STORIA MODERNA
Umanesimo e Rinascimento
Umanesimo
L’umanesimo fu un movimento culturale. Parola deriva da umanista
(neologismo), da humanae littere in latino, ovvero studio dei testi
antichi, dimenticati nel medioevo, che vengono scovati nei
monasteri o nelle chiese.
Questa ricerca ha il ne di trovare la verità, ma il mondo nei tempi
antichi era molto diverso, erano persone laiche o non cristiana
(Platone, Socrate).
Petrarca, nel 1300, fu un grande studioso della letteratura classica
antica. L’Italia è il baricentro di questa innovazione culturale.
Infatti, nel 1400 arrivano in Italia degli intellettuali che scappano
dall’Impero Bizantino, che era minacciato dai turchi ottomani. Si
studia il greco e dunque diventano accessibili i testi dei grandi
loso greci, direttamente, senza mediazioni.
Alcuni testi venivano ricercati nelle antiche biblioteche, chiese o
monasteri, ma altri erano invece già conosciuti, come Aristotele,
che però viene scoperto in modo puro e originale, con attenzione
verso la lologia. Inoltre, alcuni testi venivano letti in chiave
cristiana, estrapolandoli dal loro vero signi cato. In questo periodo
si cerca il senso originale, anche grazie alla lologia, che cerca di
individuare errori di trascrizione. Un grande lologo fu Lorenzo
Valla, che scoprì la falsità della Donazione di Costantino, ovvero un
documento secondo il quale Costantino aveva ceduto la
giurisdizione dell’Europa occidentale al Papa e ai suoi successori.
Conteneva parole e fatti storici che non esistevano nel momento in
cui era stato scritto.
Viene portato uno sguardo più ampio verso l’uomo, ovvero verso le
capacità dell’essere umano, approccio più laico.
Ricordiamo Pico della Mirandola, studioso di varie lingue antiche,
scrive il “De homines dignitate”. Nel medioevo tutto ciò che viveva
l’uomo era legato a Dio, si dava poca importanza al ruolo degli
uomini, nell’umanesimo invece, si cambia questa prospettiva,
senza eliminare Dio, che resta una guida importante, ma l’uomo
deve darsi da fare a dandosi alle proprie forze e capacità. Infatti
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l’uomo è considerato da Pico un essere libero che può scegliere
dove stare nella sua esistenza, infatti può scegliere di vivere in
basso come i maiali o avere una vita nobile. È dunque libero di
scegliere, questa è la dignità dell’uomo, senza abbandonarsi ai vizi
e senza abbandonarsi totalmente nelle mani di Dio, ma utilizzando
le proprie forze.
Nasce anche un nuovo modo di insegnare. Si di ondono molte
scuole e ne cambia l’approccio. Infatti, le università erano riservate
ai ricchi e, essendo in mano dei vescovi, non vi era libertà di
dibattito e anzi, a volte si usava anche la violenza. Invece
nell’umanesimo non si usano più punizioni corporali, ma anzi si
dibatte sui testi, mostrando opinioni plurali.
Vittorino Da Feltre sviluppò il suo metodo pedagogico e tentò di
cambiare la scuola. Aprì una scuola chiamata “La casa gioiosa”,
una sorta di convento in cui gli studenti, sia ricchi che poveri,
vivevano insieme e studiavano, con maggiore apertura e
integrazione di varie discipline.
Non si limita allo studio letterario, ma anche scienti co o poetico.
Ad esempio, infatti, Leonardo Da Vinci era esperto di molte cose e
ciò è conseguenza dell’umanesimo.
Le donne invece, anche nobili, vengono escluse
dall’insegnamento, nonostante si democratizzi il sistema, non si
espande l’insegnamento a tutti.
Rinascimento
Diretta conseguenza dell’Umanesimo è il Rinascimento.
Infatti cambia il modo di fare cultura in Europa, partendo dall’Italia,
in particolare da Firenze.
Il termine Rinascimento è stato coniato dagli stessi uomini che
hanno vissuto quell’epoca, infatti loro pensavano di uscire da un
periodo buio come quello del Medioevo, privo di cultura classica,
ovvero un periodo dormiente a livello culturale.
Era visto come un momento di buco rispetto alla crescita graduale
della cultura no a quel momento.
La ne del Medioevo e l’inizio del Rinascimento però, sono in
continuità, ovvero non vi è una rottura diretta, ma un graduale
passaggio (pensiamo a Petrarca, Dante o Giotto).
Questo movimento si sviluppa principalmente a partire dall’arte,
nendo poi nella scienza, nella loso a e molte altre discipline.
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Firenze è il centro culturale, pensiamo a Brunelleschi,
Michelangelo, Leonardo, Botticelli e Leon Battista Alberti. Ma ci
furono anche letterati come Lorenzo il Magni co, Machiavelli e
Guicciardini. In loso a abbiamo citato Pico della Mirandola. Nella
scienza vediamo Galileo Galilei.
Ma anche Ferrara, Mantova e Urbino sono molto importanti.
Anche Roma è molto importante, infatti essendo sede della Chiesa,
i Papi si circondano dei grandi artisti, assoldandoli, per far loro
costruire opere artistiche per lo Stato della Chiesa.
Viene coinvolto principalmente il nord Italia perché l’Umanesimo
era molto sviluppato in queste zone che, ricordiamo sono ora
signorie che sono sorte dai comuni precedenti (prima erano città-
stato). Queste zone erano le zone del tempo più libere e ciò
favorisce l’arte e la sperimentazione, senza regole troppo rigide,
anche se poi lo spirito della controriforma blocca tutto ciò.
Inoltre i primi passi degli artisti avvenivano spesso nelle botteghe,
molto sviluppate in Italia, che talvolta formavano gli artisti.
Nonostante ciò, gli intellettuali erano pochi e la maggior parte della
popolazione non subì alcun e etto da questa nuova mentalità.
Molti di questi artisti vengono dalle botteghe quindi non sono
ricchi, mentre i letterati o gli scienziati erano o nobili o mercanti
(viaggiavano). Quasi nessuno di questi è uomo di chiesa, ciò è un
cambiamento rispetto a prima dove la cultura era in mano alla
Chiesa. Essa diventa committente anziché producente, infatti
commissiona opere a grandi artisti, che avevano una visione più
laica rispetto agli uomini del clero.
All’inizio del Rinascimento gli artisti venivano ancora visti come
artigiani, ma piano piano iniziano ad essere molto apprezzati e
ricevono anche titoli nobiliari.
Le donne sono poche, ricordiamo ad esempio Artemisia, ma
generalmente erano eccezioni. Talvolta le famiglie erano ricche e
tenevano molto alle glie e consentivano così loro di studiare come
gli uomini. Una importante donna politica era Lucrezia Borgia, essa
riuscì ad emergere ma tra molte di coltà.
È un periodo anche di grandi cambiamenti di pensieri, ad esempio
è il periodo di Copernico (prende spunti dai pitagorici), che ha
avuto una formazione umanistica.
Luoghi centrali: università, corti e accademie.
Le università si moltiplicano, anche se alcune esistevano già. I
programmi di studio delle università rimangono abbastanza
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invariati, però, se prima erano molto poche e in pochi luoghi, nel
Rinascimento il numero di esse cresce molto e anche in zone
inedite (Europa dell’est, Gran Bretagna, centro Europa).
Le università comunque vengono piuttosto controllate, spesso
fondate e controllate dai principi, ma la Chiesa aveva anch’essa un
ruolo di controllo sui professori ad esempio.
Infatti, Lutero fu sorretto dal principe dell’università di Wittemberg,
altrimenti sarebbe stato licenziato.
Nelle università più giovani che più apertura, mentre in quelle più
storiche vi è maggior conservatorismo. Galileo Galilei ad esempio,
a Padova (antica) fa fatica a causa delle sue opinioni.
Di ondendosi le università, se prima vi erano studenti di ogni parte
del mondo, adesso ciò si riduce essendoci più possibilità, perciò
c’è meno commistione culturale.
Le corti tentano di mantenere un gruppo di intellettuali intorno al
proprio seno, con opere di mecenatismo, vedi Firenze (Medici),
Milano (Ludovico il Moro), in quanto ciò aumentava il prestigio della
corte stessa.
In questo periodo infatti, la Chiesa, per ottenere opere culturali
importanti, aumenta il tra co delle indulgenze per ottenere il
denaro necessario a nanziarle.
Si di ondono in questo periodo anche le Accademie, inizialmente
come dei banchetti in cui si discute di loso a, letteratura.
Inizialmente si inizia a trascrivere ciò che viene scritto e poi si da
un’organizzazione a questi incontri. Spesso venivano nanziate dai
signori, non solo per rinforzarle, ma anche per poterle controllare
politicamente.
Alcuni esempi sono l’Accademia platonica di Firenze, fondata da
Marsilio Ficino (protetta dai Medici) e l’Accademia Napoletana
(protetta dal re Alfonso d’Aragona). In questo modo si cerca di
garantirsi uno spazio di autonomia, non ancora dal potere politico,
ma dalla Chiesa Cattolica.
Riforma protestante e Riforma cattolica
Lutero
Siamo nel ‘500. L’intera Europa occidentale era cattolica, mentre
nell’Europa dell’est vi è la religione ortodossa.
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La Chiesa cattolica aveva diversi problemi di carattere morale,
dovuti principalmente ai comportamenti del clero.
C’era il primato dell’interesse politico-economico su quello
spirituale.
Il primo problema era il concubinato, ovvero i sacerdoti a volte non
rispettavano l’obbligo di celibato, alcuni avevano addirittura gli!
Un altro era la simonia, la vendita della carica religiosa, si riusciva
dunque a comprare ad esempio la carica di Papa o Vescovo,
tramite il denaro e la corruzione. I vescovi spesso non risiedevano
nella diocesi a loro assegnata, molti compravano i titoli e poi
rimanevano a casa loro, solo per ottenere i soldi delle decime e, a
volte, prendevano più titoli di vescovo insieme, siccome non
dovevano spostarsi. Inoltre, molti preti non erano istruiti, dicevano
la messa in latino ma non lo capivano, per cui avevano di coltà a
dibattere contro gli eretici.
Il problema più grande sono le indulgenze. Si comprava la salvezza
col denaro, anche per i familiari morti. Di solito si assegnavano dei
pellegrinaggi per ottenere perdono, erano molto impegnativi alcuni.
Si inizia però a vendere per denaro che non veniva dato ai poveri,
ma usato per nanziare grandi opere artistiche ad esempio.
I fedeli lo scoprono e iniziano a stizzirsi.
Nascono gli umanisti cristiani che credono nella dottrina, ma
vogliono rinnovare la Chiesa, poco attenta alla moralità. Tra questi
c’è Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro.
In quest’atmosfera emerge Martin Lutero. Monaco insegnate
all’università di Wittemberg in Sassonia. Studia teologia e si
interessa alla Bibbia. Nel 1517 la Chiesa romana lancia una grande
campagna di vendita delle indulgenze per nanziare la basilica di
San Pietro, soprattutto in Germania. Lutero e i suoi allievi sono
molto scossi da questa iniziativa e inizia a scrivere delle tesi che
poi a gge alla chiesa di Wittemberg (le 95 tesi).
Lutero accusa la Chiesa teologicamente, dicendo che non può
vendere il perdono perché quello spetta solo a Dio.
Nelle settimane successive amplia il discorso e inizia ad esporre
altre opinioni. Secondo lui l’uomo, macchiato dal peccato originale,
è destinato ad essere peccatore, quindi le opere buone dell’uomo
in vita non sono clausola di salvezza, solo la grazia di Dio lo è.
Il Papa, non solo è corrotto, ma non può essere superiore alle
sacre scritture, può commentarle ma non ergersi al di sopra. Critica
anche il numero dei sacramenti, sono due, ovvero il battesimo e
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l’eucarestia. Gli altri sono in più e ad esempio la confessione erge i
preti al posto di Dio. Il matrimonio diventa rito civile. Inoltre lui
esprime il concetto di consustanziazione non transustanziazione.
L’uomo deve liberamente consultare i libri sacri, infatti lui tradurrà
la bibbia in tedesco. Il ruolo di mediatore della Chiesa così
sparisce. Secondo lui tutti i fedeli dopo il battesimo sono sacerdoti,
sacerdozio universale. Vi sono dei pastori che fanno da guida
perché si sono formati di più degli altri, ma non sono al di sopra e
anzi devono darsi da fare come gli altri. Non c’è più l’obbligo del
celibato.
In risposta alle tesi il Papa emana la bolla Exsurge dominae
condannando come eretiche le idee luterane e invitandolo a
ritrattarle entro 60 giorni.
Il nuovo imperatore tedesco Carlo V, molto cattolico, vuole risolvere
il problema di Lutero, ma Federico di Sassonia o re copertura
politica al monaco.
Gli ordini monastici andrebbero chiusi per Lutero. I monasteri erano
molti e possedevano molte terre. I principi erano interessati dal
chiuderli e requisirne gli averi, quindi iniziano ad avere in simpatia
Lutero. La questione viene dunque rinviata ad una dieta imperiale.
Passa qualche mese e nel 1521 arriva la dieta di Worms. Lutero
non ritratta le sue posizioni, viene dunque fatto arrestare ma,
mentre lo portano in prigione, viene rapito e salvato dagli uomini di
Federico di Sassonia. Si di onde il luteranesimo e molti cittadini
poveri si scagliano contro la Chiesa cattolica, stizziti dalla
mancanza di morale della Chiesa e spinti dalle tesi di Lutero. Inizia
anche un percorso di alfabetizzazione. La prima rivolta è quella dei
cavalieri, piccoli nobili, che si ribellano con gli ultra-ricchi cattolici.
Loro chiesero a Lutero di aiutarli ma lui stette con la grande nobiltà
e la rivolta venne repressa. La seconda grande rivolta fu quella dai
contadini che, scoprendo quello che era scritto dal Vangelo, si
rendono conto dell’ipocrisia della Chiesa e individuano in essa il
nemico. I contadini chiedono aiuto a Lutero, ma lui, per evitare di
perdere l’appoggio dei principi, dice che, essendo contrario a ogni
forma di violenza, non può appoggiare la rivolta. Inoltre solo Dio
può fare giustizia, l’unica nostra libertà è quella interiore. I contadini
vengono massacrati.
Thomas Muntzer, ex collaboratore di Lutero ma più estremista,
vorrebbe che i contadini facessero parte della vita politica,
schierandosi anche contro la proprietà privata, come il Vangelo
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diceva. Nel 1525 a Frankenhausen c’è la battaglia decisiva in cui i
principi vincono.
Nonostante ciò molti altri principi si avvicinarono al luteranesimo,
nella dieta di Spira del 1529 alcuni chiedono l’annullamento
dell’editto di Worms. Nel 1530 c’è la dieta di Augusta in cui si
evidenzia la frattura religiosa. Nel 1531 un’alleanza militare
chiamata lega di Smalcalda si forma per difendere i protestanti da
eventuali attacchi cattolici. Ormai la Germania è a maggioranza
luterana.
Zwingli
Si di ondono altre riforme come quella di Zwingli a Zurigo. Toglie
dalle chiese le immagini sacre, poiché da un lato essere mostrano
la ricchezza della Chiesa e dall’altra i fedeli nivano per amare più i
dipinti e i miti più che Dio, infatti nell’Antico Testamento fu scritto di
non rappresentare immagini sacre.
Inoltre, abolisce il celibato del clero e chiude i conventi, le terre
vengono dunque requisite dallo Stato, si sempli cano i riti e il ruolo
dell’eucarestia. Per Zwingli nel pane non c’è Cristo, è solo una
metafora. Viene attaccata anche la vita mercenaria, molto di usa in
Svizzera, iniziando a prendersi le antipatie dei nobili dei cantoni. Si
arriva ad una guerra e nel 1531 i cattolici vincono e Zwingli ucciso.
Anabattisti
Un altro movimento fu quello degli anabattisti, che volevano il
battesimo libero, da compiersi da adulti in piena coscienza. Inoltre
volevano una netta distinzione tra politica e religione, ri utavano
dunque di fare il servizio militare e di avere cariche politiche.
Bisognava rinunciare ai vizi e ispirarsi al Vangelo. Viene inoltre
tollerata la poligamia. Furono perseguitati, Munster, il leader, fu
ucciso.
Calvinismo
Un’altra riforma fu il calvinismo, nato a Ginevra. Era francese ma
fuggi in Svizzera per le persecuzioni. Ebbe grande successo in
tutta la città. Calvino era convinto della predestinazione, ovvero la
nostra salvezza è già segnata dalla nascita. Capiamo ciò grazie al
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lavoro e alla famiglia, se va bene probabilmente siamo stati scelti
per la salvezza da Dio. Questo è legato secondo Weber, allo spirito
capitalistico e infatti esso si di onde molto in Olanda e nelle zone
vicine. Il calvinismo ha preparato il terreno alla teoria capitalistica
(es. rischiare i capitali per conoscere se si è salvi). I banchieri e i
mercanti non vengono visti male, come invece accadeva in parte
nel cattolicesimo, in quanto maneggiavano i soldi. Per Calvino nel
pane vi è lo spirito di Cristo ma non il corpo. Inoltre, dà grande
importanza alla moralità, vengono chiuse le taverne, gli spettacoli e
il gioco d’azzardo, in quanto distraggono gli uomini. Inoltre si inizia
a vestirsi in modo sobrio, nonostante bisogna arricchirsi non
bisogna spendere o vantarsi per mantenere la moralità. Nasce un
concistoro, un consiglio di anziani composto da 12 membri
(presbiteri) che devono controllare la moralità dei cittadini e in caso
punirli. Anche i calvinisti erano poco tolleranti, Michele Serveto, un
grande scienziato, fu massacrato da Calvino perché mise in
discussione la trinità, pensando di poter discutere liberamente con
lui. Giunto a Ginevra, viene messo al rogo. Quindi l’intolleranza è
di usa in ogni riforma, non solo nella Chiesa Cattolica.
Chiesa Anglicana
Questi cambiamenti nella religione raggiungono anche l’Inghilterra.
Al trono vi era Enrico VIII sposato con Caterina d’Aragona.
Inizialmente Enrico VIII fa perseguitare i protestanti, addirittura ha il
titolo di defensor dei dato dal Papa in segno di legame con la
Chiesa. Enrico si invaghisce di Anna Bolena e vuole sposarla anche
perché la moglie Caterina gli ha dato solo una glia femmina e lui
voleva un maschio. Chiede dunque al Papa il divorzio. Il divorzio
non viene accettato dal Papa, perché c’era di mezzo una glia
(Maria). Enrico si arrabbia e divorzia dalla Chiesa cattolica. Nasce
una nuova chiesa, la chiesa anglicana e così poté separarsi.
Nacque un’altra glia (Elisabetta). Enrico si invaghisce di Jane
Seymour e sperando fosse più fertile la sposa. Ha nalmente un
glio maschio, Edoardo. Enrico requisisce molti terreni della Chiesa
rivendendoli e perciò è interesse dei nobili acquirenti che non torni
la Chiesa cattolica, onde evitare che vengano requisiti loro. Finché
c’è Enrico non cambia la teologia ma solo l’organizzazione,
Edoardo invece sì. Introduce nei riti e nei dogmi in uenze luterane
e calviniste, approvando il book of common prayer che è una
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summa dei riti e dei dogmi della Chiesa anglicana. Tommaso Moro
viene condannato a morte da Enrico a causa della sua credenza
cattolica. Succede a Edoardo la primogenita Maria, cattolica, che
cerca di restaurare il cattolicesimo. Perseguita i protestati,
soprannominata dunque “Bloody Mary”. Dopo di lei arriva
Elisabetta I, che ritorna indietro verso l’atto di supremazia e fa
varare l’atto di uniformità per restaurare le in uenze protestanti.
Segue l’emanazione dei 39 articoli di Fede, che descrivono la
chiesa anglicana, che è una sorta di mix tra cattolicesimo,
calvinismo e luteranesimo. In Inghilterra inoltre permangono i
vescovi, il cui capo è l’Arcivescovo di Canterbury. Il capo rimane
però il Re/Regina.
In Inghilterra permangono comunque delle comunità cattoliche che
sperano in un ritorno al passato.
Controriforma
È la risposta della Chiesa cattolica a tutte le riforme uscite nel ‘500.
Secondo alcuni storici è più corretto il termine Riforma Cattolica
perché si pensa che già da diverso tempo la Chiesa era in
rinnovamento, ma fu molto accelerata da ciò che stava accadendo
in Europa. Si attendono molti anni prima di un cambiamento, quasi
30. Viene istituita una commissione da Paolo III, per cercare di
capire i mali interni della Chiesa, una sorta di autocritica, ma non
tocca discorsi teologici, solo morali. Inizialmente il Papa era
contrario a convocare un concilio perché c’era la lotta interna tra
superiorità papale o del concilio. Il Papa non vuole essere
sottomesso al concilio e convocarlo sarebbe un’ammissione di
inferiorità. Alla ne viene però convocato il Concilio di Trento che
dura quasi 20 anni, chiuso poi da Pio IV. Trento viene scelta perché
era a metà strada tra la Germania e l’Italia. Inizialmente si volevano
coinvolgere anche i protestanti al concilio, scendendo a patti per
far rientrare lo scisma, nonostante ci fosse il rischio che essi
mettessero subito in discussione l’autorità del Papa, il che sarebbe
stato imbarazzante. Però, i protestanti non parteciparono, in primis
perché avrebbe voluto signi care riconoscere l’autorità del Papa,
anche Filippo Melantone, collaboratore di Lutero, inizialmente
disposto a partecipare non partecipa. Inoltre, la Chiesa manda i
vescovi e i più alti in gerarchia, ma i luterani non hanno alcuna
gerarchia, siccome c’è il sacerdozio universale, nessuno è al di
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sopra degli altri, quindi o si mandavano tutti i luterani, cosa
impossibile, o non si partecipava.
Ovviamente il Concilio non si può concentrare di dottrine
teologiche in quanto sarebbe un ulteriore strappo netto con i
luterani. Nonostante ciò si occuperà di entrambi. Confermerà ogni
dogma cattolico, ri utando tutti i cambiamenti. Dal punto di vista
comportamentale invece ci sono cambiamenti importanti. Intanto si
cerca di far formare i preti, creando i seminari, insegnando teologia,
latino e altre materie. Inoltre si decide di far rispettare il
concubinato e ancor più importante, si obbligano i vescovi ad
avere non più di una diocesi e a risiedere lì. Dovranno anche
incontrare i fedeli e le parrocchie in visite chiamate pastorali. Viene
creata un’opera con le principali dottrine del cattolicesimo per
di onderle, la prima viene redatta da Carlo Borromeo.
Dall’altro lato però, la Chiesa, guidata da Paolo IV, inizia una vasta
azione repressiva nei confronti di tutte le eresie. Viene creata la
commissione del Sant’U zio, un tribunale ecclesiastico. Le
persecuzioni più gravi furono in Spagna.
Inoltre, si scatenò un’ondata di antisemitismo e persecuzione degli
ebrei. In ne, nel 1559 venne redatto l’indice dei libri proibiti,
manuali che il buon cristiano non deve leggere, tra cui nirono
Galileo, Lutero, Tommaso Campanella e Giordano Bruno.
Quest’ultimo riceve un invito da un nobile veneziano che lo
accoglie, ma, quando capisce le idee di Bruno, lo denuncia
all’Inquisizione che lo condanna a morte, in quanto il losofo ri uta
di abiurare le sue tesi.
Tommaso Campanella scrive “La città del sole”, ispirato a Platone,
in cui parla dello stato ideale. Critica però la Chiesa Cattolica e
viene dunque incarcerato e si salva dalla condanna a morte
ngendosi pazzo.
In questo periodo, nacquero anche nuovi ordini come i Teatini, i
Cappuccini (San Francesco), i Barnabiti e le Orsoline.
Più importante fu l’ordine dei gesuiti. Il fondatore più Sant’Ignazio
di Loyola che, in guerra, ebbe una crisi mistica e lasciò l’esercito,
fondando un ordine con una struttura simile a quella militare.
Vengono formati in modo molto rigido, all’interno esigono estrema
osservanza delle regole e obbedienza, ma all’esterno, parlando con
gli eretici, sono molto comprensivi. Capendo che la Chiesa è in
crisi decidono di essere tolleranti per evitare lo scontro che
peggiorerebbe la cosa. Si di ondono molto e anche nelle corti
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europee. Questo perché essendo tolleranti i sovrani scelgono loro
come confessori. Sono anche insegnanti in quanto
l’addestramento è molto duro.
Diventano dunque molto potenti. Si lanceranno anche in missioni in
giro per il mondo tra America, India e Giappone.
Guerre di religione in Francia
Durante il regno di Caterina, si di onde il calvinismo in Francia,
soprattutto a occidente. Infatti li sono presenti molti banchieri,
mercati e imprenditori perché mestieri peculiari del calvinismo. In
Francia venivano chiamati Ugonotti. Nonostante Caterina fosse
cattolici concede libertà religiosa sia per evitare di creare
spaccature e tensioni sia perché Caterina ha paura che la Francia
venga assoggettata alla Spagna, in quanto delle fazioni interne alla
Francia voleva legarsi strettamente al pilastro del cattolicesimo in
Europa. Gli ugonotti si uniscono per precauzione. I cattolici
attaccano gli ugonotti e massacrano le persone in un villaggio a
Wassy. Scoppia quindi una guerra civile nel 1562. Si cerca una
paci cazione con un matrimonio che viene organizzato tra una
delle glie di Caterina e il capo della fazione ugonotta Enrico di
Borbone, unendo protestanti e cattolici.
A Parigi, per festeggiare le nozze, arrivano migliaia di ugonotti che
vengono però ingannati e massacrati, nella notte di San
Bartolomeo nel 1572. Ricomincia la guerra civile. Sale al trono
francese l’ultimo maschio Enrico III. L’erede più diretto era il leader
degli ugonotti, discendendo dai capetingi. Il rischio è enorme e
così scoppia la guerra dei tre Enrichi tra: Enrico III (re francese),
Enrico di Borbone (leader ugonotto) e Enrico di Guisa (leader
cattolico). Enrico di Guisa cerca di allearsi con la Spagna, scoperto
da Enrico III viene fatto uccidere. Anche Enrico III venne ucciso da
un fanatico cattolico per vendetta. Sale al trono l’ultimo Enrico
rimasto che si converte al cattolicesimo, guadagnandosi la ducia
della burocrazia e della nobiltà cattolica “Parigi val bene una
messa”. Diventa re con il nome di Enrico IV di Borbone. Viene
emanato l’editto di Nantes nel 1598 che consentiva la libertà di
culto per gli ugonotti che potevano professare, ma non a Parigi.
Inoltre aveva assegnate anche alcune roccaforti per proteggersi in
caso di attacchi cattolici. A livello economico, assume del
personale che ha comprano i titoli non per capacità e introduce
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una tassa che, quando si andava in pensione, si passava l’incarico
al glio pagando.
La crisi del XVII secolo
Nel ‘500 aveva portato crescita e ricchezze, anche grazie alla
scoperta dell’America. Nonostante ciò era una crescita diseguale.
Ad esempio la Spagna invece di investire per aumentare la
produttività nisce per indebolire la propria industria interna,
sperperando denaro.
Anche la crisi del seicento fu una crisi diseguale, che colpì
principalmente l’Europa del sud. Non hanno rinnovato i propri
percorsi produttivi e sono quindi destinati alla crisi. Al contrario
Inghilterra, Francia e Germania ad esempio avranno una maggiore
stabilità.
Il primo dato negativo per il sud Europa è il calo demogra co.
Colpisce il sud per vari motivi. Le materie preziose giunte
dall’America sono nite nelle mani di pochi ricchi che hanno
sperperato il denaro in altri paesi, andando ad esempio ad
assoldare artigiani all’estero. Si genera in azione per l’aumento del
denaro, i prezzi aumentano e i poveri ci rimettono. Data l’incertezza
economica vengono rimandati molti matrimoni di alcuni anni e
questo vuol dire anche meno gli. Si alza così l’età matrimoniale.
Un altro motivo è quello del cambiamento climatico, infatti le
temperature diminuivano, le piogge aumentavano e i raccolti si
facevano più di cili. Dal punto di vista agricolo c’erano già
problemi di coltivazione, nel ‘500 infatti venivano coltivati
principalmente cereali e quindi una coltura non variegata.
L’allevamento era stato diminuito perché molti campi erano stati
destinati ai cereali. I cereali però, so rivano per il clima per cui
diminuì il cibo disponibili. L’Inghilterra e l’Olanda sopravvissero in
quanto essendo esportatori erano abituati a cambiare le
coltivazioni in base alla richiesta esterna. Inoltre, in questi due
paesi non furono ridotti gli allevamenti. Servivano gli animali per il
formaggio e inoltre i cereali erano facilmente importabili dal mar
baltico a basso prezzo.
Mangiando poco e male la gente diventa più sensibile alle malattie,
torna infatti la peste bubbonica in modo esteso, ma non fu l’unica.
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Si di usero il tifo, il vaiolo e la dissenteria, anche a causa delle
guerre e dello spostamento degli eserciti.
Ci sono più morti, meno domanda, meno lavoro e quindi è un
vortice negativo.
Ci furono e etti economici dovuti anche al calo netto dei materiali
preziosi che arrivano dall’America.
Le miniere iniziano a nire e inoltre, i conquistadores per estrarre le
materie usavano gli Indios che però muoiono quasi tutti, quindi si
rimane senza manodopera.
Si è creata una grande instabilità monetaria, che ai tempi era
basata sul peso e quindi sulle materie preziose americane.
Essendoci meno materie preziose in circolo cala il denaro in
circolazione.
Il valore dell’oro e dell’argento dunque schizza e quindi si iniziano a
fare monete di bronzo e rame, il valore della moneta crolla. I prezzi
salgono e c’è anche una sorta di speculazione. Si genera una
grande uttuazione del valore del denaro.
A un certo punto circola pochissimo denaro e dunque nessuno più
compra e i prezzi calano pur di vendere qualcosa.
Il mediterraneo entra in declino perché era incentrato tra Spagna e
Italia.
L’Inghilterra e l’Olanda invece non puntano su materie preziose ma
ad esempio sullo zucchero, ascoltano le domande del mercato. Ad
esempio gli olandesi convincono gli svedesi a produrre più ferro
perché serviva per le armi. Inoltre le colonie spagnole avevano
l’obbligo di commerciare con la madrepatria nonostante fosse un
sistema lento. Al contrario le due potenze del nord Europa non
avevano queste clausole, compravano in Asia e vendevano in Asia
senza problemi ad esempio.
C’erano delle compagnie navali che commerciavano come quella
delle Indie Orientali, fondata nel 1602. Gli olandesi rubano alcuni
porti indiani ai portoghesi e dominavano i mari imponendo una
forza politica. Gli inglesi anche loro, seppur per secondi,
sviluppano una forza navale.
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L’Inghilterra tra le due rivoluzioni
Prima rivoluzione inglese
Nello Stato moderno esistono dei con ni molto chiari, il popolo
parla una stessa lingua, si riconosce all’interno di medesime leggi e
tradizioni e in ne, il potere è accentrato nelle mani di poche e
chiare istituzioni che lo esercitano con leggi de nite. Non vi è il
decentramento che c’era nel medioevo ovvero i principati, i comuni
etc.
Questo percorso culmina nel ‘600 con l’avvento delle monarchie
assolute.
Le guerre hanno costi altissimi che ai tempi il solo sovrano non
poteva permettersi e non c’era un sistema burocratico-
amministrativo per gestire grandi fondi. Per cui i sovrani
chiedevano spesso tasse extra a nobili e Chiesa e ciò li rendeva
ricattabili.
A non pagare le tasse spesso erano più ricchi che erano tutelati da
leggi antiche. Così i sovrani cercano di cambiare queste leggi per
rendere più equo il sistema e anche per arginare il potere dei nobili.
Il ceto borghese è l’alleato dei sovrani perché loro per primi
vogliono un sistema più equo. Inizia così una lunga lotta contro la
nobiltà privilegiata che culminerà con la Rivoluzione Francese.
I nobili erano molto dentro il governo come ministri, generali o
funzionari di stato. Così i sovrani cercano di eluderli il più possibile,
centrando il potere.
In Inghilterra il sovrano è Giacomo I Stuart, già Re di Scozia, glio
di Maria la sanguinaria.
Lui ra orza da subito la chiesa anglicana, cercando di accentrare il
potere nelle sue mani. Tenta di muoversi anche in politica estera,
anche se non molto abile.
Le sue azioni però non accontentarono molto il popolo.
In primis non accontentarono i cattolici che, essendo lui glio di
una cattolica, speravano che restaurasse il cattolicesimo. Venne
organizzata la Congiura delle polveri, ovvero far saltare in aria il
parlamento inglese con dentro il re e i parlamentari. Vengono però
scoperti poco prima di mettere in atto il piano.
Anche alcuni protestanti non sono contenti, ovvero i puritani. Essi
intendevano la religiosità in modo puro, volevano tornare al
calvinismo e al Vangelo e non perdonarono Giacomo I per aver
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obbligato molti ad essersi convertiti all’anglicanesimo limitando
così la libertà religiosa. Nel 1620 così, alcuni puritani a bordo di una
nave chiamata May ower vanno via verso l’America e fonderanno
poi le colonie (i cosiddetti padri pellegrini).
Le classi medio-alte non sono favorevoli alle politiche di Giacomo I,
in particolare la gentry, piccoli nobili che negli anni si erano
imborghesiti, ovvero lavoravano e investivano (imprenditori). Essi
hanno un peso dal punto di vista economico, portando in
parlamento questi problemi. Il successore Carlo I tentò di
accentrare ancor di più i poteri entrando in con itto con il
parlamento tanto che negli anni ’20 aveva già sciolto e riconvocato
più volte il parlamento. A un certo punto però deve cedere e rma
la Petition of Rights, concedendo dei diritti ai parlamentari. Inizio
però a creare tasse in modo subdolo, tipo la ship money, una tassa
che serviva a mantenere i marinai e gli operai che lavoravano sulle
navi nei porti. Questa tassa era pagata solo dalle città navali e lui
decide di estenderla a tutti. Non essendo una nuova tassa non
doveva passare per il parlamento per essere approvata. Inoltre,
viene dato slancio alla camera stellata, un tribunale inglese che
giudicava i reati politici, tipo chi tradiva la corona o chi protestava
eccessivamente. Colpiva anche i dissidenti religiosi.
Viene sciolto il parlamento nel 1629 per ben 11 anni.
Nel 1639 c’è la riforma della chiesa scozzese capitanata
dall’arcivescovo di Canterbury per cercare di unirla alla chiesa
anglicana. Però in Scozia era di uso il calvinismo per cui non
volevano essere assimilati agli anglicani. Scoppia dunque una
guerra civile e inizialmente gli scozzesi vincono e sfondano il
con ne dell’Inghilterra. Il Re ha dunque bisogno di soldi,
convocando il parlamento cerca di far approvare nuove tasse. I
parlamentari vogliono prima parlare dei loro diritti e viene quindi
subito sciolto il parlamento (Short Parlamento). Viene però
riconvocato per mancanza di denaro e questa volta il Carlo deve
ascoltare i parlamentari. Fa addirittura condannare a morte un suo
consigliere politico giudicato negativamente dai parlamentari.
Scoppia una rivolta irlandese cattolica alimentata dallo stesso
Carlo per mettere alle strette i parlamentari. Essi chiedono che sia il
parlamento a decidere quando viene mosso l’esercito e anche di
poter aver voce in capitolo sui ministri. Carlo non accetta e manda
l’esercito contro il parlamento, cerca così un colpo di Stato e
scoppia una guerra civile.
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Gli oppositori di Carlo I vengono chiamate teste rotonde per il
taglio di capelli, il cui leader era Oviler Cromwell, capo dell’esercito.
Creò gli iron sides, dei reparti di cavalleria corazzate che dovevano
colpire il nemico in condizioni di cili. Inoltre crea un modello di
esercito secondo cui il capo viene scelto dai militari stessi. Carlo
inizia ad essere scon tto su vari fronti. Si consegna dunque agli
scozzesi i quali lo consegnarono al parlamento inglese. Viene
ucciso anche l’arcivescovo di Canterbury. Si iniziano a creare delle
divisioni interne tra le teste rotonde. Alcuni volevano che ci fosse
libertà religiosa, altri volevano una chiesa puritana e altri ancora, i
livellatori, volevano l’abolizione della monarchia e la fondazione di
una repubblica con su ragio universale. Le teste rotonde iniziano a
litigare tra loro. Carlo I si rifugia dunque in Scozia e aizza l’esercito
scozzese contro Cromwell. Ricominciano dunque i combattimenti.
Nascono i diggers nell’esercito di Cromwell ovvero dei proto
comunisti che volevano l’abolizione della proprietà privata.
Alla ne Cromwell vince e Carlo I catturato. Nel 1649 il parlamento,
nel frattempo ridotto di numero, avvia un processo contro il re che
viene condannato a morte. Nasce dunque il commonwealth, la
repubblica inglese. Di fatto però Cromwell instaura una dittatura
per sedare diverse rivolte interne dei riformisti. Approva inoltre
l’Atto di navigazione che consentiva l’accesso ai porti inglesi solo
alle navi inglesi o alle navi del paese da cui proveniva la merce
importata. Infatti, spesso gli olandesi facevano tappe in vari porti
mentre commerciavano in giro per il mondo. Quindi cerca di
indebolire i dominatori dei mari dell’epoca ovvero gli olandesi.
Inoltre, le colonie inglesi dovevano commerciare solo con
l’Inghilterra. Scoppia una guerra Inghilterra-Olanda vinta dagli
inglesi.
Dopodiché rma trattati commerciali con Svezia, Danimarca e
Portogallo, migliorando l’economia inglese.
Inoltre modernizzò le coltivazioni e l’agricoltura.
Con il parlamento rimangono diverse tensioni e Cromwell e lui
continua a ridurne il numero no a scioglierlo nel 1653, assumendo
il ruolo di lord protettore. Il glio rinuncia alla carica e si crea un
vuoto di potere. Ci sarà come re Carlo II, si restaura dunque la
monarchia. Cercò di nuovo di accentrare i poteri andando contro i
gruppetti religiosi e restaura la camera dei lords, però i diritti del
parlamento rimasero, in quanto si poteva fare un passo indietro ma
non troppo.
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Gloriosa rivoluzione
Dopo il ritorno degli Stuart il parlamento si assicura che non ci
fossero spinte assolutiste. Dopo Carlo II, sale al trono Giacomo II, il
quale era cattolico. Ciò preoccupò in quanto c’era un rischio
assolutismo nell’immaginario comune. Inoltre, dichiara l’intenzione
di voler creare un esercito permanente, non solo convocarlo in
caso di guerre, assumendo persone al momento. Il re quindi
doveva chiedere al parlamento dei fondi, per cui si poteva porre un
veto ai piani del re. Il re vuole bypassare questo. In ne, Giacomo
vuole riformare la burocrazia statale e a darne buona parte ai
cattolici, seppur erano in minoranza. Alcuni parlamentari
preoccupati chiamarono Guglielmo d’Orange, un nobile olandese,
per chiedergli di prendere la corona. Accetta l’o erta nel 1688 e
sbarca dunque in Inghilterra. Giacomo II decide di scappare prima
di morire e Guglielmo diventa re d’Inghilterra, senza combattimenti.
Poco dopo nel 1689 venne emanato il bill of rights che erano delle
tutele per i parlamentari. Si garantiva no eserciti permanenti, libertà
dei parlamentari, no cattolici al trono e re sottoposti alle leggi.
Nasce così una monarchia costituzionale.
Il parlamento sceglie inoltre i futuri sovrani, in particolare la famiglia
degli Hannover, grazie all’art of settlement del 1701.
Un’altra novità è l’habeas corpus, già promulgata prima della
rivoluzione, che proteggeva i cittadini dagli arresti arbitrari, senza
convalide del giudice.
Un altro atto fu il Toleration act che inseriva tolleranza per tutti i
credi religiosi.
Giacomo II però prova a tornare in Inghilterra, nanziato da Luigi
XIV. C’è uno scontro ma vince Guglielmo d’Orange. L’ex sovrano
scappò nuovamente in Francia.
L’età dei lumi
Siamo nel ‘700. L’illuminismo non fu solo una riforma loso ca, ma
anche artistica, letteraria e politica. Acquisisce presto valore
sociale, in quanto vengono di use le dottrine nei giornali. Il nome
deriva da Lume, ovvero la ragione doveva illuminare ciò che era
rimasto scuro.
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Le autorità impongono ignoranza e “buio” alla popolazione per
controllarla nell’ignoranza. Viene chiesta quindi la libertà di
pensiero e di parola e invita a prendersi sulle spalle il proprio futuro.
Ad esempio la Chiesa sottometteva il popolo ed esso si
sottometteva, obbedendo senza interrogarsi del perché.
Kant, losofo illuminista, dava la de nizione dell’illuminismo ossia
l’uscita da uno stato di minorità che egli stesso si è imposto.
La Francia svolge il ruolo principale. È uno stato egemone ed è la
potenza principale del continente, davanti all’Inghilterra. Il francese
è la lingua guida inoltre, che si parla in tutte le corti europee.
L’accentramento del potere assolutistico promuove un’avversione
verso lo Stato.
Nonostante ciò c’è un’in uenza inglese, dovuta a John Locke e
Newton.
Iniziano a di ondersi, inoltre, delle società segrete, massoniche,
invenzione inglese che arriva in Francia.
Montesquieu parla di divisione dei poteri e libertà dei cittadini.
Importante fu l’enciclopedia di Diderot. In quest’opera si criticano
alcune cose, ad esempio alcuni poteri. Viene così spesso
censurato e addirittura arrestato per qualche tempo.
Il più in uente fu Voltaire, inizialmente anche collaboratore di
Diderot.
Studiò dai gesuiti e le sue opere furono spesso polemici e ironici
verso i nobili. Per cui scappa e si rifugia a Londra.
Scrive delle opere in cui critica Leibniz che pensava che il nostro
mondo fosse il migliore dei possibili. Secondo Voltaire non c’è la
provvidenza, bisogna evitare che accadano certe cose, non
accettarle perché Dio ha previsto quello. Dobbiamo agire e cercare
di cambiare le cose brutte del nostro mondo.
In un’altra opera critica la supponenza degli uomini di credere di
essere i principi dell’universo scelti da Dio come esseri principi del
mondo. Inoltre dice che la vita non è breve se vista dai vari punti di
vista.
Nell’opera indica come senso dell’esistenza un libro delle pagine
bianche, non c’è un senso della vita semplice che si può scrivere o
comunicare.
Un’altra importante opera è il trattato sulla tolleranza. Qui viene
criticata l’intolleranza religiosa.
La diversità di religione e pensiero è una ricchezza che va protetta.
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In Inghilterra non si di onde l’illuminismo perché non ce n’è molto
bisogno, ci sono già state due rivoluzioni che hanno portato ad una
sorta di monarchia costituzionale. Non c’è dunque bisogno di una
nuova ondata di lotte per la libertà.
La Francia invece, che era una superpotenza militare assoluta con
Luigi XIV, Re sole, che aveva accentrato il potere su di se, aveva
una arretratezza economica. Dopo il Re sole non ci saranno sovrani
all’altezza, non ci saranno riforme per contenere la scontentezza di
alcuni ceti sociali.
Ci sono dei tratti comuni ai sovrani illuminati. In primis
razionalizzare lo Stato e portare la ragione all’interno degli apparati
statali, eliminando la confusione tra le leggi che vi erano ai tempi.
L’amministrazione degli u ci, ad esempio il sco, erano caotici. I
nobili e il clero non pagavano le tasse. Le proprietà non erano ben
registrate, non esistevano i catasti o erano limitati. I borghesi hanno
interesse a far pagare le tasse a tutti e così si alleano con i sovrani,
sperando che si abbassino le tasse anche a loro.
Inoltre, viene spesso attaccata la Chiesa cattolica. Essa pone
limitazioni alla libertà dei singoli, oscurando il lume della ragione.
Molte terre erano incurate e non venivano coltivate.
Si propone di chiudere gli ordini dediti solo alla preghiera, quelli
contemplativi. Le terre vengono requisite e poi vendute alla
borghesia che le avrebbero coltivate. Altra novità il
giurisdizionalismo. In molti paesi il clero non poteva essere
processato se non dai tribunali ecclesiastici. Inoltre, le terre non
potevano essere vendute o divise, le proprietà erano rigide,
“manomorta”.
Si cerca anche di intervenire sulla scuola, rendendola più laica.
Infatti erano quasi tutte ecclesiastiche, gestite dalla Chiesa, che
in uenzava i ragazzi.
In ne, vi è un attacco netto ai gesuiti, sia perché gestivano le
scuole, sia perché hanno moltissimo potere dovuto alle confessioni
ai sovrani. Erano entrati in tutte le corti europee e conoscevano
molti segreti. I gesuiti vengono poi cacciati dai Paesi di quasi tutta
Europa.
Vengono inoltre chiusi i tribunali di inquisizione e allentate le
persecuzioni.
Si tenta di varare il catasto ovvero un insieme di documenti in cui
sono registrati tutti i terreni e gli immobili dei comuni.
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Federico II di Russia fu l’archetipo di sovrano illuminata. Mise
l’istruzione elementare gratuita, obbligatoria e laica.
Generò anche un codice civile unico, una risistemazione delle
leggi, che erano in Stato confusionale e contraddittorio. Pare fosse
omosessuale.
Anche in Austria, nonostante fosse molto cattolica, compie delle
riforme per laicizzare lo stato, ad esempio il matrimonio. Si aprì a
una tolleranza religiosa, anche agli ebrei. Riforma del codice penale
per rendere coerenti le pene, abolire la tortura e ridotta la pena di
morte. Si cerca di favorire in parte la libertà di stampa. Viene in ne
abolita la servitù, i contadini erano bloccati in alcune zone senza
potersi muovere.
Anche Milano fu coinvolta. Fu la prima in Italia ad avere il catasto e
una delle prime in Europa.
Venne inserito il divieto di assegnare le terre dopo la morte alla
Chiesa e venne vietato di riscuotere le tasse dai privati, ci fu
dunque una nazionalizzazione.
Nel resto d’Italia come il Piemonte cerca di accentrare i poteri.
A Napoli i nobili fanno muro contro il re per evitare questo
cambiamento.
In toscana nel 1765 Pietro Leopoldo diventa granduca di toscana,
varando una serie di riforme. Attacca la Chiesa cattolica eliminando
gli ordini contemplativi e la manomorta. Abolisce la pena di morte e
la pena di morte (primo in Europa), toglie i dazi e boni ca molti
terreni. Vorrebbe creare una classe di piccoli proprietari terrieri ma
ciò non funziona, poiché vengono comprate le terre dai più grandi
proprietari. Inoltre vara un progetto per limitare il proprio potere,
creando una assemblea, ma questo venne bloccato dal fratello
poiché sarebbe potuto diventare un esempio. Inoltre deve andare a
imperare l’Austria perché il fratello stesso muore.
Rivoluzione Francese
La Francia è in una situazione complicata. Ha un grande
movimento intellettuale, in lotta contro l’assolutismo. Nonostante
ciò non vengono attuate riforme in Francia. La monarchia era
ancora molto forte.
L’economia è disastrosa, servirebbe una riforma scale, colpendo
la Chiesa e i nobili.
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Luigi XVI convoca gli stati generali, un’assemblea che non veniva
convocata da oltre 150 anni. Serve un piano scale, sperava che la
nobiltà e il clero venissero incontro allo Stato. Primo stato il clero,
secondo i nobili e il terzo la borghesia che valevano ognuno
uguale. Questo permetteva una coalizione tra i primi due.
Il terzo stato vuole il raddoppio dei suoi rappresentanti e che il voto
sia a testa non più a stato.
Vengono raddoppiati i borghesi ma il voto rimane per ceto. Si
riuniscono nel 1789 a Versailles. Ce un forte dissidio tra i tre ceti,
così, un gruppo di elementi del terzo stato si autoproclama
assemblea nazionale in cui si vota per testa e per creare una
costituzione, giuramento della pallacorda.
Inizia la rivoluzione francese. Iniziano delle proteste.
Il 14 luglio 1789 c’è una manifestazione di piazza che punta sulla
Bastiglia, dove si conservavano armi e detenuti politici,
concludendo nella presa della Bastiglia.
Il 4 agosto l’assemblea decreta chiuso il regime feudale, non ci
sono più privilegi per clero e nobili. Finisce così l’ancien regime.
Poco dopo arriva la dichiarazione dei diritti dell’uomo, in uenzata
da Rousseau.
Ecco alcuni articoli:
«1. Gli uomini nascono e rimangono liberi ed eguali nei diritti. Le
distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità
comune.
2. Lo scopo di ogni associazione politica è la conservazione dei
diritti naturali e imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la
libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.
3. Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione.
Nessun corpo, nessun individuo può esercitare un’autorità che da
essa non emani espressamente.
4. La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri;
così l’esistenza dei diritti naturali di ciascun uomo non ha altri limiti
che quelli che assicurano agli altri membri della società il
godimento di questi stessi diritti. Questi limiti non possono essere
determinati che dalla Legge»
Il Re scappa da Versailles e si rifugia a Parigi, anche perché si
ri uta di accettare ciò che il popolo pensa, inoltre non invia
l’esercito contro l’assemblea.
Vengono creati gli assegnati ovvero titoli di stato che consentono di
incassare diversi soldi. Viene incassato anche tramite le aste.
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Nel 1791 si emanò una costituzione in cui si trasformò la Francia in
una monarchia costituzionale.
Il potere legislativo fu a dato all’assemblea nazionale legislativa,
eletta dai cittadini più abbienti (dura in carica 2 anni).
Il potere esecutivo lo mantenne il Re anche se era controllato
dall’assemblea negli a ari esteri. Inoltre può sospendere una legge
ma una sola volta, se poi ritorna con l’assemblea successiva non
poteva più.
Il potere giudiziario è a dati a dei giudici eletti.
Nel giugno 1791 il Re e la famiglia tenta di fuggire in Belgio (Paesi
Bassi austriaci) e da lì muovere guerra contro la Francia per far
cadere la forma di stato nuova. Viene scoperto a Varennes da un
u ciale che chiama la guardia nazionale che lo riporta a Parigi.
Non si denuncia pubblicamente perché sennò si sarebbe ucciso il
Re, rischia quindi di cadere la monarchia.
Si va alle elezioni e a settembre 1791 si delinea l’assemblea
legislativa. C’è un gruppo che è quello dei moderati costituzionali.
A destra ci sono i foglianti (moderati) e a sinistra i giacobini
(estremisti). Si divideranno anche in girondini (più moderati).
Nell’aprile del 1792 la Francia entra in guerra con l’Austria. La
guerra è voluta dal re che vuole restaurare la monarchia antica e
inoltre anche i girondini vogliono la guerra per esportare la
costituzione. Anche i giacobini vogliono la guerra per avere poi
riforme ancora più radicali, senza che si spenga lo spirito
rivoluzionario.
L’esercito francese è rimasto senza guide perché molti nobili sono
scappati all’estero e quindi abbiamo generali inesperti appena
nominati.
Inizialmente la guerra va male, ma gli austriaci dicono ai francesi,
poco prima di invadere, di non fare nulla contro il Re perché
altrimenti l’avrebbero pagata. Il popolo capisce l’alleanza tra il re e
gli austriaci e così viene attaccata la dimora del Re. Erano chiamati
sanculotti gli aggressori, principalmente il popolo minuto come
bottegai o piccoli commercianti.
Il re viene arrestato con la sua famiglia.
Serve dunque una nuova costituzione perché la monarchia è
andata ormai.
C’è una nuova convenzione che scrive una nuova costituzione.
Vengono eletti principalmente.
Ci sono i montagnardi e gli ex girondini, divisi dalla palude.
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L’esercito francese viene riempito di volontari che a Valmy riesce a
scon ggere l’esercito prussiano.
Il giorno dopo la monarchia viene de nitivamente abbandonata e il
re va messo sotto processo per alto tradimento. I girondini, più
moderati, non vorrebbero la condanna a morte. I montagnardi
invece si. Alla ne a gennaio 1793 il re viene ghigliottinato.
L’Europa è in subbuglio, tutti i sovrani iniziano a preoccuparsi, si
aggiungono in guerra anche Inghilterra, Spagna e alcuni comuni
italiani. La Francia però è in vantaggio, occupa la Renania e altri
territori.
Nell’estate del 1793 la situazione interna è molto instabile. Nella
Vandea scoppia una rivolta contro la rivoluzione aizzata dal clero
refrattario e dai nobili. Nelle campagne infatti non si respira grande
interesse verso la rivoluzione, infatti c’era un forte legame verso la
chiesa cattolica.
I girondini vengono messi fuori legge perché troppo moderati. Si
crea un’alleanza tra montagnardi e sanculotti. Robespierre riesce
ad avere dunque pieni poteri che userà con grande violenza e
terrore.
Il suo intento è stabilizzare la rivoluzione. La sua posizione è tenuta
su soprattutto grazie ai sanculotti.
Ha grande appoggio da parte delle masse, quindi una sorta di
democrazia totalitaria.
Non accetterà nessuna critica e penserà che tutti coloro che
criticano non vogliamo il bene del popolo ma solo il proprio
interesse.
C’è grande astio verso la chiesa cattolica. Lui non era ateo ma
cercò di modi care i simboli religiosi con simboli laici. Cercò di
imporre un culto di stato perché la fede religiosa era importante per
mantenere il popolo in una moralità e non nel caos.
Molti girondini vennero arrestati e ghigliottinati, così come preti
refrattari e altri moderati.
Si organizza un attentato contro Robespierre che viene
improvvisamente arrestato e ghigliottinato senza processo. I
sanculotti non agiscono in sua difesa.
Si scrive una nuova costituzione e nel mentre scoppia il così
chiamato terrore bianco, in cui i preti cattolici si scagliano contro i
giacobini.
L’esercito francese continua a vincere e la Prussia e l’Olanda
rmano una pace.
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La nuova costituzione torna a valori più moderati, simili a quelli del
1791.
Si istituisce un nuovo esecutivo chiamato direttorio.
Ci sono due congiure, una di monarchici che viene repressa
dall’esercito guidato da Napoleone Bonaparte.
C’è un secondo colpo di Stato nel 1797 nuovamente fermata
dall’esercito. A poco a poco l’esercito prenderà direttamente il
potere senza più rispondere al direttorio.
Citazione di Edmund Burke.
Guerra dei cent’anni
Dura oltre 100 anni, dal 1337-1453. Il con itto è tra Francia e
Inghilterra. In Inghilterra governano i normanni, in quanto Guglielmo
il conquistatore aveva invaso l’Inghilterra ed era diventato sovrano.
Nonostante ciò lui e gli altri re inglesi mantengono i loro
possedimenti in Francia e questo già crea tensione.
La Francia inoltre aveva stretto un buon rapporto con la Scozia che
era nemica dell’Inghilterra.
Le andre in ne in teoria erano assoggettate alla Francia mentre
l’Inghilterra aveva a ari importanti lì, soprattutto per la lavorazione
delle materie.
Non c’entra la religione, sono entrambi paesi cattolici.
Edoardo III pensa che il trono della Francia spetti a sé e non a
Filippo VI (re francese) e così l’Inghilterra invade la Francia per unire
le due corone.
Inizialmente le battaglie vanno in favore dell’Inghilterra che ha
l’esercito più moderno.
Importante il ruolo degli arcieri (artiglieria), contro la cavalleria
nemica.
Nella battaglia di Poitiers nel 1356 gli inglesi catturano il re di
Francia che si chiama Giovanni II. Finora gli inglesi hanno avuto la
meglio e viene rmata la pace di Brétigny nel 1360 in cui
guadagnano diversi territori e i soldi del riscatto per il Re francese.
C’è una seconda fase del con itto in cui anche qui gli inglesi
inizialmente hanno la meglio. Nella battaglia di Azincur gli inglesi
vincono nuovamente nel 1415 e conquistano la Normandia e
per no Parigi. La Francia sembra vicina al collasso. Nel trattato di
Troiers il re Carlo VI concede la sua successione al re inglese, di
fatto si arrende.
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In questo periodo viene fuori Giovanna D’Arco che riesce a
mettersi alla testa dell’esercito. Riesce a condurre alla vittoria
l’esercito nella battaglia di Orleans. Da qui in poi i francesi
iniziarono ad avere una serie di vittorie. Giovanna venne catturata
dai borgognoni e consegnata agli inglesi che la misero al rogo.
L’esercito francese continuò a combattere e vinse altre battaglie.
Alla ne la Francia recupera quasi tutti i territori perduti.
Conseguenze: eserciti permanenti, armi da fuoco.
Esplorazioni geogra che e scoperte
Il Portogallo, guidato da Enrico il navigatore, da grande impulso per
navigare intorno all’Africa, no a raggiungere il punto più
meridionale dell’Afriche. Occupano delle isole durante il percorso,
come le Azzorre e Madeira, in cui fondano città portuali e
coltivazioni. Verso la ne del secolo, Cristoforo Colombo vorrebbe
o rirsi ai portoghesi per fare il giro della terra. Giovanni II, re
portoghese, ri uta la proposta. Loro pensavano di essere molto
vicini alla circumnavigazione e quindi non ha senso spendere
ulteriori soldi. Inoltre Colombo intendeva andare in oceano aperto,
estremamente rischiosa. Aveva previsto che si potesse compiere il
giro in tre settimane, ma ci volevano almeno 5 volte tanto. Quindi
per fortuna c’era l’America se no sarebbe morto di fame. Colombo
si presenta alla corte spagnola e si propone a loro. Isabella, regina
spagnola, accetta. Gli da solo tre navi perché anche lei era
abbastanza dubbiosa. Partono verso occidente dunque. Ci mette
36 giorni. L’equipaggio era disperato ma per fortuna si arriva in
America. Ritorna in Spagna e l’anno dopo ripartì con 17 navi.
Invece di trovare ricchezze portano solo una valanga di schiavi.
Farà altri due viaggi ma ricchezze non ne troverà. Isabella morirà e
così rimane senza copertura e anche lui morirà dopo poco.
Anche i portoghesi iniziarono ad interessarsi e così gli spagnoli
preoccupati vanno dal Papa chiedendo diritti esclusivi su quella
rotta. I portoghesi si arrabbiano e l’anno dopo si arriva nel 1494 al
trattato di Tortesillas. Scelgono un meridiano in cui all’oriente sono
portoghesi e a occidente spagnoli (La Raya).
Nel 1487 Bartolomeo Diaz era arrivato alla punta meridionale
dell’africa, Capo di Buona Speranza.
Nel 1497 Vasco da Gama riesce a circumnavigare l’Africa.
I portoghesi scoprirono poi il Brasile e iniziarono a colonizzarla.
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Amerigo Vespucci tra ne 400 e inizio 500 analizzò il sud america e
si rese conto dell’errore di Colombo.
Magellano, nel 1520-21, portoghese che lavora per gli spagnoli,
circumnaviga il globo intero ma molti marinai durante il viaggio
muoiono compreso lui.
Conquistadores
Gli spagnoli iniziarono ad esplorare il Messico e decisero di
conquistare gli Aztechi, sfruttandone le ricchezze. I conquistadores
sono avventurieri che si facevano nanziare missioni per andare a
dare guerra a popoli americani. Cortes è il primo di questi. Gli
Aztechi rimanevano sconvolti da quanto erano strani e potenti gli
spagnoli. Arrivò a Tenochtitlan uccidendo il capo Montezuma,
sterminando la popolazione locale. Cortes venne nominato
imperatore di nuova Spagna. Pizarro fu un altro conquistadores
che mosse guerra verso il Perù, sterminando gli Incas, tra il
1531-1533. Ingannò l’imperatore Ataualpa, ngendo di voler
trattare ma in realtà lo cattura. Chiede il riscatto, lo pagano, ma lo
ammazza comunque. Entrò a Cuzco da vincitore.
La popolazione locale (Indios) viene sfruttata perché erano piccolini
e si in lavano nei cunicoli delle miniere.
Si opta per l’evangelizzazione degli Indios. Loro non capiscono
molto e niscono per mischiare i culti.
Nascono alcune comunità gestite dai gesuiti, in Paraguay.
Carlo V e la pace di Augusta
L’imperatore Carlo V è glio di Filippo d’Asburgo e Giovanna la
pazza, glia dei sovrani spagnoli.
Carlo si ritrova re di Spagna nel 1516.
I principi tedeschi, incaricati di votare l’imperatore, decidono di
votare il migliore o erente tra Carlo e Francesco I, mettendo
all’asta i propri voti. Viene eletto Carlo V. Il Papa non era molto
d’accordo perché temeva il vasto dominio.
La Francia si trova circondata e Francesco I, re di Francia, si trova
in di coltà.
Carlo iniziò ad avere numerosi nemici interni e esterni tra cui la
Francia di Francesco I, turchi ottomani (hanno già conquistato
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Costantinopoli e sono quasi a Vienna), i luterani (si di onde il
luteranesimo), i principi che non lo riconoscono mai più di tanto.
Anche in Spagna è visto come uno straniero.
I parlamenti locali spagnoli cercheranno di mettere i bastoni tra le
ruote alle riforme di Carlo. Inoltre scoppiano anche alcune rivolte
interne.
Il mondo è sempre più spezzettato. Francesco e Carlo si scontrano
in Italia perché è una zona molto ricca, abitata ed è una zona che
potrebbe collegare la Spagna e la Germania senza passare per
l’oceano ma per il mediterraneo. Genova è controllata dal ducato di
Milano che diventa il terreno strategico di scontro tra i due sovrani.
Scoppia una guerra che nisce nella battaglia di Pavia del 1525. Gli
spagnoli hanno un esercito più moderno e anche maggiore risorse
provenienti anche dalle Americhe. Catturano il re Francesco I e con
un trattato di pace, di Madrid, cede a Carlo la Borgogna e il ducato
di Milano. Appena liberato e tornato in Francia Francesco I riparte
la guerra alleandosi, nella lega di Cognàc del 1526, con Firenze,
Venezia, Milano e il Papa Clemente VII. Carlo si arrabbia con il
Papa visto che lui si stava impegnando per placare Lutero. Così
per ripicca Carlo non pagò i suoi mercenari in Trentino così questi
per trovare denaro puntarono verso Roma, i Lanzichenecchi. Nel
1527 venne saccheggiata Roma, 1000 anni dopo. Inoltre questi
erano luterani e molto arrabbiati con la Chiesa, così ci fu molta
durezza nel saccheggio.
A Firenze vennero cacciati i Medici, parenti del Papa. Genova si
stacca e si assoggetta a Carlo V.
Carlo V manda a casa le truppe salvando il Papa, tra il 1529 e il
1530 vengono rmati: il trattato di Barcellona sancisce l’egemonia
sull’Italia di Carlo e venne anche incoronato dal Papa a Bologna.
Il trattato di Cambrai invece prevede la ne della lega di Cognac, in
cambio rinuncia alla Borgogna.
Nel 1535 a Milano muore il Duca Francesco Sforza e quindi il
territorio dove passare alla Spagna che invade il territorio, cosa non
presa bene da Francesco I. Il papa Paolo III cerca di mediare
cercando di unire tutti contro i turchi ottomani. Con la tregua di
Nizza si accordano e Carlo mantiene l’egemonia su Milano.
Francesco cerca di nuovo poi di attaccare Carlo che si allea con
l’Inghilterra. Si arriva alla pace di Créby. Muore Francesco, gli
succede il glio Enrico II che decide di spostare lo scontro
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dall’Italia alla Germania, cercando di coalizzarsi con i principi
tedeschi che erano luterani, contro Carlo che era cattolico.
In Italia scoppiano alcune rivolte in Corsica e a Siena che viene
ceduta ai Medici, ovvero a Firenze.
Si arriva alla pace di Augusta del 1555, cuius regio eius religio.
Tutte le terre requisite alla chiesa cattolica dopo il 1552 vanno
restituite, quelle prima no.
Nel 1556 Carlo V si dimette, l’impero è sempre più diviso dal punto
di vista religioso e ormai impossibile da unire geogra camente e
politicamente. Lascia i territori divisi in due tra il fratello e il glio,
Filippo II. Lui subito continua la guerra con la Francia. Alla ne si
sigla la pace di cateau-camblesis che durerà per diversi anni. La
Francia mantiene i suoi con ni, gli spagnoli continuano ad avere
egemonia in Italia.
Guerra dei trent’anni
Dopo la pace di augusta ci sono vari problemi. Innanzitutto il
calvinismo non era contemplato, i principi cattolici cercarono di
riconquistare dei territori protestanti. In Boemia e in Ungheria c’era
il re Luigi II che però non aveva eredi. I possedimenti vengono
divisa tra gli Asburgo e gli ottomani. In Boemia vi erano altre fedi,
non quella cattolica.
Si credo l’unione evangelica (protestante, Francia) e la lega
cattolica (Spagna).
Ferdinando II diventa imperatore del sacro romano impero
germanico, molto cattolico.
Nel maggio 1618 la popolazione defenestra due funzionari tedeschi
a Praga, dichiarò decaduta l’autorità di Ferdinando e la o rì al
leader dell’unione evangelica, Federico V. Si allea con l’Inghilterra,
la Danimarca. Con Ferdinando si schierarono la Baviera e la
Spagna.
La Germania non è molto unita e Ferdinando vuole non solo il
ritorno del cattolicesimo ma anche trasformare il Paese in uno
stato moderno a potere centralizzato.
Comincia la guerra dei trent’anni, 1618-1648.
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Nel 1620 ci fu la battaglia della montagna bianca, che fu vinta
nettamente dall’impero, Federico V dovette fuggire
momentaneamente.
Molte terre vennero requisite ai boemi e assegnate ai cattolici. Ora
la Spagna vuole conquistare la Valtellina per da lì puntare alle
Province Unite.
Aizzarono la popolazione cattolica locale per uccidere i protestanti,
così poterono annettere la Valtellina. Dopo questo il re danese
Cristiano IV, preoccupato dalla Spagna, entra in guerra. Nel 1629,
viene però scon tto con la Pace di Dubecca.
Viene emanato da Ferdinando l’editto di restituzione con cui
obbligava i protestanti a riconsegnare i possedimenti alla chiesa
cattolica. Inoltre vuole una riforma per togliere l’elezione
dell’imperatore facendolo diventare ereditario.
La Svezia aveva il dominio dei commerci nel mar Baltico e la
Germania poteva rappresentare un pericolo. Il re svedese Adolfo
dichiara guerra alla Germania e inizia ad avere diverse vittorie.
L’esercito svedese era a ferma lunga, non veniva trovato alla bene
e meglio nel caso di guerre. Ci fu una contro ensiva anche con
l’aiuto spagnolo e questo portò alla pace di Praga che sanciva l
ne delle ostilità, un pareggio.
Richelieu, cardinale francese, si schiera contro la Germania e la
Spagna. La Spagna è in crisi economica anche per le diverse
guerre, ha tre fronti da gestire e quindi è in di coltà. Nel 1643 ci fu
una guerra decisa a Rocroi tra Francia e Spagna, vince la Francia.
Gli olandesi ora si preoccupano della Francia così decidono di
rmare una pace con gli spagnoli, che riconoscono l’indipendenza
delle province unite.
L’impero germanico è di nuovo invaso dagli svedesi e dai francesi e
così viene rmata la pace di Westfalia in cui Ferdinando rinuncia ai
suoi obiettivi iniziali.
Il potere dell’imperatore sarà sempre minore, sarà un proforma. La
Svezia si garantì il dominio sul baltico e la Prussia piano piano si
espanse verso ovest.
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-LA GUERRA DEI 7 ANNI
-FILIPPO II (impero vasto, di cilmente collegabili, chiesa cattolica
e controllata, funzionari e consiglieri, oro e argento, contrabbando,
battaglia di Lepanto contro i turchi dopo l’invasione di Cipro con la
Lega Santa, persecuzione arabi che verrano espulsi nel 1609 ma
erano artigiani, Filippo diventa re anche portoghese grazie
all’appoggio dei borghesi portoghesi, per controllare i Paesi Bassi
spagnoli (calvinismo) mette suoi uomini dati funzionari, scoppia
una rivolta, le province si uniscono con a capo Guglielmo Orange,
Filippo cambia strategia mandando un governatore più moderato
che cerca si spezzare l’unione anti-spagnola, nel 1609 la lega di
Utrecht sancisce la nascita di un nuovo stato, l’Olanda (province
unite) non il Belgio.)
-PROVINCE UNITE E SPAGNA NEL ‘600 (Filippo III rma la pace
con le Province Unite e con l’Inghilterra, la nobiltà spagnola
aumenta le tasse alle classi più utili in modo da non dover
abbassare il proprio stile di vita agiato, Filippo IV interventista nella
guerra dei trent’anni e cede l’esercito al funzionario Olivares, c’era
molta autonomia in varie regioni e l’imposizione di nuove tasse per
nanziare l’esercito scoppiano tensioni, rivolta in Portogallo
supportato dall’Inghilterra, trattato di Lisbona e diventa
indipendente, nelle province unite c’era un pensionario e uno
statoholder, all’Aja c’erano gli Stati Generali, sinodo di Utrecht in
cui si decide se essere tolleranti o no e vince il no, c’è una prima
repressione ma poi si ritorna ad una tolleranza
-OTTOMANI
-RIVOLTA DI MASANIELLO (tasse in Italia per la guerra dei
trent’anni, aumento delle richieste di prestazioni, Stato vende
proprietà comuni dei contadini ad esempio, le cariche sono in
vendita e questo apre a degli abusi nelle richieste scali, 1647
rivolta per una tassa sui beni di prima necessità e per i nobili che
non sono ben voluti lì, Masaniello muore e serve qualcuno che
possa tenere testa, arriva il francese Enrico di Guisa ma muore, nì
lì)
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