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NARDIN

Il documento esplora l'uso della comunicazione ipnotica per gestire il dolore nei pazienti assistiti a domicilio, in particolare durante le medicazioni. L'infermiere, essendo il professionista che trascorre più tempo con il paziente, gioca un ruolo cruciale nella valutazione e gestione del dolore, utilizzando tecniche di ipnosi per migliorare l'esperienza del paziente. La relazione di fiducia tra infermiere e paziente è fondamentale per l'efficacia di queste tecniche e per il miglioramento della qualità della vita del paziente.

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ISTITUTO FRANCO GRANONE

SCUOLA POST-UNIVERSITARIA DI IPNOSI CLINICA E


SPERIMENTALE

C.I.I.C.S
CENTRO ITALIANO DI IPNOSI CLINICO-SPERIMENTALE

ANNO 2016

L'UTILIZZO DELLA COMUNICAZIONE IPNOTICA


NELL'ASSISTITO A DOMICILIO
PER LA MIGLIORE GESTIONE DEL DOLORE
DURANTE LE MEDICAZIONI

Candidata Relatore
Sabrina Nardin [Link] Filomena Muro
1
Sommario
PREMESSA .............................................................................................................................................. 3
INTRODUZIONE ...................................................................................................................................... 4
IL DOLORE............................................................................................................................................... 5
RUOLO DELL’INFERMIERE ...................................................................................................................... 7
L’IPNOSI E LA COMUNICAZIONE IPNOTICA ............................................................................................ 8
DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA ........................................................................................................... 11

Scale di misurazione del dolore ......................................................................................... 12


Report operativo................................................................................................................ 14
Modello di riferimento per l’operatività............................................................................ 15
Report dei soggetti presi in esame .................................................................................... 17
RISULTATI ............................................................................................................................................. 28
CONCLUSIONI ....................................................................................................................................... 29
RINGRAZIAMENTI................................................................................................................................. 30
Riferimenti bibliografici ........................................................................................................................ 31

2
PREMESSA

'' Non è la materia che genera il pensiero...

è il pensiero che genera la materia.''

( Giordano Bruno )

Sono venuta a conoscenza dell’ipnosi e della comunicazione ipnotica durante le


lezioni frequentate per un master di qualche anno fa, durante le quali una
infermiera dell’ospedale Molinette di Torino ci ha dato una dimostrazione di quello
che si può ottenere con l’utilizzo della comunicazione ipnotica. Sono rimasta subito
molto colpita e interessata, e la curiosità mi ha spinto a documentarmi su questa
nuova conoscenza della mente, all’interazione che esiste tra mente e corpo che non
ha niente di magico ma che ha riscontri assolutamente scientifici. Ho capito che
l’ipnosi clinica non ha niente a che fare con quello che si vede durante gli spettacoli
televisivi, in cui sembra che la persona ipnotizzata perda coscienza, conoscenza e
capacità decisionale. Al contrario la persona in trance ipnotica è cosciente, mantiene
il libero arbitrio e non farebbe mai qualcosa contro i propri principi morali.

3
INTRODUZIONE

Il professor Granone, fondatore del CIICS (Centro Italiano Ipnosi Clinica


Sperimentale), definisce l’ipnosi “…. un particolare stato psicofisico che permette di
influire sulle condizioni psichiche, somatiche e viscerali di un soggetto per mezzo di
un rapporto creatosi tra questi e l'ipnotizzatore”. Mi ha colpito l’idea che la mente
possa influire sul corpo e produrre modificazioni fisiche, attraverso una relazione
d’aiuto.

Sono un’infermiera e lavoro in un servizio territoriale di assistenza domiciliare


appartenente all’Ulss 16 di Padova; molte delle persone che seguo sono anziane e la
maggior parte dei loro problemi riguardano la circolazione sanguigna, e molte di
loro presentano ulcere; ci sono inoltre persone con problemi oncologici, demenze
senili, diabete, malattie che riguardano l’anziano. Ho a che fare tutti i giorni con il
dolore delle persone, dolore relativo alla condizione stessa della malattia, dolore da
medicazione di una lesione o da procedura invasiva. Il dolore porta disagio alla
persona che si sta trattando, si aggiunge poi il problema tempo, poiché se l’assistito
ha tanto dolore l’infermiere deve fermarsi più volte durante la medicazione. Per
queste persone il momento del cambio della medicazione è un’esperienza molto
dolorosa.

Ho pensato perciò di utilizzare e sperimentare la comunicazione ipnotica con lo


scopo di alleviare e ridurre il dolore delle persone assistite durante le medicazioni
dolorose.

L’infermiere è il professionista della salute che passa più tempo con la persona
assistita, e la relazione infermiere paziente è basata sulla fiducia e sulla
comunicazione empatica.

L’infermiere è responsabile della rilevazione del dolore, attraverso apposite scale, e


quando si manifesta ha la responsabilità di controllo e gestione del dolore,
mettendo in atto tutte quelle misure necessarie ad alleviare la sofferenza. La
comunicazione ipnotica è uno strumento che può essere utilizzato autonomamente
dal professionista per raggiungere tale scopo.

4
IL DOLORE

L’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore definisce il dolore come


“un’esperienza emotiva e sensoriale non piacevole associata a danno ai tessuti,
reale o potenziale, o descritta in termini di tale danno” ([Link]).

Piu' schematicamente si riconosce nel dolore una componente fisica e una


componente emotiva.

Il dolore è utile quando destinato ad allertare l’organismo sulla presenza di


elementi dannosi o letali.

E’ inutile quando la sua persistenza provoca un circolo vizioso con ricadute sulla
sfera relazionale, psicologica e sociale e da sintomo diventa problema. Il dolore
quindi diventa esso stesso malattia, soprattutto in caso di patologie croniche.

Vi sono due tipi di dolore: dolore nocicettivo e dolore neuropatico.

Il dolore nocicettivo può essere definito quale risposta fisiologica appropriata ad


uno stimolo doloroso. Può essere provocato da infiammazione cronica o acuta. Il
dolore nocicettivo acuto si verifica quale risultato ad un danno ai tessuti ed è
generalmente limitato nel tempo. Quando le ferite si rimarginano lentamente, la
risposta infiammatoria prolungata può provocare una aumentata sensibilità, sia a
livello della ferita che in corrispondenza della cute circostante.

Il dolore neuropatico è stato definito quale risposta inappropriata provocata da una


lesione primaria o una disfunzione del sistema nervoso. Il danno ai nervi è la causa
più comune della lesione primaria che può essere provocata da trauma, infezione,
disfunzione metabolica o cancro. Il dolore neuropatico è un fattore principale nello
sviluppo di dolore cronico ed è spesso associato a sensazioni alterate o non
piacevoli, in cui un qualsiasi stimolo sensitivo, quale ad esempio un impulso
luminoso o una pressione o variazioni della temperatura può provocare un dolore
intenso (allodinia).

Per ulcera cutanea: si intende in genere una lesione che non guarisce e non
5
progredisce attraverso le fasi della guarigione: infiammazione, proliferazione,
rimodellamento. Le lesioni croniche sono rappresentate dalle ulcere ischemiche,
dalle ulcere diabetiche, da quelle venose, dalle ulcere da decubito, dalle ulcere
vasculitiche, dalle ulcere neoplastiche. Sono prese in considerazione persone con
ulcere agli arti inferiori ma anche in altre sedi (sacro, trocantere, gomiti, scapole).E’
una patologia causata per lo più da disturbi circolatori, presente in una percentuale
dell’1-2% della popolazione sopra i 65 anni.

Il dolore delle ulcere è rilevante; è un sintomo frequente in tutte le manifestazioni


cliniche dell’ulcera ed è una complicanza molto temuta dalla persona che ne è
affetta.

E’ un problema sottostimato; infatti solo il 6% delle persone con ulcere


estremamente dolorose riceve una adeguata copertura analgesica.

In questo contesto si parla di dolore in persone portatrici di ulcere di vario tipo, sia
legato al cambio della medicazione sia quello che persiste nell’arco della giornata.

È molto probabile che i pazienti con sensibilità aumentata e che provano dolore al
minimo tocco, proveranno un dolore intenso durante le procedure associate alla
medicazioni

6
RUOLO DELL’INFERMIERE

Il dolore è a tutt’oggi un problema sottostimato; lo stesso assistito molte volte è


convinto che il dolore debba far parte obbligatoriamente e comunque della sua
esperienza. Negli ultimi anni però ci sono stati molti segnali di sensibilizzazione per
il problema dolore, a tale proposito si può citare la legge 38 del 2010 che definisce il
dolore come “ una malattia da curare perché mina l’integrità fisica e psichica del
paziente, con un notevole impatto negativo sulla qualità della vita, la capacità
lavorativa e le relazioni sociali”.

L’infermiere è un professionista sanitario che svolge un importantissimo ruolo nella


gestione del dolore sul paziente affetto da ulcera, ed è il professionista della salute
che passa più tempo con la persona assistita. Già nel primo Codice Deontologico
dell’infermiere si parlava di dolore e l’infermiere era colui che aiutava l’assistito a
“sopportare il dolore”; nel nuovo Codice l’infermiere ha parte attiva nella gestione
della sofferenza, come recita l’articolo 34: “ L'infermiere si attiva per prevenire e
contrastare il dolore e alleviare la sofferenza. Si adopera affinché l’assistito riceva
tutti i trattamenti necessari”.

L’infermiere ha quindi la responsabilità di riconoscere i segnali del dolore, di


valutarlo, di mettere in atto procedure atte al trattamento e alla prevenzione dello
stesso.

7
L’IPNOSI E LA COMUNICAZIONE IPNOTICA

L’ipnosi e la comunicazione ipnotica sono due facce della stessa medaglia.

Dell’ipnosi ho già dato la definizione come la descrive il prof Franco Granone. Non è
sonno come si potrebbe pensare analizzando il significato preciso della parola, ma
uno stato modificato della coscienza, fisiologico. Tutti noi possiamo sperimentare
episodi di leggera e spontanea trance ipnotica, quando arriviamo in auto in un
determinato luogo e non ci ricordiamo la strada che abbiamo percorso per arrivarci,
quando ci troviamo a fantasticare per staccare dal lavoro noioso e concentrato che
stiamo facendo, quando la tv assorbe tutta la nostra attenzione e non sentiamo
nessun altro rumore, quando suoniamo uno strumento e siamo così concentrati che
non sentiamo chi ci sta chiamando. Lo stato ipnotico permette la realizzazione di un
monoideismo plastico, cioè la capacità di convogliare tutte le energie per la
creazione di un immagine potente in grado di produrre cambiamenti anche a livello
fisico. Come esempio si può pensare e quando si immagina di avere davanti a noi il
nostro piatto preferito automaticamente percepiamo un aumento della salivazione,
in questo modo l’immagine potente ha prodotto una modificazione fisica,
l’”acquolina in bocca” dovuta alla presenza di un immagine dell’oggetto senza la
presenza effettiva dell’oggetto stesso.

Tutto ciò si raggiunge seguendo uno schema non rigido, in cui tutto concorre a
ridurre la parte critica della mente e aumentare la fiducia, che va dalla definizione
dell’obiettivo assieme alla persona assistita, dando ordini motivati, facendo
focalizzare l’attenzione su una parte del corpo, descrivendo e suggerendo la
percezione del corpo attraverso i sensi, fino a dare suggestioni di rilassamento e
benessere prima in tutto il corpo e poi come immagine mentale. La persona in
questo stato di piacevole benessere è sempre presente a se stessa e perfettamente
in grado di reagire ad un eventuale pericolo, in quanto la percezione attraverso i
sensi è amplificata e l’individuo sceglie a quali stimoli reagire.

I campi di applicazione sono i più svariati e vanno dal semplice rilassamento alla
gestione dell’ansia, del dolore, delle malattie psicosomatiche, per migliorare la
capacità di apprendimento e concentrazione nello studio, per aumentare le
prestazioni fisiche nello sport.

8
La comunicazione ipnotica è una tecnica di comunicazione che utilizza abilità
neurolinguistiche applicate in alcune funzioni della mente; con la comunicazione
ipnotica, utilizzata in maniera consapevole, si possono generare fenomeni a livello
fisico. Per poter utilizzare questi meccanismi è necessario conoscere bene le
modalità con cui le persone comunicano; in generale si pensa alla comunicazione
prevalentemente come linguaggio verbale. In realtà questa quota corrisponde
soltanto al 7% , il 38% riguarda il paraverbale, timbro, tono, volume e cadenza della
voce, il rimanente 55% riguarda il non verbale, che predomina soprattutto in caso di
incoerenza tra quello che viene detto e, ad esempio, la mimica facciale. E’ quindi
importantissimo per noi considerare questo aspetto, perché quando entriamo in
relazione con l’altra persona la parte non verbale, atteggiamento, mimica facciale,
distanza dall’interlocutore, predomina, e se non c’è coerenza tra i due linguaggi la
fiducia viene meno.

Un altro aspetto importante da tenere in considerazione parlando di comunicazione


è il canale sensoriale che viene preferito nella comunicazione dalle diverse persone,
che può essere visivo, uditivo o cenestesico. E’ importante capire quale canale
preferenzialmente usa l’interlocutore per poterci “sintonizzare” e farci comprendere
meglio.

La relazione che si instaura tra infermiere e persona assistita è una relazione d’aiuto,
in cui il paziente è in una condizione di bisogno; ha quindi delle forti aspettative e si
trova a dipendere per alcune situazioni dal professionista.

Questa condizione rende necessario l’uso di una comunicazione efficace che possa
generare una relazione di fiducia, indispensabile al paziente affinchè possa accettare
e seguire le nostre indicazioni che hanno lo scopo di sviluppare le sue capacità e
ritrovare l’autonomia. E’ necessario porre il paziente al centro del nostro interesse
mediante l’osservazione e l’ascolto, individuare il canale sensoriale comunicativo
preferito dalla persona, in modo da entrare più facilmente in sintonia con il nostro
interlocutore; è importante quindi entrare in relazione con il paziente, creare un
rapporto empatico per ottenere la sua fiducia e creare con lui un “rapport”.

1
Mi ha colpito una definizione di empatia, dato da [Link] : “ ingrediente
fondamentale della relazione d’aiuto, secondo la quale è: ….la capacità di
immergersi nel mondo soggettivo dell’altro e di partecipare alla sua esperienza nella

1
Sinibaldi, Fabio. Comunicazione ipnotica.: Cambiare e curare attraverso l'uso delle parole.
Edizioni FerrariSinibaldi, 2011.

9
misura in cui la comunicazione verbale e non verbale lo consenta” Il campo di
applicazione della Comunicazione Ipnotica per noi infermieri è la relazione d’aiuto e
l’induzione allo stato di coscienza modificato riguarda tutte le situazioni in cui il
paziente deve affrontare situazioni dolorose, procedure mediche e chirurgiche che
comportano dolore e ansia, ad esempio durante una procedura dolorosa o per la
gestione del periodo post operatorio.

Uno degli obiettivi per l’infermiere è migliorare l’autodeterminazione, aumentare le


capacità di autocura e sviluppare l’empowerment e le potenzialità della persona così
da conoscere nuove modalità per affrontare eventi spiacevoli promuovendo il
vissuto di un piacevole benessere psicofisico.

E’ stata dimostrata in vari studi l’efficacia dell’ipnosi e della comunicazione ipnotica;


il prof Casiglia con le sue ricerche sperimentali ha dimostrato che l’effetto
antidolorifico o antinocicettivo dell’ipnosi è tale da ridurre il dolore di almeno il 50%.

10
DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA

L’ambito lavorativo dove svolgo la mia attività di infermiera è l’assistenza


domiciliare, un servizio sul territorio che ha lo scopo principale di assistere le
persone a domicilio, di favorire la domiciliarità, evitando il più possibile
l’ospedalizzazione, e tenendo in considerazione tutti i bisogni legati alla sfera fisica
ma anche psicologica e sociale degli assistiti. Partecipo perciò alle riunioni di
valutazione multidimensionale in cui ogni professionista offre il proprio contributo
per una presa in carico globale dell’assistito. Rientra infatti nella responsabilità
dell’infermiere considerare la persona con una visione olistica, ed è quello che si fa
utilizzando la comunicazione ipnotica.

Le persone che assisto sono per la maggior parte anziane con età compresa tra i 65
e 80 anni e per la maggior parte donne, con problemi di disabilità, con patologie
riguardanti la circolazione sanguigna, la demenza senile, la disidratazione, patologie
di tipo oncologico.

Dal punto di vista infermieristico la maggior parte degli assistiti presentano ulcere
cutanee, sia da pressione che vascolari e trofiche. Queste spesso diventano
croniche, cioè non guariscono entro le sei/otto settimane, e quindi spesso diventano
per la persona che ne è affetta un motivo di forte ansia, per il dolore che si
accompagna alla medicazione e per il dolore cronico che compare
indipendentemente da questa.

Il mio obiettivo è quello di utilizzare la comunicazione ipnotica e l’ipnosi, come


tecnica complementare che prende in considerazione mente e corpo, in tutte le
persone con dolore, sia causato da ulcere, ma anche persone con patologie
oncologiche con dolore diffuso, opprimente e continuo; è necessario in questo
contesto gestire anche l’ansia, componente spesso presente in queste persone.

In questo mio lavoro prendo in considerazione le persone affette da ulcere, nelle


quali il dolore si accentua durante la medicazione, per valutare la riduzione del
dolore utilizzando la comunicazione ipnotica.

11
Scale di misurazione del dolore

Per valutare il dolore delle persone prima e dopo la medicazione prevedo l’utilizzo di scale
che misurano il dolore.

Ho già premesso che il dolore è un processo dinamico che produce continue interazioni
con il sistema nervoso, e non semplicemente il prodotto finale di un sistema di
trasmissione sensoriale; è multidimensionale, cioè è formato da numerosi componenti che
includono: i suoi comportamenti, l’intensità, la componente affettiva, le credenze, la
qualità della vita; è un’esperienza soggettiva, quindi l’autovalutazione del paziente è da
considerarsi la regola per la misurazione del dolore. Infatti, numerosi studi hanno
evidenziato la sottostima derivante da una valutazione esterna: infermieristica e medica.

La valutazione esterna rimane comunque indispensabile per i pazienti che non sono in
grado di esprimersi, i neonati e i bambini, handicappati mentali, anziani con demenza.

Perché una scala di misurazione sia valida deve essere di facile comprensione, ripetibile,
facile e veloce da utilizzare. Le principali scale per la misurazione del dolore sono la VRS
(Visual Rating Scale), la NRS (Numerical Rating Scale), la VAS (Visual Analogue Scale), la MC
GILL PAIN QUESTIONNAIRE. Ci sono poi scale che valutano al loro interno anche aspetti
come ansia, correlazione con altri sintomi, grado di autonomia e stile di vita, altri aspetti
psicologici,(Karnovsky, STAS), e sono usate soprattutto in persone con patologie
oncologiche.

Dato che la maggior parte delle persone che assisto sono anziane prendo in considerazione
una scala di misurazione semplice e di facile comprensione, la scala NRS, (Scala di
valutazione numerica).

Consiste in una serie di numeri da 0 a 10 o da 0 a 100 il cui punto di inizio e di fine


rappresentano gli estremi del dolore provato. Il paziente sceglie il numero che corrisponde
meglio al suo dolore. E’ semplice e ha dimostrato affidabilità e validità.

12
E’ pratica perché il paziente la comunica verbalmente, senza la necessità di un
supporto cartaceo, ha sufficiente numero di intervalli e può essere comunicata
anche per via telefonica, molto utile in un contesto domiciliare.

Le istruzioni verbali per la somministrazione di questa scala sono: “Mi indichi, per
favore, con un numero da 0 a 10 quanto dolore avverte in questo momento,
sapendo che 0 corrisponde a dolore assente e 10 corrisponde al peggiore dolore
possibile”.

Si specifica sempre a quando si riferisce il dolore, in questo momento o nelle ultime


24 ore, lasciando che sia l’assistito a esprimere il suo valore senza cercare di
interpretarlo per lui (es. il personale non deve mai dire:” Ha detto che ha un po’
male, quindi sarà circa 2 o 3?”).

Utilizzo questa scala per la misurazione del dolore e anche dell’ansia correlata alle
procedure dolorose.

13
Report operativo

Le persone che seguo a domicilio sono totalmente o parzialmente allettate,


presentano patologie di tipo degenerativo e in tutte le loro attività quotidiane sono
dipendenti da un’altra persona; sono quindi a disagio a causa della mancanza di
autonomia.

Ho preso in esame quattro assistiti con ulcere sia trofiche agli arti inferiori, sia da
decubito in altre zone (sacro, trocanteri, schiena). Il fattore costante in questa
persone è il dolore, sia durante la medicazione, sia nell’arco della giornata. Sono
persone estremamente lucide e perfettamente in grado di valutare l’aumento e la
diminuzione dei sintomi quali dolore e ansia.

Ho coinvolto anche i familiari di queste persone perché in una visione olistica il


paziente va considerato assieme al suo contesto familiare e perché la loro
collaborazione è fondamentale per poter valutare gli effetti dell’ipnosi anche
successivamente al mio intervento, considerando anche l’utilizzo dell’autoipnosi da
parte dell’assistito.

Descrivo singolarmente ogni paziente, dalla sua situazione dal punto di vista
sanitario e relazionale, alla tecnica di induzione utilizzata, riportando la
registrazione e le parole utilizzate dalla persona assistita, tenendo conto delle sue
opinioni riguardo l’ipnosi e del suo vissuto.

Ho previsto una serie di domande da somministrare al paziente nel colloquio


informativo prima della medicazione:

Secondo lei una tecnica di rilassamento può ridurre il dolore?

Come percepiva il dolore durante le medicazioni dei giorni scorsi, con un punteggio
da 0 a 10, in cui 0 è assenza di dolore e 10 è il massimo dolore possibile?

Come percepiva l’ansia in occasione delle medicazioni dei giorni scorsi, con un
punteggio da 0 a 10?

Subito dopo la medicazione somministro la seguente domanda:

Come ha percepito il dolore dovuto alla medicazione odierna con un punteggio da 0


a 10?

14
Successivamente valuterò la percezione dell’ansia provata dal paziente e se si è
ridotta con il passare del tempo durante le medicazioni successive, rilevando il
punteggio da 0 a 10.

Modello di riferimento per l’operatività

Riporto di seguito la modalità per aiutare la persona a raggiungere la condizione di


coscienza modificata.

Innanzitutto è necessario instaurare un rapporto di fiducia con l’assistito, dandogli le


informazioni necessarie e stimolare la curiosità per questa nuova tecnica. È
importante trovare assieme una motivazione per usare questa tecnica, ad esempio
ridurre il dolore durante la medicazione, migliorare la gestione dell’ansia in alcuni
momenti della giornata. Si inizia facendo accomodare la persona nella posizione più
comoda possibile (…mettiti nella posizione più comoda per te…) e gli si dà un ordine
motivato(…e quando vuoi puoi chiudere gli occhi così potrai concentrarti meglio su
quello che ti dirò…). Queste prime fasi sono fondamentali per aumentare la fiducia
della persona nei nostri confronti, ridurre il suo fattore critico per favorire e
sviluppare poi l’attività immaginativa. Focalizzo la sua attenzione su una parte del
suo corpo, come la parte a contatto con la poltrona, il suo respiro, l’aria che entra ed
esce, oppure verso l’esterno, come fissare un punto sul soffitto, sulla nostra fronte, o
su un qualsiasi rumore esterno.

Comincio a descrivere la condizione del soggetto, cominciando dalle cose ovvie e


reali e utilizzando i sensi, vista, udito, tatto ( …vedo che sei seduto su questa
sedia…..puoi sentire i rumori dell’altra stanza…. ); ricalco poi le sensazioni di cui il
soggetto si accorge, utilizzando il suo punto di vista ( …ti puoi accorgere di come le
tue palpebre sfarfallano, della temperatura dell’aria, del tuo continuo deglutire…).
Suggerisco quindi alcune suggestioni, che variano a seconda di quello che voglio
ottenere ( …e adesso che il tuo corpo è completamente rilassato potresti
immaginare che il tuo piede destro sia immerso in un ruscello di acqua fresca,
gelata, piacevolmente….sempre più gelata e questo rende il tuo piede insensibile …
tra poco diventerà insensibile…). Segue la ratifica di quanto è avvenuto per
consolidare le suggestioni del soggetto, provando a lanciare una sfida ( … e adesso
che il tuo piede è gelato e insensibile ti accorgerai di quanto stai bene e niente ti
può disturbare nemmeno quando proverò a pizzicarlo perché sarà completamente

15
insensibile freddo e gelato… oppure se le suggestioni date riguardavano la catalessi
per esempio degli occhi allo scopo di far sperimentare l’autocontrollo la sfida
sarà….e adesso che i tuoi occhi sono chiusi anche se tu provassi sarebbe difficile per
te riaprirli…anzi più provi più stai così bene che non riesci).

L’ancoraggio viene dato alla persona per poter rientrare in ogni momento e
autonomamente in questo particolare stato ipnotico, si sceglie un gesto semplice,
chiudere la mano in un determinato modo, chiudere gli occhi ( …ogni volta che
vorrai potrai scivolare in questo stato di piacevole benessere facendo questo
semplice gesto, e ogni volta che lo farai avverrà sempre più velocemente e sempre
meglio…).

Infine rioriento la persona facendogli fare un respiro più profondo, invitandolo a


riagganciare i dettagli della stanza dove si trova mentre i suoi muscoli diventano più
tonici e a questo punto può riaprire gli occhi.

Questo è uno schema con cui è possibile far arrivare il paziente alla trance ipnotica,
anche se si possono utilizzare diverse strategie, “fissa un punto”, “senti il braccio”, a
altre , a seconda della diversa focalizzazione iniziale.

(Riascoltando le registrazioni in cui ho indotto nell’assistito una condizione di


coscienza modificata mi rendo conto di non avere sempre rispettato l’ordine delle
fasi che ho appena descritto, le persone sono comunque riuscite a realizzare un
rilassamento più o meno profondo, una modificazione dello stato di coscienza e un
variabile grado di analgesia.)

16
Report dei soggetti presi in esame

Le persone che prendo in considerazione sono tutte seguite a domicilio dal nostro
servizio infermieristico e quindi dipendenti parziali o totali nelle varie attività della
vita quotidiana.

Paola A.

La signora Paola ha 56 anni, è vigile e orientata, è separata da anni dal marito e


vive con la badante in un piccolo appartamento. E’ affetta da “miosite ossificante”
una malattia rara di cui ancora non si conosce la causa e nemmeno la cura. Il fattore
costante per questa malattia è il dolore. La signora Paola infatti è costantemente in
cura con cortisonici per contrastare il dolore e l’irrigidirsi progressivo delle
articolazioni; è completamente allettata e attualmente l’unica parte del corpo che
riesce a muovere è la mano sinistra, la mano destra non molto, tutto il resto del
corpo è completamente rigido e immobile, resistente anche ai movimenti passivi.
Ultimamente presenta in zona sacrale un piccola lesione da pressione che le causa
un forte dolore, anche a causa della difficoltà di movimentazione e di cambio
posturale. Seguo la signora Paola da diversi mesi perché le lesioni guariscono ma poi
ricompaiono e quindi necessita di continua supervisione da parte nostra. Il mio
accesso infermieristico è previsto una volta alla settimana quando le lesioni sono in
fase attiva, altrimenti ogni 2 o 3 settimane per controllo. La signora ogni volta che ci
vediamo mi riferisce che il suo dolore è sempre presente ed è in tutto il corpo, varia
di poco nell’arco della giornata, in più c’è la lesione al sacro che le causa un ulteriore
dolore, diverso da quello causato dalla sua malattia, più pungente e acuto. Un
giorno, durante la medicazione, le dico che sto imparando una nuova tecnica di
rilassamento che potrebbe permetterle di ridurre il dolore; le spiego che non
prevedo la somministrazione di ulteriori farmaci e che è qualcosa che può utilizzare
anche da sola in autonomia, in qualsiasi momento della giornata. Le dico questo
anche duranti gli accessi successivi, e probabilmente l’ho incuriosita a tal punto da
chiedermi di provare con lei questa nuova modalità di rilassamento, con l’obiettivo
di riuscire a gestire meglio il dolore, sia quello provato durante la medicazione, ma
anche il dolore cronico presente tutto il tempo.

17
Le domando se secondo lei una tecnica di rilassamento può influire sul dolore e
sull’ansia. Le chiedo di dare un valore da 0 a 10 al suo dolore durante le medicazioni
precedenti e all’ansia che precede le medicazioni.

Risultati delle risposte: secondo la signora una tecnica di rilassamento difficilmente


modifica variabili come il dolore e l’ansia; il dolore nelle medicazioni precedenti ha
valore 8 e l’ansia relativa è 7.

Nonostante la diffidenza però la signora si è talmente incuriosita da quello che le ho


spiegato che è comunque decisa a sperimentarlo.

Riporto qui di seguito le parole usate durante la sequenza induttiva e la trance


ipnotica.

“ Paola sei comoda nella posizione migliore per te?...si…allora Paola puoi già
chiudere gli occhi così ti concentrerai meglio su quello che ti dico….bravissima
Paola…adesso Paola ti chiedo di prestare l’attenzione, tutta la tua attenzione al tuo
respiro…all’aria che entra e che esce…quando enta è un po’ fresca e quando esce è
un po’ più calda…con il tuo respiro che adesso si sta rendendo più tranquillo…puoi
sentire che anche le spalle si alzano e si abbassano…assieme al tuo respiro anche il
torace si modifica…si alza e si abbassa…e potresti accorgerti che ti stai sempre più
rilassando…senti le tue palpebre sempre un po’ più pesanti…chiuse, abbandonate,
pesanti…con gli occhi della mente provi proprio a immaginarle…questa pesantezza
degli occhi…e come potresti accorgerti di questa pesantezza, tanto che se volessi
riaprirli sarebbe proprio faticoso…e non hai proprio nessuna voglia di
riaprirli…adesso trasferisci questa pesantezza degli occhi un po’ alla volta in tutto il
tuo corpo…a cominciare dalla tua spalla sinistra che io adesso ti tocco…e puoi
immaginare che man mano che io scendo con la mano sul tuo braccio,,,,il tuo
braccio diventa sempre più pesante…più rilassato…fino alla punta delle dita della
mano…bravissima Paola…lo faccio di nuovo…man mano che scendo con la mano sul
tuo braccio prova a immaginare che i muscoli del tuo braccio si mollano, si
sciolgono, si rilassano completamente fino alla punta delle dita…bravissima Paola…e
man mano che scendo vedi con gli occhi della mente che i tuoi muscoli si rilassano, si
sciolgono, si mollano, si allungano,… il tuo braccio è completamente pesante e
abbandonato…bravissima…e adesso questa sensazione di pesantezza che potresti
aver provato al braccio sinistro…lo provi al braccio destro…con gli occhi della mente
immagini la tua spalla destra e con gli occhi della mente scendi lungo il braccio,,,il

18
gomito…fino alla punta delle dita della mano…vedi i muscoli che si sciolgono, si
abbandonano il braccio diventa sempre più pesante…bravissima Paola…adesso
questo rilassamento che potresti aver provato alle braccia, puoi immaginare di
trasferirlo alla testa, al collo, ai muscoli della schiena, con gli occhi della mente li
vedi rilassati, sciolti, mollati, allungati, abbandonati, come il miele che si scioglie
lungo le pareti del vasetto…e scendi lungo i fianchi…giù giù giù giù…le gambe…fino
alla punta dei piedi…e adesso questa sensazione di rilassamento a tutto il corpo lo
potresti immaginare in un tuo posto preferito, nel tuo posto perfetto…ti do qualche
istante per cercare questo posto…questo luogo che ti piace tanto…lo puoi cercare
nei tuoi ricordi, nel tuo passato, oppure nei tuoi sogni, dove vorresti essere…puoi
immaginare di essere da sola, oppure con le persone che vuoi tu,,, è il tuo posto
perfetto, fantastico…dove stai bene, dove ti senti a tuo agio, dove niente ti può
disturbare, dove ti senti protetta, puoi immaginare i colori di questo posto, i
profumi, i rumori, le forme di questo posto, è il tuo posto perfetto, dove stai bene,
dove niente ti può disturbare, dove ti senti protetta, dove ti senti al
sicuro…bravissima Paola… sai che in questo posto puoi andare ogni volta che vuoi
…ogni volta che lo desideri, durante la giornata o alla sera prima di dormire, quando
ti vuoi rilassare, quando vuoi staccare la mente da tutto, questo è il gesto che farai
per scivolare in questo stato di piacevole benessere (chiudo la sua mano sinistra a
pugno, è l’unica che è in grado di muovere da sola) e ogni volta che lo fai sarà
sempre più veloce e sempre meglio…bravissima Paola, oggi passerai una bella
giornata serena, starai bene, proverai una piacevole sensazione di benessere alla
schiena, stanotte non avrai difficoltà a dormire, e domani mattina ti sveglierai felice
di affrontare una bella giornata, …bravissima Paola…quando vuoi tornare a
riagganciare i dettagli di questa stanza, quando vuoi tornare nella condizione
precedente, basta che apri il pugno e automaticamente tornerai a riaprire gli occhi,
lentamente, con i tuoi tempi, quando te la senti…..”

Le parole della signora sono state: “ che bello…grazie…sono stata proprio bene…hai
presente …ero come un riccio dentro il suo guscio…”

Dopo averle rinnovato la medicazione, durante la quale non si è mai lamentata, le


ho chiesto di dare un valore al dolore provato; il risultato è 3.

Durante gli accessi successivi ho potuto valutare anche il livello di ansia provato
dalla signora e lei stessa mi conferma che va meglio e che il suo valore può essere
definito 4.. Mi conferma che utilizza spesso la nuova tecnica di rilassamento in
autonomia , anche se si rende conto che è più potente quando sono io a guidarla.

19
Elda

La signora Elda vive con il marito che si prende cura di lei, è lucida, deambula a
fatica e presenta ulcere trofiche dolorose a entrambi gli arti inferiori. E’ affetta
anche da artrite deformante che limita il movimento delle mani, ma che comunque è
conservato. Le ulcere agli arti inferiori le causano parecchio dolore, soprattutto
durante le medicazioni. Prevedo da parte mia un accesso alla settimana, per le altre
medicazioni se ne occupa il marito, per la gestione delle quali è stato
adeguatamente addestrato ed educato. Ho parlato alla signora Elda di questa
nuova tecnica grazie alla quale lei potrebbe sentire meno dolore e imparare in
autonomia a gestire anche il dolore cronico dovuto alla artrite deformante durante
l’arco della giornata. Era curioso soprattutto il marito, al quale dispiaceva molto
vedere la moglie sofferente.

Ho chiesto alla signora se secondo lei una tecnica di rilassamento può ridurre il
dolore e l’ansia relativi alle medicazioni e al dolore cronico, la signora ha accettato
subito di sperimentare questa nuova tecnica e aveva molte aspettative riguardo il
miglioramento della sua qualità di vita.

Le ho chiesto inoltre di dare un valore da 0 a 10 al dolore provato durante le


medicazioni precedenti e all’ansia provata. La signora da valore 9 al dolore e valore
7 all’ansia.

Riporto qui di seguito le parole usate durante la sequenza induttiva e la trance


ipnotica.

“…signora Elda, si metta nella posizione più comoda per lei, si metta come sta
meglio, se vuole appoggiare la testa …bravissima…Elda…mi ascolti…se vuole già
chiudere gli occhi così si concentra meglio su quello che le dico…bene, così… e
mentre sente gli occhi chiusi…sente le palpebre chiuse, che un po’ alla volta si
appesantiscono…lei presta l’attenzione al suo respiro… all’aria che entra e che
esce…bravissima…entra ed esce,,, e insieme al respiro può sentire che anche le
spalle si alzano e si abbassano, assieme al respiro…respiri tranquillamente come di
solito, senza modificarlo, come fa sempre…e adesso con gli occhi della mente lei
vede il suo respiro, l’aria che entra ed esce,,,quando entra è un pò più fresca,
quando esce un po’ più calda…ancora…bravissima Elda…e assieme al respiro vede le
sue spalle che si alzano e si abbassano, assieme al respiro…bravissima…e mentre
sente le spalle che si rilassano sempre di più, il tuo respiro diventa sempre più
20
tranquillo, anche le tue spalle che si muovono si rilassano un po’, …senti anche le tue
braccia appoggiate alla poltrona, senti le gambe a contatto con la poltrona, e senti i
piedi che sono appoggiati per terra…e mentre hai gli occhi chiusi, puoi immaginare
le tue palpebre che sono sempre più pesanti, abbandonate, rilassate, pesanti, e
mentre si rilassano sempre di più, puoi immaginare di trasferire questo rilassamento
alla spalla sinistra che io adesso ti tocco…resta pure con gli occhi
chiusi…bravissima…e immagina con gli occhi della mente, che questo braccio si
rilassi sempre di più man mano che scendo con la mia mano…bravissima…man
mano che scendo immagina di sentire il braccio sempre più rilassato…
bravissima…lo faccio di nuovo, man mano che scendo con la mano il braccio si fa
sempre più rilassato e pesante…bravissima Elda…bravissima… fino alla punta delle
dita della mano…adesso questo rilassamento sperimentato al braccio sinistro, lo
puoi trasferire al braccio destro, sulla spalla che tocco… e puoi immaginare con gli
occhi della mente che questo braccio si rilassa sempre di più, man mano che io
scendo con la mia mano, rilassato e pesante, rilassato e pesante, fino alla punta
delle dita…, rilassato e pesante, immagini i muscoli di questo braccio rilassati,
mollati, sciolti, fino alla punta delle dita della mano…bravissima… lo faccio di
nuovo…puoi immaginare di vedere il braccio sempre più rilassato e pesante, i
muscoli rilassati, sciolti,…bravissima…e adesso che hai sperimentato questo
rilassamento alle braccia, con gli occhi della mente tu lo puoi trasferire alla testa, al
collo, ai muscoli della schiena, puoi vedere i muscoli rilassati, allungati, sciolti,
mollati, come il miele che si scioglie dentro il vasetto…bravissima Elda… e con gli
occhi della mente puoi scendere sempre più giù lungo la schiena, i fianchi, scende
sulle gambe,,, giù, giù giù fino alla punta dei piedi… bravissima…e adesso che hai
potuto sperimentare questa sensazione di piacevole rilassamento in tutto il corpo,
immagina di trasferirti con questo rilassamento nel tuo posto perfetto, nel tuo
posto preferito, dove ti senti al sicuro, ti do qualche istante per scegliere questo
posto, per pensare a questo posto bellissimo, lo puoi cercare tra i ricordi, lo puoi
trovare nei tuoi sogni, dove vorresti essere, può essere con qualcuno o può essere
da sola…in questo posto puoi vedere i colori, puoi sentire i rumori, i profumi, qui stai
davvero bene…è un posto sicuro, dove ti senti protetta, dove niente ti può
disturbare, senza avere la cognizione del corpo e ti senti bene, …bravissima …e
adesso che stai sperimentando questa sensazione di rilassamento e di benessere, ti
chiedo di immaginare ,sempre con gli occhi della mente, la gamba sinistra, immagini
di immergerla in un secchio di acqua fresca, quest’acqua è davvero fresca, la sente
dalla punta dei piedi al ginocchio è davvero piacevolmente fresca, adesso immagini
di aggiungere dei cubetti di ghiaccio all’acqua che avvolge la sua gamba,
aggiungiamo ancora cubetti di ghiaccio, ne aggiungiamo talmente tanti che sono
più i cubetti dell’acqua, e lei può immaginare di sentire la sua gamba fresca, fredda,
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e quasi insensibile…bravissima…ed è insensibile anche al dolore…i cubetti di ghiaccio
mantengono fredda la sua gamba, fredda e insensibile, fredda e insensibile… adesso
io provo a pizzicare la sua gamba e si accorgerà di essere insensibile…(do qualche
pizzicotto alla gamba della signora)…bravissima Elda (eseguo la medicazione con
tranquillità)…adesso torniamo a riscaldare la gamba, togliamo il secchiello di
ghiaccio, e immergiamo la gamba in acqua tiepida, e la rendiamo sensibile come
prima mantenendo un perfetto benessere,… bravissima…adesso le insegno il modo
per rientrare in questa piacevole condizione di benessere ogni volta che lei vuole,
questo è il gesto da fare, mette il pollice all’interno delle altre quattro dita, ogni
volta che lei vuole, che si sente triste, agitata, irritata, se ha bisogno di rilassarsi,
oppure se ha bisogno di recuperare le energie, lo può fare in qualsiasi momento
della giornata, si concentra un po’, fa il gesto che le ho insegnato, chiude gli occhi e
rientra nel suo stato di piacevole benessere, ogni volta che vuole, solo se lei lo vuole,
se non lo desidera non succederà niente, …quando vuole uscire da questo stato di
benessere e ritornare alla condizione di prima basta sciogliere il pugno e un po’ alla
volta con i suoi tempi riapre gli occhi torna nella condizione di prima ma sentendosi
molto bene , ritorna a riagganciare i dettagli della stanza, torna a sentire i muscoli
un po più tonici… bravissima Elda… e adesso con un bel respiro più profondo può
riaprire gli occhi…”.

Nella prima parte ho dovuto dilungarmi parecchio perché vedevo che la signora
aveva difficoltà a concentrarsi e a tenere gli occhi chiusi.

Il commento fatto dalla signora poco dopo aver riaperto gli occhi è stato: “ …si…si
sente proprio che i nervi cominciano a rilassarsi”, le ho chiesto se ha sentito dolore
quando l’ho pizzicata e la signora mi dice che ha sentito che l’ho toccata ma senza
dolore.

Dopo aver rinnovato la medicazione all’ulcera della signora Elsa, le chiedo di dare un
valore al dolore provato durante la medicazione, il risultato è 4.

Durante gli accessi successivi le chiedo di dare un valore al livello di ansia provato a
causa delle medicazioni e la signora mi dice che sta molto meglio e che è molto
meno preoccupata; il valore è 3.

Adesso quando arrivo a casa della signora per rinnovare la medicazione mi accoglie
con un sorriso e mi dice: “ fammi quel rilassamento che sto tanto bene….”. La
signora utilizza l’ancoraggio e sperimenta la condizione di autoipnosi più volte .

22
Durante questa induzione sono passata dal lei al tu e poi di nuovo al lei per dare
maggiore significato al cambiamento di stato durante la trance questo a livello
inconscio produce un riconoscimento di cambiamento di stato potenziando le
suggestioni.

Maria M.

La signora vive in un piccolo appartamento assieme al marito che si prende cura di


lei; ha problemi di circolazione venosa e presenta una piccola ulcera all’arto inferiore
sn che le procura parecchio dolore soprattutto durante la medicazione; la signora
definisce questo dolore particolarmente “pungente”. Personalmente prevedo due
accessi alla settimana per il rinnovo della medicazione, poiché il marito non se la
sente e non è in grado di rinnovarla. Ho chiesto alla signora Maria di dare un valore
da 0 a 10 al dolore provato durante la medicazione e all’ansia procurata dal dolore
in generale. Il valore del dolore è 8 e l’ansia 7. Per la signora Maria ho adottato la
strategia di induzione “fissa un punto”.

Riporto qui di seguito le parole usate durante la sequenza induttiva e la trance


ipnotica.

“ …signora Maria, si metta nella posizione più comoda per lei, ecco…così…metta
pure le mani qua…bravissima…adesso signora, tenendo la testa in questa posizione,
cerchi un punto sul soffitto, più in alto possibile, sceglie un punto e lo fissa…uno
qualsiasi…quando l’ha trovato, lo fissa bene, continua a fissarlo, bravissima…adesso
un po’ alla volta sentirà che le palpebre cominciano a sbattere, la vista si sfuoca un
po’… le palpebre cominciano a sbattere un pò di più, gli occhi si stancano, fissando
sempre quel punto di solito succede che gli occhi si stancano…e quando sente che le
palpebre si appesantiscono sempre di più può anche chiuderle…bravissima… molto
bene…abbandoni pure le palpebre che stanno bene chiuse, immagini di sentirle
molto pesanti e rilassate, tanto che se volesse riaprire gli occhi le darebbe proprio
fastidio e quindi può tenerle chiuse…molto brava…adesso questa pesantezza che
sente alle palpebre immagini di trasferirla alla sua spalla sinistra che io adesso le sto
toccando…molto brava…e adesso immagini che man mano che scendo con il braccio
il suo braccio lo sente sempre più rilassato e pesante, lo faccio di nuovo, sempre più
rilassato e pesante…bravissima Maria…adesso questo rilassamento che ha potuto
sperimentare al braccio sinistro, lo trasferisce alla spalla destra…bravissima…stessa
cosa…man mano che scendo con la mano sul suo braccio, immagini di vedere il suo

23
braccio sempre più rilassato, pesante e rilassato, fino alla punta delle dita della
mano… bravissima…lo faccio di nuovo,,, sempre più pesante e rilassato fino alla
punta delle dita della mano…immagini di vedere questo braccio che si rilassa
completamente, di nuovo…fino alla punta delle dita…bravissima Maria…adesso
questo rilassamento che ha potuto provare alle braccia immagini di trasferirlo agli
altri muscoli del corpo…lo può sentire sulla testa, che è completamente appoggiata
al cuscino, i muscoli della nuca, del collo, i muscoli della schiena, con gli occhi della
mente vede che questi muscoli si stanno sciogliendo, mollando, allungando, e si
rilassano sempre di più…bravissima… e può sentire i muscoli della schiena che si
rilassano, i muscoli dei fianchi, le gambe, giù giù giù fino alla punta dei
piedi…bravissima Maria… e adesso con la mente immagini un posto in cui lei si
sente rilassata, cerchi questo posto nei suoi ricordi, ma anche nei suoi sogni, nelle
sue fantasie, scelga un posto, le do qualche istante per trovarlo, un posto molto
bello, dove lei sta bene, dove niente la può disturbare, dove si sente protetta, dove
sta davvero bene, dove tutto è perfetto, che le da questo senso di benessere e
rilassamento, dove sta davvero bene… bravissima…molto brava…adesso sempre con
gli occhi della mente lei vede la sua gamba sinistra , molto rilassata come tutto il
corpo, ma immaginiamo di metterlo dentro un secchio di acqua fresca, immagini
l’acqua fresca che avvolge il suo piede, è molto piacevole, adesso a quest’acqua
aggiungiamo dei cubetti di ghiaccio, aggiungiamo ancora cubetti di ghiaccio, fino a
che l’acqua diventa veramente ghiacciata, e il suo piede che è immerso in questa
bacinella piena di ghiaccio diventa quasi insensibile, …continuo ad aumentare i
cubetti di ghiaccio, bravissima…io adesso provo a toccare il suo piede ghiacciato…è
diventato quasi insensibile…bravissima…(eseguo la medicazione) adesso togliamo il
piede dall’acqua fredda e lo mettiamo in acqua calda, immergiamo il suo piede in
una bacinella di acqua tiepida e il suo piede un po alla volta si può
riscaldare…adesso torna sensibile come prima, torna caldo, come tutto il resto del
corpo…bravissima… e senza che lei mi aiuti voglio sentire quanto è diventato
rilassato il suo braccio(provo)…bravissima…adesso Maria un po’ alla volta riemerge
da questo rilassamento, un po’ alla volta comincia a sentire che i muscoli diventano
più tonici, e torna allo stato di veglia… può riaprire gli occhi… “

Al termine della medicazione la signora mi conferma che ha sentito meno dolore, ed


esprime un punteggio di 5; nelle settimane successive le ho chiesto di dare valore
all’ansia provata a causa del dolore e la signora mi riferisce valore 4.

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Maria Z

La signora Maria Z. vive con il figlio che si prende cura totalmente di lei, ha circa 80
anni, è una persona estremamente lucida e le piace molto parlare con le persone,
tanto che l’accesso infermieristico per la cura delle lesioni non dura mai meno di
mezz’ora. Presenta un’ulcera causata da una caduta accidentale in casa avvenuta
qualche mese fa, e ogni volta che viene rinnovata la medicazione la signora avverte
un dolore “pungente”, stando alle parole precise dell’assistita. La signora inoltre
riferisce di sentirsi preoccupata e ansiosa prima della medicazione, pensando al
dolore che prova quando viene rimossa la medicazione dall’ulcera.

Ho proposto alla signor Maria Z. di poter utilizzare con lei una nuova tecnica per
riuscire a ridurre il dolore provato durante la medicazione, e a gestire meglio l’ansia
procata a causa delle medicazioni dolorose.

Le ho chiesto di dare un valore al dolore provato durante le medicazioni precedenti e


la signora riferisce valore 8. Le ho chiesto anche di dare un valore all’ansia provata
precedentemente alle medicazioni e mi riferisce un valore di 9.

Per l’induzione ipnotica della signora Maria Z. ho utilizzato la strategia “apri e chiudi
gli occhi” focalizzando il respiro.

Ho trovato una particolare difficoltà con questa paziente e ho dovuto ripetere il


tentativo parecchie volte perché la signora aveva difficoltà a concentrarsi.

Riporto qui di seguito le parole usate durante la sequenza induttiva e la trance


ipnotica.

Signora, si metta comoda nella posizione più comoda per lei, così potrà concentrarsi
meglio su quello che le sto per dire. ….adesso fissi un punto sul soffitto, lo sceglie
bene…lo memorizza…quello è il suo punto, come se quel punto venisse da lei…lo
fissa ancora…adesso cominci, sempre fissando quel punto, a pensare al suo
respiro…all’aria che entra e che esce…bravissima…sempre fissando quel
punto…molto brava…sempre tranquillo il respiro senza modificarlo…e adesso un pò
alla volta cominci a pensare che quando inspira, fa entrare l’aria nei polmoni tiene
gli occhi aperti, e quando espira chiude gli occhi…bravissima…molto brava
signora…e adesso potrà sentire che le sue palpebre cominciano a sbattere un
po’…potrebbe sentire che gli occhi si affaticano un pochino…la vista si sfuoca…e gli
occhi cominciano a stancarsi …ecco, continui a pensare al suo respiro, e quando
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sente che gli occhi sono un po’ stanchi, le palpebre un po’ pesanti e sbattono un po’,
può anche tenere chiusi gli occhi…quando sarà pronta, così potrà concentrarsi
meglio su quello che le dico…pone l’attenzione sui suoi occhi, sulle palpebre chiuse,
le immagina pesanti, pesanti, pesanti, rilassate…molto bene…e come sente le
palpebre rilassate e pesanti e gli occhi chiusi, la stessa pesantezza e lo stesso
rilassamento immagini di trasferirlo alla sua spalla destra che io adesso le
tocco…bravissima… e adesso man mano che scendo con la mano sul suo braccio lo
sente più rilassato…fino alla punta delle dita della mano…lo faccio di nuovo… man
mano che scendo con la mano sul suo braccio lo sentirà sempre più rilassato e
pesante…bravissima… lo faccio di nuovo…immagini tutto il suo braccio pesante e
rilassato…fino alla punta delle dita…molto brava signora…e adesso il rilassamento
che può aver sperimentato al braccio destro, lo trasferisce al braccio sinistro…alla
spalla sinistra che io adesso le tocco…man mano che io scendo sul suo braccio potrà
sentirlo sempre più rilassato e pesante…fino alla punta delle dita…bravissima… lo
faccio di nuovo…sempre più rilassato e pesante…bravissima signora…e adesso che
ha sperimentato questo rilassamento a entrambe le braccia, può trasferire questo
rilassamento alla testa, al collo, ai muscoli del collo, lei può sentire i suoi muscoli che
si stanno mollando, rilassando, sciogliendo, come il miele sulle pareti del vasetto, e
questo rilassamento scende giù lungo la schiena, lungo i fianchi, le gambe, le
ginocchia, fino alla punta dei piedi, può sentire tutti i muscoli del suo corpo rilassati,
sciolti, …e adesso che ha potuto sperimentare questo rilassamento, può sganciare la
mente e immaginare di essere in un bellissimo posto, un posto perfetto…un posto
dove lei si sente al sicuro, dove tutto è perfetto, dove niente la può disturbare…dove
sta davvero bene…questo posto lo può cercare tra i suoi ricordi, nel suo passato,
oppure anche nei suoi sogni, dove vorrebbe essere, potrebbe essere un posto
immaginario…non serve che me lo dica…lo cerchi…le do qualche istante per
trovarlo…per lei un posto sicuro, rilassante… una condizione piacevole…dove può
rilassarsi completamente, per lei è un posto sicuro, un luogo perfetto…bravissima…e
questa condizione di piacevole benessere se la può portare per tutta la giornata…si
tenga bene in mente questa condizione, questo bellissimo posto, dove niente la
disturba…e adesso un po’ alla volta può cominciare a riprendere il contatto con la
realtà…un respiro più profondo e quando vuole, con i suoi tempi, può riaprire gli
occhi…

La signora, in seguito a questo rilassamento, riferisce di sentire beneficio soprattutto


per quanto riguarda la muscolatura del collo e delle spalle, dove di solito sente
dolore. Ho rinnovato la medicazione senza difficoltà e ho notato che la signora quasi
non si è lamentata, e continuava a parlarmi del bellissimo posto sul lago, dove lei
26
aveva immaginato di essere pochi minuti prima. Quando le ho chiesto di dare un
valore al dolore provato durante la medicazione, subito dopo aver usato questa
nuova tecnica, la signora riferisce un valore di 5.

Dopo qualche settimana in occasione di una medicazione, le ho chiesto di dare un


valore all’ansia provata in attesa delle medicazioni nell’ultimo periodo, la signora
riferisce un valore di 4.

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RISULTATI

I risultati di questa mia ricerca sono stati sorprendenti, anche se non paragonabili ad
altri lavori dato il numero esiguo delle persone prese in esame.

Riporto qui di seguito gli istogrammi che illustrano in maniera chiara quanto dolore
e ansia sono ridotti rispetto ai valori iniziali indicati dai singoli assistiti.

Il valore del dolore si è ridotto in media del 48% , rispetto al valore iniziale prima
dell’uso della comunicazione ipnotica, il valore dell’ansia si è ridotto del 51.5%.

Questi dati sono in linea con studi condotti all’ospedale “Molinette” descritti in un
articolo pubblicato dalla dott. ssa Milena Muro sulla rivista “L’Infermiere” n° 1 del
2016.

DOLORE PRE POST 10

9
PAOLA A 8 3
8

7
ELDA 9 4
6
DOLORE PRE
MARIA M 8 5 5
DOLORE POST
4
MARIA Z 8 5 3

0
PAOLA A ELDA MARIA M MARIA Z

ANSIA PRE POST 10

9
PAOLA A 7 4
8
ELDA 7 3
7

MARIA M 7 4 6
ANSIA PRE
5
ANSIA POST
MARIA Z 9 4
4

0
PAOLA A ELDA MARIA M MARIA Z

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CONCLUSIONI

Al di là dei numeri e dei grafici, i risultati più significativi li ho potuti apprezzare


ascoltando direttamente le persone su cui ho sperimentato questa tecnica e poter
vedere che la loro sofferenza è diminuita in maniera sorprendente, la loro qualità di
vita è migliorata e diminuita anche l’assunzione di antidolorifici.

Segnalo un aspetto della signora Paola, una delle quattro assistite prese in
considerazione per il mio lavoro. La signora, che è affetta da una malattia
invalidante e ingravescente, spesso durante le mie visite domiciliari parlava di
eutanasia, essendo estremamente lucida e cosciente delle prospettive a cui andrà
incontro. Pochi giorni fa durante un mio accesso domiciliare per rinnovare la
medicazione , ho sperimentato con lei la tecnica ipnotica dandole alcune suggestioni
piacevoli riguardo al suo particolare posto preferito, Quando la signora è riemersa
dallo stato di trance mi ha detto esattamente queste parole: “…grazie…sono
felice….non potrei stare meglio di così…”. Non ho parole per descrivere quello che ho
provato in quel momento, la soddisfazione e la gioia indescrivibile ogni volta che un
assistito mi dice: “…grazie… ho provato un rilassamento incredibile…sto così bene…è
bellissimo quello che mi hai fatto…dopo che mi hai fatto quella cosa ho passato una
settimana frizzante…” .

Concludo dicendo che l’uso dell’ipnosi e della comunicazione ipnotica, applicati


all’ambito infermieristico, sono strumenti validi per la gestione del dolore e
dell’ansia, relativa al dolore provato ma anche relativa a stati d’animo e situazioni
difficili. Penso sia molto importante intervenire su questi due aspetti, perché
migliora di conseguenza la capacità di autodeterminazione e autoapprendimento
della persona e influisce positivamente sulla qualità della vita.

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RINGRAZIAMENTI

Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine in questo percorso e che mi
hanno permesso e aiutato a raggiungere questo traguardo.

In particolar modo ringrazio la mia relatrice Dott ssa Milena Muro, che durante le
sue lezioni per prima mi ha incuriosito tanto da farmi desiderare fortemente
l’approfondimento di questo potente strumento.

Ringrazio la mia collega e amica Chiara con la quale ho condiviso questa bellissima
esperienza.

Ringrazio Ronny, un compagnio di corso conosciuto qui a Torino, per il suo


fondamentale aiuto.

Ringrazio i miei genitori che mi sono stati vicini e mi hanno sempre sostenuto e
incoraggiato nell’intraprendere questo nuovo e interessante percorso.

Ringrazio i miei colleghi che mi hanno sostituito durante le mie assenze per la
frequenza e lo studio .

Ringrazio tutti i docenti e il presidente del CIICS, Dott. Antonio Maria Lapenta

Ringrazio tutti i pazienti che hanno accettato di sperimentare questa nuova


dimensione, e grazie all’ipnosi ogni giorno ho imparato ad apprezzare le potenzialità
che ha ogni persona.

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Riferimenti bibliografici

EDOARDO CASIGLIA TRATTATO D’IPNOSI E ALTRE MODIFICAZIONI DI COSCIENZA

FABIO SINIBALDI COMUNICAZIONE IPNOTICA CAMBIARE E CURARE ATTRAVERSO L’USO DELLE PAROLE

ANTONELLA RIZZUTO INTRODUZIONE ALLA PNL COME CAPIRE E FARSI CAPIRE MEGLIO USANDO LA
PROGRAMMAZIONE NEURO-LINGUISTICA

[Link] LE PRINCIPALI SCALE DI VALUTAZIONE DEL DOLORE

DR SUSANNA UGGERI LA TERAPIA DEL DOLORE NELLE ULCERE DEGLI ARTI INFERIORI

ROCCO AMENDOLARA ULCERE VENOSE

CARLO ANTONELLI "IL RUOLO DELL'IPNOSI NEL CONTROLLO DEL DOLORE: DEFINIZIONE ED EVIDENZE."

GRAZIANO MARCHIORI, BICE PROPERZI IPNOSI E COMUNICAZIONE IPNOTICA NELL’ASSISTENZA


INFERMIERISTICA

MILENA MURO LA COMUNICAZIONE IPNOTICA NEL PERCORSO CLINICO DEL PAZIENTE: ESPERIENZE E
RISULTATI NELL'AZIENDA MOLINETTE DI TORINO

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