Il mito
Il termine mito deriva dal
Definizione
greco mýthos (“parola,
racconto, discorso”): si tratta
infatti di una narrazione con
valore simbolico-religioso
che ha l’obiettivo di rispondere
ai grandi interrogativi che da
sempre si è posto l’essere
umano.
Il mito affonda le proprie radici
nella memoria collettiva di un
popolo ed è, inizialmente,
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tramandato oralmente.
I temi del mito
Le storie dei miti si sviluppano attorno a temi ricorrenti, quali:
• l’origine del mondo e dell’universo (miti cosmogonici);
• la nascita degli dei (miti teogonici);
• la storia di una civiltà, dei suoi usi e costumi (miti eziologici);
• l’origine dell’uomo, degli animali, delle stagioni o dei fenomeni
naturali.
Mito e archetipi
Talvolta accade che miti simili appartengano alla tradizione di
popolazioni diverse e, con tutta probabilità, mai venute a contatto tra
loro: ciò è dovuto alla presenza di archetipi, cioè strutture ancestrali
e costanti nell’esperienza umana (come la paura della morte), che
possono sfociare in forme narrative simili seppur in contesti
differenti.
Il mito biblico di Eva e il mito greco su Pandora, ad esempio, seppur
di provenienza geografica e culturale differente, possono essere
ricondotti alla stessa idea (purtroppo negativa) sul genere femminile.
I protagonisti del mito
I principali protagonisti del mito sono:
•dei;
•esseri semi-divini o elementi della natura personificati;
•eroi o eroine.
I personaggi del mito, grazie alla loro universalità e forza simbolica,
hanno continuato a vivere attraverso i secoli diventando veri e
propri miti letterari: non solo personaggi antichi del mito classico
come Ulisse, Edipo, Giasone, Medea, ma anche eroi moderni come
l’Amleto di Shakespeare. Questi personaggi attraversano la
letteratura mantenendo inalterato il loro valore archetipico.
Mito e identità culturale
I miti rappresentano il patrimonio condiviso di una comunità e
descrivono anche modelli di comportamento morale e religioso: il
mito crea un insieme di punti di riferimento fondamentali nei quali un
popolo può riconoscersi, e in questo modo contribuisce a consolidare
l’identità culturale.
Il mito ha quindi un’importanza fondamentale per la società che lo
tramanda: di conseguenza l’analisi del mito diventa indispensabile
anche per gli studiosi che vogliono comprendere a fondo quella
società.
I miti sono stati tramandati, in
Diffusione
origine, a voce, arricchendosi
di dettagli di generazione in
generazione.
Il carattere orale delle
narrazioni mitologiche è
testimoniato dalla presenza di
molte varianti di uno stesso
mito a partire da una struttura
comune, ma anche dallo
schema narrativo lineare e
ripetitivo, adatto alla
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memorizzazione e all'ascolto.
Mito letterario
A partire dal V secolo a.C., il racconto orale e anonimo viene
assorbito in un’opera letteraria e rielaborato da un autore. I primi
autori che hanno fissato i miti per iscritto sono stati i greci Omero ed
Esiodo e il latino Ovidio. Si comincia quindi a parlare di mito
letterario.
Nel tempo la narrazione mitologica ha continuato a sopravvivere
entrando a contatto con altri generi letterari: la diretta discendente
del mito, con il quale condivide l’origine orale e popolare, è la fiaba.
Mito e tragedia
Un altro genere in cui si individua
l’eredità del mito è la tragedia,
forma letteraria teatrale fiorita ad
Atene nel corso del VI-V secolo a.C.
che ha come oggetto proprio la
narrazione mitologica: il mito, nella
tragedia classica, non è più narrato
ma rappresentato.
A differenza della commedia, la W. A. Bouguereau, Oreste perseguitato
dalle Erinni: l’Orestea di Eschilo è una delle
tragedia attinge a episodi del mito principali tragedie greche
per consentire al pubblico un certo
distacco dai fatti rappresentati.