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Storia 25

Appunti di storia della musica 2 V parte

Caricato da

Giuseppe Cavone
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Appunti di storia della musica 2 V parte

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linguaggio musicale.

Inserisce numerose parti solistiche anche per gli strumenti


a fiato.
Nelle sinfonie dei primi anni 60' si avverte l'influenza di Vivaldi; avvertibile
nelle 3 sinfonie del 1761 intitolate alla francese le parti del giorno (la MATIN, la
MIDI, la SOIR): abbondanza di progressioni, effetti di eco e l'uso di apeggi.
Alcune delle sue sinfonie portano a pensare che furono scritte in modo tale da
poter essere inserite avanti o all'interno di un'opera teatrale. Il periodo creativo
di Haydn che va dal 1768 al 1773 è definito come “Sturm und Drang”
(tempesta e impeto) nel quale compaiono momenti di alta tensione espressiva
e di impeto drammatico.
Il movimento prevedeva una ribellione contro la tradizione classica e ogni
forma di organizzazione. Più studiosi però hanno indicato come lo stile di
Haydn di questo periodo poco confacente con questi dettomi: i principi
costruttivi di Haydn si basavano soprattutto su rigore logico e organizzativo.
Dal punto di vista strumentale l'opera strumentale di Haydn si pone agli
antipodi rispetto a ciò che i nuovi letterari tedeschi si auguravano di realizzare
nel mondo dell'arte.
Il periodo dei suoi maggiori capolavori si fa iniziare con le “sinfonie parigine”
scritte per esecuzioni a Parigi. Sono lavori che rivelano un orchestrazione più
raffinata e la costante ricerca di effetti nuovi.
I soggiorni londinesi furono tra gli eventi più importanti della sua carriera. Le
12 sinfonie londinesi (98-104) ebbero un grande successo, per la magistrale
orchestrazione, rappresentano la vetta insuperabile del genere sinfonico in
epoca classica.
Le opere più importanti della maturità sono i 2 oratori: “la creazione” e “le
stagioni” che rimasero in repertorio durante l'800. Entrambi si ispirano agli
oratori di Handel.

WOLFGANG AMADEUS MOZART


La carriera artistica di Mozart si svolse nell'arco di poco meno 30 anni, un
periodo comunque abbastanza lungo se si considera che visse fino a 35 anni.
Rispetto a Haydn e Beethoven, Mozart toccò ed espresse nella massima
perfezione una grande varietà di generi e forme musicali. Enorme è la mole di
opere da lui composta: 730 opere straordinarie, elaborate in maniera personale
spostando l'asticella della qualità musicale più in alto.
Esperienze decisive per la maturazione della sua personalità musicale furono la
conoscenza dell'arte italiana, francese, tedesca, di Haydn e gli stimoli dei viaggi
nei centri europei.
In vita Mozart non fu apprezzato come compositore, pochi infatti si erano
accorti del suo valore. Si guadagnò una certa fama a Vienna come pianista
(come interprete) o quantomeno come compositore di musiche per pianoforte,
ma il successo gli fu negato fino a prima della morte.
Si trovò spesso in difficoltà economiche e la speranza di ottenere un
prestigioso incarico come maestro di cappella non si realizzò mai.
La sua fama si consolidò molto velocemente dopo la sua morte per 2 motivi:
-dalle attività programmate dalla moglie o dalle sorelle per organizzare concerti
e accademie per diffondere la sua opera
-dalla nascita poco per volta di una letteratura musicologica e divulgata sul suo
conto.
Il crescente nazionalismo tedesco giovò molto alla fama di Mozart che fu
descritto “come il nostro Raffaello della musica” e ritenuto come l'unico in
grado di reggere il confronto con Shakespeare fra gli artisti moderni.
Le biografie rinvenuteci descrivono Mozart come infantile e ingenuo, a suo agio
solo con la musica.
La vita di Mozart si articola in 3 fasi fondamentali che corrispondono all'incirca
alle 3 decadi della sua formazione artistica:
-1762-1772 prima formazione e fama di fanciullo prodigio
-1772-1781 periodo dei primi capolavori fino al distacco da Salisburgo
-1781-1791 gli anni della maturità a Vienna.
Mozart nacque a Salisburgo, città molto aperta all'influenza italiana. Suo padre
Leopold proveniva da Augsburg(in Baviera) era violinista e vice maestro di
cappella alla corte del principe arcivescovo di Salisburgo. Compositore di una
certa fama, impartì al figlio un ottimo insegnamento sistematico della teoria e
della pratica musicale.
All'età di 5 anni Mozart comparve per la prima volta un pubblico cantando in un
opera di Eberlin.
Tra il 1762-66 la famiglia Mozart viaggiò per l'Europa nord-occidentale (Vienna,
Monaco di Baviera, Francoforte, Parigi e Londra). Questi viaggi furono un
esperienza fondamentale per il giovane Mozart, poiché colse gli stili più recenti
della musica sinfonica a quella da camera, dalla musica sacra francese alle
sonate per violino.
La prima opera stampata riguarda le 4 sonate per violino e pianoforte. Nello
stesso periodo compose anche le prime sinfonie.
Nel 1767 tornò in patria dove compose il dramma giocoso “la finta semplice” e
altre sinfonie.
Nel 1769 Leopold portò Mozart 3 volte in Italia con lo scopo di introdurlo alla
musica italiana. Il primo viaggio in Italia durò 2 anni e sarà quello che
assicurerà onori e successi straordinari. Conobbe Piccinni e Sammartini, e
Giovanni Battista Martini(teorico e didatta del contrappunto) . Ebbe occasioni di
sentire opere serie e buffe di grandi maestri napoletani e di Jommelli in
particolare. Il secondo e terzo viaggio furono brevi e videro Mozart impegnato
soprattutto a Milano per la rappresentazione di 2 opere (serenata “Ascanio in
Alba” , che non fu apprezzata dal pubblico)
durante i viaggi in Italia compose anche 27 sinfonie e i primi quartetti d'archi
che rivelano l'influsso di Sammartini e Boccherini.
Nel decennio successivo visse soprattutto a Salisburgo dove mantenne
l'incarico di Kanzert meister fino al 1777 e di organista di corte.
Divenne però sempre più insoddisfatto delle limitate possibilità che la vita
musicale di una città di provincia poteva offrirgli. A ciò si aggiunse anche il
fatto che i rapporti con il principe/arcivescovo di Colloredo si andarono
progressivamente guastando.
Il desiderio di Mozart era quello di migliorare la propria condizione e di
misurarsi su scala europea. A Vienna fu colpito dalle sinfonie e dai quartetti di
Haydn, infatti le sinfonie scritte ne rivelano l'influenza.
Alla fine del 1774 si recò a Monaco. Dal 1775 abbiamo 5 concerti per violino e
orchestra, gran parte delle 18 messe e le prime 6 sonate per pianoforte.
Nel 1777 partì per un viaggio di 16 mesi alla volta di Parigi con la madre.
Durante il soggiorno morì la madre. Gli ultimi 10 anni li trascorse a Vienna, che
significò sia la rottura con l'arcivescovo si Salisburgo sia il distacco dalla
pesante tutela del padre e quindi di libertà professionale e indipendenza
artistica.
Nella capitale Mozart si affermò come pianista e direttore. Da qui trae origine
la tendenza alla complessità e ricchezza linguistica che ritroviamo nell'ultima
sonata per pianoforte in Re magg(K576), nella fuga per 2 pianoforti in Dom
(K426) e nell'ultimo movimento della sinfonia in Do magg (K551).
Nel 1784 sono gli anni della gran parte dei concerti per pianoforte e orchestra,
lavori ricchi di inventiva.
Nel 1782 ebbe grande successo il “Ratto del Serraglio” ritenuto primo grande
lavoro del teatro musicale in lingua tedesca.
Nello stesso anno sposò Constanze Weber. Questa prospera situazione mutò
profondamente dopo 4-5 anni, anni di successi sporadici, segnati da difficoltà
economiche e delusioni professionali, fino a regredire la sua situazione di
salute che lo portò alla morte(probabilmente febbre reumatica infiammatoria
acuta).

IL TEATRO DI MOZART
il genere operistico fu il più frequentato da Mozart nel corso della sua Carriera,
e lo portò a scrivere 22 opere teatrali. La sua produzione si divide a seconda
del genere di appartenenza:
-OPERE SERIE( Mitridate, Re di Ponto, Lucio Silla [scritte per Milano]
Re Pastore [Salisburgo]
Idomeneo [Monaco di Baviera]
La clemenza di Tito [Praga]
-OPERE BUFFE (la finta semplice, la finta giardiniera..
Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fu per tutte (tutt e
tre libretto Lorenzo da Ponte)
-LAVORI IN LINGUA TEDESCA (Bastien und Bastienne, Il Ratto del Serraglio,
Il flauto magico).

Mozart fu dotato di grande sensibilità per il linguaggio del teatro musicale. Le


sue opere nacquero in armonia con i generi del teatro musicale dell'epoca.
Le 3 grandi commedie di L. Da Ponte e le opere tedesche furono tutto tranne
che una “riforma” e non posero le basi per alcuna nuova forma del teatro
musicale.
La qualità delle opere di Mozart è dovuta a diversi fattori e non manca
l'influenza italiana.
Mozart accettò pienamente la pratica teatrale del suo tempo e scrisse le opere
in funzione del cast di cantanti che le avrebbero rappresentate (se il cast era
diverso e doveva eseguire un'opera già scritta, Mozart la adattava a seconda di
quelle che erano le esigenze dei cantanti). A tal proposito compose delle arie
alternative da inserire in opere già scritte.

IDOMENEO
opera seria in cui le convenzioni drammaturgiche e musicali della tradizione,
sono assorbite dall'originalità della sua impronta creativa.
La più densa di pathos e la più movimentale. Libretto affidato al poeta di
salisburgo Giambattista Varesco.
La storia è tratta da un mito greco, parla del Re di Creta, Idomeneo, al tempo
subito dopo la guerra di Troia. In pericolo di naufragio fa voto al Dio Nettuno di
sacrificare la prima persona che incontrerà se riuscirà a sbarcare sull'isola. Ma
trovò per primo suo figlio Idamante, e cercherà di sottrarsi alla tremenda
promessa).
Il libretto in 3 atti di Varesco mantiene la separazione di impronte
metastasiana, fra recitativo(azione) e aria(rappresentazione degli affetti).
L'influenza francese invece si ritrova nella scelta del soggetto mitologico,
nell'elaborazione della magia scenica, nell'inserimento del coro ed
emarginazione delle azioni secondarie.
L'opera fu composta a Salisburgo e a Monaco nel 1780. Lungo fu il periodo di
gestazione dell'opera e lungo fu il lavoro preparatorio al suo allestimento.
Mozart dovette far fronte a difficoltà e incomprensioni sia con il librettista che
con i cantanti, cosa documentata dalle lettere inviate al padre.
Mozart rispetta le categorie tipologiche dei personaggi e degli affetti fissate
dalla tradizione dell'opera seria.
L'aria “Fuor del mar” è uno dei brani più efficaci dell'opera, si tratta dell'aria di
paragone della tempesta marina cantata da Idomeneo, in cui la musica proietta
il dolore del padre di dover immolare il proprio figlio.

IL RATTO DEL SERRAGLIO


Primo grande capolavoro nella storia del Sinfonismo teesco. Molto simile al
genere dell'opera comica italiana.
Gli argomenti trattati nel Singspiel (genere ibrido di commedia, sul modello di
ballad-opera ingliese e dell'opera comique france) erano basati su leggende,
favole, storie popolaresche ambientate in luoghi fantastici e immaginari.
L'intervento originario era comunque quello di fondare una forma di canto e di
teatro adatto alla lingua tedesca, con vicende che vedevano coinvolti contadini
e gente del popolo. Secondo molti musicisti e teorici tedeschi, il recitativi
semplice (cantato) non si adatta bene alla lingua tedesca: si sostituisce al
canto una recitazione parlata accompagnata e inframmezzata dall'orchestra.
Tratta la storia di una fanciulla rapita da pirati turchi e fatta schiava nell'haren
di un Pascià(vedere bene la storia..).
L'opera fu rappresentata anche in Germania nonostante molte orchestre
trovassero tecnicamente difficili le parte degli strumenti a fiato. Nuovo è il
colorito orchestrale determinato alla “musica turca”. Nuova è anche la
delineazione psicologica dei personaggi: pezzi vocali solistici riescono a
comunicare l'interiorità del personaggio, con arie diverse per forma e
contenuto.
Dalle lettere inviate al padre durante la composizione di quest'opera traspare
l'intenzione di realizzare un disegno drammatico complessivo e unitario.
Il librettista doveva assoggettarsi alla volontà di Mozart in modo da plasmare lo
schema drammatico e il testo poetico a desideri del musicista affincé questi li
giudicasse adatti alle proprie idee musicali. La poesia deve essere figlia
obbediente della musica.
Mozart trovò questo soprattutto con Lorenzo da Ponte il poeta che investiva gli
aspetti più sottili del rapporto tra testo e musica.
Molto poco si sa su come si sia svolta la collaborazione Da Ponte -Mozart, e
quasi nulla sul periodo di produzione delle 3 opere. Questo perché non ci sono
pervenute lettere tra i 2 in quanto lavoravano nella stessa città. Qualcosa è
accennato nelle “Memorie” di Lorenzo Da Ponte, dove sappiamo che fu un idio
di Mozart quello di ricavare il libretto delle “Nozze di Figaro” da una commedia
francese preesistente.
Invece nel Don Giovanni da Ponte rivendicò l'aver pensato per primo al
soggetto poi approvato da Mozart.
Sconosciuta è la genesi di “Così fan tutte” ma si può supporre che l'imperatore
Giuseppe di Vienna abbia consigliato di musicare una stava di scambi e
travestimenti accaduta a Vienna.
Le tre opere hanno in comune l'ambientazione reale che appartiene al vissuto
degli spettatori (Nozze di figaro al castello del conte almauva) e il tema del
legame di lealtà e di fedeltà nell'amore tra esseri umani.
“Nozze di Figaro” ruota intorno all'amore di Figaro e Susanna e alla loro
volontà di volesri sposare.
“Don Giovanni” invece tratta la passione sensuale incarnata nella personalità
distruttiva del personaggio, che non rispetta le regole dell'amore, le infrange
sprofondando nell'abisso grazie ad una forza superiore.
“Così fan tutte” ha come argomento le leggi d'amore, infatti al centro della
storia c'è prova rischiosa che metterà in forse e poi restabilirà la fedeltà di
alcune coppie …//..// .
i libretti di Da Ponte contengono diverse strutture in modo da dare la possibilità
a Mozart di comporre in maniera fluida e scorrevole.
Le arie sono a forma libera e a volte assai lunghe, ma Mozart le trasforma
rendendole in maniera molto ridotta per non dare l'impressione che l'azione si
bloccasse.(ad es aria di Leporello in Don Giovanni, dove espone le conquiste e i
gusti erotici di Don Giovanni, si svolge su un accompagnamento orchestrale di
grande elasticità con scatti nei fiati, ritmi vivaci e brillanti).
In queste 3 opere viene abbandonata l'aria con il da capo e i pezzi solistici
vengono inseriti secondo il continum temporale dell'azione.
Da Ponte e Mozart proseguono nell'opera di ampliamento e di moltiplicazione
dei pezzi di insieme e dei concertati di azione.
Questo perché proprio nei pezzi di insieme è possibile saggiare le reazioni dei
personaggi nelle più svariate situazioni e sviluparne l'individualità psicologica.
Per cui nei lavori di DaPonte-Mozart si afferma a capovolgere il rapporto tra
arie e concertati (ormai molto importanti)
IL FLAUTO MAGICO, ultima opera tedesca di Mozart presenta un bel racconto
fantastico, carico di significati simbolici, apparizioni soprannaturali ecc.
il libretto di questo Singspiel fu scritto dal cantante attore e impresario
Schntroneder, amico e fratello massone di Mozart.
È stata composta nel 1791 e la partitura adopera combinazioni di elementi
stilistici derivanti dall'opera buffa opera seria e singspiel, questo per dare
carattere ai personaggi e agli avvenimenti più diversi.
Sia il libretto che la musica sono costellati di simboli massonici.
Anche i timbri sonori assumono un significato caratterizzante (misterioso, di un
mondo di fantasia).
Anche nelle tonalità usate ci sono dei valori simbolici.
L'opera si mantenne per lungo tempo nel repertorio dei teatri Viennesi e dei
maggiori centri tedeschi.
23) LUDWING VAN BEETHOVEN E IL SUO TEMPO

RIVOLUZIONE FRANCESE E LA MUSICA


l'epoca della rivoluzione francese e l'epoca napoleonica portarono grandi
stravolgenti politici, sociali e civili che ebbero ripercussioni profonde sul
pensiero filosofico, sulle lettere e sulle arti dell'intera Europa.
Valori come l'ugualianza, la fraternità, la ragione, l'eroismo e la libertà furono
in buona parte tracciati dagli illuministi e consegnati in mano alla rivoluzione
francese.
L'impatto della rivoluzione però si fece sentire poco in ambito musicale.
L'importanza della rivoluzione era più un mutamenti che ha introdotto nel
costume musicale, nelle modalità della funzione, nel rapporto tra compositore,
esecutore e pubblico.
Nel periodo rivoluzionario la musica era considerata come elencato, essenziale
di decorazione delle feste pubbliche.
Tra i componimenti per la rivoluzione si trovano marce, musica militare e inni.
I musicisti quindi si preparano a queste nuove richieste. Questo tipo di opere
solenni e grandiose, erano destinate ad un nuovo pubblico.
Forse il canto patriottico più noto è “La Marsigliese” scritto nel 1792 da ….
tra i musicisti che si impegnarono in queste nuove composizioni ricoriamo
Gossec e Cherubini. Molto vasto è il repertorio dei canti nazionalistici, se ne
contano circa 3000.
notevole incidenza ebbe la Rivoluzione francese anche nel campo dell'istruzione
musicale. Fu fondata nel 1792 la scuola di musica della Guardia Nazionale.
Questo fu poi potenziato dando “Istituto Nazionale di Musica” divenne poi
“Conservatorio Nazionale di Musica”.
L'aura di solennità prodotta dalla Rivoluzione costituì promesse medite per la
musica sinfonica dell'epoca romantica (ne fu debitore Berlioz).
Anche Beethoven si appropriò di molti elementi linguistici di origine francese.

BIOGRAFIA, PERSONALITA', METODO CREATIVO


la forza e la sua famosa originalità dell'arte, gli danno fama da oltre due secoli.
Il culto di Beethoven nacque nel momento in cui i teorici del romanticismo
tedesco attribuirono alla musica una posizione privilegiata all'interno delle arti.
La sua musica, soprattutto quella sinfonia fu ritenuta l'essenza stessa della
musica.
Indiscusso divenne il predominio delle sue opere, soprattutto delle sinfonie.
Beethoven va considerato come il musicista più influente del XIX secolo:
nessun compositore dell'epoca romantica pote' sottrarsi al peso schiacciante
della sua eredità.
Nel XIX secolo e dopo, si tentò di dare a Beethoven l'immagine di un artista-
eroe, colpito da sordità. Isolato dall'umanità, in lotta contro il destino.
La Biografia scritta da Schundler (assistente, segretario del compositore)
contribuì a delineare la figura di Beth.
Alla sua morte Beth ha lasciato molto materiale personale come ad esempio i
quaderni di conversazione.
Beth non componeva in fretta e usava abbozzare la sua musica con grande
anticipo., rispetto alla stesura formale dell'opera e in modo particolareggiante.
Beth stesso ammetteva di portare in giro un quadernetto o di svegliarsi di
notte per segnare un'idea che gli è venuta in mente in modo tale da non
dimenticarla.
Faceva una serie di tentativi prima di arrivare alla formulazione definitiva di un
tema.
Ciò che interessava a Beth era creare un motivo tematico che desse la
possibilità di molteplici sviluppi.
Per cui la pratica di inserire in una composizione pagine utilizzate in opere
precedenti è praticamente annullata in Beth.
Ricordiamo però che ci sono comunque molte opere di Beth che non hanno
tratti particolari di omogeneità, scritte frettolosamente e oggi praticamente non
più eseguite.
Benché fosse priva di avvenimenti rilevanti, l'intera vita di Beth è segnata da
conflitti interiori e da crisi psicologiche che lo porteranno alla solitudine,
all'infelicità e persino a desiderare il suicidio, a cui fanno seguito momenti di
serenità e di attiva vita sociale.
Beth nacque e passò la giovinezza a Bonn. Il numero totale delle opere scritte
durante il periodo di Bonn, ammonta a più o meno 50.
per proseguire gli sudi di composizione e per affermarsi come virtuoso pianista,
decise di Trasferirsi a Vienna, dove inizierà gli studi di composizione con Haydn.
Appena giunto a Vienna Beth riuscirà ad inserirsi nei saloni e in palazzi
aristocratici che coltivavano musica grazie al conte Waldstein, il quale era stato
il suo principale protettore a Bonn, a lui dedicò la Sonata in Do Mgg op53.
La sua situazione finanziaria era talmente ottima che gli consentì di
abbandonare l'insegnamento privato. Le spese che comunque doveva
sostenere erano comunque alte per cui accumulò comunque molti debiti.
Dal 1798 al 1804 ebbe molte crisi e conflitti personali che ebbero ripercussioni
notevoli sulla sua personalità. Il tutto è partito da una malattia all'orecchio di
cui non si conosce la diagnosi esatta. Nel 1822 portò alla totale perdita di udito
all'orecchio destro. Dato che era difficile comunicare con lui, Beth iniziò ad
usare i “quaderni di conversazione”.
I timori per la sua salute e la sua carriera lo portarono alla solitudine,
all'infelicità e ad incoraggiare atteggiamenti di misantropia e sospetto.
Le opere scritte in questi anni mostrano chiaramente come stesse passando ad
uno stile radicalmente nuovo, aveva in mente le sonorità che voleva realizzare,
infatti non sembra abbia composto molto al pianoforte. Il destinatario ideale di
questo testamento è l'umanità in generale a cui cerca di spiegare il suo stato di
turbamento e la lotta sostenuta priva di arrendersi al suo destino
drammatico(arte come unica ragione per trattenersi al suicidio).
Con gli anni riuscì ad accettare a pripria sordità immergendosi nel lavoro.
Beth cercava di seguire una condotta esemplare. Fin dalla gioventù Beth ebbe
serie difficoltà ad instaurare una relazione affettiva sana e duratura con una
donna.
Dopo che alcuni suoi protettori si allontanarono per diversi motivi, si costruì
una cerchia di amici tra la famiglia Streccher che possedeva una ditta di
pianoforti. I suoi gruppi di amici quindi contavano editori, imprenditori
musicali, direttori di giornali ecc.
dopo il 1815 iniziò a deteriorarsi fino a morire di cirrosi epatica nel 1827.
CARATTERI STILISTICI DELLA MUSICA DI BEETHOVEN
l'opera di Beth è da considerarsi come parte ed estensione dello stile classico
viennese che aveva creato un vasto corpus soprattutto di compositori
strumentali.
Beth accettò senza riserve gli stili compositivi del tempo. Infatti nel corso della
sua carriera è sempre stato diviso tra la fedeltà ai stilemi più esistenti e il
bisogno di creare nuove soluzioni formali.
Nella sua musica si uniscono elementi del passato e del futuro. Sulla base di
effettive differenze stilistiche, si suddivide l'operato di Beth in 3 periodi
differenti. Aveva imboccato una nuova via compositiva nel 1802, profondo
cambiamento stilistico che si riscontra dal 1816 in poi.
Si distinguono in:
-I periodo 1782-1802, parliamo degli anni a Bonn e dei primi anni a Vienna,
periodo in cui compone la I e II sinfonia, oltre alle prime sonate per pianoforte,
quartetti per archi ecc.
-II periodo 1803-1815 dalla III all' VIII sinfonia.
-III periodo 1816-1826 IX sinfonia, e compone anche la Missa Solemnis.

IL PRIMO PERIODO
sin dall'inizio della sua carriera creativa l'intento di Beth era quello di
espandere le strutture formali finora usate dai predecessori, con elementi nuovi
o fino ad allora trascurati.
A parte l'influsso di Haydn nei 3 temi per pianoforte, violino e violoncello opI
rivelano caratteristiche tipicamente beethoviane (in 4 movimenti, lunghe code
nei primi movimenti, con la parte del violoncello che testimonia una scrittura
indipendente e tal volta molto elaborata).
Le sonate per violino e pianoforte testimoniano invece la perfetta padronanza
della scrittura violinistica. I due strumenti sono in genere trattati su un piano di
parità.
Nel gruppo di sonate per violino e pianoforte scritte tra il 1797-1802 spiccano
quella in FaMagg, detta “La Primavera” per la sua vena lirico sentimentale e la
sonata in Do minore per il tono cupo ed eroico.
Il pianoforte è lo strumento che più di qualsiasi altro fu legato alla carriera di
Beth. Infatti le 32 sonate per pianoforte coprono un arco di tempo ininterrotto
durante la sua carriera.
Sin dagli anni di Bonn Beth aveva mostrato particolare interesse per le tecniche
costruttive del pianoforte. Richiese strumenti con estensione più ampia, con
maggiore potenza sonora, pedale versatile e meccanica pesante. Infatti nelle
sue sonate Beth forzò le potenzialità tematiche dello strumento così da riuscire
a ricreare sonorità orchestrali.
Sul piano formale le prime sonate per pianoforte si accostano a modelli di
Mozart, Haydn e Clementi. Le sonorità sono vicine e brillanti concepite con
ampiezza e vastità di disegno formale, queste sonate furono intese da Beth
come lavori di importanza.
La sonata in Lab Magg op26 e le due dell'op 27 non seguono la tradizionale
distribuzione dei tempi (la 26 inizia con Andante con variazioni molto liriche, la
27 inizia con un movimento lento di carattere improvvisativo). Ad entrambe le
sonate op27 Beth diede il titolo di “Sonata quasi una Fantasia”. La sonata-
fantasia infatti consentiva a Beth un espressione più libera di idee derivate
dall'improvvisazione.
La sonata in DO# min per il suo carattere molto sognante Beth l'ha
ribattezzata “Al Chiaro di Luna”.
Il più ambizioso progetto dei primi anni viennesi fu la composizione dei 6
quartetti per archi op.18, dedicati al suo protettore il principe Lobkowitz. In
questi lavori si rivela l'influenza di Haydn nel modo di sviluppare i temi e
nell'arricchimento della musica contrappuntistica.
La I sinfonia in Do Magg è stata completata all'età di 33 anni, divenne una
delle sinfonie più eseguite durante la vita del compositore.
Il nuovo tipo di orchestrazione di Beth consiste infatti nello sfruttamento delle
risorse tematiche ed espressive di tutti gli strumenti presenti, in particolar
modo di legni.
Tipico della struttura orchestrale di Beth è lo stile “spezzato” dove il filo della
melodia corre da uno strumento all'altro.

IL SECONDO PERIODO
intorno al 1802 a Beth avrebbe affermato di non essere più soddisfatto dei
lavori scritti finora, decidendo così di imboccare una nuova via. Non si sa cosa
intendesse di preciso con nuova via, ma sappiamo che ha creato una struttura
più complessa e fantasiosa della tecnica delle variazione nei due cicli op34 e
35.
è probabile che Beth con le parole “nuova via” desiderasse avviare un salto di
qualità nel suo stile, di infondere nelle sue composizioni elementi nuovi o
trascurati in precedenza, quindi crearsi uno stile più individuare.
Ad l'elemento ritmico di quattro note nel primo movimento della 5a sinfonia
non era mai stato usato come in questa sinfonia: da solo costituisce
l'elemento tematico dell'intero monumento e ne determina un carattere
singolare ed individuale.
Nelle opere del secondo periodo gli stilemi tradizionali non sono né pienamente
accolti ne ripudiati, ma come materiale da manipolare a seconda del contesto
in cui si trova.
Molto spesso Beth allunga l'esposizione tramite una ripetizione variata del tema
principale e tramite l'andamento lento del ritmo armonico.
Con Beth nella forma-sonata lo sviluppo ha una particolare enfasi. Diviene la
principale area di tensione del materiale tematico. Lo sviluppo è molto esteso e
delle volte, come nella 3a sinfonia, tende a superare l'Esposizione.
La Ripresa viene vista da Beth come una ripresentazione dell'esposizione in
forma nuova e piuttosto elaborata.
La coda, nel secondo periodo di Beth, aumenta di estensione in quanto Beth
voleva dare un peso speciale alle conclusione del movimento.
Tanta carica di modulazioni, sviluppo dinamici e intensivi da considerarsi come
un altro sviluppo.
Una caratteristica principale nello stile del secondo periodo di Beth è la spunta
enfatica e grandiosa data alle sue opere che rispecchiano lo stile eroico
francese di fine 700 estinto tra il 1813-14.
esempio della maniera eroica è la Terza Sinfonia in Mib magg composta tra il
1803-1804. il titolo definitivo di Sinfonia Eroica venne dato quando fu
pubblicato a Vienna nel 1806 con dedica al principe.
L'EROICA è un lavoro concepito su vasta scala, infatti sia per ampiezza che
complessità supera ogni opera sinfonica scritta fino ad allora. Nel primo
movimento la forma sonata è adoperata in proporzioni gigantesche con un
esuberanza di idee tematiche. Uno dei caratteri dell'Eroica è l'impiego di una
Marcia funebre al posto del movimento lento.
Nella 5a sinfonia, 1807-1808, i tratti distintivi dello stile monumentale sono
maggiormente enfatizzate.
Parti colorità stilistica è l'estrema economia del materiale tematico e l'unità di
concezione che non si limitava al singolo movimento ma abbraccia la sinfonia
nella sua totalità. Anche la Sesta Sinfonia in Fa magg, detta “Pastorale”
composta nel 1808, presenta una concezione unitaria per quanto riguarda il
contenuto espressivo. Descritto l'idillio della natura. Ogni movimento infatti
presentava un titolo descrittivo.
Lo stile della maniera grandiosa si estese anche ai generi cameristici di Beth.
Lo stile grandioso si inserisce anche nei 3 quartetti, per archi op59
“razumovstry”.
In questi lavori Beth estende le strutture compositive per mezzo degli intensi
sviluppi tematici, portando ai nuovi orizzonti nel quartetto.
Sono lavori ricchi di effetti e procedimenti , come la brillante scrittura per archi,
densamente polifonica, ricco tessuto armonico, dinamico dal punto di vista
ritmico.
Con l'op 59 il quartetto diventa musica per la sala da concerto con musicisti
esperti e un pubblico di intenditori.

IL TERZO PERIODO
nonostante il raggiungimento di una certa stabilità economica e l'affermazione
internazionale, gli ultimi 10 anni della vita di Beth furono anni di isolamento,
dovuto soprattutto al peggioramento del suo udito.
Nelle sue ultime sonate per pianoforte e nei quartetti d'archi, Beth è da
considerarsi l'iniziatore dell'avanguardia artistica nella storia della musica, ossia
di cui arte difficilmente decifrabile con i mezzi dei contemporanei, ma
sicuramente decifrabili dai posteri.
Con il completamento della 7a e 8a sinfonia nel 1811-12 lo stile eroico era
praticamente dissolto.
Lo stile delle ultime opere di Beth era caratterizzato da un'intensa scrittura
contrappuntistica e da una maggior attenzione alle variazioni.
La fusione di Fuga, forma-sonata e variazioni costituisce uno dei tratti
fondamentali del tardo pensiero musicale beethoveniano.
La tecnica dell'elaborazione tematica, che in parte aveva caratterizzato il
secondo periodo, ora è portata agli estremi.
La logica musicale delle opere dell'ultimo periodo si fonda sull'impiego di una
cellula motivica astratta, che si delinea, sia pure in modo latente, come vera e
propria idea di fondo di un movimento o anche di un intera composizione.
Divenendo anche il punto di partenza di una serie estesa e ininterrotta di
elaborazione e di sviluppi tematici.
Da uno studio analitico delle opere di Beth si evince come il compositore
tendesse in questo periodo a progettare un opera nella sua interezza piuttosto
che singoli movimenti.
I tratti salienti delle ultime opere di Beth era l'apice della sequenza è spostato
all'ultimo movimento: i tempi conclusivi sono i più importanti per ampiezza e
complessità di stile e struttura; impiego di indicazioni particolareggianti del
tempo (es “adagio con molta nostalgia”); tendenza a far eseguire tutti i
movimenti di un opera senza interruzione per conferire maggiore unità.

LA NONA SINFONIA
con la nona sinfonia in RE min, op.125 seguita per la prima volta a Vienna nel
1824, con esito trionfale, Beth ritorna allo stile eroico e monumentale che
aveva precedentemente abbandonato nelle sonate per pianoforte e in altre
opere cameristiche.
Fondamentale novità dell'opera è l'introduzione nel Finale di cantanti e coro,
che vanno ad oltrepassare i limiti estetici connaturali alla creazione dela
sinfonia com'era comunemente intesa.
Questa sinfonia contribuì l'esaltazione che ne fece Wagner, secondo cui dopo la
Nona il genere sinfonico poteva trovare prosecuzione solo nell'opera d'arte
totale, designando se stesso come unico e vero erede di Beth.
Già prima di lasciare Bonn Beth aveva progettato di musicare “l'Ode alla Gioia”
di Schiller, poeta drammatico. Ne fece quindi un libero arrangiamento
scegliendo le strofe che più enfatizzavano la fratellanza universale degli uomini
e che si riferiscono al Dio Benevol.
I primi 3 movimenti sembrano concepiti per dirigersi verso il poderoso Finale
Corale.

24) IL PERIODO ROMANTICO

IL CONCETTO DI ROMANTICISMO MUSICALE


con il termine “romanticismo” si identifica il movimento letterario, filosofico,
artistico e culturale svoltosi in Europa nel periodo compreso tra la fine del XVIII
sec e l'intero XIX sec.
È difficile dare una precisa definizione al concetto di romanticismo nelle arti
anche perché vago e generico è stato il suo uso nell'identificare una conceione
artistica generale.
I letterati e filosofi tedeschi furono i primi ad impiegare, a fine 700, il
sostantivo romanticismo per indicare la nuova corrente dell'arte della
“sensibilità” moderna svincolata da modelli classici. Trovò quindi in Germania,
prima che in altri paesi, una formulazione teorica ed estetica.
Si può dire che nel primo romanticismo l'elemento soggettivo domina tutti i
generi letterari. L'uomo romantico è un'anima inquieta, perennemente alla
ricerca di una felicità tanto lontana da non poter essere mai raggiunta. Non a
caso il termine “SENNSUCUT” (desiderio del desiderio) fosse tanto cara ai
romantici tedeschi e da essi quasi assunta a simboli del movimento romantico.
Fin dalle prime definizioni ideologiche del romanticismo la musica viene
considerata come quelle tra le arti singole più vicine al segreto ultimo delle
cose. L'opera di rivoluzione della musica intesa come autonomo linguaggio dei
sentimenti, era già stata avviata dagli illuministi, i quali ritenevano che la
musica strumentale fosse solo pallida imitazione della musica vocale,
quest'ultima considerata più vicina alla matura (Filone di Rousseau).
Kant considerava la musica al più basso grado tra le arti perché fondata nel
imero piacere dei sensi. Questa concezione è ribaltata da Wachenroder e Tieck,
i primi apostoli del romanticismo, secondo cui la musica è considerata l'arte
suprema per eccellenza. Oltretutto Tieck vede il suo ideale di musica realizzato
nella musica sinfonica in quanto capaci di rappresentare un dramma confuso,
multiforme e intricato che quasi mai potrebbe sviluppare un poeta. Queste
nuove idee troveranno appoggio anche da Hegel e Schopenhauer.

CARATTERI E TENDENZE DEL ROMANTICISMO MUSICALE


il romanticismo è un epoca storica caratterizzata dai profondi cambiamenti: è
l'epoca in cui si afferma l'economia capitalistica e che vede nascere la moderna
società industriale. Culturalmente è lo stile di vita borghese a prevalere su
quello aristocratico.
Il pianoforte era il mezzo con cui la musica faceva il suo ingresso nelle case
borghesi.
La musica divenne quindi oggetto di un pubblico di massa, non solo di ceti
elevati ma anche di ceti minori che puntavano alla rispettabilità e alla musica.
Questo progredire spietatamente portò ad una sorta di alienazione dell'uomo
che ad un certo punto vide nella musica il mezzo per evadere dalla realtà.
Una delle novità fondamentali della cultura musicale del romanticismo è
l'interesse per la musica del passato, soprattutto in Germaia con il sorgere del
nazionalismo.
Non si considera quindi il romanticismo come periodo opposto al classicismo,
dato che del classicismo riprende molti tratti stilistici.
Il ripristino delle opere del passato di maestri sconosciuti o conosciuti avvenne
grazie allo sviluppo della musicologia, che vede in Forkel i suo fondatore.
Il recupero della musica del passato ebbe effetto soprattutto sulla pratica
esecutiva: il bravo interprete romantico doveva far emergere lo spirito del
compositore.
Il nuovo senso di rispetto che l'interprete attribuiva al testo musicale portò alla
creazione di programmi da concerto più coerenti.
Mutò anche il comportamento del pubblico il quale tendeva ad ascoltare in
silenzion il concerto in modo tale da poter comprendere il senso formale ed
espressivo di una composizione.
Ciò che sopravvive della musica del passato nel presente è da considerarsi
come fonte d'avviamento e nuovo svilupo del linguaggio musicale.
Prevaleva nel pensiero dei romantici l'idea che espressività e polifonia
potessero integrarsi tra loro.
Fu quindi preso d'esempio Bach, la cui musica strumentale fu elevata a
paradigma della musica strumentale pura e venerata come espressione di una
musicalità autenticamente germanica.
Il compositore romantico tende a concepire l'arte come un messaggio rivolto
all'intera umanità magari quella di un lontano futuro.
La musica del passato viene pubblicata in grande quantità ed eseguita con
maggiore grequenza. Questo dissidio tra artista e società si può riassumere
nella formula del “genio incompreso” che mira al progresso in contrapposizione
con quello che è il conservatorismo del romanticismo.
Si creano così numerose controversie teoriche sulla strada da seguire
nell'evoluzione musicale.
Il contratto tra compositore e pubblico avviene sempre meno in maniera diritta
ma quasi sempre mediante l'editoria.
Quindi a seguito della grande fioritura dell'editoria musicale si moltiplicano le
possibilità di pubblicare le proprie opere anche per i compositori minori.
Si istituiscono leggi sul diritto d'autore. In italia la prima legge sul diritto
d'autore comparve il 1865 e nel 1882 fu fondata la SIAE(società italiana degli
autori ed editori).
Nel XIX sec si afferma il principio che fosse dovere delle istituzioni pubbliche
organizzare e gestire direttamente la formazione professionale dei musicisti.
Fu fondato quindi nel 1795 il conservatorio nazionale di musica di Parigi che
servì da modello e da punta di riferimento per gli altri che si avviarono nel
corso dell'800 (bologna, napoli e milano).
L'avvio dei conservatori portò alla richiesta di sussidi didattici in maniera
copiosa.
L'amalgama sonora ricco e complesso dell'orchestra romantica rese
indispensabile il controllo ferreo e autorevole dell'insieme da parte del direttore
d'orchestra.

ASPETTI CARATTERISTICI DEI LUNGUAGGO MUSICALE


il romanticismo risulta un epoca in cui non c'è uno stile ben determinato, ma
un insieme di stili legati a personalità, orientamenti estetici e generi musicali
diversi. Soprattutto per quanto riguarda la musica strumentale si possono fare
solo osservazioni di carattere generale.
SONORITA'
nuova sensibilità per il suono considerato come valore determinante, autonomo
e assoluto dell'invenzione musicale.
L'orchestra è una fonte inesauribile di colore e di effetti timbrici.
Tra i compositori che contribuirono ad arricchire il linguaggio orchestrale
ricordiamo WEBER e BERLIOZ.
ARMONIA
a questa componente attribuiscono una funzione espressiva più che
architettonica.
Accordo emblema è la 7a diminuita.
Uso di note esranee all armonia come le note di passaggio o i ritardi.
Si tende ad evitare le forme cadenzali comuni come quella perfetta o sospesa.
MELODIA
determina l'aspetto individuale della sua creazione. Si predilige quindi
l'estensionde variabile e irregolare delle frasi che in molti casi è come
conseguenza del movimento armonico del tutto aperto.
RITMO
Si vuole superare il principio delle regolarità metrica usando ritmi arricchiti di
combinazioni diverse e discordanti tra loro.
FORMA-SONATA
la maggior parte dei compositori si dedicarono ad elaborare in maniera
sistematica tutti quei lavori preparatori (quindi schizzi e abbozzi) che
precedevano la redazione finale dell'opera.
I compositori da cui parte avevano la tendenza a concentrare la forma in un
piccolo spazio, quindi nella miniatura vocale (il LIED) o strumentale; dall'altra
tendevano ad elaborare strutture monumentali e ampie sia nelle dimensioni
che nella sonorità, le quali convogliavano nel poema sinfonico, nella sinfonia e
nel grand opéra.
Sinfonia fantastica di Berlioz opera basata sul principio delle ricorrenza del
tema principale del primo movimento in tutti gli altri movimenti. Anche il vasto
repertorio wagneriano, intessuto di Leitmotive continuamente trasformati.

SINFONIA, MUSICA A PROGRAMMA, POEMA SINFONICO.


Le sinfonie si diffusero ad un vasto pubblico pagante. Varie società sorsero
nelle principali città che contribuirono alla diffusione della produzione sinfonica
contemporanea, partendo dalle sinfonie di Beethoven.
Ad opera soprattutto di Berlioz e Listz, questa tendenza condusse alla sinfonia
a programma e al nuovo genere del poema sinfonico, quest'ultimo basato su
un programma poetico letterario ed è in unico atto.
In alcune composizioni più che specifici intenti descrittivi si allude ad atmosfere
generiche, in altri si riprende ad es la tendenza a collegare tutti i movimenti tra
loro.
Un grande contribito al sinfonismo fu ddato da Berlioz, il quale compose quasi
esclusivamente lavori orchestrali, tra cui molti legati al sussidio delle voci e
delle enormi masse corali, ma nella maggior parte non destinati alle scene.
Il pensiero compositivo di Berlioz affonda le sue radici nelle Tragedie Lyrique e
nella musica cerimoniale del periodo rivoluzionario.
Opera centrale della sinfonia a programma fu cosiderata nell'800 la sua
“Sinfonia Fantastica” op14. Usa un programma letterario scritto che disribuì poi
agli ascoltatori durante l'esecuzione.
Novità principale della Fantastica è la ricorrenza in modo sempre diverso di un
tema di apertura del primo “Allegro” in tutti gli altri movimenti. La melodia,
detta anche idea fissa, rappresenta l'immagine ossessionante che il musicista
ha della donna amata.
Ciò che colpisce maggiormente l'ascoltatore è la varietà dell'orchestrazione: il
predominio del colore timbrico su tutti gli altri elementi della struttura
musicale, è evidente in ogni battuta e risulta anche dalla precisazione e aura
con cui ha trattato l'orchestrazione.
A orientare, sull'esempio, di Berlioz, il sinfonismo a programma in direzioni
nuove fu soprattutto Liszt secondo cui l'intento descrittivo che allude ad un
immagine e l'uso di un idea poetica-centrale sono i mezzi da usare per andare
oltre i vincoli formali che impongono la struttura della sinfonia tradizionale.
Per elevare la musica a programma e farle assumere in carattere poetico
filosofico, Listz diede vita al poema sinfonico che si impose accanto alle sinfonia
nel repertorio dell'800 e oltre.
Il poema sinfonico è sviluppato in un unico vasto movimento con varie sezioni
differenziate per connettere il tempo.
L'elemento che ispira l'espressione e lo sviluppo musicale può essere suggerito
da un opera letteraria, un opera d'arte figurativa o ad esempio anche la
personalità di un soggetto.
L'opera sinfonica più usata di Liszt è “Sinfonia su Fanst in tre ritratti
psicologici”???: 3 poemi sinfonici centrati sui 3 protagonisti del Fomst di Cpethe
quale Foust, Margherita e Mefistofele....
l'evoluzione del poema sinfonico nel secondo ottocento fu determinata dalle
idee estetiche e formali da cui Liszt aveva preso le mosse.
Fu poi Strauss che lo portò alla maturazione più completa: i suoi 8 poemi
sinfonici infatti sono grandi creazioni musicali che rivelano la sua grande
capacità di orchestrazione e che si distinguono per l'arte raffigurata di
elaborazione e combinazione dei motivi.
Le 4 sinfonie di BRAHMS assumono la posizione di eredi di quelle Beethoviane
e non sono ispirate ad alcun programma extramusicale.
Nel suo stile compositivo sono riuniti infatti elementi del passato ad elementi
totalmente nuovi.
Ciò è favorito soprattutto dalla sua grande cultura per il passato che lo
spingeva a conoscere autori fino al 400.

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