Inclusion e
Inclusion e
COSA PREVEDE? Quando una famiglia presenta alla scuola una certi cazione di
DSA (emt), la scuola è obbligata ad attivare un pdp, ossia un piano didattico
personalizzato, va rinnovato ogni anno per tutto il periodo scolastico a meno che
non ci sia remissione del disturbo.
PDP: sono previste delle misure dispensative e strumenti compensativi per gli
allievi con DSA.
- DSA: dislessia, disgra a e discalculia, sono dei disturbi del neurosviluppo del
DSM 5 (Sbagliato);
- DSA non hanno nulla di clinico, si danno in un quadro cognitivo di assoluta
normalità, nessun de cit cognitivo, neurologico o sensoriale—> esiste solo
una piccola caduta in alcune isole di abilità cognitive che sono quelle richieste
nell’apprendimento scolastico;
- la natura di queste di colta è legata al fatto che questi allievi non riescono a
trasformare delle operazione cognitive controllate a operazioni cognitive
automatiche; un processo cognitivo è controllato quando richiede costante
attenzione cognitiva, quando ogni passaggio deve essere controllato (come
quando inizio a guidare);
- un processo cognitivo è automatico quando riusciamo a svolgerlo con un
investimento di energie minime, la nostra attenzione non è focalizzata su ogni
momento e possiamo permetterci l’attenzione di usa (riesco a gestire più
prestazioni cognitive insieme)Ad Es: prendere appunti.
- Se non ho automatizzato la scrittura non riesco a concentrarmi su quello che
viene detto e anche scrivere.
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• DISLESSIA—>>codice alfa numerico F81.0, la diagnosi si più fare solo a partire
dalla seconda parte della seconda elementare, la lettura prima non è ancora un
processo automatico->(*sono le maestre che di solito si accorgono che
qualcosa non va e convocano le famiglie*); la diagnosi avviene nell’EMT, i test
somministrati si chiamano prove di lettura MT.
• **le maestre devono essere molto attente anche per evitare che il bimbo si senta
incapace, se non intervengono subito il bimbo si frustra, porta ansia e
demotivazione:
• il bimbo frustrato si chiude nel bozzolo per paura dell’’insuccesso o agisce
isolandosi=può essere un bimbo chiassoso o silenzioso, se non interviene e
precocemente si entra in un circolo vizioso che non dipende dal bimbo;
• il problema si traduce nell’insuccesso scolastico il che diventa disistima->ansia
da prestazione.
• Errori tipici: confondere tutte le lettere che presentano un diverso orientamento
spaziale (db)(Pq)(ea)(un), confondere lettere che hanno un suono simile (F v) (m
n) (d v) (z s), gruppi stabili i che fanno fatica a riconoscere e a leggere e saltano
righe, inversione delle lettere (il;li) e i funebri, fanno fatica a memorizzare le
sequenze (alfabeto, mesi,giorni, tabelline), lettera stenta e di coltosa,
di coltosa a consultare il dizionario, di coltà a prendere appunti.
•
Strumenti compensativi e misure dispensative
Due categorie di interventi: gli strumenti compensativi sono tutti quei strumenti che
possono supportare l’attività de citaria e sono prevalentemente strumenti
informatici;
Tema della tecnologia: per i BES l’informatica ha abilitato, tecnologia
virtuosa, nella didattica dell’inclusione ha aiutato e ha fatto la di erenza in
meglio.
Misure dispensative: toglie, dispensa l’allievo di non svolgere prestazioni dei
compiti e\o attività che per lui sono gravosi e queste eliminazioni non provocano
danni, l’apprendimento non ne risente e con esse non migliorerebbe perché non
può farlo, è una prestazione a cui lui non può arrivare.
DISGRAFIA E DISORTOGRAFIA
I. La prima è una di colta di articolazione motoria e motricità, il disgra co ha
problemi a livello di gra a, ma un segno gra co di coltoso, fa fatica a scrivere
ma anche chi deve leggere a volta non riesce. Non ci sono errori grammaticali
ma una gra a incomprensibile.
II. La disortogra a prova l’essere impacciato nella calligra a ma sopratutto
quando l’alunno fa molti errori di grammatica e di sintassi, sono una carenza e
criticità che li riguarda (apostrofo,accenti,punteggiatura exc..)
III. Non per mancanza di allenamento o conoscenza!!
La discalculia
Ho problemi con il calcolo e porta gli allievi a fare errori abbastanza tipico.
Errori con operazioni in colonna ma anche divisioni con il resto exc…
Di coltà a riconoscere unita, decine e centinaia; e fanno di colta a ripescare le
procedure matematiche;
errore tipico della di colta nel riconoscere valore dello 0 (100.010 lo leggono come
101, non colgono l’estensione dello 0); non automatizzano le sequenze->tabelline,
formule.
Strumenti compensativi
1. Formulari
2. Tavola pitagorica
3. Calcolatrice
4. Programmi con il computer che svolgono operazioni matematiche
5. Tempi diversi
6. Diritto alla programmazione
7. Sempli cazione delle veri che
Questi disturbi a volte sono in forma mista, disturbi misti dell’apprendimento, non
è un eccezione ma quasi sempre magari ha un problema nell’aria della lettura e del
calcolo.
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EDGAR MORIN
I. È nato nel 1921 ed è ancora in vita;
II. Personalità tipo Bauman, è un po’ sociologo, losofo ed è in una linea di
con ne tra molte discipline anche di pedagogia; egli è stato chiamato a
ipotizzare una riforma sull’istruzione francese.
III. Dove lo colloco? Egli è nella categoria del pensiero complesso, comunica con
Bruner e Bauman, per quanto concerne la “complessità del post moderno”.
IV. Ha cercato di capire come l’educazione possa in qualche modo aiutarci a
muoverci nella complessità dell’oggi, come l’educazione e il sapere ci possano
aiutare a leggere e comprendere i grossi problemi posti dalla contemporaneità,
i problemi nuovi: [Link]; [Link]; =società intrecciata e
interconnessa, siamo davvero nella quarta rivoluzione industriale, attraverso
social, mezzi di comunicazione e l’intelligenza arti ciale.
V. Il pensiero e il sapere come lo abbiamo nora concepito, non è più adatto non
soltanto a comprendere i problemi dell’oggi ma sta diventando dannoso:la
tecnologia rischia di diventare dannosa per la comprensione profonda di ciò
che sta accadendo.
VI. Critica il sapere tradizionale, al modo di organizzare il sapere nel passato->il
pensiero così come si è venuto a strutturare sopratutto nel corso del 19 e 20’
secolo ha tre caratteristiche negative: 1. La tendenza alla disgiunzione; 2.
Tendenza al riduzionismo; 3. Tendenza alla quanti cazione;
1. Tendenza alla disgiunzione: A partire da Cartesio in poi c’è stata la tendenza
sbagliata a disgiungere, separare, il soggetto pensante dall’oggetto studiato;
ha dominato questa idea del tutto sbagliata a concepire la mente quasi come
fosse una lente neutra totalmente sganciata dalla realtà materiale, studia un
mondo concepito come altro, la mente indipendente e la realtà è qualcosa
altro, una realtà esterna.
Cartesio: res exstansa che è il mondo materiale, una struttura geometria; la
res cogitans: anima, spirituale ; quindi idea di un mente pura e diversa dalla
materia, la mente è altra rispetto alla materia e ha il potere di rispecchiarla
(Dewey)e di conoscerla la realtà. Collegamento Kant.
Analizza che pensare di separare la mente dal mondo è un operazione assurda,
intende il mondo naturale e mondo socio-culturale ,tutto ciò che sta fuori di
me; per MORIN la mente è nel mondo ma anche il mondo è nella mente, vuol
dire che la mente è biologia ha un substrato biologico, il mondo è dentro di me
perché io sono un prodotto della natura ma sopratutto il mondo è dentro di me
perché la mia mente esiste grazie alla cultura, si struttura grazie ad essa è
dalla cultura che ampia la mente che riceve i codici e i messaggi per poter
esistere e per potersi strutturare, il pensiero è reso possibile dalla cultura e da
quel procedimento che si apprende ossia il linguaggio: ogni forma di sapere e
conoscenza è sempre una rappresentazione , non esiste la verità oggettiva,
assoluta ogni forma di conoscenza che abbiamo, anche quella scienti ca, è
una rappresentazione di una mente che non avrà mai accesso alla realtà,
Kant=ogni forma di conoscenza è un fenomeno non un noumeno.
Ogni conoscenza è provvisoria, è sempre in sviluppo, dobbiamo essere
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consapevoli che ogni conoscenza è una rappresentazione da un ente come
l’uomo che è prodotto della cultura che ltra la relata attraverso i suoi codici
culturali, il sapere non va mai considerato come assodato, arrivato,
socraticamente va considerato come una ricerca aperta, provvisoria, per
evitare le rigidità teoriche e il dogmatismo. Collegamento Dewey.
Questa tendenza alla disgiunzione ha determinato la divaricazione\separazione
tra cultura scienti ca e umanistica, il polo umanistico e polo scienti co
separati=per MORIN questa tendenza deve essere superata, devono
ricominciare a dialogare tra di loro.
Secondo Morin questi due poli della conoscenza sono legati all’idea che il
soggetto pensante è altro rispetto alla materia che deve studiare:questa
separazione deve nire. C’è grande di denza e pregiudizio reciproco tra i
ricercatori dell’ambiato scienti co e quelli del polo umanistico, gli scienziati li
vedono come un esercizio intellettuale sterile, un ornamento intellettuale,
un lusso concettuale sterile, non servono a nulla, infecondo; viceversa gli
esponenti del polo umanistico hanno pregiudizi dato che lo leggono
minaccioso e negativo e troppo astratto.
In realtà è fondamentale oggi, per quello che è diventata la società(complessa,
liquida, globalizzata, ad alto sviluppo tecnologico, con ritiri di cambiamento
velocissimi); queste due dimensioni del sapere devono ricominciare a parlare
tra di loro, è fondamentale per capire dove stiamo andando; si devono
contaminare vicendevolmente, è indispensabile che accada questo.
2. Tendenza al riduzionismo: ridurre un fenomeno complesso solo ad alcuni dei
fattori che lo costituiscono. Oggi noi assistiamo ad una iper specializzazione,
ogni piccolo settore della conoscenza è diventato ipertro co, ogni settore si
specializza sempre di più…Ma qual è il dramma?
Noi ora abbiamo degli esperti, che sanno tutto di un piccolo settore della
conoscenza, ma viene a mancare la visione generale e l’idea che ogni sapere
è collegato con gli altri, manca la visione dell’insieme.
Oggi noi siamo dentro una società globale che apre problemi di vastissima
portata, bisogna avere una visione di insieme, in cui diventa fondamentale
ri ettere costantemente sui grandi, nuovi, inediti problemi che apre la
contemporaneità.
Ri essività=la tendenza alla problematizzazione dell’oggi, è urgente parlare
dei problemi, non possiamo dedicarci solo ad un settore escludendo gli altri.
Tecnica ri essiva= quando fa domande su se stessa e sui problemi inerenti ad
essa, la tecnica può ampliare la conoscenza, scoprire innovazioni… oppure
può a ancare una ri essione su se stessa, concentrarsi sulle questioni etiche,
una grande autoanalisi, si deve domandare qual è l’impatto etico sui risultati
delle innovazioni\scoperte\tecnologie.
Morin dice che oggi se guardiano all’essere umano è frammentato in mille
dimensioni, che entrano in dipartimenti diversi all’università; ad esempio la
parte biologica, corporea la studia il polo scienti co, l’uomo dal punto di vista
comportamentale ecc.. dal dipartimento di psicologia, mentre l’uomo come
animale politico a loso a o scienze politiche ecc….
C’è una visione olistica che deve essere riconquistata=Platone e Aristotele si
occupavano di ambedue le parti.
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Dobbiamo agganciare il sapere alla ri essione dell’oggi e sulle criticità della
società però per aprire queste grandi domande di problematizzazione non
posso specializzarmi solo un settore:esperti in piccoli rami della conoscenza,
quando dovrebbe esserci un insieme, la psicologia oggi serve alla tecnica
=impatto emotivo e cognitivo; (lui ha molta ducia nelle scienze umane e
losofa perché raccolgono tutto).
3. Tendenza alla quanti cazione: I metodi quantitativi misurano il fenomeno,
danno la di usione, l’’etimologia, i dati statistici, sono oggettivi e traducano il
fenomeno in codici matematici. Ma, in questo modo, manca una porzione
enorme del fenomeno, ossia la spiegazione del senso per cui qualche
fenomeno accade, “io posso dare il dato statistico ma se lo voglio davvero
capire non posso fermarli li”, “devo capire il senso che ha per le persone”,
“devono scendere nella versione psicologica e questa è la quali cazione”.
Ossia le motivazioni per il furto ecc.
Nell’ottica di Morin tutto il sapere è più sbilanciato verso ricerche quantitative
che quali cative, a misurare più che a spiegare nel profondo i fenomeni. La
tendenza alla quanti cazione porta la ricerca e il sapere ad allontanarsi dai
grandi problemi vitali e dell’esistenza, della società che sono sempre problemi
generali e non speci ci.
4. Come va riformulato il sapere?
Deve diventare un sapere complesso e sistemico=vuol dire che dobbiamo
avere piena consapevolezza che ormai ogni settore comunica con gli altri, il
sapere è un sistema perché è più, non è semplicemente la singola somma
frazionata delle singole parti, ogni parte comunica con il tutto, comunicano e si
in uenzano continuamente, non è tutto irrelato tra di loro, tutto in uenza tutto,
le parti lo in uenzano e viceversa.
Il pensiero complesso e sistemico rispecchia la realtà che è sistemica e
complessa, e in questa realtà vivono due principi che il pensiero deve
ri ettere:
1. La causalità ricorsiva(principio delle retroazione); 2. Principio
oligrammatico; la nalità di questi principi->dobbiamo favorire il sapere che
produca relianza.
• Il pensiero deve farsi complesso appunto perché la realtà è complessa, infondo
la nostra società complessa segue un po’ quello che è il principio della
termodinamica:la seconda legge della termodinamica a erma che un sistema
se lasciato evolvere spontaneamente tende al massimo livello di disordine.
• ->Noi dobbiamo partire dalla consapevolezza che nella nostra società non tutto
può essere chiari cato, un disordine complesso crea problemi=la nostra società
tende al disordine perché complessa, quindi l’atteggiamento da tenere è la
ri essività.
• =La cosa più importante da fare è aprire una ri essione sui problemi siologici
della società. Nel sistema complesso non vale più la legge di causalità lineare,
ovvero che ci sia una causa che agisce su un fenomeno in modo lineare, se noi
siamo all’interno di una realtà sistematica dobbiamo uscire dalle realtà causa-
e etto=l’e etto agisce nella causa, c’è sempre una retroazione=agisce a sua
volta sulla causa->con la sica quantistica era già venuto meno questo concetto
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di causa-e etto. Questo ovviamente complica di più le cose: l’esempio di
retroazione lo troviamo nel rapporto tra individuo e società, perché
quest’ultima forma gli individui.
• Tuttavia i loro bisogni e il loro modo di evolvere determina e in uenza la società,
le relazioni cambiano la società e questo cambiamento modi ca gli individui= è
un cerchio continuo.
• Questo genera una grande ri essione su ‘dove stiamo andando’ perché ci sono
tanti problemi che nel tempo cambieranno e saranno sempre più complessi.
• Il principio oligrammartico=principio cardine di ogni sistema per cui il rapporto
tra tutto e parti è un rapporto stretto, ogni singola parte è nel tutto per cui ogni
uno di noi porta dentro di se la voce dell’intera società, inconscio collettivo= è
la società e di conseguenza la società porta dentro di se gli individui.
• Principio della relianza: che cos è la relianza? È un neologismo; deriva
dall’unione di due parole: relier=collegare,unire, connettere, congiungere;
alliance: ‘alleanza per unire’. +
• La relianza è la tendenza a contestare le forze+tendenza naturale che ha la
società di oggi al disordine e all’entropia che lui legge come la tendenza di
allontanarsi l’uno dagli altri: tendenza all’isolamento e allontanamento che è
favorita dal vecchio modo di concepire il sapere.
• L’intento è quello di far comunicare il sapere per contrastare i problemi dell’oggi
e far dialogare ogni settore della conoscenza.
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