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Piemonte

Viticultura in Piemonte

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Basso Piemonte: Langhe e Roero

Introduzione
Colline sinuose, vigneti che sembrano disegnati con cura, borghi medievali immersi nella
nebbia e castelli silenziosi che dominano paesaggi patrimonio UNESCO: questo è il volto del
Basso Piemonte, terra di Langhe e Roero. Una zona che ha reso celebre il vino italiano nel
mondo, attraverso l’eleganza struggente del Nebbiolo e la raffinata personalità dei suoi vini,
dal Barolo al Barbaresco, passando per Roero e Dolcetto. Qui, ogni sorso racconta una
storia di uomini e donne, di stagioni pazienti e di tradizioni antiche custodite con orgoglio.

Storia e tradizione
La vocazione enologica delle Langhe affonda le radici nell'antichità romana, ma è nel
Medioevo, grazie al lavoro infaticabile di monaci e contadini, che la vite diventa protagonista
indiscussa. Nei secoli successivi, Alba e dintorni si affermano come importanti mercati
vinicoli, consolidando la fama di vini che già allora raggiungevano le tavole delle corti
europee.

Nel corso del XIX secolo, alcune figure storiche cominciarono a delineare il futuro enologico
della zona. Tra queste, spicca Camillo Benso di Cavour, che promosse metodi enologici
moderni nelle sue proprietà, influenzando l’intera regione. Nel Novecento la svolta decisiva
arriva grazie al lavoro pionieristico di produttori leggendari come Bartolo Mascarello,
difensore ostinato della tradizione del Barolo, Bruno Giacosa, maestro nell’interpretazione
del Nebbiolo, e Giacomo Conterno, punto di riferimento per la viticoltura di precisione.
Negli anni successivi, è soprattutto grazie all’opera innovativa di Angelo Gaja e della
famiglia Ceretto che i vini di Langhe e Roero conquistano definitivamente il palcoscenico
internazionale.

Il territorio
Le Langhe e il Roero presentano una straordinaria varietà territoriale e climatica. Le Langhe,
situate a sud del fiume Tanaro, sono caratterizzate da colline più alte e terreni
prevalentemente calcarei e marnosi, noti come “terre bianche”. Sono terre ideali per il
Nebbiolo, che qui esprime tutta la sua potenza ed eleganza. Roero, invece, si estende a
nord del Tanaro, e possiede terreni sabbiosi e argillosi più morbidi, ideali per vini freschi,
aromatici e meno strutturati, come l’Arneis.

Il clima è continentale, con inverni freddi e nebbiosi, ed estati calde e asciutte; le forti
escursioni termiche sono decisive per lo sviluppo di aromi complessi e acidità eleganti.

Vitigni principali
Il re indiscusso di queste colline è il Nebbiolo, un vitigno capriccioso e straordinario, che
trova qui la sua massima espressione con Barolo e Barbaresco. Accanto a lui troviamo il
Dolcetto, generoso e quotidiano, che dà origine a vini morbidi e immediati, e la Barbera,
con la sua vivace acidità e profondità fruttata.

Tra i bianchi spiccano l’Arneis, principe assoluto del Roero, dalla freschezza minerale e
delicata aromaticità, la Favorita, fragrante e leggera, e la riscoperta Nascetta, elegante
vitigno autoctono delle Langhe oggi sempre più valorizzato.

Stili e caratteristiche sensoriali


Il Barolo DOCG, “il re dei vini, il vino dei re”, è un vino robusto e profondo, dotato di tannini
fitti, capace di invecchiare decenni, con aromi di rosa, viola, tartufo, spezie e frutta rossa
matura.

Il Barbaresco DOCG è più delicato, elegante, con tannini più sottili, ma di altrettanta
complessità aromatica, dove spiccano note floreali, frutti di bosco, spezie dolci e cuoio.

I vini del Roero DOCG, sia bianchi (Arneis) che rossi (Nebbiolo), giocano sull’eleganza e
immediatezza, con un frutto fragrante, una piacevole mineralità e un profilo più agile e
fresco.

Infine, il Dolcetto d’Alba DOC e la Barbera d’Alba DOC regalano vini conviviali, freschi,
succosi e immediati, perfetti nella quotidianità.

Denominazioni principali
Le denominazioni più importanti sono senza dubbio:

●​ Barolo DOCG​

●​ Barbaresco DOCG​

●​ Roero DOCG​

●​ Dolcetto d’Alba DOC​

●​ Dogliani DOCG​

●​ Diano d'Alba DOCG​

●​ Langhe DOC​

Queste denominazioni si arricchiscono poi delle celebri MGA (Menzioni Geografiche


Aggiuntive), veri e propri cru che identificano singole vigne o colline, come Cannubi, Bussia,
Rabajà o Asili, riconosciute a livello mondiale.
Cucina e abbinamenti
Le Langhe e il Roero vantano una cucina raffinata e di grande carattere, perfetta compagna
dei suoi vini: dai celebri tajarin al tartufo bianco d’Alba, alla robusta bagna cauda,
passando per i saporiti brasati al Barolo. I vini rossi strutturati accompagnano
splendidamente le carni rosse e la selvaggina, mentre l’Arneis e i bianchi più freschi
esaltano antipasti leggeri e formaggi locali freschi come le robiole.

Curiosità
La notorietà mondiale del Barolo ha fatto sì che già nel 1966 fosse tra le primissime
denominazioni a ottenere la DOC, seguita rapidamente dalla DOCG nel 1980. Inoltre, dal
2014, le colline delle Langhe e del Roero sono state riconosciute Patrimonio Mondiale
UNESCO, grazie proprio al paesaggio vinicolo unico al mondo.

La vendemmia nelle Langhe è un rito collettivo che coinvolge intere comunità, dove il tempo
sembra rallentare e ogni grappolo diventa simbolo di una tradizione secolare, custodita
gelosamente.

Astigiano
Introduzione
Dolcezza, profumi intensi e colline che sembrano ondeggiare dolcemente: l’Astigiano è il
cuore aromatico e pulsante del Piemonte. Qui, il vino è allegria e convivialità, evocato dai
colori vivaci dei vigneti e dal profumo intenso del Moscato che invade l’aria durante la
vendemmia. È una terra di tradizioni antiche e vini autentici, dove l’eleganza della Barbera
convive con la freschezza seducente del Moscato d’Asti, regalando una straordinaria varietà
di sfumature aromatiche.

Storia e tradizione
La tradizione vitivinicola dell’Astigiano ha radici antichissime, risalenti già all’epoca romana.
Nel Medioevo, la città di Asti divenne un punto nevralgico per il commercio dei vini, dando
vita a un patrimonio enologico che ha continuato a svilupparsi nel corso dei secoli
successivi.

A partire dal Settecento, il Moscato Bianco, simbolo assoluto della zona, iniziò ad affermarsi
come vino pregiato nelle corti europee, apprezzato per il suo gusto dolce e la sua
aromaticità fresca e fragrante. Ma è nel Novecento che la regione vive una svolta epocale,
grazie a figure di viticoltori illuminati come Giacomo Bologna di Braida, che per primo intuì
le straordinarie potenzialità della Barbera d’Asti, trasformandola da vino contadino a grande
rosso italiano. Altri produttori storici come Michele Chiarlo, Contratto e Coppo hanno
contribuito enormemente al prestigio internazionale di questa terra.
Il territorio
L’Astigiano è caratterizzato da colline morbide e sinuose, dai terreni argillosi e calcarei, che
donano ai vini profondità aromatica e buona struttura. Il clima, temperato e lievemente
continentale, è influenzato positivamente dal vicino Appennino Ligure, che garantisce
condizioni climatiche favorevoli alla maturazione aromatica dei vitigni.

Le zone di Canelli, Nizza Monferrato, Castagnole Monferrato e la stessa Asti sono tra le più
vocate e rappresentative della viticoltura astigiana, ciascuna con peculiarità territoriali uniche
e distintive.

Vitigni principali
Protagonista indiscusso dell’Astigiano è il Moscato Bianco, aromatico e delicato, da cui si
ottengono vini dolci come l’Asti Spumante e il Moscato d’Asti. Accanto al Moscato, domina la
Barbera, regina delle colline astigiane, che qui trova la sua massima espressione nella
DOCG Barbera d’Asti e nella prestigiosa Nizza DOCG.

Tra i vitigni meno diffusi, ma fortemente caratteristici della zona, spiccano il Ruchè, intenso
e speziato, il fragrante Brachetto e il raro e delicato Grignolino.

Stili e caratteristiche sensoriali


L’Asti DOCG e il Moscato d’Asti DOCG sono vini aromatici, dolci e frizzanti, amati per la
loro leggerezza, il basso grado alcolico e il bouquet inconfondibile di pesca, fiori bianchi,
agrumi e salvia.

La Barbera d’Asti DOCG e soprattutto la Nizza DOCG sono invece vini rossi, strutturati e
profondi, dai sentori fruttati intensi di ciliegia e mora, con una spiccata acidità che dona
freschezza e longevità.

Il Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG offre una personalità unica, speziata e floreale,
di grande eleganza. Il Brachetto d’Acqui DOCG è un rosso dolce e aromatico che
sprigiona profumi di rosa, fragoline e lampone, mentre il Grignolino è rosso tenue, fresco,
speziato, ideale come vino da aperitivo o da bere giovane.

Denominazioni principali
L’Astigiano custodisce alcune delle denominazioni più celebri del Piemonte, come:

●​ Asti DOCG​

●​ Moscato d’Asti DOCG​

●​ Barbera d’Asti DOCG​


●​ Nizza DOCG​

●​ Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG​

●​ Brachetto d’Acqui DOCG​

●​ Grignolino d’Asti DOC​

In particolare, la recente elevazione della sottozona Nizza a DOCG ha ulteriormente


valorizzato il potenziale qualitativo della Barbera astigiana.

Cucina e abbinamenti
La gastronomia astigiana esprime tutta la ricchezza e genuinità delle sue terre. Piatti tipici
come gli agnolotti del plin, la bagna cauda, le carni brasate e i salumi del Monferrato
trovano nella freschezza della Barbera un abbinamento ideale.​
Il Moscato d’Asti è insuperabile con dolci locali come il bunet, le pesche ripiene o le paste
di meliga, mentre il Brachetto si sposa con frutta fresca e cioccolato.

Curiosità
Canelli, vero cuore pulsante dell’Astigiano, custodisce un tesoro sotterraneo unico: le
famose “cattedrali sotterranee”, cantine storiche scavate direttamente nelle colline di tufo,
oggi Patrimonio UNESCO. Qui, da secoli, maturano spumanti aromatici che hanno
conquistato le corti e le tavole più prestigiose al mondo.

Inoltre, l’Astigiano è patria del famoso Palio di Asti, una delle manifestazioni medievali più
antiche d’Italia, a testimonianza dell’importanza storica e culturale di questa terra generosa e
ospitale.

Monferrato e Tortonese
Introduzione
Terra generosa, antica e orgogliosa, il Monferrato è un mosaico affascinante di colline e
vallate che raccontano storie di vino e di uomini. Qui, tra panorami che oscillano tra la
dolcezza delle colline intorno a Gavi e la bellezza selvaggia dei Colli Tortonesi, si custodisce
un patrimonio enologico che parla di vitigni rari, produttori visionari e una cultura che vive in
perfetto equilibrio tra passato e futuro. In questo angolo del Piemonte, dove la vite convive
con boschi e castelli medievali, ogni vino racconta il proprio territorio con eleganza e
autenticità.

Storia e tradizione
Il Monferrato, storicamente terra di passaggio lungo la via del sale, ha da sempre avuto una
forte identità agricola e commerciale. Già dall’epoca medievale, il vino era protagonista
assoluto del territorio, e città come Gavi e Tortona erano note per la qualità delle loro
produzioni. Tuttavia, è stato soprattutto nel XX secolo che il territorio ha trovato la sua
massima affermazione, grazie al lavoro infaticabile di produttori capaci di valorizzare vitigni
locali un tempo quasi dimenticati.

Figura simbolo della rinascita vitivinicola moderna è senza dubbio Walter Massa, che a
partire dagli anni ’90 ha ridato vita al Timorasso nei Colli Tortonesi, trasformandolo da varietà
minore a uno dei più grandi bianchi italiani. Nel Gavi, la cantina La Scolca della famiglia
Soldati è stata pioniera assoluta nel portare il Cortese ai vertici della qualità internazionale.
Accanto a loro, produttori storici come Broglia, Villa Sparina e Castellari Bergaglio hanno
contribuito a definire il prestigio mondiale del Monferrato vitivinicolo.

Il territorio
Il Monferrato e il Tortonese presentano una grande diversità pedoclimatica. Nel Monferrato, i
terreni alternano marne, argille e calcari, capaci di conferire ai vini freschezza, struttura e
longevità. Gavi, con le sue colline calcaree, regala ai vini una straordinaria eleganza
minerale.

I Colli Tortonesi, più a est, rappresentano invece un territorio ricco di fascino selvaggio,
influenzato dalla vicinanza con l’Appennino Ligure. Qui i suoli sono prevalentemente
marnosi e argillosi, capaci di regalare complessità aromatica e profondità ai vini prodotti da
vitigni locali come il Timorasso.

Il clima, temperato e ventilato, con influenze appenniniche, contribuisce a creare condizioni


ideali per una lenta maturazione delle uve e per il mantenimento di profumi e acidità.

Vitigni principali
Nel Monferrato, protagonista assoluto è il Cortese, uva che dà vita al Gavi, bianco tra i più
celebri d’Italia, elegante e minerale. Tra i rossi, la Barbera domina la scena insieme a vitigni
locali come il fragrante Grignolino e la speziata Freisa.

Nel Tortonese il grande protagonista è il raro e prezioso Timorasso, capace di creare


bianchi straordinariamente longevi e complessi, oggi considerati tra i migliori vini bianchi
italiani per capacità evolutiva e profondità espressiva.

Stili e caratteristiche sensoriali


Il Gavi DOCG è un vino bianco raffinato, fresco, dalle note di fiori bianchi, agrumi e una
spiccata mineralità che lo rende estremamente versatile. Nel tempo può sviluppare eleganti
sfumature di mandorla e miele.
I Colli Tortonesi Timorasso DOC regalano vini potenti e longevi, con note floreali e fruttate
che evolvono in complesse sfumature minerali, speziate e idrocarburiche con il passare
degli anni.

Tra i rossi, il Grignolino del Monferrato Casalese DOC è un vino rosso tenue, fresco,
speziato, dalla beva immediata e piacevole. La Freisa d’Asti DOC offre invece vini più
rustici, speziati, con tannini vivaci e una buona capacità di invecchiamento.

Denominazioni principali
Le denominazioni più importanti sono:

●​ Gavi DOCG​

●​ Colli Tortonesi DOC (Timorasso e altre varietà)​

●​ Monferrato DOC​

●​ Grignolino del Monferrato Casalese DOC​

●​ Freisa d’Asti DOC​

Queste denominazioni rappresentano al meglio la grande varietà e le diverse anime del


territorio.

Cucina e abbinamenti
La cucina del Monferrato e del Tortonese riflette la semplicità contadina e l'eleganza
piemontese, offrendo piatti saporiti e genuini. Gli agnolotti monferrini, il risotto con i funghi
porcini, la focaccia novese, le carni arrosto e i salumi locali trovano nel Gavi e nel Timorasso
abbinamenti straordinariamente riusciti, capaci di esaltare le caratteristiche sia dei piatti che
dei vini.

Curiosità
Il Timorasso è un vitigno che ha rischiato l’estinzione negli anni '80, abbandonato a favore di
varietà più produttive e semplici da coltivare. La passione di pochi vignaioli, con Walter
Massa in prima linea, ha permesso di riscoprirne le eccezionali qualità. Oggi è considerato
uno dei grandi vini bianchi d’Italia, con potenzialità evolutive paragonabili ai grandi Riesling
tedeschi.

Allo stesso modo, Gavi e i suoi dintorni vantano una lunga tradizione enologica, con la
particolarità di avere vigneti che risalgono a oltre un secolo fa, a testimonianza della
longevità e dell'importanza storica di questa zona.
Alto Piemonte
Introduzione
Paesaggi selvaggi, montagne imponenti e vigneti terrazzati che sembrano sfidare la gravità:
l'Alto Piemonte è una terra affascinante e ancora in parte misteriosa, dove il vino esprime il
carattere forte e austero di un territorio duro ma incredibilmente generoso. Lontano
dall'immagine classica delle dolci colline del sud della regione, qui il Nebbiolo mostra un
volto diverso, elegante e sottile, capace di raccontare la nobiltà silenziosa e autentica di una
viticoltura eroica, paziente e coraggiosa.

Storia e tradizione
La storia vinicola dell'Alto Piemonte affonda le radici in un passato glorioso, quando, già nel
Settecento e nell'Ottocento, i vini di Gattinara e Ghemme erano apprezzati in tutta Europa,
tanto da rivaleggiare con quelli della Borgogna. Purtroppo, l’arrivo della fillossera e
l’industrializzazione della vicina Lombardia nel Novecento portarono a una crisi profonda e a
una drastica riduzione dei vigneti.

Solo negli ultimi decenni, grazie a produttori visionari e appassionati come la famiglia
Antoniolo a Gattinara, Nervi-Conterno (la cantina più antica di Gattinara, oggi guidata dalla
famiglia Conterno di Barolo), Travaglini, famoso per la bottiglia iconica del suo Gattinara, e
Ferrando a Carema, questa zona ha riscoperto il proprio prestigio, tornando ad essere un
punto di riferimento nel panorama enologico italiano e internazionale.

Il territorio
L’Alto Piemonte è caratterizzato da vigneti posti a elevate altitudini, coltivati spesso su
terrazze antiche o su pendii scoscesi. Il clima fresco, fortemente influenzato dalle Alpi,
garantisce escursioni termiche elevate, ideali per l'eleganza e la finezza del Nebbiolo.

I suoli vulcanici, ricchi di porfido e minerali, conferiscono ai vini una spiccata freschezza
minerale e una complessità aromatica unica. Zone come Gattinara, Ghemme, Carema,
Lessona e Boca sono oggi esempi splendidi di terroir che danno vita a vini di straordinaria
eleganza, freschezza e longevità.

Vitigni principali
L'Alto Piemonte è terra di Nebbiolo, qui chiamato localmente Spanna, che trova la sua
massima espressione in vini fini ed eleganti. Accanto allo Spanna, troviamo vitigni autoctoni
che contribuiscono alla tipicità dei vini locali, come la fragrante Vespolina, la rustica
Croatina e l'elegante e minerale Erbaluce, l’uva bianca principe della zona del Canavese.

Stili e caratteristiche sensoriali


Il Gattinara DOCG e il Ghemme DOCG sono vini straordinariamente eleganti, con profumi
complessi di rosa appassita, violetta, spezie fini e un palato sottile, elegante e di grande
profondità, capaci di evolvere splendidamente nel tempo.

La piccola denominazione Carema DOC regala un Nebbiolo ancora più fresco e verticale,
caratterizzato da tannini setosi e una caratteristica nota minerale, figlia delle vigne eroiche
coltivate su terrazze sostenute da piloni di pietra.

Vini come Boca DOC, Lessona DOC e Bramaterra DOC interpretano con personalità e
finezza l’anima più selvaggia e autentica di questi luoghi, regalando vini di grande tensione
gustativa e austerità elegante.

L’Erbaluce di Caluso DOCG rappresenta invece la massima espressione del vino bianco
della regione: fresco, minerale, con note di erbe aromatiche e agrumi, capace di evolvere in
vini spumanti o straordinari passiti.

Denominazioni principali
Le denominazioni più significative e rappresentative dell’Alto Piemonte sono:

●​ Gattinara DOCG​

●​ Ghemme DOCG​

●​ Carema DOC​

●​ Boca DOC​

●​ Lessona DOC​

●​ Bramaterra DOC​

●​ Erbaluce di Caluso DOCG​

●​ Canavese DOC​

●​ Valli Ossolane DOC​

Queste denominazioni testimoniano la ricchezza, la diversità e l’enorme potenziale


qualitativo di un territorio che oggi sta vivendo un autentico rinascimento vinicolo.

Cucina e abbinamenti
La gastronomia dell'Alto Piemonte riflette il carattere autentico e rustico di una regione
alpina. Piatti sostanziosi come il risotto ai funghi porcini, i salumi ossolani, le tome
stagionate, i formaggi d’alpeggio e la polenta con selvaggina trovano nei vini locali
abbinamenti straordinari. La finezza austera dei vini Nebbiolo si abbina magnificamente a
carni rosse e selvaggina, mentre l’Erbaluce è ideale con piatti a base di pesce di lago o
antipasti leggeri.

Curiosità
Il territorio di Carema rappresenta uno dei più affascinanti esempi di viticoltura eroica
italiana. I vigneti terrazzati di Carema, sostenuti da antichi piloni di pietra, sono veri e propri
monumenti rurali che testimoniano la dedizione e la resilienza dei vignaioli locali.

Inoltre, poche persone sanno che prima dell’avvento della fillossera, l’Alto Piemonte contava
più ettari vitati delle Langhe stesse, a testimonianza dell'importanza storica di questa zona.

Conclusione generale sul Piemonte


Attraverso le sue quattro anime – le colline nobili di Langhe e Roero, l’aromaticità vivace
dell’Astigiano, l’eleganza minerale del Monferrato e l’austerità raffinata dell’Alto Piemonte – il
Piemonte si conferma una delle più straordinarie e complesse regioni vinicole d’Italia e del
mondo. Ogni calice è il riflesso di un territorio unico, di tradizioni secolari e di una ricerca
costante di qualità che rende il Piemonte un riferimento indiscusso per chiunque voglia
davvero conoscere il vino italiano.
Denominazi Ros Bian Ros Spumante/Frizz Vitigni (min–max%) Sottozone
one so co ato ante

Alta Langa ✓ Pinot Nero e/o (nessuna)


DOCG Chardonnay ≥90% +
Pinot Bianco ≤10%

Asti DOCG ✓ ✓ Moscato Bianco (nessuna)


(Moscato ≥97%, altri autoctoni
d’Asti) ≤3%

Barbaresco ✓ Nebbiolo 100% (nessuna)


DOCG

Barbera ✓ Barbera ≥90%, altri (nessuna)


d’Asti non aromatici ≤10%
DOCG

Barbera del ✓ Barbera ≥85%, (nessuna)


Monferrato Freisa/Grignolino/Dol
Superiore cetto ≤15%
DOCG

Barolo ✓ Nebbiolo 100% (nessuna)


DOCG

Brachetto ✓ ✓ Brachetto ≥97%, altri (nessuna)


d’Acqui ≤3%
DOCG

Dogliani ✓ Dolcetto 100% (nessuna)


DOCG

Dolcetto di ✓ Dolcetto 100% (nessuna)


Diano
d’Alba
DOCG

Dolcetto di ✓ Dolcetto 100% (nessuna)


Ovada
Superiore
DOCG

Erbaluce di ✓ ✓ Erbaluce 100% (nessuna)


Caluso
DOCG

Gattinara ✓ Nebbiolo ≥90%, Uva (nessuna)


DOCG Rara ≤10%

Ghemme ✓ Nebbiolo ≥85%, (nessuna)


DOCG Vespolina/Uva Rara
≤15%

Nizza ✓ Barbera 100% (sottozona di Barbera


DOCG d’Asti riconosciuta DOCG
nel 2014)

Roero ✓ ✓ ✓ Nebbiolo ≥95% (nessuna)


DOCG (rosso); Arneis ≥95%
(bianco)

Ruchè di ✓ Ruchè ≥90%, (nessuna)


Castagnole Barbera/Brachetto
Monferrato ≤10%
DOCG

Terre Alfieri ✓ ✓ Nebbiolo ≥85% (nessuna)


DOCG (rosso); Arneis ≥85%
(bianco)
Denominazi Ros Bian Rosa Spumante/Frizza Vitigni (min–max%) Sottozo
one so co to nte ne

Albugnano ✓ Nebbiolo ≥85%; (nessun


DOC Freisa/Barbera/Bonarda ≤15% a)

Boca DOC ✓ Nebbiolo 70–90%; Vespolina/Uva (nessun


Rara 10–30% a)

Bramaterra ✓ Nebbiolo 50–80%; Croatina ≤30%; (nessun


DOC Vespolina/Uva Rara ≤20% a)

Calosso DOC ✓ Gamba Rossa ≥90%; altri rossi (nessun


≤10% a)

Canavese ✓ ✓ ✓ ✓ Bianco da Erbaluce 100%; (nessun


DOC Rosso/Rosato da a)
Nebbiolo/Barbera/Uva
Rara/Freisa/blend locali

Carema DOC ✓ Nebbiolo ≥85% (nessun


a)

Cisterna ✓ Croatina ≥80% (nessun


d’Asti DOC a)

Colli ✓ ✓ ✓ ✓ Vini rossi da Nebbiolo e altri ≤40%; (nessun


Tortonesi bianchi da Cortese, Chardonnay, a)
DOC Favorita

Collina ✓ Barbera ≥60%; Freisa ≥25%; (nessun


Torinese Bonarda e Malvasia ≤15% a)
DOC
Colline ✓ ✓ Rosso: Nebbiolo ≥30%, Uva Rara (nessun
Novaresi ≤40%, Vespolina/Croatina ≤30%; a)
DOC Bianco: Erbaluce 100%

Colline ✓ ✓ Pelaverga/Nebbiolo/Barbera ≥60%; (nessun


Saluzzesi Quagliano complementare a)
DOC

Coste della ✓ ✓ Nebbiolo ≥85%; Erbaluce 100% nei (nessun


Sesia DOC bianchi a)

Dolcetto ✓ Dolcetto 100% (nessun


d’Asti DOC a)

Dolcetto ✓ Dolcetto 100% (nessun


d’Alba DOC a)

Dolcetto di ✓ Dolcetto 100% (nessun


Ovada DOC a)

Erbaluce di ✓ ✓ Erbaluce 100% (DOC e DOCG) (nessun


Caluso DOC a)

Freisa d’Asti ✓ ✓ Freisa 100% (nessun


DOC a)

Freisa di ✓ ✓ Freisa ≥90% (nessun


Chieri DOC a)

Gabiano ✓ Barbera 90–95%; Freisa/Grignolino (nessun


DOC 5–10% a)

Grignolino ✓ Grignolino ≥90% (nessun


d’Asti DOC a)
Grignolino ✓ Grignolino ≥90%, Freisa ≤10% (nessun
del a)
Monferrato
Casalese
DOC

Langhe DOC ✓ ✓ Vari uvaggi: Nebbiolo, Barbera, (nessun


Dolcetto min 85%; Arneis, Favorita, a)
Chardonnay...

Lessona ✓ Nebbiolo ≥85% (nessun


DOC a)

Loazzolo ✓ ✓ Moscato Bianco 100% (Passito) (nessun


DOC a)

Monferrato ✓ ✓ ✓ ✓ Ampio uvaggio delle varietà (nessun


DOC autorizzate nelle province Asti e a)
Alessandria

Nebbiolo ✓ Nebbiolo 100% (nessun


d’Alba DOC a)

Piemonte ✓ ✓ ✓ ✓ Bianco: Cortese e/o Chardonnay e/o (nessun


DOC Favorita e/o Erbaluce ≥60%; altri a)
bianchi ≤40%. Rosso/Rosato:
Barbera/Nebbiolo/Dolcetto/Freisa/Cr
oatina ≥60%; altri ≤40%. Tipologie
monovitigno ≥85% (es. Barbera,
Bonarda, …).

Pinerolese ✓ ✓ Mix di Barbera, Nebbiolo, Avanà, (nessun


DOC Dolcetto, Freisa… ≥30–60% min. a)

Rubino di ✓ Barbera 70–90%; Freisa/Grignolino (nessun


Cantavenna ≤25% a)
DOC
Strevi DOC ✓ Moscato Bianco 100% (nessun
a)

Sizzano DOC ✓ Nebbiolo 50–70%; Vespolina/Uva (nessun


Rara 30–50% a)

Terre Alfieri ✓ ✓ Nebbiolo ≥85%; Arneis ≥85% (nessun


DOC a)

Valli ✓ ✓ Bianco: Chardonnay ≥60%; Rosso: (nessun


Ossolane Nebbiolo, Croatina, Merlot ≥60% a)
DOC

Valsusa DOC ✓ Avanà/Barbera/Dolcetto/Neretta/Bec (nessun


uét ≥60% a)

Verduno ✓ Pelaverga ≥85% (nessun


Pelaverga a)
DOC

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