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Conference On Sumer

Il documento descrive le attività archeologiche in Medio Oriente, iniziando con Émile Botta nel XIX secolo e proseguendo con scavi significativi da parte di archeologi francesi, inglesi, americani e tedeschi. Viene evidenziato il ritrovamento della Biblioteca di Assurbanipal e la traduzione di testi cuneiformi che hanno rivelato la civiltà sumera e le sue influenze sulla Bibbia. Infine, si discute la fine della civiltà sumera e le teorie riguardanti la sua distruzione, inclusa l'ipotesi di un evento catastrofico.
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Conference On Sumer

Il documento descrive le attività archeologiche in Medio Oriente, iniziando con Émile Botta nel XIX secolo e proseguendo con scavi significativi da parte di archeologi francesi, inglesi, americani e tedeschi. Viene evidenziato il ritrovamento della Biblioteca di Assurbanipal e la traduzione di testi cuneiformi che hanno rivelato la civiltà sumera e le sue influenze sulla Bibbia. Infine, si discute la fine della civiltà sumera e le teorie riguardanti la sua distruzione, inclusa l'ipotesi di un evento catastrofico.
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Presentazione

Le attività archeologiche francesi in Medio


Oriente iniziarono con Émile Botta,
console francese a Mosul, il quale
promosse i primi scavi sistematici negli
anni quaranta del XIX secolo.

Botta scavò a Ninive e Khorsabad,


inviando i primi manufatti al museo del
Louvre di Parigi, dove venne allestita nel
maggio del 1847 la prima collezione
«Assira», non essendo ancora conosciuta la
parola «Sumero».

L’altro grande ritrovamento viene


effettuato da Ernest de Sarzec, console a
Basrah, il quale, a partire dal 1877, scavò
nell’area di Tello, dove si trovava l’antica
città di Lagash, portando alla luce la
stupenda stele del re Gudea
Contemporaneamente ai francesi, gli inglesi,
con l’archeologo e diplomatico Austen Henry
Layard, iniziarono a condurre scavi presso
Nimrod e Ninive, dove Layard portò alla luce
sculture e bassorilievi, ma soprattutto
l'importantissima biblioteca di Assurbanipal,
dove il re assiro aveva raccolto decine di
migliaia di tavolette. Gli inglesi ne
ritrovarono circa 30.000, di cui gran parte
verranno trasferite al British Museum di
Londra.

La Biblioteca di Assurbanipal è considerata


una delle principali fonti per l’inizio della
comprensione della civilizzazione Sumera,
sin dal 1872, quando George Smith, nel 1872,
individuò in una tavoletta cuneiforme
proveniente da Ninive il racconto di un
diluvio universale. Si trattava del testo
originale del successivo racconto biblico del
Diluvio
Fra gli archeologi inglesi che hanno
effettuato importanti ritrovamenti, un posto
di rilievo è senz’altro riservato a Sir Charles
Leonard Woolley (1880 – 1960).

Dopo aver lavorato assieme a Thomas Eduard


Lawrence (il famoso Lawrence d’Arabia) nella
città Ittita di Carchemish, Woolley guidò,
assieme alla moglie, anch’essa archeologa,
un’ importante spedizione del British
Museum nel sito archeologico di Ur, dove
vennero ritrovate numerose tombe delle
dinastie reali sumere.

I coniugi Woolley riportarono alla luce varie


utensili di enorme valore rappresentativi
della cultura sumera ed anche la tomba della
regina PUABI o Nin Puabi, che indicava il
rango più importante, equivalente a quella di
una Dea dei Sumeri.
Anche gli studiosi americani iniziarono
attività archeologiche in Mesopotamia,
con la prima spedizione finanziata nel
1888 dall’Università di Pennsylvania e
dall’American Schools of Oriental
Research. Nello staff era presente Dr
Robert F. Harper, che anni più tardi fondò
l’Istituto di studi Assiri presso l’università
di Chicago.

Gli scavi vennero effettuati presso Nippur,


la citta di ENLIL, il figlio di ANU, il
principale Dio dei Sumeri, dove vennero
ritrovate più di 30.000 tavolette
cuneiformi ed altri oggetti, i quali vennero
depositati in vari musei, tra cui il Museo
dell’Antico Oriente ad Istanbul ed il Museo
di Archeologia dell’Università a Filadelfia.
Anche gli archeologi tedeschi
organizzarono spedizioni archeologiche.
Nel 1899 attività di scavo tedesche
iniziarono a Babilonia e più tardi a Uruk,
per conto della Deutsche Orient-
Gesellschaft, sotto la guida di Robert
Koldewey, il quale lavorò successivamente
nei siti archeologici di Borsippa e Fara.

Koldewey ed i suoi successori, incluso


Walter Andrea che scavò ad Ashur,
introdussero un approccio scientifico in
archeologia, guadagnando una grande
reputazione per la meticolosa attenzione
riservata alla stratigrafia ed
all’architettura, che divennero un simbolo
dell’archeologia tedesca. Fra i principali
ritrovamenti, lo ziggurat di MARDUK, la
porta di ISHTAR ed i famosi Giardini
Pensili di Babilonia.
Il ritrovamento di tavolette e cilindri
cilindrici - lunghi da 2 a 3 cm, su cui erano
incisi caratteri usati per svilupparsi su una
superficie a due dimensioni – poneva la
questione della traduzione di questi
caratteri cuneiformi allora sconosciuti.

Uno dei momenti chiave, fu la traduzione


di un’inscrizione trilingue – conosciuta
come la roccia di Behistun, nell’attuale
Iran – da parte di Sir Henry Creswicke
Rawlinson (1810 – 1895), un ufficiale
inglese, il quale nel 1855 pubblicò una
memoria nel Journal of the Royal Asiatic
Society. Durante la sua collaborazione con
il British Museum, egli lavorò a stretto
contatto con un giovane studioso, George
Smith.
La naturale capacità di George Smith
(1840 – 1876) nella comprensione e nello
studio delle tavole mesopotamiche, unito
agli insegnamenti di Layard e Rawlison,
permisero al giovane studioso di ottenere
fama mondiale. Infatti, nel 1872, Smith
tradusse una tavoletta cuneiforme
proveniente da Ninive, individuando il
racconto di un mitico diluvio universale,
in pratica la fonte del racconto biblico.

Il lavoro, oggi conosciuto come la XI


tavoletta dell’Epica di Gilgamesh, venne
presentato il 3 dicembre 1872 alla
Society of Biblical Archaeology, alla
presenza del primo ministro William Ewart
Gladstone
Fra la fine dell’Ottocento e la prima parte
del Novecento, gli studiosi si resero conto
che esisteva una civiltà precedente a
quella Babilonese, con una lingua
differente, agglutinata (assimilabile ai
successivi linguaggi Basco, Finnico, Turco,
Ungherese), ritenuta ancora oggi come se
fosse apparsa per la prima volta.

I testi vennero lentamente copiati e


tradotti da studiosi come Stephen Herbert
Langdon (1876–1937), Edward Chiera
(1885–1933), Arno Poebel (1881–1958),
Ephraim Avigdor Speiser (1902–1965), i
quali operarono tutti negli Usa, tra le
università di Chicago e Pennsylvania,
creando quindi una scuola ed una
tradizione decisiva per la comprensione
della civilizzazione sumera
Lo studioso che dette un contributo alla
traduzione dei testi sumeri è senz’alto
Samuel Noah Kramer (1897-1990), ebreo di
origine ucraina, il quale emigrò con la
famiglia negli Usa in seguito alla politica
anti-ebraica dello Czar Nicola II.

Lavorando per l’Oriental Institute


dell’università di Chicago, Kramer riuscì a
ritrovare ed assemblare numerose
frammenti di tavolette sparse in vari
musei del mondo, in particolare egli copiò
personalmente centinaia di tavolette nel
museo dell’antico oriente di Istanbul e si
occupò della traduzione di quelle che si
trovavano nell’University Museum di
Filadelfia
Kramer ha svolto innanzitutto un’attività
di collegamento tra le varie traduzioni
effettuate sino alla metà del ventesimo
secolo. E’ riuscito a mostrare che la
maggior parte dei racconti scritti nella
Bibbia, derivano da precedenti storie
scritte nelle tavolette mesopotamiche, le
principali:

 La creazione dell’universo

 La «creazione» dell’Homo Sapiens


Sapiens

 Le tecniche della «creazione»

 La Torre di Babele e la dispersione


dell’umanità

 Il Diluvio

 La rivalità tra Caino ed Abele

 Il Paradiso
Kramer ha dimostrato che le tavolette ed i
sigilli sumeri che gli studiosi hanno
tradotto, sono esattamente gli originali del
lavoro eseguito millenni orsono.

A differenza dei libri sacri di antiche


civilizzazioni, come la Bibbia, l’Iliade e
l’Odissea, Rig-veda ed Avesta, che sono
stati riscritti e modificati numerose volte
durante i secoli dai vari redattori e
compilatori che hanno introdotti punti di
vista differenti, i documenti mesopotamici
a noi pervenuti, sono il fedele originale dal
lavoro degli scribi di quattromila anni
orsono, senza nessuna modifica da parte di
compilatori e commentatori.
Ad oggi, nemmeno i traduttori e gli
studiosi delle tavolette e dei sigilli
mesopotamici sono in grado di
determinare con sicurezza la data d’inizio
della civilizzazione sumera.

Tuttavia, esiste un data estremamente


significativo, ovvero la data d’inizio del
calendario ebraico, calcolato sia su base
solare sia su base lunare – attualmente
ancora in uso - , la cui data d’inizio è stata
fissata al 3.760 prima dell’Era Attuale.

Come conosciamo, il patriarca delle tre


religioni monoteiste, Ebraismo,
Cristianesimo ed Islam, proveniva da Ur,
in Mesopotamia, per cui ne discende che
già nel 3.760 esisteva un computo del
tempo particolarmente preciso.
Il termine della civilizzazione sumera
avvenne intorno al 2.000 prima dell’era
attuale, quando la città di Ur, dove si
trovava all’epoca il centro politico della
Mesopotamia, venne distrutta da una
causa esogena.

Il poema “Lamento sulla distruzione di Ur”


riporta il tentativo da parte di NANNA (SIN)
e della moglie NINGAL – i protettori di Ur –
d’impedirne la distruzione, rivolgendosi
all’assemblea degli Anunnaki, coloro che
avevano creato la civilizzazione in Sumer.

La risposta di ENLIL, l’amministratore


delegato, diremmo oggi, degli Anunnaki, è
negativa, infatti egli spiega:

“ Ad Ur venne garantita la regalità

Ma non per l’eternità»


Secondo lo studioso Zecharia
Sitchin, la fine della civilizzazione
sumera è dovuta ad una nube
radioattiva derivante da una
esplosione nucleare.

La nube, portata dal vento, passò nel


territorio della Mesopotamia
meridionale, portando la distruzione
totale.

Sitchin sostiene l’evento riguarda un


episodio della Bibbia, la famosa
distruzione delle città di Sodoma e
Gomorra, con l’episodio della
trasformazione della moglie del
personaggio biblico Lot in statua di
sale, poiché essa aveva
contravvenuto all’ordine del marito
di non girarsi a guardare la
distruzione della città.
Dal testo precedente si comprende come
gli abitanti di Sumer vivessero a diretto
contatto con un gruppo di Esseri, che si
definivano ANUNNAKI, chiamati [Link]
dai Sumeri. • No. 60 = Anu/An
Questi Esseri, secondo i testi, erano
• No. 55 = Antu (sposa di Anu)
organizzati in un sistema rigidamente
• No. 50 = Enlil
militare, con l’attribuzione di un valore
• No. 45 = Ninlil (sposa di Enlil)
numerico secondo l’importanza.
• No. 40 = Ea/Enki
• No. 35 = Ninki/Damkina (sposa di Ea)
Notare la costante presenza femminile, sia • No. 30 = Nannar/Sin
delle spose che della sorella dei leaders • No. 25 = Ningal (sposa di Nannar)
(NINMAH), sia della nipote di ANU • No. 20 = Utu/Shamash
(INANNA) • No. 15 = Ninmah/Ninharsag (poi a 5
in vecchiaia)
• No. 10 = Ishkur/Adad
• No. 5 = Inanna/Ishtar (poi a 15)
AN o ANU – Il Celeste – era/è il
CEO oppure re degli Anunna o
Anunnaki. La sua presenza sul
pianeta Terra sembrerebbe
saltuaria.

I testi sumeri spiegano che gli


venne dedicato un tempio
chiamato Eanna nella città di
Uruk, successivamente dedicato
alla nipote INANNA.

ANU, identificato dagli studiosi


di mitologia come il «Padre degli
Dei» è chiaramente il prototipo
del Dio greco ZEUS
[Link] – Signore del Comando –
era/è figlio di ANU ed Antu,
sorellastra di ANU, era il
responsabile degli Anunnaki sul
pianeta Terra.

La sua base si trovava nella città di


Nippur. I vari testi che riguardano
il Diluvio, spiegano che fu [Link],
presiedendo l’Assemblea degli
Anunnaki, a decidere
l’annientamento dell’HSS.

Successivamente accettò la
sopravvivenza dell’HSS, decidendo
di concedere la civilizzazione
all’HSS, iniziando dalla
Mesopotamia.

Per questo motivo i Sumeri lo


veneravano come loro benefattore
con l’epiteto « Padre [Link]».
[Link] (Il Signore della Terra) o
EA (la cui dimora è l’acqua) è il
fratellastro di ENLIL (stesso
padre, ma madre differente).
Secondo Sitchin è conosciuto in
Egitto come PTAH.

E’ il custode dei «ME», la


principale tecnologia degli
Anunnaki.

Come secondo nella gerarchia


del potere, si oppose spesso ad
ENLIL. Tra le sue principali
attività, la «creazione» dell’HSS
tramite due manipolazioni
genetiche ed il salvataggio della
stirpe HSS durante il diluvio,
contravvenendo alle decisioni
dell’Assemblea degli Anunnaki
[Link] (La Signora della
montagna, [Link] (Potente
Signora), [Link] (La Signora che da
la vita), sorellastra di ENLIL e di
ENKI. Sitchin la identifica come
l’egiziana [Link].

E’ considerata la Mamma (Grande


Madre) dell’HSS, in quanto fu lei ad
aiutare ENKI nelle manipolazioni
genetiche che portarono prima alla
«creazione» di «[Link] (il misto,
l’ibrido)» e successivamente a
quella di «Lulu amelu (il lavoratore
primitivo)», capace anche di
procreare. L’implementazione di
un ominide (Homo Ergaster?)
nell’attuale Homo Sapiens Sapiens
La linea di successione al
regnante, prevedeva che l’erede
legale non fosse il primogenito
tout court, ma il primo figlio
nato da una sorellastra (anche
senza averla sposata). La stessa
pratica era attuata dai Faraoni
egiziani e dai patriarchi ebrei.

La logica di questa procedura


risiede nel mantenimento della
purezza genetica. Infatti, negli
ultimi decenni, i genetisti hanno
dimostrato che il patrimonio
genetico viene trasmesso tramite
il DNA mitocondriale di una
donna.
Grazie agli studi del DNA
Mitcondriale effettuati da
genetisti come il gruppo
dell’italiano Luigi Luca Cavalli
Sforza, sappiamo oggi che il
mtDna da cui deriviamo,
appartiene ad una donna vissuta
nell’ Africa centro-orientale
attorno a circa 200.000 anni
orsono.

Queste scoperte sembrano


coincidere con i racconti tradotti
dalle tavolette sumere che
riguardano la «creazione» di un
«Lulu Amelu – un lavoratore
primitivo» da parte dei genetisti
Anunnaki nella stessa area
Nel tempo, gli Anunnaki, sia
donne che uomini, iniziarono ad
avere rapporti sessuali con
donne ed uomini HSS, per cui
esistevano HSS con patrimonio
genetico Anunnaki.

L’esempio più famoso – in


quanto esistevano parecchi
racconti dell’epopea riportati
nelle tavolette – è la storia di
Gilgamesh, re di Uruk.

Egli era considerata 2/3 «divino»,


in quanto la madre era
l’Anunnaki NINSUN ed il padre
l’HSS Lugalbanda (o Lugal-Banda,
[Link] – re giovane e
forte)
Gli Anunnaki erano presenti sul pianeta
Terra da tempi molto antichi, come
riportato nella «Sumerian King List», un
testo scritto alla fine del terzo millennio
prima dell’Era attuale – durante il periodo
Ur III. Il testo riporta tutti i cosiddetti re
prima e dopo il diluvio, per un totale di
120 periodi o Sar. Ogni Sar sarebbe
equiparato a 3600 dei nostri anni, dunque
la durata totale ammonterebbe a 432.000
anni.

La prima sede o città fu Eridu, situata


nella parte più meridionale della
Mesopotamia, alla foce dell’Eufrate prima
di sfociare nel golfo arabo. Essa era il
centro di EA/[Link], il cui tempio era
denominato E-ABZU, casa delle acque.
La «Sumerian King List» inizia nel
momento in cui la sovranità «discese dal
cielo».

La versione più recente è quella del


sacerdote ed astronomo babilonese
Berossus – vissuto tra il IV ed il III secolo
prima dell’Era Attuale - che dettagliò la
lista all’interno di una storia del mondo
antico.

Le città dove regnarono i sovrani furono


nell’ordine:

 Eridu

 Bad Tibira

 Larak

 Sippar

 Suruppak
Secondo la «Sumerian Kings
List» la durata dei primi regni
ammonterebbe a parecchie
migliaia di anni, diminuendo in
particolare dopo il diluvio.

Se la cifra può apparire


sconvolgente per uomini la cui
durata media di vita si aggira
intorno agli ottanta anni, nei
propri scritti, riportati dallo
studioso greco Alexander
Polyhistoro, Berossus scrive
senza commenti il numero:

120 periodi o 432.000 anni

Per cui ogni periodo corrisponde


a 3600 anni
Samuel Noah Kramer ha spiegato che «…la
Storia inizia a Sumer…», elencando
dettagliatamente «trentanove primati» che
appartengono ai Sumeri, come iniziatori di
una nuova civilizzazione, la quale, è
importante ancora una volta sottolinearlo,
apparve «ready made».

Infatti, come viene ripetutamente spiegato


nelle tavolette e nei sigilli mesopotamici, i
Sumeri erano debitori di tutto ai loro
«DINGIR», o «Dei,», come preferiamo
chiamarli. I Sumeri si consideravano una
specie di «popolo eletto», una comunità
speciale e santificata intimamente legata e
grata agli Anunnaki che avevano scelto la
Mesopotamia come loro dimora
 Educazione – Le prime scuole

 Giorni di scuola – Tentativi di ingraziarsi il professore

 Rapporto padre/figlio – Delinquenza giovanile

 Affari internazionali – Guerra dei nervi

 Governance – Parlamento bicamerale

 Guerra civile – Il primo storico

 Riforme sociale – Riduzione delle tasse

 Codice legislativo – Il primo «Mosè»

 Giustizia – Il primo precedente legale

 Medicina – La prima farmacopea

 Orticoltura – Il primo sistema di giardinaggio


 Filosofia – La prima cosmogonia e cosmologia

 Etica –I primi ideali morali

 Preghiera – Il primo «Giobbe»

 Saggezza – I primi proverbi

 Racconti – Le prime favole di animali

 Logomachia – I primi dibattiti letterari

 Paradiso – La prima descrizione del paradiso

 Il Diluvio – Il primo racconto di Noè»

 Inferno – La prima resurrezione

 Uccisione del Drago – Il primo S. Giorgio

 Gilgamesh – Il primo caso letterario

 Letteratura – Il primo racconto eroico


 Fidanzamento – La prima canzone d’amore

 Libri – Il primo catalogo di biblioteca

 Pace ed Armonia – La prima Età dell’Oro

 Società – La prima società in crisi

 Distruzione – Il primo lamento corale

 Regalità – Il primo Messia

 Missioni militari – La prima spedizione

 Poesia – La prima immagine letteraria

 Sesso - Il primo rito di matrimonio

 Bambini – La prima ninna nanna

 La madre ideale – Il primo ritratto poetico

 Funeraria – Le prime elegie


I sistemi di misurazione utilizzati nel
mondo anglosassone derivano, secondo gli
studiosi Cristopher Knight ed Alan Butler,
dai sistemi sumeri.

I due ricercatori, partendo dagli studi


dell’Ing. Alexander Thom riguardo alla
»Megalithic Yard», - unità di misura
impiegata a partire dal 3500 prima dell’Era
attuale nelle isole britanniche e nella parte
occidentale dell’Europa - spiegano che sia
l’antico «Imperial System» inglese che il
sistema di pesi e misurazione escogitato
da Thomas Jefferson (terzo presidente Usa)
si rifacevano totalmente ai sistemi
matematici con base 60 impiegati dai
Sumeri
Knight e Butler si appoggiano anche sugli
studi effettuati dal prof. Livio Catullo
Stecchini , italiano di nascita (1913-1979),
famoso per aver difeso Immanuel
Velikovsky dagli attacchi della comunità
scientifica per le sue teorie sul
»Catastrofismo cosmico» e sulle sue
spiegazioni della geometria della Grande
Piramide, contenute nel libro di Peter
Tompkins.

Stecchini dimostrò che l’origine del


sistema metrico proposto dagli scienziati
francesi con la commissione Lagrange del
1791, era di origine mesopotamica e di
conseguenza sumera, con la loro unità
standard di misura pari a 99,88 centimetri
Statua in diorite del re della città-stato di
Lagash, Gudea (intorno al XXI secolo
prima dell’Era attuale), scoperta
dall’archeologo francese Eduard de Sarzec.

Sotto le mani di Gudea viene spiegato il


sistema di misurazione sumero. I Sumeri
utilizzavano il seme d’orzo come la loro
più piccola unità di peso e di misura
lineare. A destra, viene dimostrato come
l’unità di misura sumera «kush» era eguale
a 180 semi di orzo. Nel vecchio sistema di
numerazione inglese 3 semi di orzo
misuravano 1 pollice, mentre
nell’antichità il seme di orzo veniva usato
da numerosi popoli come sistema di
misurazione
Il sistema matematico sumero, sebbene
denominato «sessagesimale», era in realtà
una combinazione tra il numero 6 e 10.
Mentre nel sistema decimale ogni passo in
avanti è ottenuto la somma precedente per
10, il sistema sumero procede con
un’alternanza di moltiplicazione tra prima
10, quindi 6, poi 10 e così via.

Secondo lo studioso Zecharia Sitchin la


spiegazione del sistema matematico
sumero deve essere trovata in astronomia
e nella misurazione del tempo, come
hanno dimostrato T.G. Pinches, H.V.
Hilprecht ed altri studiosi, dopo aver
analizzato migliaia di tavolette che
trattavano tempi di astronomia.
Hilprecht ed altri studiosi hanno spiegato
che i Sumeri conoscevano il fenomeno
della Precessione ed il passaggio da una
casa all’altra dello zodiaco ogni 2.160
anni, per un totale di 25.920 impiegati dal
nostro sole per compiere il giro completo.
Poiché il sistema matematico sumero
partiva dall’alto - dal numero 12.960.000 -
per scendere, Sitchin dedusse che tale
numero base includeva 500 passaggi
processionali.

Tuttavia, essendo impossibile per l’HSS


osservare tale fenomeno, venne scelto di
scomporre a scala umana, dividendo il
periodo di riferimento (Sar/anno) di 3600
per 2.160, il passaggio da casa a casa, per
ottenere la proporzione 10:6, che resta
alla base della Sezione Aurea.
Il simbolo dell’aquila bicefala apparteneva
a NINURTA ([Link], il Cacciatore,
l’Agricoltore), figlio di ENLIL, Signore della
città di Lagash, oggi il sito archeologico di
Tello. A lui era dedicata l’espressione «The
Double Eagle of Lagash», simbolo del
potere militare presso gli Anunnaki;
subentrando nel pantheon al padre ENLIL,
NINURTA assunse il valore numerico 50,
secondo solamente al capo supremo, ANU.

Ricordo che «The Double Eagle of Lagash»


è uno dei principali gradi massonici, così
come era denominato all’inizio il famoso
«Quantum Fund» del finanziere George
Soros, secondo lo storico dell’economia
Niall Ferguson.
Lo storico dell’arte lituano Jurgis
Baltrusaitis e lo studioso francese André
Malraux hanno spiegato che il simbolo
dell’aquila ad una o due teste è una delle
prove del collegamento tra l’arte sumera e
quella romanica.

Nell’antichità troviamo l’aquila come


simbolo del potere tout court presso i
Greci, essendo l’aquila il simbolo del Dio
principale del pantheon greco, Zeus.

Ancora nell’antica Roma, l’aquila era il


simbolo del potere militare e dunque la
osserviamo come simbolo delle legioni
romane in combattimento.
Negli ultimi duemila anni di storia,
notiamo che l’aquila ad una o due teste è
stata ed lo è ancora oggi il simbolo del
potere militare dei principali stati od
imperi, dall’Impero bizantino di Oriente,
all’impero degli Asburgo, al Terzo Reich
tedesco, all’impero zarista ed alla
Repubblica Federativa russa.

Ritroviamo l’aquila anche nel sigillo degli


Stati Uniti d’America e nella banconota da
1 dollaro, a ricordare la sua straordinaria
importanza nel settore economico.
Il simbolo del bastone con due serpenti
intrecciati fra loro apparteneva a
[Link] (Il Signore dell’albero o
manufatto della vita), uno dei figli di
ENKI/Ea.

Il simbolo è chiaramente riferito ad


un’attività sia medica che genetica, come
possiamo ancora oggi possiamo riscontrare
nelle farmacie e nelle strutture
ospedaliere.

Allo stesso tempo il simbolo dei due


serpenti incrociati rappresenta una delle
principali scoperte del XX secolo, la
struttura a «doppia elica» del DNA, da parte
James Watson e Francis Crick con
l’articolo congiunto apparso sulla rivista
Nature nel 1953.
NINGHISHZIDA è stato un
personaggio chiave nello sviluppo
delle varie civiltà dell’Homo Sapiens
Sapiens.

Dopo aver assistito il padre ENKI e


la sua zia NINMAH nella «creazione»
ed implementazione dell’HSS, è
conosciuto per aver consegnato a al
re Gudea le istruzioni per la
costruzione del palazzo di NINURTA
a Lagash.

In Egitto, invece, era conosciuto


come THOT o TEHEUTI, lo «Scriba
Divino», colui il quale insegnò al
popolo egiziano la matematica,
l’astronomia, il calendario,
l’architettura, la medicina, la
conoscenza dei segreti della vita.
Nell’America centrale, in particolare
nell’attuale Messico, egli era conosciuto
come «Quetzalcoatl» (Il serpente piumato)
dagli Aztechi e «Kukulcan» dai Maya.

Nella Grecia del primo millennio ante l’Era


Attuale, egli era Hermes, il «Messaggero
degli Dei» ed Hermes Trimegistos (tre volte
più grande) , mentre in Italia, gli Etruschi
lo chiamavano «Turms» ed i Romani
«Mercurio».

Ritroviamo tracce della sua presenza ed


influenza ancora in Italia durante il
Rinascimento, nel quattordicesimo secolo,
quando venne tradotta e pubblicata
un’antica opera conosciuta come Corpus
Hermeticum», probabilmente una versione
ridotta dei cosiddetti «42 libri di Thot»,
scritta in Egitto millenni prima.
Una delle tecnologie degli Anunnaki è
rappresentata dai ME», termine che
nessuno dei traduttori ufficiali delle
tavolette e cilindri mesopotamici è
riuscito a spiegare.

Ad esempio Samuel Noah Kramer li


denomina decreti divini od arti della
civilizzazione, Thorskild Jakobsen «ordini
divini», altri «comandamenti divini» o
«formule divine».

Citati in vari testi sumeri, i «ME»


sembrerebbero piccoli oggetti portatili i
quali contenevano e fornivano la
conoscenza di ogni aspetto di una
civilizzazione, conferendo l’abilità,
l’autorità ed il potere di esercitare la
conoscenza.
Nel testo «Hymn to Eridu» ENLIL si
lamenta del fatto che ENKI, il custode dei
«ME» non fornisse i «ME» necessari a
stabilire il centro di comando a Nippur, la
città gestita da ENLIL.

Il testo »Inanna and Enki, the transfer of


the arts of civilization from Eridu to
Erech», descrive la visita di INANNA ad
ENKI allo scopo di ottenere i «ME»
necessari a rendere la sua città Erech un
centro di potere. INANNA riuscì a
convincere ENKI a consegnarle circa
novantaquattro «ME».

L’importanza dei «ME» è inoltre ribadita


nel testo «Enki and his words: A Chant to
the Rider of the Waves», nel quale ENKI
ordina che gli umani non debbano tentare
di ottenere e di cercare i «ME».
I «ME» erano dunque:

 Oggetti fisici

 Potevano essere portati da una sola


persona, forse anche in una sola mano

 Non erano pesanti

 Avevano finalità pratiche

 Erano considerati estremamente


importanti

 Erano una condizione necessaria per la


gestione della governance di una città o
di uno stato

 Erano di pertinenza del più esperto tra i


leaders Anunnaki, ENKI

 Non erano di pertinenza degli esseri


umani
In un saggio pubblicato nel 2010
all’interno del libro «»L’Altra Europa»,
scritto in collaborazione con il professor
Giorgio Galli e l’architetto Loris Bagnara
– di cui esiste una seconda edizione più
completa pubblicata nel 2017 –
l’Avvocato Paolo Rumor, cugino del noto
politico DC Mariano Rumor, riporta e
ricostruisce le memorie del padre,
Giacomo, il quale, all’interno del
movimento cattolico e della democrazia
Cristiana, svolse una serie di attività per
conto di una Organizzazione o Struttura
la quale esisterebbe da migliaia di anni.

L’avvocato Rumor elenca


dettagliatamente una lista di personaggi
che sarebbero stati affiliati alla struttura,
giungendo sino al ventesimo secolo.
A pagina 107 della prima edizione, Paolo
Rumor scrive testualmente «… Venivano
usati (all’interno dell’organizzazione,
NDA) termini quali «tolleranza e libertà»,
«fratellanza», «moderazione», «equità», e
questi vocaboli venivano anche riassunti o
siglati con l’abbreviazione «Me».»

Anche se Rumor tratta la questione quasi


di sfuggita, questo passo è un altro chiaro
ed evidente collegamento con la
civilizzazione sumera, un’ ulteriore
conferma di antichi e profondi legami,
assieme alla persistenza di una tradizione
cognitiva e culturale, la quale persiste da
millenni.
L’enorme e straordinaria importanza della
civilizzazione sumera per l’umanità
sarebbe forse rimasta circoscritta
all’interno di una ristretta cerchia di
studiosi senza l’intervento di un
divulgatore che riuscisse ad appassionare
anche il grande pubblico.

Così come i Sumeri si presentarono


improvvisamente fruendo di una
civilizzazione già pre-confezionata, ready-
made, allo stesso mood l’ebreo azero
Zecharia Sitchin (1920-2010) pubblica nel
1976 il suo primo libro «The Twelfth
Planet» (nella versione italiana «Il
dodicesimo pianeta») nel quale presenta
già quasi tutta la propria teoria.
E’ importante notare ce la biografia di
Sitchin, pubblicata nei vari libri, è
estremamente vaga e limitata, infatti
conosciamo solamente che la sua famiglia
emigrò in Palestina durante gli anni trenta
del ventesimo secolo dall’allora Unione
Sovietica e che Sitchin studiò alla LSE
(London School of Economics and
Political Science) per poi lavorare come
giornalista ed editore in Israele. Secondo
quanto riportato in un articolo pubblicato
il 10 gennaio 2010 dal New York Times,
egli si trasferì a New York nel 1952 per
lavorare come executive in una società di
spedizioni.

Come la civilizzazione Sumera, anche


Sitchin è apparso improvvisamente come
uno studioso preparato
Sitchin, basandosi su un’interpretazione
«letterale» delle tavolette mesopotamiche –
da notare che egli ha sempre ringraziato
The Oriental Studies Departments of the
University of Pennsylvania e gli studiosi
Ephraim Avigord Speiser e Samuel Noah
Kramer – ha iniziato nel 1976 la
pubblicazione di una serie di quattordici,
nei quali presenta sia una coerente
ricostruzione degli accadimenti verificatisi
sul pianeta Terra negli ultimi 450.000
anni circa, sia una plausibile spiegazione
della formazione del nostro sistema solare
intorno a 3,9 miliardi di anni orsono.

Durante gli anni sono state vendute


milioni di copie dei libri di Sitchin, con
traduzioni in venticinque lingue.
Una delle principali caratteristiche
dell’attività di Sitchin consiste nel suo
peculiare approccio ai testi delle traduzione
delle tavolette mesopotamiche, ovvero il
fatto di trattare tali testi non come
letteratura, storie di miti, ovvero di fatti mai
avvenuti, ma come report di avvenimenti
realmente avvenuti, per cui gli esseri
coinvolti erano e sono reali. E’ anche
necessario aggiungere che le tecnologie delle
quali disponiamo oggi non erano conosciute
dagli scribi e dagli estensori delle tavolette, e
dai successivi documenti come papiri,
pergamene etc, i quali riportavano fatti
avvenuti anche migliaia di anni prima, senza
essere in grado di comprendere tecnologie ed
eventi come «DNA», «fecondazione artificiale»,
«teletrasporto», «telepatia», ingegneria
genetica», «astronave», «missile» etc
In sostanza, la pubblicazione dei libri di
Sitchin ha rappresentato un vero e proprio
salto di qualità intellettuale nel settore
della ricerca e nello studio della vita non
terrestre e della presenza di esseri non
terrestri sul pineta Terra.

Sitchin ha introdotto un approccio


«funzionale» allo studio archeologico e
storico, mettendo in evidenza che gli
antichi edifici – esempio più famoso le
Piramidi – avevano uno scopo pratico,
ovvero erano state costruite con una
motivazione tecnologica e tecnica.

Nello stesso tempo Sitchin ha messo in


evidenza come recenti scoperte o
riscoperte della scienza ufficiale,
corroborino le sue intuizioni.
 La struttura del nostro sistema solare, la nascita del pianeta Terra e la presenza del pianeta Nibiru/[Link]

 La governance degli extraterrestri sul pianeta Terra

 Attività di estrazione d’oro nell’Africa del Sud, più di 200.000 ani orsono

 La «creazione dell’Homo Sapiens Sapiens

 MtDna (Dna mitocondriale) e purezza genetica

 Il diluvio universale ed il salvataggio del Dna originale

 La spiegazione dei 223 geni estranei presenti nel DNA dell’Homo Sapeins Sapiens

 Immortalità o lunghissima durata di vita

 L’anticipazione della presenza di acqua sul pianeta Marte prima della conferma ufficiale da parte della Nasa

 Pianeti extra solari ed origine del DNA cosmico, la cui provenienza sarebbe localizzata nell’area di Fomalhaut
(in arabo la «Bocca del Pesce»), la principale stella della costellazione «Piscis Australis»
Nel 1976, quando venne pubblicato il suo
primo libro «The 12th Planet”, Zecharia
Sitchin fece un’audace asserzione
scrivendo che non solo esistono altri
pianeti extra solari, ma che altri sistemi
solari vengono formati, esistono e possono
incontrare una violenta fine.

Egli giunse a tale conclusione trattando


l’antico testo mesopotamico conosciuto
come l’Epica della Creazione o Enuma
Elish non come un mito allegorico (Bene
contro Male) secondo molti studiosi, ma
come una sofisticata teoria cosmologica
che spiega scientificamente la storia del
nostro Sistema Solare
Usando questo metodo, Sitchin scrive che
il testo dell’»Enuma Elish» spiega che il
nostro Sistema Solare – durante la sua fase
iniziale – venne invaso da un pianeta
esterno espulso dal suo Sistema Solare.

Dopo numerosi passaggi, questo pianeta,


alla fine, venne attratto dalla forza
gravitazionale del nostro Sistema Solare,
divenendo un membro stabile del nostro
Sistema Solare, dopo una collisione con un
pianeta denominato Tiamat

I Sumeri chiamavano questo pianeta


Nibiru/[Link], mentre i Babilonesi lo
rinominarono Marduk in onore del loro Dio
nazionale.
L’asserzione di Sitchin venne confermata
da un punto di vista teorico da un gruppo
di astronomi canadesi nel 1988, mentre
nel 2003 avvenne la prima conferma.
Successivamente, nel 2008, un team di
astronomi scoprì un sistema planetario
vicino alla stella HR8799 nella
costellazione Pegasus, mentre un altro
team presento fotografie di un pianeta con
una massa di circa tre volte quella di
Giove, orbitante la stella Fomalhaut.

Il secondo team era guidato dal Dr Paul


Kalas, che scrisse nel 2005 l’articolo

“A planetary system as the origin of


structure in Fomalhaut’s dust belt”

Assieme a James R. Graham e Mark


Clampin
La brillante stella del sud Fomalhaut – il
cui nome proviene dall’Arabo «La bocca del
Pesce» - era considerata dai Persiani una
delle quattro stelle regali guardiane del
cielo, assieme ad Aldebaran, Antares e
Regolo.

Si tratta della principale stella della


costellazione del Piscis Australis, situata a
sud della costellazione più grande
dell’Aquario.

La costellazione dell’Aquario è
tradizionalmente rappresentata da un
pesce che è nutrito dall’acqua che sgorga
dalla giara dell’Aquario stesso.

La costellazione dell’Aquario è legata alla


costellazione ancora più ampia dei Pesci,
rappresentata appunto da 2 pesci.
Come testimoniato anche dagli astronomi
Greci e Latini, queste tre costellazioni
occupavano la «zona d’acqua» di Nettuno,
che era associato al famoso Dio dei Sumeri
ENKI/E.A. (Colui la cui casa è l’acqua), il
Dio del mare e dei Pesci.

I Greci citavano il sacerdote Babilonese


Berosso, il quale spiegò che la
civilizzazione venne portata all’HSS
dall’»Uomo Pesce» Oannes, il quale uscì
dalle acque nel Golfo Persico.

Questa narrazione riporta ai testi Sumeri,


nei quali viene spiegato che ENKI/E.A. era
il leader del primo gruppo di astronauti
provenienti da Nibiru/[Link], i quali –
secondo Sitchin - ammararono nel Golfo
Persico, giungendo sulla terra coperti da
tute.
La scoperta da parte della Nasa di un grande
pianeta che orbita la stella principale della
costellazione del Piscis Australis potrebbe
spiegare un enigmatico passaggio dell’ Enuma
Elish.

Il testo – trattato da Sitchin in maniera


letterale, non come un’allegoria – descrive la
formazione dei vari pianeti del nostro
Sistema, terminando con ENKI/E.A. – che
appunto i Romani chiamavano Nettuno – il
più esterno.

Nel testo veniva attribuito a


ENKI/E.A./Nettuno il fatto di “generare” nel
nostro Sistema Solare un pianeta alieno che
proveniva dallo Spazio Esterno del nostro
Sistema Solare.

Il nome attribuito al nuovo pianeta era


MARDUK, che aveva un legame genetico con
ENKI/E.A., essendone il primogenito.
Sitchin conclude il suo ragionamento,
chiedendosi se l’area di provenienza del
pianeta Nibiru/[Link] o Marduk, potrebbe
essere un luogo ben preciso, ovvero la
costellazione che appartiene ad ENKI/E.A., il
Piscis Australis.

Sitchin termina il suo ragionamento


spiegando che, siccome nell’Enuma Elish il
pianeta Nibiru/[Link] – Marduk portò il
«Seme della Vita» (il DNA) all’interno del
nostro Sistema Solare, l’area di Fomalhaut
potrebbe indicare la zona da dove proviene il
nostro DNA originale.

La distanza dal nostro Sistema Solare


consiste in appena 25 anni luce, dunque
sufficientemente vicina per inviarvi le nostre
astronavi, spiegò al New York Times il Dr Paul
Paul Kalas.

Conclude Sitchin, «egli potrebbe essere nel


giusto più di quanto avesse potuto
immaginare.

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