazioni avvenivano quindi in case private, chiamate domus ecclesiae (dal latino “casa dell’assemblea”).

Questi ambienti erano adattati per la preghiera, il battesimo e la celebrazione dell’Eucaristia, ma non avevano
ancora una tipologia architettonica definita.

Nel III secolo compaiono le prime costruzioni destinate specificamente al culto, con spazi differenziati per
funzione:

●​ l’area per la messa;​

●​ le zone per il culto dei martiri e dei defunti;​

●​ e il battistero, per il rito del battesimo.​

I catecumeni (cioè i non ancora battezzati) sostavano nel vestibulum, una sorta di anticamera.

A Roma, all’inizio del III secolo, si contavano già circa venticinque domus ecclesiae, poi ampliate o trasformate in
basiliche dopo il 313.

⛏️
I luoghi di sepoltura: le catacombe

I cristiani credevano nella resurrezione dei corpi e per questo praticavano l’inumazione (cioè la sepoltura) invece
della cremazione.

Dal II–III secolo, per risparmiare spazio e mantenere un carattere comunitario, nacquero i cimiteri ipogei detti
catacombe, soprattutto a Roma.

Le catacombe erano formate da reti di gallerie sotterranee, chiamate ambulacri, scavate nel tufo.
Lungo questi corridoi si aprivano:

●​ i loculi, piccole nicchie rettangolari per le tombe comuni, chiuse con mattoni o lastre di marmo;​

●​ gli arcosoli, cioè nicchie sormontate da un arco, destinate a persone di rango elevato;​

●​ i cubicoli, stanze più ampie, spesso decorate, riservate a famiglie o martiri;​

●​ e le cripte, dove venivano sepolti santi, papi e vescovi.​

A Roma se ne contano circa sessanta, ma esistono catacombe anche a Napoli, Padova, Palermo, Siracusa e
Cagliari.

Un esempio importante di ipogeo privato è l’Ipogeo di via Dino Compagni (Roma, 320–360 d.C.):

è un sepolcreto familiare, decorato ad affresco, in cui scene bibliche convivono con miti pagani.

Questo dimostra come l’arte cristiana delle origini fosse ancora legata all’immaginario classico romano: figure
eleganti, cornici geometriche e motivi decorativi tratti dalla mitologia.


13.2 – La basilica paleocristiana

🏛️
Dalla basilica civile romana a quella cristiana

Dopo l’Editto di Milano, i cristiani iniziano a costruire edifici monumentali per il culto pubblico.

Il modello architettonico di riferimento è la basilica romana, che nell’antichità serviva per riunioni pubbliche e
tribunali.

La basilica cristiana ne riprende la pianta rettangolare, ma le dà un nuovo significato simbolico e religioso.

Le principali caratteristiche della basilica paleocristiana sono:

●​ ingresso sul lato corto, in modo che i fedeli seguano un percorso processionale verso l’altare;​

●​ pianta longitudinale, con una, tre o cinque navate divise da colonne;​

●​ navata centrale più alta, con finestre (detta cleristorio) per far entrare la luce;​

●​ abside semicircolare sul fondo, dove si trova il presbiterio e l’altare;​

●​ in alcuni casi, un transetto trasversale, che dà alla pianta la forma di croce latina;​

●​ un nartece (portico d’ingresso) o un atrio quadriportico con vasca battesimale (cantaro) al centro.​

Il significato simbolico è fortissimo:

il percorso dal portale all’abside rappresenta il cammino del fedele verso la salvezza, mentre la luce che entra
dalle finestre ha valore spirituale e divino.

💀
Il Martýrium

Accanto alle basiliche nasce anche il martýrium, un edificio destinato al culto dei martiri, costruito sopra o
accanto al loro sepolcro.

A volte era una piccola edicola commemorativa, altre volte una vera chiesa: in molti casi, le basiliche cimiteriali
romane sorsero proprio su un martýrium.

👑
Costantino e le prime basiliche romane

Dopo aver sconfitto Licinio nel 324 d.C., Costantino divenne unico imperatore e promosse una politica di unità e
centralizzazione, sostenendo apertamente il Cristianesimo.

Restituì i beni confiscati ai cristiani, coinvolse i vescovi nella vita pubblica e fondò nuove basiliche monumentali a
Roma e a Costantinopoli, la nuova capitale dell’Impero (330 d.C.).

Le basiliche costantiniane erano maestose e solenni all’interno, ma sobrie all’esterno.

Avevano una grande aula rettangolare a tre o cinque navate, terminante con un’abside.

Tra le principali ricordiamo:

🕍
San Giovanni in Laterano (Basilica Salvatoris)

È la prima basilica costantiniana e la cattedrale di Roma.

Fu costruita su terreni donati da Costantino al vescovo di Roma (cioè il papa).

Misurava circa 100 x 53 metri, ed era riccamente decorata, tanto da essere chiamata Basilica Aurea.

Accanto fu costruito il Battistero Lateranense, a pianta ottagonale, simbolo dell’ottavo giorno, quello della vita
eterna.


San Pietro in Vaticano

Costruita tra 319 e 333 d.C. sopra la tomba dell’apostolo Pietro, era una basilica cimiteriale, cioè edificata su un
luogo di sepoltura.

Aveva cinque navate, misurava circa 119 x 64 metri ed era preceduta da un ampio atrio quadriportico.

Il percorso dei fedeli — dall’ingresso al martýrium sulla tomba di Pietro — sottolineava la direzione simbolica
della fede verso la resurrezione.

Un arco trionfale marcava l’ingresso al transetto, riprendendo i motivi dell’architettura romana imperiale.


Altre basiliche costantiniane
●​ Santa Croce in Gerusalemme, eretta per custodire reliquie della Croce;​

●​ San Sebastiano, San Lorenzo al Verano, Sant’Agnese, San Paolo fuori le Mura;​

●​ e la scomparsa Santi Marcellino e Pietro.​

🌅
Lo schema basilicale nel V secolo

Nel V secolo, l’architettura paleocristiana si evolve:

●​ le navate vengono ridotte da cinque a tre;​

●​ l’abside viene orientata a est, verso il sole nascente, simbolo di Cristo e del Paradiso;​

●​ si ritorna a forme classiche (colonne ioniche, architravi, proporzioni armoniche).​

Un esempio perfetto di questa fase è Santa Maria Maggiore (Roma, 431–440 d.C.), la prima chiesa dedicata alla
Vergine Maria dopo il Concilio di Efeso (431).

Ha quaranta colonne ioniche di reimpiego, lesene corinzie e un arco trionfale decorato da mosaici che esaltano il
ruolo di Maria come Madre di Dio.

Arte a Ravenna

🏛️ Ravenna e la cultura bizantina 🏙️


Una città tre volte capitale

A partire dal V secolo, Ravenna assume un ruolo di grandissima importanza militare, economica e culturale,
grazie alla sua posizione strategica.

Il porto di Classe, attivo fin dai tempi di Ottaviano Augusto, era base della flotta romana e apriva la città ai
commerci marittimi.

La città, circondata da paludi e lagune, era facilmente difendibile e, affacciandosi sull’Adriatico, manteneva stretti
contatti con Costantinopoli, la capitale dell’Impero d’Oriente.

Inoltre, la vicinanza al fiume Po garantiva comunicazioni dirette con l’interno della Pianura Padana.

Tutti questi elementi fecero di Ravenna una città politicamente centrale.

Fu infatti tre volte capitale:

1.​ dell’Impero Romano d’Occidente (dal 402, con Onorio);​

2.​ del Regno degli Ostrogoti (dal 493, con Teodorico);​

3.​ dei domini bizantini in Italia (dal 568 al 751, sotto l’imperatore Giustiniano).​
Durante questo lungo periodo, Ravenna divenne un ponte tra la cultura occidentale e quella orientale, nonché il
principale centro religioso e politico d’Italia fino all’arrivo dei Longobardi.

👑
Galla Placidia e la Ravenna imperiale

Dopo la morte di Teodosio (395), l’Impero Romano fu diviso definitivamente:

●​ la parte orientale ad Arcadio,​

●​ la parte occidentale a Onorio, che nel 402 trasferì la capitale da Milano a Ravenna, proprio per la sua
posizione sicura e strategica.​

Sua sorella Galla Placidia, figlia di Teodosio, ebbe un ruolo importantissimo.

Sposò Costanzo III, e, alla morte di lui, governò come imperatrice reggente per il figlio Valentiniano III tra il 425 e
il 437.

Donna colta e molto religiosa, Galla Placidia rafforzò i rapporti con Costantinopoli e trasformò Ravenna in una
capitale monumentale, ispirandosi all’arte bizantina.


Le fondazioni di Galla Placidia

La sua prima opera fu la Basilica di San Giovanni Evangelista (424 ca.), la più antica basilica di Ravenna, situata
vicino al porto.

Aveva pianta longitudinale a tre navate, senza transetto, ma arricchita da elementi di gusto bizantino:

●​ un nartece o àrdica (portico d’ingresso);​

●​ abside semicircolare all’interno e poligonale all’esterno;​

●​ le pastoforia, due ambienti laterali quadrangolari e absidati;​

●​ e i pulvini, cioè elementi a tronco di piramide rovesciato posti sopra i capitelli, per dare slancio agli archi.​

Tra le opere più famose volute da Galla Placidia vi è il celebre Mausoleo di Galla Placidia (V secolo), costruito
come cappella funeraria o come santuario martiriale.

Ha pianta a croce latina, con quattro bracci voltati a botte e una cupola centrale nascosta esternamente da un
tiburio (torretta parallelepipeda).

L’esterno è semplice, in mattoni, con archi ciechi, cornici dentellate e piccole finestre, secondo la sobria eleganza
tipica dell’arte ravennate.

L’interno, invece, è uno dei capolavori assoluti dell’arte tardoantica e bizantina:


le pareti sono rivestite in marmo e le volte interamente decorate con mosaici in pasta vitrea, che creano un
effetto luminoso e immateriale.

Le finestre chiuse da lastre di alabastro diffondono una luce calda e soffusa, senza ombre nette, contribuendo a
un’atmosfera mistica.


I mosaici del Mausoleo di Galla Placidia

I mosaici combinano motivi classici e cristiani, creando un programma iconografico dedicato al tema della
salvezza e della vita eterna.

Si riconoscono:

●​ figure di Apostoli e Santi, disposti lungo le lunette;​

●​ colombe e cervi, simboli dell’anima che anela a Dio;​

●​ decorazioni naturalistiche e ornamentali (ghirlande, nastri, racemi, meandri).​

Sopra la porta d’ingresso si trova il celebre mosaico del Buon Pastore:

Gesù è rappresentato giovane e imponente, in un paesaggio luminoso, tra rocce, pecore e arbusti.

Quest’opera rappresenta perfettamente il passaggio tra naturalismo romano e simbolismo cristiano:

●​ dal mondo classico eredita la prospettiva intuitiva, la modellazione del corpo, il chiaroscuro e
l’attenzione al volume;​

●​ ma mantiene simmetria, ritmo ordinato e significato simbolico tipici dell’arte cristiana.​

💦
Il Battistero degli Ortodossi

Sempre di età gallaplaceidiana è il Battistero degli Ortodossi, noto anche come Neoniano, con una ricchissima
decorazione musiva e tarsie marmoree.

Testimonia la continuità con l’arte imperiale romana, ma già orientata verso la spiritualità bizantina.

⚔️
L’età di Teodorico

Nel 489, Teodorico, re degli Ostrogoti, discese in Italia e, dopo aver sconfitto Odoacre, divenne re d’Italia nel 493,
scegliendo Ravenna come capitale del suo Regno ostrogoto.
Pur essendo di stirpe germanica, Teodorico aveva vissuto dieci anni a Costantinopoli, e per questo conosceva
bene la cultura bizantina.

Le sue opere a Ravenna rappresentano una sintesi tra elementi greci, romani e germanici, con una tendenza alla
semplificazione formale e alla riduzione della decorazione.


Gli edifici ariani

Teodorico, che professava la fede ariana (una dottrina cristiana rifiutata dalla Chiesa ufficiale), fece costruire
edifici per il culto ariano, come il Battistero degli Ariani, che riprende nella struttura quello degli Ortodossi, ma con
iconografie diverse.

🏛️
Sant’Apollinare Nuovo

Un’altra grande opera è la chiesa palatina di Cristo Salvatore, costruita intorno al 505, poi chiamata
Sant’Apollinare Nuovo quando vi furono portate le reliquie del santo dal vicino porto di Classe.

Ha pianta basilicale a tre navate, senza transetto, preceduta da un nartece o àrdica (portico).

L’abside è semicircolare all’interno e poligonale all’esterno, secondo la tradizione bizantina.

Le colonne sono leggere e slanciate, rialzate su pulvini.

La decorazione musiva è straordinaria:

lungo la navata centrale si sviluppano tre registri di mosaici, in gran parte perfettamente conservati.

●​ In alto: scene del Nuovo Testamento, alternate a motivi decorativi;​

●​ Al centro: mosaici aggiunti in epoca giustinianea;​

●​ In basso: vedute del Porto di Classe e del Palazzo imperiale di Ravenna.​

Questo complesso musivo rappresenta uno dei cicli più importanti della mosaica cristiana antica, e mostra
l’evoluzione del linguaggio ravennate verso il simbolismo bizantino.

L’arte Romanica

🏛️ arte romanica
Tra l’XI e il XII secolo, in tutta Europa si diffonde un nuovo stile artistico: l’arte romanica.

Il termine “romanico” deriva dal modo di costruire dell’antica Roma, e indica un linguaggio artistico unitario e
riconoscibile in tutta Europa, dal Mare del Nord al Mediterraneo.
Il Romanico si ispira all’architettura romana e tardoantica, ma mescola elementi classici (come l’arco a tutto
sesto, il pilastro, la colonna, e la volta) con influenze germaniche, bizantine e arabe.

La sua diffusione avviene grazie alle maestranze itineranti (cioè costruttori che si spostavano da città a città), ai
monaci e ai pellegrini che percorrevano le principali vie religiose e commerciali come la Via Francigena, che
collegava Canterbury a Roma, e il Cammino di Santiago in Spagna, con meta il Santuario di Santiago de
Compostela.

🕍 La basilica romanica
Nell’architettura romanica si afferma un nuovo modo di costruire, che riprende e reinterpreta i modelli delle
basiliche paleocristiane e romane.

La basilica romanica è caratterizzata da un aspetto massiccio, compatto e monumentale, con muri spessi in
pietra, poche aperture e decorazioni scolpite.

Le parti principali della basilica romanica sono:

●​ la navata centrale, ampia e rialzata;​

●​ le navate laterali, più basse e strette;​

●​ il transetto, che taglia la navata centrale formando la croce latina;​

●​ il presbiterio e l’abside, dove si trova l’altare;​

●​ la cripta, cioè una sala sotterranea sotto l’altare, usata per custodire reliquie sacre;​

●​ la facciata, spesso decorata con lesene, arcate cieche e archetti pensili.​

🧱
Le coperture e il perfezionamento della volta

All’interno della basilica romanica, il tetto può essere costruito in due modi:

●​ Copertura a capriate lignee (cioè travi di legno): genera solo spinte verticali, quindi non servono forti
contrafforti.​

●​ Copertura a volte, cioè in pietra o mattoni, che genera spinte verticali e laterali.​

Per questo motivo, i muri vengono rinforzati con lesene e contrafforti esterni, per contenere le spinte laterali.

Il tipo più antico di volta è la volta a botte, cioè una copertura a forma di mezzo cilindro.

Attorno all’anno Mille, si diffonde la volta a crociera, formata dall’incrocio ortogonale di due volte a botte. Questa
soluzione permette di coprire ampie campate, cioè spazi quadrati delimitati da pilastri o colonne.

All’inizio, la volta a crociera aveva alcuni problemi: le linee di incontro tra le volte erano deboli e la costruzione
richiedeva molta centinatura (impalcature di sostegno).

Nel XII secolo si perfeziona con l’introduzione dei costoloni (archi in pietra o in cotto) che formano l’ossatura della
volta.

I costoloni definiscono quattro vele, cioè superfici triangolari riempite con materiale più leggero.
Questa tecnica rende la costruzione più solida e meno costosa, e sarà la base su cui nascerà, più avanti, lo stile
gotico.

🇮🇹
Il Romanico in Italia

In Italia il Romanico si presenta in forme diverse da regione a regione:

●​ In Toscana (es. Pisa, Firenze), si ispirano ai modelli paleocristiani di Roma, con uso del marmo e
facciate a logge.​

●​ In Lombardia ed Emilia, prevalgono edifici massicci, in mattoni o pietra, con decorazioni scolpite (es.
Duomo di Modena).​

●​ Al Sud si notano influenze arabe e bizantine, soprattutto in Sicilia e Puglia.​

Le facciate delle chiese romaniche possono essere:

●​ A salienti, cioè con profilo spezzato che mostra le diverse altezze delle navate interne (es. Duomo di
Modena, San Zeno a Verona);​

●​ A capanna, con due spioventi che coprono l’intero edificio (es. Duomo di Parma).​

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