Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
13 visualizzazioni2 pagine

Penna

Il documento è una raccolta di poesie di Sandro Penna che esplorano temi di solitudine, amore e la bellezza della vita quotidiana. Attraverso immagini evocative, l'autore riflette sulla sua esistenza e sulla connessione con gli altri, nonostante la distanza emotiva. La scrittura di Penna è caratterizzata da una profonda sensibilità e una ricerca di significato nel mondo che lo circonda.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
13 visualizzazioni2 pagine

Penna

Il documento è una raccolta di poesie di Sandro Penna che esplorano temi di solitudine, amore e la bellezza della vita quotidiana. Attraverso immagini evocative, l'autore riflette sulla sua esistenza e sulla connessione con gli altri, nonostante la distanza emotiva. La scrittura di Penna è caratterizzata da una profonda sensibilità e una ricerca di significato nel mondo che lo circonda.
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Sandro Penna

Felice chi è diverso I


Essendo egli diverso. La tenerezza tenerezza è detta
Ma guai a chi è diverso se tenerezza cose nuove dètta.
Essendo egli comune.
IV
*** Come è bello seguirti
o giovine che ondeggi
Forse invecchio, se ho fatto un lungo viaggio calmo nella città notturna.
sempre seduto, se nulla ho veduto Se ti fermi in un angolo, lontano
fuor che la pioggia, se uno stanco raggio io resterò, lontano
di vita silenziosa... (gli operai dalla tua pace, – o ardente
pigliavano e lasciavano il mio treno, solitudine mia.
portavano da un borgo a un dolce lago
il loro sonno coi loro utensili). IX
Quando giunsi nel letto anch’io gridai: Passando sopra un ponte
uomini siamo, più stanchi che vili. alto sull’imbrunire
guardando l’orizzonte
*** ti pare di svanire.
Ma la campagna resta
Era la mia città, la città vuota piena di cose vere
all’alba, piena di un mio desiderio. e tante azzurre sfere
Ma il mio canto d’amore, il mio più vero non valgono una festa.
era per gli altri una canzone ignota.
***
***
« Lasciami andare se già spunta l’alba. »
Ero solo e seduto. La mia storia Ed io mi ritrovai solo fra i vuoti
appoggiavo a una chiesa senza nome. capanni interminabili sul mare.
Qualche figura entrò senza rumore, Fra gli anonimi e muti cubi anch’io
senz’ombra sotto il cielo del meriggio. cercavo una dimora? Il mare, il chiaro
Nude campane che la vostra storia mare non mi voltò con la sua luce? Salva
non raccontate mai con precisione. era soltanto la malinconia?
In me si fabbricò tutto il meriggio L’alba mi riportò, stanca, una via.
intorno ad una storia senza nome.
***
***
Torna un pensier d’amore
Ecco il fanciullo acquatico e felice. nel cuore stanco, come
Ecco il fanciullo gravido di luce nel tramonto invernale
più limpido del verso che lo dice. ritorna contro il sole
Dolce stagione di silenzio e sole il fanciullo alla casa.
e questa festa di parole in me.
***
***
Nel chiuso lago, sola, senza vento
Tu mi lasci. Tu dici « la natura... ». la mia nave trascorre, ad ora ad ora.
Cosa sanno le donne della tua bellezza. Fremono i fiori sotto i ponti. Sento
la mia tristezza accendersi ancora.
***
***
Qui è la cara città dove la notte
alta non ti spaura. Amici Amore, gioventù, liete parole,
solitari qui passano e ti danno cosa splende su voi e vi dissecca?
uno sguardo d’amore. O tu lo credi... Resta un odore come merda secca
lungo le siepi cariche di sole.

***
Assonnati garzoni, i miei calzoni ***
sono pieni di amore e di polvere bianca. Il giorno ha gli occhi di un fanciullo. Chiara
La strada che mi stanca vi addormenta, la sera pare una ragazza altera.
assonnati garzoni odorosi di menta. Ma la notte ha il mio buio colore,
il colore di un cupo splendore.
***
***
Mi perdo nel quartiere popolare
tanto animato se la sera è prossima. La vita è… ricordarsi di un risveglio
Sono fra gli uomini da me così triste in un treno all’alba: aver veduto
lontani: agli occhi miei meravigliosi fuori la luce incerta: aver sentito
uomini: vivi e chiari, non valori nel corpo rotto la malinconia
segnati. E tutti uguali e ignoti e nuovi. vergine e aspra dell’aria pungente.
In un angolo buio prendo il posto
che mi ha lasciato un operaio accorso Ma ricordarsi la liberazione
(appena in tempo) all’autobus fuggente. improvvisa è più dolce: a me vicino
Io non gli ho visto il viso ma i suoi modi un marinaio giovane: l’azzurro
svelti ho nel cuore adesso. E mi rimane e il bianco della sua divisa, e fuori
(di lui anonimo, a me dalla vita un mare tutto fresco di colore.
preso) in quell’angolo buio un suo onesto
odore di animale, come il mio. ***

(Poesie, Garzanti, 1973) Amico, sei lontano. E la tua vita


ha intorno a sé colori ch’io non vedo.
Ha la mia vita intorno a sé colori
XI che io non vedo.
Innamorarsi: sì! di chi? di cosa?
dell’orma che si slabbra nel grecale? ***
del tuo sguardo che ferma l’aquilone?
innamorarsi del disamorare? Al pari di un profilo conosciuto,
o meglio sconosciuto, senza pari
XXV Fra gli altri animali, unica terra
Io mi guardo morire, a poco a poco La tua forma casuale quanto amai.
diventa vero questo antico gioco.
***
(Peccato di gola, Libri Scheiwiller, 1990)
Nel chiuso lago, solo, senza vento
*** La mia nave trascorre, ad ora ad ora.
Fremono i fiori sotto i ponti. Sento
Io vivere vorrei addormentato La mia tristezza accendersi ancora.
entro il dolce rumore della vita.
***
***
Nel sonno incerto dormo ancora un poco.
Il mare è tutto azzurro. È forse giorno. Dalla strada il fischio
Il mare è tutto calmo. di un pescatore e la sua voce calda.
Nel cuore è quasi un urlo A lui risponde una voce assonnata.
di gioia. E tutto è calmo.
Trasalire dei sensi – con le vele,
*** fuori, nel vento? – Io sogno ancora un poco.
Ora la voce tua disparirà. ***
E domani cadrà anche il tuo fiore.
E nulla più verrà. Forse la vita Come è forte il rumore dell’alba!
si spegne in un falò d’astri in amore. Fatto di cose più che di persone.
Lo precede talvolta un fischio breve,
*** una voce che lieta sfida il giorno.
Ma poi nella città tutto è sommerso.
E poi son solo. Resta E la mia stella è quella stella scialba
la dolce compagnia mia lenta morte senza disperazione.
di luminose ingenue bugie.

Potrebbero piacerti anche