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Schopenhauer

Approfondimento breve ma dettagliato su Schopenhauer. Comprende vita, opere e i loro concetti filosofici principali.

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Schopenhauer

Schopenhauer nacque nel 1788 Danzica in Polonia. Nella sua giovinezza viaggio in varie parti
d'Europa e dopo la laurea all'università di Gottinga si trasferì a Dresda dove lavorò alle sue prime
opere, tra cui il celebre saggio intitolato “il mondo come volontà e rappresentazione” pubblicato
nel 1818 che ebbe successo all’incirca venti anni dopo della seconda pubblicazione. Nel 1820
divenne docente all'università di Berlino fino al 1832, poiché ci fu un'epidemia di colera e fu
costretto a stabilirsi a Francoforte sul Melo dove rimase fino alla morte nel 1860.

Nella sua opera il mondo come volontà e rappresentazione distingue il fenomeno, ovvero la
cosa così come appare, dal noumeno, cioè la in se; dove il fenomeno nasconde la vera essenza
delle cose e lo paragona al Velo di Maya, ossia un velo ingannatore in quanto porta ad
un’illusione e ad un sogno. Esso coincide con la rappresentazione, cioè un'entità interna alla
coscienza costituita da due aspetti: l'oggetto rappresentato e il soggetto rappresentante, che si
basano sulle forme a priori dello spazio, del tempo e della casualità.

Al di là del velo dei fenomeni si nasconde il noumeno che l'essenza segreta di tutte le cose,
ovvero la volontà di vivere, in quanto la via attraverso la quale si giunge a questa scoperta, e che
noi non siamo solo una rappresentazione, ma anche corpo, per cui non dobbiamo limitarci a
vederci fuori ma a viverci dentro, godendo e soffrendo, rompendo il velo e rendendoci conto
che la cosa in sé non è altro che la volontà di vivere.

Schopenhauer però dell'identificazione dell'essere con la volontà, deriva la tesi secondo cui
vivere è soffrire; infatti, il suo pessimismo consiste nel concepire la vita di tutti gli esseri come
un pendolo che oscilla tra: dolore, cioè desiderio di insoddisfazione, il piacere, cioè quando c'è
una cessazione momentanea del dolore; e la noia, cioè l’assenza di tenzione vitale che arriva
dopo il piacere.

Allo stesso tempo, però, ci da tre vie per liberarsi dal dolore: la prima consiste nell'arte, ovvero
la contemplazione delle idee che raggiunge il culmine della liberazione nella musica in quanto,
anche se in maniera temporanea, è capace di metterci in contatto con le radici stesse della vita
e dell'essere; ma essendo solo temporanea c'è bisogno di un passaggio ulteriore per trovare la
liberazione ed è costituito dalla morale, cioè un sentimento di pietà o compassione nei confronti
del prossimo che si concretizza nelle virtù della giustizia e della carità, però anch’essa, tuttavia,
ci libera dall'egoismo ma non dal dolore connesso alla volontà, che va superata mediante
l'ascesi, che consiste nel sopprimere la volontà stessa e il desiderio, e godere attraverso una
serie di accorgimenti come la castità, l’umiltà, il digiuno e il sacrificio.

Inoltre le pratiche ascetiche, secondo Schopenhauer, consentono di raggiungere una


concezione simile al Nirvana buddista, che esso identifica con il termine nolontà, non volontà,
cioè la cessazione o l'annullamento del volere, ossia di quella forza o energia che costituisce
l'essenza profonda dell'universo, poiché la volontà non genera altro che il conflitto e la
sofferenza; e la sua negazione è l'unica via per liberarsi dal dolore.

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