IL DISCORSO SULL’ARTE.
Dalla tarda antichità a Ghiberti introduzione
I nomi di una disciplina
Un ambito sempre più difficile da mettere a fuoco è quello della storia della critica d'arte o letteratura sulle
arti esistono tanti termini che sono stati collegati a questa materia, come ad esempio “storia della critica
d'arte”, “critica d'arte” o “storiografia artistica” o “storia della storia dell'arte”. Anche se simili, hanno
significati diversi e, per capire l’evoluzione di questa materia bisogna analizzarne, la storia. Quando la
disciplina è approdata sul suolo americano, il discorso sull'arte è stato affrontato dal punto di vista teorico e
filosofico.
Parentesi sulle difficoltà la Levi ci dice che la difficoltà di stabilire dei tratti precisi della disciplina è visibile
anche nei testi destinati a questo scopo es: nel Grove Dictionary of Art (il più autorevole dizionario del
settore), la voce “art criticism” (redatta nel 1996 da Elkins, storico dell’arte americano) si apre con
l’ammissione che questa espressione non ha né una definizione formale, né un significato universalmente
riconosciuto. Elkins individua diversi contrasti che minano una definizione coerente la principale dicotomia è
quella tra:
- una prospettiva storica (che si traduce in una pratica descrittiva dell’autore, dell’opera e della
storia)
- una prospettiva astorica (che si traduce in una pratica valutativa che trascende la storia)
Individua poi, all’interno di questa dicotomia, ulteriori contrasti:
- all’interno della prospettiva storica troviamo la contraddizione tra:
una pratica volta alla raccolta di testi e passi senza riferimento ad un principio
organizzativo (quindi senza un’organizzazione data dai principi di una materia,
ovvero la critica d’arte)
una pratica ristretta a tempi e luoghi dove l’espressione “critica d’arte” è usata dagli
autori stessi
- all’interno della prospettiva astorica troviamo il contrasto tra:
un esercizio di sensibilità individuale senza esplicito riferimento ai testi
un giudizio sulla base di principi premeditati
Secondo Elkins, queste gabbie classificatorie sono negative e, un primo passo verso la definizione di “critica
dell’arte” sarebbe quello di uscire da queste gabbie.
Tuttavia, come ci dice la Levi, a livello operativo, si concepisce la storia della critica come mero sussidio alla
storia dell’arte, quindi, solo come un approccio strumentale perché si considera così? Perché in effetti la
ricerca dei pareri espressi nel passato su un dato argomento è una ricerca naturale e spontanea quando si
affronta un determinato tema.
La Levi però ci fa notare come in realtà, dietro questa idea di una storia della critica d’arte come scienza
sussidiaria, può celarsi l’idea di una storia dell’arte come un’entità oggettiva e statica ormai assestata a cui
contrapporre il mondo più effimero e fluttuante delle opinioni sull’arte. Si deve riflettere, ad esempio, sui
manuali di storia dell’arte: questi in realtà rientrano nella critica d’arte perché sono scritti secondo
interpretazioni storicamente condizionate.
Per comprendere meglio partiamo dalle origini e la Levi cita una serie di critici come
Schlosser viene considerato il padre fondatore della storia della critica d’arte. Nel 1924 pubblica la
sua opera “letteratura artistica”, che viene considerata “un viaggio nei secoli attraverso le idee
dell’uomo”. E’, infatti, una raccolta degli scritti sull’arte dalla tarda antichità al Settecento
Benedetto Croce filosofo del ‘900 che acquista grande fama con la sua opera “Estetica” del 1902.
Nel 1909 pubblica “Problemi di estetica” opponendosi sia alla mera erudizione, sia ad un approccio
estetizzante (limitato da un vistoso e superficiale rispetto nei confronti dei valori formali), Croce
definisce il compito del critico d’arte, che deve porsi non come “artista aggiunto all’artista”, ma come
“filosofo aggiunto all’artista”.
Dagli anni ’30 agli anni ’50, si assiste alla contrapposizione fra due concezioni di fare storia della critica d’arte
che possono essere riconducibili a due personaggi importantissimi del ‘900: Lionello Venturi e Roberto
Longhi.
Per concludere, la Levi si chiede quindi: cos’è “storia della critica d’arte”, cosa riguarda? Ci dice in sostanza la
sua. Ci dice che la storia della critica dell’arte consiste nell’indagare con quali modalità e per quali canali si è
articolato il discorso intorno alle vicende artistiche. Ci dice, inoltre, che il discorso si complica ancora di più se
consideriamo la vastità delle fonti.