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U BL Psan

Il documento narra la creazione del mondo e dell'Uomo da parte di Dio, la caduta di Adamo ed Eva e l'inizio del peccato. Viene descritta la storia dei Patriarchi, a partire da Abramo, la sua discendenza e le prove che affrontarono, culminando con Giacobbe e i suoi figli, tra cui Giuseppe, che divenne governatore in Egitto. La narrazione evidenzia le alleanze di Dio con l'umanità e le conseguenze delle azioni umane nel contesto della fede.

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Il documento narra la creazione del mondo e dell'Uomo da parte di Dio, la caduta di Adamo ed Eva e l'inizio del peccato. Viene descritta la storia dei Patriarchi, a partire da Abramo, la sua discendenza e le prove che affrontarono, culminando con Giacobbe e i suoi figli, tra cui Giuseppe, che divenne governatore in Egitto. La narrazione evidenzia le alleanze di Dio con l'umanità e le conseguenze delle azioni umane nel contesto della fede.

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All'inizio dei tempi, Dio creò il mondo e l'Uomo a Sua immagine e somiglianza.

I
primi esseri umani, Adamo ed Eva, vennero posti da Dio in un luogo paradisiaco, il
Giardino dell'Eden, ma caddero nella tentazione del serpente (personificazione del
demonio), che li indusse a mangiare il frutto dell'albero della conoscenza del bene
e del male vietato da Dio. Fu da qui che ebbe inizio il peccato e la sofferenza
dell'Uomo: scacciati dal Giardino dell'Eden, Adamo ed Eva dovettero lavorare
duramente per vivere e generarono i loro figli nella sofferenza. Infatti, da Adamo
ed Eva, nacquero Caino e Abele. Per invidia, Caino uccise il fratello Abele,
compiendo il primo omicidio della storia. Da Adamo ed Eva nacque un terzo figlio,
Set, da cui discese Noè, considerato da Dio un uomo giusto in mezzo a tutta
l'umanità corrotta e rivolta totalmente al male. Per annientarla definitivamente,
il Signore intendeva mandare un diluvio universale e perciò incaricò Noè di
costruire un'arca per salvare sé stesso, la sua famiglia e una coppia di tutti gli
animali esistenti. Al termine del diluvio, Dio gli fece la promessa che non avrebbe
più distrutto l'umanità e, come segno del patto, inviò un arcobaleno. Ma il male
incombeva ancora sul mondo rinato dopo il diluvio: gli uomini volevano innalzare
una torre fino al cielo, illudendosi di raggiungere Dio, il quale li punì facendo
in modo che ognuno parlasse una lingua diversa e disperdendoli su tutta la terra.

È qui che ha inizio la storia dei Patriarchi, ossia gli antenati del popolo
ebraico, con cui Dio stabilì una nuova alleanza: dalla discendenza di Sem, figlio
di Noè, nacque Abramo, che lasciò Carran, la città in Mesopotamia dove si era
stabilito, a seguito della promessa di Dio di dargli una discendenza, nonostante la
moglie Sara fosse sterile, e il possesso di una terra dove la sua stirpe potrà
stabilirsi, cioè il paese di Canaan. Dopo un breve periodo trascorso in Egitto
(dove la moglie Sara fu fatta prigioniera dal faraone), Abramo si separò dal nipote
Lot, il quale si stabilì a Sodoma, poi distrutta da Dio insieme a Gomorra per gli
innumerevoli peccati dei suoi abitanti. Solo Lot si salvò insieme alle sue due
figlie perché tre angeli di Dio lo avvisarono per tempo e, dal loro rapporto
incestuoso, si originarono le stirpi degli ammoniti e dei moabiti. Siccome la
promessa del Signore ancora non si avverava, Abramo seguì il suggerimento di Sara
di avere con la sua schiava egizia Agar un figlio illegittimo che fu chiamato
Ismaele. Finalmente, nonostante fossero già anziani, Dio diede ad Abramo e Sara il
tanto desiderato figlio Isacco ma sorsero delle gelosie con Agar, tanto che Abramo
fu costretto ad allontanarla insieme ad Ismaele nel deserto, dove Dio li salvò da
una morte certa. Quando Isacco era già ragazzo Dio mise nuovamente alla prova la
fede di Abramo: gli chiese di sacrificare l'amato figlio ma, mentre era in procinto
di effettuare il sacrificio umano, un angelo lo fermò perché Dio aveva apprezzato
la sua obbedienza. Abramo morì e il figlio Isacco sposò la cugina Rebecca che gli
diede due gemelli, Giacobbe ed Esaù. Con uno stratagemma ideato da Rebecca,
Giacobbe ottenne dal padre la benedizione e quindi la sua successione. Poiché Esaù
giurò vendetta, Giacobbe fuggì a Carran presso lo zio Labano. Dio gli promise di
dare a lui e alla sua discendenza il possesso della terra di Canaan, mostrandogli
in sogno una scala che saliva al cielo, sulla quale salivano e scendevano degli
angeli. Giacobbe amava la cugina Rachele ma lo zio Labano, con l'inganno, gli fece
sposare l'altra sorella Lia, che partorì Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Issachar e
Zabulon. Giacobbe poté sposare Rachele solo dopo aver servito lo zio per altri
sette anni ma ella, essendo sterile, gli diede la sua schiava Bila, che ebbe i
figli Dan e Neftali. Allora anche Lia diede al marito la sua serva Zilpa, che
partorì Gad e Aser. Alla fine, Rachele riuscì a dare a Giacobbe due figli, Giuseppe
e Beniamino. Alla morte del padre Isacco, Giacobbe si mise in cammino per tornare a
Canaan ma presso il fiume Iabbok si trovò a lottare contro un uomo misterioso, che
si rivelò essere Dio, il quale gli diede il nuovo nome di Israele (cioè, "colui che
combatte con Dio"). Giacobbe si riappacificò con Esaù: tornò quindi ad abitare a
Canaan insieme alle sue mogli e ai figli mentre Esaù si spostò in un'altra terra,
dando origine al popolo degli edomiti. Dei suoi dodici figli, Giacobbe amò di più
Giuseppe, che i fratelli invidiosi vendettero come schiavo all'insaputa del padre,
cui fecero credere che era stato ucciso da un animale selvaggio. Finito in Egitto
come servo, Giuseppe divenne poi governatore del faraone grazie al suo prodigioso
dono di interpretare i sogni e decise di perdonare i fratelli, invitandoli a
stabilirsi in Egitto insieme al padre Giacobbe per sfuggire alla carestia che
affliggeva Canaan.

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