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L'Impero Romano rappresenta una delle civiltà più influenti e durature della storia

mondiale, le cui radici affondano nella leggendaria fondazione di Roma nel 753 a.C.
La storia romana è convenzionalmente suddivisa in tre periodi: la Monarchia (753-
509 a.C.), la Repubblica (509-27 a.C.) e l'Impero (27 a.C.-476 d.C. in Occidente).

La transizione dalla Repubblica all'Impero fu segnata da una profonda crisi


istituzionale e guerre civili, culminate con la vittoria di Ottaviano, pronipote e
figlio adottivo di Giulio Cesare, nella battaglia di Azio nel 31 a.C. Nel 27 a.C.,
Ottaviano ricevette dal Senato il titolo onorifico di Augusto, diventando di fatto
il primo imperatore e inaugurando l'Età Imperiale. Con Augusto, Roma entrò in
un'epoca di stabilità e fioritura nota come Pax Romana, che durò circa due secoli.

L'Impero raggiunse la sua massima estensione territoriale sotto l'imperatore


Traiano (98-117 d.C.), arrivando a comprendere vasti territori dall'Europa
occidentale al Nord Africa e al Medio Oriente. Sotto la guida dei cosiddetti Cinque
Buoni Imperatori (Nerva, Traiano, Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio, 96-180
d.C.), l'Impero conobbe il suo apice in termini di forza, stabilità e prosperità.
La civiltà romana si distinse per l'eccellenza nel diritto (ius), nell'ingegneria
(strade, acquedotti, ponti), nell'architettura (il Colosseo, il Pantheon) e
nell'amministrazione. La sua lingua, il latino, divenne la base delle successive
lingue romanze e il suo sistema giuridico ha influenzato in modo decisivo lo
sviluppo del diritto occidentale.

Tuttavia, già nel III secolo d.C., l'Impero fu scosso da una crisi multifattoriale:
invasioni barbariche ai confini, instabilità politica con frequenti cambi di
imperatore (l'anarchia militare), svalutazione della moneta e difficoltà
economiche. La riforma della Tetrarchia di Diocleziano (284-305 d.C.) tentò di
stabilizzare il governo dividendo l'Impero in una parte occidentale e una
orientale, ma questo non fu sufficiente a garantirne l'unità a lungo termine.

Un altro imperatore cruciale fu Costantino I (306-337 d.C.), che legalizzò il


Cristianesimo con l'Editto di Milano nel 313 d.C. e spostò la capitale a Bisanzio,
ribattezzata Costantinopoli (l'odierna Istanbul), rafforzando l'Oriente. La
divisione definitiva avvenne nel 395 d.C. con Teodosio I.

L'Impero Romano d'Occidente continuò il suo inesorabile declino, incapace di


gestire le crescenti pressioni delle migrazioni dei popoli germanici ("barbari").
Il tracollo è convenzionalmente fissato al 476 d.C., quando il capo germanico
Odoacre depose l'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo Augustolo. L'Impero Romano
d'Oriente, noto come Impero Bizantino, sopravvisse invece per quasi un altro
millennio, mantenendo viva l'eredità romana fino alla caduta di Costantinopoli per
mano dei Turchi Ottomani nel 1453. Nonostante la sua fine in Occidente, l'Impero
Romano ha lasciato un'impronta indelebile nella storia, plasmando la cultura, la
politica, la legge e la lingua dell'Europa e del mondo occidentale.

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