Immanuel Kant
La vita
Uno dei pensatori più famosi e importanti della storia della filosofia; il suo pensiero è talmente importante che viene
paragonato a Platone e Aristotele.
Nel modo di pensare e nella filosofia, esiste un prima Kant e un dopo Kant, ha cambiato modo di fare questa materia e non
solo.
Questo grande rivoluzionario era un omino alto un 1 metro e 50, nato in una piccola cittadina di provincia, (kaliningrad,
russia, ex prussia).
È il quarto di 11 filgi, il padre è un sellaio e la madre muore quando lui è un bimbo. quindi la famiglia non se la passa
benissimo e le difficolta econimiche porteranno kant a dover lavorare sin da giovene per aiutare la famiglia.
Viene mandato in un rigido collegio e inizia presto a dare lezioni in cambio di soldi, e fino all’età adulta da lezioni anche di
marerie scientifiche. Anni dopo diventa il professore della stessa università che ha frequentato.
Questo rivoluzionario non è mai uscito dal suo paesino, ha sempre vissuto la sua esistenza dentro questo paesino.
Era una persona abitudinaria: si sveglia tutti i giorni alle 5, fuma la pipa e prepara le sue lezioni, mangia , fa un caffe, una
passeggiata, si ferma da un suo amico per fare un aperitivo e poi cena alla stessa ora.
Talmente abitudinario che i cittadini dicievano di regolare l’orologio in base al signor Kant.
Nonostante questo, essendo diventato poi il pensatore più famoso avrebbe potuto viaggiare ovunque , invece rimase solo
li.
Nonostante ciò non era un topo da biblioteca ne una persona chiusa di mentalità, ma anzi, era un perosnaggio aperto per
il suo tempi e per niente noioso (testimonianza alunno).
È un uomo che non sta chiuso in casa, perché molto spesso era l’invitato alle feste. Grazie alla sua intelligenza e al suo
umorismo nel suo paesino ha una grande vita mondana e non vuole ne famiglia ne figli.
nel 1796 e costretto a ritirarsi a vita privata, perché perde di lucidità (halzaimer) e muore nel 1804 e ai suoi funerali
arrivano migliaia di persone da tutta l’Europa.
Opere
Kant scrive 3 opere (le piu importanti)
• 1781 critica della ragion pura = parla della conoscenza, epistemologia
• 1788 critica della ragion pratica = tratta dell’etica
• 1790 critica del giudizio = tratta di estetica
Quando kant si appassione oltre che di scienza anche di filosofia, si accorge che al suo tempo la metafisica è
praticamente bloccata, nel senso che si sono affermate due visioni opposte (una del razzionalismo e una dell empirismo) e
nessuna delle due vuole cedere qualcosa all’altra e non si fanno altre che polemiche e non si esce mai da queste due
posizioni; nessuna delle due sembra produrre qualcosa di nuovo.
Ciò che preoccupa Kant è che mentre le scienze sono in un momento di grande progressione dove sembrano dare grsndi
risultati, la filosofia sembra bloccata, sembra arrivata ad un punto morto. E quindi Kant si sente in dovere di portare avanti
una rivoluzione altrimenti il dibattito filosofico sarebbe rimasto bloccato tra le due.
E da qui viene la sua famosissima frase:
“le intuizioni senza concetti sono cieche. i concetti senza intuizioni sono vuoti.”
Da una parte i concetti senza intuizioni sono diventati contenuti vuoti (razionalismo che pretende con le conoscenze
innate di risolvere quello che siccede nel mondo, ma in realtà diventa tutta una questione di logica totalmente staccata dal
mondo empirico) mentre l’idea che la conoscenza derivi solo dall’esperienza, e che quindi sia un insieme di intuizioni che
cambiano nel tempo, fa si che, secondo gli empiristi, la nostra mente diventi cieca.
con hume si era addiritura messa in dubbio la scienza
l’esperienza senz irhanizzmentale non produce organizzazione. i concetti senza ragionamento rimangono puri concetti
astratti.
Ma sarà vero che abbiamo le idee gia innnate? oppure che e vuota e si riempie con domande dall’esterno?
Kant riparte ,da bravo illuminista,dallo studio dai limiti e dalle possibilita della ragione.
mette al centro della sua indagenere il fondamento stesso delle nostre conoscenze, cosa possiamo effettivamente
conoscere di quello che c’è fuori?
questa impostazione si chiama CRITICISMO = sottoporre a critica i modi di funzionamento di un sistema/fenomeno (es
ragionamento).
Lui ha preso la nostra ragione e l’ha messa in un tribunale con dei giudici.
Questa sua impostazione la riprende in parte anche da Loke, che nella sua prefazione parlava di non giungere mai ad una
conclusione e che quindi era il ragionamento la parte sbagliata.
Quindi le domande sono:
Che cosa posso conoscere scientificamente?
Come sia possibile la mate la fisica come scienza?
E se sia possibile fare della metafisica una scienza.
La prima cosa che riusciamo ad incontrare nella critica della ragion pura è la teoria dei giudizi, perché parlare di
conoscenza per kant significa parlare di giudizi.
Per lui e unire concetti tra di loro con un senso, esempio: fare una affermazione= Eleonora sta prendendo appunti. (tutti
giudizi)
Come si producono i giudizi? kant riprende quindi Hume, riprende la differenza tra relazioni tra idde e dati di fatto.
Le relazione tra idee che caratteristiche avevano? Il triangolo ha tre lati è una relazione tra idee (universale necessario).
Fuori c’è il sole, è un dato di fatto (fatto probabile che va verificato empiricamente e l’esperienza).
La toeria dei giudizi di Kant
La prima forma dei nostri giudizi sono i giudizi analitici a priori, poi ci sono i giudizi si tetici a posteriori.
Differenza tra Analitico e Sintetico:
Un giudizio analitico è un giudizio in cui il predicato è implicitamente complemento del soggetto = il triangolo ha tre lati,
perché i tre lati sono contenuti nella definizioni dei triangoli. I corpi sono estesi, estesi è sinonimo di corpo. Un uomo celibe
non è sposato.
Quindi sono veri per definizione, ma non aggiungono niente alla nostra conoscenza.
Non richiedono una verifica empirica.
Un giudizio sintetico invece e un giudizio fecondo: attribuiamo al soggetto una caratteristica nuova che non era gia
contenuta, es i fiori fuori sono gialli. un uomo celibe è un uomo felice, giudizio sintetico perché non è detto che sia felice.
Dunque aggiungono conoscenza ma non sono veri, derivano dall’esperienza.
Priori e Posteriori:
A priori vuol dire che sono indipendenti dall’esperienza, non hanno bisogno di verifiche empiriche, vengono prima delle
esperienze(razionalismo) = deduzioni.
A posteriori deriva dall’esperienza che faccio. (empirismo) = basta sulle intuizioni.
Queste due forme di giudizio sono le due forme in cui sono bloccate le due forme filosofiche.
La carota e la bottiglia
Se noi passiamo dalla carota bottiglia alla carota e bottiglia, stiamo separando le cose, e dunque stiamo facendo un
analisi (tiriamo fuori un elemento, es la carota dalla bottiglia).
Quindi questo è un giudizio analitico a priori, perché non ho detto nulla di nuovo.
Se invece passo da carota e bottiglia passo alla carotabottiglia, vuol dire che sto facendo un unione di cose nuove, e sto
facendo una sintesi.
Questo è il modo di vedere empiristico.
il problema della teoria dei giudizi di Kant è che secondo lui ne esistono degli altri:
I giudizi SINTETICI a priori= giudizi che sono sia fecondi, ovvero che aggiungono qualcosa di nuovo rispetto al
significato ma sono al contempo universali necessari: ovvero i giudizi della scienza. (ci danno qualcosa di piu ma sino
anche necessari).
Sono i giudizi della matematica= 7+5=12. Per kant non ho bisogno di farne esperienza per sapere che fa 12, ma il 12 non
è contenuto implicitamente nel 7 ma nemmeno nel 5. Per arrivare al 12 ho fatto un operazione e ho fatto una conoscenza
nuova.
Oppure, la somma dei 3 lati fa 180 gradi.
Secondo Kant l’errore di Hume e di non averli scoperti.
In questo senso parlando del giudizio, la toeria Kantiana e una forma di sintesi tra empirismo e razionalismo.
Kant condivide dell’empirimo l’impostazione che la conoscenza deruva dall’esperienza: abbiamo bisogno dei dato che
prendono i nostri sensi dall’esterno.
Kant prende dal razionalismo l’idea che la conoscenza non sia una semplice raccolta di dati, ma una rielaborazione di
questi dati.
Processo conoscitivo
Nella conoscenza abbiamo sempre due aspetti:
materiale= impressioni che derivano dall’esperienza/sensi e sono tutte a posteriori.
formale= modi in cui la mente ordina le impressioni, e sono a priori (vengono prima delle esperienze).
Esempio occhiali: li ho dentro la testa, e sono i miei neuroni e io non posso uscire da quelli, quindi vedo il mondo in base a
come funziona il nostro cervello e dato che ha delle regole prestabilite non va al di fuori di quelle.
Quel muro non potremmo mai sapere se è blu, perché dipende dai nostri sensi, e quindi non c’è una verità assoluta. Noi
dei fenomnei sappiamo solo quello che riusciamo a tirare fuori con i nostri sensi.
Quindi i dati hanno sempre aspetto a posteriori.
Mentre l’aspetto a priori sono le regole di funzionamento della mia mente.
I dati da fuori arricchiscono sempre le nostre conoscienze, ma non potremmo farle senza un modo per riorganizzarle.
quando metiamo dati in un computer, non sono un elenco casuale, ma il computer ha un software in base al quale
rielabora i dati.
Critica della ragion pura
La critia della ragion pura andrà a studiare, non gli oggetti del mondo o della conoscenza, ma come funziona la
conoscenza, cioè studia gli a priori, le forme pure che urilizza la nostra mente per sintetizzare i dati= trascindentali=
forme pure, a priori utilizzati dalla mia mente. Quelli che rendono possibile avere delle esperienze.
Le sezioni della critica
tre fasi diverse della conoscenza= per capire i trascendentali e il loro funzionamento
estetica trascendentale= studia le forme a priori della sensibilità;
dialettica trascendentale= studia le forme a priori della ragione;
analitica trascendentale= studia le forme a priori dell’intelletto.
trascendentale= conoscenza che si occupa del nostro modo di conoscere gli oggetti
Estetica trascendentale
estetica: conoscenza attraverso i sensi; quindi si occupa delle forme della sensibilità atraverso i sensi, forma della
sensibilità
la prima facolta che incontriamo nella conoscienta e la sensisbikta perché ogni conoscenza secondo kant deriva
dall’eseprienza che ci fornisce i dati per costruire la nostra prima forma di conoscenza
quindi abbiamo percezioni e sensazioni.
pero kant ci dice che non e vero che l nostra mente e una tabula rasa. quindi questi dati percezioni e e sensazioni vengono
immagazzinate secondo uno schema preciso. Nell’incontro tra mente e oggetto, la mente ha un suo modo di funzionare, e
quindi quell’oggetto lo puo vedere solo in base a come è confomata.
noi produciamo dalle percezioni che ci arrivano dei dati e li rielaboriamo in base a sue forme a priori:
1. tempo
2. spazio
Qualsiasi tipo di percezione che ci arriva dall’esterno io lo posso concepire solo attraverso tempo e spazio. quindi lo spazio
e tempo sono le due forme a priori della sensibilità che stanno a fondamento di qualsiasi tipo di rappresentazione di
esperienze esterne.
Quindi sono le condizioni di rappresentabilità delle sensazione, quindi di qualsiasi esperienza.
Lo spazio
Lo spazio è la forma del senso esterno: cioè di tutte le cose che stanno fuori da noi (la sedia, il banco ecc) perché tutte le
cose secondo la mia mente si dispongono in uno spazio che in particolare è euclideo (cio vediamo le cose in base allo
spazio euclideo). Noi vediamo gli oggetti contigui o discondigui all’interno di uno spazio.
Il fatto che lo spazio sia una mia forma a priori che rende possibile l’esperienza di oggetti esterni, è un concetto
rivoluzionario, per tanti motivi perché ciò vuol dire che lo spazio euclideo sta nella nostra testa, significa che non funziona
la teoria dello spazio assoluto di Newton (tempo e spazio sono asssoluti, cioe esistono assolutamente indipendentemente
da noi ecc…)
Kant invece dice che sono strutture del nostro ragionamento.
Dopo Kant lo spazio sono le nostre cordinate/modo di organizzare gli oggetti.
Il tempo
il tempo è la forma pura del senso interno, perché ogni percezione (di una mela o la mia noia) sono sempre tradotti in stati
interiori, e la loro caratteristica è che sono disposti in un ordine di sucessione temporale. quindi ogni fenomeno è sempre
inserito in un tempo.
La vera forma universale e il tempo, perché dal tempo passa tutto, dallo spazio non è detto (es sentimenti).
Con questo modo di vedere il tempo siamo davanti da una grande rivoluzione, perché vuol dire che il tempo non è fuori nel
mondo ma è una mia struttura mentale.
Il tempo non è un concetto empirico, perché non lo abbiamo mai imparato dall’esperienza, ma è dentro noi.
È rivoluziona anche per la fisica che distrugge tempo e spazio assoluto.
Per la filosofia lo spazio non è un idea o un concetto, perché è una forma a priori, cioè viene prima dell’esperienza, ed è un
modo di funzionare della mia mente.
Il tempo è un modo che il nostro cervello utilizza per sistemarele informazioni e i dati.
La nozione di tempo e spazio risponde alla prima domanda fondamentale che si era fatto nella critica della ragion pura=
è possibile la matematica come scienza? si, perché la giometria e la matematica ci forniscono giudizi sintetici, arrichchenti
delle conoscenze e sono al contempo universali perché ogni mente umana funziona tramite tempo e spazio e lo spazio è il
fondamento della geometria. la matemtica si fonda sul tempo (contare è tenere il tempo).
Analitica trascendentale
Passiamo dalla sensibilità all’intelletto, perché il nostro processo coniscitivo continua e il materiale costruito dalla sesibilità
(rappresentazione= percezioni empiriche in spazio e tempo) vengono rielaborate dall’intelletto.
La sensibilità ci da i dati e in questa fase si fa un salto in avanti, perché si passa da semplici percezioni di un fenomeno
alla sua conoscenza.
L’intelletto è la facoltà che pensa, cioè che unifica le rappresentazioni, attraverso le proprie forme a priori, non crea nulla
ma gli viene dato dalla sensibilità. L’intelletto unisce le rappresentazioni e quindi riesce a dare dei giudizi.
Senza la sensibilità non avremmo dati, ma senza l’intelletto non potremmo pensare, e quindi non potremmo dare giudizi ed
interpretazioni ai dati.
Senza l’intelletto avremmo solo un infinito passaggio di rappresentazioni senza senzo, mentre la sensibilità riceve i dati
dall’esterno, e l’intelletto li riorganizza.
Le categorie
L’intelletto per dare giudizi utilizza delle forme a priori : le categorie:
il nostro cervello organizza e rielabira solo secodno queste dodici categorie (sono tutti i modi possibili per pensare).
Nella pratica la paragoniamo ad una cassetta per gli attrezzi che il nostro cervello utilizza per inserire i dati che abbiamo e
per organizzarli secondo determinate categorie. Quando prendi un dato da fuori lo devi inserire perforza in una di queste
categorie, ed esistono solo queste.
Differenze con le 10 categorie di Aristotele
Hanno valenza ontologica (metafisica, sono generi sommi della relta ,ovvero, sono delle proprietà reali degli oggetti e dei
fenomeni (leggi degli enti) categorie che si applicano agli oggetti che vediamo dal punti di vista ontologico.
la categorie di kant non sono proprietà di oggetti, fenomeni ecc, nulla a che fare con ontologico. ma sono strutture a piori
del mio cervello (modo di pensare e di funzionare dell’intelletto). sono le leggi della mente.
le 12 categorie sono le condizioni della nostra conoscibilità degli oggetti, non le proprietà (quindi di come li conosciamo).
Categoria causa-effetto
Nella modalità relalzione c’è la categoria causa-effetto.
Da Hume, Kant riprende il principio causa -effetto: è nella mente umana, non nelle cose, non è dunque oggettivo, ma sta
nel soggetto che percepisce il fenomeno, non il fenomeno.
La differenza:
Per Hume lo impari dall’esperienza a forza di vedere una cosa simile. Per Kant invece non è vero, non si impara
dall’esperienza , ma e un categoria già preesistente nella mente, non si impara con l’esperienza.
Senza la categoria causa-effetto non faresti nessuna esperienza.
La seconda domanda : è possibile la fisica come scienza?
La risposta è si: grazie alla categoria di causa effetto perché le scienze naturali riescono a darci giudizi sintetici a piori,
perché prendono i dati dall’empirico, ma li rielaborano con una categoria universale, e quindi nascono leggi sia universali
che leggi reali (perché vengono apprese nello stesso modo).
Io penso
Ogni conoscenza è un’attività di sintesi. Per forza dobbiamo presupporre che ci sia un elemento centrale che dà unità e
continuità a queste operazioni dell’intelletto (soggetto coerente, che è cosciente di stare pensando).
Serve dunque un soggetto trascendentale= io penso
Senza unità di fondo che si rende conto di pensare le rappresentazioni girerebbero nella nostra mente come il famoso
teatro di Hume dove tutto e vine e tutto va= non posso prendere dati, elaborarli ecc senza un soggetto che lo faccia.
Se si vede un io penso si pensa a cartesio, e aveva messo in dubbio che le nostre rappresentazioni mentali
corrispondessero con la realtà, ed era ripartitoal ricostruire tutto dal soggetto non dalle cose esterne. e questa è la grande
prospettiva di tutta la filosofia moderna. Si concentra dunque sul soggetto che pensa (soggettivismo moderno, grande
novità della filosofia moderna), non pensano a descrivere le cose ma a come pensa e come è costruito il soggetto.
Con kant siamo al vertice di questa tendenza, e siamo ad un passo dalla filosofia contemporanea.
Questo soggetto non ha niente a che fare con l’io ontologico e metafisico.
Non è una sostanza pensante ma è una struttura del nostro cervello.
Con l’io penso di kant ci si libera del’Io trascendente. cioe dell’anima (quindi io religioso).
Non ha nulla a che fare con la psicologia. Ma si parla solo di logica.
Io penso è una funzione logica del cervello, non il carattere.
Non è un ente fisico, metafisico o prisoclogico = solo una funzione psicologica.
dialettica trascendentale
ultima domanda: e possibile la metafisica come scienza?
ultima facolta= ragione
É una facoltà tipicamente umana che vorrebbe andare nel ragionamento oltre l’esperienza sensibile, cioè il tentativo di fare
una sintesi senza il dato materiale/empirico.
È l’intelletto quando vuole fare la stessa cosa ma non partendo dai dati empirici, quindi non lavora sui dati ma sui concetti
che non sono legati ad esperienze relai/paerticolari = questa è la metafisica.
Tutta la metafisica di questi due anni si riassume in queste tre grandi idee:
l’’io, il mondo e il Dio.
io metafisico= totalita di esperienze interne
mondo= tutte le espeirenze esterne
dio= = tutte e due sia enterne che esterne.
la metafisica lavora su grandi e generalissime idee, che si fonda su: io, dio e mondo come sostanze.
• io come sostanza= lo abbiamo gia smontato quando si parla di io penso, non ha nessun senso di attribuire a io penso la
sostanza, perché non è una sostanza ontologica, ma è una funzione logica.
• mondo come sostanza (cosmo, universo unico): ci vuole spiegare il complesso di tutti ifenomeni, nesuno ha mai
concepito tutti i fenomeni che sono stati, che sono e che saranno, quindi stiamo generalizzando. La metafisca ha
sempre spiegato il mondi in modo contradditorio, per Kant tutte queste tesi non sono sostenute.
• dio come Sostanza: nessuno ne ha mai fatto esperienza.
Prove che la metafisica ha attuato per sostenere un principio unico universale:
• prova ontologica a priori: Dio è dato come esistenza, siccome in noi ci sia il concetto di dio, cioè di un essere
perfettissimo, postula il fatto che esista veramente.
esempio dieci denari: un conto e descriverli con le loro caratteristiche, un altro conto e averli in tasca.
Un salto dalla logica all’ontologia che non si può fare.
• prova cosmologica a posteriori,: deriva dall’esperienza, anche in questo caso questa ipotesi non è dimostrabile.
Aristotele= ogni cosa è effetto di una causa, e tutto il mondo funziona cosi. lui fa che continuando ad andare indietro in
questa catena di cause arriveremo ad una causa incausata (il motore del mondo).
• prova fisico-teologica, o il finalismo: es Platone e quasi tutti i filosofi cristiani.
Queste prove riprendono l’ordine della natura, la bellezza della natura, l’amore del mondo e ci dicono che nel mondo c’è
un ordine perché qualcuno ce lo deve aver messo.
Qua Kant ci dice che anche se c’è un oridne non per forza l’ha messo un principio esterno, il concetto di amore, bellezza,
fine ecc sono caratteristiche che noi umani attribuiamo alla caratteristiche del mondo.
la risposta totale è no.
La metafisica non è una scienza.
La fine de “La critica della ragion pura” è sconvolgionte per la storia della filosofia, perché tutto ciò che si era fatto non
avava oggettivamente senso. Dopo kant molti filosofi torneranno a fare metafisica,
Con Kant che dovrebbe essere il più grande illuminista si arriva allo scatto della ragione.
con la ragione spesso facciamo cose indebite.
Quando uso categorie al di fuori del momdo fenomentico, e le applico a dati non reali. faccio solo supposizioni basate sul
niente, senza alcun evidenza scientifica.
Esempio colomba
la nostra ragione come una colomba che vorrebbe volare senza aria, per volare ancora piu in alto vorrebbe che non ci
fossero le correnti che fanno resistenza = la ragione quando pretende di volare senza restare ancorata a ragioni empiriche.
distinzione fondamentale tra:
il fenomeno= evento, oggetti che noi veniamo e filtriamo attraverso i nostri sensi, una cosa di cui facciamo esperienza.
Kant dice che la conoscenza umana è limitata ai fenomeni
il nomeno: sta dietro il fenomeno, a noi non è dato sapere. non la possiamo conoscere, perché noi non la possiamo
percepire. è un concetto limite che ci ricorda che la nostra conoscenza a non e oggettiva. la nostra conoscenza è l’incontra
tra un fenomeno e un oggetto, e i dati di quel oggetto in cui noi umani possiamo percepirlo.
Kant ci dice che la metafisica non è servita a niente quando delle idee metafisiche si e voluto fare un uso p scientifico,
perché non e una scienza. semmai le idee della metafisica sono molto importanti nella storia del pensiero umano come
uso regolativo= obbiettivi a cui arrivare .
Esempio: pensare a dio ha reso possibile agli uomini pensare ad in orgine del mondo.
Inoltre, la metafisica è farsi delle domande, che sono inevitabili per l’uomo, perché siamo gli unici ad essere
autocoscienti, perché siamo in grado di riflettere su noi stessi, a differenza di un gatto.
La teoria di Kant è definita la teoria rivoluzionaria copernicana della filosofia.
Esempio isola, Kant ci sta dicendo:
La ragione umana ha limiti precisi. Cercare di andare oltre con la sola ragione porta solo a illusioni.
È un invito all’umiltà del pensiero: dobbiamo riconoscere dove finisce ciò che possiamo veramente conoscere e non
perderci in illusioni metafisiche.
La vita di Kant
Immanuel Kant è uno dei pensatori più importanti e influenti della storia della filosofia. Il suo pensiero è così rivoluzionario
che viene spesso messo sullo stesso piano di Platone e Aristotele. Dopo Kant, la filosofia non sarà più la stessa: si parla
infatti di un “prima” e un “dopo” Kant.
Questo grande rivoluzionario era un uomo minuto, alto circa 1 metro e 50, nato a Königsberg (oggi Kaliningrad, in Russia,
allora parte della Prussia). Era il quarto di undici figli. Il padre era un artigiano sellaio, la madre morì quando Kant era
ancora bambino. La famiglia viveva in condizioni economiche difficili, perciò Kant dovette lavorare fin da giovane per
contribuire al mantenimento domestico.
Fu mandato in un collegio piuttosto rigido e iniziò presto a dare lezioni private per guadagnare qualcosa. Continuò a
insegnare anche materie scientifiche fino all’età adulta, e in seguito divenne professore proprio nell’università che aveva
frequentato.
Curiosamente, Kant non lasciò mai il suo paese natale. Visse tutta la vita a Königsberg, conducendo un’esistenza
estremamente regolare: si svegliava ogni giorno alle 5, fumava la pipa, preparava le lezioni, pranzava, prendeva un caffè,
faceva una passeggiata, incontrava un amico per un aperitivo e cenava sempre alla stessa ora. Era così preciso che i
cittadini dicevano di poter regolare l’orologio osservando le sue abitudini.
Eppure, nonostante questa routine, Kant non era un uomo noioso né chiuso mentalmente: era socievole, amava le feste,
era molto stimato per la sua intelligenza e il suo spirito brillante, e decise di non sposarsi né avere figli.
Nel 1796 fu costretto a ritirarsi a vita privata per il progressivo deteriorarsi delle sue facoltà mentali (probabilmente
Alzheimer), e morì nel 1804. Ai suoi funerali parteciparono migliaia di persone provenienti da tutta Europa.
Le opere principali
Kant scrisse molte opere, ma le tre fondamentali sono:
• 1781 – Critica della ragion pura: si occupa della conoscenza e dell’epistemologia.
• 1788 – Critica della ragion pratica: tratta dell’etica.
• 1790 – Critica del giudizio: si concentra sull’estetica.
La rivoluzione kantiana
Quando Kant si avvicina alla filosofia, si accorge che la metafisica è in stallo: il dibattito è bloccato tra razionalismo (che
afferma che la conoscenza viene dalla ragione) ed empirismo (che sostiene venga dall’esperienza). Nessuno dei due
approcci sembra produrre risultati soddisfacenti.
Kant osserva che le scienze stanno facendo enormi progressi, mentre la filosofia resta ferma. Per questo decide di avviare
una vera e propria rivoluzione copernicana nella filosofia: invece di chiedersi come conosciamo il mondo, si chiede come
funziona la nostra mente quando conosce il mondo.
La sua frase più celebre è:
“Le intuizioni senza concetti sono cieche, i concetti senza intuizioni sono vuoti.”
Significa che l’esperienza (intuizione) e la ragione (concetto) sono entrambe necessarie per produrre conoscenza.
Giudizi analitici e sintetici
Per Kant, conoscere significa dare giudizi. E i giudizi si distinguono in:
• Analitici a priori: veri per definizione, non aumentano la nostra conoscenza (es. “un triangolo ha tre lati”).
• Sintetici a posteriori: dipendono dall’esperienza e arricchiscono la conoscenza (es. “i fiori sono gialli”).
La vera scoperta di Kant è l’esistenza di un terzo tipo di giudizi:
• Giudizi sintetici a priori: arricchiscono la conoscenza, ma sono validi indipendentemente dall’esperienza. Sono
alla base della matematica e della fisica (es. “7 + 5 = 12”).
Questo permette di unire razionalismo ed empirismo in una sintesi originale.
Conoscenza: materia e forma
Secondo Kant, ogni conoscenza ha:
• un aspetto materiale (i dati sensibili, a posteriori)
• un aspetto formale (le strutture mentali che organizzano i dati, a priori)
La mente non è una tabula rasa: ordina l’esperienza secondo schemi interni. I due schemi fondamentali sono:
1. Spazio (forma del senso esterno)
2. Tempo (forma del senso interno)
Questi non derivano dall’esperienza: sono forme a priori della sensibilità. Senza spazio e tempo, nessuna esperienza è
possibile.
Analitica trascendentale
Dalla sensibilità si passa all’intelletto, che elabora i dati ricevuti. Lo fa attraverso 12 categorie (come quantità, qualità,
relazione, modalità), che sono strumenti logici del pensiero. La più importante è causa-effetto: per Kant, non si impara
dall’esperienza (come diceva Hume), ma è una struttura mentale preesistente.
Io penso: soggetto trascendentale
Ogni atto conoscitivo richiede un centro unificatore: l’“io penso”, che non è un’anima o una sostanza, ma una funzione
logica. Kant rompe con l’idea cartesiana dell’io come sostanza pensante: non è un’entità, ma una condizione logica della
conoscenza.
Dialettica trascendentale e la metafisica
La ragione, per Kant, tende a oltrepassare i limiti dell’esperienza e cercare risposte a domande ultime (sull’anima, Dio, il
mondo). Ma qui si entra nel campo della metafisica, che non può essere scienza, perché non si basa su dati empirici.
Le idee metafisiche – Io, Mondo, Dio – non sono oggetti di conoscenza, ma idee regolative: servono come guida, ma non
possono essere dimostrate scientificamente.
Conclusione: la rivoluzione copernicana
Kant rivoluziona la filosofia come Copernico ha rivoluzionato l’astronomia: non sono gli oggetti che si adattano alla nostra
mente, ma è la nostra mente che struttura la conoscenza degli oggetti.
Fenomeno = ciò che conosciamo attraverso i sensi
Noumeno = ciò che sta “dietro” il fenomeno, ma che non possiamo mai conoscere
Kant segna la fine della metafisica come scienza, ma non nega l’importanza delle domande metafisiche: sono inevitabili
per l’essere umano, che è l’unico animale dotato di autocoscienza.