Kierkegaard
Si pone al di fuori della situazione della dx e sx Hegeliana.
Va contro le idee di Hegel, nonostante fosse stato istruito da Schelling e da Hegel.
Si forma un suo pensiero andando contro il loro bisogno di rendere tutto il mondo razionale e di
concentrarsi sulla collettività e non sul singolo individuo.
Perché il sistema di Hegel di tesi, antitesi e sintesi funziona solo se si ragiona in modo universale
e non sulla singola persona.
Hegel dice che l’individuo è trascurabile, ciò che conta sono le grandi entità collettive e universali.
Lo spirito è come se fosse un solo grande individuo e le persone sono dei momenti transitori.
Non si capisce perché per ciascuno di noi la sua individualità è così importante.
Non si può mai avere una sintesi dell’individuo o una certezza razionale.
Il problema teologico che si poneva sin dal medioevo è che se Adamo era perfetto e onnisciente
e sapeva quali ripercussioni avrebbe avuto se avesse peccato, perché lo ha fatto?
Kierkegaard ci spiega che ha avuto una Vertigine delle possibilità: quando una persona ha paura
di qualcosa, viene anche un po attratta.
Qualsiasi scelta fatta potrebbe essere sbagliata.
Esempio: vertigini (Paura, ha un oggetto speci co)
L’angoscia è generalizzata, per Kierkegaard la scelta è fonte di angoscia, se vi sono in nite scelte
possibili e nessuna è preferibile alle altre, perché non si può scegliere quella assolutamente
sbagliata (ipotesi irrazionale, ma che attrae).
Una scelta è sempre un rischio mortale perché non sappiamo mai se sia la scelta giusta.
Kierkegaard parla anche di stadi della vita:
-Vita estetica —> dedita a piaceri e divertimenti che poi nisce nella noia e disperazione.
-Vita etica —> dedita a trovare un posto nella società, trovare un lavoro, riconoscersi nel proprio
ruolo non è tutto quello che abbiamo—> ti deumanizza.
Personaggio di un romanzo di Ghete Wilhelm Meister.
-Vita religiosa —>ti da tutto ma devi rinunciare alla razionalità.
Non vi può essere la tesi, antitesi e sintesi di Hegel perché queste sono solo ipotesi di vita e sono
destinate a fallire.
Dalla vita estetica, unendola alla vita etica non si può arrivare alla vita religiosa.
La vita religiosa non è destinata a fallire (è anche quella che prende Kierkegaard), ma la scelta
della religione è una scelta irrazionale e per raggiungere la verità bisogna abbandonare la
razionalità.
Per Kierkegaard il modello per eccellenza della vita religiosa è Abramo (come esempio per
essere un buon cittadino e un buon padre) che acconsente di uccidere suo glio nonostante lo
stesse attendendo da molti anni, la scelta di compiere quell’azione è irrazionale.
Con la religione si rinuncia a tutto.
Vita estetica= simbolo del seduttore, personaggio Don Giovanni.
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