Meriggiare pallido e assorto viene scritta nel 1916, ed è perciò una delle liriche più
antiche entrate a far parte di Ossi di seppia, in essa si avvertono le influenze
dannunziane, dal tema del meriggio ad alcuni calchi linguistici, e quelle dantesche che si
colgono invece nell’uso di determinate parole, che richiamano a passi della Commedia. Si
tratta quindi di un componimento acerbo, in cui si è forte il peso dei modelli montaliani
ma anche l’urgenza di definire una propria linea poetica. In questo senso, qui come in altre
poesie di Ossi di seppia, questa sembra concretizzarsi in una ripresa dei topoi della
poesia dannunziana che vengono però spogliati della loro dimensione aulica, che ben si
adattava alla figura del Poeta-Vate, per farla rientrare in una dimensione personale,
quotidiana, producendo una composizione dal tono vagamente crepuscolare. Lontano dal
tono e dalla postura del poeta in grado di spiegare il mondo e i suoi segreti, come del resto
annunciato in Non chiederci la parola, Montale non può far altro che descriverne alcuni
frammenti. Le quattro strofe che costituiscono Meriggiare pallido e assorto hanno un
carattere principalmente e potentemente descrittivo, in cui sono tratteggiate
ambientazioni capaci di evocare, fin dalle prime battute, precisi stati d’animo, sensazioni di
malinconia e di desolazione comunicate attraverso le immagini e che esprimono a pieno
un’idea della vita soffocante e oppressiva tipica di Montale. Sotto l’aspetto compositivo la
poesia è formata da tre quartine, cioè strofe di quattro versi, e da un’ultima strofa di
cinque versi; questi sono novenari, decasillabi o [Link] ricco e
vario è il piano ritmico, che segue lo AABB, CDCD, EEFF e GHIGH all’ultima strofa, dove
inoltre i versi risultano legati per consonanza.
Analisi della prima strofa/ L’incipit della prima strofa è costituito da un verbo e due
aggettivi, pallido e assorto, che fin dall’inizio danno il senso e il tono a tutta la poesia: il
pallore è quello dato dal forte chiarore della luce del sole nel pomeriggio estivo,
mentre quell’assorto può essere considerato quasi come una metonimia, in quanto
capace di rendere, anche se con un termine non perfettamente appropriato, l’idea della
lentezza e della fiacchezza. Dal v. 2 al v. 4 la quartina diventa puramente descrittiva, con
l’immagine del rovente muro d’orto (v. 2) che rende ancora più esplicita la calura
estiva prima di allargare la scena a elementi naturalistici, molto presenti e significativi nella
poetica montaliana, e cioè le piante secche e spinose del v. 3 e gli animalipresenti al v.
4.
Analisi della seconda e terza strofa/ Questa modalità si mantiene alla seconda
quartina, dominata dalla descrizione di un ambiente carico di elementi naturalistici con le
formiche rosse (v. 2) che marciano sulle crepe del suolo (v. 1) in file che si rompono e
s’intrecciano (v. 3), e prosegue identico nella terza dove però lo sguardo del poeta
narratore si allarga rispetto all’orto del v. 2 per abbracciare un orizzonte più largo ma,
comunque, frammentato e angusto, dove la vista del mare si riduce alle sue scaglie (v.
10), cioè ai pochi frammenti visibili attraverso le fronde degli [Link]ò che colpisce
particolarmente di queste prime tre quartine sono le soluzioni stilistiche che le
caratterizzano e le accomunano, come l’uso dell’infinito sostantivato, che funziona cioè
come un sostantivo; quest’utilizzo si rinviene verbi all’infinito come Meriggiare (v. 1),
ascoltare (v. 2) e Osservare (v. 9) che, oltre a improntare la narrazione la lasciano priva
di un soggetto [Link] caratteristica stilistica è senz’altro il frequentissimo uso della
consonanza con finalità espressionistica, l’uso reiterato dei gruppi -or-, -ol- e –ro-,
quello di consonanti doppie e dure, come per descrivere i versi degli uccelli come in
schiocchi (v. 4) e scricchi (v. 11) assumono una funzione quasi onomatopeica capace
di arricchire la lettura di una vitalità sonora.
Analisi della quarta strofa/ L’ultima strofa rompe il flusso della narrazione poetica delle
prime tre quartine. Composta di cinque versi invece che di quattro, mantiene l’uso
dell’infinito sostantivato nei verbi sentire (v. 14) e seguitare (v. 16), fa eccezione l’uso
del gerundio andando (v. 13) in apertura di strofa, che tuttavia non rompe il tono
impersonale del testo, ma lo arricchisce di un significato ulteriore; risulta evidente
anche il collegamento ritmico che unisce tutti versi in una continua consonanza che dà,
dal punto di vista musicale, l’effetto di una triste cantilena, un effetto raffinato e ricercato
che si sposa perfettamente con le intenzioni di Montale di rappresentare al lettore la sua
idea pessimistica dell’esistenza. L’idea dell’esistenza come un ripetersi continuo e
stanco di sofferenza emerge, appunto, con l’uso del gerundio in andando (v. 13) e con
maggiore evidenza attraverso il verbo seguitare (v. 16).L’essere umano, quindi, procede
incapace di vedere, accecato dal sole che abbaglia (v. 13) e perciò impossibilitato ad
arrivare a una vera conoscenza, può solo sentire (v. 14), cioè intuire, una qualche
verità sull’esistenza, di come questa sia un continuo travaglio (v. 15) da cui non si può
fuggire, come una muraglia (v. 16) che ha sulla sommità dei cocci aguzzi (v. 17) per
impedire che qualcuno scavalchi per vedere cosa c’è dall’altra parte.
“La muraglia” della vita Una tematica molto importante nella produzione di Montale è
quella dell’impossibilità dell’uomo di poter vedere la realtà delle cose oltre il “Muro”.
Questa barriera pone l’uomo in una situazione di solitudine ed isolamento,
privandolo della conoscenza della realtà vera, quella che non possiamo percepire solo con
i nostri occhi. Questa condizione, l’impossibilità di valicare il “muro”, impedisce di
penetrare nel mistero della vita degli uomini, mistero di cui tutti i poeti sono consapevoli
ma non possono conoscerlo. La sensibilità artistica permette agli intellettuali di rendersi
conto dell’esistenza di una verità nascosta, la quale resta comunque velata. La vita quindi
non è altro che un camminare, continuo e perpetuo, accanto alla barriera che ostacola la
nostra piena conoscenza. Qualora si provasse a varcare il muro avremmo quei “cocci
aguzzi di bottiglia” che ci farebbero desistere dall’intento di scovare qualcosa oltre.
Ci è dato, solo per pochi attimi, di poter scorgere in maniera istantanea cosa si nasconde
dietro questo confine ma resta una situazione talmente improvvisa ed istantanea che non
ne resta coscienza.
Parafrasi Il pomeriggio trascorre assolato e sonnolento vicino al muro rovente di un
orto, si sentono tra i rami secchi delle piante spinose il verso dei merli, lo strisciare delle
[Link] crepe della terra secca o sulla veccia si possono vedere le colonne di formiche
rosse rompersi e intrecciarsi sulla cima di piccoli mucchi di terra. Tra le fronde degli alberi
si scorge il muoversi lontano delle onde del mare mentre si levano i versi scricchiolanti di
cicale dai monti spogli bruciati dal sole. - E mentre si cammina sotto questo sole
abbagliante accorgersi con tristezza e meraviglia che la vita e tutto il suo dolore sono
questo muro continuo che sulla sommità schegge di vetro di bottiglia.
Esplorazione delle Emozioni Umane: Le poesie di Montale esplorano una vasta
gamma di emozioni umane, come l'amore, la solitudine, la malinconia, la nostalgia e
l'ansia. Queste emozioni sono universali e continuano a essere parte integrante
dell'esperienza umana, rendendo le poesie di Montale facilmente comprensibili e
[Link] dell'Esistenza e dell'Identità: Le poesie di Montale spesso
riflettono sulla condizione umana, esaminando l'identità, l'alienazione e la ricerca di
senso nella vita. Queste tematiche sono ancora rilevanti in un mondo in cui le persone
cercano di comprendere il loro posto nell'universo e le sfide dell'[Link]
con la Natura: Montale ha una profonda connessione con la natura, che è spesso
presente nelle sue poesie come sfondo o come metafora per esplorare le esperienze
umane. In un'epoca in cui c'è crescente attenzione all'ambiente e alla sostenibilità, la
sua rappresentazione della natura continua a ispirare riflessioni sulla relazione tra
l'umanità e il mondo [Link] Suggestivo e Simbolico: Montale utilizza
un linguaggio suggestivo e simbolico che permette alle sue poesie di avere molteplici
interpretazioni e significati. Questa caratteristica rende le sue opere aperte
all'interpretazione personale e può suscitare diverse emozioni e riflessioni nei
[Link] sulla Memoria e sul Tempo: Le poesie di Montale affrontano
spesso il tema della memoria e del tempo, esplorando come il passato influenzi il
presente e il futuro. Questa riflessione sul trascorrere del tempo e sulla continuità della
memoria è ancora attuale in un mondo in cui la storia e il passato continuano a
plasmare il nostro [Link] Sociale e Politico: Molte poesie di Montale
contengono un impegno sociale e politico, riflettendo sulle sfide della società e della
politica dell'epoca. Questo impegno può essere applicato anche alle sfide
contemporanee, come le disuguaglianze, la giustizia sociale e i diritti umani.