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Arte

appunti di arte da Picasso a Dalì

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RIASSUNTI ARTE

PABLO PICASSO (1881-1973)

In un primo periodo lo stile di Picasso oscilla tra l’ammirazione per Cezanne e le generiche tematiche
impressione è postimpressioniste
- Picasso inaugura il cosiddetto PERIODO BLU (fino al 1904), si tratta di un tipo di pittura giocato sui
colori freddi, come se velati da un cristallo azzurrato, il suo cuore è velato da una perenne
malinconia
- A partire dal 1905, inizia il cosiddetto PERIODO ROSA, usa colori come il rosa, ocra e l’arancio
- Gli ultimi mesi del 1906 segnano il cosiddetto PERIODO AFRICANO, definito anche come EPOCA
NEGRA, nel corso della quale Picasso si appassiona alla scultura rituale africana e polinesiana =>
cerca testimonianze di un’umanità spontanea e incorrotta.

POVERI IN RIVA AL MARE


Risale al periodo blu, viene composto a Barcellona nel 1903.
Sono rappresentati tre personaggi, scarsi e infreddoliti=> rappresentano la metafora della Sacra Famiglia
Essi presentano una dignità monumentale, in particolare modo la figura severa della madre, vista di spalle
che richiama i personaggi giotteschi.
Picasso rappresenta tre elementi differenti della natura: TERRA (spiaggia), ACQUA (mare), ARIA (cielo)
 Queste tre fasce orizzontali contrastano con i tre personaggi in modo da isolarsi nella scena è
sottolineare il dramma

FAMIGLIA DI SALTIMBANCHI
Picasso abbandona i toni freddi del precedente periodo blu, la sua tavolozza è caratterizzata da gradazioni di
rossi, di rosa e arancio.
L’opera propone ancora una famiglia => sei personaggi sono colti in un momento si silenziosa attesa e il loro
atteggiamento serio è contrastato dai costumi di cena che ancora indossano
Rappresenta la vita dura dei clown, acrobati e giocolieri mettendo una in scena la misera vita di poveri
girovaghi.
L’arlecchino di spalle volge lo squadrò lontano mentre tiene per meno una bambina con il tutù e le scarpette
rosa (Degas).
Il paesaggio è desolato e contribuisce a rappresentare la solitudine dei personaggi.

LE DEMOISELLES D’AVIGNON
Picasso parte dalle solide volumetrie di Cezanne e semplifica le geometrie dei corpi e coinvolge anche lo
spazio, il quale non è più inteso come una serie di rapporti tra le varie figure; infatti, viene smaterializzato e
dunque diviene un oggetto al pari degli altri.
Viene rappresentata una natura morta con lo stesso procedimento, natura morta con frutta e tovagliolo,
posta sul tavolino al centro in basso. Anche in questo caso, non si percepiscono più dei rapporti spaziali
coerenti e tutto viene stravolto davanti agli occhi di chi osserva.
Le stesse figure femminili sono compenetrate e non risultano essere più immerse nello spazio, e a parte il
colore rosa dei nudi sembrano essere costituite dalla stessa materia solida, cosicché ogni differenza tra
contenuto e contenitore viene annullata.
Picasso si ispira alla cultura iberica -> influsso maschere dell’africa nera.

RITRATTO DI AMBROISE VOLLARD


Vollard è un collezionista e mercante d’arte, amico di Picasso, il quale, mira più al contenuto che
all’apparenza, rinunciando alla verosimiglianza fotografica.
Non si limita all’autoritratto, ma scava a fondo sulla psicologia del modello., mettendo in evidenza solo le
caratteristiche principali. Personaggio e sfondo sono posti sullo stesso piano e la composizione è
frastagliata. Dallo sfondo fuoriescono e prendono forma la spaziosa fronte e una bottiglia appoggiata sul
tavolo dello studio.
NATURA MORTA CON SEDIA IMPAGLIATA
L'opera rappresenta una natura morte all’interno di un caffè parigino. Sulla destra vi sono una fetta di
limone e un‘ostrica, al centro un bicchiere, a sinistra un giornale e una pipa. Inserti pittorici realizzati con
colori a olio della gradazione dei bruni.
Operazione estremamente colta e raffinata. La finta paglia di Vienna sta a rappresentare una sedia vera.
Dunque, la paglia è falsa, mentre la tela cerata è vero. Entrambi sono però falsi per rappresentare una sedia.

I TRE MUSICI
Picasso applica un gusto del colore nuovo e fumettistico. Il dipinto raffigura due personaggi tipici della
commedia dell’arte. Un biancovestito pulcinella che suona il flauto, a sinistra, e un arlecchino chitarrista che
insieme ad un monaco con uno spartito fra le mani, improvvisano un allegro terzetto musicale, mentre un
grosso cane nero sta accucciato sotto il tavolo.
Distende i colori si piani ampi e piatti in una visione frontale e bidimensionale, ma rimane sempre una
prospettiva ambigua e illusoria.

NUOVO CLASSICISMO
Nel maggio del 1917 Picasso si trova a Roma e ha un nuovo desiderio di classicità attraverso un nuovo
richiamo all’ordine. La grande bagnante esprime un trionfo monumentale di giovinezza e carnalità,
ispirandosi alla recente gravidanza della moglie. Il corpo è sodo e severo, il personaggio riempie tutto lo
spazio disponibile, proponendosi verso l’osservatore con gambe e braccia che non seguono più la logica
proporzionale e prospettica. Questa volumetria massiccia e maestosa addolcita dallo sguardo. Il vigoroso e
composto panneggio allude a un ritorno all’ordine sempre più consapevole.

IL RITRATTO FEMMINILE
Il tema del ritratto femminile è un tema ricorrente nella produzione di Picasso, da così origine a una
straordinaria galleria di volti nei quali l’artista rappresenta volti femminile emancipati e vari.
Un esempio ne è DONNA SEDUTA-> la donna siede su una poltroncina nera con i braccioli, all’interno di una
stanca con una prospettiva improbabile.
Scherzoso cappello estivo, il volto sorridente, gli occhi azzurri e i lunghi capelli alludono alla giovinezza della
donna e al carattere semplice e spensierato.
Nel RITRATTO DI DORA MAAR invece è rappresentata la donna di origine croata Markovic che siede su una
poltroncina nera con i braccioli, sullo sfondo di una piccola stanza dalla prospettiva incerta. La figura è snella
ed elegante come lo sguardo chiaro a ammaliatore. Con la mano destra si regge la testa dalla scura
capigliatura.

IL FUTURISMO
 È un movimento artistico, letterario e politico. Nato a Parigi nel 1909 con la pubblicazione sulle
pagine “a figaro” a cura di Filippo Tommaso Marinetti, nel quale presenta una lunga e articolata
nuova idea artistica.
Il manifesto del futurismo promuove un profondo rinnovamento nella cultura italiana, attraverso un nuovo
modo di fare arte e di comunicarla al pubblico. Avverte la necessità di ritrovare un contatto con il mondo
reale contemporaneo.
Il testo del manifesto presenta un prologo nel quale Marinetti presenta i momenti di fondazione del
futurismo raccontando di un’intera nottata trascorsa con gli amici a scrivere e a discutere.
 Temerarietà, audacia, ribellione, aggressivo, velocità, lotta: questi sono gli elementi fondamentali
del futurismo che irrompe nella scena artistica, ricerca di provocazione e ansia di rinnovamento che
si traduce in atti irrazionali avvicinandosi così al vitalismo
 Disprezzo nei confronti della donna, una condanna alla sua condizione artistica e letteraria.
 Prima lotta contro il classicismo e il decadentismo
Uno dei principali temi è quello dell’affermarsi della tecnica che sta trasformando la realtà. Elemento
principale è la MACCHINA (il mito della macchina).
UMBERTO BOCCIONI

LA CITTÀ CHE SALE


Il protagonista di questa tela è il turbinoso affollarsi di cavalli e uomini, all’interno di un cantiere edile. Sullo
sfondo emergono le altre impalcature di alcuni edifici in costruzione. Lo scenario è quello della periferia
urbana in espansione, con ciminiere fumanti e tram elettrici. La lettura del dipinto richiede molto tempo,
muovendosi ta le forme centrali in primo piano che alludo a dei cavalli da tiro conditi con fati da alcuni
operai, e le forme più lontane e periferiche della città in costruzione. Profondità di campo, prodotta dalla
forte differenza tra oggetti e personaggi vicini e altri lontani, che agisce nei conforti dell’osservatore stabile
della sua posizione nello spazio.
Cavalli, uomini, mezzi, azioni, e tutto il resto sembra unificarsi preventivamente.

STATI D’ANIMO
L’artista analizza uno stesso evento, la gente che si salita dalla stazione, nei suoi diversi risvolti emotivi che
corrispondono a “stati d’animo” differenti. Esistono due versioni di questo trittico: prima dell’incontro con i
cubi sto e il secondo dopo l’incontro
Stati d'animo: Gli addii=> rappresenta le ondeggianti e nervose linee di colore che serpeggiano sulla tela
hanno sostituito l’originaria struttura puntiforme. Dimensioni di masse cromatiche. Rappresenta ombre
scura nell’atto di abbracciarsi. La seconda versione risente dell’influsso cubista, espandersi dei volumi,
figure sfaccettate e lontane dal naturalismo, ripetono il gesto dell’abbraccio moltiplicato nello spazio. Al
centro emerge il profilo di una locomotiva. Si individuano il volume della caldaia, in visione frontale e anche
il fumo sale diventato un gioco astratto di colori. I, numero in serie di macchine e il fanale posteriore rosso.
In basso si percepisce l’andamento dei binari simbolo del progresso.
Stati d'animo: Quelli che vanno;
Stati d’ animo: quelli che restano.
SIMULTANEITÀ DELLA VISIONE, SINTESI tra visione ottica e visione mentale, COMPENETRAZIONE DINAMICA

DINAMISMO DI UN FOOTBALLER
Principio guida-> il dinamismo p, tutte le ricerche plastiche futuriste hanno il loro fondamento nella
simultaneità che costituisce la forma della moderna concezione della vita. Il dinamismo è dunque
simultaneità di movimento, espresso attraverso linee-forza che colgono la simultaneità delle forze, come
quella che lega oggetto + ambiente + atmosfera. La figura del footballer rappresenta un calciatore in azione
che esprime l’esalazione della sua anima, colta nel momento in cui esce dal corpo per mescolarsi
all’universo che la circonda. Tracce visive che si sovrappongono e si compenetrano.

Forme uniche della continuità nello spazio


Simultaneità, sintesi tra visione ottica e visione mentale, scomposizione ed espansione delle forme nello
spazio circostante sono tra i principi che Boccioni tenta di trasporre anche nella scultura.
L’opera rappresenta una possente figura umana che incede a grandi passi. Il suo profilo segue linee
frammentarie, senza volto ne braccia, rappresenta il puro movimento. La figura si amplia oltre i suoi limiti
volumetrici per fondersi con l’ambiente circostante.

GIACOMO BALLA

DINAMISMO DI UN CANE AL GUINZAGLIO


Fissa sulla tele le singole fasi di cui si compone il movimento. Le figure sono un bassotto, il suo guinzaglio, e i
piedi di una figura femminile. Tutti questi elementi vengono moltiplicati, fino a diventare delle pure
vibrazioni. Il guinzaglio richiamato nel titolo è descritto fissando quattro posizioni successive del suo
ondulato movimento.
RAGAZZA CHE CORRE SUL BALCONE
Anche qui Balla sovrappone a una tecnica divisionista portata all'estremo, dove il colore assume le
dimensioni di macchia, accostamenti di una serie di fotogrammi tipo. Ogni oggetto attraverso il movimento
e il dinamismo acquista un’altra dimensione.
Velocità astratta + rumore
rappresentazione della caotica moltitudine del traffico nella metropoli moderna. Come ondate di suoni, gli
ampi movimenti circolari si inseguono sulla tela e fuoriescono dal quadro coprendone anche la cornice per
tutto il perimetro. Balla polverizza la riconoscibilità del soggetto, riducendo linee e superfici a semplici
indicatori di movimento. Il vivace cromatismo dalle pure forme astratte, infine, contribuisce a portare
osservatore - nello spirito della sinestesia - nel centro vorticoso del chiasso.

IL DADA
Nel febbraio del 1916 alcuni intellettuali aprono a Zurigo il CABARIET VOLTAIRE, già il nome illude all’
esaltazione della ragione contro la guerra e l’irrazionalità. Il promotore è il poeta tedesco Hugo Ball, a lui si
uniscono Tristan Tzara (1896-1963), il pittore e scenografo Marcel Janco (1895-1984), rumeno anch'egli, e il
pittore e scultore alsaziano Hans Arp.
Nasce così il DADA, movimento che è un nonsenso per definizione; infatti, proprio il nome è stato scelto a
caso aprendo il dizionario tedesco-francese. In russo significa due volte “si”, in tedesco due volte questo.
Dunque, dada è tutto e nulla, è libertà di esserlo e non esserlo, allo stesso tempo è arte e negazione
dell’arte. ARP definisce come il movimento vide la luce, mostrando da subito quello che sarà il motivo
conduttore di tutto il mov8mento ovvero il gusto per il paradosso è il gioco dei nonsensi.
Nel 1918 Tzara scrive il Manifesto Dada, fornisce alcune direttive ideologiche ed estetiche di riferimento.
Dada nel giro di pochi anni si bruciò, dopo la guerra rutti gli intellettuali che vi parteciparono tornarono nel
loro paese.

MARCEL DUCHAMP

NUDO CHE SCENDE LE SCALE N.2


Si tratta di un olio del 1912. Protagonista del dipinto è la traccia, armonica e ripetuta del profilo di un corpo
umano mentre le scende una scala. Scompone la continuità del gesto in singole figure accostate e
consequenziali.

FONTANA
La fontana era un orinatoio rovesciato, quelli dei gabinetti maschili. L'ironica beffa resa ancora più
provocatoria dalla firma dell’autore e della data, apposta in basso a sinistra, fu chiarita dallo stesso autore,
ribattendo a coloro che non la volevano esporre. Per l’artista ARTE non è più FARE ma SCEGLIERE-> tutti
possono essere artisti in questo senso e tutto può diventare arte. Bisogna fare ciò sottraendosi dagli schemi
mentali che tendono a incasellare la realtà all’interno di una griglia rigida imposta dalla società borghese.
L'originale della fontana è andato disperso, buttato via dai facchini durante un trasloco.

L.H.O.O.Q
Si tratta di un ready-made rettificato. Si tratta di una produzione della Monna Lisa di Da Vinci alla quale
l’artista ha aggiunto baffi e pizzetto. La provocazione è doppia: dissacra uno dei miti più iconici, ovvero la
Gioconda aggiunto le lettere che caratterizzano il titolo che danno origine ad una frase volgare. In questo
modo l’artista onora l’arte di Leonardo a modo suo.

MAN RAY

CADEAU
Anche qui l’artista propone un ready-made rettificato. Si tratta di un ferro da stiro al quale l’artista sulla
piastra decide di saldare 14 chiodi d’acciaio. In questo oggetto tutto è beffa e contraddizione, a cominciare
da titolo che allude ai formalismi e alle convenzioni borghesi.

LE VIOLON D’INGRES
Nuova manipolazione dell’immagine fotografica. Rappresenta il “IL VIOLINODI INGRES” e viene utilizzata
per indicare un hobby, in quanto proprio il violino era il passatempo di Ingres. La foto rappresenta di
schiena la cantante e modella Alice Prin. L'artista poi ha aggiungo due effe all’altezza delle reni in modo da
rendere leggibile il corpo nudo della donna come un grande violino.

IL SURREALISMO
L'inconscio è quella sfera dell’attività psichica che non raggiunge il livello della coscienza. Esso costituisce la
parte della vita interiore di ogni individuo della quale non si può avere né consapevolezza né coscienza
diretta. L'inconscio si manifesta in vari modi la via privilegiata è proprio quella del sogno che si rivela in
tutta la sua essenza. Nel 1924 il poeta Breton pubblicò il primo manifesto del surrealismo. Egli nota che per
ogni essere umano il sonno e il sogno costituiscono una sorta di parantesi all’interno dell’attività
quotidiana. Gran parte della vita dell’uomo trascorre nel sonno e sognando -> deve esistere una realtà
superiore nella quale questo mondo possa esistere. Per surrealtà si intende una realtà assoluta. Il
surrealismo è un automatismo psichico, ovvero un processo automatico che si realizza senza il controllo
della ragione. Ciò viene descritto attraverso una metafora: bello come l’incontro casuale di una macchina
da cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio => ciò proveniva dall’accoppiamento di due realtà
apparentemente inconciliabili (BELLEZZA SURREALISTA). I modi e le tecniche sono il FROTTAGE, GRATTAGE
RACLAGE, COLLAGE.

SALVADOR DALI -METODO PARANOICO-CRITICO

VENERE DI MILO A CASSETTI


Il tema del corpo umano a cassetti è una costante nella produzione artistica di Dalì, stravolge il significato e
la funzione. Ricava nel calco in gesso della Venere sei cassettini in corrispondenza di altre zone significative
dal punto di vista simbolico o erotico. La provocazione è completata applicando ai cassetti dei pomelli
rivestiti di ermellino.

COSTRUZIONE MOLLE
Le forma anatomiche in primo piano sono usate per comporre un essere immaginario. Una gigante mano
nodosa strizza con furia violenta quello che sembrerebbe un seno di una donna. Un'altra mano poggia a
terra scarnificata e deforme, mentre un uomo microscopico le si affaccia incuriosito da dietro. Un piede
scheletrico poggia su un abbozzo di bacino anatomico sorretto a sua volta da una specie di altro piede
ossuto e rattrappito. Contro l’immensità del cielo un volto orribilmente ghignante volge in alto lo sguardo
disperato. Al suolo è tutto un caotico affollarsi di ossa, di fave bollite e di strane concrezioni minerali, tra le
quali spunta anche un armadio. MACRABO GIOCO DI ARTI -> GEOMETRIA PIETRIFICATA

SOGNO CAUSATO DAL VOLO DI UN’APE


L'atmosfera complessiva è ambigua e polivalente ma si fa nitida e tersa. L'artista stava dormendo quando
un’ape che gli volava attorno lo punge. in basso, si trova la sua compagna nella sua sensualità Gala, la quale
riposa sollevata sopra un piatto scoglio frastagliato che ricalca l’andamento delle coste bretoni.
Una baionetta appuntita sta per trafiggere il braccio destro della donna: nell’istante in cui si prevede la
sensazione di dolore, ma l’arma appuntita rappresenta anche un evidente simbolo sensuale.
La percezione della puntura dell’ape viene ingigantita dal sogno, che a sua volta ronza introno a un
melagrana sospesa. Per questo assume le sembianze di due mostruose tigri. sullo sfondo un elefante dalle
esili zampe di insetto e regge un obelisco sulla groppa (reinterpretazione dell’elefante della minerva).
Il pachiderma cammina sull’acqua con la leggerezza di una libellula.

RITRATTO DI ISABEL STYLER-TAS (melancolia)


Il ritratto rappresenta la figlia del gioielliere Louis Tas. Il piccolo olio risale al soggiorno a New York del 45 e
si rifà alla tipologia dei ritratti rinascimentali italiani, solo che al ritratto della donna si contrappone solo la
sua sagoma speculare, questa però non ha nulla a che vedere con il ritratto vero e proprio. Rimanda
piuttosto alla rappresentazione di un paesaggio brullo, dove un sentiero tortuoso si inerpica per le pendici
di una falesia a picco sul mare.

CROCIFISSIONE
Dalì ha un importante momento di ripensamento mistico, profonda tradizione spirituale del cattolicesimo
spagnolo. Il questo dipinto l’artista affronta con coraggio uno dei temi più delicati e ricorrenti
dell’iconografia cristiana. La figura del cristo anatomicamente perfetta levita a mezz’aria davanti ad una
massiccia croce tridimensionale, formata dall’incastro di otto grandi cubi che allude all’ipercubo.
Mancano corona di spine e dei chiodi, sostituiti da quattro simbolici parallelepipedi a base quadrata.
A sinistra, in basso, su uno scoglio squadrata, è rappresentata l’amata Gala con indosso un ricco abito di
seta cangiante che incarna la Vergine Maria dolente sullo sfondo di una scacchiera che si perde verso un
orizzonte oscuro.

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