Dante
Inferno: Dal 1 al 9 cerchio si trovano i dannati
Purgatorio: Composto da 7 cornici, dove si trovano le anime in purificazione
Paradiso: Che si sviluppa attraverso 9 cieli, dove si trovano le anime beate
1- Registro Elevato
Dante usa uno stile elevato per trattare argomenti di grandi importanza, come la dignita
divina, savezza dell’anima e il concetto di giustizia divina. Il linguaggio è poetic, solenne e
ricco di simbolismi. Questo registro è particolarmente presente nel Paradiso, dove la
lingua riflette la perfezione e l’armonia divina
2- Registro Mediante
Qui Dante adotta uno stile che è in grado di esprimere un contenuto complesso, ma senza
l’uso di toni troppo solenni. È un linguaggio più accessibile rispetto a quello del Paradiso,
ed é usato soprattutto nell’Inferno e nel Purgatorio, dove trattano temi come il paccato, la
purificazione e la redenzione. Il registro é ancora elevato ma con un’attenzione maggiore
alla comprensione da parte del lettore,.
3- Registro Basso
In alcune sezioni dell’opera, Dante adotta un registro più semplice, vicino al parlato, per
discrivere situazioni terrene o per parlare di personaggi umili. Questo registro è spesso
presente nei dialoghi tra i dannati o i beati, quando vengono trattati argomenti di carattere
più quotidiano, Il linguaggio, pur rimanendo poetico, è meno ricercato rispetto agli altri
registri.
Canto I do Purgatório de Dante
1- I primi versi che aprono la seconda cantica sono dedicati al proemio ed alla
invocazione alle Muse – nello specifico Calliope, la musa il cui nome significa “dalla
bella vece” e che prottegeva la poesia epica – per sottolineare il cambio di
argomento e di stile della cantica ( in accorda cn la tripartizione degli stili della
poetica medievale) Il modello di riferimento é ovviamente Virgilio
2- Vieni ultilizzata la metafora la navicella, per indicare l’ingegno del poeta
Sommario del Canto 1
Si appre con Dante e Virgilio che approdano su una spiaggia, all’inizio del monte del
Purgatorio. Qui, Dante si trova a metà della sua discesa dal viaggio nell’Inferno e la sua
ascesa verso il Paradiso.
• Il paesaggio: Dante descrive la scena all’inizio del Canto con un paesaggio luminoso
e sereno, un contrasto netto rispetto all’oscurità e allterrone dell’Inferno. Il
Purgatorio è rappresentato come un luogo di speranza, dove le anime sono
destinate a purificarsi e ascendere verso il Paradiso.
• L’encontro con le anime: Le anime purganti sono descritte come anime di coloro
che hanno pentito i propi peccati. Inizialmente, Dante non vede nessuna anime in
particolare, ma senti dei suoni di canti celestiali porvenienti dall’interno
dell’Purgatorio
• Il paesaggio simboloico: La montagna è simbolo di ascesa spirituale, un cammino
che porta all’iluminazione e alla purificazioni. Le anime si trovano in un luogo dove
è ancora possibile compiere atti di penitenza, ma anche di speranza ]
• Il canto degli angeli: All’inizio, Dante sente il canto di alcuni angeli che danno il
benvenuto alle anime che entrano nel Purgatorio. La loro musica éun segno di
purificazione imminente. Dante è sorpreso dalla bellezza del canto, che evoca la
grandeza di Dio e il suo amore
• Le porte del Purgatorio: Virgillio spiega a Dante che il Purgatorio è diviso in varie
cornice (piani di purificazioni), ma prima de iniziare il percorso, devono passare
atraverso la porta del Purgatorio, che è sorvegliata da un angelo. Questa porta è
decorata con imaggini che raccontano la storia della salveza e della crezione.
Simbolismi principali
Il Purgatorio come montagna: La montagna rappresenta il cammino verso la redenzione
e la salvezza. La sua forma simbolizza anche la difficoltà del cammino spirituale, ma allo
stesso tempo la possibilità di ascensione.
Luce e tenebre: Come in tutto il poema, la luce è un simbolo della conoscenza divina e
della salvezza. Il Purgatorio è rappresentato da una luce che cresce man mano che si sale,
mentre l'oscurità dell'Inferno viene lasciata alle spalle.
1. L'arrivo sulla spiaggia
Il canto si apre con la descrizione del paesaggio. Dante e Virgilio approdano su una
spiaggia dopo aver attraversato l'Inferno. Dante si trova ora nel Purgatorio, un luogo di
purificazione, in cui le anime espiano i loro peccati prima di salire al Paradiso. La scena è
luminosa e serena, in netto contrasto con l'oscurità e il dolore dell'Inferno. Dante descrive
la luce di questo nuovo luogo come un raggio di sole che si diffonde sull'intera area.
2. L'incontro con il coro di angeli
Dante e Virgilio sono accolti da un coro di angeli che cantano lodi a Dio. Il canto degli
angeli rappresenta una musica celeste che sembra celebrare la salvezza delle anime. Le
voci degli angeli danno a Dante una sensazione di pace e serenità, segno che il Purgatorio è
un luogo di speranza e non di sofferenza eterna come l'Inferno. Dante descrive il canto
come una lode alla misericordia divina.
3. La descrizione della montagna del Purgatorio
Dante e Virgilio iniziano a salire verso la montagna del Purgatorio. La montagna è alta e
ardua, ma è anche il simbolo della redenzione e del cammino verso la salvezza. Il
Purgatorio è diviso in diversi livelli (le cornici) in cui le anime espiano i vari peccati. Ogni
cornice rappresenta un peccato specifico da purificare. In questo canto, Dante non
descrive ancora i peccatori purganti, ma l'ambiente è già un segno che l'ascesa verso il
Paradiso è possibile.
4. L'ingresso alla Porta del Purgatorio
Dante e Virgilio si avvicinano alla Porta del Purgatorio, che è sorvegliata da un angelo. La
porta è descritta come una porta splendente, simbolo di salvezza. L'angelo che la
custodisce è un custode della giustizia divina e rappresenta la misericordia di Dio. L'angelo
esamina le anime purganti e le accoglie nel Purgatorio. Qui si riflette l'idea che solo coloro
che si sono pentiti sinceramente possono entrare nel Purgatorio e purificarsi. La porta è
decorata con scene che narrano episodi biblici, in particolare della creazione e della
salvezza.
5. La preghiera e il dialogo tra Dante e Virgilio
Alla fine del canto, Dante esprime il suo stupore e la sua riflessione sul cammino che sta
per intraprendere. Virgilio, come guida, lo rassicura e gli spiega che l'ascesa verso la
salvezza è possibile, ma che richiederà fatica e dedizione. La scena si chiude con l'invito di
Virgilio ad avanzare verso la purificazione, segnando così l'inizio del cammino di Dante
attraverso il Purgatorio.
Introduzione
Il Canto I del Purgatorio apre il secondo Cantico e le porte al viaggio di Dante nel
secondo dei regni ultraterreni. Il primo canto del Purgatorio è cruciale perché
segna la transizione di Dante da un regno di disperazione a uno di speranza,
simboleggiata dall'ascesa dall'Inferno al Purgatorio. Introduce il concetto di
pentimento, con anime pronte a purificarsi dai loro peccati.
Nel verso 7 troviamo il verbo "resurga", che riassume sinteticamente il tema
dell’intero Canto I del Purgatorio: la resurrezione delle anime, o meglio, il loro
cammino di purificazione ed espiazione dei peccati con l’obiettivo di ottenere la
salvezza e così ascendere al Paradiso. Un’intenzione evocata anche
dall’ambientazione spazio-temporale di questo primo Canto del Purgatorio: è la
Domenica di Pasqua, giorno in cui i cristiani celebrano la resurrezione di Cristo, e
la spiaggia dove si trovano Dante e Virgilio è avvolta dalla luce dell’aurora, allegoria
della luce della Grazia divina che abbraccia le anime del Purgatorio, salvate dalla
dannazione eterna, così come simbolo della speranza ritrovata dopo l’oscurità
dell’Inferno.
Ci troviamo, dunque, in un ambiente sereno e fiducioso; questo si traduce in uno
stile elevato che accompagnerà tutto il Cantico.
Purgatorio, Canto I: Personaggi
Canto I del Purgatorio: riassunto narrativo
Versi 1-12. Dopo aver lasciato il terribile mare dell’Inferno, Dante è pronto a
cantare con più calma il secondo regno dell’aldilà, il Purgatorio, nel quale l’anima
viene purificata per poter accedere al Paradiso. Il poeta invoca l’aiuto delle Muse e
in particolare di Calliope, chiedendole di assisterlo con lo stesso canto con cui
sconfisse le Piche.
Analisi del Canto I del Purgatorio: Elementi Tematici e Narrativi
Un secondo proemio
Abbiamo visto come il Canto I e il Canto II dell’Inferno abbiano assunto un ruolo
preminente, rispettivamente, nella Commedia e nel suo primo Cantico. Il Canto I
del Purgatorio, aprendo le porte a un regno ultraterreno differente, presenta
inevitabilmente le caratteristiche di un nuovo inizio e sviluppa il suo proemio
secondo la bipartizione canonica dei poemi classici:
• Protasi, in cui viene presentato il tema da trattare; nel caso del primo
Canto del Purgatorio corrisponde ai versi 1-6;
• Invocazione alle Muse, in questo Canto rintracciabile nei versi 7-12.
In particolare, Dante decide di iniziare il secondo Cantico della Commedia con
un’invocazione a Calliope, la musa protettrice della poesia epica, già invocata da
Virgilio nel Libro IX dell’Eneide. Attraverso questa figura, Dante richiama il mito
delle figlie di Pierio, re della Tessaglia (o della Macedonia). Secondo la mitologia,
esse osarono sfidare le Muse in una gara di canto e furono sconfitte dalla voce
melodiosa di Calliope che, per punirle, le trasformò in gazze, costringendole a
gracchiare stridule per l’eternità. In questo modo, il poeta pone il Canto I del
Purgatorio – e, con esso, l’intero Cantico – sotto l’ammonimento contro la
superbia. Senza umiltà, infatti, la salvezza delle anime, il fine ultimo della seconda
vita ultraterrena, non potrebbe essere raggiunta.
Le allegorie nel canto d’apertura
Nel Purgatorio, Dante mantiene un livello allegorico nella sua scrittura. Le quattro
stelle della nuova costellazione dell’emisfero australe simboleggiano le quattro
virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza, temperanza), qualità innate
nell’uomo fin dalla sua origine, ma che nel tempo si sono perdute. Anche nel
personaggio di Catone troviamo una forte allegoria: l’Uticense rappresenta la
libertà. Inoltre, la fretta con cui Virgilio tesse il cinto penitenziale rappresenta
l’umiltà. Quando Virgilio si rivolge a Catone con un tono eccessivamente
lusinghiero, Dante vuole descrivere il disagio dell’uomo moderno, della ragione
quando incontra il mondo della Grazia. Infatti, nel viaggio di Dante, Virgilio è il
simbolo stesso della ragione umana.
Per Dante, la razionalità, la bontà e l’intelligenza non sono più sufficienti per
garantire la salvezza dell’uomo, ma è necessaria una luce che splenda dall’alto.
Questa luce sarebbe il potere divino, che lo stesso Virgilio non poté ricevere
perché era pagano.