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DALLA SCUOLA ÉLITE ALLA SCUOLA

DELL’INCLUSIONE, LA STORIA DELLA SCUOLA


ITALIANA NEL CORSO DEL XX SECOLO
La prima legge nazionale che ha istituito la scuola italiana è la legge Casati
1859 che a da allo stato il compito di occuparsi dell’istruzione e dei suoi
cittadini che no ad allora la chiesa (il suo monopolio nel dirigere l’istruzione)era
l’istituzione che si occupava della scuola.
Questa legge è la prima che parla dell’obbligo scolastico, ssato a 7 anni,
stabiliva che le elementari durava solo 4 anni ed era suddivisa in due anni+due
anni, ciclo inferiore e ciclo superiore, quindi obbligo per il biennio.
Oggi non sarebbe attuale ma i livelli di analfabetismo in quei anni era
elevatissimo, per la stragrande maggioranza; dopo le elementari o si andava a
lavorare o si andava al ginnasio a pagamento o la scuola tecnica(gratis). Diritto
all’istruzione, scuola e democrazia, scuola elitaria->collegamento.
La legge successiva che ha esteso l’obbligo dai 7 ai 9 anni è la legge Coppino
del 1877 che estende ulteriormente l’obbligo+ contempla stanzio per i genitori
che non rispettano l’obbligo->ciò nonostante queste leggi sono inattese,
grandissime masse continuano a non onorare l’obbligo scolastico, il divario
sociale era enorme alla ne dell’ 800; periodo agazzi e montessori.
La terza legge si chiama orlando del 1904(come la legge 36) estende l’obbligo a
12 anni.
Dopo orlando la grande riforma è la riforma Gentile del 1923. La grande novità
si ha nell’1962, “l’anno di svolta,”ove viene istituita la scuola media unica, 3
anni uguali x tutti, si innestavano dopo il diploma, questa legge liberalizza i
percorsi l’istruzione italiana, fa decadere quei sbarramenti con la riforma Gentile.
Sparisce la scuola di avviamento professionale e decade l’idea che qualche
ciclo di scuola superiore non consenta l’accesso all’università,
indipendentemente dal ciclo superiore frequentato, non a caso questa legge
fuori esce durante il boom economico, l’economia traina la società e c’era
bisogno di gente istruita ora.
Nell’1968 viene istituita per la prima volta, la scuola materna statale e per la
prima volta lo stato dimostra di interessarsi anche della formazione
prescolare(si parla di formazione e non di accoglienza) in quanto lo sviluppo
cognitivo si sviluppano anche in quell’età evolutiva.
Attenzione che è stata dedicata dalla Montessori e sorelle Agazzi. Questo è
welfare!!!Chi prima si occupava dei bimbi?
Erano istituiti privati gestiti dalla Chiesa, che avendo il monopolio del sapere lo
ha decisamente condizionato.
Collegamento con storia: 1962 in Italia abbiamo il boom economico, siamo
partiti con il programma di pedagogia con le sorelle Agazzi ove c’era un Italia
contadina senza lo sviluppo industriale, mentre era già presente negli USA e
Inghilterra; le grandi innovazioni e riforme della scuola seguono lo sviluppo
storico sociale ed economico della nazione, e con il boom economico si riforma
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anche le scuola in parallelo, segue ed fondamenta e rinnovarla per supportare gli
sviluppi economici.
Negli anni 60 la vera grande rivoluzione è stata quella di portare la scuola
superiore verso le masse, ma arriva con un obbiettivo dello stato ove esso si
interessa dell’istruzione delle masse. Prima di questa riforma la scuola aveva
l’accesso all’istruzione aveva un andamento piramidale, perché molti
accedevano alla scuola elementare, i gradini di base dell’istruzione ma poi i cicli
superiori erano frequentati da pochissimi, la popolazione scolastica crollava di
gran lunga. Ma esso era un obiettivo dello Stato, dichiarato da Gentile, in quanto
scuola elitaria, classista per formare la futura classe dirigente.
Il mondo economico ha portato all’istruzione di massa, esattamente secondo il
ragionamento delle Scuole Nuove (modulo inizio anno); oggi questo
processo\necessità di portare l’istruzione alle masse si è radicalizzato ancora di
più perché siamo dentro ad una società ad alto sviluppo tecnologico e
complessa, ove si assiste ad una dematerializzazione del capitale=oggi lo
sviluppo economico è garantito da elementi che non sono materiali ma sono
diventati importanti, ossia l’innovazione continua, il sapere, l’intelligenza, livello
istruzione delle masse è un indicatore dello sviluppo economico. Oggi
l’istruzione delle masse danno la qualità economica, è indicativo.
Oggi è fondamentale in ogni fattore, aggiornarsi in continuazione perché nessun
settore economico sta fermo, deve cambiare ogni settore e cambia nei modi di
produzione; questa necessità di una sviluppo continuo, aggiornamento come un
nuovo capitale su cui investire.
Alla luce di tutto questo molti oggi evidenziano come una competenza che tutti
noi dovremmo avere e che sarà fondamentale in futuro, sarà proprio la capacita
di apprendere e disapprendere, apprendimento zigzagante. NO sapere
cristallizzato ci vuole essibilità cognitiva, ma anche i ritmi con la velocità con
cui le conoscenze si aggiornano. Ultimo elemento importante è che oggi molti
pedagogisti parlano ormai della necessità di un apprendimento permanente,
siamo dentro una società che impone a tutti i livelli un continuo aggiornamento
del sapere e delle conoscenze, che deve andare avanti per tutta la vita non
nisce con la scuola.
LA SCUOLA DELL’INCLUSIONE
1. Come la scuola ha saputo progressivamente includere;
2. Come oggi la scuola si pone come obbiettivo quello di personalizzare e
individualizzare gli apprendimenti per supportare ogni forma di svantaggio.
LEGISLAZIONE SCOLASTICA SULL’INCLUSIONE—Elenco normativa
scolastica sull’inclusione: Gentile, legge 517 del 1977, legge 104 del 1992, legge
170 del 2010 con la quale hanno riconosciuto i DSA, decreto ministeriale del 27
dicembre del 2012 che ha istituito i BES.
I. DIFFERENZA TRA INTEGRAZIONE ED INCLUSIONE
II. Fino alla 104 del 92, abbiamo avuto integrazione a scuola non inclusione, “io
faccio integrazione quando accolgo il disabile nelle classi dei normodotati” ma
quando parlo di integrazione l’ambiente accogliente non fa nulla per andare
incontro al disabile, lui deve adattarsi, l’ambiente non si modi ca per venire
incontro ai bisogni del disabile. Inclusione invece quando l’ambiente che
accoglie si modi ca si ristruttura per cercare di supportare i bisogni del
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disabile, l’ambiente attiva gli strumenti e misure per adeguarsi ai bisogni del
disabile=le criticità e i punti di forza del disabile. Inclusione vera si avrà con la
legge 104 del 1992.
III. La legge 104 dello 1992 stabilisce i diritti dei cittadini con disabilità, si occupa
anche del diritto all’istruzione e all’educazione, riconosce delle direttive
sull’inclusione scolastica=stabilisce che essa deve essere gestita non più solo
dall’insegnante di sostegno ma richiede l’intervento e la coordinazione di un
equipe multi disciplinare, ovvero diverse gure con diversi pro li che si
coordinano per obbiettivi comuni: famiglia,gli operatori sanitari legati alle
EMT(ASL), equipe multi disciplinare territoriale, il consiglio di classe, educatori,
assistenti sociali e terapisti della riabilitazione.
IV. Queste gure sono chiamate a compilare un PEI sulla base della diagnosi
funzionale(piano educativo personalizzato) che deve avere la rma di tutte le
gure, rappresenta il progetto didattico tarato sui bisogni del disabile in cui
vengono riportati strumenti,obiettivi, punti di forza, criteri di valutazione, misure
da adottare…
V. Nei PEI si speci ca se l’allievo segue la programmazione della classe con
obiettivi minimi o se invece seguirà un programma di erenziato; obiettivi
minimi: diploma equipollente, avere le stesse possibilità…; programma
di erenziato: attestato di frequenza, dichiara che l’allievo ha seguito le lezioni.
Diagnosi Funzionale
A. Un documento medico sanitario stirato da specialisti ove viene riportata la
diagnosi, il tipo di disabilità e anche il codice alfanumerico;
B. fotogra a del soggetto ove vengono spiegati i punti di forza e criticità;
C. fotogra a sul funzionamento globale del soggetto in ambito cognitivo-
comportamentale, sociale, emotivo,motorio,linguistico exc…
D. Si parte da qui per stipolare il PEI.
E. La nalità è quella di cercare di favorire: massimi livelli di autonomia calibrati
sul funzionamento dell’individuo; bisogna puntare alla massima autonomia
raggiungibile; servizi che intervengono con la disabilita dei minori sevizi
territoriali;
F. EMT=ove vengono prese in carico tutte le forme di disabilità psichica nella sue
forme più gravi: disabilità psichica (alimentazione, umore,ansia..): viene
dirottata alla neuropsichiatria infantile (disabilità intellettiva: de cit cognitivo).

EMT O NEUROPSICHIATRIA INFANTILE


Rilasciano diagnosi funzionale scritta da psicologi o psichiatri, la scuola accetta
soltanto certi cazioni che provengono da strutture pubbliche o convenzionate col
pubblico;
con la 104 tutto l’ambiente si sposa per l’individuo.
Legge 170 del 2010: ha istituito i DSA: disturbi speci ci dell’apprendimento
=dislessia, la disgra a o disortogra a, discalculia… Non si parla di disabilità,
disturbi che non contemplano de cit neurologi o de cit cognitivi, un allievo con
DSA ha un quadro cognitivo nella norma: ci sono delle piccole cadute in alcune
aree cognitive coinvolte negli apprendimenti scolastici+non è prevista l’insegnante
di sostegno.
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Codici alfanumerici secondo il DSM 5: perché purtroppo i DSA compaiono
all’interno del DSM 5 nella sezione dei disturbo del neuro sviluppo, pertanto trattati
come una malattia mentale.
Dislessia: F8 1.0
Disgra a: F81. 81
Discalculia: F81. 3

COSA PREVEDE? Quando una famiglia presenta alla scuola una certi cazione di
DSA (emt), la scuola è obbligata ad attivare un pdp, ossia un piano didattico
personalizzato, va rinnovato ogni anno per tutto il periodo scolastico a meno che
non ci sia remissione del disturbo.
PDP: sono previste delle misure dispensative e strumenti compensativi per gli
allievi con DSA.

DIRETTIVA MINISTERIALE 27 dicembre 2012


Essa allarga le maglie dell’inclusione e ha allargato le tutele, ha istituito i BES
(governo tecnico di Monti)=bisogni educativi speciali; chi sono i BES?
Tre tipologie di allievi:
1)Gli allievi certi cati ai sensi della legge 104 del ‘92 (disabilità)+ insegnate di
sostegno;
2) DSA;
3) tutti gli allievi che presentano uno svantaggio socio-culturale-linguistico o
qualsiasi altra forma di disagio o di coltà legata a condizioni mediche,
economiche, psicologiche(disturbi psicologici,lutto,situazioni ciniche,mediazione
linguistica, bullismo);
Tutele: attivazione di un PDP—> è attivato dal consiglio di classe, sono i prof ad
agire sulla situazione; la famiglia deve essere d’accordo; è temporaneo, ha volontà
solo per un anno;

- DSA: dislessia, disgra a e discalculia, sono dei disturbi del neurosviluppo del
DSM 5 (Sbagliato);
- DSA non hanno nulla di clinico, si danno in un quadro cognitivo di assoluta
normalità, nessun de cit cognitivo, neurologico o sensoriale—> esiste solo
una piccola caduta in alcune isole di abilità cognitive che sono quelle richieste
nell’apprendimento scolastico;
- la natura di queste di colta è legata al fatto che questi allievi non riescono a
trasformare delle operazione cognitive controllate a operazioni cognitive
automatiche; un processo cognitivo è controllato quando richiede costante
attenzione cognitiva, quando ogni passaggio deve essere controllato (come
quando inizio a guidare);
- un processo cognitivo è automatico quando riusciamo a svolgerlo con un
investimento di energie minime, la nostra attenzione non è focalizzata su ogni
momento e possiamo permetterci l’attenzione di usa (riesco a gestire più
prestazioni cognitive insieme)Ad Es: prendere appunti.
- Se non ho automatizzato la scrittura non riesco a concentrarmi su quello che
viene detto e anche scrivere.
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• DISLESSIA—>>codice alfa numerico F81.0, la diagnosi si più fare solo a partire
dalla seconda parte della seconda elementare, la lettura prima non è ancora un
processo automatico->(*sono le maestre che di solito si accorgono che
qualcosa non va e convocano le famiglie*); la diagnosi avviene nell’EMT, i test
somministrati si chiamano prove di lettura MT.
• **le maestre devono essere molto attente anche per evitare che il bimbo si senta
incapace, se non intervengono subito il bimbo si frustra, porta ansia e
demotivazione:
• il bimbo frustrato si chiude nel bozzolo per paura dell’’insuccesso o agisce
isolandosi=può essere un bimbo chiassoso o silenzioso, se non interviene e
precocemente si entra in un circolo vizioso che non dipende dal bimbo;
• il problema si traduce nell’insuccesso scolastico il che diventa disistima->ansia
da prestazione.
• Errori tipici: confondere tutte le lettere che presentano un diverso orientamento
spaziale (db)(Pq)(ea)(un), confondere lettere che hanno un suono simile (F v) (m
n) (d v) (z s), gruppi stabili i che fanno fatica a riconoscere e a leggere e saltano
righe, inversione delle lettere (il;li) e i funebri, fanno fatica a memorizzare le
sequenze (alfabeto, mesi,giorni, tabelline), lettera stenta e di coltosa,
di coltosa a consultare il dizionario, di coltà a prendere appunti.

Strumenti compensativi e misure dispensative
Due categorie di interventi: gli strumenti compensativi sono tutti quei strumenti che
possono supportare l’attività de citaria e sono prevalentemente strumenti
informatici;
Tema della tecnologia: per i BES l’informatica ha abilitato, tecnologia
virtuosa, nella didattica dell’inclusione ha aiutato e ha fatto la di erenza in
meglio.
Misure dispensative: toglie, dispensa l’allievo di non svolgere prestazioni dei
compiti e\o attività che per lui sono gravosi e queste eliminazioni non provocano
danni, l’apprendimento non ne risente e con esse non migliorerebbe perché non
può farlo, è una prestazione a cui lui non può arrivare.

Principali strumenti compensativi per la Dislessia


Lo strumento compensativo più utile sono le sintesi vocali ossia la lettura
computerizzata che legge i libri e funziona solo con i libri digitali, tutti ce l’hanno
oggi giorno; esiste una associazione italiana chiamatasi associazione italiana
dislessia= ha creato della convenzioni con le case editrici e dispone di una
biblioteca digitale ove sono raccolti tutti i manuali scolastici.
Se un allievo con dislessia fa richiesta ed esibisce la certi cazione, dimostrando di
aver comprando la versione cartacea, loro serviscono la versione digitale gratuita.
Sono autorizzati ad utilizzare schemi, mappe concettuali, formulari tutto ciò che
può aiutare ad organizzare il pensiero ed esistono anche i vocabolari digitali.
IL FADING si mette in atto tutte le volte in cui l’allievo comincia a sviluppare
sempre più autonomia e quando una competenza viene raggiunta.
Misure dispensative
1. Presa degli appunti= se l’allievo non riesce a prendere appunti;
2. Lettura ad alta voce
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3. Copiare dalla lavagna se non ce la fa
Tutti i DSA prediligono il canale visivo ed uditivo, con la sintesi vocale si traduce un
compito di lettera in una compito di ascolto, rimane più impresso ciò che viene
ascoltato; mentre visivo inteso come mappe concettuali e sintesi.

DISGRAFIA E DISORTOGRAFIA
I. La prima è una di colta di articolazione motoria e motricità, il disgra co ha
problemi a livello di gra a, ma un segno gra co di coltoso, fa fatica a scrivere
ma anche chi deve leggere a volta non riesce. Non ci sono errori grammaticali
ma una gra a incomprensibile.
II. La disortogra a prova l’essere impacciato nella calligra a ma sopratutto
quando l’alunno fa molti errori di grammatica e di sintassi, sono una carenza e
criticità che li riguarda (apostrofo,accenti,punteggiatura exc..)
III. Non per mancanza di allenamento o conoscenza!!

Misure dispensative e strumenti compensativi


1. Programmi di video scrittura con correttore ortogra co e se è grave può anche
essere esonerato dalla scrittura a mano, viene tolta la scrittura
2. Lo dispenso dal prendere appunti
3. Copiare dalla lavagna
4. Dettato
Di solito con i disortogra ci si stabilisce di valutare di più il contenuto che per la
forma;
Questi allievi sono dispensati dalle tempistiche standard della classe, possono e
hanno diritto ad avere più tempo(anche per i dislessici) e se non ce tempo
sempli co la veri ca;
sono dispensati dall’avere più veri che nelle stessa giornata e in merito a ciò
hanno diritto alla programmazione delle veri che—>è una misura compensativa.

La discalculia
Ho problemi con il calcolo e porta gli allievi a fare errori abbastanza tipico.
Errori con operazioni in colonna ma anche divisioni con il resto exc…
Di coltà a riconoscere unita, decine e centinaia; e fanno di colta a ripescare le
procedure matematiche;
errore tipico della di colta nel riconoscere valore dello 0 (100.010 lo leggono come
101, non colgono l’estensione dello 0); non automatizzano le sequenze->tabelline,
formule.
Strumenti compensativi
1. Formulari
2. Tavola pitagorica
3. Calcolatrice
4. Programmi con il computer che svolgono operazioni matematiche
5. Tempi diversi
6. Diritto alla programmazione
7. Sempli cazione delle veri che
Questi disturbi a volte sono in forma mista, disturbi misti dell’apprendimento, non
è un eccezione ma quasi sempre magari ha un problema nell’aria della lettura e del
calcolo.
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EDGAR MORIN
I. È nato nel 1921 ed è ancora in vita;
II. Personalità tipo Bauman, è un po’ sociologo, losofo ed è in una linea di
con ne tra molte discipline anche di pedagogia; egli è stato chiamato a
ipotizzare una riforma sull’istruzione francese.
III. Dove lo colloco? Egli è nella categoria del pensiero complesso, comunica con
Bruner e Bauman, per quanto concerne la “complessità del post moderno”.
IV. Ha cercato di capire come l’educazione possa in qualche modo aiutarci a
muoverci nella complessità dell’oggi, come l’educazione e il sapere ci possano
aiutare a leggere e comprendere i grossi problemi posti dalla contemporaneità,
i problemi nuovi: [Link]; [Link]; =società intrecciata e
interconnessa, siamo davvero nella quarta rivoluzione industriale, attraverso
social, mezzi di comunicazione e l’intelligenza arti ciale.
V. Il pensiero e il sapere come lo abbiamo nora concepito, non è più adatto non
soltanto a comprendere i problemi dell’oggi ma sta diventando dannoso:la
tecnologia rischia di diventare dannosa per la comprensione profonda di ciò
che sta accadendo.
VI. Critica il sapere tradizionale, al modo di organizzare il sapere nel passato->il
pensiero così come si è venuto a strutturare sopratutto nel corso del 19 e 20’
secolo ha tre caratteristiche negative: 1. La tendenza alla disgiunzione; 2.
Tendenza al riduzionismo; 3. Tendenza alla quanti cazione;
1. Tendenza alla disgiunzione: A partire da Cartesio in poi c’è stata la tendenza
sbagliata a disgiungere, separare, il soggetto pensante dall’oggetto studiato;
ha dominato questa idea del tutto sbagliata a concepire la mente quasi come
fosse una lente neutra totalmente sganciata dalla realtà materiale, studia un
mondo concepito come altro, la mente indipendente e la realtà è qualcosa
altro, una realtà esterna.
Cartesio: res exstansa che è il mondo materiale, una struttura geometria; la
res cogitans: anima, spirituale ; quindi idea di un mente pura e diversa dalla
materia, la mente è altra rispetto alla materia e ha il potere di rispecchiarla
(Dewey)e di conoscerla la realtà. Collegamento Kant.
Analizza che pensare di separare la mente dal mondo è un operazione assurda,
intende il mondo naturale e mondo socio-culturale ,tutto ciò che sta fuori di
me; per MORIN la mente è nel mondo ma anche il mondo è nella mente, vuol
dire che la mente è biologia ha un substrato biologico, il mondo è dentro di me
perché io sono un prodotto della natura ma sopratutto il mondo è dentro di me
perché la mia mente esiste grazie alla cultura, si struttura grazie ad essa è
dalla cultura che ampia la mente che riceve i codici e i messaggi per poter
esistere e per potersi strutturare, il pensiero è reso possibile dalla cultura e da
quel procedimento che si apprende ossia il linguaggio: ogni forma di sapere e
conoscenza è sempre una rappresentazione , non esiste la verità oggettiva,
assoluta ogni forma di conoscenza che abbiamo, anche quella scienti ca, è
una rappresentazione di una mente che non avrà mai accesso alla realtà,
Kant=ogni forma di conoscenza è un fenomeno non un noumeno.
Ogni conoscenza è provvisoria, è sempre in sviluppo, dobbiamo essere
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consapevoli che ogni conoscenza è una rappresentazione da un ente come
l’uomo che è prodotto della cultura che ltra la relata attraverso i suoi codici
culturali, il sapere non va mai considerato come assodato, arrivato,
socraticamente va considerato come una ricerca aperta, provvisoria, per
evitare le rigidità teoriche e il dogmatismo. Collegamento Dewey.
Questa tendenza alla disgiunzione ha determinato la divaricazione\separazione
tra cultura scienti ca e umanistica, il polo umanistico e polo scienti co
separati=per MORIN questa tendenza deve essere superata, devono
ricominciare a dialogare tra di loro.
Secondo Morin questi due poli della conoscenza sono legati all’idea che il
soggetto pensante è altro rispetto alla materia che deve studiare:questa
separazione deve nire. C’è grande di denza e pregiudizio reciproco tra i
ricercatori dell’ambiato scienti co e quelli del polo umanistico, gli scienziati li
vedono come un esercizio intellettuale sterile, un ornamento intellettuale,
un lusso concettuale sterile, non servono a nulla, infecondo; viceversa gli
esponenti del polo umanistico hanno pregiudizi dato che lo leggono
minaccioso e negativo e troppo astratto.
In realtà è fondamentale oggi, per quello che è diventata la società(complessa,
liquida, globalizzata, ad alto sviluppo tecnologico, con ritiri di cambiamento
velocissimi); queste due dimensioni del sapere devono ricominciare a parlare
tra di loro, è fondamentale per capire dove stiamo andando; si devono
contaminare vicendevolmente, è indispensabile che accada questo.
2. Tendenza al riduzionismo: ridurre un fenomeno complesso solo ad alcuni dei
fattori che lo costituiscono. Oggi noi assistiamo ad una iper specializzazione,
ogni piccolo settore della conoscenza è diventato ipertro co, ogni settore si
specializza sempre di più…Ma qual è il dramma?
Noi ora abbiamo degli esperti, che sanno tutto di un piccolo settore della
conoscenza, ma viene a mancare la visione generale e l’idea che ogni sapere
è collegato con gli altri, manca la visione dell’insieme.
Oggi noi siamo dentro una società globale che apre problemi di vastissima
portata, bisogna avere una visione di insieme, in cui diventa fondamentale
ri ettere costantemente sui grandi, nuovi, inediti problemi che apre la
contemporaneità.
Ri essività=la tendenza alla problematizzazione dell’oggi, è urgente parlare
dei problemi, non possiamo dedicarci solo ad un settore escludendo gli altri.
Tecnica ri essiva= quando fa domande su se stessa e sui problemi inerenti ad
essa, la tecnica può ampliare la conoscenza, scoprire innovazioni… oppure
può a ancare una ri essione su se stessa, concentrarsi sulle questioni etiche,
una grande autoanalisi, si deve domandare qual è l’impatto etico sui risultati
delle innovazioni\scoperte\tecnologie.
Morin dice che oggi se guardiano all’essere umano è frammentato in mille
dimensioni, che entrano in dipartimenti diversi all’università; ad esempio la
parte biologica, corporea la studia il polo scienti co, l’uomo dal punto di vista
comportamentale ecc.. dal dipartimento di psicologia, mentre l’uomo come
animale politico a loso a o scienze politiche ecc….
C’è una visione olistica che deve essere riconquistata=Platone e Aristotele si
occupavano di ambedue le parti.
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Dobbiamo agganciare il sapere alla ri essione dell’oggi e sulle criticità della
società però per aprire queste grandi domande di problematizzazione non
posso specializzarmi solo un settore:esperti in piccoli rami della conoscenza,
quando dovrebbe esserci un insieme, la psicologia oggi serve alla tecnica
=impatto emotivo e cognitivo; (lui ha molta ducia nelle scienze umane e
losofa perché raccolgono tutto).
3. Tendenza alla quanti cazione: I metodi quantitativi misurano il fenomeno,
danno la di usione, l’’etimologia, i dati statistici, sono oggettivi e traducano il
fenomeno in codici matematici. Ma, in questo modo, manca una porzione
enorme del fenomeno, ossia la spiegazione del senso per cui qualche
fenomeno accade, “io posso dare il dato statistico ma se lo voglio davvero
capire non posso fermarli li”, “devo capire il senso che ha per le persone”,
“devono scendere nella versione psicologica e questa è la quali cazione”.
Ossia le motivazioni per il furto ecc.
Nell’ottica di Morin tutto il sapere è più sbilanciato verso ricerche quantitative
che quali cative, a misurare più che a spiegare nel profondo i fenomeni. La
tendenza alla quanti cazione porta la ricerca e il sapere ad allontanarsi dai
grandi problemi vitali e dell’esistenza, della società che sono sempre problemi
generali e non speci ci.
4. Come va riformulato il sapere?
Deve diventare un sapere complesso e sistemico=vuol dire che dobbiamo
avere piena consapevolezza che ormai ogni settore comunica con gli altri, il
sapere è un sistema perché è più, non è semplicemente la singola somma
frazionata delle singole parti, ogni parte comunica con il tutto, comunicano e si
in uenzano continuamente, non è tutto irrelato tra di loro, tutto in uenza tutto,
le parti lo in uenzano e viceversa.
Il pensiero complesso e sistemico rispecchia la realtà che è sistemica e
complessa, e in questa realtà vivono due principi che il pensiero deve
ri ettere:
1. La causalità ricorsiva(principio delle retroazione); 2. Principio
oligrammatico; la nalità di questi principi->dobbiamo favorire il sapere che
produca relianza.
• Il pensiero deve farsi complesso appunto perché la realtà è complessa, infondo
la nostra società complessa segue un po’ quello che è il principio della
termodinamica:la seconda legge della termodinamica a erma che un sistema
se lasciato evolvere spontaneamente tende al massimo livello di disordine.
• ->Noi dobbiamo partire dalla consapevolezza che nella nostra società non tutto
può essere chiari cato, un disordine complesso crea problemi=la nostra società
tende al disordine perché complessa, quindi l’atteggiamento da tenere è la
ri essività.
• =La cosa più importante da fare è aprire una ri essione sui problemi siologici
della società. Nel sistema complesso non vale più la legge di causalità lineare,
ovvero che ci sia una causa che agisce su un fenomeno in modo lineare, se noi
siamo all’interno di una realtà sistematica dobbiamo uscire dalle realtà causa-
e etto=l’e etto agisce nella causa, c’è sempre una retroazione=agisce a sua
volta sulla causa->con la sica quantistica era già venuto meno questo concetto
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di causa-e etto. Questo ovviamente complica di più le cose: l’esempio di
retroazione lo troviamo nel rapporto tra individuo e società, perché
quest’ultima forma gli individui.
• Tuttavia i loro bisogni e il loro modo di evolvere determina e in uenza la società,
le relazioni cambiano la società e questo cambiamento modi ca gli individui= è
un cerchio continuo.
• Questo genera una grande ri essione su ‘dove stiamo andando’ perché ci sono
tanti problemi che nel tempo cambieranno e saranno sempre più complessi.
• Il principio oligrammartico=principio cardine di ogni sistema per cui il rapporto
tra tutto e parti è un rapporto stretto, ogni singola parte è nel tutto per cui ogni
uno di noi porta dentro di se la voce dell’intera società, inconscio collettivo= è
la società e di conseguenza la società porta dentro di se gli individui.
• Principio della relianza: che cos è la relianza? È un neologismo; deriva
dall’unione di due parole: relier=collegare,unire, connettere, congiungere;
alliance: ‘alleanza per unire’. +
• La relianza è la tendenza a contestare le forze+tendenza naturale che ha la
società di oggi al disordine e all’entropia che lui legge come la tendenza di
allontanarsi l’uno dagli altri: tendenza all’isolamento e allontanamento che è
favorita dal vecchio modo di concepire il sapere.
• L’intento è quello di far comunicare il sapere per contrastare i problemi dell’oggi
e far dialogare ogni settore della conoscenza.
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