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Indice Il contesto · Società e cultura
Art. 6 – La Legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di
concorrere, personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve
essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini, essendo uguali ai
suoi occhi, sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici se-
30 condo la loro capacità, e senza altra distinzione che quella delle loro virtù e dei loro talenti.
Risorse
Risorse Art. 7 – Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati
dalla Legge, e secondo le forme da essa prescritte. Quelli che sollecitano, emanano, eseguo-
no o fanno eseguire degli ordini arbitrari, devono essere puniti; ma ogni cittadino citato o
tratto in arresto, in virtù della Legge, deve obbedire immediatamente: opponendo resisten-
35 za si rende colpevole.
Art. 8 – La Legge deve stabilire solo pene strettamente ed evidentemente necessarie e nes-
suno può essere punito se non in virtù di una Legge stabilita e promulgata anteriormente
al delitto, e legalmente applicata.
Art. 9 – Presumendosi innocente ogni uomo sino a quando non sia stato dichiarato colpe-
40 vole, se si ritiene indispensabile arrestarlo, ogni rigore non necessario per assicurarsi della
sua persona deve essere severamente represso dalla Legge.
Art. 10 – Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la ma-
nifestazione di esse non turbi l’ordine pubblico stabilito dalla Legge.
Art. 11 – La libera manifestazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi
45 dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a ri-
spondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.
Art. 12 – La garanzia dei diritti dell’uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica;
questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti e non per l’utilità particolare di co- ©
loro ai quali essa è affidata.
50 Art. 13 – Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese d’amministrazione, è in-
dispensabile un contributo comune: esso deve essere ugualmente ripartito fra tutti i citta-
dini in ragione delle loro capacità.
Art. 14 – Tutti i cittadini hanno il diritto di constatare, da loro stessi o mediante i loro rap-
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presentanti, la necessità del contributo pubblico, di approvarlo liberamente, di controllarne
l’impiego e di determinarne la quantità, la ripartizione, la riscossione e la durata.
Art. 15 – La società ha il diritto di chiedere conto della sua amministrazione ad ogni pub-
blico funzionario.
Art. 16 – Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei
poteri stabilita, non ha una costituzione.
60 Art. 17 – La proprietà essendo un diritto inviolabile e sacro, nessuno può esserne privato,
salvo quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga in maniera evidente, e
previo un giusto e preventivo indennizzo.
P. Biscaretti di Ruffia, Le Costituzioni di dieci Stati di “democrazia stabilizzata”, Giuffrè, Milano 1994
Guida alla lettura
Le conquiste del pensiero illuministico La formulazione dei diritti contenuta in questa Dichia-
razione sintetizza, attraverso punti di una chiarezza ammirevole, le conquiste più alte del pensiero
illuministico, a partire dal principio secondo cui «gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali
nei diritti» (r. 12). Il fondamento di questa libertà è garantito dalla legge, che non è un’imposizione
arbitraria, dipendente dall’autorità assoluta di un sovrano, ma consiste nell’«espressione della volon-
tà generale», nel presupposto che «tutti i cittadini hanno diritto di concorrere, personalmente o
mediante i loro rappresentanti» alla gestione dello Stato. L’ordine sociale si basa sul principio della
separazione dei poteri (Art. 16), legislativo, esecutivo e giudiziario, mentre la salvaguardia del bene
pubblico comporta anche la condanna della corruzione (Art. 15).
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