Modulo1 Computer Essentials
Modulo1 Computer Essentials
Introduzione
Scopi del modulo
Il presente modulo definisce le competenze fondamentali ed i concetti principali relativi alle tecnologie dell'informazione,
computer, periferiche e software indicando le modalità per utilizzare il computer in modo efficiente.
Gli argomenti sviluppati sono:
• concetti fondamentali relativi all’ICT (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), ai computer, ai dispositivi
elettronici e al software;
• le principali impostazioni del sistema operativo Windows;
• concetti fondamentali relativi ai supporti di memoria;
• uso di software di compressione e di estrazione di file di grandi dimensioni;
• concetti relativi alle reti e alle possibilità di connessione: collegarsi a una rete;
• importanza di effettuare copie di backup dei dati e di proteggere i dati e i dispositivi elettronici da malware;
• importanza del “green computing”, dell’accessibilità e della salvaguardia della salute degli utenti.
ICT
Capitolo 1
Information Communication Tecnology
Tecnologie della Comunicazione e dell’Informazione
L'introduzione del computer nel mondo del lavoro e dello studio ha provocato cambiamenti radicali nel modo di lavorare e
di porsi nella società. Scopo di questa sezione è comprendere come è cambiata e come cambierà la nostra società basata
sulla informazione e come affrontare correttamente il lavoro con una macchina complessa come il computer.
Con il termine Tecnologie della Comunicazione e dell’Informazione (ICT) si intende lo studio dei metodi per memorizzare
ed elaborare le informazioni del punto di vista informatico e l’applicazione nella vita quotidiana. Quindi ICT investe un
campo ampissimo: dalla programmazione dei computer, alla loro costruzione, ma anche l’uso dell’informatica nella
pubblica amministrazione, nel lavoro, istruzione (si parla di CBT, Computer Based Training), ecc.
Tipi di servizi e di utilizzi dell’ICT
Dove sono utilizzate le Tecnologie della Comunicazione e dell’Informazione nella vita quotidiana?
La risposta è semplice. Praticamente dappertutto.
In ogni settore della quotidianità l’uso del computer può risultare utile. In particolare con la diffusione di internet il
computer sta entrando sempre più capillarmente nelle nostre abitudini.
Per quanto riguarda i servizi internet, oltre alla classica navigazione nel web alla ricerca di informazioni, possiamo indicare
un settore che è stato profondamente modificato come la vendita di beni, con l’avvento del commercio elettronico o e-
commerce.
Per realizzare l’e-commerce una azienda crea un proprio sito internet che diventa un vero e proprio negozio elettronico, virtuale:
quindi un sito dove la merce viene esposta con immagini, video, testi descrittivi e link. Chi visita il sito può selezionare i prodotti
che gli interessano con un clic del mouse e depositarli in un carrello della spesa virtuale, effettuare quindi acquisti on line. Il
pagamento avviene tramite carta di credito, carta prepagata, bonifico bancario, a volte alla consegna. Il recapito della merce è
gestito da corrieri postali di fiducia.
Inoltre, l’e-commerce è definibile un’attività commerciale a tutti gli effetti, in quanto, include anche i rapporti con i fornitori per
gli acquisti, la logistica, il packaging e il customer care.
Possiamo individuare diversi tipi di e-commerce, ma, essendo questo un mondo immenso, non ancora totalmente esplorato e
soprattutto molto complesso, è classificabile in modi diversi.
È necessario procedere attraverso due modi: secondo il profilo commerciale, in base al mercato di riferimento e secondo il
modello di business
Di conseguenza, abbiamo tipi di e-commerce che si sviluppano in base al mercato di riferimento e al target a cui l’azienda si
rivolge, in cui è possibile individuare quattro categorie principali:
• B2B (Business-to-Business): si riferisce agli scambi elettronici di prodotti o servizi tra un’azienda e un’altra.
• B2C (Business-to-Consumer): è la cosiddetta parte ‘’commerciale’’ dell’eCommerce, in cui le aziende vendono prodotti o
servizi direttamente ai consumatori;
• C2C (Consumer-to-Consumer): è una tipologia di commercio elettronico in cui i consumatori scambiano online beni o servizi.
Insieme a loro, è presente una terza parte, che di solito, offre una piattaforma su cui è possibile eseguire le transazioni;
• C2B (Consumer-to-Business): l’opposto del più tradizionale B2C. È una tipologia di e-commerce, molto meno diffusa, in cui i
consumatori mettono a disposizione i propri beni e servizi online con il fine di permettere alle aziende di fare offerte e di
acquistare
Poi, esistono anche tipi di e-commerce in base al modello di business dell’azienda che si basa sulla tipologia di scambio tra
acquirente e venditore.
I più importanti, quindi, sono:
• Negozio online: è principalmente il più diffuso tipo di e-commerce e si può definire come la versione digitale del negozio
fisico;
• Marketplace: è un sistema che mette insieme più negozi online, permettendo a diversi venditori di proporre prodotti e servizi
a potenziali clienti. Amazon, e il marketplace di Facebook possono essere degli esempi;
• Dropshipping: è un metodo in cui, per il cliente non ci sono differenze a livello di modalità di acquisto, rispetto ad un normale
negozio online, ma quello che cambia è che i prodotti non vengono inviati direttamente dal venditore, ma da soggetti terzi.
Un esempio potrebbe essere Aliexpress;
• Aste online: sono dei portali su cui gli acquisti avvengono attraverso un’asta. È il caso di Ebay;
• Abbonamento o acquisto ricorrente: esistono alcuni siti di e-commerce, dove è possibile sottoscrivere un abbonamento per
acquistare in modo ricorrente un prodotto. Un esempio è Shopify.
Dopo aver introdotto il concetto di commercio elettronico, a partire da una sua definizione e conseguentemente individuato i
diversi tipi, si può procedere nel definire quelli che sono i vantaggi e gli svantaggi dell’utilizzo di questo mezzo da parte,
soprattutto dei clienti.
I vantaggi sostanziali sono:
• Negozio aperto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7: questo è uno dei vantaggi più importanti dell’e-commerce ed è questo
l’elemento che spinge maggiormente i clienti ad acquistare online, perché in questo caso è possibile accedere al negozio in
qualsiasi momento del giorno e della notte, permettendo al consumatore di organizzare al meglio il tempo dedicato allo
shopping;
• Possibilità di comparare i prezzi per scegliere il più conveniente: prima di acquistare online è possibile visitare diversi siti che
vendono lo stesso prodotto ad un prezzo migliore;
• Risparmio di tempo: di solito recarsi fisicamente in negozio richiede molto tempo ed esiste il rischio che il cliente non trovi il
prodotto che cerca, ma grazie all’acquisto online vengono eliminate tutte queste problematiche;
• Grande varietà di scelta, anche di prodotti di nicchia: l’internet è pieno di negozi virtuali che offrono la possibilità al cliente di
trovare esattamente cosa desidera. È anche il caso di beni difficili o quasi impossibili da trovare;
• Evitare la folla: il negozio virtuale elimina i due aspetti più problematici per quanto riguarda l’acquisto presso un negozio
fisico, cioè la folla e la coda alle casse. Per quanto riguarda il problema della coda alle casse, è stato in parte risolto anche nei
negozi fisici, attraverso l’utilizzo di casse automatiche, che permettono al cliente di pagare in autonomia.
Nonostante il commercio elettronico, sia un ambito molto sviluppato esso presenta, oltre che, ovviamente dei vantaggi, anche
degli svantaggi tra cui:
• Impossibilità di vedere e provare fisicamente l’oggetto che si desidera acquistare;
• Tempi di consegna troppo lunghi: può succedere che i corrieri incaricati alla consegna dei prodotti acquistati online ci
impieghino molto tempo a recapitare l’oggetto. Questo problema può spingere il cliente ad acquistare da un negozio fisico;
• Necessità di comprare un prodotto molto prezioso: i prodotti che sono più preziosi, come ad esempio un’auto, solitamente
non vengono acquistati online, in quanto si preferisce l’acquisto all’interno del negozio fisico;
• Difficoltà del processo di restituzione della merce che non ci soddisfa;
• Mancanza di fiducia nei sistemi di sicurezza delle transazioni su internet: alcuni consumatori non hanno fiducia nei sistemi di
sicurezza delle transazioni associati al commercio elettronico, in quanto hanno timore di subire furti a causa delle molteplici
truffe presenti in rete. Questo problema si può risolvere utilizzando un software che consenta di codificare i dati trasmessi
facendo gestire gli aspetti finanziari delle transazioni a delle imprese specializzate e affidabili;
Infine, un problema importante dell’eCommerce non è legato ai clienti, ma al fatto che questo mezzo dà vita a forti disparità tra
diversi paesi e aree geografiche.
L’e-commerce è, quindi, molto più diffuso e avanzato negli Stati Uniti d’America e in alcuni paesi dell’Europa settentrionale;
assume importanza marginale nelle zone più povere del mondo e si sta affermando nei paesi in via di sviluppo.
Un altro servizio internet è l’e-banking, l'opportunità offerta a tutti gli utenti bancari di effettuare operazioni di visualizzazione
dati bancari (informative) e di transazione (acquisto/vendita) monetarie attraverso la connessione internet. Home banking,
internet banking, web banking, e-banking, banca on line sono tutti sinonimi della stessa attività.
In pratica è la filiale virtuale della propria banca aperta 24 ore su 24. Con l’internet banking si ha la possibilità di effettuare le
principali operazioni bancarie comodamente da casa propria, dall’ufficio o in viaggio. Se ne fa sempre più largo uso perché è
facile da gestire, si ha la banca sempre a disposizione nella massima sicurezza e si risparmia tempo evitando di recarsi fisicamente
allo sportello.
L’introduzione di questo sistema, oltre ad interessare le banche già esistenti, ha recentemente permesso la nascita di banche
totalmente on-line. Queste banche in pratica non hanno degli sportelli dislocati sul territorio nazionale o ne hanno pochissimi:
quindi gestiscono i fondi on line. Tali istituti praticano condizioni d’interesse spesso migliori rispetto a quelle praticate sui conti
correnti delle banche “tradizionali” in quanto hanno meno costi lavorativi e delle infrastrutture necessarie all’attività bancaria.
Lo svantaggio risiede nei rischi di violazione del proprio conto corrente se qualcuno riesce a carpire i codici di accesso personali al
servizio.
Ricordiamo anche l’e-government, l'informatizzazione della pubblica amministrazione: quindi uffici e sportelli di ministeri e di
enti pubblici raggiungibili direttamente da casa attraverso un computer collegato ad internet. Lo scopo è quello di ottimizzare il
lavoro degli enti e di offrire agli utenti (cittadini ed imprese) sia servizi più rapidi, che nuovi servizi, attraverso, ad esempio, i siti
web delle amministrazioni interessate.
Con l’e-learning, elettronic learning, in italiano formazione elettronica, si ha una metodologia didattica che offre la possibilità di
erogare contenuti formativi elettronicamente attraverso internet.
Non si possono dimenticare servizi internet come la posta elettronica (e-mail), la messaggistica istantanea (IM), blog e la chat.
Le tecnologie ICT sono state ampiamente utilizzate nel settore della telefonia mobile. Con il telefono cellulare, grazie alle
tecnologie della comunicazione, è possibile la comunicazione vocale, la comunicazione scritta tramite gli SMS (dall'inglese Short
Message Service) e gli MMS dall'inglese Multimedia Message.
L’evoluzione del telefono cellulare, lo Smartphone, ha moltiplicato le funzioni possibili. Ad esempio la navigazione in internet e lo
scambio di dati.
Un altro settore profondamente modificato dall’ICT è quello delle applicazioni di produttività di ufficio: i programmi di
produttività permettono di svolgere in modo più efficace, attraverso computer e altri dispositivi come tablet e smartphone,
diversi compiti come scrivere, calcolare, disegnare, ecc. Quindi programmi come elaboratori di testi, fogli di calcolo,
presentazioni, ecc. Altre tipologie sono:
• EDP (Electronic Data Processing): software che si occupa della gestione magazzino, contabilità, paghe etc.
• EIS (Executive information system): software in grado di fornire quadri sintetici sulla situazione aziendale.
• MIS (management information system): software che permette simulazioni di tipo statistico per una valutazione in proiezione
dell’andamento dell’azienda
• DBMS (Data Base Management System): software che si occupa del trattamento elettronico dei dati aziendali.
Domande
1. Quali di queste non è una applicazione dell’informatica in ambito sociale
a. Calcolo dell’ISAEE
b. Analisi statistica di un intervento pubblico
c. Visita domiciliare ad utenti di un servizio
d. Gestione dei contributi
2. Cosa si intende con il termine CBT?
a. Insegnamento tramite la rete internet
b. Corsi d’aula sull’uso del computer
c. Competenze di base sulle telecomunicazioni
d. Calcolo di un bilancio trasposto
3. Cosa non posso fare con l’Home Banking
a. Posso prelevare denaro contante
b. Posso effettuare bonifici
c. Posso effettuare compravendita di titoli
d. Posso consultare il conto corrente
4. Cosa non posso fare con il commercio elettronico
a. Confrontare vari prodotti
b. Parlare fisicamente con un addetto alle vendite
c. Fare acquisti in un qualsiasi momento
d. Scegliere più prodotti
5. Quali delle seguenti non è una applicazione di e-governement
a. Anagrafe comunale on line
b. Dichiarazione dei redditi on line
c. Informazioni al pubblico on line
d. Compravendita titoli on line
Tipi di computer e altri dispositivi digitali
Capitolo 2
I principali dispositivi hardware
Hardware e software
Un sistema informatico è l’insieme di molte parti che cooperano per memorizzare e manipolare l’informazione. Studiare
l’architettura di un sistema informatico significa individuarne le varie parti, comprenderne il principio generale di funzionamento
ed intuire come le singole parti interagiscono fra di loro.
Una prima, iniziale suddivisione di un sistema informatico viene fatta distinguendo due componenti separate ma mutuamente
dipendenti: l’hardware e il software.
Con il termine Hardware si intende la parte fisica del computer, tutto quello che si può toccare.
HARD = RIGIDO, DURO
WARE = MATERIALE
Quindi monitor, tastiera, masterizzatore DVD, hard disk, mouse, stampante ecc., è tutto hardware.
Questo, appunto, per distinguere dall’altro gruppo di componenti di un calcolatore, senza il quale non potrebbe funzionare, che è
il software, cioè i dati e i programmi, le istruzioni che permetto al pc di eseguire i compiti.
Tipologia di elaboratori
Con il termine computer si indicano apparecchiature informatiche basate su un medesimo modello teorico, ma con
caratteristiche ed utilizzi molto diversi. Vengono quindi definite alcune categorie, dai confini non sempre ben definiti, in cui
trovano posto i vari computer, dai più semplici ai più complessi.
Se si vuole rappresentare un elenco ordinato per dimensioni e potenza di calcolo dei vari tipi di calcolatori, si può considerare:
1. supercomputer
2. mainframe
3. minicomputer
4. workstation
5. personal computer o PC: qui ci sono molte sottocategorie.
Prima di trattare ogni singola categoria, vogliamo precisare che il confine tra una è l’altra è molto labile: con la velocità
dell’evoluzione tecnologica, quello che oggi classifichiamo come workstation tra sei mesi sarà superato in termini di velocità di
elaborazione e quindi sarà considerato un personal computer.
Supercomputer
Sono dei computer molto potenti che sfruttano le tecnologie più moderne e costose (ad esempio la superconduttività alle basse
temperature, utilizzo di processori in parallelo) per poter elaborare con altissime velocità.
Sono utilizzati in ambito aerospaziale, per calcolare le rotte dei satelliti, in campo militare, aeronautico, ecc.
Quindi sono dei calcolatori specializzati a svolgere determinate operazioni con altissime velocità. In generale non sono quindi
progettati per un utilizzo generale, come un personal computer che serve per scrivere, calcolare, giocare, ecc., ma per svolgere
poche cose in modo velocissimo.
Mainframe
È un sistema di grandi dimensioni, utilizzato spesso nelle reti di computer, che gestisce diverse centinaia di computer mettendo a
disposizione le sue enormi memorie di massa e i suoi molti processori.
A volte i computer collegati ad un mainframe non posseggono unità di memoria proprie o processori propri: per questo motivo
sono chiamati terminali stupidi. Questa tipologia sta comunque scomparendo.
I mainframe sono diffusi, negli ospedali, nelle grandi aziende che devono mantenere notevoli quantità di dati in una unica sede ai
quali devono accedere tutte le filiali periferiche.
Minicomputer
Quando si tratta di decine di calcolatori che accedono al sistema informatico si parla di minicomputer: è lo stesso concetto dei
mainframe in scala ridotta.
Si trovano in realtà aziendali di piccole, medie dimensioni: anche in questo caso decine di terminali stupidi accedono alle risorse
messe a diposizione.
In realtà, questo tipo di sistemi va scomparendo, o meglio si sta trasformando in server, una macchina, cioè, a cui gli utenti si
collegano non tramite terminali, ma attraverso personal computer dotati di scheda di comunicazione. Rivedremo questi concetti
quando si parlerà di reti di computer.
Workstation
La definizione di workstation è quella di un personal computer che ha capacità di elaborazione, memorizzazione, grafiche e
costo superiori a quelle di un personal computer standard.
La definizione rende già l’idea di quanto sia difficile distinguere un PC di fascia alta da una workstation.
Diciamo che la struttura di una workstation appare potenziata: il monitor risulta essere di notevoli dimensioni per visualizzare
anche immagini ad alta definizione, mentre uno o più processori consentono di trattare una grosse mole di dati (di solito di
natura grafica).
Personal Computer
Il personal computer (PC) è ormai conosciuto da tutti. È un piccolo sistema indipendente in termini di risorse e dedicato ad un
unico utente. Con un PC si può scrivere, navigare in internet, giocare, ecc. ma c’è sempre un solo utilizzatore.
Le tipologie dei PC sono diverse e sempre in evoluzione. Per adesso si può distinguere in: PC: Computer Fissi o Desktop
È il personal computer da scrivania, non facilmente trasportabile da un luogo ad un altro, ma destinato a restare dove è lasciato,
collegato alla corrente elettrica ed alla linea telefonica per la navigazione in internet.
Normalmente è formato da un contenitore metallico, detto case o cabinet, che contiene le componenti elettroniche che
costituiscono il vero e proprio calcolatore, come il processore, le memorie, ecc.; poi è presente un monitor, un mouse e una
tastiera.
A seconda della forma del case, ci sono diversi formati:
1. Tower: il case è disposto come un parallelepipedo verticale, come una torre. È una soluzione che permette una
facile aggiunta di componenti, quindi il computer risulta facilmente espandibile. Viceversa risulta di notevole
ingombro. Non è facilmente soggetto a surriscaldamento, dato che ha una sola faccia a contatto con la superficie
d’appoggio, quindi permette facilmente la dispersione del calore prodotto. È una soluzione usata per computer potenti che
sono soggetti ad espansione ed aggiornamenti.
2. MiniTower: come aspetto sono simili ai precedenti, sono più larghi e più bassi. Come in precedenza sono
difficilmente soggetti a surriscaldamento. Hanno un ingombro inferiore ma risultano meno facilmente espandibili.
Sono i più diffusi nell’uso domestico.
3. Desktop: è la soluzione che ha meno ingombro. Il case è appoggiato in orizzontale e il monitor è posto sopra.
Il difetto è la maggior facilità di surriscaldamento.
4. Compatti: è la soluzione con il case integrato nel monitor, tutto in un blocco. Le possibilità di espansione sono molto
ridotte.
Portatili
Un computer portatile, o laptop o notebook, come dice il termine, è un sistema trasportabile, di dimensioni ridotte, a forma di
libro con monitor piatto da una parte e tastiera dall’altra.
Hanno una batteria ricaricabile (di solito al litio) che ne permette l’uso anche in assenza di corrente. I componenti sono
miniaturizzati ed ottimizzati per permette il maggior risparmio di energia possibile.
Esistono delle categorie particolari di notebook.
1. Network computer: è il computer utilizzato dai rappresentanti di prodotti alimentari o farmaceutici per effettuare gli
ordinativi o per illustrare al cliente le loro proposte. Si possono collegare immediatamente alla rete per sfruttare le risorse di
quest’ultima, in particolare per collegarsi all’unità centrale dell’azienda. Non possiedono una propria memoria interna. Tutti
i salvataggi sono effettuati via rete. I vantaggi che presentano sono il basso costo.
2. Netbook: è un particolare tipo di notebook che ha nelle dimensioni ridotte e nella leggerezza le sue caratteristiche
principali: ha un monitor al massimo di 10-11 pollici e un peso inferiore al chilogrammo. Nonostante ciò la tastiera, seppur
compatta, permette una scrittura agevole. Ha chiaramente delle potenzialità (e anche prezzi) inferiori rispetto ad un
notebook: non possiede il lettore/masterizzatore DVD, la scheda grafica non è di ultima generazione, ecc. Ma il computer
deve servire per collegarsi in internet, chattare, video chiamarsi. Infatti ha una webcam integrata, sopra il monitor.
Tablet PC
Il Tablet PC è un computer portatile, generalmente di piccole dimensioni (lo schermo più diffusa è di 10-12 pollici) e potenzialità
inferiori a un notebook, che può essere utilizzato con le dita, essendo dotato di schermo sensibile al tocco (touchscreen). Hanno
un sistema operativo simile a quello dei pc come iOs e Android.
Possono essere utilizzati attraverso una speciale penna, cosa che lo accomuna anche ai computer palmari.
Altri dispositivi portatili
Telefoni cellulari
Il telefono cellulare è ormai di uso così comune che ha poco senso darne una definizione. Il telefono cellulare, chiamato anche
semplicemente cellulare o telefonino, è un apparecchio radio trasmittente e ricevente per la comunicazione in radiotelefonia,
collegato ad una rete telefonica. Il telefono cellulare consente di avere sempre disponibile un collegamento telefonico se si trova
nella rete di copertura del suo operatore.
Smartphone
È un telefono di terza generazione che, oltre a offrire tutte le funzionalità di telefonia più all'avanguardia, racchiude in sé le
molteplici funzioni e applicazioni caratteristiche di un computer palmare, gestite da un sistema operativo, come ad esempio
Microsoft Windows Mobile.
Lo SmartPhone permette di inviare o ricevere messaggi immediati (SMS e MMS) ed e-mail, ascoltare file mp3, guardare filmati,
navigare in Internet, giocare, gestire l’agenda, sincronizzare i dati del telefono con quelli del proprio PC e molto altro.
All’occorrenza può diventare anche un comodo navigatore GPS. Inoltre si possono aggiungere altri programmi, altre applicazioni
aumentandone le potenzialità.
Lettori multimediali
Sono dispositivi elettronici pensati appositamente per riproduzione audio, nei modelli più evoluti anche la registrazione, e la
visione di video, in vari formati. Possiedono una elevata memoria di tipo magnetico o flash. Possono avere funzioni di
apparecchio radio, supporto alle reti Wi-Fi, ricevitore GPS integrato, ecc.
Fotocamera digitale
È una fotocamera che, al posto della tradizionale pellicola fotografica, ha dei sensori che trasformano la luce che li colpiscono in
segnali elettrici memorizzati su appositi supporti come le schede SSD.
1. Un server è:
Domande
a. Un computer che ospita programmi e dati condivisi dalle postazioni collegate alla rete
b. Un computer che utilizza i programmi e dati condivisi dalle postazioni collegate alla rete
c. Il computer che ha le migliori prestazioni tra le postazioni collegate alla rete
d. Un computer privo di memoria e di unità elaborativi
2. Che differenza c'è tra hardware e software:
a. L'hardware si riferisce al computer come macchina, il software si riferisce ai programmi
b. Designano rispettivamente computer difficili e facili da usare
c. Hardware è il corpo principale del computer, software sono i dischetti
d. Il primo è l'elaboratore centrale di una rete, il secondo identifica gli altri computer
3. Un mainframe è:
a. Il modulo principale di un programma
b. Un sistema di elaborazione multiutente
c. Una parte di una finestra Windows
d. Uno dei componenti della CPU
4. Un minicomputer è:
a. Un elaboratore con una notevole potenza di calcolo
b. Un elaboratore portatile
c. Un elaboratore senza periferiche
d. Un PC senza memoria di massa
5. Quali delle seguenti è una caratteristica di un computer di tipo desktop
a. Trasportabilità
b. Estrema velocità
c. Dimensioni ridotte
d. Facilità per aggiungere componenti
Il modello di Von Neumann
Capitolo 3
Di solito quando si parla di personal computer si considerano tutti i componenti con cui interagiamo quando lavoriamo con un
PC: la tastiera, il mouse, la stampante, il monitor, e il case.
In realtà tastiera, mouse, monitor, stampante, scanner, webcam, ecc. non sono il computer: il computer è soltanto il case, o
meglio l’insieme delle componenti elettroniche presenti all’interno del case.
Tutto il resto sono, come vedremo, delle periferiche collegate al computer che aggiungono funzionalità.
Chiarito questo concetto, vediamo cosa c’è all’interno del case.
Per descrivere un computer di solito si utilizza una schematizzazione a blocchi; in tale ottica l’elaboratore può essere visto, in
modo grossolano, come l’unione di quattro moduli interconnessi e cooperanti, ognuno con il suo specifico compito.
In realtà questa è una astrazione teorica. Se si apre il case si trova un intreccio di cavi, componenti, schede, circuiti, ecc. Non c’è
una separazione netta in quattro parti.
Ma questo schema teorico è utile per spiegare il funzionamento del calcolatore. Si può fare un paragone con la descrizione di una
automobile. Si dice: “Beh, c’è il motore, la carrozzeria, i comandi con cui interagisce il guidatore come il volante, il cambio, ecc.”.
In realtà questa è una suddivisione teorica: quando finisce il volante e comincia la parte di motore? Non c’è un taglio netto tra
una parte e l’altra.
Lo stesso vale per il computer. Nel calcolatore si posso distinguere quattro moduli
1. il processore o CPU (cuore del sistema)
2. la memoria di massa (per lo stoccaggio dell’informazione)
3. la memoria centrale
4. le periferiche d’ingresso (per caricare i dati) e le periferiche d’uscita (per fornire i risultati) interagenti e cooperanti, che
colloquiano tramite linee dedicate dette bus.
Prende il nome di modello di Von Neumann, dal nome del suo ideatore.
In realtà all’interno del case si trova qualcosa del genere.
La piastra base sulla quale tutti i componenti sono saldati è chiamata Scheda Madre o Motherboard.
Il processore o CPU (Central Process Unit, Unità Centrale di Processo) è il cuore del computer. Infatti nello schema di Von
Neumann è posizionato al centro.
Il processore controlla e gestisce tutte le operazioni del calcolatore: è il processore che recepisce il segnale che arriva ogni volta
che si preme un tasto della tastiera, lo elabora e visualizza il carattere corrispondente sul foglio di Word. È il processore che si
accorge che è stato fatto un doppio clic su una cartella e fa in modo che il contenuto sia visualizzato. È il processore che
recepisce il comando di spegnimento del computer e si occupa della chiusura dei programmi aperti.
Se si toglie il processore dalla scheda madre e si prova ad far partire il computer non accade nulla: al massimo si accendono i led
dell’alimentazione.
È come se si togliesse il motore da un’automobile.
La memoria, come si intuiva nello schema di Von Neumann, in realtà è divisa in due tipologie:
1. memoria interna: è quella residente fisicamente sulla scheda madre;
2. memoria esterna: è quella che non è sulla scheda madre ma è connessa attraverso appositi cavi e connettori.
Porte di input/output
Anche le unità di input/output, i dispositivi che permettono l’introduzione di dati e la visualizzazione dei risultati (tastiera,
mouse, monitor, stampanti, ecc.), sono esterne alla Matherboard, collegate attraverso opportuni connettori, chiamate porte di
connessione o di input/output. In linea generale, ogni porta ha le caratteristiche adatte alla periferica che deve essere collegata.
In realtà le case costruttrici cercano di uniformare i dispositivi in modo da non aver bisogno di una miriade di porte diverse:
1. porta seriale: è una delle porte “storiche” del computer. La caratteristica è che permette l’accesso di un singolo segnale
alla volta. Quindi è una porta di input/output per l'invio di informazioni alla velocità di un bit alla volta e veniva usata per
collegare mouse o tastiera (in figura si vedono la PS1 e PS2 di colore verde e viola). Adesso è stata rimpiazzata dalla porta
parallela;
2. porta parallela: molto più veloce, dato che i dati viaggiano in parallelo, cioè tutti assieme come le auto in diverse corsie.
La parallela viene usata per stampanti, scanner e altre apparecchiature più complesse. Ma anche queste porte sono state a
loro volta sostituite dalla porta USB;
3. porta USB: il significato dell’acronimo, Universal Serial Bus, ne chiarisce le caratteristiche. È una porta molto veloce che
permette di collegare (quasi) tutti i dispositivi periferici: è una porta universale. Si possono collegare in cascata più
periferiche senza dover spegnere il PC;
4. porta VGA: utilizzata per i monitor analogici;
5. porta di rete: è la porta Ethernet per collegare il computer alla rete. La sua forma è simile a quella a cui si connette lo
spinottino del telefono, quello trasparente, solo che è leggermente più grande, con due led uno giallo e uno verde;
6. porta Firewire: creata dalla Apple, molto simile all'USB, è una porta di nuova generazione che permette il trasferimento di
grandi quantità di dati in modo molto veloce. Adatta al collegamento di macchine fotografiche digitali e videocamere;
7. porte DVI e HDMI: permettono di collegare un monitor digitale o una TV digitale.
Nello schema di Von Neumann era indicato che tutti i componenti illustrati interagiscono tra di loro attraverso il bus. Dov’è il bus
nella scheda madre?
Si deve girare la Motherboard dall’altra parte. Le linee di collegamento sono, di solito, nel retro.
Il bus di sistema è quindi costituito da una serie di connessioni elementari lungo le quali viene trasferita l’informazione, che
collegano il processore alla memoria o all’interfaccia di una specifica periferica.
A seconda del tipo di informazione trasportata ci sono 3 tipi di bus: un bus dati, un bus indirizzi e un bus controlli.
Domande
1. Un bus è:
a. Un componente della CPU.
b. Un dispositivo usato solo nelle reti.
c. Il canale trasmissivo con cui colloquiano le componenti di un elaboratore.
d. Una periferica d'uscita.
2. Fanno parte dell’hardware:
a. Il sistema operativo ed i programmi applicativi
b. Il processore e la memoria centrale
c. Il sistema operativo e le periferiche
d. Il file system e la memoria secondaria
3. Gli elementi base dell'architettura di Von Neumann sono:
a. Periferiche d'ingresso, periferiche d'uscita e interfacce.
b. CPU, memoria, bus e periferiche.
c. Unità di controllo e ALU.
d. Memoria interna, memoria esterna e memoria cache.
4. Quando sono utilizzati i programmi si trovano
a. Nella RAM
b. Nella ROM
c. In tutte le memorie
d. Nella CPU
5. Cosa significa la sigla USB?
a. Universal Serial Bus
b. Unit Service Bit
c. Universal Service Bit
d. Tutte le affermazioni sono errate
Capitolo 4
Il processore
La CPU, il “cervello” del calcolatore
Fattori che influenzano le prestazioni di un computer
Nel capitolo precedente abbiamo visto le componenti fondamentali di un computer secondo il modello di Von Neumann.
In linea di massima, se migliorano le prestazioni di queste componenti migliorano le performance del computer nel suo
complesso. Quindi se il processore riesce a svolgere le operazioni in modo più rapido, se la memoria è più capiente con maggior
spazio disponibile per i dati ed i programmi in esecuzione, tutto il computer opererà in modo più veloce.
Chiaramente la velocità dipende anche da quanti programmi, da quante applicazioni, sono contemporaneamente in esecuzione.
Se il processore deve stare attento all’antivirus, alla stampa, al programma di videoscrittura e alla spedizione delle mail nella
stessa sessione di lavoro, chiaramente lavora in modo più lento rispetto a quando è in esecuzione un solo processo. È come
quando noi dobbiamo svolgere quattro lavori contemporaneamente: il nostro livello di velocità ed efficienza diminuisce.
Ci sono poi anche altri fattori che possono influenzare le prestazioni di un computer.
In questi anni, soprattutto per la sempre crescente diffusione di prodotti multimediali, un altro componente del computer ha
assunto importanza nella valutazione delle prestazioni: la scheda grafica, o scheda video.
La scheda video è il componente che genera il segnale video del monitor. In pratica è quello che crea le immagini sullo schermo.
Per la crescente qualità, e quindi complessità, di immagini, animazioni e video, la scheda grafica è diventata sempre più
fondamentale, fino ad essere un vero e proprio sotto computer.
Infatti, oggi ha un proprio processore, detto GPU (Graphic Processor Unit), e una propria memoria.
Nei computer economici la scheda video è incorporata nella scheda madre. Le schede video più professionali sono separate e
collegate attraverso le porte PCI.
Il processore
Il processore, o CPU (Central Process Unit), è il cuore, il cervello, il centro operativo del computer.
Senza il processore il computer non riesce a fare nulla, è come un uomo senza il cervello.
Il processore interpreta ed elabora tutte le informazioni in entrata e fa eseguire tutte le relative operazioni.
Le sue dimensioni sono minime, pochi centimetri quadrati, ma racchiudono la tecnologia informatica più evoluta.
È la struttura fisica che consente l’esecuzione delle singole istruzioni. La CPU è la parte che più di ogni altra caratterizza il
calcolatore contribuendo a definirne le prestazioni. Le operazioni fondamentali di una CPU sono:
1. Operazioni aritmetico/logiche.
2. Spostamento dei dati.
3. Controllo di altri elementi hardware.
La CPU legge ed esegue le istruzioni contenute nella memoria principale grazie a due unità che si chiamano Unità di Controllo o
CU (Control Unit) e Unità Aritmetico Logica o ALU (Arithmetic Logic Unit).
L’Unità Aritmetico-Logica (ALU) si occupa dell’esecuzione delle operazioni logico/matematiche. L’Unità di Controllo (CU):
1. Acquisisce istruzioni/dati dalla memoria.
2. Interpreta le istruzioni.
3. Coordina la ALU.
4. Trasferisce alla memoria centrale i dati elaborati dalla CPU.
Oltre alla CU e alla ALU in un processore sono presenti i Registri, particolari memorie che contengono i dati e gli indirizzi delle
istruzioni.
Le istruzioni sono espresse nel linguaggio macchina, un particolare codice che può essere interpretato dall’unità di controllo.
Ogni operazione “complessa” è suddivisa in operazioni elementari (dette cicli di istruzione) che il processore è in grado di
eseguire (somma, lettura di un dato, ecc).
La caratteristica più importante del processore è la velocità (o frequenza) con cui esegue le operazioni. La velocità di un
processore si esprime in milioni di operazioni al secondo realizzate. La velocità si misura in Mhz (megahertz = Mhz = milioni di
cicli al secondo) o attualmente in Ghz (Gigahertz = Ghz = miliardi di operazioni al secondo).
Se leggiamo che un processore ha una frequenza di clock di 2 Ghz significa che è in grado di eseguire 2 miliardi di cicli di
istruzione al secondo.
In realtà stiamo parlando di istruzioni macchina, istruzioni in linguaggio macchina, quindi istruzioni molto semplici, istruzioni
eseguibili da circuiti elettronici elementari: ad esempio, un processore non è in grado di fare immediatamente la somma 40 + 30
= 70, come noi.
L’operazione 40 + 30 viene svolta dalla CPU contando 40 + 1 + 1 + 1, ecc. per 30 volte. Cioè riesce solo a fare una somma unaria.
Quindi è chiaro che se ogni operazione deve essere scomposta in “sotto” operazioni molto semplici è necessaria una elevata
velocità.
I processori attuali utilizzano una tecnologia multi core: in pratica un singolo microchip al cui interno si trovano più processori
distinti.
La presenza di più di un processore permette, per come si utilizza adesso un computer, il massimo beneficio in termini di
prestazioni percepite.
Nella situazione di un PC reale vi sono più processi in esecuzione: il programma di videoscrittura che sta utilizzando l’utente, ma
anche il programma antivirus, la chat, la mail, ecc.
Con due processor, per esempio, l'applicazione in primo piano è eseguita alla massima velocità possibile da un processore
mentre l’altro si occupa che altri processi in background si evolvano senza rallentare la macchina.
Quindi ‘incidendo’ i segnali positivi o negativi, i più e meno, gli 0 ed 1, si riesce a memorizzare delle informazioni.
Ma che legame c’è tra questi segnali elettrici/magnetici e le informazioni che dobbiamo memorizzare?
Nelle memoria del computer ci sono testi, immagini, suoni, ecc., non segnali più e meno. In realtà, invece, è proprio così.
Abbiamo visto che è possibile tradurre i numeri, i caratteri, le immagini, come sequenze di numeri binari. Il computer traduce
queste sequenze di numeri binari nei rispettivi segnali elettrici/magnetici e in questo modo li memorizza.
Ogni singolo più e meno, in informatica, prende il nome di bit. La sequenza di 8 bit si chiama byte.
Quindi ad ogni lettera dell’alfabeto corrisponde un byte. Per memorizzare la parola ECDL servono quindi quattro byte (e 32 bit).
Il byte è l’unità di misura della capacità di una memoria, diciamo come i litri per il serbatoio della macchina.
In realtà non si usa il byte per indicare la capacità di una memoria: è una unità di misura troppo piccola.
Infatti, se un byte corrisponde ad un carattere, allora un foglio di testo, formato di solito da circa 1000 caratteri, occupa già 1000
byte.
Ma un hard disk riesce tranquillamente a contenere centinaia di milioni di fogli di testo: quindi si dovrebbe dire che ha una
capacità di centinaia di milioni di byte. Non è pratico! È come se una persona esprimesse il suo peso in grammi, o l’altezza in
millimetri.
Quindi, come per il peso o per l’altezza, si usano le unità di misura superiori:
1. Bit singola unità di informazione
2. Byte 8 Bit
3. KB (Kilobyte) = 1024 byte
4. MB (Megabyte) = 1024 KB = 1024 x 1024 byte = 1024^2 byte (milioni di byte)
5. GB (Gigabyte) = 1024 MB = 1024^3 byte (miliardi di byte)
6. TB (Terabyte) = 1024 GB = 1024^4 byte
E in un prossimo futuro:
7. PB (Petabyte) = 1024 TB = 1024^5 byte
8. EB (Exabyte) = 1024 PB = 1024^6 byte
9. ZB (Zettabyte) = 1024 EB = 1024^7 byte
10. YB (Yottabyte) = 1024 ZB = 1024^8 byte
Perché 1024 e non 1000, come per chilo, tonnellata, ecc.? perché lavoriamo sempre con matematica di base 2 e 1024 è una
potenza del 2; 2^10 = 1024.
Quindi, per ottimizzare i tempi di lavoro, il processore preferisce perdere un po’ di tempo all’inizio, per caricare la lettera in RAM
(quindi la clessidra) e alla fine, per riportare la lettera nell’hard disk (qualche attimo per uscire da Word). Quando la lettera è
nella RAM il lavoro procede velocissimo: premo grassetto e la frase appare subito in grassetto, aggiungo del testo e le lettere
appaiono immediatamente, ecc.
Quindi si preferisce perdere un po’ di tempo all’inizio e alla fine ma lavorare in modo velocissimo.
Ma a questo punto la domanda è spontanea: a cosa serve l’hard disk? È lento! Non si può fare un PC con sola memoria RAM?
Il problema è il costo: 1MB di RAM costa 1000 volte in più rispetto a 1 MB di hard disk. Quindi, visto che per i programmi attuali
servono memorie di migliaia di MB, il costo di un computer diventa improponibile per buona parte di noi.
Bene, ma io sono multimilionario! Voglio un PC velocissimo, sono disposto a spendere qualunque cifra, quindi voglio un PC con
tanta e sola RAM! Perché non lo producono?
Perché la memoria RAM è una memoria non permanente, volatile, il contenuto viene perso se cessa l’alimentazione del sistema,
cioè quando si spegne il computer. È una memoria di tipo elettrico, è formata da microscopici condensatori ognuno dei quali
memorizza un bit: un condensatore è un circuito elettrico che riesce a conservare la carica elettrica fintanto che è alimentato.
Al contrario la memoria hard disk è una memoria magnetica, cioè formata da materiali (le sostanze ferromagnetiche) capaci di
assumere e mantenere una magnetizzazione positiva o negativa. La memorizzazione è permanente (fino ad una successiva
sovrascrittura).
Quindi visto che, prima o poi si deve spegnere il PC, ho bisogno di una memoria permanente per poter mantenere memorizzati
tutti i miei lavori.
Questo spiega il fatto che se manca all’improvviso la corrente perdo (in linea di massima) tutte le modifiche che ho fatto ad un
documento dopo l’ultimo salvataggio: questo modifiche non sono finite nella copia permanente del documento che sta nell’hard
disk.
Quindi, l’uso di gerarchie di memoria dalla velocità e dai costi crescenti serve a ottimizzare la memoria disponibile in termini di
prestazioni e spesa relativa.
L’ideale dal punto di vista delle prestazioni sarebbe implementare tutta la memoria come registri interni del processore o con
tecnologie a condensatore consentendo un accesso quasi istantaneo alle informazioni; d’altra parte, per aver memorie in grado
di contenere una elevata quantità di dati, senza spendere cifre astronomiche, sarebbe opportuno scegliere memorie dal basso
costo per unità di memoria.
Il compromesso fra le due esigenze ha fatto nascere una gerarchia a tre livelli (i registri interni del processore non vengono
considerati memoria vera e propria):
1. Memoria cache (memoria molto veloce, di piccolo dimensioni e costosa, che vedremo)
2. Memoria centrale (memoria veloce, di medie dimensioni e abbastanza costosa)
3. Memoria secondaria (memoria lenta, di notevoli dimensioni ed economica).
La sigla RAM significa Random Access Memory, memoria ad accesso casuale: sarebbe meglio dire ad accesso diretto, nel senso
che il processore accede in modo immediato ai dati e programmi che deve utilizzare.
È chiamata anche memoria di lavoro in quanto i dati e i programmi non sono utilizzabili da parte del processore se non si trovano
all'interno della RAM, dalla quale vengono estratti per le necessarie elaborazioni. Quindi, la RAM contiene qualsiasi dato e
programma che il computer sta elaborando.
Da ciò si capisce perché aumentare la memoria RAM del PC, può portare a un aumento delle prestazioni: c’è più spazio per
caricare tutti i programmi e dati che devono essere elaborati, diminuendo gli accessi alla memoria secondaria.
I personal computer di adesso hanno una RAM che va da 16Gb a 64 Gb.
Il contenuto della RAM può essere scritto, modificato e cancellato: all'accensione del computer, però, la memoria RAM è
completamente vuota e torna in questo stato una volta che il computer è spento. Per questa ragione la RAM viene anche detta
memoria volatile.
La RAM è costituita da un gran numero di circuiti elementari, i condensatori, che possono assumere solo due stati: carico e
scarico, spento e acceso. A questi due stati corrispondono i simboli zero e uno attraverso i quali rappresentiamo qualsiasi tipo di
informazione.
Attualmente i tempi di accesso alla memoria centrale sono dell’ordine delle decine di nanosecondi (1 ns = 1 miliardesimo di
secondo).
La memoria ROM
la memoria ROM, non cancellabile e non riscrivibile, è meno costosa della RAM in quanto realizzata con circuiti molto più
semplici.
La sigla ROM significa Read Only Memory ovvero memoria a sola lettura e, a differenza della RAM,
mantiene le informazioni anche in caso di mancanza di corrente.
La memoria ROM contiene le informazioni per l'avvio del PC. Ogni volta che si accende il computer, il processore va a controllare
il tipo di hardware che è presente, e, attraverso vari test di controllo, che non ci siano problemi per qualche componente.
Queste informazioni sono scritte nei circuiti della memoria ROM dalla ditta che produce il computer.
La memoria ROM è più piccola della RAM, appunto perché deve contenere poco software, le poche istruzioni per avviare il PC.
Un software di questo tipo, implementato dal costruttore del PC direttamente sui circuiti, un software scritto nell’hardware, un
ibrido, prende il nome di firmware.
In particolare il firmware della ROM si chiama BIOS che significa proprio Basic Input Output System, ovvero le operazioni base
che un PC effettua all'avvio.
L’operazione di avvio è detta bootstrap, cioè “allacciarsi le scarpe”, e si articola in tre fasi:
1. verifica dell’hardware,
2. attivazione dell’hardware,
3. avvio del software di base del computer, il sistema operativo che vedremo quando si parlerà del software.
La memoria CACHE
La memoria cache è una memoria di transito, molto veloce, più della RAM, tra la CPU e la RAM e tra la RAM e la memoria
esterna.
La memoria cache è una memoria temporanea utilizzata per migliorare il trasferimento dei dati tra la memoria centrale e i registri
della CPU; la cache, sensibilmente più veloce della memoria centrale, grazie a propri meccanismi di gestione, contiene i dati usati
più frequentemente dalla CPU; quando il processore richiede un dato, questo viene prima ricercato nella memoria cache (dove
probabilmente si trova); in caso negativo, l’informazione viene recuperata dalla memoria centrale e, in parallelo, vengono
aggiornati i contenuti della memoria cache in modo che i dati in essa residenti siano sempre i più richiesti (in termini
probabilistici).
Le memorie esterne
La memoria esterna, detta anche secondaria o di massa, è una memoria di supporto che contiene programmi e dati che possono
essere sfruttati solo indirettamente dal processore, visto che l’unica memoria con cui il processore è collegato risulta essere
quella centrale.
I vari dispositivi di memorizzazione attualmente in uso si differenziano per la quantità di dati memorizzabili, per la loro velocità di
fornirli alla memoria interna e per il loro costo per unità di memoria.
Per le caratteristiche costruttive e per come memorizzano i dati sono presenti diversi dispositivi di memorizzazione, che abbiamo
elencato in precedenza. Vediamo i dettagli di ognuno di questi.
Ci sono dei dischi di materiale magnetizzabile e delle testine di scrittura/lettura (in pratica delle elettrocalamite) che vanno a
leggere il segnale magnetico sulla superficie del disco oppure lo scrivono. Infatti, una elettrocalamita riesce appunto a
trasformare un segnale elettrico in magnetico.
Quindi sulla superficie di un disco ci saranno delle sequenze di segnali positivi e negativi: ognuno è un bit.
L’informazione è quindi presente sull’hard disk. Se segnali magnetici non sono troppo vicini da disturbarsi rimangono sull’hard
disk anche in assenza di corrente: la memorizzazione è permanente.
Quindi l’hard disk è un dispositivo formato da una serie di dischi magnetici che ruotano attorno ad un perno centrale.
Per ogni disco ci sono due testine di lettura/scrittura, una per ogni lato.
Per consentire alte velocità di rotazione (tempi d’accesso più brevi), i dischi si trovano in un contenitore sottovuoto.
Le testine non sono a diretto contatto con la superficie del disco ma la sfiorano. Questo per evitare l’attrito e il rischio di graffiare
il disco.
Ogni arco di circonferenza prende il nome di Traccia: più tracce formano un Cluster. Uno spicchio di
arco si chiama Settore
Una curiosità: se apriamo le risorse del computer vediamo che l’hard disk è indicato con la lettera C.
Ma se è la memoria di massa più importante, perché C? Non era più corretto A, cioè la prima lettera dell’alfabeto? Per ordine
gerarchico il più importante dovrebbe avere la prima lettera.
L’hard disk è arrivato dopo, e visto che ci sono state due tipologie di floppy, floppy da 5 ¼ e floppy da 3 ½, all’hard disk è stata
data la lettera C.
Gli hard disk possono essere anche esterni, collegati attraverso la porta USB. Spesso si usa un hard disk esterno per il backup,
operazione che vedremo in seguito.
Se colleghiamo un hard disk esterno gli viene assegnata la prima lettera dell’alfabeto libera: ad esempio D, e così via. Ogni
memoria esterna avrà una sua lettera identificativa.
La scelta del disco rigido per un computer dipende dalle proprie esigenze personali: se occorre velocità elevata e peso leggero ci
si può orientare su dischi rigidi basati su tecnologia flash, che hanno però dimensioni minori e un costo maggiore. Se si desidera
avere più spazio a disposizione per memorizzare grandi quantità di dati a costi ridotti, sono preferibili i dischi meccanici, che però
sono più lenti. A volte, le case costruttrici si orientano su soluzioni ibride.
Per utilizzare un disco appena acquistato, che non contiene alcun dato, si doveva eseguire una operazione preliminare detta
formattazione.
Il termine formattazione deriva dall'inglese “format”, con cui viene generalmente indicato il comando per la preparazione dei
dischi. La formattazione prepara il disco a ricevere i dati specificando dove e come devono essere inseriti.
Si può fare un paragone con un parcheggio per le automobili: se non ci sono le righe delimitatrici, ognuno mette la macchina
come crede. Se sono tracciate le righe si parcheggia l’auto all’interno degli spazi delimitati.
Quando si formatta un disco si tracciano le righe, le tracce e i settori citati in precedenza, per parcheggiare i byte.
La formattazione è necessaria perché ci sono vari tipi computer e ognuno ha un suo modo di disporre le tracce: i computer
basati su Windows lo fanno in un modo, ma non sono gli unici: esistono i Macintosh, AS400, ecc. che scrivono e leggono in modo
diverso.
In realtà questo non è del tutto vero: visto che buona parte del mercato è predominio dei computer basati su Windows, tutti gli
altri produttori si adeguano al sistema Windows.
Importante è il fatto che la formattazione comporta una cancellazione definitiva del contenuto dei dischi. Mai formattare un
disco che contiene dati importanti: si perde tutto!
Anche se si fa un clic con il tasto destro sull’icona dell’hard disk appare la voce Formatta. Ma allora si può formattare l’hard disk e
perdere definitivamente tutto il contenuto?
Non direttamente, perché l’hard disk contiene Windows: Windows non cancella se stesso, non si suicida.
Il primo dispositivo ottico è comparso negli anni 80-90, per la diffusione della musica in formato digitale. Il CD ROM.
La sigla CD ROM sta per Compact Disc Read Only Memory. Il nome fa capire che il CD (almeno in origine) è una memoria a sola
lettura.
Infatti il primo tipo di CD era stato costruito dalla Philips e dalla Sony per registrare dei segnali audio su un supporto digitale, un
supporto che “ragionasse” a bit. Erano dei dispositivi che servivano solo ad ascoltare la musica, con una qualità superiore
rispetto agli Lp, ma di sola lettura: non si doveva scriverci dentro.
La fase di scrittura arrivò più tardi, con i masterizzatori, che vedremo in seguito.
In questo modo si creano degli avvallamenti e delle zone piane. Tali variazioni possono essere interpretate come numeri binari
"Zero" e "Uno", come informazioni binarie.
Quindi i bit vengono scritti in modo ottico e non magnetico come nel caso dell’hard disk.
La superficie così preparata viene poi racchiusa tra due strati di plastica trasparente per evitare che la polvere possa ricoprire i
fori. Poi, eventualmente, si applica la copertina del CD.
La lettura avviene tramite un raggio laser (chiaramente meno potente del precedente) che passa attraverso la plastica
trasparente e si focalizza sullo strato riflettente del CD. Quando il raggio laser incontra un avvallamento esso viene disperso,
mentre incontrando una zona piatta viene riflesso ed intercettato da un diodo rilevatore.
Gli avvallamenti non riflettendo la luce vengono interpretati come segnali 0, mentre le zone piatte sono segnali 1;
successivamente questa sequenza viene convertita in sequenza binaria.
Questa metodologia costruttiva permette ai CD di avere una densità di informazione superiore ai dispositivi magnetici: infatti nel
caso magnetico i bit non possono essere troppo vicini altrimenti la loro carica magnetica verrebbe alterata. Nel caso ottico non
c’è questo problema.
Quindi nonostante dimensioni di poco superiori a quelle di un floppy disk, i CD hanno capacità pari a circa 650-700 MB (ancora
più grande nei più recenti supporti).
Inoltre i CD sono più affidabili dato che non sono soggetti ai danni derivati da campi magnetici e non temono l’acqua come i
supporti magnetici.
Curiosità: il CD, creato dalla Philips e dalla Sony, ha un diametro di 12 cm e può contenere 74 minuti di registrazione. Perché 74?
Perché il direttore della Sony era un fanatico di Beethoven e voleva a tutti i costi un supporto con una qualità musicale eccelsa
dove incidere l’intera nona sinfonia.
Il primo Cd audio è stato "52nd Street" di Billy Joel per conto della Sony Music; la Sony produsse anche il primo lettore
commerciale.
Nel 1982 il CD audio viene commercializzato, curiosamente, prima in Europa ed in Giappone e poi negli USA.
Superata la sua prima diffusione come supporto musicale, vista la sua capacità ed affidabilità, si pensò di diffondere il CD come
supporto di memorizzazione ad uso comune, superando quello che era il suo principale limite, cioè la possibilità di scrittura.
Nacque così il CD-R (CD-Recordable, CD registrabile), la cui scrittura è possibile mediante il masterizzatore, un dispositivo
dotato di un raggio laser più potente di un normale lettore, in grado di incidere il CD-R.
In pratica la superficie riflettente viene ricoperta da una pellicola trasparente: tramite il calore
generato dal laser del masterizzatore, si modifica la sua trasparenza divenendo al caso opaca
(avvallamento) o rimanendo trasparente (parte piana).
Per produrre CD che avessero caratteristiche migliori in termini di compatibilità e durata sono state create molte leghe per il
secondo strato riflettente, dando origine alla caratteristica colorazione variabile dei CD-R.
Ultimo nato il CD-RW (CD-ReWritable, CD-Riscrivibile) che possiede la caratteristica di poter essere scritto più volte. È
composto da un materiale cristallino che diviene amorfo al calore del laser e quindi opaco. Non riflettendo più il laser di
lettura diventa simile ad un avvallamento. Se invece rimane cristallino riflette il raggio, quindi simula la zona piana.
Per poter essere riscritto, tramite un riscaldamento prolungato a temperatura più bassa è possibile riportare il materiale allo
stato cristallino e quindi nuovamente modificabile. Un CD-RW può generalmente sopportare un migliaio di cicli di scrittura-
cancellazione.
A questo punto si può chiarire il significato delle sigle 48x, 24x, 4x, che appaino sui CD. Significa:
1. la lettura è 48 volte più veloce rispetto alla velocità di lettura del primo CD;
2. la prima scrittura è 24 volte più veloce rispetto alla velocità di lettura del primo CD;
3. la cancellazione e riscrittura è 4 volte più veloce rispetto alla velocità di lettura del primo CD.
L’evoluzione naturale dei CD sono i DVD (Digital Versatile Disk) che, utilizzando una tecnologia più raffinata, consentono di
migliorare le prestazioni in termini di velocità e capacità (fino a 25 volte più veloci e 20 volte più capaci di un CD ROM). Sono
utilizzati come supporto per i film ma anche in ambiti ludici per i videogames.
Da un punto di vista "fisico" il DVD ricorda molto da vicino il tradizionale CD per quanto riguarda forma e dimensioni, ma la
differenza sostanziale è la capacità di immagazzinamento.
Grazie a tecniche particolari si riesce a creare degli avvallamenti più vicini e più piccoli, quindi maggiore informazione nella
stessa quantità di spazio.
Inoltre il raggio laser riesce a incidere e leggere 4 strati di disco, non 2 (fronte e retro) come per i CD. Si parla di DVD
multistrato.
La capacità di un DVD dipende da quanti strati vengono incisi: da 4,7 GB a 17GB.
Blu-ray è un nuovo formato di disco per video ad alta definizione che offre sino al sestuplo dei dettagli video rispetto ai DVD
tradizionali. Grazie all'utilizzo di un laser a luce blu, i dischi Blu-ray a strato singolo possono contenere sino a 25 GB, mentre
quelli a doppio strato possono arrivare a 50 GB.
Le chiavi USB
Una chiave USB (in inglese USB key) è una periferica di memoria trasportabile di piccolo formato che può essere collegata ad
una porta USB di un computer.
Una chiave USB ha un supporto di memoria di tipo flash, una memoria a semi-conduttori, non volatile e riscrivibile: i dati non
spariscono se è fuori tensione.
Così la memoria flash immagazzina i bit di dati in celle di memoria, ma i dati sono conservati quando
l'alimentazione elettrica è interrotta. È capace di memorizzare fino a più gigabyte di dati, attualmente fino a
128 GB.
Per la sua elevata velocità, la non volatilità e i bassi consumi, una chiave USB è ideale per innumerevoli
applicazioni.
Le schede di memoria estraibili
Ormai molti dispositivi elettronici attuali, come cellulari, macchine fotografiche e videocamere digitali, lettori MP3 e MP4, PDA,
consolle per videogiochi, ecc. utilizzano per conservare le loro informazioni delle schede di memoria estraibili, dette anche
Memory card.
Uno degli elementi trainanti che sta alla base dell'enorme sviluppo e diffusione delle memory card è proprio il mercato dei
cellulari, dove è forte la richiesta di memory card in grado di memorizzare una grande quantità di dati, in piccole dimensioni e
ad un prezzo contenuto.
Il funzionamento delle memory card è paragonabile a quello di un chiave USB: anche in questo caso la memoria è di tipo Flash
(detta anche memoria allo stato solido). Si ha quindi una memoria di dimensioni ragguardevoli (256 MB) trasportabile.
Tra le risorse hardware che il server mette al servizio degli altri computer è la sua memoria di massa. Si parla in questo caso di
unità di rete.
Un fenomeno che sta prendendo sempre più piede è quello delle memorie online, o dischi virtuali. Una memoria on line è come
in un magazzino, un hard disk virtuale, uno spazio di memoria in un sito internet che si apre solo se si possiede la password di
accesso.
Può essere utile sia come spazio per scambio di file tra utenti (chiaramente tutti in possesso della password), sia per avere una
memoria sempre a disposizione, basta collegarsi alla rete, dovunque ci si trovi senza avere il proprio computer. Si può anche
usare come sistema avanzato di backup per avere una copia dei propri dati immediatamente accessibile anche in caso di
emergenza.
Domande
1. Se in computer aggiungo della memoria centrale su che tipo di memoria sto operando?
a. RAM
b. ROM
c. Cache
d. Hard disk
2. Per memorizzare un carattere serve:
a. Un bit
b. Un byte
c. Un word
d. Un KB
3. Un bit:
a. Corrisponde ad 8 byte.
b. Può contenere un carattere.
c. E' l'unità minima di memorizzazione.
d. Può memorizzare fino a 16 diverse informazioni.
4. Un kB corrisponde a:
a. 1 milione di byte.
b. 1 milione di bit.
c. 1000 byte.
d. Circa 1000 byte.
5. Per la frase “debito a settembre” sono necessari:
a. 17 byte.
b. 19 byte.
c. 3 byte.
d. Nessuna delle precedenti.
6. A cosa serve la formattazione di un disco:
a. Cancellare solo i documenti
b. Rimuovere i file temporanei
c. Cancellare tutto il disco e renderlo compatibile con il sistema operativo
d. Aumentare la capacità di memoria
7. Cosa non aumenta la prestazione di un PC:
a. Installare un lettore CD/DVD
b. Aumentare la RAM
c. Installare una CPU più veloce
d. Installare una scheda grafica più veloce
8. Quali di questi elementi non è memoria di massa?
a. Il disco rigido
b. La memoria video
c. Il CD-RW
d. La chiave USB
9. La ROM è:
a. Una memoria non volatile di dimensioni limitate, non cancellabile e non riscrivibile.
b. Il Read Out Method
c. Una memoria di lettura/scrittura.
d. Una periferica d'uscita.
10. Le memorie elettriche:
a. Sono usate principalmente per la memoria centrale
b. Vengono usate esclusivamente per la memoria secondaria
c. Normalmente non sono volatili
d. Sono lente, ma di basso costo
11. La caratteristica principale della memoria secondaria è la possibilità di:
a. Memorizzare enormi archivi di dati
b. Accedere molto velocemente alle informazioni
c. Gestire le periferiche
d. Utilizzare linguaggi avanzati
12. La memoria di un calcolatore si divide in:
a. Superiore e inferiore.
b. Di uscita e di ingresso
c. Centrale e secondaria.
d. Applicativa e di sistema.
13. Quale delle seguenti memorie è la più veloce il lettura/scrittura:
a. RAM.
b. Hard disk
c. CD ROM.
14. Il DVD è una periferica
a. Ottica
b. Magnetica
c. Non è una periferica
d. Tutte le affermazioni sono sbagliate
Capitolo 6
Le periferiche
Periferiche di input e di output
Le periferiche
L’ultimo componente del modello di Von Neumann che costituisce il computer sono le unità periferiche o devices.
Le periferiche sono i dispositivi che, una volta collegati al PC attraverso le relative porte, permettono l’interazione tra l’uomo e il
computer: quindi la tastiera, il monitor, il mouse, ecc.
In pratica le periferiche permettono di inviare le richieste al calcolatore ed ottenere dei risultati. Per questo motivo vengono
divise in due categorie:
1. periferiche di input. Permettono l’invio di dati, programmi, richieste al calcolatore: quindi tastiera, mouse, scanner, ecc.
2. periferiche di output. Permettono di visualizzare i risultati per le richieste effettuate. Quindi stampante, monitor, altoparlanti,
ecc.
Periferiche di input
Le periferiche d’ingresso sono quei dispositivi che consentono all’elaboratore di acquisire informazioni dal mondo esterno e in
particolare da chi interagisce con il computer.
La loro suddivisione è per tipo di dati da inserire; non esistendo un dispositivo che consenta il facile inserimento, ad esempio, sia
di testo che di immagini, ogni elaboratore sarà normalmente dotato di più di un dispositivo d’ingresso. I dispositivi di ingresso più
utilizzati sono:
1. Tastiera (inserimento alfanumerico)
2. Mouse, trackball, joystick, touchpad (inserimento posizioni)
3. Scanner (inserimento immagini)
4. Telecamera, webcam, macchina fotografica digitale (inserimento filmati)
5. Microfono (inserimento suoni).
La tastiera
La tastiera è la principale periferica di input attraverso la quale possiamo inserire qualunque informazione nel PC. La tastiera può
essere incorporata nel computer (come nei portatili) o essere appunto una periferica.
Le tastiere si differenziano per la disposizione dei tasti che è legata al paese di utilizzo in quanto ogni nazione utilizza una propria
lingua con un set di caratteri alfabetico diverso.
Si tende a ravvicinare lettere che spesso vanno insieme: in italiano la A si accompagna spesso con S, D, C, ecco perché si trovano
vicine. Ma il posizionamento e il numero di tasti varia oltre che da Paese a Paese, anche in base al modello di computer. Ad
esempio le tastiere per personal computer portatili hanno varie differenze da quelle per personal computer desktop in quanto
limitate da spazi minori.
Esistono vari schemi per tastiera alfanumerica. Il più comune è denominato QWERTY.
Il nome "QWERTY" deriva dalla sequenza delle lettere dei primi sei tasti della riga superiore della tastiera, ma ne esistono anche
altri come ad esempio il QZERTY nel caso della tastiera inglese.
È possibile suddividere i tasti della tastiera in diversi gruppi in base alla funzione:
1. Tasti di digitazione (alfanumerici). Questi tasti comprendono gli stessi tasti per lettere, numeri, punteggiatura e simboli
presenti su una macchina da scrivere tradizionale.
2. Di controllo. Questi tasti vengono utilizzati da soli o insieme ad altri tasti per eseguire determinate operazioni. I tasti di
controllo utilizzati più di frequente sono CTRL, ALT, il tasto logo Windows ed ESC.
3. Tasti funzione. I tasti funzione vengono utilizzati per eseguire operazioni specifiche. Corrispondono ai tasti F1, F2, F3 e così
via fino a F12. La funzionalità di questi tasti varia da un programma all'altro.
4. Tasti di spostamento. Questi tasti vengono utilizzati per spostarsi all'interno di documenti o pagine Web e per modificare il
testo. Comprendono i tasti di direzione, HOME, FINE, PGSU, PGGIÙ, CANC e INS.
5. Tastierino numerico. Il tastierino numerico rappresenta un modo rapido e comodo per digitare i numeri. Se il tasto BLOC
NUM è deselezionato i numeri non appaiono. I tasti sono raggruppati in un blocco simile a una calcolatrice tradizionale.
Abbinando il tasto ALT con una sequenza del tastierino numerico si ottengono i caratteri ASCII
Nella figura seguente viene illustrata la disposizione di questi tasti su una tastiera tipica. È possibile che tale disposizione sia
diversa nella tastiera in uso.
Mouse, trackball, touchpad, joystick
Il mouse è un dispositivo in grado di lanciare un input ad un computer in modo tale che a un suo movimento ne corrisponda uno
analogo di un indicatore sullo schermo detto cursore.
È inoltre dotato di uno o più tasti ai quali sono assegnate varie funzioni, infatti sono sempre presenti due tasti principali che sono
indispensabili per utilizzare il computer e solitamente ci sono elementi aggiuntivi come una rotellina che permette di scorrere
velocemente le pagine.
Il tasto più importante è il sinistro con cui si può selezionare e trascinare le icone: con due clic si aprono le applicazioni. Il tasto
destro permette di svolgere operazioni sui file come il ‘copia, incolla’, visualizzare le proprietà, ecc.
I mouse possono essere divisi in tre tipologie:
1. Mouse tradizionali. Nel tipo di mouse più comune vi è una sfera (solitamente di gomma dura) che fa girare due rotelle forate
disposte ortogonalmente tra loro. La direzione e la velocità di rotazione è misurata da sensori ad infrarossi e trasmessa al
computer. In questi ultimi, tuttavia, la necessità di pulire la sfera ne compromette la praticità di utilizzo.
2. Mouse ottici. La tecnologia ottica si avvale di un sensore per tracciare il movimento del mouse. Il piccolo sensore ottico
interno registra le immagini della superficie su cui viene spostato il mouse, le confronta rapidamente e traduce le differenze
nel movimento del puntatore sullo schermo. Si ha maggiore velocità e precisione, un movimento estremamente fluido ed è
utilizzabile su tutte le superfici.
3. Mouse wireless. Vi sono infine alcuni mouse, sia con la sfera, sia ottici, i quali però non sono collegati direttamente al
computer. Infatti essi utilizzano i raggi infrarossi per trasmettere al pc le informazioni sulla posizione del cursore e sulla sua
velocità. Sono quindi dei mouse senza filo.
Trackball
La trackball è un dispositivo simile al mouse in cui il movimento del cursore è legato al movimento di una sfera; fisicamente è un
mouse girato con la “pancia” verso l’alto.
Touchpad
il touchpad, presente in tutti i pc portatili, è il tappetino fisso che si trova sotto la tastiera del computer.
Viene utilizzato per spostare il cursore captando il movimento del dito dell'utente sulla sua superficie liscia; sostituisce
completamente il mouse ed ha il vantaggio rispetto a questo dell'ingombro.
Joystick
Il joystick è una periferica che trasforma i movimenti di una leva manovrata dall'utente in una serie di segnali
elettrici o elettronici che permettono di controllare un programma, un'apparecchiatura o un attuatore meccanico.
L'impiego più diffuso e conosciuto del joystick è su console o computer e permette di muovere un personaggio o un cursore in
un gioco: in questo caso il joystick è dotato di uno o più tasti o pulsanti a cui corrispondono azioni diverse.
Scanner
Lo scanner consente di acquisire immagini in bianco e nero o a colori. L’acquisizione viene effettuata punto a punto e quindi la
memorizzazione richiede un notevole spazio: non è infrequente trovare immagini che occupano decine di MB. Il funzionamento
è simile a quello di una fotocopiatrice: un fascio di luce colpisce l’immagine sul foglio di carta rilevando le zone più chiare e più
scure. Queste informazioni vengono acquisite ed inviate all’unità centrale che le elabora e riproduce l’immagine a monitor.
Con dei programmi specifici (OCR Optical Character Recognition) si può eseguire un'ulteriore trasformazione: da immagine in
testo. A questo punto si è in grado di utilizzare il documento con un elaboratore di testi. La qualità di uno scanner dipende dalla
risoluzione e dalla gamma dinamica. La risoluzione è il numero di pixel per pollici (ppi): maggiore è questo numero e più nitida è
l'immagine. La risoluzione deve essere almeno di 600 ppi. La gamma dinamica misura la capacità dello scanner di catturare tutte
le gradazioni dalla parte più chiara a quella più scura dell'immagine. Essa viene misurata in bit e la maggior parte degli scanner è
a 24 bit, ciò significa che possono riprodurre più di 16,7 milioni di colori.
Oggi gli scanner sono spesso integrati in dispositivi multifunzione che integrano nello stesso apparecchio anche una stampante,
trasformandola di fatto anche in una fotocopiatrice.
Webcam
La webcam è una piccola telecamera, sempre più spesso integrata nei computer, in particolar modo nei pc portatili. Webcam è
una parola nata dalla fusione di due termini inglesi: “web” (con la quale s’intende la ‘rete’ d’informazioni che compongono
internet) e “cam” (ossia telecamera).
La webcam permette al pc di acquisire e trasmettere immagini video in tempo reale. Se non in casi particolari la webcam non
memorizza l’intera mole di immagini catturate. Essa è uno strumento essenziale per comunicare via internet; grazie alla webcam
infatti è possibile effettuare videochiamate.
Fotocamera digitale
Una fotocamera digitale è una macchina fotografica che utilizza, al posto della pellicola fotosensibile un sensore (ccd o cmos),
che converte l'energia luminosa dell'immagine ripresa in impulsi elettrici. Gli impulsi elettrici vengono organizzati in un file di
immagine, che viene archiviato su una scheda di memoria
Il sensore è costituito da una griglia di rilevatori disposti su un'area rettangolare. La scena fotografata viene scomposta in un
insieme di punti rettangolari chiamati pixel.
Più elevato è il numero di punti del sensore, più alta è la definizione dell'immagine prodotta; più informazione è contenuta
nell'immagine, più spazio sarà necessario per salvarla in memoria (quindi, a parità di spazio, sarà possibile archiviare un minor
numero di foto).
L'unità di misura della definizione di un sensore CCD è il MegaPixel (MPixel, 1.000.000 di pixel).
Microfono
Il microfono trasforma lo spostamento d'aria in un segnale elettrico: ovvero, il microfono capta gli spostamenti d'aria prodotti
ad esempio da un suono o dalla voce e sulla base di questi produce un segnale elettrico la cui tensione varia nel tempo
coerentemente agli spostamenti d'aria captati.
Un normale microfono può essere collegato, con l’ausilio di una speciale scheda detta scheda audio, a un personal computer; si
rende così possibile l’acquisizione di dati sonori che consentono, ad esempio, di far funzionare il pc tramite comandi vocali.
Periferiche di output
Le periferiche d’uscita sono tutti quei dispositivi che consentono di ottenere i risultati delle elaborazioni effettuate dal
calcolatore. Analogamente al caso dei dispositivi d’ingresso, queste periferiche si suddividono in base al supporto fisico su cui
vengono fornite le elaborazioni.
Monitor
È una periferica fondamentale ed è indispensabile per il funzionamento dell’intero calcolatore. I dati vengono forniti all’utente in
forma di immagini visualizzate su di uno schermo televisivo.
La dimensione di un monitor è la lunghezza della diagonale dello schermo. È tradizionalmente misurata in pollici. Un pollice è
pari a 2,54 cm, quindi in un monitor da 17” la diagonale misura circa 43 cm. Le dimensioni di un monitor variano dai 10 pollici,
per i netbook, fino ai 22 per scopi grafici, anche se esistono schermi con dimensioni inferiori o superiori.
Di solito lo schermo del monitor è rettangolare e può avere un rapporto pari a 4:3 tra larghezza e altezza (formato quattro terzi),
oppure 16:9 (formato sedici noni come lo schermo del cinema).
Il numero dei pixel sullo schermo definisce la risoluzione del monitor. Quindi un monitor con risoluzione 1024 x 768 ha 1024
pixel in lunghezza e 768 in altezza.
Il principio di funzionamento di un monitor per computer è analogo a quello di un televisore: un fascio luminoso, un fascio di
elettroni, colpisce la superficie interna dello schermo. I fosfori così colpiti si illuminano e diventano fosforescenti in modo da
creare l’immagine.
Per creare delle immagini in bianco e nero basta un solo fascio luminoso.
Per creare delle immagini a colori ci sono tre fasci colorati: uno verde, uno rosso e blu. Componendo insieme questi tre colori
con diversa intensità si ottiene la sfumatura di colore. Quindi ciascuno dei pixel che compongono l’immagine può assumere
diversi colori. Maggiore sarà il numero di colori usati, maggiore sarà la qualità dell’immagine.
Quando viene colpito, il fosforo emette luce per una frazione di secondo, quindi per mantenere visibile l’immagine, il pennello
elettronico deve riattivare continuamente i fosfori. Praticamente il pennello percorre tutta la superficie dello schermo, riga per
riga, a partire dall’angolo superiore sinistro fino all’angolo inferiore destro.
La frequenza a cui il pennello compie questa operazione viene denominata frequenza di refresh.
In un monitor di buona qualità la frequenza dovrebbe superare i 60 Hz. I monitor con frequenza più bassa hanno una immagine
tremolante sui lati, l’effetto sfarfallio.
L’ultimo parametro è la precisione (o dot pitch): è la distanza tra due pixel in millimetri: tanto è più piccola questa distanza,
migliore è la qualità dell’immagine. Questo indice varia da 0.24 mm (migliore) a 0.38 (peggiore).
I monitor CRT sono i monitor con il tubo catodico; sono i monitor con lo schermo in cristallo e con il prolungamento posteriore a
forma di imbuto.
Ormai stanno quasi scomparendo, sostituiti dai monitor a schermo piatto o monitor LCD.
Sono più leggeri, compatti, presenti sui portatili e sui pc desktop e non emettono radiazioni a differenza dei monitor CRT. In
compenso hanno un costo più elevato e un angolo visivo minore.
Stampanti
Le stampanti consentono di trasferire su carta i risultati delle elaborazioni per poi poterli utilizzare come strumenti di verifica o di
memorizzazione. Esistono essenzialmente tre tipi di stampanti che si distinguono per la loro tecnica di trasferimento su carta:
1. Stampanti ad aghi, o a impatto,
2. Stampanti a getto d’inchiostro,
3. Stampanti laser
4. Stampanti ad aghi.
La stampante ad aghi è sicuramente uno tra i più vecchi metodi di stampa. Il trasferimento sulla carta avviene in maniera
meccanica premendo un intero carattere o una serie di aghi su di un nastro inchiostrato che va a contatto con la carta lasciando
l’immagine desiderata. E’ un metodo di stampa vecchio ma economico.
Chiaramente la qualità della stampa è scarsa: inoltre è una stampante molto rumorosa. Essendo una stampante a impatto è utile
se si deve creare una stampa in copia carbone.
Quindi c’è una testina di stampa che scorre lungo il foglio e, come una pistola ad acqua, spruzza sul foglio microscopiche gocce
d’inchiostro.
La definizione è migliore delle stampanti a impatto ed anche il rumore è ridotto a quello causato dal movimento della carta; per
contro il costo per copia è più elevato, non si possono ottenere copie multiple e il funzionamento cessa improvvisamente al
termine della cartuccia d’inchiostro.
Bisogna fare attenzione all’uscita del foglio che l’inchiostro sia ben asciutto. Inoltre per le stampe di foto si deve usare una
carta speciale altrimenti la carta risulta troppo imbevuta di inchiostro.
Stampanti laser
Il funzionamento di una stampante laser è simile a quello di una fotocopiatrice solo che l’immagine da riprodurre viene fornita
direttamente dall’elaboratore. Per la stampa viene utilizzato un inchiostro in polvere, molto fine, detto toner.
Una stampante laser opera in questo modo: la pagina da riprodurre viene “scritta” da un raggio laser su un cilindro che ha la
circonferenza di base grande come il foglio.
Il cilindro viene quindi scaldato solo in corrispondenza delle lettere: il calore attira le particelle di toner che si attaccano sul
cilindro nei punti riscaldati.
A questo punto basta far passare il foglio di carta sotto il rullo e si ottiene la pagina stampata.
In questo modo si ottiene una stampa di qualità ottima perché il carattere è scritto in modo preciso dal laser. Inoltre si stampa
una pagina alla volta, non un carattere, quindi la stampa è più veloce.
Non si hanno rischi di sbavatura dell’inchiostro o che l’inchiostro diventi secco, come nelle stampanti a getto, dato che
l’inchiostro è in polvere.
Quindi si ha:
1. qualità di stampa ottima, normalmente 600 dpi (punti per pollice),
2. velocità di stampa elevata,
3. costo del dispositivo, costo manutenzione, costo per copia un po’ più alto delle ink jet anche se i prezzi sono
continuamente in calo.
Sono ormai molto diffuse le stampanti multifunzione (MFP, Multi Functional Printer) dotate anche di scanner e, a volte, di fax. In
questo modo si riduce lo spazio occupato integrando in un unico apparecchio più funzionalità. Inoltre permette di disporre di
maggiori funzionalità.
Un ultimo tipo di stampante, normalmente utilizzato per disegno tecnico o meccanico, è il plotter che produce disegni di elevata
qualità e di grandissime dimensioni utilizzando degli appositi pennini colorati.
I plotter possono fornire disegni fino alla dimensione di un foglio A0 e servono per stampare progetti su grandi formati o
cartelloni.
Vi sono inoltre dei plotter in cui la testina lancia-inchiostro o la penna sono sostituiti da strumenti quali lame o punte laser; tali
plotter sono detti da taglio e consentono di sezionare, sotto il controllo del computer, superfici più consistenti della carta, dal
semplice cartoncino alle lastre d’acciaio.
L’evoluzione delle stampanti classiche sono le stampanti 3D, dispositivi in grado di realizzare qualsiasi modello tridimensionale
mediante un processo di produzione additiva, ovvero partendo da un oggetto disegnato tramite software di modellazione 3D e
replicandolo, sovrapponendo in maniera ordinata, uno sopra l’altro, degli strati di polimeri condensati.
Altoparlanti, cuffie
Una coppia di normali casse acustiche o di cuffie può essere collegata, con l’ausilio della scheda audio, a un personal computer;
vengono così rese esplicite le capacità multimediali del PC, consentendo di ascoltare musica, un corso di lingua straniera o una
teleconferenza.
Docking station
La docking station è una piattaforma a cui si può collegare un computer portatile. Tipicamente essa contiene slot per schede di
espansione, hard disk esterni, connettori per periferiche come monitor, stampante, tastiera ecc.
Una volta inserito nella docking station, il portatile diventa un vero e proprio computer da scrivania, con la possibilità di usare,
per esempio, una tastiera estesa, uno o più monitor, uno scanner, una stampante ed altre periferiche.
L'idea è stata quella di mediare la portabilità di un Notebook con la praticità di espansione di un computer da scrivania. Il tutto,
con una semplice operazione, senza spostare alcun cavo o perder tempo con i connettori. Col diffondersi di tablet e smartphone
sono state create delle docking station appositamente per questi dispositivi.
Periferiche di input/output
Esistono anche delle periferiche che sono contemporaneamente di ingresso e di uscita. Le più importanti sono:
1. monitor touch screen,
2. modem.
Ad esempio i dispositivi automatici di emissione di biglietti per i treni, la consolle Nintendo, gli smart phone come l’I-phone della
Apple.
Modem
Il modem (MOdulatore-DEModulatore) è un dispositivo attualmente in auge grazie al suo utilizzo in ambiente Internet.
Consente di trasformare impulsi elettrici provenienti dalla linea telefonica o altre linee dedicate in dati memorizzabili sul
calcolatore.
Infatti le informazioni elaborabili da un computer sono digitali, segnali discreti indicati da sequenze di 0 ed 1, mentre le linee
telefoniche sono analogiche, hanno un segnale variabile. Il modem modula/demodula il segnale da analogico a digitale e
viceversa.
La sua caratteristica principale del modem è la velocità di trasmissione, misurata in baud, byte per secondo: se un modem ha una
uscita a 8 bit e lavora a 7000 baud, trasmette a 56 Kbps (bps = bit per secondo).
A seconda della velocità e della linea utilizzata esistono diversi tipi di modem:
1. modem PSDN (Public Switched Data Network): lavorano su linea telefonica tradizionale, linea commutata, con una velocità
massima di trasmissione di 56 Kbps;
2. modem ISDN (Integrated Service Digital Network): lavorano su linea telefonica ISDN, una doppia linea telefonica, con
velocità massima di 128 Kbps;
3. modem ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line): utilizza la trasmissione digitale contemporanea di dati, suoni ed immagini
con velocità massima fino a 8 Mbps. La trasmissione è asimmetrica, nel senso che la velocità di ricezione è maggiore di quella
di trasmissione.
4. Modem GPRS e UMTS: sono i modem presenti nei navigatori satellitari e nei cellulari che permettono la navigazione in
internet anche dal telefonino senza bisogno di cavi telefonici. La velocità massima nel caso dell’UMTS è di 3 Mbps.
5. Modem HSDPA: questa sigla è l’acronimo di High Speed Downlink Packet Access, e principalmente è un nuovo sistema che
permette di avere una banda più larga rispetto anche all’UMTS. Tale tecnologia si basa sulle reti UMTS, e consente di
raggiungere delle velocità di accesso alla rete elevate se confrontate con i soliti standard dei telefonini. Con un HDSPA si
possono raggiungere velocità di 1.8 Mbit/s, 3.6 Mbit/s, 7.2 Mbit/s e 14.4 Mbit/s in downlink (l’uplink è nel caso della 1.8, di
384 Kbit/s per aumentare poi sempre di più con le altre), ma per il futuro non si smentisce che si possa aumentare ancora il
transfer rate. Naturalmente la velocità varia molto in funzione della copertura.
Domande
1. Come si possono limitare i danni derivanti dalla perdita di un cellulare?
a. Inserendo il codice di accesso
b. Cancellando le telefonate
c. Scaricando nuove suonerie
d. limitando gli sms
2. Quale delle seguenti affermazioni è corretta?
a. Il monitor touch screen e il modem sono periferiche di input/output
b. Lo scanner è una periferica di output
c. La stampante è una periferica di input
d. Il plotter è una periferica di input
3. Qual è il dispositivo cui deve essere comunemente collegato un computer affinché possa scambiare informazioni con
altri computer presenti nella rete Internet?
a. Monitor
b. Stampante
c. Modem
d. Scanner
4. Una trackball è:
a. Una periferica d'uscita.
b. Un dispositivo simile al mouse.
c. Un dispositivo usato solo nelle reti.
d. Il canale trasmissivo con cui colloquiano le componenti di un elaboratore.
5. Qual è l'unita di misura generalmente usata per descrivere la velocità di un modem?
a. KHz
b. Byte
c. bit
d. bit/sec
6. Uno scanner serve per:
a. Convertire segnali digitali in analogici e viceversa
b. Acquisire immagini
c. Stampare immagini molto definite
d. Interpretare il linguaggio HTML
7. Indica la periferica che non è un dispositivo di uscita:
a. Scanner
b. Monitor
c. Plotter
d. Stampante
8. Ogni periferica deve:
a. Avere un dispositivo di scrittura.
b. Poter accedere direttamente alla memoria centrale.
c. Avere un'interfaccia di ingresso/uscita.
d. Possedere l'estensione .per nel nome.
9. Quale tra i seguenti non è un dispositivo d’ingresso?
a. Mouse.
b. Stampante.
c. Trackball.
d. Tastiera.
10. Il modem:
a. Serve per acquisire immagini
b. Consente di collegare il computer alla linea telefonica.
c. Può essere usato solo in un sistema multiutente.
d. E' una parte del sistema operativo.
Capitolo 7
Il software
I programmi per i dispositivi elettronici
Software
Un programma è una sequenza di istruzioni elementari che possono essere eseguite dal sistema di elaborazione; ogni
programma lavora su di una serie di informazioni che costituiscono l’input e fornisce dei risultati che vengono detti output. Un
programma in esecuzione viene detto processo.
Si definisce come software l’insieme dei programmi che possono operare sul calcolatore, o alto dispositivo digitale: è la
componente logica, in contrapposizione alla parte fisica detta hardware.
Il software generalmente è installato nell’hard disk del computer, ma esistono computer, detti in inglese thin client che in genere
non hanno memorie di massa, collegati a un server da cui ricevono sia il sistema operativo che le applicazioni.
Il sistema operativo fa da tramite, da ponte, tra il programma applicativo e la parte hardware: ad esempio, quando da Word si
avvia una stampa è Windows che si prende carico di gestire le operazioni. Quando si salva un file da Excel è Windows che si
occupa di sistemarlo nella memoria, ecc.
Il sistema operativo
Il sistema operativo, indicato genericamente con la sigla SO, è un insieme di programmi e permette l’interazione tra gli utenti e
l’hardware di un computer.
Il sistema operativo:
1. gestisce le risorse del computer: la memoria, il processore, le periferiche, ecc.
2. consente la comunicazione con il computer, attraverso l’interfaccia uomo-macchina
3. controlla l’esecuzione dei programmi applicativi
4. controlla gli errori software e hardware
I principali sistemi operativi, per i pc, sono: Windows, dal 3.11 al Windows 11, Unix, Linux, Mac OS, ecc.
Tablet e smartphone, che hanno caratteristiche hardware differenti (minore potenza, schermi touch screen), dispongono di
sistemi operativi propri: ad esempio, Android, iOs usato solo sui prodotti Apple, BlackberryOs, Windows phone, (Microsoft),
Symbian (Nokia), ecc.
I sistemi operativi possono essere suddivisi in base al metodo con cui l’utente può interagire con la macchina, attraverso quella
che viene detta appunto interfaccia computer-utente; secondo tale criterio si possono riconoscere:
1. sistemi ad interfaccia testuale (ad esempio MS-DOS),
2. sistemi ad interfaccia grafica (ad esempio Windows).
Nei sistemi a interfaccia testuale i comandi sono forniti dall’utente tramite stringhe di caratteri (parole) seguendo una
grammatica e una sintassi ben definite.
I vantaggi sono la poca memoria richiesta, la velocità elevata e la disponibilità di tutti i comandi allo stesso momento, mentre gli
svantaggi sono legati alla difficoltà di ricordarsi i comandi correttamente.
Nei sistemi a interfaccia grafica o GUI (Graphical User Interface) i comandi sono forniti dall’utente tramite la selezione
dell’immagine che è legata alla operazione richiesta.
I vantaggi per l’utente sono la facilità d’uso e la totale trasparenza rispetto all’hardware sottostante, mentre gli svantaggi sono la
pesantezza del sistema operativo (lento e grande) e la disponibilità di comandi complessi solo dopo diversi passaggi.
I programmi applicativi
Il software applicativo è formato da programmi costruiti per risolvere specifiche esigenze, problemi degli utenti.
Una delle caratteristiche fondamentali di tali programmi deve essere la facilità di utilizzo e quindi l’interfaccia deve essere
amichevole (user-friendly) per consentire anche all’utente meno esperto di fruire efficacemente del prodotto.
I linguaggi di programmazione, o più propriamente gli ambienti di sviluppo dei linguaggi, agevolano la scrittura dei programmi
applicativi e la verifica della loro correttezza; tali programmi risentono in misura ridotta o nulla della struttura hardware del
sistema sottostante e sono quindi facilmente portabili da un sistema informatico a un altro.
I linguaggi di programmazioni più celebri sono il C++, il Visual Basic, Java, Pascal, ecc.
Il software a scopo generale è formato da quei programmi che consentono anche a un utente inesperto di fruire dell’aiuto del
computer per attività tipiche della vita quotidiana quali scrivere e comunicare. Sono a scopo generale per il fatto che possono
essere presenti in contesti diversi: ad esempio il programma Word, per scrivere una lettera, può essere utilizzato in uno studio
di avvocati, come da un medico, un geometra, ecc.
I software a scopo generale più comuni sono:
1. elaboratori di testi
2. fogli di calcolo
3. database
4. presentazioni
5. navigazione in internet
6. Telefonia su protocollo IP per telefonare e videotelefonare utilizzando il VoIP (Voice over IP), ad esempio Skype
7. Messaggistica istantanea
8. posta elettronica, ecc.
In particolare i programmi per la navigazione in rete si chiamano browser. permettono di “sfogliare” (in inglese to browse
significa sfogliare) le pagine del web, e scrivere e inviare immagini o video su blog e sulle reti sociali. Ad esempio Mozilla Firefox,
Microsoft Edge, Opera, Google Chrome e Apple Safari.
Spesso accanto al nome del programma applicativo si trova un numero, ad esempio Microsoft Edge Versione 113.0.1774.35.
Il numero indica la versione del software. Cioè quando il software viene modificato ed aggiornato dalla casa costruttrice, con
modifiche sostanziali al programma, allora si ha una versione successiva: quindi il primo Edge era Microsoft Edge 1.0, poi la
versione 2.0 e così via.
Se invece le modifiche non sono sostanziali, ad esempio correzione di errori (bug) del programma, allora si indicherà con un
numero tipo 1.1, 1.2, 1.3, ecc.
I programmi a scopo specifico risolvono problematiche specialistiche, per una specifica fascia di utenti, quali la gestione di una
biblioteca o il controllo di un impianto.
Possono essere classificati delle seguenti categorie:
1. EDP (Electronic Data Processing): software che si occupa della gestione magazzino, contabilità, paghe etc.
2. EIS (Executive information system): software in grado di fornire quadri sintetici sulla situazione aziendale.
3. MIS (management information system): software che permette simulazioni di tipo statistico per una valutazione in proiezione
dell’andamento dell’azienda
4. DBMS (Data Base Management System): software che si occupa del trattamento elettronico dei dati aziendali.
5. CBT (Computer Based Training): software per (auto) addestramento al computer
6. Elaborazione immagini: si tratta di software che permettono di effettuare varie operazioni sulle immagini, principalmente
ritocco fotografico ma non solo. Di questa categoria fanno parte software di livello professionale, come Adobe Photoshop
7. Progettazione: ormai quasi tutti i progetti (elettronici, meccanici, edilizi, ecc...) vengono disegnati utilizzando specifiche
applicazioni per computer, i cosiddetti CAD (Computer Aided Design).
8. Applicazioni per tablet/smartphone: sempre più diffuse sono le applicazioni destinate ai dispositivi mobili (chiamate in gergo
apps). Servono a svolgere molte operazioni, prima di tutto ovviamente quelle legate alla comunicazione (posta elettronica,
reti sociali, ecc...); ma poi molte altre, quelle più diffuse legate alla multimedialità, alle applicazioni da ufficio, ai giochi, ecc.
Per quanto riguarda il software ci sono molti strumenti, spesso già presenti nel sistema operativo Windows.
Gli Screen Reader (lettori dello schermo) sono dei software che leggono, ripetendole a voce, il nome delle icone e le frasi scritte
sul computer. Sono quindi adatti a persone con carenze visive.
È possibile dare dei comandi vocali e dettare dei testi al computer con i programmi di riconoscimento vocale. Una volta installati
nel computer, parlando attraverso un microfono, si può evitare di usare mouse e tastiera: si possono dettare i testi e scandire a
voce comandi come Salva, Apri, Spegni, ecc.
Un programma come Lente di ingrandimento di Windows (Accessori/Accessibilità) permette di fare lo zoom dello schermo,
migliorando la visibilità.
La Tastiera su schermo, sempre in Accessori/Accessibilità, visualizza una tastiera sul video in modo che si possono premere i tasti
utilizzando il mouse o la trackball.
Anche i programmi informatici sono ritenuti opere dell’ingegno e quindi sono tutelati dalla legge sul diritto d’autore.
I programmi informatici quindi non possono essere usati e duplicati senza autorizzazione.
In generale non è consentito:
1. fare delle copie non autorizzate di un software o di parte di esso;
2. andare a vedere e copiare il modo con cui è stato realizzato;
3. installarlo su diversi computer senza autorizzazione o cederlo ad altri.
Questo dipende dal fatto che quando si acquista un programma non si diventa proprietari del programmi senza alcun vincolo,
non si può fare un libero uso del programma, ma si acquisisce soltanto la licenza d’uso, detta EULA.
EULA o End User License Agreement (accordo di licenza con l’utente finale) è il contratto tra il fornitore di un programma
software e l’utente finale. Tale contratto assegna la licenza d’uso del programma all’utente nei termini stabiliti dal contratto
stesso.
Quindi è un reato:
1. installare lo stesso programma su più computer, se non è espressamente consentito nella licenza;
2. avere una copia illegale di un programma;
3. scambiare o scaricare tramite internet musica, testi, film soggetti alla tutela del copyright;
4. modificare del software e personalizzarlo per rivenderlo come proprio.
Per riconoscere software regolarmente licenziato si deve verificare il codice del prodotto, il numero di registrazione del prodotto
(Product Key) o visualizzare la licenza del software.
Un codice di licenza è una serie di numeri e lettere utilizzata per installare e registrare le versioni del software.
Questi codici si possono trovare nella scatola del prodotto, sul supporto con cui è stato distribuito il software, nel certificato di
autenticità, generalmente riportato sul computer.
Le licenze software quindi sono documenti legali allegati ai programmi. Senza un tale documento, un programma non può essere
distribuito né modificato senza l'esplicito consenso degli autori.
Esistono però delle licenze d’uso particolari che sono delle eccezioni a quanto è stato descritto finora:
1. shareware: è un tipo di licenza per i programmi che vengono lasciati usare gratuitamente per un periodo di prova. Allo
scadere del limite di tempo, se non viene acquistato, il programma cessa di funzionare. Molto simile è la versione di prova,
software limitato nel tempo o nelle funzionalità che, per poter essere utilizzato in modo completo deve essere acquistato
2. freeware: in questo caso la licenza d’uso è completamente gratuita senza limite di tempo. Basta non modificare od utilizzare
il programma per rivenderlo attribuendosi la paternità del programma.
3. Se invece si ha un software freeware che può essere liberamente modificato, con l’autorizzazione dell’autore, si dice che è
di pubblico dominio o public domain;
4. il software open source è invece libero da ogni vincolo commerciale: l’uso è gratuito e il codice con cui è stato scritto, il
codice sorgente, è a disposizione di chiunque lo voglia modificare.
Domande
1. Quali tra i seguenti software è un software di sistema?
a. Sistema operativo
b. Foglio di calcolo
c. Elaboratore di testi
d. Browser
2. Qual è una tipica operazione del sistema operativo?
a. Correzione ortografica
b. Creazione di grafici
c. Navigazione in internet
d. Copia di un documento su una chiave USB
3. Un linguaggio di programmazione
a. Serve a creare software
b. Viene utilizzato per verificare l'hardware
c. Non può utilizzare un compilatore
d. Fa parte del software di base
4. Quale, tra le seguenti, è una funzione del sistema operativo di un Personal Computer:
a. Permettere l'accesso di un utente alla rete.
b. Eseguire la correzione grammaticale.
c. Gestire i processi.
d. Visualizzare le interruzioni di pagina in un documento.
5. Si definisce come software:
a. L'insieme di tutti i programmi.
b. La componente fisica dell'elaboratore.
c. L'insieme di tutte le periferiche.
d. Il processore e il bus di sistema.
6. Il sistema operativo di un elaboratore:
a. Fa parte del software applicativo
b. Fa parte del software di base
c. Risiede solo e sempre nella memoria di massa
d. Non deve controllare le periferiche
7. Un sistema operativo si dice ad interfaccia grafica (GUI) quando:
a. E' presente un programma di grafica.
b. Viene collegata una periferica grafica.
c. Fa uso di icone.
d. Fa uso di driver.
8. È possibile installare lo stesso software su più computer?
a. No mai
b. Si sempre
c. Solo se la licenza d’uso lo consente
d. Solo se è un software applicativo
9. La legge sul Copyright
a. Permette la duplicazione dei programmi
b. Permette l’utilizzo del codice del programma
c. Permette di modificare il programma
d. Permette l’uso del programma regolarmente acquisito
10. Un programma freeware
a. Può essere usato senza licenza d'uso
b. E' uno dei componenti fondamentali di un sistema operativo
c. Risulta libero di attivare direttamente l'hardware
d. Dopo averlo installato in memoria non può essere più eliminato.
11. Cos’è EULA
a. Il contratto tra il fornitore di un programma software e l’utente finale
b. Un tipo di software
c. Una periferica hardware
d. Un motore di ricerca
12. Qual è la tipologia di software liberamente distribuibile e utilizzabile gratuitamente?
a. Shareware
b. Freeware
c. Copyright
d. Tutte le affermazioni sono errate
13. Il software Open source è senza licenza d’uso
a. I software non hanno licenza
b. Vero
c. Falso
d. Tutte le affermazioni sono errate
14. La sigla EULA significa:
a. End User Licence Agreement
b. End User Local Active
c. External Universal Licence Agreement
d. Tutte le affermazioni sono sbagliate
15. Quale non è un software applicativo?
a. MS Windows
b. Excel
c. Word
d. Photoshop
Capitolo 8
Proprietà dell’icona computer
Utilizzando il tasto destro del mouse è possibile visualizzare alcune caratteristiche hardware del calcolatore.
1. Portare la freccia del mouse sull’icona Risorse del computer presente sul Desktop e fare un clic con il tasto destro del
mouse sull’icona.
2. Scegliere con il tasto sinistro del mouse la voce Proprietà. Appare la seguente finestra.
In questa finestra è possibile leggere che versione di Windows che è installata, il tipo di processore presente, e la quantità di
memoria RAM presente.
Spegnere il computer
Per spegnere il computer si porti la freccia del mouse sul pulsante Start nella barra delle applicazioni e fate un clic con il tasto
sinistro. In fondo al menu si trova un pulsante rosso con la voce Arresta il sistema.
Tenete premuto prima il tasto ALT (da solo non compie alcuna operazione) e poi fate una singola pressione del tasto TAB: appare
la seguente immagine.
Continuando a tener premuto il tasto ALT, con singole pressioni del tasto TAB si passa dall’icona di una finestra all’altra. Quando
rilasciate il tasto ALT avrete in primo piano la finestra prescelta.
Nota. Ci sono altri tasti che svolgono particolari operazioni in Windows. In particolare il tasto Stamp permette di catturare
l’immagine dello schermo. La combinazione Alt+Stamp cattura l’immagine della finestra attiva.
Capitolo 10
Le estensioni dei file
Riconoscere i file di tipo più comune
Introduzione
In questo capitolo si analizza un elemento caratteristico dei file: le estensioni. Non è uno degli aspetti fondamentali per un utilizzo
“tipico” di Windows ed è, a mio parere, meno importante di altri argomenti, come il salvataggio dei file o la creazione delle
cartelle. In ogni caso, è un argomento utile per avere una visione più chiara del funzionamento del sistema operativo Windows.
L’estensione di un file è, in pratica, la parte del nome che indica il tipo di file: un file di testo (in questo caso, come vedremo,
l’estensione può essere “docx”, per Word 2007, “doc”, per Word 2003, “txt”, “rtf”, ecc.), un file grafico (estensione “bmp”, “gif”,
ecc.), un file sonoro (MP3, Wav, ecc.) o altro. Si può fare un paragone tra l’estensione del file e il titolo di studio che si pone in un
biglietto da visita come, ad esempio, Ing. Ronchesi o Dott. Filippi. Il titolo Ing. e Dott. servono per specificare la“categoria” della
persona.
Il sistema operativo Windows assegna ai file l’icona corrispondente alla sua estensione: quindi come vedremo, se si toglie, o si
modifica, l’estensione di un file cambierà l’icona di questo file.
L’estensione di un file normalmente non è visualizzata. Per poter vedere le estensioni è necessario un apposito comando
descritto nel prossimo paragrafo.
Visualizzare le estensioni
Proviamo a visualizzare l’estensione del file “prezzo fax” memorizzato nella cartella “acquisto fax”. Aprite la cartella “acquisto
fax” per vedere il file “prezzo fax” come in figura sottostante.
Nell’impostazione standard di Windows, come si è accennato nel paragrafo precedente, le estensioni dei file non sono visibili.
Vedremo che avere le estensioni “nascoste” semplifica la gestione dei file memorizzati, soprattutto quando si deve rinominarli.
Per visualizzare l’estensione del file “prezzo fax” fate un clic con il tasto sinistro del mouse sul menu Strumenti della barra dei
menu: tra le voci presenti, scegliete la voce Opzioni cartella.
Appare la finestra Opzioni cartella. Si vuole modificare le opzioni di visualizzazione di Windows. È necessario, quindi, visualizzare
la seconda scheda di questa finestra, la scheda Visualizzazione.
Disattivate, con un clic del mouse, questa opzione, in modo da abilitare la visualizzazione delle estensioni e premete il pulsante
OK per chiudere la finestra Opzioni cartella.
Riappare la finestra con il file “prezzo fax”. Adesso il file “prezzo fax” (come tutti gli altri file memorizzati) ha il nome con la sua
estensione: infatti sotto la sua icona appare la scritta prezzo [Link] (o forse prezzo [Link]), come in figura. L’estensione rtf è
l’estensione associata ad ogni file creato con il programma Wordpad, come nel caso del file “prezzo fax”.
Il nome del file è sempre separato dalla sua estensione da un punto. Per questo motivo, quando si deve dare un nome a un file, il
punto non può essere utilizzato.
Le estensioni quindi indicano il tipo di file. Se provate ad aprire altre cartelle noterete che adesso tutti i file hanno le loro
estensioni visualizzate, dato che l’opzione Nascondi le estensioni dei tipi di file conosciuti, disattivata in precedenza, è valida per
tutti i file memorizzati. Chiaramente le estensioni non sono le stesse per tutti i file dato che dipendono dal programma
“associato” a questi file. In un paragrafo successivo è riportato un elenco delle estensioni più tipiche.
Nota. Nella finestra Opzioni cartella, il pulsante Ripristina riporta le impostazioni alla configurazione classica di Windows.
Ad esempio, proviamo a rinominare il file “prezzo fax”. Fate un clic con il tasto destro del mouse sul file “prezzo fax”. Appare il
menù di figura.
Fate un clic sulla voce Rinomina. Il nome del file appare evidenziato e pronto ad essere sovrascritto. Scrivete, come nome del file
la frase “prezzo fax” senza l’aggiunta “.rtf”. In pratica, assegnate al file il nome che aveva in precedenza togliendo la sua
estensione.
Confermate il nome premendo il tasto “Invio” della tastiera, o con un clic su un punto “neutro” della finestra. Subito dopo aver
confermato il nuovo nome del file, appare il messaggio in figura.
Il messaggio avverte che, rinominando il file, la sua estensione è stata modificata (addirittura nel nostro caso non è stata
specificata). Il file quindi potrebbe diventare inutilizzabile, nel senso che il sistema operativo Windows potrebbe non essere in
grado di associare un programma a questo file.
Per controllare cosa succede modificando l’estensione del file, fate un clic sul pulsante Sì, confermando la modifica
dell’estensione. Il file cambia icona, e dovrebbe apparire come in figura.
Questa è l’icona che Windows associa ai file di cui non conosce l’estensione (o, come nel nostro caso, ai file che non hanno
l’estensione). Se non vedete il cambio di icona fate un clic su F5.
Adesso Windows non conosce più il programma utilizzato per creare il file “prezzo fax”: quindi se cercate di aprire il file “prezzo
fax” con due clic veloci sulla sua icona appare la finestra Apri con.
Da questa finestra si dovrebbe scegliere il programma con cui aprire il file “prezzo fax”. Invece di aprire il file, premete il pulsante
Annulla (o il pulsante x) e rinominiamo il file “prezzo fax” restituendogli l’estensione.
Ripetete gli stessi passaggi effettuati in precedenza. Fate un clic con il tasto destro del mouse sull’icona del file. Scegliete la voce
Rinomina e Assegnate al file il nome “prezzo [Link]” (vedremo che “.doc” è l’estensione relativa al programma Word 2007 e
2010). Confermate il nome del file. Subito dopo la conferma, l’icona del file cambia, assumendo l’aspetto di un file di Word.
Adesso riportiamo Windows alle impostazioni iniziali, in modo che non visualizzi le estensioni dei file. Fate un clic con il tasto
sinistro del mouse sulla voce Strumenti della barra dei menu: nel menu scegliete la voce Opzioni cartella.
Nella finestra attivate la scheda Visualizzazione. Fate un clic sulla voce “Nascondi le estensioni dei file per i tipi di file conosciuti”,
in modo da far apparire il segno di spunta (v), o fate un clic sul pulsante Ripristina.
Premete il pulsante OK. Le estensioni dei file non dovrebbero essere più visibili.
Forse avete notato la presenza delle estensioni quando sono stati descritti i passaggi per salvare un file, nella casella Salva come.
Da questa casella si può specificare il formato, e quindi l’estensione, che si vuole assegnare al file. Questo argomento risulta
troppo specifico per gli scopi di questo libro e si preferisce darne solo un accenno.
Le estensioni dei file sono quindi molto importanti: se l’estensione non è tra quelle note a Windows, il sistema operativo non è in
grado di associare il programma al file e il file non si può aprire.
Di seguito si riporta un elenco delle principali estensioni dei file che si possono incontrare, con il relativo programma associato.
Questo elenco, data la miriade di programmi esistenti, non può essere esaustivo.
Estensione: Programma:
RTF Estensione relativa a un file di testo, associata solitamente al programma Word o Wordpad.
DOC Estensione relativa a un file di testo, associata solitamente al programma Microsoft Word 2003.
DOCX Estensione relativa a un file di testo, associata solitamente al programma Microsoft Word 2007 e 2010.
TXT Estensione relativa a un file di testo, associata solitamente al programma Blocco note.
XLS Estensione relativa a un file di tipo foglio elettronico, associata solitamente al programma Microsoft Excel 2003.
XLSX Estensione relativa a un file di tipo foglio elettronico, associata solitamente al programma Microsoft Excel 2007 e 2010.
PPT Estensione relativa a un file di tipo presentazione, associata solitamente al programma Microsoft PowerPoint 2003.
PPTX Estensione relativa a un file di tipo presentazione, associata solitamente al programma Microsoft PowerPoint 2007 e 2010.
TMP Estensione relativa a un file di tipo temporaneo, che si crea quando avviene una interruzione accidentale di un programma .
ZIP Estensione relativa a un file di tipo compresso, associata solitamente al programma WinZip.
RAR Estensione relativa a un file di tipo compresso, associata solitamente al programma WinRar.
BMP Estensione relativa a un file di tipo grafico, associata solitamente al programma Microsoft Paint.
HTM Estensione relativa a un file di tipo pagina di Internet, associata solitamente al programma Internet Explorer. Anche HTML
EXE Estensione relativa a un file di tipo eseguibile: questi file sono veri e propri programmi.
MDB Estensione relativa a un file di tipo database, associata solitamente al programma Microsoft Access 2003.
ACCDB Estensione relativa a un file di tipo database, associata solitamente al programma Microsoft Access 2007 e 2010.
GIF Estensione relativa a un file di tipo grafico: può essere associata a diversi programmi di grafica.
INI Estensione relativa a un file di inizializzazione: questi file sono dei file di testo che contengono informazioni di configurazione
di un programma.
SYS Estensione relativa a un file di sistema: questi file sono, di solito, propri del sistema operativo Windows.
JPG Estensione relativa a un file di tipo grafico: può essere associata a diversi programmi di grafica.
COM Estensione relativa a un file di comandi: di solito contiene comandi del sistema operativo.
WAV, MID, Estensione relativa a file musicali. L’estensione WMA è associata ai file dei cd
MIDI, WMA, musicali, l’estensione MID o MIDI a file sonori di dimensioni ridotte.
MP3, CDA
TIFF Estensione relativa a un file di tipo grafico: può essere associata a diversi programmi di grafica. La qualità e dimensione
dell’immagine elevata.
AVI Acronimo di Audio Video Interleaved (Audio e Video Inframezzati). L'AVI è un formato contenente video/audio compressi. I
file AVI sono in circolazione fin dai tempi di Windows 3.1: non si tratta di una scoperta recente e, probabilmente, si tratta del
formato più diffuso nel settore.
WMV È il formato per antonomasia dei formati video in generale e definisce lo standard per il video digitale.
MOV Formato video digitale della Apple che può essere visualizzato con il programma freeware QuickTime.
Domande
1. Quale estensione è utilizzata da Windows per comprimere un file?
a. Rar
b. Zip
c. Tar
d. Mp3
2. Possono esistere, nella stessa cartella, due file con lo stesso nome ed estensione?
a. Sì, è possibile
b. No
c. Sì, fino a tre
d. Tutte le affermazioni sono errate
3. Quale non è l’estensione di un file di immagine?
a. Docx
b. Jpg
c. Jpeg
d. Tiff
Capitolo 11
Le proprietà dei file
File di sola lettura. File nascosti
Nel paragrafo precedente abbiamo analizzato una delle proprietà del file, il suo tipo, indicato dalla estensione. Le altre proprietà
sono specificate nella finestra della Proprietà del file.
Visualizziamo le proprietà del file “prezzo fax” memorizzato nella cartella “acquisto fax”. Aprite la cartella “acquisto fax”.
Dovrebbe essere visibile il file “prezzo fax”.
Fate un clic con il tasto destro del mouse sul file “prezzo fax” per visualizzare il menu contestuale.
Come esempio, impostiamo la proprietà di sola lettura per il file “prezzo fax” memorizzato nella cartella “acquisto fax”. Aprite la
cartella “acquisto fax”. Fate un clic con il tasto destro del mouse sul file “prezzo fax”. Appare il menu contestuale. Da questo menu
scegliete la voce Proprietà. Appare la figura precedente.
Fate un clic con il tasto sinistro del mouse nella casella Sola lettura, in modo che appaia il segno di spunta e OK per confermare.
Aprite ora il file “prezzo fax” con due clic veloci sulla sua icona. Appare il testo del file “prezzo fax”, aperto con il programma
Microsoft Word o Wordpad.
In particolare, se il file è aperto con Word 2003, Word 2007, Word 2010, appare la scritta Sola lettura nella barra del titolo.
Nella spiegazione utilizziamo il programma Wordpad, ma non c’è alcuna differenza per Word.
Modificate il contenuto del file, aggiungendo alla fine del testo la frase “o due rate da 25 euro”.
Premete il pulsante Salva. Appare la finestra “Salva con nome”. Questa finestra, normalmente, non appare dato che il file era
stato salvato in precedenza: Windows conosce già il nome del file e in quale cartella deve essere registrato.
Infatti, come si vede in figura, il nome del file è “prezzo fax” e la cartella dove è memorizzato è “acquisto fax”. Premete, in ogni
caso, il pulsante Salva per confermare il salvataggio del file modificato. Appare il seguente messaggio.
Il messaggio è chiaro: il file è di sola lettura, quindi le modifiche non possono essere salvate: il file non è aggiornabile. L’unico
modo per salvare il file con le modifiche consiste nel crearne una copia, cambiando il nome al file o salvandolo in un’altra
posizione. In ogni caso il file “prezzo fax” rimane inalterato.
Nel nostro caso non si voleva modificare il file, ma soltanto vedere come si comporta il sistema operativo Windows se un file è di
sola lettura. Possiamo quindi chiudere la finestra “Salva con nome” con un clic sul pulsante Annulla (o premendo il pulsante con
la x). Si ritorna sul testo.
Si può ora chiudere il programma Wordpad con il pulsante di chiusura x. Dato che le modifiche non sono state registrate appare il
messaggio sottostante.
Dato che non ci interessa salvare le modifiche al testo, premete il pulsante No. Il programma Wordpad si chiude lasciando il file
inalterato.
Se volete potete togliere l’attributo di Sola lettura al file “prezzo fax”, ripetendo i passaggi descritti all’inizio del paragrafo.
L’attributo Nascosto
L’attributo Nascosto serve a rendere non visibile l’icona di un file, nella configurazione tipica di Windows. Un file viene, di solito,
nascosto per evitare che sia cancellato per sbaglio. Ad esempio, i file di sistema, fondamentali per il funzionamento di Windows,
hanno l’attributo nascosto attivo.
Come accennato in precedenza, normalmente Windows non visualizza i file nascosti, per evitare delle accidentali cancellazioni.
Prima di provare a “nascondere” il file “prezzo fax”, controlliamo se la configurazione di Windows è impostata in modo corretto.
Aprite la cartella “acquisto fax”. Fate un clic sul menu Strumenti e scegliete la voce Opzioni cartella.
Appare la finestra Opzioni cartella, già analizzata quando abbiamo parlato delle estensioni dei file. Anche in questo caso si vuole
agire sulle opzioni di visualizzazione di Windows. È necessario, quindi, visualizzare la seconda scheda di questa finestra, la scheda
Visualizzazione.
Se l’opzione Non visualizzare cartelle e file nascosti è attiva (come in figura), allora avete la configurazione classica di Windows,
con i file nascosti non visibili. In caso contrario fate un clic nel cerchietto (pulsante radio button), in modo che appaia il puntino
all’interno.
Adesso che siamo sicuri di essere nella configurazione standard di Windows, nascondiamo il file “prezzo fax” memorizzato nella
cartella “acquisto fax”.
• Fate un clic con il tasto destro del mouse sul file “prezzo fax”. Appare il menu contestuale. Scegliete la voce Proprietà. Appare
la finestra delle proprietà del file descritta nei paragrafi precedenti.
• Fate un clic con il tasto sinistro del mouse nella casella Nascosto, in modo che appaia il segno di spunta.
• Fate un clic sul pulsante OK per confermare.
Controlliamo se ora il file “prezzo fax” non è più visibile. Se il file è effettivamente scomparso allora tutto si è svolto
correttamente.
Può capitare però che, una volta impostato l’attributo nascosto per un file, questi risulti ancora visibile con l’ icona “sfumata”.In
questo caso è necessario fare un aggiornamento della finestra, premendo il tasto funzione F5 sulla tastiera. Con la pressione di
questo tasto si ha un refresh della finestra corrente e tutta la situazione è aggiornata.
Per rivedere il file “prezzo fax” è necessario impostare Windows in modo da rendere visibili i file nascosti. Ripetiamo i passaggi
svolti in precedenza. Fate un clic sul menu Strumenti e scegliete la voce Opzioni cartella. Fate un clic con il tasto sinistro del
mouse sulla voce Visualizzazione.
Per visualizzare i file nascosti, fate un clic nel cerchietto (pulsante radio button) della voce Visualizza cartelle e file nascosti,
indicata in figura, in modo che appaia il puntino all’interno.
Fate un clic sul pulsante OK per chiudere la finestra Opzioni cartella.
Adesso il file “prezzo fax” dovrebbe essere visibile con l’icona sfumata.
Togliamo ora gli attributi impostati per il file “prezzo fax”. Fate ora un clic con il tasto destro del mouse sul file “prezzo fax”.
Appare il menu contestuale. Scegliete la voce Proprietà.
Fate un clic con il tasto sinistro del mouse nella casella Nascosto (ed eventualmente anche nella casella Sola lettura), in modo da
togliere i segni di spunta.
Se volete, ripetendo i passaggi descritti in precedenza, potete impostare Windows in modo che i file nascosti non siano visibili:
dovete fare un clic nel cerchietto (pulsante radio button) della voce Non visualizzare cartelle e file nascosti, oppure premere il
pulsante Ripristina per riportare Windows alla configurazione originale.
Domande
1. Quale voce del menu di scelta rapida permette di controllare le dimensioni di un file?
a. Proprietà
b. Dimensioni
c. Contenuto
d. Directory
Capitolo 12
Cancellare e recuperare un file
Eliminare file, ripristinare file, gestione del Cestino
Introduzione
I file che non sono più utilizzati possono essere cancellati dalle cartelle dove sono memorizzati. I file si possono cancellare per
liberare lo spazio che occupano nella memoria del calcolatore. In realtà questa esigenza non è più molto sentita: la dimensione
dei file che normalmente creiamo (utilizzando programmi tipo Word) è notevolmente inferiore alla capacità degli attuali hard
disk. Quindi, nella memoria di un calcolatore possono tranquillamente essere presenti migliaia di file, senza che si crei una
saturazione della memoria.
Cancellare un file può invece essere utile per mantenere ordine all’interno delle. Eliminando i file inutili, si evita di avere cartelle
con all’interno una grande quantità di file di cui non si ricorda il contenuto.
Come vedremo nel corso del capitolo, la cancellazione di un file dall’hard disk comporta lo spostamento del file dalla cartella che
lo contiene in un’area di memoria detta Cestino. È possibile quindi utilizzare il Cestino per recuperare dei file cancellati per
sbaglio. Vedremo invece, che la cancellazione di un file dai dispositivi rimovibili è definitiva.
Proviamo a cancellare il file “prezzo fax”, contenuto nella cartella “acquisto fax”, sottocartella della cartella acquisti. Visualizzate il
contenuto della cartella “acquisto fax”.
Ci sono diversi modi per cancellare la cartella. Descriviamo i più diretti:
• Fare un clic con il tasto sinistro del mouse per evidenziare il file. Premere il tasto CANC sulla tastiera.
• Fare un clic con il tasto destro del mouse sulla cartella. Scegliere, dal menu contestuale, la voce Elimina.
Un altro modo è la voce Elimina dal menu File. Oppure trascinarlo nel Cestino.
Chiaramente basta usare un solo modo, quello che preferite, o quello più adatto al momento.
In ogni caso, dopo aver effettuato il comando di eliminazione, dovrebbe apparire il messaggio seguente.
La cancellazione deve essere quindi confermata con un clic sul pulsante Sì. Il pulsante No (o un clic sul pulsante di chiusura x)
annulla la cancellazione del file.
In generale, un file dopo essere stato cancellato non è eliminato dalla memoria del computer, ma viene posto in una area
particolare di memoria detta Cestino, da dove, come si vedrà nei paragrafi successivi, è possibile recuperarlo.
Se la dimensione dei file è molto grande può apparire una finestra che visualizza la cancellazione in corso. Confermate la
cancellazione.
Annullare la cancellazione di un file
Se non sono stati effettuati altri comandi dopo la cancellazione del file “prezzo fax”, è possibile “annullare” immediatamente la
cancellazione con il comando Annulla del menu Modifica.
Fate un clic sulla voce Annulla. Il file “prezzo fax” dovrebbe riapparire. Cancellatelo nuovamente con i passaggi descritti in
precedenza.
Il Cestino
Il comando Annulla, descritto nel paragrafo precedente, permette di ripristinare il file cancellato solo se è applicato
immediatamente dopo la cancellazione. Vedremo ora come recuperare, anche dopo un certo periodo di tempo, un file
cancellato.
In generale, un file dopo essere stato cancellato non è eliminato dalla memoria del computer, ma viene spostato in una area
particolare di memoria, detta Cestino, da dove è possibile recuperarlo.
L’immagine del Cestino rappresenta, in modo simbolico, un posto dove “buttare” i file che non servono più. In realtà il Cestino è
una porzione (circa il 10%) dell’Hard disk, utilizzata per contenere i file che sono stati cancellati. Se che un file cancellato risulta
ancora utile, posso aprire il Cestino e riportare il file nella sua cartella di origine. Altrimenti posso eliminare dal Cestino (quindi in
modo definitivo) un file che sono sicuro di non dover più utilizzare.
Aprire il Cestino
Per aprire il Cestino e visualizzare il suo contenuto, si effettuano gli stessi passaggi utilizzati per aprire una qualsiasi icona.
• portate la freccia del mouse sull’icona del Cestino;
• fate due clic veloci con il tasto sinistro del mouse.
Appare la finestra del Cestino (con il file “prezzo fax” al suo interno): questa finestra dovrebbe avere un aspetto simile a quello in
figura.
Come recuperare un file cancellato dal Cestino
Ci sono due modi per recuperare un file dal Cestino e riportarlo nella posizione originaria:
• fare un clic con il tasto sinistro del mouse sul file “prezzo fax” per evidenziarlo e scegliere la voce Ripristina dal menu File;
• fare un clic con il tasto destro del mouse sul file “prezzo fax”. Nel menu contestuale scegliere la voce Ripristina.
In entrambi i modi, il file scompare dal Cestino e ritorna nella sua cartella originaria. Per controllare aprite la cartella “acquisto
fax”. Al suo interno dovrebbe essere tornato il file “prezzo fax”.
Premete il pulsante Sì, per confermare l’eliminazione. Sparisce l’icona del file dal Cestino. Il file non è più visibile, quindi non si
può recuperare con il comando Ripristina.
In realtà il file è ancora presente nell’Hard disk anche se la sua icona non è più visibile. Infatti, il sistema operativo Windows non
cancella subito dalla memoria i file eliminati, ma “segna” lo spazio di memoria che essi stanno occupando come disponibile per la
memorizzazione (futura) di altri file. Questo spazio verrà occupato solo quando un file, da inserire in memoria, non troverà altro
spazio libero di memoria: il file cancellato sarà allora (definitivamente) rimosso, e il suo posto viene occupato dall’altro file.
Questo concetto è importante, dato che ci sono dei programmi (disponibili dai rivenditori di computer o in Internet) che
permettono di recuperare anche i file cancellati dal Cestino, in modo definitivo: questo è possibile dato che essi sono, in realtà,
ancora presenti nell’Hard disk
Quindi se, per errore, cancellate dal Cestino un file di cui avete ancora bisogno, potete chiedere aiuto presso un rivenditore di
PC. Con dei programmi “di recupero” dei file cancellati dovrebbe essere in grado di riottenere il file desiderato.
Teoricamente la cancellazione definitiva avviene solamente con la formattazione dell’unità di memoria. In realtà esistono degli
strumenti molto sofisticati, utilizzati ad esempio dalla Polizia, che permettono il recupero anche in questi casi.
Il Cestino ora non contiene più alcun file. La sua icona non è più un cestino con dei fogli ma un Cestino vuoto.
Selezionare più file
Fino ad ora abbiamo fatto varie operazioni su un singolo file o cartella. Ma tutte le operazioni descritte si possono eseguire
anche su gruppi di file. Basta selezionarli in modo corretto.
Esistono vari modi per effettuare la selezione di più elementi. Ad esempio aprite la cartella acquisti fatturabili che contiene tre
cartelle, “acquisto fax”, acquisto libro e “acquisto matite”.
In alternativa puoi selezionare più file con la tastiera. Per selezionare più file o cartelle adiacenti:
• seleziona il primo file con un clic;
• premi e mantieni premuto il tasto MAIUSC;
• fai clic sull'ultimo oggetto.
Per selezionare cartelle o file non adiacenti:
• seleziona il primo file con un clic;
• premi e mantieni premuto il tasto CTRL;
• seleziona i singoli oggetti.
Per selezionare tutte le cartelle o i file visualizzati nella finestra, scegli Seleziona tutto dal menu Modifica.
Se si sono selezionati tutti i file o tutte le cartelle e si desidera annullare la selezione, fare clic su un'area vuota della finestra della
cartella.
Domande
1. Si può disegnare un rettangolo per selezionare più elementi. La selezione deve iniziare su uno degli elementi?
a. Sì, deve iniziare su quello più a sinistra
b. No, in un punto vuoto
c. Sì, deve iniziare su quello più a destra
Capitolo 13
I collegamenti ai file
Creare e gestire un’icona di collegamento
Introduzione
In questo capitolo sono spiegati i collegamenti ai file o alle cartelle. Questo argomento non è di fondamentale importanza
nell’utilizzo del sistema operativo Windows, ma, se utilizzato in modo accorto, può facilitare l’uso quotidiano del calcolatore.
I collegamenti
Un collegamento è una rappresentazione di un file: il collegamento può essere visto come un “pulsante” attraverso il quale si può
richiamare un dato file. Un collegamento è utile per accedere ad un file in modo rapido. Infatti, i collegamenti possono essere
memorizzati nella posizione (ad esempio sul Desktop) più “comoda”, senza spostare il file originale. Per aprire il file sarà
sufficiente aprire il relativo collegamento.
Di solito, quando si installa un programma, si crea automaticamente un collegamento a questo programma. Basta quindi fare due
clic sul collegamento per avviare il programma, senza dover rintracciare la cartella dove è stato memorizzato.
Un collegamento può essere spostato, cancellato, rinominato, senza che il file originale abbia alcuna modifica. Inoltre lo spazio di
memoria occupato da un collegamento è inferiore rispetto al file originale.
Creare un collegamento
Proviamo a creare un collegamento al file “prezzo fax” memorizzato nella cartella “acquisto fax”. Aprite la “acquisto fax”. Fate un
clic con il tasto destro del mouse sul file “prezzo fax”. Appare il menu contestuale in figura.
Da questo menu scegliete la voce Crea collegamento. Appare il collegamento al file “prezzo fax” nella stessa cartella del file
originale (“acquisto fax”), come in figura.
L’icona del collegamento è la stessa di quella del file originale. L’unica distinzione e la piccola freccia che indica che il file è un
collegamento, cioè un “rimando” a un altro file.
Nota. Si può creare un collegamento anche trascinando l’icona con il tasto ALT premuto.
Proprietà di un collegamento
Vediamo ora le proprietà del file Collegamento a “prezzo fax”, per confrontarle con quelle del file originale. Fate un clic con il
tasto destro del mouse sul file Collegamento a “prezzo fax”. Dal menu contestuale scegliete la voce Proprietà.
In figura sono visualizzate le proprietà del file “prezzo fax” e del suo collegamento.
Confrontando le proprietà del file originale e del suo collegamento, si vede che la dimensione del collegamento (in byte) è
diversa. Questo perché il collegamento non è una copia del file originale, ma solo un rimando al file.
Il luogo più adatto dove mettere i collegamenti è il Desktop, che è il primo elemento visualizzato al termine della fase di avvio di
Windows. Se i collegamenti ai file sono inseriti nel Desktop si può subito aprire questi file attraverso i loro collegamenti.
Windows ha un comando dedicato alla creazione del collegamento sul Desktop per evitare di spostare l’icona. Aprite la cartella
“acquisto fax”.
Fate un clic con il tasto destro del mouse sul file “prezzo fax”. Appare il menu contestuale in figura.
Scegliete la voce Invia a e successivamente Desktop (crea collegamento). Chiudete la finestra della cartella “acquisto fax”
(pulsante x), in modo da visualizzare il Desktop. Il file “prezzo fax-collegamento” dovrebbe apparire sul Desktop.
Se volete aprire il file “prezzo fax” potete fare due clic con tasto sinistro del mouse sul suo collegamento. Appare il testo del file
“prezzo fax”.
Nota. In generale, si consiglia di non creare troppi collegamenti sul Desktop. Un primo motivo è di ordine pratico: troppe icone
creano confusione e alla fine non si riesce più ad orientarsi tra tutti i collegamenti che ci sono.
Un altro problema riguarda Windows: ogni volta che si accende il computer, prima di visualizzare il Desktop, il sistema operativo
deve ricostruire il percorso al file originale per ogni collegamento presente. Quindi troppi collegamenti porterebbero a un
rallentamento dell’avvio di Windows.
Domande
1. Trascinando un file si crea un collegamento tenendo premuto il tasto…
a. Ctrl
b. Shift
c. Alt
d. Alt gr
Capitolo 14
Personalizzare Windows
Modificare le impostazioni del computer
Introduzione
È possibile personalizzare Windows in base alle proprie preferenze: aggiungere una lingua per la tastiera, modificare lo sfondo
per visualizzare l'immagine preferita, modificare uno screen saver originale, aggiungere suoni specifici, cambiare i tipi di carattere
e molto altro ancora.
Il pannello di controllo
Tutte le personalizzazioni di Windows si possono effettuare dal Pannello di controllo. Per visualizzarlo fate un clic su Start e
scegliete la voce Pannello di controllo.
Nella finestra appaiono gli elementi di Windows che si possono personalizzare. Molto spesso le stesse impostazioni si possono
avere con un clic del tasto destro sull’elemento.
Aspetto e temi
Fate un clic su Personalizzazione.
Paese e lingua
La voce Paese e lingua selezionare l'impostazione internazionale di cui si desidera utilizzare il formato di data, di ora, dei numeri
e della valuta, in modo che corrisponda agli standard o alla lingua utilizzati nel paese o nell'area in cui
ci si trova.
Per modificare i formati di data e ora fare un clic nelle relative caselle. Con il pulsante Impostazioni
aggiuntive si può cambiare il formato della valuta.
Si deve fare attenzione che queste impostazioni influenzano la visualizzazione dei dati di molti programmi, come la data, all'ora o
la valuta in Microsoft Office Excel o l’Orologio di Windows. Nella finestra Paese e lingua è presente la scheda Tastiere e Lingue
per visualizzare ed aggiungere le lingue e layout di tastiera per l’immissione dei dati.
Con il pulsante Cambia tastiere puoi visualizzare le impostazioni della lingua e selezionare una delle lingue installate.
La stessa finestra appare con un clic del tasto destro del mouse sul pulsante che rappresenta le lingue o le tastiere nella Barra
della lingua, presente nella Barra delle applicazioni, con la voce Impostazioni. Le lettere sul pulsante della lingua rappresentano
la lingua attiva. Ad esempio, IT rappresenta l'italiano.
Con il pulsante Aggiungi puoi selezionare dal menu una ulteriore lingua o layout di tastiera.
Data e ora
Si può cambiare la data e l’ora visualizzata con il comando Data e ora.
La stessa finestra appare con un clic sull’orologio nella Barra delle applicazioni, scegliendo la voce
Modifica impostazioni data e ora.
Con Modifica data e ora puoi modificare il mese, l’anno e il giorno. Per cambiare l'ora, fai doppio
clic sul valore corrispondente e utilizza le frecce di incremento e decremento. Stessa procedura
per i minuti e per i secondi.
Volume audio
La voce Audio gestisce le periferiche relative ai suoni.
Per regolare il volume conviene agire sul pulsante a forma di un altoparlante che appare nella Barra delle applicazioni.
Con un clic su una delle voci dell’elenco appare il pulsante Disinstalla che permette di togliere dei componenti del programma
selezionato. Si può anche disinstallare l’intera applicazione.
In realtà si deve usare questa finestra con molta cautela, dato che si potrebbe cancellare qualche programma fondamentale di
Windows. Inoltre quasi tutti i programmi hanno uno specifico software di disinstallazione che si raggiunge dal pulsante Start.
Domande
1. “Programmi e funzionalità” serve a modificare e rimuovere i software installati nel computer
a. Programmi e funzionalità non esiste
b. È corretto
c. Il programma si chiama “Software”
d. Il programma si chiama “Installazione”
2. È possibile modificare le impostazioni dell’orologio dal Pannello di controllo?
a. No, solo dal menu Avvio
b. No solo dalla Barra delle applicazioni
c. Sì
d. Tutte le affermazioni sono errate
3. Il volume dell’audio si può regolare nella Barra delle applicazioni solo se si è amministratore
a. Vero
b. Falso
c. L’icona non è nella Barra delle applicazioni
d. Tutte le affermazioni sono sbagliate
Capitolo 15
Compressione
Comprimere e estrarre file in una cartella di una unità
I programmi di compressione, di solito, riescono a ridurre le dimensioni sostituendo molti caratteri di informazioni ripetitive con
pochi caratteri e di trasmettere una sola copia delle sequenze di dati ripetute. Tutto questo è trasparente per l’utente.
Basta fare un clic, con il tasto destro del mouse, sulla sua icona e scegliere la voce
Invia a/Cartella compressa.
Viene creata una copia del file con l’aspetto di una pressa.
Per decomprimere basta scegliere la voce Estrai qui dal menu contestuale che appare
con un clic del tasto destro del mouse.
Domande
1. La compressione di un file:
a. Aumenta le dimensioni
b. Diminuisce le dimensioni
c. Non ha effetto sulle dimensioni
d. Tutte le affermazioni sono errate
Le reti
Capitolo 16
Concetti di reti
Il progetto di una rete copre ampie problematiche che vanno della sua architettura fisica alla codifica dei dati per facilitare la
trasmissione, fino alla costruzione del software applicativo che mette a disposizione degli utenti i servizi di rete.
Negli ultimi due decenni, grazie alla rapida evoluzione delle tecnologie telematiche, c’è stata una espansione frenetica delle reti
sia a livello locale (nelle aziende e negli uffici), sia a livello mondiale (Internet).
Internet è una rete di calcolatori che collega elaboratori situati in ogni parte del mondo; attualmente consente a centinaia di
milioni di utenti di collegarsi gli uni agli altri per scambiare documenti, immagini o semplici messaggi. In realtà internet è una
rete di reti, cioè, collega fisicamente tra loro centinaia di migliaia di reti locali di elaboratori.
Quindi internet è l’insieme dei computer, dei cavi, dei dispositivi fisici tutti connessi tra loro.
Molteplici sono i dispositivi che possono essere collegati alla rete: computer, tablet, smartphone, telefonini, console di gioco,
televisori, ecc.
Internet offre molti servizi; due sono i più conosciuti e usati:
• la posta elettronica,
• il WWW (World Wide Web).
Internet ha origine come rete militare durante il periodo della Guerra Fredda.
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti aveva creato un sistema di collegamento tra 4 importanti elaboratori militari, in
modo che, se per un attacco atomico le linee telefoniche tradizionali fossero state distrutte, ci fosse un sistema di collegamento
alternativo.
Il nome di questa rete era ARPANET. ARPANET continuò ad espandersi anche oltre l'Atlantico.
Quando le esigenze militari vennero meno, intorno al 1983, Il Ministero della Difesa lasciò tutto l’apparato di collegamento alle
più importanti università per agevolare la diffusione delle informazioni scientifiche e per poter ottimizzare tutte le risorse di
calcolo a disposizione. È la nascita di internet.
Il successo di internet è basato sul modo semplice ed efficace che hanno gli utenti per accedere alle informazioni. L’utilizzo di
pagine ipertestuali, il WWW.
Infatti, alla fine degli anni 80 il CERN (Centro Europeo per le Ricerche Nucleari) di Ginevra, mette a punto il WWW (World Wide
Web).
Il WWW consiste nell’organizzazione delle informazioni in modo ipertestuale; dal 1994 l’utilizzo del WWW, assieme alla
diminuzione dei costi di accesso ed utilizzo della rete, ha permesso un incremento esponenziale nella diffusione di internet.
Quindi un link permette di raggiungere altre risorse di internet. Per consentire i passaggi ipertestuali si è sviluppato il cosiddetto
URL (Uniform Resource Locator) che rappresenta il nome con le risorse sono conosciute dalla rete internet.
Quindi un link permette di raggiungere altre risorse di Internet. Per consentire i passaggi ipertestuali si è sviluppato il cosiddetto
URL (Uniform Resource Locator) che rappresenta il nome preciso e univoco con il quale le risorse sono conosciute dalla rete
Internet.
Alcuni esempi:
• .org: sito organizzativo
• .edu: sito relativo all’educazione
• .com: sito di commercio
• .gov: sito governativo
• .net: enti che si occupano della rete
• .mil: enti militari
Se l’indirizzo è più lungo è perché indica la pagina che viene visualizzata in quel determinato momento, come ad esempio
[Link]
Il Browser
Precedentemente si è scritto dell’HTML, il linguaggio con cui vengono scritte le pagine internet. Per poter interpretare tale
codice è necessario un particolare programma chiamato Internet browser.
I browser più diffusi sono Microsoft Edge, Mozilla Firefox, Google Chrome.
Per motore di ricerca si intende un sito internet specifico che permette di ricercare informazioni sul web a partire da una parole
chiave. I più diffusi motori di ricerca sono Google, Yahoo!, Bing.
Oltre alle pagine Web, internet mette a disposizione vari servizi:
• E-Mail: il servizio di posta elettronica
• E-commerce: commercio e vendita on line
• E-Learning: istruzione attraverso la rete
• Download e Upload di file: la possibilità di scaricare programmi, immagini, documenti, in generale file, dai siti internet. Questo
processo è chiamato Download. Viceversa la possibilità di inserire contenuti in siti che li ospitano è chiamato Upload: ad esempio,
inserire un filmato su Youtube. Le velocità di caricamento e scaricamento dipendono dal tipo di linea di modem e si misurano in bit
per secondo (bps), Kilobit per secondo (Kbps), megabit per secondo (Mbps), gigabit per secondo (GBps). Con l'introduzione della
tecnologia ADSL intorno al 2000 la velocità di trasferimento è di 20 mbps (milioni di bit al secondo). Con la fibra ottica, usata
soprattutto per le dorsali dei fornitori di servizi internet, si raggiungono velocità di trasmissione dati dell'ordine dei gbps (miliardi di
bit al secondo). Le reti locali cablate sono passate negli anni da velocità di trasmissione dati di 10 mbps a 100 e poi a 1000 mbps. Le
reti wireless inizialmente usavano il protocollo 802.11b (11 mbps teorici) poi sono passate al protocollo 802.11g (54 mbps teorici)
mentre oggi è diffuso il protocollo 802.11n (da 150 a 450 mbps teorici).
• Home-banking: gestione del conto corrente attraverso la rete.
• Istant messanging: (IM) scambio in tempo reale di messaggi di testo.
• Telelavoro: attività lavorativa svolta in un luogo diverso dall’azienda, normalmente a casa.
• Voip (Voice Over Internet Protocol): conversazione telefonica tramite internet. Permette di veicolare le chiamate audio e video,
trasformate in pacchetti di dati, attraverso internet. Oggi la maggior parte delle telefonate avvengono, anche se non ce ne rendiamo
conto, utilizzando questo protocollo; molti utenti inoltre lo utilizzando da computer con programmi come Skype.
• Video chiamata: chiamata telefonica con la visione degli utenti tramite la webcam
• Feed RSS: possibilità di avere disposizione gli ultimi aggiornamenti di un sito.
• Blog: un diario personale on line.
• Podcast: un programma radio o video registrato in internet.
• Forum: community di condivisione
• Streaming TV: possibilità di usufruire della TV via Internet
• Cloud computing: utilizzare delle risorse offerte da un provider per la memorizzazione e l’utilizzo di risorse online
Intranet, Extranet e VPN
Intranet è una rete locale (LAN), o un raggruppamento di reti locali, usata all'interno di una organizzazione, di una impresa, per la
comunicazione e l'accesso alle informazioni aziendali, che può essere ad accesso ristretto. In pratica è una rete internet interna
cioè con un aspetto del tutto simile alla rete internet, con pagine ipertestuali, link, posta elettronica, ecc. per navigare all’interno
della struttura dell’azienda: quindi ci può essere un link per raggiungere la pagina web del magazzino, dell’ufficio commerciale,
ecc.
Non è altro che il sistema di siti che formano uno spazio web interno alla azienda.
A livello tecnologico l'intranet può essere definita come la rete informatica interna basata sul protocollo TCP/IP.
Quando una parte della intranet viene resa accessibile a clienti, partner o altre persone esterne all'organizzazione, tale parte
diventa una extranet: ad esempio se il catalogo dei prodotti dell’azienda viene reso accessibile anche da utenti esterni si ha una
extranet.
Una VPN è una rete privata che sfrutta una rete pubblica, la rete internet, per permettere ai computer appartenenti alla rete di
comunicare tra loro come se fossero collegati allo stesso server. Il termine “Virtuale” è dovuto al fatto che i computer non sono
effettivamente collegati solo tra loro, non hanno delle linee dedicate, ma utilizzano una struttura pubblica quale, appunto, la rete
internet. La rete VPN permette a computer ubicati in luoghi fisici diversi di stabilire un collegamento privato come se ci fosse un
“tunnel” virtuale che corre tra i nodi pubblici di internet.
Dato che le connessioni a internet sono connessioni pubbliche, quindi con accesso non protetto, c’è il rischio che le informazioni
trasmessa sul web attraverso una VPN possano essere intercettate. Per questo motivo con una rete VPN è possibile crittografare i
dati e inviarli solo a un computer, o a gruppi di computer specifici. Inoltre i collegamenti attraverso le reti VPN necessitano di una
autenticazione all’accesso, in modo che l’utilizzo sia concesso solo a utenti autorizzati. La sicurezza è quindi garantita dai
protocolli di cifratura e dall’autenticazione.
Domande
1. Cosa signifiva VPN?
a. Very Ping Net
b. Virtual Private Network
c. Virtual Public Network
d. Very Private Net
2. Cosa si intende per WWW
a. È un sinonimo di internet
b. È l’insieme delle pagine ipertestuali
c. È l’insieme dei calcolatori collegati alla rete
d. È un protocollo di rete
3. Internet è
a. Un ipertesto distribuito.
b. Una rete di calcolatori.
c. Un browser.
d. Un protocollo di comunicazione
4. Non è un servizio di rete:
a. La gestione dei processi.
b. La posta elettronica.
c. La condivisione dei file.
d. La condivisione delle periferiche.
5. Il principale vantaggio di una rete è
a. La riservatezza delle informazioni.
b. La facilità di utilizzo del sistema operativo.
c. La condivisione delle risorse.
d. L'aumento della velocità di esecuzione delle operazioni.
6. Trasferire una immagine da una pagina Web al proprio computer significa:
a. Scaricare
b. Caricare
c. Cancellare
d. Tutte le affermazioni sono sbagliate
Accesso a una rete
Capitolo 17
Collegarsi a una rete
Esistono abbonamenti diversi a seconda della velocità di connessione: in genere si parla di connessione su linea telefonica
tradizionale, fino a 56 bps (kilobit al secondo), e di connessione a banda larga. Con il termine banda larga ci si riferisce in generale
alla trasmissione e ricezione dati, inviati e ricevuti simultaneamente in maggiore quantità, sullo stesso cavo: spesso banda larga è
sinonimo di linea ADSL, ma, in generale, s’intende una connessione più veloce di quella assicurata da un normale modem per
linea telefonica tradizionale.
La connessione flat è sempre attiva, tipicamente a tariffa fissa, con alta velocità: essendo sempre aperta esiste un rischio
maggiore di intrusioni.
Prima di sottoscrivere un abbonamento con un ISP, è importante saperne valutare la qualità e la convenienza, che dipende da
diversi fattori.
Velocità di trasmissione dati in entrata e in uscita: in base alle proprie esigenze può essere conveniente spendere un po' di più
per avere una connessione più veloce. Bisogna inoltre essere coscienti del fatto che la velocità indicata è quella massima teorica,
mentre raramente viene specificata quella minima garantita.
Limiti di tempo o di quantità di dati: oggi la maggior parte delle offerte ADSL sono senza limiti né di tempo né di quantità di dati
mentre per quelle di telefonia cellulare vengono imposti dei limiti più spesso relativi alla quantità di dati che di tempo. Alcune
offerte prevedono un pagamento consistente per i dati scaricati in eccesso, mentre altre prevedono solo un rallentamento della
connessione oltre una certa quantità di dati.
Costi: attualmente la concorrenza tra le varie compagnie telefoniche fa sì che i costi siano abbastanza allineati verso il basso.
Possibilità di connessione a Internet
L'accesso a internet è possibile oggi attraverso varie modalità di connessione, che si differenziano per il tipo di collegamento
fisico e di banda di trasmissione:
1. Si può utilizzare la linea telefonica tradizionale.
2. Si può usare il telefono cellulare come modem, attraverso le reti 3G (terza generazione).
3. La versione successiva 4G che permette velocità anche superiori.
4. Si può configurare l’accesso a Internet via cavo: è una connessione a banda larga che utilizza lo stesso cablaggio della
TV via cavo.
5. Connessione Wireless: in generale indica una connessione ad internet senza il filo. Può essere ad esempio il caso
dell’utilizzo di un modem ADSL in un’abitazione che permette la connessione a vari computer nella casa attraverso le
onde radio, In questo caso il modem svolge la funzione di router, nel senso che permette connessioni multiple. Può
essere anche il caso della connessione tramite le Internet Key: si parla in questo caso di Internet Mobile. Oppure i casi
degli access point wireless presenti negli aeroporti, negli alberghi, ecc.
6. Wi-max: è una connessione senza fili a banda larga che, rispetto al wi-fi, è in grado di raggiungere velocità maggiori e
di diffondersi a maggiore distanza (decine di km anziché decine di metri). In Italia non è ancora presente, mentre in
altri paesi il wi-max è già una realtà.
7. Connessione tramite il satellite: è una connessione a banda larga attraverso onde radio verso un satellite di
trasmissione. Permette di navigare a buone velocità nelle località non coperte dalla linea ADSL.
Nel caso di Windows, per visualizzare l’elenco delle reti wireless disponibili, si deve cliccare sull’icona della rete nell’area di
notifica, accanto all’orologio di Windows.
A questo punto si può selezionare il nome della rete wireless a cui collegarsi.
Se si vuole che Windows si connetta automaticamente alla rete Wi-Fi selezionata ogni volta che questa è disponibile e ne ricordi
la password di accesso, mettere il segno di spunta accanto alla voce Connetti automaticamente prima di avviare la connessione.
Se la rete e protetta, è necessario disporre della chiave di sicurezza di rete. Digitare la password impostata per la connessione nel
campo Chiave di sicurezza e cliccare su OK. Se la password è corretta, al termine della procedura, viene segnalato che la
connessione alla rete senza fili e stata stabilita.
In maniera predefinita, Windows memorizza le password delle connessioni Wi-Fi e si connette automaticamente a queste ultime
quando il livello del segnale lo permette.
Ricordiamo che entrare in una rete WiFi (protetta o libera) senza il benestare del proprietario, carpendo in modo fraudolento la
chiave di sicurezza, è un reato perseguibile a termini di legge.
1. Un hotspot WiFi
Domande
a. È un punto di accesso ad internet, con tecnologia cablata, aperto al pubblico
b. È un punto di accesso a internet, con tecnologia cablata, non aperto al pubblico
c. È un punto di accesso a internet, con tecnologia wireless, aperto al pubblico
d. È un punto di accesso a internet, con tecnologia wireless, non aperto al pubblico
2. Quale tipo di rete offre maggior sicurezza?
a. Una rete WiFi
b. Una rete cablata
c. Entrambe offrono la stessa sicurezza
d. Tutte le affermazioni sono errate
3. Quale non è una connessione a internet?
a. Wireless
b. Satellite
c. Laser
d. Radio
4. Kbps significa
a. Kilobit al secondo
b. KiloByte al secondo
c. Kilobit software
d. KiloByte Software
5. Quale tra i seguenti è un modo per connettersi a internet?
a. Modem analogico
b. Satellite
c. WiFi
d. Tutte le affermazioni sono corrette
6. La sigla ISP significa:
a. Internet Service Provider
b. Integrate SMS Proxy
c. Internal Sound Pilot
d. Internet Service Proxy
Capitolo 18
Sicurezza
Protezione dei dati e dei dispositivi elettronici
Firewall
Un firewall (letteralmente, muro di fuoco) è un software, o un hardware, se non addirittura un computer o un insieme di
computer posto sul “confine” telematico, ad esempio presso il modem o il router, tra un computer, o una rete locale, e il resto
del mondo collegato alla rete.
Serve per proteggere contro aggressioni provenienti dall’esterno e blocca eventuali programmi presenti sul computer che
tentano di accedere a internet senza il controllo dell’utente. Il firewall applica dei filtri software ai dati in entrata e in uscita, per
bloccare gli attacchi via internet.
È quindi importante avere una copia di sicurezza (backup) dei dati che permetta di ricostruirli in caso di perdita. Fare il backup
significa copiare tutti i dati del sistema su di un supporto esterno come un hard disk esterno, un hard disk in rete, una unità
nastro, un CD/DVD, una chiave USB, ecc.
Il backup permette di mantenere una copia di riserva dei propri dati e programmi. In caso di perdita accidentali dei dati originali,
per sbalzi di tensione, danni hardware, incidenti, furti, ecc. si ha la possibilità di ripristino della situazione esistente fino all’ultimo
backup.
I dati da salvare nella copia di sicurezza sono quelli che l’utente ritiene importanti per la sua attività, le informazioni di carattere
finanziario, i siti preferiti e la cronologia del browser.
La maggior parte degli utenti riesce a capire l’importanza dell’operazione di backup dei file. Le principali ragioni per cui molti
utenti non effettuano le operazioni di backup possono riassumersi in 4 punti:
• non sono al corrente della possibilità di poter fare copie di sicurezza;
• non si sono mai posti questo problema;
• non sono a conoscenza delle procedure per la realizzazione delle copie di sicurezza;
• la procedura di effettuazione di copie di sicurezza comporta dispendio di tempo e denaro.
Una banca effettua dei backup delle proprie transazioni praticamente in tempo reale. Un’azienda commerciale potrebbe
effettuarlo giornalmente, magari a fine giornata lavorativa, durante la notte.
Una pratica comune è quella di effettuare dei full backup settimanalmente, durante il fine settimana, e degli incremental backup
o differential backup ogni sera da lunedì a venerdì. Situazioni articolate possono richiedere la supervisione di personale tecnico.
Quali dati copiare. È importante valutare quali dati devono essere oggetto di backup. Sicuramente i dati importanti per la propria
attività. Non sono da dimenticare le e-mail, la rubrica, i siti preferiti, la cronologia, ecc. Oltre ai dati veri e propri è una buona idea
effettuare copie di backup dei programmi in uso, così che, se necessario, sia possibile reinstallarli semplicemente.
Quali dispositivi utilizzare. Esistono numerosi dispositivi e supporti di memorizzazione, ognuno con punti di forza e debolezza. La
prima cosa da chiarire con precisione è quali siano le proprie esigenze. Generalmente è una buona idea adottare dispositivi che
permettano di effettuare l'intera copia su di un solo supporto per evitare la supervisione e l'intervento di un operatore per
l'inserimento in successione dei vari supporti.
Il disco rigido esterno è sicuramente un dispositivo valido, in grado di offrire istantaneamente una grande capacità ed una buona
velocità. Nel caso non si necessiti di molto spazio le chiavette USB sono convenienti e affidabili. Da non scordare neanche CD /
DVD, ormai sempre presenti nei PC, sebbene la stabilità nel lungo periodo sia inferiore a quanto si pensi comunemente.
In ambito aziendale le cassette (tape backup) hanno ancora ampia diffusione, come i dischi rigidi, spesso integrati in dispositivi
NAS.
Qualsiasi sia la scelta, bisogna prediligere sistemi che minimizzino la necessità di interventi manuali e permettano una semplice
pianificazione dei backup. Inoltre è fondamentale che la copia sia conservata in un luogo sicuro e diverso da dove si trovano i dati
originali.
Domande
1. Quale delle seguenti affermazioni riguardo a un firewall è errata?
a. Serve per proteggere contro aggressioni provenienti dall’esterno
b. Blocca eventuali programmi presenti sul computer che tentano di accedere a internet senza il controllo dell’utente
c. Può essere hardware o software
d. Opera la scansione antimalware
2. Una password, per essere efficace, deve essere formata da una combinazione di lettere, numeri e caratteri speciali.
a. No, solo lettere
b. No, solo numeri
c. No, solo caratteri speciali
d. È vero
3. Per un backup efficiente è importante
a. dove conservare le copie
b. frequenza delle copie
c. Quali dispositivi utilizzare.
d. Tutte le affermazioni sono corrette
4. Dove è meglio conservare un backup?
a. su un disco rigido interno
b. su un disco rigido esterno ma costantemente collegato al computer
c. su un disco rigido esterno collocato in un luogo diverso da dove sono i dati originali
d. sullo stesso disco rigido dove sono i dati originali
5. Quale supporto di memoria è più adatto per il backup dei dati?
a. Hard Disk esterno
b. CD ROM
c. Hard disk interno
d. Floppy disk
6. Un firewall è un dispositivo che filtra i dati in entrata e in uscita dal sistema alla rete
a. Solo in entrata
b. Solo in uscita
c. Vero
d. Tutte le affermazioni sono errate
Malware
Capitolo 19
Cosa sono i Malware e come difendersi
Cos’è un Malware
Il termine Malware è l'abbreviazione di "malicious software", software dannoso. Malware è un qualsiasi tipo di software
indesiderato che viene installato senza un adeguato consenso. Lo scopo di un malware è creare danni al software (e hardware)
del computer o ai dati dell’utente del pc: rovinare un sistema operativo, compromettere funzioni del computer, compiere,
all’insaputa dell’utente, azioni illegittime con il computer (ad esempio, inviare e-mail dall’account di posta del pc o attaccare altri
computer), prelevare o danneggiare i dati, modificare le connessioni, raccogliere vari tipi di informazioni personali, installare
software all’insaputa, e reindirizzare ad altre pagine internet indesiderate, ecc.
Spesso si confonde il termine malware con virus. Per malware si intende l’intera tipologia dei software dannosi. Un virus è un tipo
di malware che, come vedremo, ha la caratteristica di replicarsi infettando l'intero computer e quelli a cui sono collegati: un virus,
per infettare il pc, necessita dell’intervento umano come il doppio clic di mouse su un file o su un’immagine in internet. Da quel
momento darà inizio al contagio.
Un malware si può introdurre in un computer in vari modi. In generale i malware si diffondono tra i pc sfruttando i metodi di
comunicazione esistenti. Ogni sistema adatto a trasportare informazioni da un pc ad un altro è candidato a diventare sistema di
infezione. È possibile infettare un computer attraverso una chiave USB, un cd o ogni altro strumento di memorizzazione
rimovibile, oppure utilizzando le reti informatiche.
Attualmente, i malware si diffondono soprattutto utilizzando le reti di computer, prima tra tutti internet, e la posta elettronica,
sfruttando anche l'inesperienza di molti utenti e, nel caso delle mail, la curiosità. Gli utenti devono prestare attenzione
soprattutto quando scaricano file e programmi da internet, soprattutto da siti poco conosciuti, e alle e-mail con allegati. Proprio
le e-mail sono il metodo di diffusione principale dei malware, sfruttando "buchi" dei software di posta e la curiosità degli utenti
che aprono qualsiasi messaggio arrivi sul PC, anche da indirizzi sconosciuti.
In genere i virus si “nascondono” per un certo tempo e durante questo periodo, chiamato “letargo”, controllano tutti gli eventi
del sistema operativo o quelli legati all'utente. Quando si verifica l'evento atteso, per esempio viene aperto un determinato file,
il virus inizia la sua azione.
Worm: tradotto in lingua italiana “Verme“. Questo tipo di malware modifica il sistema operativo in modo da essere eseguito
automaticamente ogni volta che viene acceso il sistema, rimanendo attivo per tutta la durata di tempo, fin quando non si spegne
il computer. Si muove quindi senza bisogno di intervento esterno. È in grado di replicarsi come fa un virus, ma non ha bisogno di
“attaccarsi” ad altri file eseguibili dato che usa internet per potersi riprodurre rapidamente. Uno dei mezzi per il contagio è la
posta elettronica: il worm invia email ai contatti memorizzati allegando un file infetto (Attachment).
Spyware: (“software spia”). Uno spyware non attacca il computer e i programmi installati per danneggiarli, ma, durante l’attività
al pc, raccoglie e trasferisce dati e informazioni dell’utente del pc. Questi dati possono essere strettamente personali e riservati,
come password, numero di carta di credito, ecc., ma anche indicazioni sull’attività del proprietario del computer: ad esempio, la
ragione IVA, acquisti online, siti visitati, chiaramente senza il consenso. Le informazioni sono vendute ad aziende per effettuare
della pubblicità mirata.
Rootkit: il termine si può tradurre come “equipaggiamento per amministratore”. È un insieme o un singolo software capace di
controllare un computer locale o remoto, nascondendosi. In questo modo un hacker può accedere e impossessarsi del computer
di un utente e usarlo per i suoi scopi: rubare i dati, utilizzare il computer per attaccare altri sistemi, ecc.
I rootkit attaccano i moduli più interni del sistema operativo, spesso per nascondere delle backdoors (porte di servizio, vedi
definizione successiva) per scavalcare le porte di sicurezza attivate da un sistema informatico o da un pc, entrando nel sistema.
Non sempre un rootkit è un software maligno. Può essere “regolare” come parte di un software legittimo, ad esempio per il
controllo remoto di un pc da parte di un centro di assistenza.
Backdoor: le backdoor (letteralmente”porta sul retro”) consentono di superare le procedure di sicurezza, attivate dal sistema
informatico o computer, per entrare nel sistema. Queste porte possono essere create per agevolare la manutenzione o il
controllo remoto del pc da utenti autorizzati. Si pensi al caso di un centro assistenza di una software house che opera in remoto
per adeguare on line un programma acquistato presso di loro. In questo caso le backdoors sono usufruite in maniera corretta.
Invece, se sono installate automaticamente da malware, permettono l’ingresso di utenti malintenzionati che possono utilizzare il
pc con il controllo remoto senza che il proprietario ne sappia nulla.
Chi è in possesso di una botnet può far svolgere qualsiasi azione ad ogni singolo computer infetto: inviare messaggi email
indesiderati, diffondere virus, attaccare “in massa” computer e server. Infatti, una botnet è formata da un numero elevato di
computer, addirittura milioni di pc. Con un tale “esercito” si può sferrare un attacco in sincronia (DDos, Distributed Denial Of
Service) contro server di enti, società governative, aziende e multinazionali.
Keylogger: un keylogger è uno strumento capace di registrare tutto quello che un utente digita sul suo computer. Dispositivi di
keylogger possono essere presenti anche nei bancomat per intercettare il codice PIN. I keylogger possono essere di tipo
hardware, inserito dentro la tastiera o collegato al cavo tra tastiera e pc, o software.
Dialer: è un programma che si auto installa nel computer e modifica i parametri della connessione internet e impostarla verso
numeri telefonici molto costosi. L’utente si troverà di fronte a inspiegabili aumenti delle bollette telefoniche. Chi utilizza una
linea ADSL non corre alcun rischio dato che non è prevista la connessione remota.
Ransomware: sono malware particolarmente diffusi negli ultimi anni, limitano l’accesso al dispositivo e ai dati richiedendo un
riscatto per sbloccarli. Per esempio, CryptoLocker cifra i dati del computer che ha infettato chiedendo un cospicuo riscatto in
bitcoin per decifrare i dati.
Anche le mail sono oggetto di truffe:
• Spam: email, messaggi istantanei e altre comunicazioni online indesiderate. Lo spamming era un tipo di carne in scatola che
veniva continuamente proposto dalla cameriera di un locale durante una commedia televisiva britannica; l’assiduità della
cameriera nel proporre piatti con “spam” faceva da contraltare alla perplessità dei clienti di fronte a questi piatti. La
commedia era proprio la parodia della pubblicità che veniva fatta allo Spam. Sembra che il primo spam via email sia stato
spedito da DEC il 1° maggio 1978 agli utenti ARPANET.
• Phishing: frode online per sottrarre con l’inganno numeri di carte di credito, password, informazioni su account personali.
Letteralmente significa “spillaggio (di informazioni)” e vista l’assonanza con fishing (pescare) viene spesso confuso con tale
termine; in effetti se si pensa bene ad alcune email ricevute, si ha proprio l’impressione che qualcuno cerchi di confondere la
vittima per farla abboccare, proprio come avviene nella pesca.
• Truffe: email spedite da criminali che tentano di rubare denaro o l’identità per l’accesso a servizi online.
Esistono tanti antivirus, gratuiti o a pagamento, con diversi livelli di sicurezza e affidabilità. A volte è offerta una versione base
gratuita con la possibilità di ottenere, a pagamento, il programma completo di tutte le potenzialità. Tutti prevedono la possibilità
di effettuare una scansione manuale del software presente nel computer per la ricerca di virus.
In questo manuale utilizziamo il software Microsoft Security Essential (MSE). I comandi per gli altri tipi di antivirus sono
comunque molto simili.
Una volta avviato il programma, appare la finestra principale di MSE.
Da qui si possono avviare tutte le operazioni. In figura, il programma segnala che è da molto tempo che non viene effettuata una
scansione manuale.
Ci sono tre tipi di scansione: con la scansione Veloce i virus sono cercati nei punti dove si nascondono più di frequente. Se si
pensa che il computer sia infetto, nonostante la scansione veloce non abbia dato esito, si può eseguire la scansione Completa. In
questo caso verranno controllati tutti i file del disco rigido e i programmi in esecuzione. Questo processo può durare alcune ore e
le prestazioni del computer saranno rallentate. La scansione Personalizzata permette all’utente di scegliere i file da esaminare.
Se l’antivirus rileva del software dannoso, il più delle volte, interviene automaticamente per rimuoverlo e invia un messaggio di
notifica all’utente. In altri casi MSE segnala la presenza di software potenzialmente pericoloso e lascia all’utente la scelta
dell’azione da intraprendere.
L’utente può rimuovere il file o consentire la sua presenza. Può, in alternativa, mettere l’elemento in quarantena. Il file viene
spostato in un’altra posizione nel computer e non verrà eseguito fino a quando non verrà consentito o rimosso. I file in
quarantena e consentiti, per MSE, sono visibili nella scheda Cronologia.
Aggiornare l’antivirus
Ogni giorno vengono creati nuovi malware. Di conseguenza i produttori di software antivirus aggiornano le definizioni di questi
programmi dannosi. Le definizioni di virus, spyware e altri tipi di malware non sono altro che dei file che sono utilizzati dal
programma antivirus per rilevare il software dannoso.
MSE, nella finestra iniziale e nella scheda Aggiorna, segnala all’utente da quanto tempo non procede con gli aggiornamenti e
permette di scaricarli con un clic su Aggiorna.
È importantissimo aggiornare con una certa frequenza l’antivirus per avere il computer protetto dalle nuove minacce. Per questo
motivo, gli antivirus attuali prevedono l’aggiornamento in automatico.
Aggiornare il software
Abbiamo visto come sia importante che l’antivirus sia aggiornato per contrastare le nuove versioni di malware. Discorso analogo
vale per il sistema operativo Windoes e i programmi installati. Anche per questi software è possibile scaricare gli aggiornamenti.
Gli aggiornamenti sono aggiunte al software che consentono di prevenire o di risolvere eventuali problemi, di ottimizzare la
sicurezza del computer e di migliorarne le prestazioni. Per consentire a Windows di installare gli aggiornamenti per la sicurezza e
altri aggiornamenti importanti o consigliati nel momento in cui sono disponibili, è consigliabile attivare l'aggiornamento
automatico. Dal Pannello di controllo si selezioni Windows Update.
In base alle impostazioni di Windows Update specificate, gli aggiornamenti vengono installati automaticamente o verrà solo
inviato un messaggio per informare l'utente della relativa disponibilità.
1. Il termine malware e virus sono sinonimi
Domande
a. È vero
b. Un virus non è un malware
c. Un virus è un tipo di malware che per attivarsi necessita dell’intervento umano
d. Un virus è un tipo di malware autonomo
2. Qual è un software autonomo e dannoso che non si attacca ad altri programmi
a. Trojan
b. Worm
c. Spyware
d. Tutte le risposte sono errate
3. Quale può essere un veicolo di virus?
a. Allegato a una mail
b. File scaricato dal Web
c. Pendrive USB
d. Tutte le risposte sono corrette
4. In genere è possibile pianificare una scansione antivirus
a. È falso
b. È possibile solo con gli antivirus commerciali
c. È possibile solo con gli antivirus gratuiti
d. È vero
5. Il software antivirus non necessita di aggiornamenti
a. Falso
b. Un antivirus non si aggiorna
c. Gli aggiornamenti non sono importanti
d. Solo nel caso di sistema operativo Linux
6. Cosa significa che un file è in quarantena
a. Che non è infetto
b. Che non è stato controllato dall’antivirus
c. Che è un file di backup
d. Che non verrà eseguito fino a quando non verrà consentito o rimosso
7. È possibile infettare un computer senza essere connessi alla rete?
a. Sì, con un CD
b. Sì, con un DVD
c. Sì, con una chiavetta USB
d. Tutte le affermazioni sono corrette
Capitolo 20
Tutela della salute e dell’ambiente
Ergonomia e Ambiente
Ergonomia
L’ergonomia è la scienza che studia il modo migliore di strutturare un ambiente, il luogo e gli strumenti di lavoro di lavoro al fine
di non danneggiare la salute del lavoratore e migliorare il suo rendimento.
La legge italiana, attraverso al [Link] 81/08, testo unico sulla sicurezza, successivo alla legge 626/94, la legge sulla sicurezza nei
luoghi di lavoro, si occupa di stabilire le regole per la protezione della salute dei lavoratori che utilizzano il computer.
In particolare un lavoratore ha diritto a una pausa lavorativa di 15 minuti ogni due ore di lavoro continuativo al pc.
Quindi il lavoratore può interrompere l’attività lavorativa per muoversi, togliere lo sguardo dallo schermo e rilassare la vista,
muovere le braccia e i polsi, ecc.
Infatti, durante le ore passate davanti allo schermo di un computer, si assumono delle posture (posizioni) viziate, e si rimane
seduti per diverse ore. Queste posizioni di comodo, a lungo andare provocano dei fastidi o peggio ancora dei dolori in alcune
parti del corpo, caricate in modo eccessivo, soprattutto la colonna vertebrale in zona lombare o cervicale: la migliore prevenzione
per tutto questo, è il movimento. 5 minuti ogni 2 o 3 ore, dedicati a semplici movimenti.
Le componenti più semplici da riciclare sono chiaramente la carta usata delle stampanti, grazie alla raccolta differenziata della
carta diffusa ormai in tutto il Paese e le cartucce delle stampanti.
Per le cartucce esistono dei negozi specifici (ecostore) adibiti a centri di raccolta per lo smaltimento o la ricarica. In alcuni centri
commerciali, ci sono macchinette automatiche che ritirano la cartuccia usata e la rigenerano.
Domande
1. Quale delle seguenti avvertenze non permette di creare un ambiente di lavoro ergonomico
a. Posizionare l’illuminazione dietro allo schermo
b. Posizionare l’illuminazione in modo perpendicolare allo schermo
c. Avere una sedia regolabile
d. Permettere il più possibile l’illuminazione naturale
2. Per quale motivo si deve interrompere l’attività lavorativa periodicamente
a. Per parlare con i colleghi
b. Per evitare un sovraccarico del computer
c. Per prevenire disturbi alla colonna vertebrale
d. Per scaricare la posta
3. Qual è un accorgimento per la tutela dell’ambiente
a. Riciclare le cartucce della stampante
b. Usare i poggia polsi
c. Spedire poche mail
d. Evitare acquisti on line
4. Per prevenire i dolori alla schiena durante l’uso del computer
a. Effettuare delle brevi pause
b. Impostare in modo corretto la luminosità del monitor
c. Usare tastiere ergonomiche
d. Regolare la luminosità del monitor
5. Quale tra i seguenti è un materiale riciclabile per non inquinare l’ambiente?
a. Carta
b. Cartucce stampante
c. Toner
d. Tutte le affermazioni sono corrette
6. L’illuminazione della postazione deve essere:
a. Diretta sul monitor
b. Diretta sulla tastiera
c. Tutte le affermazioni sono errate
d. Praticamente assente
7. Qual è un fattore importante per la salute di un lavoratore?
a. Illuminazione della postazione di lavoro
b. Corretta postura
c. Frequenti pause
d. Tutte le affermazioni sono corrette