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Dialog Hi

Il dialogo esplora le opinioni contrastanti di Natalie e Whitney sulle commedie romantiche, con Natalie che critica i clichè e la superficialità dei film, mentre Whitney li difende come fonte di gioia. In un altro scambio, Jules e Vincent discutono di un massaggio ai piedi e delle sue implicazioni, evidenziando le differenze nella percezione delle azioni tra uomini e donne. Infine, Bojack e Dianne riflettono sul loro passato e sulle aspettative di salvezza reciproca, rivelando le complessità delle loro relazioni e delle loro identità.

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Dialog Hi

Il dialogo esplora le opinioni contrastanti di Natalie e Whitney sulle commedie romantiche, con Natalie che critica i clichè e la superficialità dei film, mentre Whitney li difende come fonte di gioia. In un altro scambio, Jules e Vincent discutono di un massaggio ai piedi e delle sue implicazioni, evidenziando le differenze nella percezione delle azioni tra uomini e donne. Infine, Bojack e Dianne riflettono sul loro passato e sulle aspettative di salvezza reciproca, rivelando le complessità delle loro relazioni e delle loro identità.

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DIALOGHI

NON E' ROMANTICO?

Natalie: hey Whitney, puoi portarmi il... Whitney? Whitney?! Eh, potresti... smentterla di
guardare lm in u cio e metterti a fare il tuo lavoro e aiutarmi?

Whitney: si...ok...mancano solo 43 minuti quindi mi fermo quando è nito e lo faccio... si


mettono insieme alla ne? Come nisce?

Natalie: questo...” lm” nisce come tutte le altre stupide commedie: la tizia trova un ra-
gazzo e alla ne lei la fa felice .

Whitney: e che c'è di male?

Natalie: lei dovrebbe essere felice per altre cose nella vita come... la carriera meravigliosa
per cui ha sgobbato...

Whitney: è una stupida commedia romantica, a me piace! La mattina mi sveglio sorriden-


do, ma poi accendo la tv, vedo il notiziario e... ma poi metto sweet home alabama e allo-
ra... hai visto quel lm? Io lo trovo un vero capolavoro!

Natalie: un vero capolavoro di merda! in quei lm dicono balle basate su canzoni pop or-
rende! Whitney: adoro quelle canzoni, e in quei lm non dicono balle

Natalie: si, invece, la gente si sveglia a letto con piega e trucco fatti, è davvero assurdo! E
ogni volta che qualcuno indossa un paio di pantaloni, fanno un montaggio

Whitney: provarsi i vestiti è divertente!

Natalie: per te... ok, come commenti il fatto che c'è sempre una protagonista super sba-
data che dice uuh-ops e tutti pensano che sia a ascinante?! No, nella vita vera, pense-
rebbero che ha la distro a muscolare!

Whitney: i difetti sono ciò che ci rende belle!

Natalie: i difetti sono ciò che ci rende brutte, per questo si chiamano difetti. E poi, in quei
lm, quando ci sono due donne nello stesso ambiente, devono essere sempre “nemiche
mortali”; guarda noi: io ti voglio bene, per me sei la migliore, l'idea che due donne non
possano fare il tifo l'una per l'altra è davvero disgustosa... e, a quanto pare, non hanno il
reparto risorse umane nelle aziende delle commedie romantiche, perchè non c'è diversi -
cazione, la gente pesta sempre i piedi ai colleghi... oh, è meglio che non mi pronunci per il
chichè del “migliore amico gay”... l'unico scopo nella storia è aiutare la protagonista stra-
ca, ma scusa, non ce l'ha un lavoro? Non importa a nessuno cosa fa nella vita? È una
cosa o ensiva, non credi? E poi, c'è sempre una stupidissima voce narrante, che ti dice
cosa dovresti pensare, sai cosa penso io? Recita meglio

Whitney: per essere una che odia le commedie romantiche, di sicuro ci hai ri ettuto pa-
recchio...
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Natalie: e non è nita qui! Vogliamo parlare del fatto che alla ne delle commedie roman-
tiche ci sono sempre delle stupide scene in cui corrono al rallentatore...(imita) cercano di
mandare a monte un matrimonio, di riprendersi la ex, beh, sai che c'è? Lui non ama te, è
per questo che non ti sposa, è perchè non ti vuole

Whitney: si che la ama invece, ed è lì per completarla...Natalie, stai parlando malissimo


delle commedie romantiche da... circa 3 ore

Natalie: sono tossiche.

PULP FICTION

JULES: Ti ricordi di Antwan Rockamora? Mezzo nero, mezzo samoano, lo chiamavano


Tony Rocky Horror?
VINCENT: Si, mi pare, quello grasso, no?
JULES: Io non me la sentirei di chiamarlo grasso, ha problemi di peso, poveraccio, che
deve fare? È Samoano.
VINCENT: Credo di sapere di chi parli. E allora?
JULES: Beh, Marsellus gli ha dato una bella ripassata. In giro corre voce che è successo
per colpa della moglie di Marsellus Wallace.
VINCENT: Che cosa ha fatto, se l'è scopata?
JULES: No, no, no, no, niente di cosi' grave.
VINCENT: E cosa, allora?
JULES: Le ha fatto un massaggio ai piedi.
VINCENT: Un massaggio ai piedi.
JULES: Hm-hm.
VINCENT: Tutto qui?
JULES: Hm-hm.
VINCENT: E allora Marsellus che ha fatto?
JULES: Ha mandato a casa sua un paio di scagnozzi, lo hanno portato sulla veranda e
l'hanno buttato di peso fuori dal balcone. Il negro s'è fatto un volo di quattro piani. Di sot-
to c'era... c'era un giardinetto ben curato, col tetto di vetro, come quello delle serre. Il ne-
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gro c'è passato attraverso. E da allora non è capace di esprimersi molto chiaramente.
VINCENT: Cazzo, un vero peccato.
JULES: Hm-hm.
VINCENT: Però bisogna ammetterlo, quando uno gioca col fuoco prima o poi si brucia.
JULES: Che vuoi dire?
VINCENT: Ma che non si va a fare un massaggio ai piedi alla nuova moglie di Marsellus
Wallace
JULES: Secondo te non ha esagerato.
VINCENT: Beh, Antwan probabilmente non si aspettava che lui reagisse come ha fatto,
ma doveva pur aspettarsi una reazione.
JULES: Ma era un massaggio ai piedi, non è niente. Io lo faccio sempre a mia madre.
VINCENT: no, è mettere le mani in modo intimo sulla nuova moglie di Marsellus Wallace.
Voglio dire, è così grave come se gliela avesse leccata, no, ma è lo stesso fottuto campo
da gioco.
JULES: Oooh, aspetta, fermo lì. Leccargliela a una troia e farle un massaggio ai piedi non
è esattamente la stessa cosa.
VINCENT: Non lo è, ma è lo stesso campo da gioco.
JULES: Non è neanche lo stesso campo da gioco, cazzo. Ora senti, forse il tuo metodo di
massaggi è diverso dal mio, ma sai, toccare i piedi di sua moglie, e in lare la lingua nel
più sacro dei suoi buchi, non è lo stesso fottuto campo da gioco, non è lo stesso cam-
pionato e non è nemmeno lo stesso sport. Guarda, il massaggio ai piedi non signi ca un
cazzo.
VINCENT: Ma tu l'hai mai fatto un massaggio ai piedi?
JULES: Eh... non venirmi a parlare di massaggi ai piedi, perché io sono un maestro di
piedi massaggiati.
VINCENT: E ne hai fatti molti?
JULES: Cazzo, ho una tecnica che, lèvati, niente solletico, niente di niente.
VINCENT: A... a un uomo glielo faresti un massaggio ai piedi?
JULES: Va anculo.
VINCENT: L'hai fatto a molti?
JULES: Va anculo
ff
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VINCENT: Sai, mi sento un po' stanco, mi farebbe bene un massaggino ai piedi.
JULES: Basta, eh? Hai capito? Cominciano a girarmi le palle!
VINCENT: Eh, eh! Ah!
JULES: Questa è la porta.
VINCENT: Sì, eccola qua.
JULES: Che ora fai?
VINCENT: Sono esattamente le 7:22.
JULES: Ah... Non è ancora il momento. Dai, leviamoci da qui. Stai a sentire: solo perché
non farei mai un massaggio ai piedi a un uomo, non è giusto che Marsellus scaraventi
Antwan in una merdosissima serra incasinandogli il modo di parlare. Sono cose che non
si fanno. Se quel glio di puttana lo facesse a me, o mi paralizza anche il culo o io lo am-
mazzo. Mi sono spiegato?
VINCENT: Ah, ma non sto dicendo che è giusto, ma che per te un massaggio ai piedi non
signi ca niente, per me invece sì. Guarda, ho fatto a migliaia di donne migliaia di mas-
saggi ai piedi e tutti avevano un signi cato. Noi facciamo nta di no, ma è così. Ed è que-
sto che ti intriga mentre li fai. È un fatto sensuale che monta, dove, beh, nessuno dei due
ne parla, ma tu lo sai e lo sa lei. Quello stronzo di Marsellus lo sapeva, e quel coglione di
Antwan doveva saperlo ancora meglio. Insomma, quella è sua moglie, cazzo, nessun
uomo prende con umorismo certe stronzate. Mi sono spiegato?
JULES: Sì, è un punto di vista interessante. Coraggio, entriamo nei personaggi.
VINCENT: Come hai detto che si chiama lei?
JULES: Mia.
VINCENT: Mia.
JULES: Perché ti interessa tanto la moglie del gran capo?
VINCENT: Beh, lui parte, va in Florida, e mi ha chiesto di... di occuparmi di lei mentre è
via.
JULES: Ah. Occuparti di lei?
VINCENT: No, ma che dici? Devo portarla fuori, sai, farla divertire, così non si sente sola.
JULES: Cioè tu e Mia Wallace vi date un appuntamento?
VINCENT: Non è come intendi tu. Sai, è come... come quando porti fuori la moglie del tuo
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migliore amico, al cinema o in qualche altro posto. È solo buona compagnia, nient'altro.
Non è un appuntamento. Non è nessun appuntamento!

Bojack Horseman

Dianne fuma sul tetto.


Bojack la raggiunge.
Dianne - ciao.

Bojack - sapevo di trovarti qui.


D - sto provando a smettere.
B - (ironico) ci stai provando con tutte le forze, eh?
D - non fare lo stronzo.
B - non ci vediamo da un po’... va tutto bene?
D - sì, tutto bene. Insomma, diciamo “bene”.
B - già.
D - non ti aiuterò a superare qualsiasi questione tu voglia superare, sono uscita solo per
fumare, sei venuto tu da me.
B - perché volevo parlarti.
D - di che cosa?
B - non lo so, io volevo fare due chiacchiere... mi mancano le nostre chiacchierate.
(Pausa)
D - (spegne la sigaretta) vorrei avere il mio telefono adesso.
B - già, come ti capisco. Non so mai dove tenere le mani alle feste...
D - no, vorrei avere il mio telefono per farti ascoltare l’ultimo messaggio che mi hai lascia-
to. Hai presente il messaggio che mi hai lasciato in segreteria?
B - (sospira)
D - pensavo fossi sobrio, eri stato tu a dirmi che eri sobrio. A me le cose andavano bene,
stavo pensando al mio futuro. Poi mi sveglio una mattina e ricevo quel messaggio vocale.
B - senti, io non volevo...
D - eri felice in quel messaggio, sembravi... felice, o forse sardonico, o un po’ nichilista, o
comunque tu descriva quella cosa che più si avvicina all’emozione che la gente normale
chiama felicità.
B - mi dispiace...
D - chiaramente eri strafatto, e parlavi di nuotare. “Mi faccio una nuotata” hai detto, “tanto
niente ha più senso, a nessuno importa di me, quindi mi faccio una nuotata, giusto?...”
B - (sopra) mi dispiace tanto...
D - “...Richiamami se non vuoi che mi faccia una nuotata, altrimenti vorrà dire che non
t’interessa”.
(Pausa)
D - ti credevo morto. Per sette ore ho cercato di avere tue notizie ed ero convinta fossi
morto e che fosse colpa mia, perché ti avevo lasciato solo, perché ti avevo trascurato,
perché stavo bene.
Quando sono andata a Chicago mi avevi promesso che saresti stato bene, ma... te l’ho
fatto promettere io. Sono stata un’ingenua a darmi di te?
B - no.
D - perché hai chiamato me? Sapevi che ero a Chicago!
B - non lo so. Ero ubriaco e... ero fatto, e volevo solo parlare con te.
D - (sospira) quando ho scoperto che non eri morto mi sono arrabbiata. Ero sollevata, ma
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ero anche arrabbiata per averti concesso questo potere su di me. Ce l’ho avuta con te
per tantissimo tempo.
B - adesso ce l’hai ancora con me?
D - no. Non lo so... tenere il punto con te non mi è mai servito a molto.
B - mi dispiace.
D - avrei voluto essere chi pensavi io fossi, quella che ti avrebbe salvato.
B - non era compito tuo.
D - allora perché mi fai sempre sentire come se lo fosse?
Non lo so, forse spetta a tutti il compito di salvare gli altri. Non lo so. In ogni caso sono
felice che tu sia vivo.

Bojack Horseman - Bello, nché è durato B - anche io.


(Pausa)
B - è dura immaginare te a Huston.

D - oh, sono diventata un’altra persona adesso.


B - davvero?
D - no...? sì? Io... io indosso meno giacche. Sorrido di più. Mi capita di ripensare ai miei
anni a Los Angeles e mi dico “chi era quella persona?”.
B - senti, ritorna mai quella Dianne?
D - a volte capita. La sento quando sono a Los Angeles. La sento adesso, mentre parlo
con te.
B - ma... non sei tu?
D - entrambe sono dentro me. Vorrei dire il contrario, che è sparita per sempre, ma...
Avevo il terrore di partecipare al matrimonio, rivedere Mr. Peanutbutter, rivedere te.
B - di che cosa devi paura?
D - non lo so, ecco, di vacillare, rimettere tutto in discussione, mandare tutto a monte.
B - ma non è capitato, vero?
D - no, non è capitato.
B - ma una parte di te sperava che succedesse.
D - mmh... (fa segno di “un po’” con le dita)
B - il caos, ti manca mai?
D - no, mancare non è il termine esatto.
B - scusami, signora.
D - era bello vivere a L.A., ma non ne ho a atto nostalgia, sono felice di aver conosciuto
Mr. Peanutbutter, anche se non fa più parte della mia vita.
B - sì?
D - credo che ci siano delle persone che ti aiutano a diventare la persona che sei, e non
puoi che essergli grato, anche se non faranno parte della tua vita per sempre.
(Pausa)
Sono felice di aver conosciuto anche te.
B - avermi conosciuto?
(Pausa)
Ehi, non sarebbe bu o se questa fosse l’ultima volta che ci parliamo?
(Pausa)
In ogni caso...
D - io... io devo dirtelo.
B - no, non devi farlo, non mi devi dire niente.
D - no. Io devo dirtelo... Grazie. E... andrà tutto bene. E... mi dispiace. E... grazie.
(Pausa) (Dianne si alza)
B - aspetta.
D - perché?
ff
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(Pausa)
D - Mi dispiace. Dev’essere dura eh?
B - sì, che ci vuoi fare. La vita fa schifo e poi si muore.
D - qualche volta. Qualche volta la vita fa schifo ma continui a vivere.
B - già.
(Pausa)
D - è una bella serata, vero?
B - sì... sì, è bella.

Tutta colpa di Freud

SARA

Si chiamava Jodie. Cioè, si chiama, ma è come se per me non esistesse più.

ROBERTO

Scusa ma Jodie non è un nome da donna?

SARA

Da donna?

ROBERTO

Eh, tipo Jodie Foster.

SARA

Sì, ma può anche essere un nome da uomo. Tipo...Joe DiMaggio.

ROBERTO

Joe DiMaggio...

SARA

Vabbé, fatto sta che stavamo insieme da più di un anno, quando all’improvviso... Finita.

ROBERTO
Ma è nita bene o è nita male?
SARA
Male! E’ nita male, no? Le storie niscono sempre male, altrimenti, non nirebbero. RO-
BERTO
Credo di aver capito che ti ha lasciato lui.
SARA
Il giorno in cui le ho chiesto di sposarmi.
ROBERTO
Ah, tu gli hai chiesto di sposarti?
SARA
Lui, mi ha chiesto di sposarmi. Il giorno in cui lui mi ha chiesto di sposarlo.
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ROBERTO
Cioè lui ti ha chiesto di sposarlo e poi ti ha lasciato, il giorno stesso? SARA
Hai capito la stronza?
ROBERTO
La stronza chi?
SARA
Hai capito io, che stronza.
ROBERTO
Tu...
SARA
Io. E gli ho pure detto di sì.
ROBERTO
Ma scusa se te lo chiedo. Ma come mai è nita?
SARA
Perché voleva un glio a tutti i costi.
ROBERTO
Ah perché normalmente sono le donne che insistono molto su... SARA
Eh infatti lei insisteva.
ROBERTO
Lei chi?
SARA Lui. Lui. Ma non è che io non volessi, credimi, ma con il tempo, che magari dopo il
matrimonio viene voglia, no? Incentiva questa cosa e invece no, smaniava, smaniava dal-
la voglia di rimanere incinta.

ROBERTO Come incinta?

SARA Incinto.
ROBERTO Incinto?
SARA Scusa ma come cavolo si dice quando volete ccare quei cosetti negli ovuli?

ROBERTO Incinta.
SARA E io che ho detto? Incinta!

POMODORI VERDI FRITTI

RUTH

Igdie Threadtgood.... Vedo che sei diventata una donna. I giovanotti impazziranno per te.
Dì un po’: il danzato ce l’hai?

IDGIE
Sí, un paio.. Non ne ho ancora scelto uno. Gredy è il più insistente ma...

RUTH
Gredy Killgore?
IDGIE
Non lo dire così forte!
VCF Marito RUTH
Ruth? Chi è?
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IDGIE
Hey! Che cosa hai fatto all’occhio?
RUTH
Niente.
IDGIE
Come niente? Hai un occhio tutto nero!
VFC MARITO RUTH
Si può sapere chi è?
RUTH
Senti, credo sia meglio che tu vada adesso.
IDGIE
Ti ha picchiata lui?
RUTH
No...
IDGIE
Ti ha picchiato?

RUTH
Idgie...
IDGIE
Ruth, io devo parlargli ... qualcuno deve fermarlo.. Io lo ammazzo quello! RUTH

No. IDGIE

Gliene dico quattro a quel maiale, perché non si mette a fare a botte con qualcuno della
sua taglia?

RUTH

Tu non farai niente, hai capito? Se tu mi vuoi bene, se sei un’amica, ti volti e te ne vai im-
mediatamente. Hai capito?

ECCE BOMBO

Michele: Ti devo dire una cosa...


Flaminia: Dimmela.
Michele: Sì... ma mi imbarazza.
Flaminia: Prima mi dici che mi devi dire una cosa e poi non me la dici? Michele: È peggio.

Flaminia: Cosa vuol dire è peggio?

Michele: Peggio, non sono contento di come sono fatto... avevo pensato a questa cosa
invece di lasciar perdere continuo e così non...

Flaminia: Che cos’è questa cosa?

Michele: Niente... è che mi andava di fare l’amore con te.

Flaminia: Hai visto? L’hai detto. Hai fatto tante storie...

Michele: Non lo dicevo perché pensavo fosse impraticabile.


Flaminia: Lo potevi dire subito.

Michele: M’imbarazzava.

Flaminia: Adesso che l’hai detto sei imbarazzato?

Michele: Lo ero perché pensavo fosse impraticabile come ipotesi. Ma è impraticabile?

Flaminia: Be’, penso di sì.


Michele: Be’, penso di sì... no... non lo so...

Flaminia: Se l’avessi detto subito potevamo benissimo farlo, ma adesso non capisco. Hai
fatto tutte queste storie... Non capisco cosa c’è sotto.

Michele: Cosa c’è sotto?

Flaminia: Non lo so, te lo domando a te se c’è un motivo.

Michele: Il motivo è in se stesso e poi con te sto bene.

Flaminia: Ma che stai bene... Ci siamo visti una volta e già dopo un’ora te ne saresti
scappato. Già comunichiamo così poco, guriamoci facendo l’amore...

Michele: Non lo so se c’entra, sai? Va be’, ormai ne abbiamo parlato talmente tanto...

Flaminia: Però non capisco il vero motivo. Michele: Te l’ho detto.

Flaminia: Se c’è un motivo allora non vedo perché sì, se non c’è un motivo non vedo per-
ché no.

Michele: Come sì e no... non ho capito.

Flaminia: ...se c’è un motivo per cui tu mi hai chiesto di fare l’amore. Se c’è non lo fac-
ciamo, se non c’è non vedo perché non dovremmo.

La vita di Adele
Adele entra in casa. Emma è ferma di fronte all’uscio e la osserva.
A Non stai bene? (le si avvicina e le dà un bacio sulla guancia. Emma la guarda rilut-
tante. Pausa.) Potevi dirmelo che eri tornata, sono andata al bar con dei colleghi,
così, dopo il lavoro. Perché non mi hai chiamata?
E (sospira) Ti hanno accompagnata?
Pausa.
A Sì...
E Sì? (Pausa) E chi?
A Una collega.
E Ah, una collega.
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A Sì (sospira guardandosi intorno)
Pausa.
E Perché non ti ha portata davanti a casa?
A (sospira e inizia a sussurrare) Perché non volevo far sapere che sto insieme a una
ragazza.
E Ah davvero?
A Mh... (abbozzando un mezzo sorriso) non so nemmeno perché sussurro...
E Ti vergogni a dire che stai con una donna?
A No, non mi vergogno. Solo che non voglio che lo sappia tutta la scuola. Perché sai
poi, la gente parla troppo e allora... (sospira) Pensi che mi vergogni della nostra
storia?
Pausa.
E Chi è quel ragazzo?
A Chi?
E Quello che ti ha accompagnato qui.
A (Pausa.) Nessuno. Un collega.
E Ti sembro cretina?
A (scuote la testa. Pausa.) No...
E Ti ho visto Adele.
A Ti assicuro che è un collega, lavora con me. Puoi venire a scuola, se vuoi. (respira
forte, si schiarisce la voce e deglutisce a annosamente)
E Da quanto tempo vi vedete?
A (Pausa.) Da quando lavoro lì.
E Ah, sì? (annuisce. Pausa.) Perché menti?
A Non mento.
E Allora perché piangi?
A Non piango.
E E quelle lacrime allora?
A (scuote la testa) Sono stanca.
Pausa.
E Basta prendermi per il culo Adele, da quanto vai a letto con lui? Eh?
A Non vado a letto con lui.
E Da quanto tempo mi menti?
ff
A (Pausa. Respira forte e deglutisce a annosamente) Non vado a letto con lui. (Pau-
sa) Ci siamo baciati una sera ubriachi.
E Allora perché piangi?
A Perché mi dispiace.
E Non prendermi per il culo... Da quanto tempo vai a letto con lui? (la a erra per la
camicia) Dimmelo! (Pausa.) Da quanto tempo mi prendi per il culo?
A Non ti prendo per il culo, ti giuro, non l’ho mai fatto.
E (la spinge via) Forza vattene! Non ce la voglio una bugiarda in casa. Prendi le tue
cose e vattene! (Pausa.) Su, sparisci!
A (scuote la testa e crolla) Sono andata a letto con lui solo due o tre volte, non so.
Pausa.
E Ci sei andata due o tre volte...
A Non te l’ho detto perché... Non so bene come spiegartelo, lo sapevo che era una
cazzata... (tira su con il naso) E’ che mi sentivo così sola...
Pausa.
E Sei innamorata?
A Ma no, no, non sono innamorata di lui, è che mi sentivo sola... Ma non ho mai volu-
to farti del male... (respira a annosamente) Ecco, è... (piange) Oh cazzo, mi dispia-
ce... che stronzata. (Pausa.) Quel ragazzo non è niente. Niente. E’ una stronzata.
Io... (Pausa. Cerca di abbracciarla.) ti giuro che non ho mai voluto farti del male.
(Emma la scansa)
E Adele smettila. Adele.
A Aspetta, aspetta...
E (la allontana bruscamente) Basta. Mi hai fatto del male, è nita.
A Ma no, no... non volevo, non ne avevo ragione...
E Sei solo una puttanella. (Adele scuote la testa) Ti fai scopare, vero? (Pausa.) Ti pia-
ce è? (Adele scuote la testa. Pausa.) Che fai? Glie lo succhi in macchina e poi mi
baci? Hai il coraggio di baciarmi? (Pausa.) Di toccarmi? Di guardarmi? (Pausa.) Fai
queste cose tu? (Adele scuote la testa.) E oltretutto menti, mi dici le cazzate...
A Mi dispiace...
E Sei solo una gran troia!
A Scusa, perdonami, non so nemmeno come chiedere scusa...
E Non voglio più vedere la tua faccia! È chiaro? Prendi le tue cose vattene! (Pausa.)
Fuori dalla mia vita!
A (inizia a piangere) Non voglio averti fatto male per una cazzata... (di getto abbraccia
go amente Emma)
ff
ff
ff
fi
ff
E (la allontana bruscamente. Adele prova a trattenerla) ...Adele smettila e vattene su-
bito! (Pausa.) Fuori!
A ...No...
E (si avvicina all’armadio dei vestiti di Adele e li lancia a terra) Prendi le tue cose, for-
za!
A ...No... (cerca di fermare go amente Emma, che nel frattempo lancia a terra la vali-
gia e alcuni vestiti)
E Non ce la voglio una puttana... (Emma continua a buttare a terra vestiti)
A ...Porca troia lasciami parlare... (Adele si mette in mezzo, tra l’armadio ed Emma e
inizia una colluttazione)
E ...No, non voglio parlare con te! (Lancia un altro vestito e si volta verso Adele)
A Mi dispiace, non lo so perché l’ho fatto, quel ragazzo non è niente. lasciami almeno
spiegare... (a erra la maglietta che tiene Emma)
E (le strappa la maglietta di mano e la lancia a terra) No! Adele non voglio.
A ...per favore! Lasciami spiegare, che cazzo!
E (le dà uno schia o.) Te ne vai! (Emma la strattona, mentre Adele si ferma davanti
all’armadio) Non ti voglio mai più vedere! (strattona Adele e la spinge via) Esci dalla
mia vita! (continua a lanciarle i vestiti a terra) Credi di so rire solo tu? (dà un calcio
al mucchio di vestiti)
A Quello non è niente, niente!
E Non toccarmi!
A Ma cazzo lasciami... (Adele, spinta da Emma, stramazza a terra e ansima)
E Prendi le tue cose. (lanciandole un altro vestito addosso) Non ce ne voglio di troie
in casa mia. (la prende di peso e la porta no alla porta) Forza.
A (resistendo alle spinte di Emma) Sì, ma non ho fatto niente! Quello non è niente!
E (continuando a spingerla) Sta zitta! Sta zitta! Non mi prendere per una cretina!
A Non mandarmi via. (spingendola indietro) Dove vado senza di te? Dove vado?
(spingendola ancora più veementemente)
E Vai dal tuo amichetto. Via! (la colpisce, portandola più avanti) Sparisci!
A Ma non lo amo, cazzo sei tu (la tira a sé) che amo, non posso andarmene, poi che
faccio? (la strattona fuori casa) Ti supplico...
E Sparisci! Sparisci! (le chiude la porta in faccia)
A (piangendo fuori dal portone) Ma aprimi porco cazzo! (Piange.) Mi dispiace tanto,
lasciami parlare. Mi dispiace!
E Sei solo una puttana! (Pausa. Adele ansima.) Adesso vattene Adele!
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Harry ti presento Sally

HARRY

E’ ovvio che non hai avuto grandi storie di letto.

SALLY Sì che le ho avute.

HARRY

Naa, non è vero.


SALLY
Si dà il caso che io abbia avuto

fantastiche storie di letto.


HARRY

Con chi?

SALLY Come?

HARRY

Con chi hai avuto queste grandi storie?


SALLY
Mica crederai che te lo dica?

HARRY

Va bene, non me lo dire.

SALLY Filippo Caccia.

HARRY

Fil? Pippo... Il biondo? No... no, non ci


sei stato bene a letto con Filippo.
SALLY Te lo assicuro.

HARRY

No, ti sbagli. Un Filippo ti fa la


dichiarazione dei redditi, se ti serve
un dentista, Filippo va bene, ma scopare
da Dio, non è il suo genere. È il nome:
“oh, dammelo Pippo, sei un animale
Pippo, mi fai morire, Pippo”. Non
funziona!

Allora, perché è nita con Filippo?


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SALLY
Che ne sai che è nita?

HARRY

Perché se non fosse nita non staresti


con me, staresti con Filippo, lo
scopatore.
SALLY

Prima di tutto, io non sto per niente


con te, secondo poi, non sono a ari
tuoi perché abbiamo rotto.
HARRY

Sì, giusto, hai ragione, non lo voglio


sapere.

SALLY

Beh, se proprio ci tieni è stato perché


era molto geloso di certe mutandine con
i giorni della settimana.
HARRY

No, scusa, la cosa diventa di cile...


hai detto mutandine, vero?
SALLY

Si, c’erano stampati i giorni della


settimana e io le trovavo divertenti e

un giorno Filippo mi fa: “Non porti mai


la Domenica” E tutto sospettoso: “Dov’è
la Domenica? Dove hai lasciato la
Domenica?” Io gliel’ho detto e lui non
mi ha creduto.
HARRY

Cioè?

SALLY La domenica non c’è.

HARRY

Perché no?

SALLYè il giorno di Dio.

Scrivimi fermo posta


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ff
A: Oh, buonasera signorina.
K: Oh, buonasera signor Kralik.
A: Che, che coincidenza ho un appuntamento anche io, ehm non ha visto Pirovitch per
caso?
K: No, no, non l’ho visto.
A: Oh, aspetterò. Posso sedermi?
K: Oh, oh no, no, ho un appuntamento anche io signor Kralic.

A: Oh sì, ricordo... Vedo che legge Tolstoj, Anna Karenina, eh?


K: Le dispiace?
A: No, no, non credevo di trovarla in un ca è con Tolstoj, ecco, non sapevo che si inte-
ressasse di letteratura.
K: Ci sono molte cose che non sa di me signor Kralik.
A: Ci sono molte cose che lei non sa di me signorina, anzi ci saranno molte cose che non
sappiamo l’uno dell’altra, la gente gratta raramente la super cie per scoprire quello che
c’è sotto.
K: Beh, non vorrei grattare la sua super cie signor Kralik perché so che troverei... invece
del cuore una borsetta, invece dell’animo una valigia e invece dell’intelletto un accendisi-
gari... che non funziona.
A: Questo è molto ben detto... sì, il mio intelletto è un accendisigari che non funziona,
eh... è un interessante miscuglio di poesia e malignità.
K: Malignità!? Senta un po’...
A: Uh, non mi fraintenda signorina Novak, cercavo solo di farle un complimento...

K: Signor Kralik, senta, le ho detto che aspetto qualcuno!


A: Se quella persona non venisse io...
K: Oh si rassicuri, quella persona verrà... vuol proprio guastarmi la serata? Perché mi odia
così? Che le ho fatto?
A: Io non l’odio.
K: Oh, mi ama forse?
A: No, perché, che ha fatto perché io l’ami?
K: Non voglio che mi ami.
A: D’accordo. (Lui fa per andarsene, l’orchestra inizia a suonare una canzone ma si siede
di schiena)

A: Sa che mi ricorda quella canzone?


K: Sì grazie, delle scatole di sigarette non vendute.
A: No, si sbaglia, mi ricorda una ragazza senza impiego. Molto carina la trovai. K: Carina.
Oh, che bugia.

A: Non aveva ancora incominciato a prendermi in giro e a imitarmi nello spogliatoio. E


prendo questa occasione, cara signorina, per dirle che non cammino come un’anitra, e
che non ho le gambe storte.
K: Davvero?

A: No, signorina.
K: Le mie informazioni dicono il contrario, Vadas m’assicurò che lei si fa fare i calzoni ap-
posta.
A (Alzandosi e tornando al tavolo con lei): Questo è falso, Vadas, è quel tipo di cui lei si
da, eh?
K: Oh no.
A: Non sono mai stato da un sarto in vita mia. Se non lo crede, usciamo dal ca è, le farò
fi
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vedere le gambe.
K: Oh, signor Kralik...
A: Le piacerebbe che dicessi a tutti che lei ha le mani rosse?
K: È quel che ha fatto?
A: Solo quando lei cominciò a sparlare delle mie gambe.
K: Ma non ho le mani rosse.

A: Oh, dacché le ho detto di badarci. E senta signorina, avrà dei pensieri bellissimi, ma li
tiene ben nascosti. Secondo le apparenze è fredda e stizzosa come una vecchia zitella, e
non so se troverà chi si innamori di lei.
K: Io vecchia zitella? Nessuno che si innamori di me, vero? Oh, signor Kralik, mi fa proprio
ridere. Io ho delle lettere che le aprirebbero gli occhi. No, sarebbe inutile, non capirebbe,
chi le ha scritte è tanto superiore a lei che non c’è paragone. Ah, debbo ridere, vecchia
zitella mi chiama, lei, un impiegatuccio insigni cante.

A (Alzandosi e andandosene): Arrivederla, signorina. K: Arrivederla.

Nato il 4 luglio
Mamma: Ah, eccoti qui. È di nuovo ubriaco.
Ronnie: oh, mamma…
Mamma: è di nuovo ubriaco, Ilay abbiamo per glio un ubriacone.
Lascialo stare, ti ho detto di lasciarlo, lascialo, dammelo. Non puoi stare in questa
casa se…
Ronnie: è questo il dio in cui credi vero mamma?…
Mamma: Non puoi restare…
Ronnie: è quello in cui credi tu ma non io…
Mamma: non puoi restare in questa casa…
Ronnie: e non credo più in lui, perché lui ha passato solo tre giorni lassù. Io invece ci
devo passare tutta la vita, vorrei essere morto come lui.
Mamma: Non sai quello che dici!
Ronnie:è questo il problema mamma, io non sono morto, io devo vivere, devo vivere su
queste ruote e ricordare il Vietnam alla gente, e voi non volete sapere, non volete vederci,
volete nasconderci perché vi diamo fastidio come la merda!
Mamma: Ti prego…
Ronnie: e io sono un fottuto idiota!
Mamma: non vuole ascoltare, non cambierà mai.
Papà: Ronnie ti prego tua madre sta parlando sul serio, non puoi tornare sempre ubriaco.
Ronnie: tutto quello che ci dicevano… Combattete! uccidete! Sergente dei Marines agli
ordini! u-no du-e, u-no du-e, u-no du-e A-ttenti! È tutta una palla! È tutto un mucchio di
palle! Palle!
Mamma: smettila va a letto, che cosa ti hanno fatto in quella guerra perché fai cosi? Devi
farti vedere, hai bisogno di aiuto!
Ronnie: No! Tu devi farti curare, con il tuo dio e tutte quelle cazzate che sogni su di me.
Mamma: Ci sentirà tutto il vicinato…
Ronnie:Ti vergogni di me adesso…
Mamma: Niente, andiamo a dormire, andate a dormire! Ci penserà papà!
Ronnie: Va anculo!!
Papà: Non parlare così a tua madre!
ff
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Mamma: Che cosa hai detto! Che cosa mi hai detto!? (Lo schia eggia)
Sorellina: Mamma!!
Ronnie: Va anculo!
Mamma: Sveglierà tutto il vicinato…
Papà: Ronnie adesso basta…
Ronni: Sì! Svegliamoli! Diciamoglielo! Kusak! Cameletti! Woyce! Ascoltate! Dillo a tutti
mamma! Dillo a tutti quello che mi hanno fatto!
Mamma: Smettila Ronnie!
Ronnie: Che cosa hanno fatto alla gente, a questa nazione!
Mamma: Questa volta chiameranno gli agenti!
Ronnie: Siamo arrivati in Vietnam per fermare il comunismo e abbiamo massacrato donne
e bambini.
Mamma: Tu non hai sparato a donne e bambini, che cosa stai dicendo!
Ronnie: La chiesa ha benedetto la guerra, il comunismo è un male insidioso dicevano,
vero?!!!
Mamma: è quello che ci hanno detto…
Ronnie: La chiesa ci ha detto di andare…
Mamma: si, si, è quello che ci hanno detto…
Ronnie: …ma non si deve uccidere mamma, non si devono uccidere donne e bambini.
Quinto non uccidere, ricordi? Non è quello che ci hai insegnato tu? Non è quello che ci
hanno insegnato…
Mamma: Smettila!
Ronnie: …erano balle!
Mamma: smettila! Non ti voglio più in questa casa! Esci da questa casa!
Papà: Ronnie adesso basta, hai detto la tua ora basta!
Ronnie: No! Non ho detto la mia papà, forza diglielo tu! Ora stanno ammazzando chiun-
que!
Mamma: non ti ho costretto io ad andare!
Ronnie: sì invece, sì lo hai fatto! E sta andando tutto in malora! King, Kennedy, abbiamo
perso tutti la fottuta guerra!
Mamma: Non è mica colpa mia!
Ronnie: vinto(?) il fottuto comunismo è stato tutto inutile…
Mamma: questo non è vero Ronnie!
Ronnie: come lo sai, cosa ne sai tu! Per favore diglielo papà! Diglielo è tutta una balla! È
una fottuta balla! Dio non esiste, dio è morto come le mie gambe, dio non esiste, la patria
non esiste! Non c’è niente, solo io in questa fottuta sedia a rotelle, per il resto della mia
vita e tutto per niente. Io… e questo pene morto
Mamma: Oddio! No!
Papà: No Ronnie lascia quel catetere.
Ronnie: questo fottuto pene morto…
Mamma: Ilay non ce la faccio più! C’è il diavolo dentro di te!
Ronnie: la chiesa dice che giocare con il proprio pene è peccato, magari potessi farlo…
Mamma: Non dire quelle parole in questa casa!
Ronnie: Pene, pene! Un fottuto pene grosso e bello duro mamma! Pene! Pene!
Mamma: Oddio non vuole smetterla che devo fare, che posso fare?
Ronnie: Non ho neanche avuto il tempo di imparare a usarlo ed è nito chissà dove nella
fottuta giungla in Asia, nito per sempre. Non è giusto…
Mi dispiace per quello che è successo. Mi dispiace che tu so ra mamma. Mi dispiace far-
ti so rire.
ff
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ff
ff
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FLEABAG S.2 EP.3
Claire: Dì la verità.
Fleabag: È orrendo.
Claire: È orrendo.
Fleabag: È moderno.
Claire: Non mentire!
Fleabag: Dico sul serio!
Claire: Sembro una matita.
Fleabag: Tu... Non sembri...
Claire: Non ridere adesso!
Fleabag: Sta tranquilla!
Claire: Non sto tranquilla, perderò il mio lavoro! Fleabag: Non perderai il tuo lavoro! È ca-
rino. Claire: Non è carino!

Fleabag: È Audace.
Claire: Fottiti!
Fleabag: È chic.
Claire: È irrecuperabile! Fleabag: Claire, è francese. Claire: Sul serio?

Fleabag: Sì.
Hai bevuto?
Claire: Mi ha o erto dello champagne prima di rovinarmi la vita, è così che ti frega.
Fleabag: Sei andata da Anthony?...Claire
Claire: Lo so!
Fleabag: Cosa? Sai bene cosa ha fatto a me!
È questo che gli avevi chiesto?
Claire: No! Certo che no, è soltanto un bastardo. Fleabag: Okay, fanculo.
Claire: Cosa?
Fleabag: Vieni.
Claire: Non importa
Fleabag: Vieni!
Claire: Rallenta!

Fleabag: Hey!
Anthony: No!
Fleabag: Anthony.
Anthony: No! Quello è esattamente ciò che mi ha chiesto lei.

Fleabag: Non è vero! Vogliamo il rimborso.


Anthony: Claire?
Claire: Ho due meeting molto importanti e sembro una matita.
Anthony: No! Non incolpare me per le tue scelte sbagliate. I capelli non sono tutto.
Fleabag: Wow!
Anthony: Che c’è?
Fleabag: I capelli sono tutto. Lo neghiamo, per poter pensare ad altro ogni tan
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FLEABAG S.2 EP.3
Claire: Dì la verità.
Fleabag: È orrendo.
Claire: È orrendo.
Fleabag: È moderno.
Claire: Non mentire!
Fleabag: Dico sul serio!
Claire: Sembro una matita.
Fleabag: Tu... Non sembri...
Claire: Non ridere adesso!
Fleabag: Sta tranquilla!
Claire: Non sto tranquilla, perderò il mio lavoro!

Fleabag: Non perderai il tuo lavoro! È carino.

Claire: Non è carino!

Fleabag: È Audace.
Claire: Fottiti!
Fleabag: È chic.
Claire: È irrecuperabile!

Fleabag: Claire, è francese. Claire: Sul serio?

Fleabag: Sì.
Hai bevuto?
Claire: Mi ha o erto dello champagne prima di rovinarmi la vita, è così che ti frega.
Fleabag: Sei andata da Anthony?...Claire
Claire: Lo so!
Fleabag: Cosa? Sai bene cosa ha fatto a me!
È questo che gli avevi chiesto?
Claire: No! Certo che no, è soltanto un bastardo.

Fleabag: Okay, fanculo.


Claire: Cosa?
Fleabag: Vieni.
Claire: Non importa
Fleabag: Vieni!
Claire: Rallenta!

Fleabag: Hey!
Anthony: No!
Fleabag: Anthony.
Anthony: No! Quello è esattamente ciò che mi ha chiesto lei.

Fleabag: Non è vero! Vogliamo il rimborso.


Anthony: Claire?
Claire: Ho due meeting molto importanti e sembro una matita.
Anthony: No! Non incolpare me per le tue scelte sbagliate. I capelli non sono tutto.
Fleabag: Wow!
ff
Anthony: Che c’è?
Fleabag: I capelli sono tutto. Lo neghiamo, per poter pensare ad altro ogni tanto, ma è
così. Sono la di erenza tra una buona giornata e una brutta giornata. Sono un simbolo di
potere, un simbolo di fertilità, ci sono persone che vengono sfruttate per I capelli e sono
la cosa che paga le tue cazzo di bollette! I capelli sono tutto, Anthony.
Claire: Falle vedere la foto di riferimento.
Anthony: Claudia, portami il cestino.
Se vuoi cambiare la tua vita, cambia la tua vita. Non potrà succedere qui.
Fleabag, Claire: Scusa, Anthony.
Claire: Non avevo intenzione di...
Fleabag: Ci vediamo la prossima settimana

La voce dello scandalo

Megyn: Sei Kyla, vero?

Kyla: si. Salve

M: ciao! Megyn.

K: Lo so

M: tu lavoravi con Gretchen, giusto?

K: Mhmh

M: Da lei hai imparato molto

K: molto, si. Posso dire solo cose positive del mio periodo con lei.

M: che bello! Trovo sempre molto interessante chi viene scelto dalla storia per fare cose

importanti.

K: certo, si

M: ti volevo fare una domanda: volevo sapere se Roger ti sta molestando

K: come lo sa?

M: perchè non sei certo l’unica


ff
K: anche lei?

M: tanto tempo fa

K: wow

M: stai bene?

K: mhmh

M: dovresti denunciare Roger. Ti daranno protezione

K: lei l’ha fatto?

M: l’ho detto ai suoi superiori. Non hanno fatto niente e ho dovuto mollare

K: perchè?

M: volevo stare in televisione

accuso le mie colpe e mi difendo

K: sa il suo silenzio cosa ha signi cato per noi e il resto di noi?

M: Roger non è colpa mia

K: sai, sarebbe stato bello se ci avessero detto che cercava qualcosa di più delle gambe

M: non è compito di nessuno proteggerti, Kyla

K: certo, è di tutte noi il compito. Non la capisco, lei ha... lei ha potere. Perchè continua a

giocare con levecchie regole? Lei è Megyn Kelly

M: guardati intorno piccolina. Secondo te come ho avuto successo? Come fa una donna
ad

avere un programma in prime time alla Fox?

K: ci ha fatto sesso vuol dire?

M: cristo non ci posso credere


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MY POLICEMAN

JULIA: Sei stata distratta tutta la settimana. Qualcosa non va. Dovresti
parlarne.
MARION: Tom è partito.
JULIA: Partito?
MARION: Sì, è con Patrick. Sono a Venezia, a cercare opere per il
museo. Patrick è omosessuale.
JULIA: Devi stare attenta a dire queste cose.
MARION: E' a Venezia, con mio marito.
JULIA: E Tom?
MARION: Penso che lui abbia delle tendenze che Patrick incoraggia.
Che cosa devo fare?
JULIA: Cosa?
MARION: Io devo aiutarlo, io s-sono sua moglie...
JULIA: Aiutarlo?
MARION: Cambiare, deve farlo!
JULIA: Marion, ascoltami, mi dispiace dirtelo, ma è la cosa più gentile
che possa fare. Lui non vuole cambiare, è sarebbe meglio per
entrambi se voi lo accettaste
MARION: Lui deve smetterla!
JULIA: Non può.
MARION: Smettila di dirlo. Lui cambierà, con il mio aiuto.
JULIA: Questo non è vero.
MARION: Quando io penso a loro insieme mi si rivolta lo stomaco, è
disgustoso, è sbagliato.
JULIA: Beh se è così, allora sono sbagliata anch'io.
MARION: Cosa c'entri tu con questo?
JULIA: Santo cielo, non lo sapevi? Hm, se potessi vedere la tua faccia.
MARION: (silenzio) Tu sei...
JULIA: C'è qualcuno nella mia vita, che io amo. Tanto quanto tu ami
Tom.
MARION: (si volta)
JULIA: Cinque secondi fa ero una persona per te; e ora sono qualcosa
di completamente diverso, cosa è cambiato?
MARION: E' innaturale.
JULIA: E cosa di te e del tuo matrimonio è naturale? (esce dalla
stanza)

La cașa di carta
NAIROBI
Ci hai messo allo stesso fottutissimo livello dei talebani, che cosa volevi dimostrare?
Colpire a bruciapelo un uomo che è legato dimostra solamente che sei una merda.
Ascoltami Palermo! Qui abbiamo un piano e abbiamo delle regole, le ha stabilite il
Professore ed è lui che comanda.
PALERMO
Ah si? E dove cazzo è il professore? Non c’è mai il Signor Professore. Alzi la mano chi ha
lo scettro del comando qui. Ce l’ho io. E ti spiego una cosa sulle leggi che regnano qui
ora. A quel grandissimo glio di puttana che si permette di insultare un membro della
banda io gli apro la testa in due! E tu meticcia ti tappi la bocca chiaro? A meno che non
voglia aprire la bocca per ringraziarmi del fatto che ti ho difeso per esempio, dico bene?
NAIROBI
Io non ho bisogno che un pezzo di merda come te mi difenda. Non ti rendi conto che
come tu hai colpito un uomo indifeso, io prendo il mio fucile, ti faccio esplodere la testa, ti
faccio secco e assumo il comando?
PALERMO
Ah si? Helsinki, legala. Legala mani e piedi e portala nella fornace per insurrezione,
sbrigati.
NAIROBI
Non pensarci neanche! Helsi, Helsi.
PALERMO
Helsi? Chiedo scusa, è un’idea mia o ti stai rivolgendo a lui con tutto il tuo bagaglio
emotivo? Pensi veramente di poter essere la donna di Helsinki? Mi dispiace informarti
che
l’unica cosa che puoi fare ora è assumere il ruolo dell’amica del frocio. Sei l’amica etero
s gata, mi dispiace, Helsinki ama me! In amore si so re molto tesoro mio.
NAIROBI
L’unico miserabile che c’è in tutta questa storia, sei tu. Questo perché non hai il coraggio
di dire la verità.
PALERMO
L’unica verità è la realtà.Tu ami Helsinki, lui ama me e io non amo nessuno!
NAIROBI
Nessuno? Certo che no tesoro, non hai i coglioni. Per amare ci vuole coraggio. Io ce l’ho,
fi
fi
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guarda! Helsi, io ti amo, ti amo così tanto che vorrei una famiglia con te. Lo vedi? Questo
è coraggio, lo sento e lo dico! E questo tu non l’hai saputo fare. Perché hai passato
quanto? 10 anni innamorato di Berlino e non hai mai avuto il coraggio di aprire bocca. E
ora non è più possibile: è morto! E tu ti senti vuoto. Ora puoi solo nasconderti dietro
questi discorsi di merda perché, perché lo sai bene. Ti sei condannato per sempre amico
mio… Mettiamoci a lavoro adesso.

AMICHE DI SANGUE
Lily: “Ma l’America che trovai sceso dall’aereo non era come quella delle storie di mia
madre: automobili parcheggiate lungo le strade maltenute e bande di smidollati che gio-
cavano a dadi nei vicoli. Non sapevo se sentirmi tradito da mia madre o provare dispiace-
re perché, per quanto questa nuova terra fosse del tutto imperfetta, lei non era lì a veder-
la.” Ok… allora… come riassumeresti questo periodo?
Amanda: Brutto.
Lily: No! Ehm… non devi valutarlo, solo riassumerlo.
Amanda: Stavolta vi siete messe d’accordo per telefono?
Lily: Di che cosa stai parlando?
Amanda: Nessuna mail con mia madre riguardo al pagamento.
Lily: Non mi paga nessuno stavolta. Io non voglio essere pagata
Amanda: E cosa vuoi?
Lily: Niente. Volevo solo vederti
Entra Mark
Mark: Lily, vado a fare un giro in bici, ti spiace dirlo a… (le vede) tua madre
Lily: Ehm… Amanda lui è Mark, Mark lei è Amanda
A: Piacere di conoscerla
M: CertoL: Avevi bisogno di qualcosa?
M: No
L: Ok.
M: Ok… (va via)
Lily: ok… allora domanda 9: “L’atteggiamento dell’autore nei confronti del cofanetto do
Giada della madre
può essere descritto come…

Amanda: Wow!
L:Wow cosa?
A: Tu lo odi.
L: (ride) ehm, allora abbiamo “A) solenne; B) sprezzante”
A: Lo disprezzi
L: No… siamo… un po’ di erenti, Ma… mi sto impegnando a cercare di avere con lui una
relazione piacevole
e matura.
A: Mh
L: Allora “C) Sardonico; D) Ambivalente”
A: Perché è ricco?
L: come scusa?
A: perché ti lascia buste piene di soldi?
L: Ok… quelli erano perché mi si era rotto il portatile, non mi lascia solo buste di denaro
A: Ma tu e tua madre sapete bene che è nel vostro interesse renderlo felice
L: (interrompendola e alzandosi) Ok, io veramente io credo che abbiamo nito qui.
ff
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A: che c’è che non va?
Lily: io… non lo so (va via)
A: (seguendola) dico che dovresti essere onesta riguardo i tuoi sentimenti, altrimenti si
manifesteranno in
modo passivo-aggressivo come invitare a casa la tua amica strana solo per farlo incazza-
re
L: Non è per questo che sei qui
A: Si invece
L: Se è questo che pensi perché non vai a chiedere a tua madre di comprarti un’altra
amica? Sono sicura
che avrai una vasta scelta.
A: La risposta è D) Ambivalente
L: è esatto
A: La mia amica mi ha insegnato un trucco: quando c’è ambivalente tra le opzioni del
test, la risposta è
quella.L: Tu… non sei o esa?
A: è la prima cosa sincera che mi hai detto dalle medie
L: sei incredibilmente inquietante e mi spaventi da morire
A: si vai avanti
L: ma in un modo quasi a ascinante, come un video su YouTube di un enorme brufolo
spremuto o un
bambino nato senza faccia
A: adoro quei video
L: anche il tuo odore è… strano
A: davvero?
L: si, ti fai… la doccia?
A: solo una ogni due giorni ultimamente, ma nessuno mi ha detto niente quindi pensavo
non si notasse.
L: si nota
A:Non mi dispiace, ci ho provato
L: (ride)
A: Come ti senti ora?
L: Molto bene
A: si direbbe di si
L: Beh… forse dovremmo rimetterci a lavoro (fa per andare)
A: (la abbraccia ma Lily si spaventa) Scusa
L: No! Scusa tu, non… me l’aspettavo, sembrava… mi volessi aggredire
A: No, stavo cercando…
L: va bene (la abbraccia)
Dialogo 2
L: (Frugando in cucina) Fottuto vigliacco… ora starà andando alla polizia
A: Non lo farà
L: Non puoi saperlo
A: Non vuole cacciarsi in nessun’altro guaio con la giustizia
L: beh allora verrà a cercare noi, si è ripreso la pistola
A: che ci guadagna a farci del male? Ci lascerà stare e noi lo lasceremo stare
L: non se lo merita (si accende una sigaretta)
A: Quindi vuoi che lo troviamo e uccidiamo anche lui? Ammazziamo mezzo ConnecticutL:
Lo faremo da sole
A: (sospira) Non credo che tu sia nelle condizioni mentali giuste
L: le mie condizioni mentali?
A: Ti sei accesa una sigaretta in casa, quel tipo di condizioni…
ff
ff
L: oh questa è casa tua? O è casa mia?
A: dico solo che se lo dobbiamo fare è perché è la cosa giusta da fare, non perché sei
sconvolta e stai
passando un brutto periodo
L: Quale brutto periodo starei attraversando?
A: Voglio dire tutto
L: Tutto? Tutto che cosa? La mia vita va… bene in questo momento, insomma…
A: Beh dai, sei stata espulsa da Andover, e sul tuo tirocinio mi hai mentito.
(si sente una macchina)
A: è Mark? (Corre alla nestra per vedere, quando torna trova Lily con un coltello) che ci
vuoi fare?
Dialogo 3
(sul divano, guardando un lm)
A: è strano pensare che tutti gli attori di questo lm siano morti ormai. O tipo molto anzia-
ni. Lui andrà in
giro su uno scooter per disabili… lei… piscia in una busta, è diventata un peso per la
propria famiglia. Fanno
i turni per andare a trovarla e quando si siedono accanto a lei e in televisione passa que-
sto lm lei fa
“Oddio, ma che carina quella bambina…

L: mi mandi in depressione
A: Tutto ok?
L: sto bene… perché?
A: tre giorni di silenzio radio e poi parti con messaggini molto urgenti… senti se vogliamo
riparlare del
piano…
L: (interrompendola) Non voglio riparlare del piano
A: (pausa, beve il succo)
L: Ehm… ricordi la cosa che hai detto a Tim l’altro giorno?
A: Quale cosa?
L: che ha una vita che… non vale la pena di essere vissuta?
A: Si
L: Ti poni mai la stessa domanda?
A: Tipo… sulla vita di ognuno di noi? Cioè in senso loso co?L: tipo sulla tua vita… in
particolare (pausa) voglio dire… insomma, se non riesci… a provare… alcun
sentimento né felicità… o… (pausa) scusami tanto, io… dicevo per dire…
A: No… è ok. Ma non ci avevo mai pensato seriamente (pausa, beve di nuovo)
L: Fermati… l’ho drogato
A: che hai fatto?
L: ci ho messo del Roipnol
A: Mi hai drogata?
L: si
A: perché?
L: Perché ti volevo… mettere fuori gioco, poi andare su… e metterti il coltello tra le mani
per far sembrare
che… (pausa) Mi dispiace tanto, ok? non so che mi è passato per la testa. Dammi il bic-
chiere, li svuoto tutti
e due…
A: (Beve tutto il succo)
L: Fermati… Smettila!
A: (Finendolo) Uh
fi
fi
fi
fi
fi
fi
L: Che hai fatto?
A: L’ho bevuto.
L: Ti avevo detto di non farlo! Devi subito vomitare, forza…
A: no grazie
L: Sai che ti fa questa roba?
A: Oh si, succede… oddio ce ne hai messa davvero un bel po’
L: perché l’hai fatto?
A: vivo una vita senza senso
L: no! Tu… sei una grande… amica
A: Sono… sono… una brava imitatrice (si addormenta)
L: Hey… (scuotendola) HEY!
(Lily si alza, poi si risiede. Prende coraggio e va via)

Lily: “Ma l’America che trovai sceso dall’aereo non era come quella delle storie di mia
madre: automobili
parcheggiate lungo le strade maltenute e bande di smidollati che giocavano a dadi nei
vicoli. Non sapevo se
sentirmi tradito da mia madre o provare dispiacere perché, per quanto questa nuova terra
fosse del tutto
imperfetta, lei non era lì a vederla.” Ok… allora… come riassumeresti questo periodo?
Amanda: Brutto.
Lily: No! Ehm… non devi valutarlo, solo riassumerlo.
Amanda: Stavolta vi siete messe d’accordo per telefono?
Lily: Di che cosa stai parlando?
Amanda: Nessuna mail con mia madre riguardo al pagamento.
Lily: Non mi paga nessuno stavolta. Io non voglio essere pagata
Amanda: E cosa vuoi?
Lily: Niente. Volevo solo vederti
Entra Mark
Mark: Lily, vado a fare un giro in bici, ti spiace dirlo a… (le vede) tua madre
Lily: Ehm… Amanda lui è Mark, Mark lei è Amanda
A: Piacere di conoscerla
M: CertoL: Avevi bisogno di qualcosa?
M: No
L: Ok.
M: Ok… (va via)
Lily: ok… allora domanda 9: “L’atteggiamento dell’autore nei confronti del cofanetto do
Giada della madre
può essere descritto come…

Amanda: Wow!
L:Wow cosa?
A: Tu lo odi.
L: (ride) ehm, allora abbiamo “A) solenne; B) sprezzante”
A: Lo disprezzi
L: No… siamo… un po’ di erenti, Ma… mi sto impegnando a cercare di avere con lui una
relazione piacevole
e matura.
A: Mh
L: Allora “C) Sardonico; D) Ambivalente”
A: Perché è ricco?
ff
L: come scusa?
A: perché ti lascia buste piene di soldi?
L: Ok… quelli erano perché mi si era rotto il portatile, non mi lascia solo buste di denaro
A: Ma tu e tua madre sapete bene che è nel vostro interesse renderlo felice
L: (interrompendola e alzandosi) Ok, io veramente io credo che abbiamo nito qui.
A: che c’è che non va?
Lily: io… non lo so (va via)
A: (seguendola) dico che dovresti essere onesta riguardo i tuoi sentimenti, altrimenti si
manifesteranno in
modo passivo-aggressivo come invitare a casa la tua amica strana solo per farlo incazza-
re
L: Non è per questo che sei qui
A: Si invece
L: Se è questo che pensi perché non vai a chiedere a tua madre di comprarti un’altra
amica? Sono sicura
che avrai una vasta scelta.
A: La risposta è D) Ambivalente
L: è esatto
A: La mia amica mi ha insegnato un trucco: quando c’è ambivalente tra le opzioni del
test, la risposta è
quella.L: Tu… non sei o esa?
A: è la prima cosa sincera che mi hai detto dalle medie
L: sei incredibilmente inquietante e mi spaventi da morire
A: si vai avanti
L: ma in un modo quasi a ascinante, come un video su YouTube di un enorme brufolo
spremuto o un
bambino nato senza faccia
A: adoro quei video
L: anche il tuo odore è… strano
A: davvero?
L: si, ti fai… la doccia?
A: solo una ogni due giorni ultimamente, ma nessuno mi ha detto niente quindi pensavo
non si notasse.
L: si nota
A:Non mi dispiace, ci ho provato
L: (ride)
A: Come ti senti ora?
L: Molto bene
A: si direbbe di si
L: Beh… forse dovremmo rimetterci a lavoro (fa per andare)
A: (la abbraccia ma Lily si spaventa) Scusa
L: No! Scusa tu, non… me l’aspettavo, sembrava… mi volessi aggredire
A: No, stavo cercando…
L: va bene (la abbraccia)
Dialogo 2
L: (Frugando in cucina) Fottuto vigliacco… ora starà andando alla polizia
A: Non lo farà
L: Non puoi saperlo
A: Non vuole cacciarsi in nessun’altro guaio con la giustizia
L: beh allora verrà a cercare noi, si è ripreso la pistola
A: che ci guadagna a farci del male? Ci lascerà stare e noi lo lasceremo stare
L: non se lo merita (si accende una sigaretta)
ff
ff
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A: Quindi vuoi che lo troviamo e uccidiamo anche lui? Ammazziamo mezzo ConnecticutL:
Lo faremo da sole
A: (sospira) Non credo che tu sia nelle condizioni mentali giuste
L: le mie condizioni mentali?
A: Ti sei accesa una sigaretta in casa, quel tipo di condizioni…
L: oh questa è casa tua? O è casa mia?
A: dico solo che se lo dobbiamo fare è perché è la cosa giusta da fare, non perché sei
sconvolta e stai
passando un brutto periodo
L: Quale brutto periodo starei attraversando?
A: Voglio dire tutto
L: Tutto? Tutto che cosa? La mia vita va… bene in questo momento, insomma…
A: Beh dai, sei stata espulsa da Andover, e sul tuo tirocinio mi hai mentito.
(si sente una macchina)
A: è Mark? (Corre alla nestra per vedere, quando torna trova Lily con un coltello) che ci
vuoi fare?
Dialogo 3
(sul divano, guardando un lm)
A: è strano pensare che tutti gli attori di questo lm siano morti ormai. O tipo molto anzia-
ni. Lui andrà in
giro su uno scooter per disabili… lei… piscia in una busta, è diventata un peso per la
propria famiglia. Fanno
i turni per andare a trovarla e quando si siedono accanto a lei e in televisione passa que-
sto lm lei fa
“Oddio, ma che carina quella bambina…

L: mi mandi in depressione
A: Tutto ok?
L: sto bene… perché?
A: tre giorni di silenzio radio e poi parti con messaggini molto urgenti… senti se vogliamo
riparlare del
piano…
L: (interrompendola) Non voglio riparlare del piano
A: (pausa, beve il succo)
L: Ehm… ricordi la cosa che hai detto a Tim l’altro giorno?
A: Quale cosa?
L: che ha una vita che… non vale la pena di essere vissuta?
A: Si
L: Ti poni mai la stessa domanda?
A: Tipo… sulla vita di ognuno di noi? Cioè in senso loso co?L: tipo sulla tua vita… in
particolare (pausa) voglio dire… insomma, se non riesci… a provare… alcun
sentimento né felicità… o… (pausa) scusami tanto, io… dicevo per dire…
A: No… è ok. Ma non ci avevo mai pensato seriamente (pausa, beve di nuovo)
L: Fermati… l’ho drogato
A: che hai fatto?
L: ci ho messo del Roipnol
A: Mi hai drogata?
L: si
A: perché?
L: Perché ti volevo… mettere fuori gioco, poi andare su… e metterti il coltello tra le mani
per far sembrare
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che… (pausa) Mi dispiace tanto, ok? non so che mi è passato per la testa. Dammi il bic-
chiere, li svuoto tutti
e due…
A: (Beve tutto il succo)
L: Fermati… Smettila!
A: (Finendolo) Uh
L: Che hai fatto?
A: L’ho bevuto.
L: Ti avevo detto di non farlo! Devi subito vomitare, forza…
A: no grazie
L: Sai che ti fa questa roba?
A: Oh si, succede… oddio ce ne hai messa davvero un bel po’
L: perché l’hai fatto?
A: vivo una vita senza senso
L: no! Tu… sei una grande… amica
A: Sono… sono… una brava imitatrice (si addormenta)
L: Hey… (scuotendola) HEY!
(Lily si alza, poi si risiede. Prende coraggio e va via)

FLEABAG
DIRETTRICE: Non voglio fare la parte della maestrina, ma temo che la vo-
stra mancanza di rispetto per la nostra regola stia condizionando gli altri
studenti – clienti –
FLEABAG: Carcerati?
CLAIRE: Domestici?
DIRETTRICE: Partecipanti! Avete qualche problema con il programma? ...
Vi consiglio di starvene sedute qui, in silenzio per la prossima ora. Vi farà
bene. Vi giuro sulla mia anima che sarà così. (Si alza ed esce dalla stanza
chiudendo la porta dietro di sé)
FLEABAG: Ho guardato nella tua borsa.
CLAIRE: Cosa?
FLEABAG: Non ho trovato nulla quindi ora mi dirai che cosa ti sta succe-
dendo. CLAIRE sospira.
FLEABAG: Parla, o mi metto a urlare.
FLEABAG sta per urlare.
CLAIRE: Ho avuto la promozione in Finlandia.
FLEABAG: Quale promozione?
CLAIRE: Davvero non te lo ricordi? Te ne avevo parlato –
FLEABAG (contemporaneamente): Oh mio Dio, sto scherzando - Ma cer-
to, la promozione in Finlandia. È fantastico!
CLAIRE: Grazie.
FLEABAG: Quindi significa che sei milionaria ora? (In camera) Convenien-
te.
CLAIRE: Non essere ridicola. Sì, è così.
FLEABAG: I soldi ti fanno piangere?
CLAIRE: Ho intenzione di rifiutarla.

FLEABAG: Cosa?! Perché? (In camera) Martin...


CLAIRE: Martin dice che non sarebbe giusto per Jake.
FLEABAG (in camera): Jake è il suo figliastro. È molto strano. Probabil-
mente a livello clinico ma nessuno ne vuole parlare. Dà di matto se non la
vede per più di un giorno e ha questa fissa di voler entrare nella vasca da
bagno con lei. Ha quindici anni. (A Claire) Non è tuo figlio!
CLAIRE: Non è questo il punto.
FLEABAG: Vai!
CLAIRE: Sapevo che l'avresti detto!
FLEABAG: È quello che hai sempre voluto!
CLAIRE (contemporaneamente): Lo so.
FLEABAG: Niente più abiti scomodi. Una fottuta montagna di neve.
CLAIRE (contemporaneamente): Lo so.
FLEABAG: Il posto perfetto per il tuo gelido cuore.
CLAIRE: Lo so! Non posso. Ho delle responsabilità.
FLEABAG: Oh andiamo. Non lasciare che altre persone ti siano d’intralcio
per quello che vuoi veramente. La Finlandia è quello che vuoi veramente.
CLAIRE: Mio marito non è “altre persone”, ok?! Mio marito... è la mia vita.
FLEABAG: Tuo “marito” ha cercato di baciarmi al tuo compleanno.
CLAIRE (debolmente): Davvero? FLEABAG annuisce.
CLAIRE (decisa): Davvero? CLAIRE si alza e se ne va

LaLaLand: li gio Mia e Sebas an


Sebas an: E’ così bello essere a casa!
Mia: Sono felice che tu sia qui!
Sebas an: Come va il monologo?
Mia: Ehm, sono nervosa.
Sebas an: Nervosa? Perché?
Mia: Perché sì, e se vengono a vedermi?
Sebas an: Fregatene! Sei nervosa per quello che diranno?
Mia: Sono nervosa all’idea… sono nervosa perché devo salire su un palco davan a un pub-
blico. Non te lo devo spiegare.
Sebas an: Sarà una cosa incredibile!
Mia: Tu non capisci, ma io sono terrorizzata.
Sebas an: E’ un pubblico fortunato quello! Io non vedo l’ora!
Mia: Io no! …A che ora par domani?
Sebas an: Già…alle se e meno un quarto. Per Boise.
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Mia: Boise?
Sebas an: O boi no.
Mia: A Boise!
(Brindano)
Sebas an: Vieni con me!
Mia: A Boise?
Sebas an: Sì, non puoi morire senza averla vista.
Mia: No certo, sarebbe… interessante, magari potessi!… Che farai dopo il tour?
Sebas an: …perché non puoi?
Mia: Venire a Boise?
Sebas an: Sì!
Mia: Perché devo provare.
Sebas an: Sì ma, non puoi provare ovunque?
Mia: Ovunque tu vada?
Sebas an: Sì, ovunque.
Mia: Ehm…ma tu a la mia roba è qui, e mancano due se mane quindi non credo che sa-
rebbe una buona idea, a ualmente, ma mi piacerebbe tanto.
Sebas an: Dobbiamo riuscire a trovare il modo di vederci quando possiamo.
Mia: Sì, ma tu quando nisci?
Sebas an: Che vuol dire quando nisco?
Mia: Quando nisci il tour?
Sebas an: Quando nisco cominciamo a registrare e poi ci sarà un nuovo tour. Si va in tour
per fare il disco, così poi, una volta registrato, si può rifare un tour. È così che funziona.
Mia: Quindi è una cosa a lungo raggio?
Sebas an: Che vuol dire a lungo raggio?
Mia: Vuol dire a lunga scadenza, nel senso che starai con la band per parecchio tempo. In
tour.
Sebas an: E cosa pensavi che avrei fa o?
Mia: Io…non ci avevo pensato, non sapevo che la band fosse così importante per te.
Sebas an: Non credevi che saremmo anda forte?
Mia: Ehm… No, non è quello che volevo dire, volevo dire che tu… tu insomma…sarai impe-
gnato in tour per quanto? Mesi, no? Anni?
Sebas an: Sì. Non si può… ora è così…cioè, potrebbe tra arsi di un periodo di…potrei an-
dare in tour con loro per un paio d’anni, almeno, solo per questo disco.
Mia: Ti piace la musica che stai facendo?
Sebas an: Io…io non so quanto abbia importanza.
Mia: Beh, ha importanza! Perché se vuoi rinunciare al sogno che avevi, credo sia importan-
te che piaccia quello che suonerai. In giro. Per anni.
Sebas an: A te piace la musica che faccio?
Mia: Certo, mi piace, ma non credevo che piacesse a te.
Sebas an: Vedi è una cosa che…
Mia: Hai sempre de o che Keith è il peggiore, e ora te ne vai in tour con lui per anni. Mi
chiedevo....
(Sovrapponendosi) Sebas an: Non capisco dove vuoi arrivare. Perché facendo questo?
Mia: Mi chiedevo se fossi felice!!! Che signi ca “che sto facendo”?
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Sebas an: Credevo che fosse quello che volevi e ora sembra che tu non lo voglia a a o.
Mia: Che signi ca che “era quello che volevo”?
Sebas an: E’ questo quello che aspe avi da me!
Mia: Che fossi in questa band?
Sebas an: Che fossi in una band e che avessi un lavoro stabile…che fossi…hai capito.
Mia: Ma certo! Volevo che avessi un lavoro stabile per pensare a te stesso, alla tua vita, per
poter aprire il tuo locale!!!
Sebas an: E’ quello che sto facendo e non capisco perché non festeggiamo!!!
Mia: Perché non stai aprendo il tuo locale!!!
Sebas an: Lo hai de o tu che poi non ci verrebbe nessuno! Che nessuno entra in un locale
che si chiama “Piano col Pollo”!!!
Mia: E tu cambia il nome!!!
Sebas an: A NESSUNO PIACE IL JAZZ! NEMMENO A TE!
Mia: ORA A ME PIACE IL JAZZ, E GRAZIE A TE! Sebas an: E credevo che tu volessi da me
questo! Che dovrei fare adesso? Ricominciare a suonare Jingle Bells?
Mia: Non sto dicendo questo…dico che…perché non prendi i soldi che hai fa o e apri il tuo
locale? Sebas an: (sovrapponendosi) Racca are elemosina e aprire un locale dove nessuno
vuole andare?
Mia: MA CHE DICI! la gente ci verrà perché tu hai una passione incredibile e la gente adora
le persone che hanno una passione, perché gli ricorda quello che hanno dimen cato!!!
Sebas an: Non da quello che ho visto io!!! (pausa) Va bene, comunque sai, io dico che
adesso è il momento di crescere: ho un lavoro stabile e questa è la mia vita, e se all’ im-
provviso tu hai dei problemi allora dovevi dirlo prima che rmassi quello stramalede o
contra o!!!!!
Mia: Ti ho fa o notare che avevi un sogno e che era importante, e che lo inseguivi a tu i
cos e…
Sebas an: E’ QUESTO IL SOGNO! E’ questo il sogno!
Mia: Questo NON E’ il tuo sogno!
Sebas an: Quelli come me lavorano tu a la vita per far qualcosa che abbia successo, qual-
cosa che piaccia. Non lo sai? Finalmente sono dentro a qualcosa che piace alla gente! E se
non piace a me chissene importa!
(Sovrapponendosi) Mia: Adesso com’è che interessa quello che piace alla gente? Perché
ci eni così tanto a piacere agli altri?
Sebas an: TU SEI UN’ATTRICE! DOVRESTI SAPERLO MEGLIO DI ME!
Mia: ahah… (risata ironica)

(Lunga pausa)

Sebas an: Forse mi preferivi quando ero nella merda perché faceva sen re migliore di
me.
Mia: Stai scherzando?
Sebas an: No. (pausa) …Non lo so…
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Dialogo tratto da Il primo dei bugiardi cameriera li fa accomodare
ANNA Grazie. (guardando il menù) Plastica. CAMERIERE Mi imbarazza molto lavorare qui.
MARK Salve
CAMERIERE Salve

ANNA Salve
CAMERIERE Lei è molto carina. Questo aumenta il mio imbarazzo. Intanto volete

ordinare da bere? ANNA Sì

MARK Io prendo una Budweiser, grazie.


ANNA Per me un mango margarita. E probabilmente ne ordinerò altri durante la

cena. CAMERIERE Sua sorella?

MARK No.
CAMERIERE Figlia?
MARK No.
CAMERIERE È troppo bella per lei. (uscendo)
MARK Beh.. io... grazie. (Pausa) Posso farti qualche domanda personale? ANNA Sì.

MARK Come passi le tue giornate?


ANNA Mi alzo alle 8 la mattina perchè il rumore della sveglia interrompe il mio

sonno allora allora allungo la mano e clic la spengo. MARK La spegni. Non intendevo così detta-
gliatamente.

ANNA Cosa volevi sapere?


MARK Beh... ce l’hai un lavoro?
ANNA Lavoro in un ufficio.
MARK Che cosa fai?
ANNA Sono una dirigente.
MARK E ti piace?
ANNA No.
MARK Oh
ANNA Ma mi piace il frutto del lavoro, cioè i soldi.
MARK Eh eh.
ANNA E poi le ore di lavoro non sono molte per i soldi che prendo e che spendo

per cose che mi piacciono tipo vestiti, escursioni, bere... anche se so che mi

fa male. Ma preferirei avere tutti quei soldi senza dovermeli guadagnare. MARK Oh certo. Dimmi
qualcosa di te ora.

ANNA Sai già molte cose di me. Sai che sono bella perché beh eccomi qua e sai che sono benestan-
te perché hai visto il mio appartamento e quello che indosso e sai che sono felice perché sto sorri-
dendo.

MARK Sei sempre felice?


ANNA Di solito sì, ci sono giorni che resto a letto a mangiare e a piangere. CAMERIERE Ecco.
(appoggia due bicchieri sul tavolo)
MARK Grazie.
CAMERIERE Ne ho bevuto un sorso da questa parte. Allora, siete pronti per ordinare? MARK
Sono pronto

ANNA Io prendo l’insalata mista col pollo perché penso di essere grassa o avrei preso una cosa più
buona.

MARK Io prenderò i tacos di pesce perché li ho presi l’ultima volta che sono stato qui, conosco
solo quelli.

CAMERIERE Bene, vado a ordinare, (a Anna) se ti dessi il mio numero mi chiameresti? ANNA
No.

cameriere esce, squilla il cellulare di Anna

ANNA Scusa, è mia madre.


MARK Vai.
ANNA Credo che voglia sapere della serata, ci metto un attimo. Pronto? Sì, sono

con lui ora. No, non molto attraente e neanche guadagna molto. Stiamo bene però, sembra gentile e
anche simpatico. Un po 'grasso. Beh ha un buffo naso a patata. Sembra un po' una rana di faccia.
No, non andrò a letto con lui stasera. No, probabilmente neanche un bacio. Va bene, anche a te.
Scusami tanto.

MARK Figurati scherzi. Allora, come sta tua madre? ANNA Sta bene grazie.
MARK Bello bene.

La La Land
Mia: Perché sei venuto qui?
Sebastian: Perché ho una buona notizia.
Mia: Quale?
Sebastian: Amy Brand, la famosa casting.
Mia: Sì?
Sebastian: Era al tuo spettacolo.
Mia: E le è piaciuto molto?
Sebastian: Le è piaciuto tanto che mi ha detto che ti vuole vedere domani per un provino per un
grosso lm a cui lavora.
Mia: Tanto non ci vado.
Sebastian: Non ci vai?
Mia: Non ci vado, no. Lo so già, lo so come... Lo so bene come...
Sebastian: Come dici?
Mia: Stavolta ci potrei morire.
Sebastian: Cosa?! Che fai? Sei matta?
Mia: Basta! Abbassa la voce.
Sebastian: Se vuoi che dica una cosa sensata, sempre che stia zitto, chiameranno la polizia.
Mia: Perché sì, perché sì. Ho fatto un milione di provini e va sempre allo stesso modo: vengo inter-
rotta perché c'è qualcuno che vuole un bel sandwich, oppure io sto piangendo e loro si mettono a
fi
ridere, o vedo altre persone nella sala d'aspetto che sono come me ma più belle e più brave. Perché
forse io non sono brava.
Sebastian: Sì che sei brava.
Mia: No, forse ti sbagli.
Sebastian: Sì, sei brava.
Mia: Forse ti sbagli.
Sebastian: Sei brava.
Mia: Forse ti sbagli.
Sebastian: Sei brava!
Mia: Magari sono una di quelle che sognano da sempre di farlo, ma resterà in eterno una chimera
per me, capisci? E anche tu, tu l'hai detto, che si cresce, che i sogni cambiano. Forse vale anche per
me. Non sarò mai un'attrice e allora mi rimetto a studiare, e forse trovo qualcos'altro per cui sono
portata. Io me ne sono andata per fare questo. Sono passati sei anni e non ho voglia di farlo più.
Sebastian: Perché?
Mia: Perché cosa?
Sebastian: Perché non hai più voglia di farlo?
Mia: Perché direi che fa un po' troppo male.

Booksmart
Molly: Oh, mio dio, eccoti. Come va? Hai trovato Ryan? Siete andati in piscina? Che
sta succedendo?
Amy: Molly…
M: Le cose stanno andando davvero bene qui. Ma tipo, davvero, davvero, molto
bene. Sono stata così cattiva con lui, ma funziona. Abbiamo parlato di Harry Potter.
Sa che sono una Serpeverde. Sembra che gli piaccia-
A: Penso che dovremmo andare a casa.
M: Aspetta, cosa? No. Asciugati e basta.
A: No, penso che dobbiamo andarcene. Dai, andiamo.
M: No, sei pazza? No, lui… Nick sta decisamente -
A: - No
M: Sta decisamente flirtando con me. Questa cosa potrebbe succedere.
A: - No
M: Ascoltami, questa cosa può effettivamente succedere -
A: No, no, Molly, ti prego, ti sto implorando. Andiamocene.
M: Amy, vai a cercare Ryan. Sarà fantastico.
A: Malala!
(Pausa)
M: Amy, no.
A: Stai scherzando?
M: No, io sono…
A: Ho fatto quello che volevi tutta la notte. Ho invocato Malala quindi tu vieni con me.
M: No, non me ne vado solo perché stai facendo quello che fai sempre.
A: E questo che vorrebbe dire?
M: Solo, che tu… ti perdi in mille chiacchiere e poi ti arrendi proprio quando le cose
si mettono un po’ male. Tipo, sei saltata in piscina, e ora sei triste perché sei
bagnata? Cioè…
A: Sono stronzate, Moll. Sono stronzate.
M: Se non ti trascinassi a fare le cose, Amy, non le faresti.
A: Tu non mi trascini, tu mi costringi a fare qualunque cosa tu voglia.
M: Cosa vorresti dire?
A: Decidi tu cosa facciamo e quando lo facciamo, e lo dobbiamo sempre fare
insieme.
M: Sì, devo decidere io perché tu non decidi letteralmente niente! Ce le ho io le
rogne della nostra amicizia. Non prendi mai iniziativa.
A: Io prendo iniziativa continuamente!
M: Non prendi mai iniziativa! Devo sempre spronarti! Senza di me, non faresti nulla.
A: Andrò in Africa senza di te.
M: Sì, ti ho spinto io a fare la tua estate all’estero.
A: Non vado solo per l’estate. Vado per tutto l’anno.
(Pausa)
M: Cosa?A: Prendo un anno di pausa. Ho rinviato la Columbia al prossimo autunno.
M: Quando l’hai deciso.
A: Quando ho fatto la domanda.
M: A gennaio? Mi stai mentendo da gennaio?
A: Sì, perché sapevo che se te l’avessi detto, mi avresti costretta a rimanere.
M: Quindi, non saremo più sincronizzate ora. Non ci laureeremo insieme, non
faremo più un viaggio post-college insieme e non ci trasferiremo a Washington
insieme? Tutto il nostro piano…
A: Questo era il tuo piano! Non è mai stato il mio piano. È sempre stato il tuo piano,
Moll!
M: Non posso crederci! Pensi che andare in Africa ti renda tosta, ma non sei stata
nemmeno abbastanza coraggiosa da dirmelo! Sei una fottuta codarda, Amy!
A: Sei egoista e cattiva!
M: Sei una pessima amica!
A: Tu sei una amica del cazzo… Ho invocato Malala! È il nostro codice sacro!
M: Ho comprato il Pass Pendolare della Metro North per venirti a trovare a New York
tutti i weekend!
A: Nessuno te l’ha chiesto! Come nessuno ti ha chiesto di venire a questa fottuta
festa! Nessuno ti ha invitato! Nessuno ti vuole qui!
M: Vaffanculo
Si accorgono che tutti le stanno guardando e Amy se ne va.
APRIL: Frank! Ho avuto un’idea meravigliosa! È tutto il giorno che ci penso…
FRANK: Piccola cos’è questa storia?
APRIL: Sai quanti soldi abbiamo da parte? Su cienti per vivere sei mesi senza che tu guadagni
un centesimo, e con quello che ricaviamo dalla casa e dalla macchina molto più di sei mesi…
FRANK: “Quello che ricaviamo dalla casa e dalla macchina”? Tesoro ma di che stai parlando?
Dove andremo a vivere?
APRIL: … a Parigi!
FRANK: Come?!
APRIL: A Parigi! Hai sempre detto che è il solo posto in cui sei stato dove volevi tornare! Il solo in
cui valeva la pena di vivere! Perciò perché non ci andiamo?
FRANK: Dici sul serio?
APRIL: Sì! Cos’è che ce lo impedisce?
FRANK: “Cos’è che ce lo impedisce”? Beh, penso a parecchie cose diverse, per esempio che
genere di lavoro potrei mai trovare?
APRIL: Tu non dovrai trovarti nessun tipo di lavoro, perché ci penserò io!
FRANK: Oh… certo certo (ride)
APRIL: Non ridere di me, ascolta un momento… lo sai quanto pagano per un lavoro di segretaria
negli organismi governativi in Europa?
FRANK: No, non lo so…
APRIL: Ascolta bene Frank, sto parlando seriamente, ti pare che stia scherzando per caso?
FRANK: Va bene, ho solo un paio di domande… prima cosa, esattamente, io cosa dovrei fare
mentre tu guadagni tutti quei soldi?
APRIL: Non capisci… questa è appunto l’idea. Farai quello che doveva esserti concesso di fare
sette anni fa. Avrai del tempo… per la prima volta nella tua vita avrai il tempo di scoprire cos’è
che
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vuoi fare veramente e quando lo avrai scoperto, avrai il tempo e la libertà di cominciare a farlo.
FRANK: Tesoro, non è molto realistico tutto questo.
APRIL: No, Frank. È questo che non è realistico. Non è realistico per un uomo dalla mente sveglia
come la tua continuare ad applicarsi anno dopo anno ad un lavoro che non sopporta, tornare a
casa in un posto che non sopporta, da una moglie incapace come lui di sopportare le stesse
cose. E vuoi sapere la parte peggiore? La nostra intera esistenza qui è basata sulla grande
premessa che noi siamo speciali e superiori a tutto il resto… ma non lo siamo! Siamo tali e quali
agli altri! Guardaci, abbiamo accettato la stessa ridicola illusione; l’idea che uno deve ritirarsi dalla
vita e sistemarsi nel momento in cui ha dei gli. Ci stiamo punendo a vicenda per questo.
FRANK: Ascolta, noi abbiamo deciso di trasferirci qui. Nessuno mi ha costretto a prendere il
lavoro alla Nox e poi chi ha mai detto che ero destinato a diventare un pezzo importante?!APRIL:
Quando ti ho conosciuto non c’era niente al mondo che tu non potessi fare o essere…
FRANK: Quando tu mi hai conosciuto io ero un furbastro con la lingua lunga, ecco tutto…
APRIL: No non è vero! Come fai a dire questo…
FRANK: … E va bene… va bene… perciò avrò del tempo e Dio sa se è piacevole, è molto
piacevole! E tutto quello che dici avrebbe senso se avessi un preciso talento, se (fossi uno
scrittore o un artista)…
APRIL: (interrompendolo) No Frank, ascolta, ascoltami bene. È quello che sei che viene so ocato,
è quello che sei che viene negato e negato in questo genere di vita.
FRANK: Sarebbe a dire?
APRIL: Non lo sai tu? Sei la cosa più bella e preziosa che c’è al mondo… sei un uomo.
Bacio
(Continua) È la nostra occasione Frank. È la nostra unica occasione.
FRANK: D’accordo
APRIL: D’accordo?
FRANK: Perché no? Perché diavolo no?
Ridono e si baciano

PICCOLE DONNE
JO Perfetto: Meg si è sposata, Amy andrà in Europa, e ora che sei diplomato, partirai
anche tu per una lunga vacanza. Io non sono buona come Beth, sono arrabbiata e
delusa.
TEDDY Non sei obbligata a restare qui, Jo.
JO Fuggiamo e uniamoci a una nave pirata. No, ti prego, no. Teddy.
TEDDY È inutile negarlo Jo. Dobbiamo parlarne. Io ti ho amata dal primo momento in cui ti
ho vista. È più forte di me. E ogni volta che ho provato a dirtelo, tu mi hai fermato -
JO No… Teddy -
TEDDY Adesso devi ascoltarmi e darmi una risposta perché non posso più andare avanti così.
JO Teddy, ti prego. Scusami -
TEDDY Ho rinunciato al biliardo e a tutto quello che non ti piaceva, e va bene. Mi va bene.
Ho aspettato e non mi sono mai lamentato perché io… perché credevo che tu mi
amassi, Jo. Senti, so di non essere alla tua altezza e nemmeno un grande uomo -
JO No, ti sbagli. Certo che lo sei! Tu sei fin troppo giusto per me e io sono grata di
conoscerti e molto fiera di te. È solo… non so perché ma non riesco ad amarti come
vorresti tu. Non so perché.
TEDDY Non ci riesci?
JO No… non ci riesco. Non riesco a cambiare i miei sentimenti e mentirei se ti dicessi il
contrario. Teddy, mi dispiace tanto. Mi dispiace tanto ma non posso farci niente.
TEDDY Io non posso amare nessun’altra, Jo. Io amo te solo.
JO Sarebbe un disastro se ci sposassimo. Non saremmo felici.
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TEDDY Non sarebbe un disastro. No, sarei un marito perfetto. Perché se lo aspettano tutti?
Perché la tua famiglia e mio nonno se l'aspettano? Perché dici così? Di di sì e ti
prometto che saremo felici.
JO Non sarei sincera se te lo dicessi. E per questo non te lo dirò. Un giorno ti renderai
conto che avevo ragione e mi ringrazierai.
TEDDY Preferisco impiccarmi che accettare ciò che dici, Jo.
JO Teddy - (TEDDY Meglio morire -
JO Teddy non dire così. Teddy, ascolta: tu un giorno troverai una donna incantevole e
bellissima che ti amerà e ti adorerà. Sarà perfetta per la tua casa perfetta. Io non lo
sarei -
TEDDY Si che lo saresti! Io ti amo. Io ti amo, Jo.
JO Io? Guardami. Sono sciatta, trascurata e sgraziata e alla fine ti vergogneresti di me. E
litigheremmo, come stiamo già facendo adesso. Io odierei l’alta società e tu i miei
scarabocchi e saremmo infelici e vorremmo tornare indietro. Sarebbe orrendo.

TEDDY Altro?
JO No, non c’è altro.
TEDDY D’accordo.
JO Tranne che… Teddy io non penso che vorrò mai sposarmi. Io sono contenta così,
tengo troppo alla mia libertà per poterla mettere da parte.
TEDDY Su questo ti sbagli, Jo.
JO No.
TEDDY Secondo me ti sposerai e troverai altri amori e li vivrai con tutta l’anima perché lo
so, è così che sei fatta. E io resterò lì a guardare.

FRIENDS
Appartamento di Rachel e Monica

ROSS Rachel, per favore parlami, ti prego.

RACHEL Parlare con te? Io non riesco neanche a guardarti adesso


ROSS Rachel...

RACHEL Zitto, tu devi solo starmi lontano.

ROSS Senti ho commesso un errore, ho commesso un errore, è vero.

RACHEL Un errore? E dove stavi cercando di metterlo? Nella sua borsa?

ROSS(Sta origliando di nascosto assieme a Monica, Joey e Chandler) E dove, dove l’ha
messo?

RACHEL Ross, tu hai fatto sesso con un’altra donna! Io voglio che tu sparisca, fuori di qui!

ROSS No.

RACHEL Fuori!
ROSS
No, io non mi muovo, voglio parlare con te.

RACHEL D'accordo, va bene... com’è stata? Ma eh, che cosa? È stata brava?
ROSS Emh...

RACHEL Forza, hai detto che ne volevi parlare, parliamone, com'è stata?

ROSS
Emh, è stata... è stata...

RACHEL era... diversa. Brava diversa?


ROSS
È stato un cambiamento, io...Smettila!

Rachel incomincia a picchiare Ross con un giornale

ROSS Hai, hai ragione, ma calmati. (Ross toglie il giornale a Rachel) Mi dispiace, ti giuro, mi
dispiace. Io sono disgustato da me stesso, questa mattina ero così sconvolto, poi ho sentito il
tuo messaggio ed ero così felice, l’unica cosa che

RACHEL

ROSS

RACHEL

volevo era che se ne andasse dal mio appartamento il più presto possibile...

(calmare)
Oh wuo oh, aspetta un momento, (fermare) a che ora se ne è andata la tua

amichetta? (interrogare)
Emh... (impaurirsi)
Oh mio Dio era lì, lei era lì mente io ero lì! (realizzare)

Ross le ridà il giornale e Rachel comincia a picchiarlo

ROSS Ascolta, ascolta, quello che importa è che lei non è signi cata niente per me.

(chiarire)

RACHEL È riuscita comunque a rovinare la nostra relazione. (dichiarare)

ROSS Io pensavo che non ci fosse una relazione da rovinare, credevo che ci fossimo lasciati.
(difendersi)

RACHEL Ci eravamo presi una pausa! (svegliare)


ROSS Che per quanto ne sapevo poteva durare per sempre e questo per me

signi cava rottura. (svelare)


fi
fi
RACHEL Pensi di cavartela con dei “cavilli tecnici”? (accusare)

ROSS Non sto cercando di cavarmela chiaro? Pensavo che la nostra relazione fosse morta.
(chiarire fortemente)

RACHEL Beh è devi aver sofferto come un dannato al funerale. (schernire) Dio, e doverselo
sentire dire da Gunther. (colpevolizzare)

ROSS Andiamo, pensi che volessi che te lo dicesse lui? Sono corso in ogni luogo per fare in
modo che tu non lo sapessi?! (mostrare)

RACHEL Oh che pensiero carino, penso che mi sto innamorando di nuovo di te!

(ridicolizzare)

ROSS Rachel io te lo volevo dire, era mio dovere, dovevo farlo, ma poi Chandler e Joey mi
hanno convinto di non farlo. Non capisci che questo non sarebbe mai successo se non avessi
pensato che in quello stesso momento stavi facendo sesso con Mark?

RACHEL E va bene, ma se io fossi stata a letto con Mark, saresti pronto a perdonarmi?

ROSS (Balbettando) Si lo sarei.

RACHEL Sopporteresti di sapere che Mark mi ha baciato, e che è stato nudo con me e ha fat-
to sesso con me?

ROSS (Balbettando) Sopporterei.

RACHEL E anche di sapere che i nostri caldi, sudati corpi frementi...

Ross si tappa le orecchie per non sentire

ROSS Va bene, va bene, si, io potrei essere a pezzi ma, vorrei ugualmente tornare con te per-
ché ecco... sei tu.

Stacco: Ross e Rachel sono seduti al tavolo della cucina

ROSS Cosa c’è? Rachel dimmi a cosa pensi...

RACHEL Sto pensando... che mi voglio ordinare una pizza.

ROSS Ordinerai una pizza tipo “io ti perdono”?

Rachel lo incenerisce con lo sguardo

ROSS Ehi potrei averne un po’ anche io? Perché anche io ho fame.

RACHEL (Gelida) Va bene. (Al telefono) Salve, si, vorrei ordinare una pizza grande.

ROSS Senza acciughe.

RACHEL (Al telefono) Con molte acciughe.

ROSS Fa niente, le toglierò.


RACHEL (Al telefono) Si, potreste sminuzzarle e amalgamarle bene con il sugo?

Stacco: la pizza è quasi nita

ROSS Puoi, puoi prendere l’ultimo pezzo se vuoi...

RACHEL Lo credo bene, sei andato a letto con un’altra! Pausa

ROSS Ora non mi vuoi neanche più parlare? Ascolta Rachel, io, io sono pentito, credimi,
pentito, ero fuori di testa, ero certo di averti perduto; avanti, non credi che dovevo essere
impazzito per fare una cosa simile? Io, io non so
mentire, io non sono un commediante, non sono Joey! Ma ragiona, non sono io che ho deci-
so di fare un periodo di pausa, ricordi? Tu hai mandato tutto a rotoli, sei stata tu a dire basta
appena le cose hanno incominciato ad andare un po’ storte.

RACHEL È che…

ROSS È che cosa?

RACHEL È che non doveva accadere questo, dopo quello.

ROSS E adesso eccoci qui, nuovamente in un momento critico, che cosa vuoi decidere?
Come lo vuoi risolvere? Vuoi combattere per noi due o ci mettiamo al muro? È vero, ho fatto
una cosa orribile, una stupida, stupida cosa e ora sono disperato; vorrei tornare indietro, non
voglio buttare via una cosa che sappiamo essere così dannatamente buona... Rachel, io ti
amo da morire.

Rosa bacia Rachel

RACHEL (Urlando e alzandosi dal divano.) No, non puoi, non puoi semplicemente baciami e
pensare che tutto è cancellato, non funziona in questo modo, non sistemiamo un bel niente,
è chiaro?

ROSS D’accordo, d'accordo.

RACHEL Ora te ne devi andare...

ROSS Che cosa?

RACHEL Io credo che dovresti andare via.

ROSS No, un momento, questa mattina hai detto che niente è così dif cile da non poter es-
sere affrontato insieme.

RACHEL Ma che diavolo ne sapevo.

ROSS No, senti ci deve essere un modo per affrontare questa cosa, non credi? Io non posso
immaginare la mia vita senza di te, senza, senza, queste tue braccia, e il tuo viso, e il tuo
cuore, il tuo buon cuore Rachel.

Ross e Rachel stanno piangendo

RACHEL No, non posso, sei un uomo totalmente diverso per me adesso. Ero abituata a con-
siderarti una persona che non mi avrebbe mai, mai ferito, capisci? Mai. Dio e adesso non so
fi
fi
smettere di immaginarti con lei, non posso, non importa quello che dici o quello che fai
Ross, semplicemente è cambiato tutto, per sempre.

STORIA DI UN MATRIMONIO

Nicole: Capisci perché voglio rimanere a Los Angeles?


Charlie: No.
Nicole: Non è... Charlie, non è un modo costruttivo per cominciare.
Charlie: È così, non lo capisco.
Nicole: Ricordi, mi hai promesso che avremmo potuto stare un po' qui.
Charlie: Abbiamo parlato tanto. Eravamo sposati, abbiamo parlato di trasferirci in
Europa, di prendere una... una madia, o come la chiami, una credenza per
riempire lo spazio vuoto dietro il divano. Non abbiamo fatto niente.
Nicole: Hai ri utato un posto alla Geffen che ci avrebbe fatto restare qui per un anno.
Charlie: Non era quello che volevo. Avevamo una compagnia teatrale e una vita
fantastica dove eravamo.
Nicole: Per te quella era una vita fantastica?
Charlie: Lo sai che intendo. Non dico un matrimonio fantastico, insomma, la vita a
Brooklyn. Professionalmente. Non so, non ho mai considerato niente di
diverso.
Nicole: Beh, è questo il problema, lo sai? Insomma, ero tua moglie, non hai
considerato anche la mia felicità.
Charlie: Andiamo, tu eri felice. Hai deciso adesso che non lo eri.
Nicole: Ok, ok, facciamo, facciamo... Il mio lavoro è qui adesso, la mia famiglia è qui.
Charlie: Io ho consentito a mandare Henry a scuola qui perché il pilot è diventato una
serie, l'ho fatto sapendo che sareste tornati a New York.
Nicole: Tesoro, non l'abbiamo mai detto, era una tua supposizione, non l'abbiamo mai
detto.
Charlie: Sì che l'abbiamo detto.
Nicole: Quando l'abbiamo detto?
Charlie: Non lo so quando, ma l'abbiamo detto!
Nicole: Pensavo...
Charlie: Al telefono, quella volta!
Nicole: Tesoro, lasciami nire! Scusa, continuo a dirlo. Io pensavo che se Henry era
felice qui e la mia serie continuava, saremmo rimasti a Los Angeles per un po'.
Charlie: Non ero a conoscenza di questo processo [Link]: Non vivevamo qui sol-
tanto perché non sai immaginare desideri diversi dai
tuoi! A meno che non si vengano imposti!
Charlie: Ok, vorresti non avermi sposato, avresti voluto una vita diversa, ma è andata
così.
fi
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