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Heidegger

appunti di filosofia su heidegger

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Che cos’è l’essere?

prima di rispondere a questa domanda Heidegger ritiene però che occorra innanzitutto
analizzare che cosa sia l’ente che si pone questa domanda ovvero L’UOMO a questa ricerca il filosofo dedica
l’opera ESSERE E TEMPO.
In questa opera Heidegger parte innanzitutto da una analitica esistenziale-> un’analisi delle caratteristiche
fondamentali dell’essere UOMO ->come viene descritto dunque l’uomo da Heidegger: come ESSERCI vuol
dire che caratteristica fondamentale dell’uomo e la sua esistenza che si realizza dentro un certo tempo e un
certo spazio. l’uomo dunque potremmo dire è tale perché esiste
L’esistenza dell’esserci è caratterizzata dalla POSSIBILITÀ -> l’uomo ha davanti a se indefinite possibilità da
realizzare che si traducono nella possibilità di progettare
L’esserci sommerso dalle possibilità di progetti si prospettano è anche un ESSERE NEL MONDO che vuol dire
che ha accerchiato da cose a cui dare un significato utile alla realizzazione dei propri progetti
➔ in quanto essere nel mondo che progetta l’esserci, si distingue dalle cose semplici, e da a
quest’ultime un significato e le trasforma in strumenti utilizzabili ai propri fini
➔ L’esserci attribuisce un significato a queste cose, ma per attribuire un significato deve avere una
comprensione del mondo solo attraverso la comprensione si può rendere strumenti utilizzabili
➔ La comprensione proviene da una pre-comprensione originaria-> questo vuol dire che secondo il
filosofo l’uomo possiede già degli strumenti di comprensione delle realtà che gli derivano dalla
famiglia dalla società dalla propria storia a cui appartiene-> in tal senso dice Heidegger ogni
comprensione è in realtà una pre-comprensione è lo strumento di pre-tcomprensione per
eccellenza è il linguaggio
➔ ogni comprensione infatti dice è legata a una situazione affettiva, una disposizione emotiva ovvero
l’uomo comprende il mondo con un certo stato d’animo
➔ esiste una situazione affettiva di base legata al carattere esistenziale che tutti gli uomini condividono
che deriva dal fatto che l’uomo è secondo Heidegger anche un essere gettato ovvero si trova in una
situazione esistenziale che non ha scelto ->questo essere gettato provoca ANGOSCIA CHE
RAPPRESENTA UNA CONDIZIONE EMOTIVA ORIGINARIA DELL’UOMO
➔ l’uomo come essere nel mondo circondato da cose circondato da altre persone da altri esseri e
dunque un essere con gli altri e circondato da altri esserci significa avere CURA degli altri
➔ questa cura degli altri può svolgersi secondo due modi inautentica: porsi rispetto all’altro
sostituendosi ad esso limitando la sua capacità di avere una cura e una cura autentica: è un porsi
costruttivo rispetto all’altro è un aiutarlo a trovare una propria autonoma collocazione nel mondo e
dunque a diventare se stessi
➔ dal momento che la cura implica sostanzialmente tutti gli esistenziali finora incontrati perché la
cura implica l’essere nel mondo, essere gettati implicano sviluppare progetti implica avere una
vocazione possiamo dire che la cura rappresenta la condizione fondamentale dell’uomo esistenziale
➔ RAPPORTO TEMPO ED ESSERCI in quanto essere gettato l’uomo si trova nella complessa situazione
di dover vivere in una esistenza che sostanzialmente si fonda sul nulla di fronte a tale problematica
l’uomo deve trovare strategie di comprensione del mondo che determinano la distinzione fra una
vita inautentica e una vita autentica
➔ Inautentica deriva da una comprensione del mondo che si attua secondo gli occhi altrui in cui la
rassicurante anonima dimensione che hai del si, in altri termini si vive secondo quello che
comunemente si dice si fa la dimensione del sì fa cadere l’uomo in quelle che il filosofo definisce tre
trappole della chiacchierai la trappola della curiosità e la trappola dell’equivoco
➔ esistenza inautentica conduce dunque l’uomo una deiezione diventa una cosa fra le cose
➔ esistenza autentica deve porsi il tema della morte, l’unica che è necessariamente caratterizza
l’esserci, la morte come orizzonte inevitabile e il nulla come caratteristica dell’esistenza esserci
assume la dimensione di un essere per la morte ovvero assumere la morte come decisione
anticipatrice e di nuovo cosa vuol dire decisione anticipatatrice vuol dire che non occorre attendere
la morte concreta per fare esperienza della finitudine dell’esistenza ma averne già in vita una piena
consapevolezza
➔ tramite questa consapevolezza la voce della coscienza che ci spinge a non vivere nella dimensione
del si ma attuare scelte che appartengono a un progetto di vita
➔ l’esserci e il tempo perché l’esserci vive costantemente in una triplice dimensione temporale la
dimensione del passato nella sua condizione originale di essere gettato la condizione del futuro e
che l’uomo è sempre un essere progettato cioè progetti riduci nel presente il presente nel momento
in cui le cose del mondo vengono utilizzate per il progetto dell’utilizzo dei progetto la dimensione
della deiezione oppure se viviamo la dimensione autentica della vita il presente diventa decisione
anticipatrice
➔ per concludere dunque si può affermare che se il senso unitario dei esistenziali è rappresentato
dalla sorta determinata dalla dimensione del essere tempo però avrebbe infatti dovuto finalmente
rispondere alla domanda iniziale ovvero che cosa è l’esse a questo punto della stesura Heidegger
comprende che gli manca qualcosa per rispondere

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