Il giovane Leonardo era un amante della natura, che osservava con grande curiosità.
Disegnavacaricaturee praticavo lascrittura speculareindialetto toscano.
Ho sempre brillato sin dall'inizio della carriera artistica.
Già all'epoca la sua vita era una leggenda, alimentata da scritti.
criptiche, invenzioni futuristiche e capolavori della pittura, ma si
sanno alcune cose della sua biografia:
Leonardo nacque nel 1452 nella villa toscana di Vinci, figlio di una
campesina e un notaio, che avrebbero avuto 11 figli (tutti maschi) in
La sua insaziabile curiosità si manifestò da bambino: disegnava già
animali mitologici, ibridi tra realtà e fantasia. 1ª leggenda:
Su padre entrò in casa e si spaventò nel vedere una medusa con serpenti
nella testa. Era un disegno.
Leonardo perfezionò nel laboratorio di Verrocchio pittura, scultura e
Delle altre arti. Non tardò a superare il suo maestro. Presto si interessò a
una nuova tecnica arrivata daiPaesi Bassilapittura ad [Link]
Lei innovò nella composizione e nel chiaroscuro.
Si trasferisce da corte a corte: alla Florencia dei Medici,
alMilándeLudovico Sforza…Non solo come artista. Anche come
ingegnere militare (L'Italia era in continua guerra tra i suoi
multipli mini-stati), urbanista, musicista e liutaio.
Durante anni sviluppo incredibili trattati scientifici e futuristici
ingegneria: il sottomarino, missili, scafandri, elicotteri…
Paesaggio della valle dell'Arno. Questo disegno a penna, il più antico che si conserva di Leonardo, è
chiuso di suo pugno e lettera usando scrittura speculare: «Il giorno di Nostra Signora delle Nevi, 5
di agosto del 1473.24È stata identificata la comarca riprodotta in esso come una regione montuosa
vicino a Vinci. Sul retro appare la nota «Sono soddisfatto [...]»
Leonardo comprendeva l'arte come una ricerca scientifica di
natura, come strumento di conoscenza. Per lui, imitare la
la natura attraverso la pittura implicava portare a termine un processo
cognitivo che culminava con la plasmatura delle sue conoscenze in
l'opera d'arte. Il insieme di disegni che è giunto fino a noi
ci aiuta a capire la personalità inquieta di Leonardo.
E ciò è confermato dai suoi quaderni, che, insieme alle sue opere,
costituiscono il modo migliore per immergerci nella personalità e nello stile del
artista fiorentino. Questi documenti sono conservati in varie collezioni,
come la collezione Trovulzio, quella del conte di Leicester, la Biblioteca del
Istituto di Francia, il castello di Windsor o laBiblioteca
Ambrosiana(Codice Atlantico).
Leonardo fu il primo a definire la prospettiva del colore, come
è la fiamma. Precisamente, attraverso il colore, l'artista riesce a riflettere
la profondità e gli elementi che integrano un'opera. Ma la genialità
del fiorentino non risiedeva solo nell'uso del colore per dotare di
prospettiva le sue composizioni, ma questa prospettiva, quella del colore, la
congiuga con la lineare e con una terza, l'aerea o calante. Questa
l'ultima permette di creare profondità nei suoi quadri mediante l'uso di
figure di dimensioni diverse che si distorcono per l'effetto di
la distanza. È la perdita del contorno della figura, il sfumato.
Leonardo non comprendeva l'arte come imitazione; da qui il fatto che sempre
stavo scoprendo nuovi modi per esprimere la
realtà. Leonardo da Vinci prova una vera passione per la
anatomia. Come sottolinea Clark, «se l'uomo era la misura di tutte le
Cose, l'uomo fisicamente perfetto doveva essere logicamente la misura
della bellezza». Attraverso le sue opere si possono verificare i progressi
dei suoi studi, così come la perfezione che raggiunge la rappresentazione
anatomica, così raffinata e dettagliata che è diventata una
parte fondamentale del stile dell'artista.
Allo stesso modo, Leonardo era ossessionato dall'espressione drammatica delle
composizioni, per la rappresentazione dei gesti corretti capaci di
riflettere la realtà fedelmente. La prova più palpabile di ciò è
Ultima Cena, dove le figure accusano un drammaticità affascinante.
Per quanto riguarda il colore, l'artista non usa mai i colori
delquattrocento, esas tonalidades brillantes tan características, sino che
sin dalle sue prime opere si osserva l'uso dei suoi famosi
chiaro scuro, che evolveranno con la sua pittura. I suoi quadri sono
circondati da un'aura crepuscolare, le cui figure appaiono illuminate da
medio dell'uso di luci diffuse che conferiscono rilievo e
protagonismo alle stesse.
Il gioco di luci e ombre articola le sue composizioni. I suoi disegni di
diagrammi, con effetti di luce su cilindri e sfere, creando
riflessi e croci, evidenziano la sua ossessione di rappresentare in modo
correggi le luci e le ombre.
In definitiva, lo stile di Leonardo è così caratteristico e singolare che,
nonostante le eccezionali copie che sono state fatte di molti di
i suoi quadri, nessuno è riuscito a raggiungere la maestà dei
modelli del fiorentino.
Teorie curiose, audaci ed eccentriche su
Leonardo
Forse furono il suo carattere eccentrico e la sua personalità inaudita
poliedrica quelle che portarono Leonardo Da Vinci a diventare il
personaggio storico che ha suscitato più interesse e curiosità nel
opinione pubblica. Studiata tanto per la sua opera, quanto per il suo misterioso
identità che di seguito dettagliamo brevemente:
Scrittura Criptica: è una delle abilità di questo grande genio che
ha affascinato e ispirato scrittori e studiosi, anche se in
la realtà era qualcosa che facevo come passatempo così come i
anagrammi e rebus giochi enigmistici con cui creare frasi in
codice o messaggio che non avevano altra finalità se non quella di intrattenere, al
contrario a quanto molti hanno ipotizzato.
Credenza Agnostica: si è anche speculato molto con la
appartenenza a certe società come la massonica, certamente
motivato dalla sua credenza agnostica molto avanzata per il suo tempo.
L'omosessualità: è un aspetto della vita privata dell'artista che si
si basa su una denuncia anonima per il reato di sodomia che ha avuto luogo
nel 1476 e si concluse con un semplice richiamo, motivo per cui si pensa
che questa denuncia fosse solo un tentativo di danneggiare l'artista. No
obstante, la teoria sussiste a causa del ritrovamento di disegni erotici di
uomini in itifalico tra gli effetti personali di Leonardo. Il pripio
Freud si avventurò a qualificare Leonardo come «omosessuale ideale», è
dire, «non praticante» e ha elaborato una teoria sul suo attaccamento alla madre
e il fatto di essere un figlio illegittimo come cause possibili di una specie di
atrofia sessuale.
Faceta di inventore: mostra di più della sua grande genialità, sono la grande
quantità di macchine che oggi sono esposte al Museo Nazionale della
Scienza e tecnologia di Leonardo da Vinci a Milano, in cui possiamo
trovare un cannone di 33 canne
LA VERGINE DELLE ROCCE
Il nuovo sistema di prospettiva basato su luci e ombre è esemplificato a
plenitudine in “La Vergine delle rocce”, trittico dipinto da Leonardo da Vinci (figura 10). Una
una tradizione orientale molto antica diceva che Cristo fosse nato in una grotta, ma questa è la
prima pittura che crea l'ambiguità di non sapere se si è dentro la caverna
guardando verso l'esterno, o fuori di essa, guardando verso dentro. Leonardo ci colloca di quella
forma nei limiti tra la curvatura positiva e quella negativa. Per il resto, l'argomento è molto
comune a Firenze: San Giovanni Battista bambino che visita la Vergine e il Bambino, più un angelo
assistente.
La pittura ha due fonti di luce distinte. Una è la fonte di luce naturale che illumina il cielo in
lo sfondo. L'altra è la luce soprannaturale che mette in risalto le mani e i volti delle quattro figure.
Ognuno dei personaggi si distingue per una qualità diversa di gesti. Il precursore
umano di Cristo, San Giovanni Battista, si inginocchia e unisce le mani in preghiera, gesto di sottomissione.
La Vergine Maria, la prima converso al cristianesimo, per merito dell'accettazione della missione che le
comunicò l'angelo dell'Annunciazione, spinge avanti Giovanni con la mano destra, mentre con
la sinistra copre il Bambino con un gesto protettivo. Il Bambino Gesù alza la mano destra in un gesto
di benedizione. L'intervallo di ottava tra la Vergine e il Bambino è segnalato dal dito indice del
angelo, che divide l'intervallo alla distanza di un intervallo di quinta. Leonardo, musicista
consumato, era ben consapevole della bellezza delle proporzioni incarnate in quegli intervalli.
L'angelo, un essere puramente spirituale, è l'unico che guarda verso l'esterno e connette l'osservatore
con la pittura. La testa è in una rotazione di tre quarti, il che massimizza l'effetto di movimento
implicito. Leonardo crea una bella forma geometrica nel contorno della testa, ma senza
tracciare nessuna linea marcata. La "linea" è il risultato ottico di unire aree di luce e ombra, che
spesso Leonardo svanisce nelle fasi finali della pittura, sfumando con le dita
Pittura rinascimentale
la pittura di quest'epoca è legata all'idea di tornare aantichità classica, il
impatto che ha avuto ilumanesimosugli artisti e i loro patroni, grazie all'acquisizione di
nuove sensibilità e tecniche artistiche. Si considera l'Italia la culla della pittura
rinascimentale al confluire lì le nuove tecniche (come la scoperta delprospettiva) con
una nuova ideologia umanista. Lì si conservavano in vista i monumenti di
laAntichitàa cui si voleva far rinascere, cercando modelli di armonia e bellezza.1A
a partire dall'emergere inItalia, si sta estendendo progressivamente per l'Europa intorno a
1490-1500, con maggiore o minore rilievo, a seconda dei paesi. Eccezione diSpagna, il
Il Rinascimento non dominò l'estetica degli altri paesi, dovendo considerarsi come un
movimento artistico prevalentemente italiano. È vero che nel caso della pittura, la
la divulgazione dei suoi modelli è stata più facile rispetto alla scultura o all'architettura, a causa della
facilità di trasportare i dipinti, ora su tela, o di riprodurre mediante la tecnica
delregistrato.2
Fu sostituita dalla sensibilità barocca in diversi momenti, a seconda dei paesi,
osservandosi che in luoghi comeInghilterrasi riceve più tardi e persiste quando già
il resto del Continente è in pieno Barocco.
L'ULTIMA CENA
Leonardo creòL'ultima cena, la sua migliore opera, la più serena e distante dal mondo temporale, durante quei
anni caratterizzati da conflitti bellici, intrighi, preoccupazioni e calamità. La dio
per terminata, anche se lui, eterno insoddisfatto, dichiarò che avrebbe dovuto continuare a lavorarci sopra. Fu
esposta alla vista di tutti e contemplata da molti. La fama del "grande cavallo"Nota 6c'era
il fatto di sorgere si è poggiato su fondamenta più solide. Da quel momento è stato considerato senza discussione
uno dei primi maestri d'Italia, se non il primo. Gli artisti venivano da molto lontano
alrefettorio del convento di Santa Maria delle Grazie, osservavano il dipinto con attenzione, lo copiavano
e discutevano. Ilre di Francia, entrando a Milano, accarezzò l'idea di staccare l'affresco dal muro per
portarselo nel suo paese. Durante la sua realizzazione si intrecciarono innumerevoli leggende attorno al maestro e al suo
opera. I racconti di Bandello e Giraldi, dedicati peraltro a temi radicalmente diversi, raccolgono
anche la genesi de L'Ultima Cena
La prospettiva che usa in alcuni elementi sulla tavola è notevole.
Leonardo ha scelto, forse su suggerimento deidominici, il momento forse più
drammatico. Rappresenta la scena delUltima Cenanegli ultimi giorni della vita diGesù di
Nazaretsecondo narra ilNuovo TestamentoLa pittura è basata suGiovanni 13:21, in cui
Gesù annuncia che uno dei suoidodici discepolila tradirà.
Arrivata l'ora, Gesù si sedette a tavola con gli apostoli e disse loro: «Avevo grande desiderio di mangiare
questa Pasqua con voi prima di soffrire. Perché vi dico che non la mangerò più fino a quando non sarà
la nuova e perfetta Pasqua nel Regno di Dio, perché uno di voi mi tradirà.23
L'ultima cena, dettaglio del tavolo, con questo e il piatto in prospettiva.
L'affermazione di Gesù «uno di voi mi tradirà» causa costernazione nei dodici
seguaci di Gesù, e questo è il momento che Leonardo rappresenta, cercando di riflettere "i
movimenti dell'anima
dodiciapostolialcuni si sorprendono, altri si alzano perché non hanno sentito bene, altri si
spaventano, e, infine, Giuda retrocede sentendosi citato.
Anche se si basa sulle rappresentazioni precedenti di Ghirlandaio eAndrea del Castagno,
Leonardo crea una formulazione nuova. Come si può vedere nel disegno preparatorio, Leonardo
pensò inizialmente alla composizione classica, con Giuda davanti al tavolo e gli altri undici
apostoli di fronte, con Gesù Cristo in mezzo come uno di più. Leonardo si allontanò da questa
tradizione iconografica e include Giuda tra gli altri apostoli, perché ha scelto un altro
momento, quello successivo al suo annuncio che uno lo tradirà. Leonardo cambiò la posizione di
Gesù Cristo, che inizialmente era di profilo a parlare conJuan Evangelista, che sembra in
piede al suo fianco, (c'è un altro apostolo che era anch'esso in piedi), e lo posiziona al centro, verso il quale
convergono tutte le linee di fuga, evidenziandosi ancora di più profilandosi contro il grande vetro dell'
centro, rifinito con un arco e separandolo dagli apostoli. Da entrambi i lati di Gesù Cristo,
isolati a forma di triangolo e evidenziati con colori rosso e blu, ci sono gli apostoli,
raggruppati di tre in tre.24
La tavola con i tredici personaggi è incorniciata in un'architettura classica rappresentata con
esattezza attraverso laprospettivalineare, concretamente centrale, in modo che sembra
ampliare lo spazio del refettorio come se fosse untrompe-l'œilsalvo per l'altezza diversa
delpunto di vistae il formato monumentale delle figure. Questo si ottiene attraverso la
rappresentazione delpavimento, dal tavolo, itappetilaterali, le tre finestre sul fondo o,
In fin, icasettonidel soffitto. Questa costruzione in prospettiva è il punto culminante del
quadro.
La scena sembra essere immersa nella luce delle tre finestre sullo sfondo, in cui si
si intravede un cielo crepuscolare, allo stesso modo della luce che entrerebbe attraverso la
finestra vera del refettorio. Tale luminosità, così come il fresco colorato, sono rimasti
risaltati attraverso l'ultima restaurazione. I dodici Apostoli sono distribuiti in quattro
gruppi di tre. Segue uno schema di triadiplatoniche, secondo la scuola
florentina di Ficino e Mirandola. Analizzando da sinistra a destra, nella seconda triade si
trova Giuda, la cui tradimento rompe la triade, ponendolo fuori di essa. La terza triade
sviluppa la teoria dell'amore platonico. L'amore è il desiderio della bellezza, l'essenza di Dio
è amore e l'anima va verso il suo amore inebriata di bellezza. Nella quarta triade si osserva a
Platone, Ficino e forse lo stesso Leonardo; tratta del dialogo filosofico che porta alla verità di
Cristo.[cita richiesta] Nell'opera, i discepoli e Gesù appaiono seduti e dietro di loro si
puoi apprezzare un paesaggio come se fosse una foresta o addirittura come se fosse ilparadiso.25
Losapostolisi raggruppano in quattro gruppi di tre, lasciando Cristo relativamente isolato. Di
da sinistra a destra secondo le teste, sono:Bartolomé, Santiago il MinoreyAndrésnella
primo gruppo; nel secondoGiuda Iscariotacon capelli e barba nera,Simone PietroyJuan, il
unico imberbe del gruppo; Cristo al centro;Tomás, Santiago il MaggioreyFelipe, anche senza
barba nel terzo gruppo;Matteo, apparentemente senza barba o con barba rada,Giuda
TadeoySimón il Zelotanell'ultimo. Tutte le identificazioni provengono da
unmanoscrittoautografo di Leonardo scoperto nel XIX secolo.
Passione per l'anatomia
Uomo Vitruviano
È un famosodisegnoaccompagnato da noteanatomichediLeonardo da Vincirealizzato
intorno a1490in uno dei suoi diari. Rappresenta una figura maschile nuda in due
posizioni sovrapposte di braccia e gambe e iscritta in una circonferenza e un quadrato
(Ad quadratum). Si tratta di uno studio delle proporzioni del corpo umano, realizzato a
partire dai testi di architettura diVitruvio, architettodi laantica Roma, del quale il disegno
prendi il suo nome
Le proporzioni descritte da Vitruvio sono:2
Ilvolto, dabarbillafino alla parte più alta dellafronte, dove sono le radici
delpelo, misura un decimo dell'altezza totale.
La palma dimano, dallabambolafino all'estremo deldito medio, misura
esattamente lo stesso.
Latesta, dalla mandibola alla sommità della testa, misura un sesto dell'intero corpo.
Dalsternalefino alle radici dei capelli equivale a un sesto di tutto il
corpo.
Dalla parte centrale delpettofino alla corona, un quarto di tutto il corpo.
Dalla mandibola fino alla base dellanaso, misura un terzo del volto.
La fronte misura ugualmente un'altra terza parte del volto.
Iltortaequivale a un sesto dell'altezza del corpo.
Ilcodice, un quarto di tutto il corpo.
Il petto equivale anch'esso a un quarto di tutto il corpo.
Ilombelicoè il punto centrale naturale del corpo umano. In effetti, se si colloca un
uomo supino, con le mani e i piedi distesi, posizionando il centro delcompassoen
sul ombelico e tracciando unacirconferenzaquesta toccherebbe la punta di entrambe le mani e
iditadei piedi.
La figura circolare tracciata sucorpo umanoci permette di raggiungere anche
unquadratose si misura dalla pianta dei piedi fino alla sommità della testa, la misura risultante
sarà la stessa che si ha tra le punte delle dita con ibracciaestesi.
L'opera originale di Vitruvio non conteneva illustrazioni.
Leonardo basò il suo disegno sulle indicazioni di Vitruvio. Nel testo che accompagna il suo disegno,
realizzato inscrittura speculare, corretse alcune proporzioni e ne aggiunse altre:3
Quattro dita fanno un palmo.
Quattro palme fanno un piede.
Sei palme fanno uncodice.
Quattro gomiti fanno unpasso.
Ventiquattro palmi fanno un uomo.
Se separi lagambesufficiente affinché la tua altezza diminuisca di 1/14 e ti allunghi e
sali ispallefino a quando le dita non sono all'altezza del bordo superiore della tua testa, fai
di sapere che il centro geometrico dei tuoiestremitàseparate sarà situato nel tuo
ombelico e che lo spazio tra le gambe sarà untriangolo equilatero.
Dalla parte superiore del petto alla linea dei capelli sarà la settima parte del
uomo completo.
Fin daicapezzolinella parte superiore della testa sarà un quarto.
La larghezza maggiore delle spalle contiene in sé un quarto.
Dalla piega del gomito alla punta della mano sarà un quarto.
Dal gomito all'angolo dellaascellasarà l'ottava parte.
La mano completa sarà la decima parte.
L'inizio deigenitalimarca la metà dell'uomo.
Il piede è la settima parte dell'altezza totale.
Dalla pianta del piede fino sotto laginocchiosarà la quarta parte.
Dalla parte inferiore del ginocchio all'inizio dei genitali sarà il quarto.
La distanza dalla parte inferiore del mento al naso e dalla nascita del
pelo a lesopraccigliasì, in ogni caso, la stessa e come laorecchio.
Dall'inizio del ginocchio all'inizio del bacino, sarà la stessa misura del torso.
Dal centro del petto fino alla punta delle dita, sarà uguale alla lunghezza di tutto
la gamba.
La Gioconda
La Gioconda è stata considerata il quadro più famoso del mondo.10Sufamasi deve
probabilmente alle molteplici riferimenti letterari, alle diverse ipotesi sull'identità
della protagonista e al superbo furto di cui è stata oggetto il21 agostodi1911.
La Giocondaè il ritratto che ha generato più letteratura nel corso di tutta lastoria dell'arte; ha dato
origine a racconti, romanzi, poesie e persino opere. Fu un'opera famosa fin dal momento della sua
creazione; il giovane Rafael ne bevve. In essa si è vista crudeltà e le è stato attribuito il sorriso
despiadada della donna che riduce in schiavitù l'uomo. Altri si sono sentiti abbagliati dal suo fascino,
per la sua dolcezza. Per Walter Pater simboleggia lo «spirito moderno con tutti i suoi tratti patologici».14
Esiste anche una spiegazione più prosaica, fondata sulle stesse annotazioni di Leonardo: il
il maestro fece affiorare quella espressione al suo modello con il suono del liuto.33Citando a Vasari: «Monalisa era
molto bella e Leonardo, mentre dipingeva, cercava che ci fosse sempre qualcuno che cantava, suonava
qualche strumento o scherzando. In questo modo, la modella si manteneva di buon umore e non adottava
un aspetto triste, affaticato [...]
ANECDOTE
A 24 anni è accusato di «sodomía». Leonardo era
omosessuale, e sebbene all'epoca fosse abbastanza comune, rimarrebbe
marcato socialmente. Tuttavia, nelcinquecentoera già uno dei
maggiori maestri d'Italia. Arte e scienza erano il loro mondo.
Non lascio nulla senza sperimentare... Anche l'ospitalità:
conBotticelliaprì una taverna in cui era cuoco,
chiamata«L'Insegna delle Tre Rane di Sandro e
Leonardo». Parlando di questo, bisogna dire che l'artista era
strettamente vegetariano. Arrivò persino a chiamare gli onnivori
«divoratori di cadaveri». E parlando di questo, rubava anche
cadaveri da dissezionare.
Il suo braccio destro è rimasto paralizzato, ma aveva una mano
sinistra ugualmente abile. Infatti si sa che nonostante
suddislessia, potevo scrivere con una mano in avanti, e con la
un'altra indietro.
Il genio non smetterebbe di lavorare in ogni disciplina conosciuta e per
conoscere fino allo stesso giorno della sua morte e oggi è considerato uno
dei più grandi artisti della storia dell'arte.