ST I L E L I B E R O
L’inaugurazione
nel 1953 del
primo negozio
monomarca
Foto: XXX
Gucci a New
York.
28 ADES SO 11/2 021
Gucci
100 anni di stile
TESTO ISABELLA BERNARDIN
Il sogno Gucci inizia nel
1921, quando il fio-
rentino Guccio (1881-
1953) apre un piccolo laboratorio
di valigie e pelletteria al numero 7
di Via della Vigna, a pochi passi da
Piazza della Signoria e dall’elegante
Via de’ Tornabuoni, a Firenze. A 17
anni, Guccio aveva cercato fortuna
La famiglia
a Londra, lavorando come semplice addetto al vede un negozietto perfetto per realizzare il Gucci negli
servizio ascensore presso il Savoy Hotel. È lì che suo sogno. Sul retro ha un piccolo laboratorio anni Settanta:
osserva da vicino i gusti della clientela altoloca- ed è lì che un’équipe di esperti del cuoio dà vita dall’alto Giorgio,
ta e inizia a sognare un’attività tutta sua, ma ci ai primi modelli: borse, valigie, set da viaggio, Maurizio,
Roberto, Aldo,
vorranno ancora diversi anni prima che l’idea cappelliere che fondono lo stile inglese e la Alessandro,
possa concretizzarsi. Tornato a Firenze, impara passione per l’equitazione alla tradizione pel- Paolo, Elisabetta,
l’arte della pelletteria, fino a quando una sera, lettiera fiorentina, la più raffinata d’Italia. Sono Patrizia, Guccio
e Rodolfo
passeggiando a braccetto con sua moglie Aida, soprattutto le famiglie nobili, le più ricche della
(davanti)
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città, a fare acquisti. Le richieste aumentano velo-
cemente, tanto che già nel 1923 Guccio apre un se-
condo negozio, in Via del Parione. Non solo, Guccio
ha un ottimo fiuto per gli affari, uno stile impecca-
bile che le clienti apprezzano, e un grande spirito
di adattamento. Quando nel 1935 l’Italia invade
l’Etiopia e la Lega delle Nazioni impone l’embargo,
rendendo impossibile acquistare cuoio e altri ma-
teriali di pregio, Gucci non si perde d’animo e spe-
rimenta nuove soluzioni, impiegando materie pri-
me fino a quel momento considerate umili, come la
rafia, il vimine, la iuta, la canapa. Le vendite, nono-
stante le difficoltà, continuano e, dopo essersi fat-
In senso orario: l’attrice Ilaria Occhini,
to un nome nella culla del Rinascimento, nel 1938 con la sua Bamboo Bag, sulla
Gucci apre una boutique a Roma, in Via Condotti. Il scalinata di Trinità dei Monti a Roma
successo internazionale deve ancora arrivare: negli nel 1956; Sophia Loren all’uscita del
anni Cinquanta, i figli di Guccio inaugurano a New negozio Gucci a Roma; una borsa
Gucci Jackie 1961, il modello dedicato
York, nella 58° strada, il primo negozio monomarca a Jaqueline Kennedy.
d’oltreoceano. Nascono in questi anni la borsa con
i manici di bambù e i mocassini con il morsetto,
entrambi destinati a rappresentare il nome Gucci
nel mondo. Amati subito dalle star di Hollywood,
saranno declinati in infinite variazioni di colori e
modelli, fino ai giorni nostri. Gucci annovera tra i
suoi ammiratori anche personalità illustri, come
John Wayne, Elizabeth Taylor, Fred Astaire e Jerry
Lewis. Qualche anno più tardi, il presidente Kenne-
dy dirà addirittura che Gucci “è il miglior ambascia-
tore italiano in America”. Reggiani è apparsa come una donna che non rinne-
Negli anni Ottanta inizia il lento processo che porterà ga nulla del suo passato e che ricorda con nostalgia
la famiglia Gucci a uscire di scena. Nel 1993 Maurizio, la sua vita da “Lady Gucci”.
nipote di Guccio e ultimo presidente dell’impero, si Tutto inizia nel 1972, quando sposa Maurizio Guc-
ritira dall’azienda, che viene acquisita dal gruppo fran- ci. Ha 24 anni e la famiglia di lui la considera un’ar-
cese Pinault-Printemps-Redoute, oggi Kering. rampicatrice sociale. Il matrimonio dura 13 anni e
nascono due bambine. Poi arriva il divorzio. Tutto
L’omicidio di
bene fin qui, ma Maurizio decide di risposarsi con
un’amica comune. È lì che si frattura il mondo di
Reggiani: nonostante un vitalizio da un milione di
Maurizio Gucci franchi svizzeri, teme di non poter più condurre la
vita di un tempo. Decide allora di far uccidere l’ex
A chi l’ha intervistata in occasione dell’uscita marito. Lo racconta ancora oggi ai microfoni dei
del film The House of Gucci (vedi pag. 31), Patrizia giornalisti. “Chiedevo in giro: c’è qualcuno che ha
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il coraggio di uccidere mio marito?” Alla THE HOUSE
fine, trova chi risponde all’appello. Per OF GUCCI
600 milioni di lire, la cosiddetta “squadra
Bassotti”, come la definisce lei, organiz- La parentesi più cupa e
za l’omicidio, che avviene la mattina del controversa della saga
27 marzo 1994. L’esecutore, il muratore dei Gucci è si-
Benedetto Ceraulo, uccide a colpi di pi- curamente l’omicidio
stola Maurizio Gucci, che all’epoca ave- di Maurizio architetta-
va 46 anni, nell’androne del suo ufficio, to dalla moglie Patrizia
in Via Palestro a Milano. Gli inquirenti Reggiani. Il regista
cercano il movente nell’azienda, ma Ridley Scott
senza risultato. Per due anni l’omici- ha voluto raccontarla sul grande schermo: in
dio resta avvolto nel mistero, fino a concomitanza con l’anniversario dei 100 anni del
quando una soffiata li fa risalire a marchio, esce nelle sale (in autunno negli Stati
Reggiani. Si racconta che, al mo- Uniti, a dicembre in Europa) il film The House
mento dell’arresto, non abbia op- of Gucci, basato sul libro omonimo di Sara Gay
posto resistenza, ma abbia preso Forden, uscito nel 2001. Un cast d’ecce-zione —
tempo per indossare tutti i suoi Lady Gaga, Adam Driver, Al Pacino, Je-remy
gioielli e la pelliccia. “Questi van- Irons, Salma Hayek, Jared Leto — e riprese in
no dove vado io”, pare abbia detto. La tutta Italia, per raccontare il tra-monto di una
ex Lady Gucci è rimasta a San Vittore, dinastia e l’omicidio che ha scosso la Milano
il carcere di Milano, fino al 2013. bene degli anni Novanta.
Gucci ieri e oggi
Il fascino dello stile di Gucci ha conquistato tutti.
Se si pensa a Gucci negli anni Sessanta ad esempio
Dall’alto: la vengono subito in mente le fotografie in bianco e
futura regina nero delle dive degli anni Cinquanta e Sessanta:
del Belgio Sofia Loren, elegantissima in un cappotto bian-
Paola Di Liegi
nel 1964 con una
co, mentre fa il suo ingresso nella boutique di Via
Bamboo Bag; Condotti a Roma, accompagnata da un codazzo di
Guccio Gucci, il fotografi e ammiratori; Audrey Hepburn che, nel-
fondatore della lo stesso negozio, fa shopping di valigie e bauletti;
casa di moda,
una pubblicità Ingrid Bergman che passeggia con la sua grazia
del 1964. serafica per le strade di Napoli in compagnia dei
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figli e della governante, portando a mano una GUCCI IN 5 SIMBOLI
Bamboo Bag; ancora, Grace Kelly sorridente
con al collo il foulard Flora, fatto disegnare I colori verde-rosso-verde
appositamente per la principessa di Mona- Riprendono il sottopancia della sella
dei cavalli. Guccio si ispira alla nobiltà
co; Jacqueline Kennedy con al braccio la nglese e alla tradizione dell’equitazione,
borsetta Hobo, che, proprio in onore della conosciute durante gli anni di lavoro a
sua prestigiosa ammiratrice, prenderà poi il Londra.
nome di Jackie O.
La doppia G
Dagli anni Novanta in avanti, invece, il nome È il logo di Gucci ed è
un omaggio al fondatore
Gucci si associa a occhiali da sole volumi-
della maison Guccio
nosi, T-shirt con il simbolo della dop- Gucci, creato nel
pia G, sneaker con la banda laterale a 1960 da uno dei figli, Aldo. Il primo
colori verde-rosso-verde, cappellini logo del marchio era l’immagine di
un fattorino con una valigia e una borsa
da baseball in tessuto canvas con da viaggio, in ricordo dell’esperienza
stampa GG (sì, proprio così, non londinese di Guccio.
esiste altro nome per identificarla).
I mocassini con il morsetto
Questo è infatti il Gucci degli anni
Si ispirano al mondo dell’equitazione.
2000: non più solo pelletteria di alto Creati nel 1953, diventano subito un
livello, ma anche abbigliamento che must. Li indossano John Wayne e
guarda soprattutto ai giovani. È la “ri- Fred Astair (anche nel film musicale
Cenerentola a Parigi, del 1957),
voluzione” avviata dallo stilista Tom John F. Kennedy e Alain Delon.
Ford e portata avanti, dal 2015, dal ro-
mano Alessandro Michele, l’attuale art Il Foulard Flora
director della maison. “Visionario della Ha una storia speciale: nel 1966 Grace
Kelly e il marito, il principe Ranieri di
moda” (così ama definirlo la stampa), Monaco, fanno acquisti nel negozio
Michele è stato inserito dal Time, nel Gucci di Via Montenapoleone, a Milano.
2016, nella lista delle 100 persone più Rodolfo, uno dei figli del fondatore,
vorrebbe fare un omaggio
influenti del mondo. alla principessa e le domanda cosa le
piaccia. Grace Kelly risponde “un
foulard a fiori”, che però non fa parte
della produzione della maison. Pare
allora che Rodolfo abbia detto una
“bugia bianca”:
“Stiamo lavorando a un modello proprio
in questi giorni. Le garantisco che sarà
la prima ad averlo”. Rodolfo vuole che il
trovare foto foulard sia strepitoso: ingaggia allora
l’illustratore Vittorio Accornero e gli
Dall’alto: la commissiona un disegno che “sia
copertina del un’esplosione di colori”. Il foulard si
libro Gucci, the ispira alla primavera di Botticelli e viene
Making of (Rizzoli); realizzato dall’azienda Fiorio di Como,
l’attore Alain Delon un’eccellenza nella lavorazione della
indossa mocassini seta: contiene ben 40 colori! L’omaggio
Gucci; il foulard viene consegnato alla principessa,
Flora dedicato che lo indossa annodato al
collo in tante occasioni.
Foto: Historic Collection / BFA/ Alamy Stock Photo
alla principessa
di Monaco Grace
Kelly, che amava
portarlo legato al
collo (a lato). La Bamboo Bag
Quando viene creata, negli
anni Cinquanta, i manici
in bambù le donano un
fascino un po’ esotico che è subito un
successo. Diventa famosa soprattutto
grazie al cinema: la indossa Ingrid
Bergman nel film Viaggio in Italia (1954)
di Roberto Rossellini. Da quel momento,
tantissime personalità la desiderano,
tra cui Liz Taylor e, in tempi più recenti,
Lady Diana.