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Pasolini PDF

Pier Paolo Pasolini è stato un intellettuale controverso che ha sfidato le norme sociali italiane tra gli anni '50 e '70, ricoprendo ruoli di poeta, narratore e cineasta. La sua opera affronta temi di critica sociale, neocapitalismo e identità culturale, esprimendo una tensione tra il suo lato sensuale e il senso di colpa cattolico. Pasolini ha anche esplorato la mutazione antropologica della società italiana, denunciando il consumismo e le sue conseguenze, fino alla sua tragica morte nel 1975.

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Pier Paolo Pasolini è stato un intellettuale controverso che ha sfidato le norme sociali italiane tra gli anni '50 e '70, ricoprendo ruoli di poeta, narratore e cineasta. La sua opera affronta temi di critica sociale, neocapitalismo e identità culturale, esprimendo una tensione tra il suo lato sensuale e il senso di colpa cattolico. Pasolini ha anche esplorato la mutazione antropologica della società italiana, denunciando il consumismo e le sue conseguenze, fino alla sua tragica morte nel 1975.

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PASOLINI

INTRODUZIONE
Pasolini viene de nito come intellettuale scomodo, in quanto ha creato
contraddizioni nella società italiana tra gli anni 50 e 70, a causa della sua
stessa contraddizione, avversione verso le sue posizioni polemiche e il suo
vissuto personale. Nonostante ciò la sua funzione è stata indubbiamente
fondamentale e preziosa. Nel corso della sua carriera ha ricoperto vari ruoli, il
primo è quello di poeta sperimentale in quanto ha sperimentato modi
espressivi nuovi in polemica con le tendenze dell’Ermetismo: contrapponeva
alla chiusura nell’interiorità e alla concentrazione del linguaggio un
atteggiamento conoscitivo verso il mondo esterno e l’impegno dialogico con
l’uso di forme più discorsive. La seconda funzione che assume è quella di
narratore, infatti nei primi romanzi i temi sembravano collegarsi al clima del
Neorealismo, dove sottolineava l’immagine di innocenza e di vitalità
primordiale del popolo come contrapposizione all’inautenticità dell’uomo
moderno. Da questa visone Pasolini condusse una battaglia contro le
trasformazioni neocapitalistiche e consumistiche della società, che
rappresentò forse la funzione più importante rivestita da Pasolini.
Successivamente si dedicò sempre di più al cinema, realizzando opere di alto
livello artistico. Nonostante suscitarono in nite polemiche e che urtavano il
moralismo corrente, quei lm trovavano corrispondenza nel pubblico più
avvertito e sensibile.
LA VITA
Nasce a Bologna nel 1922. Si laurea nel 1945 in lettere nella medesima città,
ma tra gli anni 42-49 visse a Casarsa dalla madre dove fu in uenzato
particolarmente dalla vita contadina e intraprese la carriera di insegnante,
conclusa nel 49 a causa di uno scandalo causato dalla sua omosessualità con
lo costrinse a lasciare il paese. Si trasferì a Roma dove si avvicinò al pensiero
e all’ideologia Marxista che diede origine a una produzione letteraria ispirata a
tematiche realistiche e civili. Grazie ad alcuni romanzi ottenne una più larga
fama come scrittore, grazie alla quale nel 55 fondò la rivista “O cina”. Una
svolta nella sua vita fu dettata nel 60 nel così detto “boom economico”,
termine che conciliò lo scrittore stesso, perché si ricolse a nuove forme di
comunicazione come il cinema e il giornalismo. Dal 61 si dedica alla regia
cinematogra ca con una serie di lm che all’epoca suscitarono scalpore e
scandalo. Invece come giornalista collabora con dei quotidiani con articoli
fortemente polemici. Pasolini fu un vero protagonista della vita culturale sia

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per la sua diversità di omosessuale sia per le sue posizioni polemiche noti
confronti della società. In ne morì il 2 novembre 1975 assassinato.
LE PRIME FASI POETICHE
La sua formazione si inserisce nel clima dell’Ermetismo degli anni Trenta, con
una «venerazione della poesia» come valore assoluto. La sua prima produzione
poetica include opere in dialetto friulano (come Poesie a Casarsa e La meglio
gioventù) e in lingua italiana (come L’usignolo della Chiesa cattolica). Pasolini
idealizza il Friuli contadino come un mondo innocente e primordiale, ma il suo
linguaggio poetico è segnato dalla sensibilità romantico-decadente e
in uenzato dal Simbolismo, con un’ombra di so erenza e colpa legata alla sua
educazione cattolica. Nel corso della sua evoluzione, Pasolini si avvicina alle
ideologie di sinistra, in particolare al marxismo, che per lui rappresenta uno
stimolo all’impegno civile piuttosto che un’ideologia totalizzante. La tensione
tra il suo lato sensuale e il senso di colpa cattolico genera una contraddizione
creativa, che si ri ette nelle sue poesie più mature, come quelle di Le ceneri di
Gramsci e La religione del mio tempo. Queste opere segnano il suo distacco
dall’Ermetismo e l’inizio della sperimentazione di nuovi moduli espressivi,
in uenzati anche dalla rivista O cina.
LA PRODUZIONE NARRATIVA E DRAMMATICA
Nei romanzi Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959), Pasolini descrive
il sottoproletariato delle borgate romane, non con un approccio naturalistico,
ma con una visione decadente, in cui la degradazione si mescola a una vitalità
estrema. In Una vita violenta, Pasolini sovrappone a questa rappresentazione
la sua ideologia, facendo compiere al protagonista una trasformazione morale
e politica, sebbene questa soluzione sembri arti ciosa e forzata.L’uso del
dialetto romanesco non ha solo una funzione mimetica, ma risponde a un
desiderio di immergersi nella sicità grezza di quel mondo, lontano dalla
coscienza. Questo approccio si ri ette anche nei suoi primi lm, come
Accattone e Mamma Roma, e si estende alla trilogia successiva composta dal
Decameron, dai Racconti di Canterbury e da Il ore delle Mille e una notte, che
continuano a esplorare l’immagine del popolo come entità primordiale. Nel
romanzo Teorema (1968), Pasolini si distacca dal contesto delle borgate e si
concentra su una famiglia borghese, utilizzando simbolismi e temi più loso ci.
Il misterioso ospite che li destabilizza funge da elemento liberatorio,
inducendo i personaggi ad abbandonare le loro rigidità. Negli anni successivi,
Pasolini lavorò a un romanzo, Petrolio, che intendeva denunciare la società
neocapitalistica e il connubio tra politica, a ari e trame occulte, ma rimase
incompiuto. In ne, Pasolini si dedicò anche al teatro, scrivendo tragedie in

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versi come Orgia (1968), Calderón (1973) e opere postume come A abulazione
(1977) e Porcile (1979). In queste, a ronta tematiche complesse, coerenti con
la sua visione critica e radicale della società.
LE ULTIME RACCOLTE POETICHE
Nel corso degli anni Sessanta, Pasolini sperimenta un cambiamento
signi cativo nelle sue posizioni. Si rende conto che, nel contesto del
neocapitalismo, la gura dell’intellettuale tradizionale e umanista perde il suo
signi cato, e la letteratura sembra smarrire la sua funzione. Questo disincanto
si ri ette nel ridursi della sua produzione poetica e narrativa, a favore di un
impegno crescente nel cinema e nel teatro. La crisi della funzione intellettuale
emerge chiaramente nelle sue raccolte Poesia in forma di rosa (1964) e
Trasumanar e organizzar (1971), dove la poesia perde la sua aura tradizionale e
assume una funzione più pratica e polemica, con tendenze ironiche e
prosastiche simili a quelle della Neoavanguardia, movimento con cui Pasolini
aveva precedentemente polemizzato.
SCRITTI CORSARI E LETTERE LUTERANE
e principali tematiche trattate da Pasolini nei suoi scritti pubblici, raccolti nei
volumi Empirismo eretico (1972), Scritti corsari (1975) e Lettere luterane
(1976). Al centro della sua ri essione c’è la “mutazione antropologica”, un
cambiamento profondo della società italiana causato dallo sviluppo economico
neocapitalistico, che ha spazzato via le tradizioni contadine e livellato le
di erenze culturali, sociali e linguistiche. Pasolini critica il consumismo, che
crea bisogni ttizi e svuota l’autenticità dell’individuo, paragonando questa
società a un “nuovo fascismo” che opprime le coscienze e impedisce il
pensiero critico. La televisione è per lui uno strumento chiave in questo
processo di omologazione, promuovendo un modello di vita consumistico.
Pasolini guarda anche al Terzo Mondo, notando come l’avanzamento dello
“sviluppo” distrugga le culture tradizionali, generando disuguaglianze e
con itti. Il fenomeno della droga viene interpretato come una risposta al vuoto
di valori creato dal neocapitalismo, con i giovani che cercano nella droga una
fuga dalla realtà. Pasolini accusa inoltre la classe dirigente, identi cata come
“il Palazzo”, di essere responsabile di queste trasformazioni attraverso un
intreccio di politica, a ari e violenza, come dimostrato dalle stragi e dai
tentativi di colpo di stato degli anni ’70. In ne, l’autore suggerisce che il suo
stesso omicidio potrebbe essere legato a queste trame oscure, che continuano
a persistere anche dopo la sua morte, alimentando i cosiddetti “misteri
italiani”.

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