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Microfoni

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MICROFONI

Massimo Bignotti© 30
Microfoni

Si distinguono per principio di funzionamento e per


caratteristiche polari (polar pattern).

I principi di funzionamento dei microfoni sono fondamentalmente due:

1. Dinamico

2. A Condensatore

Massimo Bignotti© 31
Microfoni

Dinamico
Il principio di funzionamento dei microfoni dinamici si basa sul
movimento di una membrana simile ad un piccolo
altoparlante, che si muove sollecitato dalla pressione sonora
della sorgente il quale, collegato ad un avvolgimento elettrico
chiamato “Bobina Mobile” sospesa in un campo magnetico,
genera una corrente variabile proporzionale all’entità del
movimento. Sfrutta il principio elettro magnetico, Stessa cosa
per la versione a nastro con la differenza che la membrana è
Microfono a membrana Microfono a nastro
un sottile nastro di metallo.

A Condensatore
La membrana non è in un campo magnetico ma elettrico, il
suo movimento varia la capacità elettrica del campo creato
dal condensatore. Per funzionare ha bisogno di corrente DC,
a seconda dei modelli, da 6 a 48V detta “Phantom Power”,
che viene portata attraverso i conduttori 2 e 3 del
connettore XLR grazie al cavo microfonico. Tale corrente è
generalmente fornita dal mixer o dallo splitter (attivo) a cui è
connesso il microfono, sono facilmente reperibili anche
alimentatori phantom esterni. Microfono a condensatore

Massimo Bignotti© 32
Microfoni

Per caratteristiche (figure) polari (polar pattern):


Omnidirezionale Hyper-cardioide
Cattura alla stessa intensità, Maggior sensibilità lato anteriore,
indipendentemente dalla provenienza. minor sensibilità a 135° e 225°. Crea
un lobo posteriore di media
sensibilità.

Cardioide Super-cardioide
Discrimina la provenienza, ha
maggior sensibilità sul lato frontale, Come l’hyper ma con il lobo
il punto di minor sensibilità è a posteriore meno sensibile.
180°, sul lato posteriore.

A figura di otto Fucile direzionale


(bidirezionale)
Concentra la sua energia sul lobo
Ha due lobi di alta sensibilità posti frontale di forma molto stretta e
a 180° l’uno dall’altro. allungata in modo da favorire la ripresa
in campo lontano.

Massimo Bignotti© 33
Microfoni
Utilizzo
Costruire microfoni di due tipologie e con diverse figure polari, nasce principalmente da una necessità del settore broadcast,
quella di riprendere suoni in modo sempre più preciso e fedele anche in ambienti non controllati o disturbati, in situazioni non
ottimali, dove è importante ridurre il livello di ciò che non serve: come nel live, inteso non solo come concerto musicale ma
anche e soprattutto come parlato, vedi le interviste, le conferenze i comizi, le assemblee religiose ecc.
Il microfono a condensatore può avere tutti i diagrammi polari elencati sopra, talvolta persino nello stesso microfono è
possibile selezionare la figura desiderata attraverso uno switch (interruttore). È composto da due elementi, fisicamente
separati o all’interno dello stesso corpo (dipende dal modello): il Preamplificatore e la Capsula (in alcuni casi intercambiabile
sullo stesso preamplificatore). Ne esistono modelli a diaframma largo (capsula grande), a diaframma stretto, a stelo, a piastra
(gradiente di pressione), a fucile o 1/2 fucile ecc. Risulta essere molto sensibile e preciso, particolarmente adatto alla ripresa di
sorgenti con poca emissione ma che necessitano di grande dettaglio può essere usato per riprese ravvicinate ma anche per
riprese distanti, dette anche panoramiche. I microfoni a condensatore sono costruiti anche in versione Stereo, con appunto la
doppia capsula e i due canali separati. Data l’alta sensibilità può essere meno selettivo verso l’ambiente e di più difficile
gestione in caso di amplificazione. È anche un microfono delicato e raramente in grado di sopportare alte pressioni, anche se
negli ultimi anni i costruttori hanno sviluppato modelli dedicati alla voce, in grado di reggere oltre 136 dBspl.
Il microfono a nastro, forse il più preciso e fedele di tutti, pur essendo dinamico non sopporta alte pressioni acustiche il suo
lobo polare è generalmente a forma di otto 8 è molto limitato l’utilizzo dal vivo. È molto usato in studio per riprese di
strumenti acustici e nelle emittenti radio per la voce dello speaker, restituisce un suono molto naturale e dettagliato spesso
definito “caldo”,
Il dinamico a membrana è sicuramente il più diffuso, il più economico il più robusto (qualcuno lo definisce il più ignorante dei
microfoni).. La capacità di reggere alte pressioni e la sensibilità ridotta (rispetto al condensatore e al nastro) lo rendono il più
reattivo al feedback, molto utilizzato nel live per la ripresa ravvicinata di strumenti e voci, sicuramente meno raffinato ma di
grande efficacia per facilità di utilizzo.

Massimo Bignotti© 34
Microfoni

Feedback
L’effetto feedback è il fenomeno che fa scaturire il
classico fischio indesiderato. è generato da un loop
di segnale, vale a dire che è una continua ripresa e
amplificazione del segnale.

In sostanza il microfono riprende un suono il quale viene amplificato dagli altoparlanti e nuovamente ripreso dal microfono, di
nuovo amplificato e ancora ripreso e così via. Aggiungendo dB ogni volta che viene amplificato, quel suono diventa sempre più
forte fino a far si che la frequenza più esposta diventi fortissima, questo processo avviene alla velocità del suono 343 m/s quindi
in un attimo.
La gestione del feedback è piuttosto difficile, più che altro necessita di prevenzione, servono alcuni accorgimenti:
•Cercare di non posizionare gli altoparlanti in corrispondenza del lobo di maggior sensibilità del microfono.
•Utilizzare altoparlanti a direttività costante (CD Horn).
•Cercare di contenere la preamplificazione al minimo necessario.
•Per contenere la preamplificazione, serve avere un buon rapporto segnale/rumore il che significa che il livello della sorgente al
microfono deve essere di almeno 6dBSPL superiore al livello degli altoparlanti allo stesso microfono.
•Dosare con cura l’equalizzazione del microfono in modo da non danneggiare armoniche e transienti ma “pulendo” le
frequenze che non servono, un timbro naturale suona più forte di uno filtrato male.
•Servirsi dell’equalizzatore per individuare e ritoccare le frequenze più esposte nel nostro sistema di altoparlanti.
•Se ancora non basta, o sparate al cantante o andate al bar senza dare nell’occhio.
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Effetto di prossimità
Effetto problematico che coinvolge tutti i microfoni a diagramma direttivo, consiste nello sgradevole e
innaturale aumentare delle basse frequenze, contestualmente alla riduzione della distanza tra
sorgente e capsula. L’unico microfono immune è l’omnidirezionale (ovviamente a condensatore),
questa la ragione per cui negli studi televisivi si preferiscono head-set omni a quelli cardioidi.

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Microfoni

Tecniche di ripresa

1. Monofonica

[Link]

[Link]

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Microfoni

Tecniche di ripresa stereofonica:


Coincidenti Semi (quasi)
Le due capsule sono sempre
alla stessa distanza dalla
90°
coincidenti 135°
sorgente, è il metodo Le capsule sono vicine ma non
maggiormente compatibile con sempre alla stessa distanza dalla
l’ascolto monofonico: 100% sorgente, Non sempre
mono-compatibile. perfettamente mono-compatibile.

Apertura stereofonica limitata (eccetto la "M/S", buon rapporto Apertura stereofonica ampia, Maggiormente sensibile all’ambiente.
sorgente-ambiente.

Distanziati Surround
La distanza tra i microfoni può
Consiste nella ripresa separata
raggiungere il 1,50 mt, l’immagine
stereo non è sempre definita e non è dei canali L-C-R-Ls-Rs, basata
considerata mono-compatibile a causa sullo spazio più che sulla
delle diverse distanze tra sorgenti e sorgente. Tali canali saranno
microfoni. ascoltati con un sistema da
minimo 5 altoparlanti.

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