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PARTENONE

Il Partenone è un tempio dorico dedicato alla dea Atena, simbolo dell'antica Grecia e della democrazia ateniese, costruito tra il 447 e il 438 a.C. Sottoposto a numerosi cambiamenti e danni nel corso dei secoli, è oggi un patrimonio dell'umanità riconosciuto dall'UNESCO. La sua architettura presenta accorgimenti ottici e decorazioni scultoree significative, rappresentando temi mitologici e civili.

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PARTENONE

Il Partenone è un tempio dorico dedicato alla dea Atena, simbolo dell'antica Grecia e della democrazia ateniese, costruito tra il 447 e il 438 a.C. Sottoposto a numerosi cambiamenti e danni nel corso dei secoli, è oggi un patrimonio dell'umanità riconosciuto dall'UNESCO. La sua architettura presenta accorgimenti ottici e decorazioni scultoree significative, rappresentando temi mitologici e civili.

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PARTENONE

Il Partenone è il monumento simbolo dell’antica Grecia, e nonostante il corso di decine di secoli, è tutt’oggi
la più grande traccia di architettura, arte e cultura
dell’età classica.

-Storia

Il monumento era un tempio dedicato alla Dea


Atena. Il nome “Partenone” nasce dall’appellativo
“parthènos” della dea Atena, chiamata così per
rappresentare la sua verginità e il mito della sua
creazione, per partenogenesi, dal capo di Zeus. Originariamente, il primo Partenone che sorgeva
sull’acropoli di Atene, fu distrutto nel 480 a.C. dai Persiani. Rimase in miseria fino a che Pericle(461 -429
a.C.), a capo della città, ordinò una totale ristrutturazione e un rinnovamento del tempio. A Pericle si deve
infatti lo sviluppo economico, culturale e politico della città attica (contemporanei a lui troviamo importanti
personaggi come Sofocle, Lisia e Socrate ) Nel 447 a.C. iniziarono i lavori che finirono nel 438 a.C., mentre
la parte decorativa fu completata nel 432 a.C. I lavori non compresero solo il Partenone, ma tutta l’acropoli
ateniese, i Propilei (portico di accesso a un edificio pubblico o a un complesso monumentale), e fu realizzata
da Fidia la colossale statuta d’oro di Atene. Fidia fece anche da “episcos”, ossia da sovrintendente della
costruzione. Gli architetti furono Ictino, Mnesicle e Callicrate, che lo aveva già avviato sotto Cimone. Con
Pericle ci troviamo nel periodo democratico ateniese, il monumento rappresenta infatti la potenza e
l’ideologia democratica di Atene (come vedremo più avanti, infatti, sulle metope non troviamo rappresentati
eroi, ma persone comuni). Andando avanti col tempo, si può dire che il Partenone è rimasto sostanzialmente
inalterato fino al VI secolo d.C., quando divenne poi chiesa cristiana; successivamente, nel 1400, fu
convertito in moschea; poi fu utilizzato come deposito di munizioni da parte dell’esercito ottomano, ma la
maggior parte dei suoi marmi furono comunque conservati. Purtroppo, nel 1687, il Partenone fu
significativamente danneggiato, poichè i Veneziani attaccarono Atene, provocarono diverse esplosioni di
cannoni all’interno dell’antico tempio. Nel 1803 molte delle sue sculture furono recuperate e portate a
Londra da lord Elgin. Ad oggi esse si trovano al British Museum, dove sono conosciute come “marmi di
Elgin” o “marmi del Partenone”. Altre sculture del Partenone si trovano al Museo del Louvre a Parigi ed a
Copenaghen. La maggior parte delle sculture restanti è conservata ad Atene, al Museo dell’Acropoli, situato
ai piedi della collina, a poca distanza dal Partenone. Dopo la conquista dell’indipendenza greca, le strutture
antiche del Partenone furono liberate dalle sovrastrutture medievali e turche, così come il resto
dell’Acropoli. Nel 1930 fu rialzato tutto il colonnato settentrionale, ma i lavori di restauro proseguono
ancora oggi. Infine, nel 1987 fu riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

-Pianta e struttura

Il Partenone è un tempio dorico, ottastilo e periptero;


è il più grande tempio classico mai realizzato, le sue
dimensioni sono 70x31 m. Aveva otto colonne doriche
nella area frontale e diciasette colonne sui lati lunghi,
alte 10.43 metri, con un diametro di base di 1.905
metri. Il lavoro e lo studio dietro questo progetto
furono meticolosi, infatti vi sono delle accortezze
ottiche per farlo vedere all’occhio umano come
perfetto: lo stilobate ha un arcatura di all’incirca 7cm,
sul totale di 70m; la distanza tra le colonne esterne è minore rispetto a quelle interne; i fusti delle colonne
sono leggermente rigonfi a due terzi dell’altezza e lievemente piegati verso il centro dell’edifici; le colonne
d’angolo sono leggermente maggiori e ravvicinate rispetto alle altre. Il materiale utilizzato è il marmo
pentelico bianco, il basamento invece è calcareo. La cella è decorata da un fregio ionico, all’interno vi era la
statua criso-elefantina di Fidia, rappresentante la dea Atena . Troviamo tre navate divise da due file di
colonne di ordine dorico. Il pronao, ossia la stanza antecedente alla cella è detta Parthenòn, ossia stanza delle
Vergini: è circondata da quattro colonne ioniche posizionate agli angoli, ed è in questa stanza che le donne
tessevano il peplo, ossia il vestito della dea, per offrirlo in dono alla dea Atena.

-Luogo

Come già accennato in precedenza, il Partenone è il moumento più imperiale dell’acropoli di Atene, ma
questo non sottointenda sia l’unico. L’acropoli era il punto più alto della città, dove il fulcro era la vita
religiosa. A fare compagnia al tempio troviamo l’Eretteo, tempio dedicato ad Atena e a Poseidone, famoso
per le statue delle Cariatidi che fungono da colonne; il tempio di Atena Nike, per venerare Atena e Nike, il
primo tempio ionico costruito sull’acropoli; l’Odeo di Erode Attico, un maestoso teatro costruito in onore
della moglie di Erode Attico, un letterato e sofista ateniese.

-Stile

In linea generale possiamo dire che lo stile del Partenone è dorico nelle colonne e nel fregio esterno e ionico
nel fregio interno e nelle colonne dell'opistodomo
(ricordiamo che lo stile dorico è lo stile greco più antico,
ricordato per essere massicio e senza particolari
decorazioni, mentre quello ionico e lo stile dove inizia ad
esserci una cura dei dettagli estetici, infatti le colonne
ioniche sono le prime decorate con due volute laterali).
Basandoci invece sulla ricostruzione del monumento
possiamo dire che la decorazione era maestosa, sia dal
punto di vista scultoreo che pittorico. Risaltava
ovviamente la parte scultorea poichè presente su
novantadue metope del fregio. Purtroppo la maggior parte della decorazione è andata perduta, e quel poco
che rimane è in cattivo stato di conservazione, a causa della storia travagliata del Partenone che abbiamo
visto in precedenza. Specifichiamo però che originariamente vi erano decorazioni pittoriche,e dopo dversi
studi si è arrivato a dire che fosse limitato al rosso, azzurro e oro su alcuni dettagli.

-Apparato scultoreo del fregio dorico esterno

Le metope che decorano il fregio all’esterno del Partenone sono in totale novantadue, realizzate seguendo la
tecnica dell’altorilievo. Le metope dei lati lunghi sono trentadue mentre sui lati brevi si trovano quattordici
metope per lato. Ogni metopa scolpita in marmo misura circa 125 x 120 cm. Se considerato nella sua
lunghezza, l’intero fregio raggiunge circa 160 metri. Fidia realizzò le metope aiutato dai suoi allievi intorno
agli anni 446-440 a.C,sono poche quelle rimaste integre. Le metope che sono rimaste presentano tracce di
stile severo; le parti delle figure che maggiormente rispettano tale stile sono le teste, i movimenti con pochi
andamenti curvilinei e le anatomie segnate da vene sporgenti oltre la superficie della pelle. L’insieme delle
metope del Partenone di Atene si può considerare un ciclo scultoreo che rappresenta quattro soggetti storico-
mitologici. Nel lato ovest del Partenone è raffigurata l’Amazzonomachia (lotta tra Greci e Amazzoni), nel
lato nord si trova l’Ilioupersis, cioè la presa di Troia da parte dei Greci. Nel lato est, poi, è rappresentata la
Gigantomachia (lotta tra dèi e giganti) e sul lato sud la Centauromachia (lotta tra centauri e lapiti). Le
vicende narrate simboleggiano il potere della razionalità umana sul caos. La presa di Troia da parte dei
Greci, è il simbolo della vicina vittoria greca sui Persiani (i Greci rappresentano l’ordine mentre i barbari il
caos). Nelle varie rappresentazioni non prevale il singolo, ma la collettività: massima rappresentazione dello
splendore della democrazia di quell’epoca.

-Apparato scultoreo del fregio ionico interno

Il fregio ionico interno al Partenone è continuo ed esterno al nàos, fu realizzato in seguito alla conclusione
delle metope, dalle quali si differenziano anche perchè reaizzate con la tecnica del bassorilievo. Anche qui
prevale lo stile severo, la collettività.Vi erano 355 figure divise in gruppi omogenei. I temi rappesentati
erano civili e religiosi, come la consegna del peplo ad Atena, un rito annuale, dove le donne sono
rappresentata statiche e di profilo, a differenza di un gruppo di cavalieri che fa da cornice al corteo.

-Apparato scultoreo dei frontoni

I due frontoni del tempio rappresentavano due storie distinte e precise, le quali attraversano tutto lo spazio
creando un senso di movimento delle figure: a ovest vi era la storia della nascita di Atena uscita dalla testa di
Zeus (partogenesi); mentre a est la disputa tra Atena e Poseidone per il possesso di Atene e dell’Attica, dove
partecipano e assistono tutte le divinità. La nascita di Atena era realizzata centrale tra due rappresentazioni,
da un lato del Sole che sorge e dall’altro dalla personificazione della Luna. Le sculture sono ad alto rilievo
ma molto deteriorate, le pose sno naturalistiche e sono decorate da un panneggio molto increspato, tipico di
Fidia. Queste sculture di Fidia sono ricollegabili all stile classico, come le statue di Estia, Didone e Afrodite,
conservata al British Museum; e queele di Dioniso, Demetra, Core e Iride, dove troviamo un panneggio
molto dettagliato e una statuaria posta in posizioni articolate e diverse tra loro, con forme naturalistiche e
ben modellate: da ora scompare la staticità arcaica. Spostandoci invece nel frontone occidentale notiamo
Iride, la messaggera alata degli dei; è una statua naturalistica. A noi la statua è acefala, ben proporzionata,
decorata con un sottile panneggio definito “bagnato” a cause delle pieghe fittissime che mettono in evidenza
le curve dei corpi, come fossero nudi da qualsiasi indumento.

-Statua di Atena Parthenos, di Fidia

La statua era colossale, raggiungeva i 12m di altezza, era crisoelefantina (realizzata in orio e avorio), e le
parti nude realizzate in avorio e gli occhi in pietre preziose. Si presume fossero stati utilizzati 1000kg di oro
per realizzare l’abito. Assumeva una posizione stante e simboleggiava la grandezza della dèa protettrice e la
grandezza della pòlis. Ad oggi abbiamo una ricostruzione dell’originale statua, poichè quella orginale è
andata perduta dopo le varie incursioni di cui il tempio è stato teatro. Sul petto vi era una fibia con la
rappresentazione di Medusa e l’egida (il suo scudo) con la testa di una Gorgone. La dèa è rappresentata con
l’elmo sul capo, un lungo peplo, e un corto mantello protettivo. La mano destra regge una Nike, e la mano
sinistra uno scudo. Una copia è conservata al Museo Nazinale Archeologico di Atene, mentre un copia
colossale e piena di dettagli in onore è in America.

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