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Storia 24

Appunti di storia della musica 2 IV parte

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Giuseppe Cavone
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mostrare le sue conoscenze in materia e ovviamente la sua inventiva, era solito

prendere un tema nelle sua struttura essenziale e svilupparlo in tutte le sue


possibilità; per cui la prima fase compositiva era l'imitazione iniziale
dell'elemento melodico.
FUGA: è il veicolo più significativo dell'estro artistico di Bach. Composizione
fondata su procedimenti contrappuntistici imitativi applicati a brani sia
strumentali che vocali o ad una combinazione di entrambi.
Non ha uno schema rigido.
Procedimento compositivo basato sulla tecnica delle elaborazione
contrappuntistica rigorosa di un unico elemento tematico chiamato soggetto.
Esposizione del soggetto(tema) alternativamente alle voci (4-3 nella maggior
parte delle fughe). Risposta(riproposta del tema) nella tonalità di tonica o di
dominante e contrariamente in controcanto detto controsoggetto(secondo
tema).
Nell'esposizione soggetto e risposta devono comparire almeno una volta in
tutte le voci le entrate del soggetto si effettuano su altezze diverse ma senza
un ordine preciso. La risposta può essere reale se la ripresentazione del
soggetto è rigorosamente canonica tonale se subisce una o più modificazioni.
Può avere 2 o più soggetti ciascuno dei quali presenta un esposizione e può
avere anche più di un controsoggetto. L'elemento cardine è il soggetto nelle
varie voci la fuga non segue alcuno schema convenzionale, il materiale
espositivo viene elaborato secondo i principi delle modulazione, della variazione
dell'imitazione.
L'elaborazione dei motivi presenta zone alterne di tensione e distensione che
spesso cul.
Ogni fuga è a se stante poiché nello sviluppo della trama contrappuntistica
sono molto varie le soluzioni.
C'è assoluta parità tra le linee melodiche. Nel XVI sec il termine fuga si riferiva
all'impiego dell'imitazione canonica. I tedeschi usavano il termine fuga come
sinonimo di ricercare o di canzone francese invece che
ricercare/fantasie/canzoni ritroviamo un unico elemento tematico presentato
ogni volta con alterazioni ode elaborazioni diverse.
La fuga dell'epoca di Bach si distingue in quanto basata su un impianto tonale
con tutte le attrazioni armoniche gravitanti intorno ai centri tonali ben defunti.
Molte fughe di Bach furono concepite con finalità didattica e tra questi
comparivano i 2 volumi sul clavicembalo ben temperato il primo pubblicato nel
1722 e il secondo nel 1744 in ognuno ci sono 24 preludi e 24 fughe per ognuna
delle tonalità maggiore e minore. Evidente è l'intenzione di Bach di sfruttare
tutte le possibilità tecniche offerte dagli strumenti a tastiera a suono fisso di
suonare in tutte le tonalità con il sistema di accordatura detto temperamento
equabile.
L'intento era quello di superare le differenze d'intonazione esistenti fra diesis e
bemolli negli strumenti a tastiera: l'ottava fu per tanto suddivisa in 12 semitoni
uguali senza distinzione fra diverse grandezze di semitoni.
Bach non è stato il primo che ha proposto questo genere di sistema. Nel 5/600
abbiamo Vincenzo Galilei e Giovanni Maria Artusi (a livello teorico)e Fischer
(sul piano pratico)(la raccolta di Fischer comprende una serie di preludi e fughe
per organo in 20 tonalità).
Un'altra raccolta creata per finalità didattiche è la Clavier-Ubung (esercitazioni
per tastiera) in 4 parti:
-la prima comprende 6 suites intitolate Partite ciascuna preceduta da un entreè
di volta in volta diversa (insieme di movimenti di danza come l'allemanda).
-Nella seconda parte troviamo composizioni riassuntive dei tratti stilistici della
musica orchestrale francese e italiana
-La terza parte comprende 4 duetti eseguiti su un organo positivo.
-La Quarta parte è nota anche come VARIAZIONI GOLDBERG la composizione
fu scritta per Goldberg un giovane clavicembalista allievo di Bach Capolavoro di
teologia. Filosofia e musica: al suo interno Bach esprime tutte le sue
conoscenze con riferimenti al timeo..di Platone. Le variazioni Goldberg sono un
insieme di 27 pezzi in chiaro omaggio alla trinità (3-3-3 le basi
dell”””oatechiesi”””). Si apre con un preludio in Mib Magg (3b) e si chiude
smpre in Mib. La fuga ha un triplo tema il primo dedicato alla figura di Dio
padre che nessuno ha mai visto per cui raffigurata con valori più lunghi, la
seconda è dedicato al figlio fatto uomo e il terzo allo spirito santo (raffigurato
come una colomba) espressione di leggerezza, descritto con valori più corti. I
tre temi si mescolano tra loro la prima parte della tripla fuga è di 36 battute, la
seconda 45 e la terza 36 (multipli 3). le variazioni Goldberg insieme all'offerta
musicale e all'Arte della fuga costituiscono gli esempi più stupefacenti della
tecnica contrappuntistica di Bach. In queste 3 composizioni l'elemento comune
è il tema che viene manipolato fino al limite delle sue possibilità per il resto
sono 3 opere differenti nelle quali non è segnata la strumentazione. L' OFFERTA
MUSICALE presenta sotto diverse disposizioni un “thema regium” proposto da
Federico II il Grande. Nella sua presentazione si evince dalle iniziali la parola
ricercare che è il titolo dei brani più importanti la raccolta è formata da 9
canoni elaborati nei modi più disparati; una fuga canonica; due fughe e una
sonata in 4 movimenti per flauto, violino e continuo.
L'ARTE DELLA FUGA è l'opera in cui Bach dimostra di saper unire la padronanza
della tecnica contrappuntistica e la spontaneità espressiva inconfondibile. Nella
partitura autografa mancano le indicazioni relative all'organico, al tempo, alla
dinamica. L'opera fu concepita per lo studio e destinata a conoscitori del
sistema contrappuntistico. È formata da 19 brani su un unico tema in ordine di
complessità divise in 14 fughe semplici, 4 canoni e una fuga finale a 3 soggetti
il 3° dei quali viene annunciato sulle note che secondo la nomenclatura tedesca
formano il nome di Bach (B:sib, A:la ecc).

LE CANTATE E LE PASSIONI DI BACH


l'attività creatrice di Bach sia per qualità che per quantità verte sulle cantate
sacre e sulle due monumentali Passioni. Sono composizioni eseguite
nell'ambito delle funzione religiosa luterana: le cantate durante le domeniche e
nei giorni di festa, mentre le Passioni durante la settimana Santa. Il contenuto
spirituale delle cantata era basato sulle letture bibliche del giorno: la musica
era complementare al sermone.
In origine la cantata protestante si collocava tra 2 diversi tipi di composizioni
sacre: concerto sacro per una o poche voci e il mottetto concertato per coro. Si
introdussero poi melodie di corali all'interno di queste composizioni dando
forma alla Cantata-corale. Le frasi melodiche prescelte venivano presentate
come cantus firmus, un genere a valori larghi affidato ad una voce o al basso.
L'intera melodia o alcune parti venivano elaborate contrappuntisticamente
Articolate in più sezione tutte raccordate con la melodia del corale. Una delle
prime raccolte delle cantate era di Schieidt “Nuovi concerti sacri”. I testi della
cantata-corale erano tratti dalla Bibbia.
Sempre in questo periodo la cantata assunse la forma per coro, solisti e
orchestra. Intorno al 700 sulla cantata sacra luteriana si fece sentire l'influsso
dell'opera seria e della cantata da camera italiana mediante l'introduzione del
recitativo e di molti tipi di arie soprattutto di quelle con il da capo. Bisognava
per cui provvedere all'aggiunta di nuovi testi per le 3 parti del solista.
(recitativo, arioso e aria) e i pezzi per il coro. A questo hanno provveduto poeti
minori, quasi sempre pastori luterani. A questi furono aggiunti anche testi di
carattere sentimenti inerenti al periodo a cui era destinata la cantata. Nacque
un movimento di credenti denominato “Pietismo” secondo cui ogni fedele era
libero di sentire spontaneamente la propria religione. Per cui la musica del
melodramma e della cantata itaiana offrivano un modello straordinario per
esprimere i sentimenti suscitati dalla fede.
A soddisfare la richiesta di nuovi testi fu per primo il pastore Neumeister i cui
testi dovevano trasmetere un determinato affetto meditativo. Bach compose 5
cantate su testi di Neumeisten.
Nelle sue opere Bach adopera una molteplicità di combinazioni di testi con una
distribuzione di pezzi solistici e corali differente di cantata in cantata.
La maggior parte delle sue cantate contengono recitativi, duetti, arie e
terminano di regola con un corale a 4 voci prevalentemente omofono, per
permettere ai fedeli di cantarla.
Nel corale Bach dimostra la sua grande capacità di allineare stili diversi.
Il rito luterano aveva una durata media di 4 ore.
La cantata della durata di 20-30 minuti era interrotta a metà per il sermone,
per cui questa è come se lo r.
le voci hanno tutte la stessa importanza. Ne ha scritte + di 300. il carattere
della cantata dipende dall'argomento trattato dal testo. Delle 5 PASSIONI che
Bach scrisse ce ne sono pervenute solo due per intero: Passione seondo
Giovanni e secondo Matteo. Furono concepite secondo lo schema delle
“Passioni-oratorio” e la borata su un testo poetico ispirato al tema delle
Passioni di Cristo.
L'impianto generale prevede:
-brani per coro in stile mottettistico;
-corali liturgici in stile mottettistico
-recitativi semplici e accompagnati
-arie a più voci spesso accompagnate da strumenti
il testo è formato da:
-testo evangelico della Bibbia
-liberi testi con funzioni di commento al testo della Bibbia
-corale liturgico.
Eseguita durante la settimana santa
Ha scritto anche 3 oratori:
-oratorio per l'Ascensione: 9 brani
-per la Pascqua: 11 brani
-per Natale

Nelle passioni secondo Matteo, Bach attinge all'intero repertorio delle forme
tratte dalla musica sacra e profana: recitativi semplici e accompagnati, ariosi
arie italiane col da capo, con polifonia ecc.
in entrambe le due passioni Bach utilizza elementi stilistici per illustrare meglio
il testo, ad esempio in secondo Matteo si trovano intervalli di semitono che
simulano il pianto e i salti di ottava in corrispondenza della parola “a lungo???”.
Come molti maestri del suo tempo Bach fa uso di figure retoriche msuciali con
un significato ben preciso. Ad esempio in movimento discentente cromatico per
semitono assume il sentimento di addio, motivi intercalati da pause
rappresentano i sospiri ecc. bach usava per rendere al meglio l'espressione del
testo.

LE OPERE STRUMENTALI DI BACH


Bach scrisse una quantità considerevole di composizioni strumentalim non
databili con precisioni, molti dei quali andati perduti.
Stra i lavori strumentali più importanti ci sono i CONCERTI BRANDEBURGHIANI
dedicati al Margravio di Brandeburgo il quale invitò Bach a fornirgli alcune sue
composizioni.
Sono concepiti come una sorta di piccolo campionario dimostrativo delle
variegate risorse esecutive associate al concerto solistico solistico e d'insieme
con un organico di volta in volta differente. L'aspetto formale prevede 3
movimenti veloce-lento-veloce (tranne il primo concerto) in cui i movimenti
veloci rispettano la forma col ritornello, quello centrale invece basato su uno
stile cantabile.
La composizione riprende un attimo le fattezze del concerto vivaldiano ma
reinterpretate da Bach. Mentre in Vivaldi vige il criterio di differenziazione tra
“solo” e “tutti” in Bach vi è frequentemente un interpretazione tra il “tutti” e il
“solo” che nella maggior parte dei casi sono legati tematicamente.
Nel movimento iniziale del Quinto concerto, il clavicembalo centrale esegue
figurazioni virtuosistiche, mentre all'accompagnamento orchestrale sono
affidate parti del ritornello (posizione di prestigio del clavicembalo rispetto
l'orchestra, piuttosto che realizzare il solito basso continuo).
Tra i lavori orchestrali di Bach occupano un posto di rilievo le 4 OVERTURES
scritte tra il 1718-25. Sono composizioni in stile francese che si presentavano
molto bene in ambienti fastosi come quelli di corte.
All'epoca col termine Overture si indicava una suite di danze che seguiva il
brano di apertura di ciascun lavoro strumentale. L'overture iniziale è un genere
in stile francese con una parte lenta e maestosa in ritmo puntato e una sezione
veloce in stile fugato.
Bach ha anche scritto molti lavori cameristici per strumento solo, per 2, 3,
strumenti, con basso continuo, nei quali il clavicenbalo ha la funzione di
strumento concertante. C'è la raccolta di 3 sonate e 3 partite per violino solo
senza accompagnamento. In genere le sonate seguono lo schema di 4 tempi
adagio, fuga, andante, allegro, mentre le partite adottano una successione di
danze secondo il classico schema della suite.
La secolare arte organistica trova in Bach il supremo coronamento. Alle
composizioni per organo ha dedicato buona parte della sua vena creativa.
Di questo periodo sono anche le musiche per organo libere, non quindi basate
su un corale: composizioni chiamate “toccate”, “preludio” o “fantasia”.
GLI ORATORI INGLESI DI HANDEL
Handel ha scritto una quarantina di opere serie, rappresentate quasi tutte a
Londra (1711-1741). le opere rispecchiano il disegno drammaturgico e i
modelli stilistico-musicali del dramma serio italiano del primo quarto del 700.
handel pone l'accento sulla brillantezza e sulla potenza espressiva del canto
virtuosistico, quindi preponderanza delle arie solistiche, scarsità dei brani a più
voci e inesistenza del coro. Per il pubblico inglese l'opera italiana restava una
spettacolo esotico destinato solo agli aristocratici. Per le sue opere Handel si
avvalse solo di libretti italiani ridotti nei recitativi per conformarsi al gusto del
pubblico londinese e adattati alle esigenze dei cantanti importati dal
continente.
Handel si rivolse anche al genere dell'oratorio religioso inglese, ma specie di
teatro epico non scenico che aveva poco in comune con altre forme musicali
del continente.
È un genere di oratorio destinato ad essere eseguito nei teatri o in grandi
saloni, raramente in chiesa.
Il soggetto spesso è tratto dall'Antico testamento.
In 20 anni scrisse 20 oratori, che ebbero una fortuna ininterrotta in Inghilterra.
Nel 1732 Handel presentò presentò a londra l'”ESTHER” che diventò il prototipo
degli oratori di Handel. Il Grande successo di quest'opera lo portò a comporre
altri oratori su testi sacri, prima di passare al primo di oratori epici su soggetti
biblici nel quale ritroviamo il diamma della nascita, morte e trionfo di Cristo.
La ragione del successo degli oratori va ricercata in diversi fattori, in primo
luogo nella grandiosità di concezione e nell'espressività musicale dei soggetto
biblici. Il coro ha funzione importante come la tragedia greca, sta sia dentro
che fuori la scena.
L'attenzione che Handel presta al coro si iscrive nella tradizione del canto
corale profondamente radicata in Inghilterra e si ricollega alla pratica degli
ANTHEMS (cantate su testi in inglese perlopiù biblici).
Seppe interpretare i gusti del pubblico inglese che preferiva il canto corale e gli
argomenti biblici più che i temi delle opere italiane.
Uno degli oratori più importanti è il MESSIAH in cui viene affrontato il tema
cruciale della vera natura e missione di Cristo (portare a compimento le
profezie..).
Numerosi sono i brani corali, il più famoso è l'HALLELUJAH. Durante la prima
esecuzione il pubblico fu molto impressionato dalla sua maestosità. Dato che
Handel aveva passato gran parte della sua vita in teatro, trovano largo impiego
nel Messiah le arie solistiche di stile operistico (16), otto recitativi
accompagnati e 5 semplici entrambi molto brevi in duetto e i cori.
Altro fattore che contribuì alla fortuna degli oratori di Handel presso il pubblico
inglese fu la vena patriottica sottintesa nei soggetti biblici.
Il coro in particolare è portavoce principale delle aspirazioni della nazione e
spesso al coro compete una funzione pittorico-descrittiva della scena.
22) IL “PERIODO CLASSICO”

IL CONCETTO DI CLASICISMO MUSICALE


Con la parola Classico si indica un periodo della storia musicale compreso tra il
1750/1770 e il 1810/1820. Riferito alla grande stagione della musica
strumentale (orchestrale e cameristica) che si compendia nei nomi di HAYDN,
MOZART e BEETHOWEN, e che vide Vienna al centro di un ampia diramazione
europea, il concetto di “classicismo” musicale fu elaborato all'interno della
cultura romantica tedesca dell'800.
La musica strumentale fu per i primi romantici tedeschi la sola capace di
esprimere l'intima natura dell'arte musicale, e ad esse soltanto venne
riconosciuto il diritto di rappresentare autenticamente il classicismo.
Il terreno su cui germina il linguaggio musicale del classicismo è lo “stile
galante” (stile di accompagnamento molto semplice nella mano sinistra)
fondato sull'immediatezza comunicativa. Nuova è però la tendenza di
considerare la melodia accompagnata come un discorso tra 2 o più parti dotato
di una coerenza interna.
Ritorno all'interesse dell'arte del contrappunto: melodia e armonia si fondono
per dare possibilità di arricchire il tema mediante la tecnica della variazione e
dell'elaborazione tematica applicata a tutte le parti.
Resta comunque il gusto tipico galante: frasi melodiche ben regolate dal
principio di simmetria distribuzione tra parti principali e sussidiarie donando
comuque a queste ultime un significato motivico.
Uno dei campi preferiti di questa ricerca è il quartetto d'archi, una formazione
strumentale particolarmente adatto per l'ugualianza tra le voci del tessuto
polifonico.

LA DIFFUSIONE DELLE OPERE STRUMENTALI E IL LAVORO DEL COMPOSITORE


A partire circa dalla metà del settecento la musica strumentale si trasformò
tanto da essere reputata in epoca romantica, il veicolo più nobile per
l'espressione musicale.
La vita musicale europea subì alcune trasformazioni che portò ad una
ridefinizione della figura sociale del musicista.
Il “libero mercato” basato sul profitto che diede modo al compositore di
operare in maniera autonoma senza però interrompere col mecenatismo(corti
ecc).
Lentamente si modificarono i rapporti tra compositore esecutore e pubblico.
L'artista libero si rivolgeva con la sua opera ad un pubblico più vasto ed
autonomo, per cui sperimentava le soddisfazioni e delusioni..(negli ultimi anni
Mozart non rispondeva più alle esigenze del publico, al contrario di Haydn).
Si componeva quindi secondo il gusto del pubblico ma con qualche
innovazione. Si componeva per un interlocutore, quindi per una situazione
finanziaria. Il pubblico era eterogenio quindi il compositore doveva saper
accettare tutti.
Il destinatario della musia è un pubblico che riflette, in grado di comprendere i
valori di un discorso musicale.
La borghesia dimostro interesse nei confronti della musica, tanto da sostenere
la cultura concertistica pubblica e non.
Le diverse “Società Musicali” divennero istutuzioni sempre più importanti in cui
la borghesia e la nobiltà manifestarono la propria attenzione per la musica.
Queste istituzioni apparivano idonee ad assicurare una certa regolarità e
continuità alle attività musicali: esercitavano un influenza sulla produzione di
partiture, e che queste fossero di prim'ordine (e quindi riascoltate) oppure
sempre nuove da ascoltare e quindi produzione più elevata.
Si delineò così la figura del compositore professionista che vive principalmente
delle entrate procurategli dalle sue composizioni (commissioni enti cameristici,
vendita delle opere alle stampe, editoria ecc).
Nella seconda metà del XVIII sec la stampa e i manoscritti erano in
concorrenza. Intorno al 1770 le più importanti stamperie erano a Londra e
Parigi. In Italia Germania e Austria le copie circolavano prevalentemente in
forma manoscritta. 1780 la stampa cominciò a diffondersi a Vienna,
parallelamente alla trasformazione delle .. musicale determinata da concerti
pubblici e privati.
A Vienna molte manifestazioni si svolsero in privato, ricordiamo il Barone VAN
SWIETEN promotore di concerti domenicali di musiche specialmente di Bach e
Handel. Il barone va ricordato per essersi adoperato per la riesumazione della
musica del passato.
Il barone favorì Mozart, aiutò Haydn e Beethoven che gli dedicò la sua prima
sinfonia.
Vienna, Parigi e Londra attiravano numerosi musicisti indipendentemente dalla
loro nazionalità offrendo loro occasioni artistiche ed economiche, inesistenti in
provincia. Ciò avvenne a vienna con musicisti come Mozart, Haydn e
Beethoven.
A favorire l'afflusso a Vienna fu senza dubbio lo spirito liberatorio che invase
l'Austria: numerosi aristocratici ogni residenti organizzavano molti concerti.

IL CONCETTO DI ORIGINALITA' DELLE OPERE MUSICALI


Con l'aumento di intenditori si fece strada la tendenza a privilegiare certe
opere strumentali che presentassero dei caratteri di originalità, quindi opere di
prim'ordine dunque di essere riascoltate.
Cominciò quindi a prendere piede l'idea che il pregio di un'opera stesse nel suo
singolare valore, ossia nella sua originalità. Si passò quindi a mettere al centro
l'individualità dell'opera. Il concetto di GENIO cominciò a porsi al centro
dell'estetica musicale di fine 700, cioè di colui che aveva una grande
padronanza compositiva tradotta in espressione dei sentimenti. Cominciò
anche a farsi strada il concetto di “stile personale” inteso come espressione di
se che scaturisce dall'intimo dell'animo.
Il compositore che espiasse ad uno status indipendente, tentando di creare
opere che restino fisse nel repertorio devono abbandonare la pratica di scrivere
in fretta e con facilità e avere una maggior cura nella composizione. Ad es
Haydn non aveva una grandissima velocità di scrittura per cui procedeva per
gradi nella stesura di una partitura differentemente da Mozart il quale aveva
tutto in testa e doveva semplicemente trascrivere.
Il ruolo del compositore tende a staccarsi da quello del virtuoso interprete o dal
comune memrbo di un orchestra. Così lo spazio aperto all'improvvisazione si
restringe.
LA FORMA SONATA
un procedimento compositivo che fu molto adoperato nel periodo classico è la
FORMA SONATA. Si tratta di un principio compositivo fondato
sull'organizzazione coerente e unitaria di elementi armonico-tonali e tematici,
che si succedono secondo momenti di tensione e riposo. È adoperata nei primi
movimenti di una qualsiasi composizione strumentale.
I principali autori della teorizzazione furono tre autori di trattati di
composizione che influirono sulle didattica musicale: REICHA che fornì una
serie di norme da seguire nella composizione, secondo cui un primo tema, alla
tonica, nella prima sezione passa ad un secondo tema alla dominante tramite
un passo modulante (Sviluppo).
Ciò fu poi ampliato da Czerny e Marx. Marx ricava lo schema delle forma
sonata da Beethoven, fu il primo infatti a darne questa denominazione. Marx
da importanza all'ordine e al carattere dei temi, mentre questioni armoniche e
strumentali sono in 2° piano.
Fattori costituii dalla forma-sonata sono in effetti, le interazioni e le correlazioni
tra elementi tematici ed elementi tonali.
Nell'analizzare un movimento in forma-sonata alle volte è possibile imbattersi
in eccezioni offerte dalle opere dei musicisti.
È difficile definire un unica forma sonata. Si praticavano invece delle forme
sonate che offrivano al compositore ampia libertà di scelta sui metodi da
adottare per sostenere con coerenza una struttura compositiva.
È da tenere presente infatti che i compositori lavoravano all'interno di stili e di
tradizioni comuni.
La forma sonata è definita quindi come interazione e correlazione tra elementi
tematici ed elementi tonali.
È divisa in 3 sezioni: esposizione(prevede 2 temi: se il I è al maggiore, il II
sarà alla dominante, e se il I è minore il II è maggiore), sviluppo(l'elaborazione
dei materiali dell'esposizione) e ripresa con coda. (tipica in Beethoven)
Si da sfogo a quella che è la vena creativa del compositore.
Nell'esposizione Mozart crea un'opposizione tra i 2 temi mentre Haydn variava
un unico tema. Un tipo particolare di forma-sonata, che di solito è usato nei
movimenti finali di un opera strumentale, è chiamata Rondò-Sonata nella quale
il ritornello del rondò viene posto nell'esposizione, nello sviluppo e nella
coda(ritornello finale).

IL CONCERTO SOLISTICO
Il concerto inteso come dialogo tra strumento solista e orchestra, ebbe
notevole sviluppo dal XVIII sec.
Carattere principale del concerto solistico del periodo classico è il contrasto
dinamico tra solista ed orchestra, molto più marcato rispetto a quello del 700.
si impose come protagonista e solista il pianoforte, rispetto al violino che passa
in secondo piano.
Un grande apporto di concerti per tastiera fu dato dalle regioni austro-
germaniche con:
-Carl Philipp Emanuel Bach (52 concerti clavicembalo e orch.)
-Wagenseil (numerosi concerti per clavicembalo/organo/fortepiano e complesso
d'archi).
Al pianoforte arriviamo tramite un passaggio dal clavicembalo le cui corde
erano pizzicate al clavicembalo e quindi al pianoforte le cui corte erano
percosse.
Alla definitiva affermazione del pianoforte come strumento solistico ci pensò
Johanne Christian Bach (figlio minore di [Link] Bach e fratellastro di
[Link] Emmanuel) il quale inserì nei suoi concerti 3 movimenti, cantabilità
dei movimenti lenti, i procedimenti di accompagnamento alla mano sinistra
nella forma del basso detto “albertino”, chiara e simmetria articolazione delle
frasi musicali.
Haydn dimostrò scarso interesse per il concerto solistico.
Mozart invece scrisse concerti per tutti gli strumenti eccetto violoncello, tromba
e trombone. Produsse 23 concerti per pianoforte e ochestra di 6 risalenti al
periodo di Salisburgo e gli altri a Vienna. La maggior parte di questi fu scritta
per se stesso.
Mozart portò il genere del concerto per pianoforte ad un alto grado di
complessità formale e di ricchezza espressiva. L'orchestra dialoga col solista e
ai legni sono affidate parti importanti.

LA SINFONIA DA CONCERTO
nel periodo classico la SINFONIA DA CONCERTO subì le maggiori modifiche. Fu
modernizzata la tecnica orchestrale e si standardizzò la formazione orchestrale.
In 80 anni furono composte 12 mila sinfonie questo perché c'era molta
domanda seria da parte degli enti concertistici.
Nella seconda metà del 700 il centro della musica strumentale passò dall'Italia
alla Germania.
Il cambiamento più significativo fu la definitiva separazione della sinfonia da
concerto dalla sinfonia-overtoures avanti l'opera. Le overtoures dovevano
avere un collegamento al testo dell'opera, per cui le overtoures assunsero
movimento unico e pochissime erano idonee ad essere utilizzate come brano
da concerto. La separazione portò quindi alla caratterizzazione della “sinfonia
da concerto”, la quale prevedeva da 3 a 4 movimenti, sempre più estesi, come
considerazione della musica strumentale.
A partire dal 1750/60 circa la sinfonia venne articolata in 4 movimenti
Allegro(forma sonata), Andante, Minuetto e Presto(forma sonata o rondò).
Alcuni sinfonisti attivi a Vienna usavano anteporsi all'Allegro iniziale un
introduzione lenta.
In voga in Francia fu la sinfonia in 2 o 3 movimenti (Allegro-andante o Allegro-
andante-presto).
Uno dei capolavori è la sinfonia concertante K364 per violino, viola e orchestra
di Mozart (Mib magg).
La scrittura orchestrale venne ora concepita come mediazione e graduale
trapasso tra l'una e l'altra massa di volume e colore timbrico, quindi scambio e
sfruttamento delle peculiarità timbriche dei gruppi di strumenti ben distinti
l'uno dall'altro.
Il nuovo stile di orchestrazione invece richiede che tutte le parti vengano
segnate(parti basso continuo divise tra violoncello, contrabbasso e fagotto,
mentre trambe e corni assumeranno funzione di strumenti di armonia).
La responsabilità di guidare l'orchestra è data al primo violino.
Nell'ultimo ventennio del 700 le compagnie orchestrale assunse una
formazione fissa rimasta invariata più o meno fino ai giorni nostri(archi, 2flauti,
2clarinetti, 2oboi, 2fagotti, ottoni 2 trombe 2 corni). I timpani sono il
fondamento ritmico dell'orchestra e hanno parti a parte rispetto alle trombe.

GIOVANNI BATTISTA SAMMARTINI(1700-1775) E LA SCUOLA LOMBARDA


Studi musicologici hanno assegnato a Sammartini e alla cerchia di compositori
lombardi a lui vicini, un ruolo importante della definizione del nuovo stile
classico, soprattutto in campo sinfonico. Le sinfonie di Sammartini sono più
ampie rispetto alle overtures operistiche dei suoi predecessori italiani,
mostrarono una maggior varietà del carattere dei movimenti e grande capacità
di differenziazione e contrasto dei temi.
L'orchestrazione di Sammartini usa una scrittura accurata con un buon profitto
dei fiati. La struttura orchestrale non presenta difficoltà di esecuzione, ma è
piena di motivi accattivanti ed effetti d'archi. Stile piacevole di facile
comprensione.
La produzione di Sammartini riguarda principalmente le sonate per 3 o 2 violini
e basso continuo e le 68 sinfonie che coprono tutto l'arco della sua carriera.
Intorno alla metà del 700 erano frequenti manifestazioni musicali a Milano e
nelle città vicine.
Sammartini ebbe in parte ottima in queste manifestazioni, tanto che per
l'esecuzione degli strumentisti fondò l'Accademia Filarmonica.
Al contrario di molti altri musicisti svolse la sua attività in patria. Fu maestro di
cappella e organista nelle nove chiese …, scrisse opere vocali sacre. La maggior
parte della sua produzione, di circa 400 opere strumentali e vocali, ci è nota
attraverso un gran numero di copie manoscritte o di stampe avvenute in
Francia e Inghilterra.
Intorno a Sammartini si formò una vera e propria scuola strumentale che
contribuì ulteriormente ad affermare Milano come importante centro sinfonico.
Il contributo di Sammartini e della sua critica condusse alla seconda
generazione di sinfonisti italiani, di cui il più prolifico è Boccherini, celebre
violoncellista e autore di quasi 500 opere strumentali tra cui una 30na di
sinfonie.

LA SCUOLA SINFONICA DI MANNHEIM


tra il 1778 Mannheim fu sede di un importante scuola sinfonica che vide
coinvolti un nutrito gruppo di valenti strumentisti e compositori. Fervido
sostenitore delle atività musicali a Mannheim fu il principe elettore della corte
di Pfalzbayern (Carl Theodor). Sotto il suo regno l'orchestra di corte divenne
una delle orchestre più grandi e abili d'Europa. Nel 1745 la cappella contava 48
membri, 2 anni dopo 61 e nel 1778 ben 90.
Da questa orchestra venivano eseguite le opere di Jommelli e Traetta.
Il repertorio poteva contare anche opere scritte da suoi componenti. Questi
lavori si distinguevano per lo sfruttamento delle possibilità dinamiche,
coloristiche ed espressive dell'orchestra. Un effetto molto celebre di quest
orchestra è il grande contrasto tra forte e piano.
Data l'eccezionale bravura degli orchestrali di Mannheim questa superava tutte
le altre orchestre in rigore, precisione e brillantezza.
SONORITA': l'orchestra raggiunge equilibrio tra archi e fiati. I fiati iniziarono ad
assumere un ruolo solistico.
ARMONIA: predilezione per la stabilità armonica ottenuta dall'allungamento
ritmico armonico, uso del pedale di tonica.
RITMO: marcato e maestoso, andamento sincopato per creare tensione nei
crescendi. Accelerandi, ritenuti..
FORMA: utilizzo della forma sonata, modello di riferimento per la stabilità dei
temi e l'instabilità delle parti modulanti.
JOHANN STAMIZ fu l'iniziatore della scuola di Mannheim e sotto la sua guida
l'orchestra guadagnò le qualità espressive e la brillantezza d'esecuzione che
stupirono i contemporanei.

LA MUSICA PER PIANOFORTE


Dal 1750 il pianoforte all'epoca chiamato fortepiano, costituì un importante
mezzo di diffusione della musica fino al XX sec.
Ideato a Firenze da BARTOLOMEO CRISTOFORI, inizialmente chiamato da lui
“grancembalo col piano e forte”, conteneva già parti della meccanica del
pianoforte attuale.(applicazione martelliera al clavicembalo che rendeva
possibile produrre l'intensità del suono attraverso la pressione).
Nel secondo 700 si passò a perfezionare il pianoforte. In Germania, Vienna e
Londra.
Dal 1770 lo strumento allargò la base d'intensità: entrò nelle case delle
famiglie nobili e benestanti e nelle sale da concerto londinesi, viennesi,
parigine e tedesche.
Si cominciò così avere una grande letteratura per questo strumento, che diede
nuovo impulso all'editoria musicale (brani didattici di tecnica, brani di facile
esecuzione per pianisti amatoriali, e le sonate)
verso la fine del 700 le sonate per pianoforte era in 3 movimenti distinti (1°
veloce, quasi sempre in forma sonata, il secondo lento nella forma A-B-A', il 3°
rondò)

L'OPERA PIANISTICA DI MUZIO CLEMENTI


tra i metodi per pianoforte, un posto di rilievo è quello di Muzio Clementi, col
suo “Introduction to the art of playing on the Piano-Forte” pubblicato a Londra
1801.
tra il 1817 e 1826 Clementi pubblicò a Londra 3 volumi dal titolo GRADUS AD
PARNASUM(salita al parnaso) è un'opera didattica. 100 esercizi ognuno dei
quali mira allo sviluppo di una tecnica pianistica.
Clementi è la figura più rappresentativa del pianismo nel periodo classico.
Fu tra i primi compositori a convogliare la sua creatività in un unico strumento
quale il pianoforte, donandogli anche toni orchestrali.

FRANZ JOSEPH HAYDN


tra i compositori attivi nella seconda metà del XVIII sec Haydn probabilmente
fu il compositore più grande di tutti i tempi. Contributo importante nella musica
strumentale.
Nella sa carriera di oltre 50 anni scrisse poco meno di mille opere che
comprendevano diversi genere (musica sacra, opere serie, comiche nello stile
italiano, cantate, sinfonie..), grandi opere nonostante fossero commissioni e
con molte richieste. È da considerare l'ultimo grande frutto del mecenatismo.
Uno dei grandi meriti di Haydn è stato quello di saper unire la sua maestria per
il contrappunto e l'uso di espressioni forti. Maestro indiscusso dei quartetti
d'archi, portò inoltre il genere della sinfonia all'apice della perfezione
soprattutto dal punto di vista dell'orchestrazione. In questo senso raggiunse
una notevole reputazione in tutta Europa.
La sua emancipazione fu graduale: passò da funzionario di corte alle
dipendenze dell'aristocrazia, ma in pratica con grande libertà e capace di
amministrare i propri affari con gli editori, ammirato da tutto il mondo, con una
posizione prioritaria al suo datore di lavoro.
In epoca romantica l'opera di Haydn subì un certo declino. Il romanticismo
prediligeva il modello di Beethoven, ritrovando Haydn solo un importante
predecessore. Soprattutto in quanto si considerava la musica di Haydn come
prodotto di un'epoca in cui il compositore non poteva esprimere la propria
libertà individuale di concezione, che i romantici invece avevano.
Nacque in Austria da una famiglia modesta e studiò nella scuola corale di
Vienna. Dopo il cambio di voce lavorò per un orchestrina da ballo. Tramite
Metastasio conobbe Nicola Porpora, maestro napoletano insegnante di canto a
Vienna. Lo assume come accompagnatore al clavicembalo e con lui Haydn potè
approfondire le proprie cognizioni musicali.
Per il conte Morzin compose le sue prime 107 sinfonie.
Una svolta importante nella carriera di Haydn si ebbe con la sua assunzione al
posto di vicemaestro di cappella alla corte degli Esztertazy, una delle famiglie
più influenti di Salisburgo.
Le emergenze creative di Haydn vennero convogliate per la composizione di
Sinfonie, quartetti d'archi e musica da camera, per il pubblico di corte.

I QUARTETTI D'ARCHI, LE SINFONIE, GLI ORATORI DI HAYDN


tralasciando i 10 divertimenti per archi in 5 tempi composti tra il 1755-62, la
produzione di quartetto d'archi si apre in realtà con l'op.9.
Ogni opera contiene 6 quartetti ognuno in 4 movimenti.
Il quartetto con 2 violini, viola e violoncello è considerato come il corrispettivo
musicale di una conversazione seria fra uguali; considerato un genere alto.
Differentemente dai quartetti italiani caratterizzati dal predominio del primo
violino, quelli di Haydn distribuiscono il materiale tematico fra tutte le parti,
utilizzando ampiamente la scrittura contrappuntistica. La successione dei 4
movimenti diviene la regola.
Nell'op.20 si evince lo sforzo per raggiungere un espressione vigorosa. Degno
di nota è l'intenzione di voler affidare un carattere popolaresco ad alcuni
movimenti. Dopo l'op20 passò quasi un decennio prima che Haydn tornasse ad
occuparsi dei quartetti. Nel 1781 portò a termine i 6 quartetti op33 (“quartetti
russi” perché dedicati al granduca Petrovic). Mise molta cura in questi quartetti
poiché voleva creare il tipo di quartetto classico in cui si fondano il rigore del
lavoro tematico e dell'invenzione tematica, l'immediatezza del linguaggio con le
sottigliezze e la semplicità.
Dopo l'op33 non abbandonò più questo genere e tra il 1785 e 1803 scrisse
oltre 9 raccolte.
Ha ridefinito lo stile sinfonico e lo ha portato ad una complessità più elevata.
Ha scritto 107 sinfonie. Le ultime 12 scritte a Londra, dette perciò “sinfonie
londinesi”.
Sviluppò uno stile strumentale “originale” che si afferma in tutti gli aspetti del

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