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La Riforma

Nel 1500, la Chiesa affrontava gravi problemi come la degenerazione del clero e la vendita delle indulgenze, spingendo verso una riforma. Martin Lutero, con le sue 95 tesi, criticò apertamente la Chiesa, dando inizio a un movimento che portò alla nascita del luteranesimo e alla divisione religiosa in Europa. La Riforma influenzò anche la politica, con sovrani che cercarono maggiore autonomia dalla Chiesa romana, culminando in conflitti tra cattolici e protestanti.
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La Riforma

Nel 1500, la Chiesa affrontava gravi problemi come la degenerazione del clero e la vendita delle indulgenze, spingendo verso una riforma. Martin Lutero, con le sue 95 tesi, criticò apertamente la Chiesa, dando inizio a un movimento che portò alla nascita del luteranesimo e alla divisione religiosa in Europa. La Riforma influenzò anche la politica, con sovrani che cercarono maggiore autonomia dalla Chiesa romana, culminando in conflitti tra cattolici e protestanti.
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La riforma

3.1 I problemi della Chiesa


Nel 1500, si avvertiva un forte bisogno di riformare la Chiesa, per
riportare il cristianesimo alle sue umili origini. Questa esigenza
nacque per diversi motivi:
 Degenerazione del clero: Il clero si dedicava sempre più agli
affari politici, spesso nominando cariche ecclesiastiche per
motivi strategici e territoriali, anziché spirituali.
 Assenteismo: I membri del clero, inclusi vescovi e parroci,
spesso preferivano risiedere a Roma o alla corte del loro
paese, invece di vivere nelle diocesi o parrocchie a loro
assegnate. Molti fedeli non li vedevano mai.
 Simonia: Le cariche ecclesiastiche venivano vendute in
cambio di denaro, spesso assegnate a nobili poco interessati
alla religione.
Un'altra pratica molto criticata era la vendita delle indulgenze,
introdotta da Papa Leone X nel 1517 per raccogliere fondi. Questa
pratica permetteva la remissione dei peccati in cambio di denaro,
promettendo la riduzione o eliminazione delle pene del purgatorio.
La vendita delle indulgenze fu promossa da predicatori abili nel
persuadere la popolazione, soprattutto ignorante. Intellettuali come
Erasmo da Rotterdam criticarono duramente questa pratica.
3.2 Le tendenze riformatrici del primo '500
Nel 1500, molte critiche verso la Chiesa venivano da persone
interne ad essa, che volevano riformare l'organizzazione
ecclesiastica. Le critiche si concentravano anche sulle
interpretazioni errate della Bibbia e sul ruolo eccessivo dei sacerdoti
nella mediazione tra i fedeli e le Sacre Scritture.
3.3 Martin Lutero (1483-1546)
Martin Lutero, un teologo tedesco, fu colui che diede una spinta
decisiva alla riforma della Chiesa. Insegnava all'università di
Wittenberg, e all’età di 22 anni, dopo essere stato colpito da un
fulmine, decise di farsi monaco agostiniano. Credeva che la
salvezza si potesse ottenere solo attraverso la grazia divina e non
con le opere o i doni. Per Lutero, la fede nella parola di Dio era
l’unico mezzo di salvezza.
I principi fondamentali del luteranesimo sono:
 Sola gratia: La salvezza avviene solo per grazia.
 Sola fide: La fede è l’unico modo per essere salvati.
 Sola scriptura: Solo le Sacre Scritture sono autorità per la
fede.
Nel 1517, Lutero espose le sue idee affiggendo 95 tesi sulla
cattedrale di Wittenberg, criticando apertamente la Chiesa,
soprattutto per la pratica delle indulgenze.
3.4 La diffusione del luteranesimo
Le 95 tesi di Lutero trovarono ampio consenso, ma suscitarono
anche l’indignazione della Chiesa romana, che lo scomunicò nel
1520. Tuttavia, Lutero trovò protezione tra nobili, cavalieri e
contadini, e continuò a sviluppare le sue idee. Tra i suoi scritti più
importanti:
 Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca: Sosteneva la
riforma della Chiesa e la separazione dei poteri.
 La cattività babilonese della Chiesa: Affermava che solo il
battesimo e l'eucaristia erano veri sacramenti.
 La libertà del cristiano: Sosteneva che l'uomo era
interiormente libero.
Lutero rifiutò di rinnegare le sue idee davanti all’imperatore Carlo V
alla Dieta di Worms nel 1521, e fu scomunicato. Tuttavia, Federico di
Sassonia lo proteggeva, permettendogli di tradurre la Bibbia in
tedesco.
3.5 La guerra dei contadini
Nel 1500, le comunità rurali tedesche erano consapevoli dei loro
diritti e regolate da patti con i signori feudali. Tuttavia, con
l’espansione del mercato e l’aumento dei prezzi agricoli, i signori
violarono questi patti, aumentando tasse, lavoro forzato e
restringendo le libertà. Questo portò a una rivolta nel 1524, diffusa
in tutta la Germania. I contadini pubblicarono un manifesto, I dodici
articoli, chiedendo il diritto di scegliere i loro parroci e di pagare
solo decime che servissero al sostentamento del clero locale.
Lutero, che predicava la libertà spirituale, condannò duramente le
rivolte sociali e sostenne la repressione dei contadini.
3.6 La riforma delle città
Anche a Zurigo, il teologo Ulrich Zwingli (1484-1531) guidò una
riforma che mirava a depurare il cristianesimo da superstizioni,
rituali e devozioni. Nel 1523, presentò i suoi 67 articoli di fede,
sostenendo che la messa fosse solo una commemorazione
dell'Ultima Cena e non un vero sacrificio.
Zwingli e Lutero si univano nel sostenere il battesimo degli adulti
(anabattismo) e il rifiuto della guerra e del giuramento. Le riforme
toccarono anche l’organizzazione politica e sociale, introducendo
scuole bibliche e assistenza ai poveri.
3.7 Riforma religiosa e poteri politici
La Riforma ebbe anche importanti implicazioni politiche. Il suo
successo è attribuibile soprattutto agli interessi economici e politici
che molti sovrani avevano sui territori ecclesiastici. Quando alcune
chiese locali decisero di separarsi dal controllo di Roma, le autorità
laiche ottennero un maggiore potere.
 Ad esempio, Federico il Saggio di Sassonia non solo
condivideva le idee di Lutero, ma lo proteggeva anche per
guadagnare maggiore autonomia dalla Chiesa Romana.
 Allo stesso modo, le autorità cittadine sostennero Zwingli per
ottenere maggiore controllo sui predicatori e sulla chiesa
locale.
Questi cambiamenti portarono alla distruzione della gerarchia della
Curia Romana.
Il successo del luteranesimo creò una spaccatura tra i vari principi
tedeschi, che portò alla creazione di diverse Diete per cercare di
risolvere la situazione politico-giuridica:
 Dieta di Spira (1526): ogni sovrano era libero di accettare o
meno l’Editto di Worms, che bandiva il protestantesimo.
 Dieta di Augusta (1530): qui Carlo V, rappresentante del
cattolicesimo, si confrontò con Melantone, discepolo di Lutero.
Melantone presentò la "Confessio Augustana", in cui si
affermava la giustificazione per sola fede, il matrimonio dei
sacerdoti e la natura della messa.
Tuttavia, i tentativi di Carlo V di risolvere i conflitti tra cattolici e
protestanti attraverso colloqui religiosi fallirono. I principi formarono
alleanze religiose:
 Protestanti: Lega di Smalcalda
 Cattolici: Lega di Baviera
Le tensioni sfociarono in una guerra che si concluse solo nel 1555
con la Pace di Augusta, che sancì la divisione religiosa secondo due
principi:
1. Cuius regio, eius religio: i sudditi dovevano seguire la
religione del loro principe.
2. Reservatum ecclesiasticum: la chiesa manteneva i suoi
benefici ecclesiastici per chi passava al luteranesimo dopo il
1552.

3.8 Giovanni Calvino (1509-1564)


Giovanni Calvino sviluppò una dottrina ispirata da Lutero e Zwingli.
Credeva nella predestinazione, sostenendo che Dio aveva già
deciso chi sarebbe stato salvato. A Ginevra, creò una comunità
governata secondo i suoi principi, con una chiesa composta da
dottori, diaconi e anziani. Il Concistoro vigilava sulla condotta dei
cittadini, non solo dal punto di vista religioso ma anche morale.
3.9 La diffusione del Calvinismo
Il calvinismo si diffuse in Francia, Olanda, Polonia, Scozia, Ungheria
e Inghilterra. Secondo Max Weber, il calvinismo favoriva lo sviluppo
del capitalismo, ma non vi è una relazione diretta tra status sociale
ed espansione del calvinismo.
3.10 La riforma in Inghilterra
In Inghilterra, la riforma ebbe origine dalla volontà di Enrico VIII di
divorziare da Caterina d'Aragona poiché desdiderava un erede
maschio, cosa che il Papa rifiutò per non avere problemi con
l’imperatore Carlo V, nipote di Caterina. Tra il 1532 e il 1534, Enrico
ruppe il legame con la Chiesa di Roma con una serie di atti, come
l’abolizione delle vendite ecclesiastiche e il divieto del Papa di
nominare cariche e, nel 1535, si proclamò Capo Supremo della
Chiesa Inglese con l’Atto di Supremazia. Nonostante la rottura, i
riti della Chiesa non cambiarono. L’arcivescovo di Canterbury,
appassionato alla Riforma, redasse il ‘Book of common prayers’, che
risulta fondamentale per il consolidamento del protestantesimo in
Inghilterra perché, di fatto, stabilisce una nuova liturgia, un nuovo
modo di pregare rispetto a quello cattolico: le preghiere non erano
più in latino ma in inglese; il linguaggio era più sobrio, non vi era
una forte emotività, una passionalità che si trovava nelle preghiere
cattoliche; il prete non rappresenta più lo spirito Santo ma più un
oracolo, una guida, infatti i testi sacri dovevano essere eletti e capiti
da soli. Questo rappresenta per alcuni il processo di laicizzazione,
ovvero non un mondo senza religione, ma un mondo che può stare
anche senza religione, non è alla base della vita. Nel 1549 sotto il
regno di Edoardo VI iniziò il processo di Riforma. Fino a quando visse
Enrico VIII fu impossibile per i protestanti penetrare nell’istituzione
ecclesiastica inglese, e neppure quando salì al trono Maria Tudor,
che al contrario del padre, cercò di ristabilire i rapporti con la Chiesa
Cattolica e perseguitò le comunità protestanti con estrema crudeltà,
tanto da essere soprannominata ‘la sanguinaria’. Viene inoltre
pubblicato il ‘book of martyrs’, i martiri sono i morti per mano di
Mary, per cui è una propaganda della crudeltà della regina, era un
libro che, a differenza del book of Common prayer, era un libro di
6000 pagine molto passionale, sensazionalistico, si parlava delle
crudeltà fisiche fatti a questi [Link] solamente, anni più
tardi, dal momento dell’ascesa al trono di Elisabetta I.
Elisabetta è la figlia di Anna Bolena, la seconda moglie di Enrico VIII
che è vista come una traditrice della patria, inoltre la difficoltà è
data anche dalle precedenti persecuzioni religiose, per i problemi di
politica estera ed economici interni, nonostante ciò lei riuscirà ad
offrire al popolo a un regno di grazia molto lungo in quanto
governerà per 45 anni. Acclamata e paragonata a tante figure
anche mitologiche della classicità ed era una donna molto colta, da
un buon livello di istruzione, parlava lingue tra cui l’italiano, il
francese, e il latino; non si sposò mai come infatti venne
soprannominata “la regina vergine”, in quanto volevo dedicare tutta
la sua esistenza al regno, per questo motivo alla morte della stessa
terminò la dinastia Tudor lasciando spazio agli Stuart di Scozia.
Questo fece sì che avesse tanti corteggiatori, cosa che portò al
crearsi tante vicende legate all’ubbidienza d’amore.

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