0 valutazioni Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti) 9 visualizzazioni 12 pagine Elter Raggi 3
Il documento analizza le brecce ofiolitiche cretacee nell'Appennino Ligure, suggerendo che la loro presenza indichi una fase tettonica precoce legata al sollevamento di una ruga ofiolitica. Questa ruga avrebbe separato l'area di sedimentazione ligure durante il Cretaceo, subendo successivamente evoluzioni strutturali. Viene inoltre discusso il significato stratigrafico delle ofioliti e delle brecce associate, evidenziando la loro origine sedimentaria e il loro ruolo nella geologia della regione.
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CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA DELL'APPENNINO LIGURE :
3), - TENTATIVO DI INTERPRETAZIONE DELLE BRECCE OFIOLITICHE
CRETACEE IN RELAZIONE CON MOVIMENTI OROGENETICL
NELL’ APPENNINO LIGURE.
Nota ai PIBRO ELTBR e GIOVANNI RAGGI
Pubblicasions n, 169 del Contra di Studi per la Geologia dell’ Appennino
del Consiglio Nazionale delle Rieerehe
Riassunto — La presenza di brecee e Dlocchi ofiolitici di origine clastica
nelle serie basali dei flysch eretacei del Monte Caio e del Monte Gattero con
frequenza massima nel Cenomaniano-Turoniano induce a prospettare J'esisienza
di una fase (ettonica precoce di questa eta.
Questa fase avrebbe determinata il sollevamento di una raga a nucleo offo-
Titico (Ruga del Bracco) che avrebbe separate in due solchi I'area di sediments.
vione ligure durante if Cretaceo, Dotta raga avrebbe poi subito una evoluzione
in piega coricaia ed infine wn clivaggio (cisaillement) in modo da dare origine
ad unit tettoniche distinte.
Resumé — Lexistence de bréches et de blocs ophiolitiques d'origine cla.
sstigue dans les séties bassles des flysch creiacés du Monte Caio et du Monte
Gottero, avec un maximum de fréquence au Cénomanie-Puronien, conduit &
envisage une phase tectonigue précace do cet age.
Cette phase aurait abouti au soulévement d'une nde & noyeau ophiotitique
‘qui aurait séparé deux sillons dans la zone ligure pendant le Crétacé.
Cotte ride auvait ensuite évolué en plis couché et, & fa suite d'un
donnd origine & des unités tectoniques indipendantes.
ailiement,
Liallineamento delle grandi masse di ofioliti da Monterosso
fino ad Ottone costituisce uno degli clementi geologici dominanti
dell'Appennino ligure. La sua estensione e la sua relativa regola-
rit possono indurre a considerare le ofioliti che Io formano come
autoctone e radicate (esse si troverebbero cio® ancora attualmen-2 1. WLTER, 6. RAGoL
te nella zona in cui @ avvenuta l'emnissione magmatica), In realta
nei pochi luoghi dove il substrato & visibile, esso & formato da ter-
reni pitt recenti delle ofioliti ¢ dei sedimenti ad esse stratigrafi-
camente collegati, Ad esempio nella zona del Bracco, dove le ofio-
liti del’allineamento raggiungono il massimo sviluppo, esse pog-
giano sul « macigno » della serie toscana.
1 contatto & alcuné chilometr? nella zona del Canale detle Mo-
li no s Canegreea pressa il Passo del Bracco. Il « macigno » prokanga qui Ja
struttura anticlinale di Cornigiia che @ fa pitt interna delle strutture a serie to-
scana, La presenza del macigno di Corniglia non era nota ai veechi auori ed &
siaia segnalata per Ja prima volta nella carta di A, Boxt (1961)
visible
A nostro avviso, perd, queste ofioliti hanno mantenuto Ia
loro posizione normale alla base della serie stratigrafica ligure,
come risulta anche dal lavoro di GORLER ¢ REUTTER (1963).
Tnfatti dai pi: recenti studi sull’Appennino Settentrionale
che si sono occupati della questione (V. Borvororrr, 1961-63-64;
GoRLER © REUTTER, 1963; PASSERINT, 1962) & risultato evidente
che non tutte le masse ofiolitiche hanno mantenuto questa pos
zione normale. Si pud anzi dire che le ofioliti in tale posizione co-
stituiscono quasi esclusivamente ’allineamento Monterosso-Ot-
tone e, a nostro avviso, una sua ampia propaggine tra le valli del
Ceno e del Trebbia che comprende i massicci del Penna e del
Maggiorasca,
Tutte le altre masse ofiolitiche dell'Appennino ligure sono
in genere dislocate per rimaneggiamento ed inglobate, sotto for-
ma di elementi clastici anche giganteschi, in terreni del Cretaceo
medio e superiore.
Alcune masse clastiche di plete verdi si trovano anche inglobate in terreni
cocenici (Bortorarnt, 1961; Raeci, Sevier e Tsirt, nota in corso di stampa)
Non tzattersmo per ora questa argomento che non sembra riguardare !'Ap-
penning figure
Ad esclusione di alcuni blocchi di ofioliti, associati a brecce.
che compaiono nel complesso di base del flysch del M. Antola
presso Torriglia, tutte queste masse di pietre verdi dislocate si
trovano all’esterno {cioe verso la Pianura Padana) dell’allinea-
mento Monterosso-Ottone.
Le ofioliti esterne sono sempre associate a brecce con elemen-CONTRIBUTO. ALLA CONOSCENZA PELLIAPPENNIND LAGU 3
{i ofiolitici di dimensioni molto variabili. Queste brecce sono di
natura sedimentaria evidente.
Fra le masse di pietre verdi, spesso di dimensioni gigante-
sche, ¢ gli elementi delle brecce esistono, dal punto di vista delle
dimensioni, tutti i termini di passagggio.
Fra i costituenti delle brecce compaiono inoltre eseusivamen-
te clementi di rocce sedimentarie ed eruttive che si ritrovano as-
sociate alle ofioliti dell’allineamento Monterosso-Ottone (diaspri,
calcari a Calpionelle, palombini e graniti).
La possibilita dell'esistenza di una generazione tardiva di o-
fioliti, prospettata da alcuni autori, sembra improbabile in con-
siderazione della loro giacitura.
Viene invece spontanea I'idea che le pietre verdi inglobate
in terreni pitt recenti derivino dal rimaneggiamento di quelle ri-
maste in posizione normale nella zona pitt interna.
Occorre quindi esaminare, sia pur brevemente, riservando i
dettagli ad articoli successivi, il significato dell’allineamento M.
Rosso-Ottone e la posizione stratigrafica delle ofioliti dislocate
in rapporto all'allineamento stesso.
LINPAMENTE GEOLOGTCE DELTA STRUTTURA OFTOLITICA MONTEROSSO:
OTTONE.
Se si esamina Yallineamento Monterosso -Ottone in modo
schematico, si pud osservare che esso & ricoperto, lungo tutto il
suo fianco sud-occidentale, da terreni in successione prevalente-
mente normale.
Esso poggia invece su terreni rovesciati con i suo fianco
nord-orientale.
Tutto avviene come se esso fosse il nucleo di una struttura
anticlinale coricata con vergenza verso la Pianura Padana.
In realtd le cose sono assai pit complicate ¢ questo sara esa-
minato in seguito. Per il momento, per semplificare l'esposizio-
ne, ne parleremo come se si trattasse di una semplice anticlinale
coricata con un fianco inverso e un fianco normale,
a) II fianco normale.
Il fianco normale & formato dalla suceessione stratigrafica:
ofioliti, diaspri, caleari a Calpionelle, argille a palombini, scistiP. pureR, @, Racer
della Val Lavagna, flysch arenaceo del M. Gottero, argille varico-
lori del Bacco e di Cichéro.
Fra tutti questi termini esistono passaggi stratigrafici. Le
maggiori masse ofiolitiche sono ricoperte stratigraficamente dai
diaspri, Esistono tuttavia prove, rilevate da Gérirr e REUYTER,
di una continuazione del magmatisme basico durante il Neoco-
miano.
Dal punto di vista dell'eta i calcari a Calpionelle sono datati
al Titonico Neocomiano; pure al Neocomiano almeno parte delle
argille a palombini; la sommita degli scisti della Val Lavagna
era finora datata all'Aptiano-Albiano ed al Cenomaniano-Turonia-
no le argille del Bacco e di Cichéro.
Recentemente una fauna paleocenica @ stata segnalata da
Passmrint al Passo del Bocco. L’eta della sommita delle arenarie
del Gottero & quindi nuovamente messa in discussione. Sulla base
di questa datazione je arenarie dovrebbero appartenere almeno
in parte al Maestrichtiano
D’altra parte nella zona del M. Ramaceto ¢ al M. Ghiffi &, a
nostro avviso, visibile un passaggio laterale fra le arenarie del
Gottero ¢ Ja parte superiore degli scisti della Val Lavagna, il che
condurrebbe a ritenere che anche essi siano da considerarsi co-
me parzialmente maesirichtiani.
A diversi livelli della serie, a partive dalle argille a palombi-
ni, si trovano Jocalmente intercalazioni di brecce che raggiungo-
no il massimo sviluppo negli scisti della Val Lavagna. Questo fe-
nomeno @ particolarmente vistoso nella zona del M. Penne-M. Ai
ona dove le brecce raggiungono uno spessore di varie centinaia di
metri sostituendo addirittura quasi tutta Ja formazione degli
scisti
Rari clementi della breesia si trovano anche nefla parte infe-
riore delle arenarie del Géttero nella zona del Passo del Bocco
dove Je arenarie sono parzialmente cteropiche degli scisti della
Val Lavagna.
Le brecce costituiscono qué una formazione ad andamento
lenticolare di cirea 15 km di lunghezza che termina alle due estre-
mita con intercalazioni sempre piti ridotte negli scisti della Val
Lavagna stessi,
La terminazione ¢ molto ben visibile presso i] Passo della
Forcella,UOONTREBUTO ALLA CONGSCENZA. DELAARPENNING LAGU 5
Liatioramenio del Passo deta Forcella ® stato oggetio di una nota di Tex
Hasr (1951) {a cal era stato da rot seynalata), che ha perd considerato ta bre
cia in questions come di nature tettonica, Pit recentemente Fusxwo e Tewenova
(1963) ne hanno Ficonoseiuti i caratteri chiaramente sedimentart concludendo
per uns giacitura del tipo dellolistostroma
Dal lato opposto, verso SE, le brecce sono ancora visibili
nella Valle del Fosso Chilinella (affluente del Taro) e ricompaio-
no sotto forma di interealazioni di qualche metro negli scisti del-
Ja Val Lavagna dell’alta Val di Vara fra Varese e Valletti
Intercalavioni lenticolari di brecce si osservano inoltre negli
stessi scisti presso il Bra
Dato il carattere di vera e propria formazione che le brecce
assumono nella zona di S, Maria del Taro e di SoprataCroce
proponiamo la denominazione di Breece di S. Maria eteropiche
degli Scisti della Val Lavagna,
Le brecce di $. Maria sono costituite in prevalenza da cle-
menti angolosi di calcari palombini. 1 cemento & formato da
co.
un sedimento pelitico con caratteri identici a quelli degli scisti
della Val Lavagna ma caratterizzato dalla presenza di abbondan-
te manganese, A queste brecce si aggiungono localmente strati
Ientiformi formati da elementi di ofioliti, diaspri e calcari a Cal-
pionelle, Rari od assenti gli elementi di granito. Raramente si
osservano strati gradati di arenarie verdi formate da materiale
clastico ofiolitico con carattere di torbidite.
La formazione, che si presenta nell’insieme alquanio mono-
tona, & grossolanamente stratificata, La sua origine sedimenta-
ria & ovunque manifesta ed & indiscutibile in corrispondenza delle
ierminazioni laterali interstratificate negli scisti della Val La
vagna.
Occorre ancora notare che, in corrispondenza delle zone in
cui le brecce sono pitt sviluppate, i termini della serie sottostanti
agli scisti della Val Lavagna sono assenti o ridotti di spessore nel-
le immediate vicinanze degli alfioramenti di ofioliti, In queste 0-
itamentg sulle ofioliti con con-
ne spesso le brecce poggiano d
tatti che hanne mantenuto carattere almeno apparentemente stra-
tigrafico.
Se ne pud concludere che |'alimentazione detritica ha avuto
carattere locale ¢ si @ fata a spese dei terreni inferiori della se-
rie in corrispondenza dellallincamento ofiolitico,6 Pn, 6. RaGaH
ZONE DELLA BIGURA L
Le tre sezioni ipotetiche SW-NE ¢ quind! trasversali all’area di sedimentar
vione ligure, rappresentane @ partire dall'alto tre asi successive dell'evoluzione
paleogeografica di una parte delta geosinclinale,
La prima sezione corrisponde al periodo di sedimentazione dai flysch ad
Elmintoidi che inizia durante il Cenomaniano-Turoniano per terminare al_ Pe
Jeocens, La raga del Bracco che ha iniziato a sollevarsi fin dal Cretaceo infe-
riore per raggiungere jl massime sviluppe al Cenomaniano-Tureniano si trova
in un periodo di stasi. La sua copertura sedimentaria & stata parzialmente sman-
tellaia per dave origine alle brecce intercalate nei terreni dei due baeini e parti-
colarmente in quello Nord-orientale. La ruga staia disegnata secondo un mo-
dello tettonica rigida. Abbiamo infatti Timpressione sul terreno che esistano
Faglie collegabili con la fase cenomaniana, I punto interrogative nella parte
basale dela serie det Caio @ dovuto alla mancanza di informazioni sulla natura
dei (erreni sattostanti al Cenomaniano-Turoniano in questa zona, E probabile
che almeno nella parte Intema del bacino essi fossero identici a quelli deHla se-
re basale del Gottera,
La seconds sezione corvisponde all'inizio della tettogenesi durante 1’Eocene.
La nga evolve in piega coricata ¢ comincia a realizzarsi un avanscorrimento del
complesso di base rovestiato del Caio che si trasformera in seguito in lembo di
spinta,
Tn questo modello le axenarie di Ostia sono state considerate come facenti
parte della serie del Caio. In real’ questo non provato ¢ le arenarie di Ostia
potrebbero anche essere di origine pit interna. {In questa sezione sono state pre
se in considerazione le unit del Gottero ¢ del Caio ¢ non quelle di orf
interna)
Durante Tevoluzione della raga si sedimenta Ia serie eocenica ad ‘affintt’ Ib
gure delle « argille © calcari », E? probabile che questa serie si sia sedimentata
almeno parziaimente sulla parle esterna del Rysch del Caio, L'esistenza di una
fase cocenica € ducumentaia dalla cessazion= della sedimentazione nel bacino
del Géitero e sopratiutio dalla presenza di olistostromi e di lenti esotiche di are:
narie di Ostia nella serie coceniea delle « argille ¢ calcari »
La terza sezione indica la individualizzszione di diverse unita tettoniche lk
guri_a partire dalla struttura coricata dal Bracco, Un cisaillement interno di
origine alle unila distinfe del Caio c del Goitero. Una parte del complesso di
base del Caio a cui si sono probabilmente aggiunti aliri terrent ai origine pity
interna, assume una indipendenza tettonica e viene a formare un Jembo di spin
ta di cui fanno parte i terreni ofiolitiferi di Berceto e Bardi, Si ha inoltre in at
eune zone un avanscorrimento delle arenarie del Gattero (freccia a).
La freceia b rappresenta la diverticolazione della serie cocenica delle « argitle
e caleari» che andra a sicoprire i macigno ancora ia corso di sedimentazione.
La tettogenesi delle Liguridi ad esclusione del ricoprimento di carattere par
ticolare defie « argille e calcari» & avventia interamente nell'area di sedimenta
rione figure, Solamente in un secondo tempo le wnita liguri gia formate si sono
rimesse in movimento per ricoprire 1a serfe toscana. Questo & doctimentato dal:
In presenza delle molasse postiettogenstiche di Ranzano che data la Joro eta
oligocenica devono necessar/amente essersi sedimentate ancora nel bacino ligure.dns oa2n}as9
181109 199 our208PEER, 6. wAGor
Si pud ancora osservare infine che le formazioni che costi-
tuiscono il fianco normale sono spesso assottigliate nei pressi del-
allineamento ofiolitico mentre il loro spessore aumenta man ma-
no che ci si allontana da esso verso SW. Negli scisti della Val La-
vagna questo aumento di potenza si accompagna all’apparire di
un leggero metamorfismo.
b) II fianco inverso.
1] fianco inverso, sempre nelle grandi lince, 2 costituito dak
Ja serie rovesciata del margine interno del flysch del M. Caio.
In questa zona, che corrisponde ad una fascia che va da Sar-
zana attraverso Zignago, Giuncareggio in Val di Taro ¢ la Valle
del Dragonale (Val d’Aveto) fino ad Ottone, il flysch ha mante-
nuto rapporti stratigrafici con il suo complesso di base. Questo
@ costituito da una fitta e spesso regolare alternanza di argille
nere o variegate con straterelli calcarei ed arenacei fortemente
manganesiferi ¢ strati di arenarie, spesso grossolane, ad elementi
di serpentina e diabase nettamente gradati ¢ di tipo torbiditico.
Di tanto in tanto si intercalano pure grossi banchi di brecce po-
ligeniche costituite da un'abbondante cemento argilloso che con-
tiene come in sospensione grossi elementi angolosi non gradati
ma talvolta allineati secondo la stratificazione. Gli elementi stes-
si sono frammenti di palombini e subordinatamente di diaspri,
calcari a Calpionelle, ofioliti e graniti.
In questo complesso compaiono poi blocchi di offoliti e gra-
niti di dimensioni anche gigantesche ¢ blocchi di brecce diaba-
siche cementate da sabbie ofiolitiche poligeniche.
Anche questi blocchi hanno origine clastica.
Hi contatto con il flysch del Caio &, come abbiamo detto, chia-
ramente stratigrafico ed @ riconoscibile come tale in buoni affio-
ramenti nella zona di Zignago, presso Giuncareggio, ¢ sul versan-
te orientale del Monte Dego in Val d’Aveto.
Il passaggio & progressivo come mostrano anche intercala-
zioni di brecce identiche a quelle sopra descritte associate a bloc-
chi di ofioliti e graniti nella parte bassa del flysch del Caio.
Queste indicano che per un certo tempo sono venuti ad al-
ternarsi apporti detritici da due aree di alimentazione distinte ¢
ovviamente provenienti da direzioni diverse.OUNIRIBUI SLEL GINOSCENZA. DLLUIAPFENNINO LIGURE 9
11 complesso di base descritto ha sostanzialmente le carat
teristiche di un Wildflysch il cui materiale detritico @ costituito
dalle rocce del corteo ofiolitic e dai sedimenti ad esso associati
nella zona di sedimentazione ligure
Indicheremo questa formazione col nome di complesso di
base del flysch di M. Caio.
Questa formazione pud essere datata, sulla base di microfau-
ne rinvenute in diversi luoghi nei calcari intercalati, al Cenoma-
niano-Turoniano. Essa ha percid la stessa et che viene general-
mente riconosciuta al complesso di base dell’insieme dai diversi
tipi di flysch ad Elmintoidi
La formazione clastica basale predetta si trova rovesciata
sotto le masse ofiolitiche dei Penna e dell’Aiona, Essa sembra
legata, in questa zona, da rapporti stratigrafici con almeno gran
parte delle ofioliti
Mancano tra le offoliti e la formazione delle brecce i termini
della serie pit: antichi del Cenomaniano ad eccezione di aleune
placche di diaspri rimaste solidali con le ofioliti che testimonia-
no dell’et& giurassica di queste ultime.
Ne risulta una lacuna dei terreni corrispondenti al Cretaceo
inferiore e medio.
Dialtra parte questi t
delle brecce.
Se ne deve concludere che le brecce derivano dallo smantel-
lamento della copertura sedimentaria delle ofioliti e di parte del-
le offoliti stesse durante i] Cenomaniano-Turoniano,
trovano tutti come elementi
eni si
ConcLusIonr
Da tutte queste osservazioni risulta che le ofioliti ¢ la loro
copertura hanno subito un'erosione durante il Cretaceo con un
massimo d'intensita nel Cenomaniano-Teroniano.
Se ne deve dedurre che durante questo periodo esse hanno
costituito, all'interno del bacino ligure, una ruga (ruga del Brac-
0) che @ andata via via sollevandosi fino a raggiungere I'alt
ima al Cenomaniano stesso.
L’attuale allineamento Monterosso-Ottone sarebbe il residuo
di questa ruga il cui graduale smantellamento ha fornito i mate-
ma,
m10 P, rLreR, G, Raece
riali detrici ai due lati. Con la ruga sono venuti a formarsi due
bacini di sedimentazione corrispondenti all'arenaria del Gottero
da un lato (SW) e del flysch del Caio dall'altro (NE)
Durante il Cretaceo inferiore ¢ medio essa ha scaricato lo-
calmente piccole quantita di materiali della copertura.
Durante il Cenomaniano questo fenameno si & accentuato:
i detriti hanno alimentato in prevalenza i] bacino esterno del Caio
¢ solo Jocalmente quello interno. Nel bacino del Caio hanno dato
origine ad un Wildflysch contenente anche enormi blocchi di ofio-
iti,
Questo ci fa pensare che la ruga fosse nettamente asimmetr:
ca ¢ pitt ripida sul versante Nord-orientale; avesse insomma gi
assunto una chiara vergenza appenninica.
La presenza di numerosi elementi ¢ blocchi granitici nel
Wildflysch alla base del Caio pud condurre a ritenere che la ruga
avesse un nucleo cristallino acido. Esiste infatti una notevole
sproporzione fra i piccoli e rari affioramenti granitici associati
alle ofioliti nelf’allineamento Monterosso-Ottone e la grande quan-
tit di detrito granitico presente nella serie del Caio (questi gra-
niti risultano ercinici secondo Ja datazione assoluta di P. EBER-
nanor, G. Ferrara e B, Toxctorct (1962). Essi sono stati finora in-
terpretati come lembi strappati al substrato durante le effusioni
magmatiche).
Al Cretaceo superiore si ha la sedimentazione dei flysch det
Géttero € del Caio ed in generale dei flysch ad Elmintoidi
Questa sedimentazione avvine ovungue in modo tranquillo
e corrisponde ad un periodo di stasi tettonica che dura almeno
fino la Paleocene. La fase cenomaniana risulta quindi nettamente
distinta dai successiv movimenti orogenetici del parossismo ap-
penninico.
A partire dal Paleocene riprende verosimilmente il movimen-
to che interessa tutto il bacino del flysch ad Elmintoidi.
Si pud ritenere che a questo momento Ia ruga evolva in pic-
ga coricata con la formazione di un fianco inverso costituite dai
terreni del bacino del Caio ¢ di un fianco normale costituito dal-
Ia serie del Géttero.
La cerniera non corrisponde rigorosamente alla ruga pree-
sistente: elementi della serie del Géttero vengono in alcuni luo-CONTRIBDTD ALLL GONOSCENZA DELL'APPENNING LIGURE nl
ghia far parte del fianco inve
dente nella parte sud-orientale dell'allincamento Monterosso-Ot-
tone, dove, a partire dal Monte Chiappozzo fino a Rocchetta Vara,
una parte della serie del Géttero si trova rovesciata al di sotto
delle ofioliti.
Si giunge cost alla situazione che abbiamo finora descritta ¢
che corrisponde in sostanza a quella che doveva essere la tetto-
nica embrionale dell’Appennino ligure.
Su questo motivo embrionale hanno poi agito i movimenti
tettonici successivi durante Oligocene ed il Miocene che hanno
condotto all’attuale struttura.
Questi si possono riassumere in un clivaggio (cisaillement)
dell’unita tettonica embrionale che essendosi impostato su una
struttura gia piegata si & prodotto attraverso livelli differenti
dando origine ad unita tettoniche attualmente indipendenti
so. Questo @ particolarmente evi-
(Manoser. pres. il 6-11-1965 - Ultime buzze it 2012-1965).
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