.
Lezione I
Introduzione
Insiemi numerici
Abbiamo diversi insiemi numerici i quali contengono diverse categorie di numeri, in particolare:
numeri naturali, il cui insieme è indicato con N, e sono i numeri interi positivi incluso lo
zero.
numeri relativi, il cui insieme è indicato con Z, e sono i numeri interi sia positivi sia negativi
con lo zero.
numeri razionali, il cui insieme è indicato con Q, e sono i numeri che si possono esprimere
come rapporto di due numeri interi.
numeri reali, il cui insieme è indicato con R, e includono anche i numeri irrazionali come ad
esempio π.
Anche se tutti questi insiemi contengono un numero infinito di elementi, abbiamo una gerarchia
tra loro data da
R Q Z N
In formula abbiamo che N ⊂ Z ⊂ Q ⊂ R.
Sistemi di riferimento
Per individuare la posizione di punti lungo una retta, su un piano o nello spazio abbiamo bisogno
di un sistema di riferimento, ovvero di un sistema di coordinate che può essere:
Monodimensionale
Bidimensionale
Lezione I Introduzione
Tridimensionale
Sistema monodimensionale
Il caso monodimensionale è costituito da una retta orientata su cui vengono fissati il verso positivo,
un punto O detto origine e un’unità di misura. Una rappresentazione è data da
O semiretta positiva
semiretta negativa
In questo caso per individuare la posizione di un punto basta una sola coordinata, l’ascissa x che
è la distanza con segno dall’origine O.
Esempio 1.1
Consideriamo i due punti P e Q sulla retta
Q O P
Abbiamo che l’ascissa dei punti risulta rispettivamente xQ = − 32 e xP = 2.
Notiamo che l’ascissa può essere un qualsiasi numero reale, x ∈ R.
Distanza fra punti
Dati A e B con ascissa xA e xB , la loro distanza, indicata con AB, è calcolata come
AB = |xB − xA | , (1.1)
chiaramente abbiamo che AB = BA.
Esempio 1.2
Consideriamo il seguente esempio
–2–
Lezione I Introduzione
B O A
Dove il punto A e B hanno ascissa rispettivamente xA = 2 e xB = −1. La loro distanza risulta
quindi AB = |xB − xA | = |−1 − 2| = |−3| = 3.
È possibile anche definire la distanza con segno data da
dA→B = xB − xA .
Osserviamo che in questo caso abbiamo che dA→B = −dB→A
Esempio 1.3
Considerando i punti dell’esempio precedente abbiamo che
dA→B = −1 − 2 = −3 e dB→A = 2 + 1 = 3.
Punto medio fra due punti
Dati due punti A e B, indichiamo generalmente con M il punto medio tra A e B, ossia il punto
tale che
AM = M B
e la corrispettiva ascissa xM si trova come media delle ascisse di A e B, ovvero
xA + xB
xM = .
2
Esempio 1.4
Considerando i punti dell’esempio precedente abbiamo che
xA + xB 2−1 1
xM = = = .
2 2 2
Sistema bidimensionale
Tale sistema serve per posizionare punti nel piano, vi sono diverse possibilità, ma qui consideriamo
il caso più diffuso, un sistema Cartesiano formato da rette orientate perpendicolari. Gli assi
Cartesiani sono due rette orientate dette: asse delle ascisse x e asse delle ordinate y. Tali assi si
intersecano nel punto O detto origine degli assi. Abbiamo quindi
y
ordinate
ascisse
O x
–3–
Lezione I Introduzione
Ad ogni punto P associo una coppia di numeri xP e yP detti coordinate, tali che P = (xP , yP )
dove xP si trova intersecando l’asse delle ascisse con una retta parallela all’asse delle ordinate e
passante per P . Analogamente per yP , abbiamo
P
yP
O xP x
Gli assi Cartesiani dividono il piano in quattro quadranti dati dal segno delle ascisse e ordinate
rispettive per ognuno di esse, risulta
y y
II I x<0ey>0 x>0ey>0
O x 0 x
III IV x<0ey<0 x>0ey<0
Distanza tra punti
La distanza del punto P dall’origine degli assi O è calcolata usando il teorema di Pitagora, abbiamo
q
OP = x2P + yP2 ,
che graficamente corrisponde alla lunghezza del segmento rosso OP .
OP
O x
La distanza tra due punti generici A e B è invece data da una generalizzazione del caso precedente,
in cui abbiamo
p
AB = (xA − xB )2 + (yA − yB )2 ,
e graficamente risulta
–4–
Lezione I Introduzione
y
A
yA
AB
B
yB
O xB xA x
Punto medio
Definiamo M come il punto medio del segmento AB tale che AM = M B, ed anche in questo caso
si calcola come media delle coordinate di A e B, ossia
xA + xB yA + yB
xM = e yM = .
2 2
Graficamente abbiamo
y
A
yA
yM M
yB B
O xB xM xA x
Sistema tridimensionale
Consideriamo tre rette orientate perpendicolari tra loro ed orientate secondo la regola della mano
destra: l’ascissa x sul pollice, l’ordinata y sull’indice e la quota z sul medio della mano destra.
z
quota
ordinata
O y
ci ssa
as
x
Indichiamo con xy, xz e yz i piano coordinati definiti da coppie di assi
–5–
Lezione I Introduzione
yz
xz
O y
xy
Ogni punto è individuato da una terna di numeri P = (xP , yP , zP ) ed indichiamo con
P 0 = (xP , yP , 0) e P 00 = (xP , 0, zP ) e P 000 = (0, yP , zP )
rispettivamente la proiezione di P sul piano xy, xz e yz. Graficamente
P 000
P 00 P
zP
O yP y
xP
P0
x
Distanza tra punti
Per calcolare la distanza tra il generico punto P e l’origine degli assi O, applico due volte il teorema
di Pitagora, ovvero
P
zP
O yP y
xP
P0
x
ed ottengo
q q q
2 2
OP = P P 0 + OP 0 dove P P 0 = zP e OP 0 = x2P + yP2 ⇒ OP = x2P + yP2 + zP2
Generalizzando la formula tra due punti generici A e B otteniamo la seguente espressione
p
AB = (xA − xB )2 + (yA − yB )2 + (zA − zB )2 .
Trigonometria
Vogliamo misurare gli angoli, e nel piano la convenzione è che si misurano in senso positivo
seguendo il senso antiorario
–6–
Lezione I Introduzione
Alcuni angoli notevoli sono: l’angolo retto θ = 90◦ , l’angolo piatto θ = 180◦ e l’angolo giro
θ = 360◦
y
90◦
180◦
0 360◦ x
Gli angoli, invece di essere misurati in gradi, spesso si misurano in radianti. Abbiamo che 1 rad
(ovvero, un radiante) è la misura di un angolo tale per cui la lunghezza dell’arco è uguale al raggio.
In un angolo giro ho quindi 2π radianti, dato che l’intero perimetro della circonferenza risulta 2πr.
Dove r è il raggio della circonferenza stessa. In generale abbiamo che
arco di circonferenza
= θrad
raggio
dove θ è l’angolo misurato in radianti. La conversione tra angolo in gradi e radianti è data dalla
seguente proporzione
θgradi : 360◦ = θrad : 2π
Esempio 1.5
Abbiamo i seguenti angoli da convertire
π
θgradi = 90◦ ⇒ θrad = (90◦ : 360◦ )2π =
2
1
θrad = 1 ⇒ θgradi = 360◦ ≈ 57◦
2π
Alcune conversioni notevoli sono riportate nella seguente tabella
gradi 0◦ 30◦ 45◦ 60◦ 90◦ 180◦ 360◦
π π π π
radianti 0 6 4 3 2 π 2π
Seno, coseno e tangente
Due triangoli sono simili se hanno gli angoli uguali, ovvero i lati corrispondenti sono proporzionali.
Consideriamo un triangolo rettangolo ABC ed il triangolo simile AB 0 C 0
–7–
Lezione I Introduzione
C
C0
a
us
cateto opposto
ten
o
ip
θ θ θ
0
A B A B cateto adiacente
Definiamo il seno di un angolo come il rapporto tra cateto opposto all’angolo stesso e ipotenusa
BC
sin θ = .
AC
Inoltre vale anche che
B0C 0
sin θ = ,
AC 0
infatti il rapporto tra il cateto opposto e l’ipotenusa non dipende dalla lunghezza dei lati ma
solamente dall’angolo. Definiamo il coseno dell’angolo θ il rapporto tra il cateto adiacente e
l’ipotenusa
AB AB 0
cos θ = = .
AC AC 0
Per il teorema di Pitagora abbiamo che
(
2 2 2 AB = AC cos θ 2 2 2
AC = AB + BC e inoltre ⇒ AC = AC sin2 θ + AC cos2 θ
BC = AC sin θ
ottenendo dunque l’importante relazione che vale sempre per ogni angolo θ
1 = sin2 θ + cos2 θ.
Definisco anche la tangente di θ come il rapporto tra il cateto opposto e il cateto adiacente, ovvero
BC BC AC sin θ
tan θ = = · =
AB AC AB cos θ
Notiamo che le funzioni seno, coseno e tangente prendono in ingresso un angolo e restituiscono
un valore. Esistono le funzioni inverse definite come arcoseno, arcocoseno e arcotangente, indicate
come arcsin, arccos e arctan. Si tratta di funzioni che, dati rispettivamente seno, coseno o tangente
restituiscono l’angolo corrispondente:
arcsin(sin θ) = θ e arccos(cos θ) = θ e arctan(tan θ) = θ
–8–
Lezione I Introduzione
α sin(α) cos(α) tan(α)
◦
√ √
6− 2
√√
6+ 2
√
π/12 = 15 4 √ 4 √ 2− 3
√ q √
10+2 5
π/10 = 18◦ 5−1
4
5−2 5
√4 √5
π/6 = 30◦ 1
√2 √2
3
3
3
π/4 = 45◦ √2
2
2
2
1
√
π/3 = 60◦ 2
3 1
2 3
π/2 = 90◦ 1 0 non esiste
π = 180◦ 0 −1 0
3π/2 = 270◦ −1 0 non esiste
2π = 360◦ 0 1 0
Tabella 1.1: Seno, coseno e tangente di angoli notevoli.
Esempio 1.6
Del triangolo in figura sappiamo che AB = 1 e θ = π/6
C B
f Vogliamo calcolare la misura degli altri lati.
AB AB
Sappiamo che cos θ = , quindi AC = . Dalla tabella 1.1
√AC cos θ √
f 3 2 2 3
ricaviamo che cos θ = , quindi AC = √ = . Inoltre BC =
√ √2 3 3
θ 2 31 3
AC sin θ = = .
3 2 3
A
Seno, coseno e tangente per angoli maggiori di π/2
La definizione data precedentemente si basa sulla costruzione di un triangolo rettangolo di angoli
θ, π/2 e π/2 − θ
π/2 − θ
π/2
θ
come estendere la definizione per angoli maggiori di π/2? Per questo dobbiamo usare la circonfe-
renza goniometrica centrata nell’origine e di raggio unitario.
–9–
Lezione I Introduzione
yP
θ
0 xP
Dato un punto P sulla circonferenza l’ipotenusa del triangolo OP = 1 dato che il raggio è unitario,
e definisco
yP xP
sin θ = = yP e cos θ = = xP
1 1
Tale approccio funziona anche per angoli maggiori di π/2, infatti per il secondo quadrante abbiamo
yP
θ
xP
0
In questo caso otteniamo che
sin θ = yP > 0 e cos θ = xP < 0.
Cosı̀ come funziona anche per angoli del terzo quadrante
θ
xP
0
yP
Infatti abbiamo che
sin θ = yP < 0 e cos θ = xP < 0.
Infine anche nel quarto quadrante possiamo applicare l’approccio proposto ed ottenere
– 10 –
Lezione I Introduzione
θ
xP
0
yP
Avendo che
sin θ = yP < 0 e cos θ = xP > 0.
Riduzione al primo quadrante
Come possiamo quindi calcolare seno e coseno di angoli non acuti, supponendo di conoscerli per
tutti gli angoli minori di 90◦ ? Consideriamo le costruzioni in figura 1.1.
a) Se α ∈ ( π2 , π] il punto P individuato da α sulla circonferenza unitaria si trova nel secondo
quadrante. Si deduce che, essendo seno e coseno definiti rispettivamente come sin α = yP
e cos α = xP l’angolo α avrà seno positivo e coseno negativo. Per ricavarne il valore è
conveniente ricondurre α ad un angolo acuto β ∈ (0, π2 ) noto con la costruzione geometrica
in figura 1.1-b. Si osservi che i triangoli OP H e OP 0 H 0 sono congruenti perché hanno due lati
e l’angolo compreso uguali: l’ipotenusa, pari a 1, P H = P 0 H 0 per costruzione e β = π − α,
quindi OH = OH 0 . Quindi i due angoli hanno seno e coseno uguali fra loro in modulo, in
particolare
cos(α) = − cos(β)
(1.2)
sin(α) = sin(β)
Si consideri ad esempio l’angolo α = 2π
3 . Otteniamo l’angolo acuto corrispondente, β =
√
π π 1 π 3
π − α = 3 . Sappiamo che cos( 3 ) = 2 e sin( 3 ) = 2 , quindi sfruttando le relazioni (1.2)
otteniamo che
√
2π 1 2π 3
cos =− , sin = .
3 2 3 2
b) Se α ∈ (π, 3π2 ] il punto P individuato da α sulla circonferenza unitaria si trova nel terzo
quadrante, quindi in questo caso l’angolo α avrà seno e coseno negativi. Per ricavarne
il valore troviamo un angolo acuto β ∈ (0, π2 )) noto con la costruzione in figura 1.1-c. I
triangoli OP H e OP 0 H 0 sono congruenti perché hanno due angoli e il lato compreso uguali:
β = α − π, OP\ H = OP \ 0 H 0 in quanto angoli alterni interni per costruzione, e l’ipotenusa
pari a 1. Di conseguenza OH = OH 0 e P H = P 0 H. Quindi i due angoli hanno seno e coseno
uguali fra loro in modulo, in particolare
cos(α) = − cos(β)
(1.3)
sin(α) = − sin(β)
Si consideri ad esempio l’angolo α = 5π
4 . Otteniamo l’angolo acuto corrispondente, β =
√
α − π = π4 . Sappiamo che cos( π4 ) = sin π4 = 22 , quindi sfruttando le relazioni (1.3)
otteniamo che
√ √
5π 2 5π 2
cos =− , sin = .
4 2 4 2
– 11 –
Lezione I Introduzione
P P0 P0
yP
α α
β β
xP H xP
H 0 H 0
0 H0
yP
a) b)
P0
α
β H0 = H
0 xP
yP
c)
Figura 1.1: Riduzione al primo quadrante di angoli α ∈ (0, 2π]
c) Infine se α ∈ ( 3π
2 , 2π] il punto P si trova nel quarto quadrante quindi l’angolo α avrà
seno negativo e coseno positivo. L’angolo acuto β ∈ (0, π2 )) di riferimento si ottiene come
β = 2π − α. Si osservi in figura 1.1-d che i triangoli OP H e OP 0 H 0 sono congruenti perché
hanno due lati e l’angolo compreso uguali: l’ipotenusa, pari a 1, OH = OH 0 per costruzione
e β = π − α, quindi P H = P H 0 . Quindi i due angoli hanno seno e coseno uguali fra loro in
modulo, in particolare
cos(α) = cos(β)
(1.4)
sin(α) = − sin(β)
11π
Si consideri ad esempio l’angolo α = . Otteniamo l’angolo acuto corrispondente, β =
√6
3
2π − α = π6 . Sappiamo che cos( π6 ) = 2 e sin( π3 ) = 12 , quindi sfruttando le relazioni (1.2)
otteniamo che
√
11π 3 11π 1
cos = , sin =− .
6 2 6 2
– 12 –