Schubert
Franz Schubert (1797-1828) nacque e visse quasi tutta la sua vita a Vienna. Studiò nel Regio-
Imperial Convitto e cantò come voce bianca nella cappella di corte diretta da Antonio Salieri, con
cui studiò composizione per circa quattro anni. Nonostante il talento, non riuscì a ottenere successo
immediato e visse in condizioni economiche difficili, spesso sostenuto dagli amici.
A Vienna, all’inizio dell’Ottocento, dominavano Beethoven e Rossini, rendendo difficile per
Schubert emergere. Le sue prime composizioni furono eseguite in contesti privati, come le
Schubertiadi, riunioni musicali tra amici. Nel 1818 e nel 1824 lavorò come maestro di musica nella
tenuta ungherese del conte Esterházy, dove conobbe il baritono Carl von Schönstein, che contribuì a
diffondere i suoi Lieder.
Le sue opere teatrali, tra cui Alfonso und Estrella e Fierabras, furono rifiutate dai teatri, mentre
alcune musiche di scena, come quelle per Rosamunde, vennero eseguite ma senza grande successo.
Le prime pubblicazioni, come Erlkönig (1821), non ricevettero attenzione immediata, e spesso la
critica lo giudicava troppo complesso e poco maturo.
Dal 1825 iniziò a ottenere maggiore riconoscimento: alcune sue opere vennero eseguite alla
Gesellschaft der Musikfreunde e gli editori iniziarono a interessarsi a lui. Nel 1827 divenne socio
della Gesellschaft e l’anno dopo riuscì a organizzare un concerto dedicato alla sua musica.
Compose i suoi capolavori negli ultimi anni, tra cui i cicli di Lieder Die schöne Müllerin (1823) e
Die Winterreise (1827), le ultime sonate per pianoforte (1828) e il Quintetto in do maggiore.
Scrisse 11 sinfonie (tre non portate a termine), tra cui la celebre Incompiuta (1822) e La Grande
(1825-1828), che però non fu eseguita mentre era in vita. Beethoven aveva reso la sinfonia il genere
più ambizioso e Schubert cercò di seguirne le orme.
Nel 1823 si ammalò di sifilide, malattia che peggiorò progressivamente. Morì nel 1828 a soli 31
anni, probabilmente a causa del tifo, lasciando molte opere inedite che solo dopo la sua morte
vennero riscoperte e valorizzate.
Il lied è una delle forme musicali fondamentali nel Romanticismo, nell’800 per la prima volta nella
storia della musica si ha un ribaltamento di gerarchie e si instaura il concetto di musica assoluta; fin
da subito però i musicisti avvertirono l’esigenza di utilizzare gli “stimoli extra musicali” per far
capire meglio l’intento dell’artista. Il lied è un primo approccio a questo dualismo musica e poesia,
erano delle composizioni per voce solista e accompagnamento di Pianoforte; i testi di questi lied
derivano da poesie di autori noti.
Caratteri del Lied:
La struttura del testo è strofica (cioè versi raggruppati in terzine o quartine ecc. versi raggruppati in
strutture ordinate)
Le tematiche sono quelle espresse nella lirica di riferimento, lo stile di queste liriche è medio, né
eroico né buffo; le tematiche più ricorrenti sono però: l’introspezione e il ripiegarsi su se stessi che
caratterizza lo stato d’animo dello struggimento, di inappagatezza (senschult).
Voce solista con accompagnamento semplice di pianoforte; i caratteri musicali sono volti ad una
miglior comprensione; coincidenza tra verso e frase musicale (le sillabe del testo combaciano alle
note della melodia); la melodia è sillabica (che ad ogni sillaba corrisponde una nota)
Alternanza tra tonica e dominante, la parte antecedente è alla tonica e la parte conseguente è alla
dominante, e si alternano;
la melodia è diatonica (senza cromatismi), è più austera rispetto a quella cromatica che era più
sensuale.
Questo schema corrisponde al Lied strofico, che si sviluppò tra la fine del Settecento e l’inizio
dell’Ottocento. Tuttavia, alcuni compositori sentirono la necessità di variare la struttura per aderire
meglio al contenuto del testo, dando vita al Lied durchkomponiert (composto senza ripetizioni
tematiche), in cui la musica cambia in base al significato delle strofe.
Esistono anche forme intermedie:
• Lied strofico variato: mantiene la struttura strofica, ma con alcune modifiche tra le strofe.
• Lied in forma di scena lirica o cantata: include episodi in recitativo per maggiore espressività.
• Lied con richiami alla forma-sonata: integra la struttura classica della sonata con la forma lirica.
Die Winterreise (il viaggio invernale):
Schubert rivoluziona il Lied non solo per la qualità musicale, ma anche perché si inserisce in un
momento storico particolare: l’evoluzione del Lied si intreccia con la nascita del ciclo di liriche, un
nuovo genere letterario che deriva dal romanzo romantico.
I primi romanzi romantici (come quelli di Brentano ed Eichendorff) includevano poesie all’interno
della narrazione, seguendo il modello del Wilhelm Meister di Goethe. Nel secondo decennio
dell’Ottocento, queste poesie iniziano a staccarsi dalla prosa diventando autonome, anche se spesso
conservano un elemento narrativo.
Tra il secondo e il terzo decennio del XIX secolo, in Germania compaiono cicli di liriche, raccolte
di poesie in cui ogni componimento è indipendente ma collegato agli altri da un filo narrativo.
È un ciclo di poesie del poeta Wilhelm Müller, il lied che studieremo prende il nome di Der
Lindenbaum (il tiglio) preso appunto da questa raccolta di poesie poi trasposte in musica.
Sin dalla prima lirica capiamo il tema di questo ciclo è il viaggio; un viandante (di cui non
conosciamo il nome) si era innamorato di una ragazza che inizialmente lo aveva corrisposto ma
successivamente lo caccia di casa perché aveva trovato un’altro buon partito. Il ciclo di Lieder
mostra le tristi riflessioni del viandante (Wanderer) evocate da luoghi o particolari situazioni. Il
ciclo di Lieder si può dividere in due sezioni (1-12; 13-24) e affrontano tematiche psicologiche del
viandante; nella prima parte il viandante narra la sua sofferenza e il suo dolore amoroso; nella
seconda sezione queste problematiche si spostano sul piano esistenziale (sentimento tipico del
Romanticismo tedesco).
All’interno di questo lied vi sono due immagini retoriche:
• Le terzine all’inizio del Lied imitano il fruscio delle foglie, ma di inverno i rami perdono le
foglie, questo fruscio delle foglie ci fa capire che siamo in primavera e quindi si parla di una
distanza temporale. La figura del tiglio però allude alla morte perché il tiglio è anche un albero
molto presente in luoghi come il cimitero ecc.
• Gli squilli di corno, nel periodo romantico è una formula che si ritrova spesso nella musica
romantica, il corno veniva utilizzato nella caccia, generalmente sono in lontananza, quindi degli
echi, questo perché la caccia avviene nel bosco, quindi indicano una distanza fisica. Questi
squilli di corno sono pure presenti ad esempio nella Sonata per pianoforte op.81 di Beethoven; per
di più nell’accompagnamento della prima strofa sembra essere musicato per quartetto di corni.
Il Lied ha 6 strofe, inizia con un’introduzione pianistica di 8 battute (che si presenta poi identica
come interludio) successivamente ci sono le due strofe i temi vengono presentati come uno
antecedente in Mi Magg. e il conseguente in mi min. Tra la seconda e la terza strofa vi è un
interludio ancora in mi minore, la terza strofa è presentata in mi minore e la quarta strofa in Mi
Maggiore ma con gli stessi temi; segue poi la 5 strofa che è un momento diverso (c) in mi minore
tra la 5ª e la 6ª strofa vi è un interludio in Mi Maggiore tonalità che rimane fino alla fine del Lied.
Nel Lied Der Lindenbaum di Schubert, la musica segue l’evoluzione emotiva del testo attraverso
cambiamenti nel modo (maggiore e minore) e variazioni melodiche.
Dalla terza alla quarta strofa:
Quando il protagonista ricorda il tiglio e dice di esserci passato davanti di notte, la musica cambia
da mi maggiore a mi minore pur mantenendo la stessa melodia. Questo passaggio crea un effetto
malinconico, sfruttando uno stile tipico di Schubert, in cui il cambio di modo non indebolisce la
melodia, ma la arricchisce espressivamente. Successivamente, nella quarta strofa, quando l’albero
lo invita a trovare pace sotto i suoi rami, la musica ritorna provvisoriamente in mi maggiore,
creando un’illusione di serenità.
La quinta strofa:
È diversa dalle altre perché introduce una nuova melodia (elemento c) e non è preceduta
dall’interludio pianistico. L’accompagnamento utilizza terzine di trentaduesimi e scale cromatiche
per evocare il vento gelido che soffia sul viandante. La linea del basso oscilla ripetutamente tra do e
si, un elemento che richiama l’introduzione e amplifica l’effetto drammatico della scena.
Armonicamente, questa strofa è saldamente legata alla precedente (quarta strofa) perché si regge su
una sospensione sulla dominante (il si, quinto grado di mi maggiore e minore). Tuttavia, rispetto
alle altre, è l’unica che descrive musicalmente il vento invernale, rendendola unica nella
composizione.
L’ultima strofa (sesta):
Riprende sia il tema della terza strofa (a) che quello della quarta (b), ma questa volta interamente in
modo maggiore. Il protagonista, pur essendosi allontanato, continua a sentire il richiamo
dell’albero.
Forma musicale del Lied:
Il Lied presenta elementi della forma strofica variata, poiché riprende melodie simili con variazioni
per adattarsi al testo. Tuttavia, si può anche interpretare come una forma tripartita, con la sezione
centrale formata dalla sequenza delle strofe 3-5 (dove prevale il modo minore e il contrasto emotivo
è più forte). Questa struttura permette alla musica di riflettere il senso più profondo della poesia: le
parole dolci del tiglio nascondono un richiamo alla morte, che la musica rende evidente attraverso il
passaggio tra i diversi momenti armonici.