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Questo movimento culturale, l'illuminismo, questo movimento politico, culturale,

filosofico, è in diretta correlazione ovviamente con questo evento fondamentale che è


la rivoluzione francese. Quindi, diciamo che prepara le condizioni di un grande
movimento culturale prepara le condizioni di un grande evento politico e sociale
questo lo vediamo diciamo in una seconda fase magari verso la fine della lezione ci
troverà un rapporto tra illuminismo e rivoluzione francese intanto però dobbiamo
individuare quello che può essere una specie di capostivite diciamo della filosofia
dell'illuminismo francese che è Montesquieu che è un autore che scompare a metà
del 1750 però la sua opera ha una influenza fortissima e può essere annoverato tra
può essere considerato il principale esponente dell'illuminismo politico l'illuminismo
politico francese sicuramente insieme a Rousseau quindi vediamo prima un attimo
allora qui abbiamo dei punti fissi con dei nomi delle figure che dovete tenere in
considerazione quando illustrate l'illuminismo politico movimento filosofico. Quindi,
intanto un movimento che assegna un ruolo guida alla ragione, la parola stessa è
l'illuminismo, fa riferimento a questa funzione della ragione di illuminare rispetto a
cose, portare la luce, la ragione di portare la luce rispetto a rispetto alle tenebre del
passato quindi diciamo fare piazza guida dei pregiudizi dei pregiudizi che non hanno
diciamo permesso alla umanità di progredire che hanno fermato il progresso
dell'umanità diciamo che in stretta correlazione con l'idea di idubi il ruolo guida della
ragione cioè questa idea del progresso che ha da lì un'unità quindi intanto la
liberazione diciamo dell'uomo dai prezpizi significa a un diciamo correlato politico nel
senso che alle date dei prezpizi si collegano quelle istituzioni tradizionali che poi
saranno quelle istituzioni quel regime, quell'antico regime che naturalmente verrà
spazzato via dalla rivoluzione politica in Francia e quelle classi sociali che traevano
beneficio da quelle istituzioni, quelle classi sociali egemoni in quel tipo di società
che... si viene definita antico regime no? antico regime e quali erano le classi sociali o
quegli ordini in Francia quegli stati in Francia quali erano? non era la borghesia no? è
la rivoluzione la cultura illuministica è una cultura borghese diciamo no? è una cultura
che si collega direttamente alla lezione diciamo delle rivoluzioni burguesi inglesi alla
lezione degli epilisti inglesi alla lezione di Locke a quel tipo di cultura che riprende
quel tipo di cultura appunto si riparte si riparte da Locke io qui lo metto in evidenza
non tanto ci si ispira tanto a Descartes ci si ispira all'epilismo di Locke se parliamo
diciamo della filosofia politica se parliamo poi della naturalmente della teoria della
conoscenza si riparte ovviamente da Newton la fisica di Newton abbiamo visto Kant
Kant si inserisce in questo quadro naturalmente e dà la sua definizione di luminismo
quando Kant dice diciamo l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità in cui diciamo
l'uomo non fa uso pubblico della ragione e qui diciamo un punto centrale appunto sto
dicendo è l'uso pubblico che viene fatto della ragione cioè c'è tutta una diffusione
della cultura anche a livello pubblicistico naturalmente l'opera fondamentale che è
alla base diciamo della diffusione della cultura dell'illuminismo in Francia è
veramente l'enciclopedia no? il movimento dell'enciclopedia non dalle verte di Peruvio
e diciamo l'illuminismo prepara poi le basi della rivoluzione francese proprio dal
punto di vista pubblicistico cioè c'è una diffusione della cultura una diffusione dei
giornali quindi è un momento in cui si avvia, nasce possiamo anche dire nasce
l'opinionismo Allora, i punti di riferimento, dicevo, li dobbiamo andare a cercare in
Locke, sicuramente, per quanto riguarda la filosofia politica, il liberalismo e il
liberalismo, e per quanto riguarda, diciamo, la teoria della conoscenza, la fisica di
Newton, che sicuramente in correlazione c'è anche il movimento deista con Tolan e
Tindal il cosiddetto deismo in Francia la figura più importante dicevo che influenzerà
le altre figure dell'illuminismo politico è Montesquieu che vedete già si colloca nella
fine del 600 e la metà del 700, 1750. Tenete presente che l'opera di Montesquieu
verrà attaccata da Gesuiti, verrà attaccata dai Cianzenisti, ma lui si difenderà e la sua
opera avrà una fortissima influenza andando a segnare la nascita, possiamo dire, in
un certo senso, delle scienze sostenibili applicate perché nella sua opera lo spirito
delle leggi cioè questa idea diciamo così di andare a vedere qual è diciamo lo spirito
delle leggi universale che è la ragione però come questo spirito delle leggi nei vari
popoli nelle varie situazioni storiche viene applicato in funzione di cosa? in funzione
di caratteristiche dei fisici, geografici, delle varie situazioni che vengono analizzate,
dei caratteri etnici, dei caratteri storici. Quindi c'è un'idea, diciamo così, di scienza
sociale applicata, per cui lui ci mostra come la ragione umana, che è unica universale,
si concretizza, si applica applica concretamente questo spirito delle leggi, si incarna,
si manifesta, si applica nelle diverse situazioni e lui prende in considerazione la
geografia, prende in considerazione la storia, prende in considerazione i caratteri
etnici. Quindi c'è il contesto che è già la nascita di un metodo delle scienze sociali,
possiamo dire, applicato e comparativo. Comparativo. tra un secondo vediamo più
nel dettaglio altra figura che dobbiamo sicuramente citare è Voltero che sarà un
filosofo di straordinario successo pubblico straordinario diciamo una vera e propria
stato possiamo dire adesso non esistono più filosofi contemporanei che possono
avere non riusciamo neanche a immaginare nel nostro mondo attuale un filosofo che
possa avere quella influenza, quell'ascolto quel pubblico quella ricchezza che aveva
con te che naturalmente farà uso della filosofa una filosofia che è largamente
un'elaborazione e uno sviluppo della filosofia di Locke ma appunto un uso della
filosofia anche divulgativo con straordinaria capacità come parte sua come
strumento poi di lotta politica ovviamente strumento la filosofia come strumento di
lotta per influenzare una opinione pubblica che sicuramente nasce nel settecento nel
corso della rivoluzione francese naturalmente abbiamo coniglato abbiamo la nascita
effettivamente dei veri e propri partiti moderni quindi nascita dell'opinione pubblica
nascita dei partiti questo insomma rappresenta l'illuminismo come quadro generale
questi sono i centri della discussione europea dell'enciclopedia vedete sopra in
Francia lettori dell'encicloperia numero delle sottosunzioni dell'encicloperia del 77-70
e soprattutto in Francia per quanto riguarda il nostro Montesiero diciamo rivartiamo
un attimo cosa abbiamo detto allora rispetto è quando il spirito delle leggi in cosa
consiste? come stavo accennando questo suo approccio comparativo e sperimentale
cioè nell'idea di andare a descrivere come lo spirito delle leggi si applici di volta in
volta nelle diverse situazioni storiche presso diversi popoli e diversi paesi in funzione
di fattori che sono naturalistici che vengono analizzati diciamo su base naturalistica
quindi lui per esempio ci dice ci parla diciamo di come la geografia possa influenzare
la politica di come l'etnia possa influenzare la politica fattori fisici, geografici etnici e
storici quindi c'è sì una legge universale che deve governare tutti i popoli che è la
ragione umana però si applica diversamente e il compito appunto dello scienziato è
analizzare e vedere come si applica la sua idea rispetto ai regimi politici cioè alle
diverse curve di regime politico è la seguente lui individua diciamo quali forme tipiche
di regime politico la democrazia da una parte la monarchia dall'altra il discorso ora
queste tre forme non sono diciamo dal suo punto di vista così sperimentale
naturalistico non sono tre adatte a tutte le situazioni diciamo a tutti i popoli per dire
lui pensa che la democrazia sia adatta a sistemi politici di piccole dimensioni già la
monarchia quando lui parla di monarchia parla della monarchia costituzionale ora
vediamo meglio non è la monarchia assoluta ovviamente no? non è l'assolutismo
ovviamente Dico ovviamente, abbiamo lungo parlato dell'assolutismo rispetto a un
altro grande gioco inglese che era teorico dell'assolutismo ad esempio Locke,
scusate, un lapsus, un lapsus, e parlavo di Oxus ma pensavo a Locke, pensavo a
Locke perché già con Locke abbiamo visto tutto quello che dovevamo vedere mentre
allo stato di diritto teorico del costituzionalismo e del liberalismo internazionale
tedesca. Qui c'è uno sviluppo, diciamo, nell'ambito della filosofia francese di questo
filone, ovviamente non del filone assolutissimo, so che non serve precisarlo, ma non
si sa mai, no? Quindi parliamo di monarchia, non parliamo della monarchia assoluta,
è la monarchia costituzionale che per lui è adatta già a sistemi politici di medie
dimensioni con i alle moderne strutture politiche europee e in monteschi e pensa
all'Inghilterra della gloriosa rivoluzione ovviamente come diciamo esempio per dire
ecco la democrazia è adatta per dire alle città-stato in Grecia più chiaro lo dico
decisivo non c'era allora dicevo se la democrazia è adatta a piccoli sistemi politici le
città sta per te la monarchia costituzionale che è adatta ai sistemi politici più grandi
dell'Europa del tempo ma parla della monarchia costituzionale non parla della
monarchia sua del Franco di Luigi 14 ovviamente sta parlando del sistema politico
inglese della monarchia inglese della gloriosa rivoluzione del 1688 del sistema di cui
ci ha parlato come teorico Locke quanto al dispodismo si tratta di sistemi diciamo
così non visti di buon occhio ovviamente da Montesquieu perché sono considerati i
sistemi più corrotti le forme più corrotte di governo che si reggono un po' sulla paura
pensate a quello che pure aveva detto naturalmente Oates e lui pensa però ai sistemi
orientali ma naturalmente anche l'assorbismo francese di Luigi XIV viene un
antispotismo da questo diciamo dall'angolatura analitica su molte schede ma qui
pensa soprattutto ai sistemi orientali per dire l'impero ottomano la Russia, la Cina si
reggono appunto sulla paura no? e quanto invece per dire la monarchia costituzionale
si regge su cosa? sull'onore che cos'è l'onore? l'onore è la fedeltà dei subiti al sovrano,
al monarca mentre la democrazia si fonda sulla virtù dei cittadini però la democrazia
da popoli di piccole dimensioni quindi praticamente l'aspetto innovativo di
Montesquieu sta nell'introdurre un tipo di analisi che vorrebbe fare riferimento
diciamo a tratti ad aspetti naturalistici e quindi collegare la natura e il sistema politico
a aspetti di questo genere in questo caso la dimensione, la grandezza dei popoli, la
geografia fa molti ragionamenti di questo tipo per esempio un altro aspetto curioso di
tutta l'analisi di Montesquieu è l'influenza del clima l'influenza del clima quando lui ci
parla per esempio di influenza del clima per esempio è convinto che i popoli del nord
diciamo i popoli settentrionali abbiano poche passioni diciamo poche passioni sono
meno passionali e più virtuosi i settentrionali sono virtuosi e poco passionali i
meridionali sono passionali e poco gustuosi quelli che stanno nei limiti liberati sono
una via di mezzo e guardate ragionamenti del genere vengono fatti anche a proposito
delle religioni cioè come le religioni possono essere adatte a sistemi di un certo tipo
per esempio L'islamismo si adatta al discotismo, il cattolicesimo si adatta alla
monarchia, il protestantesimo è più adatto alle republie, il cattolicesimo alla
monarchia e l'islam al discotismo. pure al di là di questi aspetti naturalistici il vero
interesse per noi di Montesquieu sta nella nella sua discussione diciamo così del
costituzionalismo cioè rispetto alla teoria quello che dice che si alla divisione dei
poteri cioè la teoria della divisione dei poteri l'idea di costituzionalismo come sistema
basato su una divisione dei poteri di quali poteri stiamo parlando non dovrebbe
essere del tutto nuovo questo discorso perché ne abbiamo in realtà in realtà è un
discorso che abbiamo già visto in ottimo di quali poteri stiamo parlando? esatto
allora il potere legislativo che deve essere affidato al Parlamento il potere esecutivo
che deve essere affidato al governo il potere giudiziario che deve essere abitato ai
magistrati che però non devono avere il potere di fare le leggi né di applicarle devono
giudicare altrimenti si cade nella direttiva Ora introduciamo un attimo il tema della
rapporto frana. voi conoscete la rivoluzione francese? la conoscete bene? con
sicurezza andate a rivedere voi dal punto di vista storico adesso facciamo parte un
altro professore per 10 minuti e 4 d ¿Por qué no vas a dormir? ... il pensiero del
filosofo il pensiero dell'inglese il pensiero della ragione che deve rischiare il tema
della storia della rivoluzione francese qual è in sintesi questa ragazza? non c'è dubbio
io direi che se noi vogliamo esaminare il grande fenomeno dell'illuminismo in tutta la
sua varia e vasta composizione certamente questo è stata una rivoluzione culturale
che ha aperto la via alla rivoluzione politico-sociale da noi soprattutto con la
rivoluzione intercettiva. Ho detto che l'unismo in generale dobbiamo non scordare
appunto il punto di partenza blocchi, il pensiero inglese, il liberalismo inglese. Non
dobbiamo scordare accanto alla importanza fondamentale della co-theorie del
filosofo che era fra gente, che è dell'Alembert, dell'Enciclopedia e poi in un inferno
pugnacemente laicistico con il Bessius del Parco non ricordiamo neanche tanto per
fare un mostro di carriera il cui trattato dei diritti e delle pene fu veramente una delle
grandi pagine della storia spirituale europea sia in sé per la sua scuola che ha
rappresentato nel pensiero giuridico sia anche per quegli anelli umanitari che
traspargono sotto le pagine del Beccaria in modo particolare questa idea che il
crimine è collegato agli errori delle strutture sociali strutture sociali difettose ecco
che si producono uomini e donne che non hanno ancora questo campo cioè per
Beccaria indubbiamente arriverà su tutta l'Europa civile, la Russia, fino a non solo
l'Europa fuori, fino agli Stati Uniti. Vogliamo ricordarci che il grande illuminista
americano, il presidente di Jefferson, copia nei suoi appunti, ci sono copiati pezzi in
veri a mano in italiano di Beccaria. Ecco, quindi dicevo, tutto questo grande
rivoluzione culturale è l'antefatto della rivoluzione. Ma non ci dimentichiamo anche
che nella rivoluzione francese nella rivoluzione francese ha tratto l'ispirazione
profonda da un antagonista grammatico del razionalismo dei filosofi con la sua
esaltazione del sentimento con la sua critica dei risultati della civiltà con la sua
grammatica vicenda spirituale, il suo doloroso pellegrinaggio che si chiuderà poi nelle
meditazioni di un problema solitaire, questa ricerca avantica già della solitudine.
Nella rivoluzione francese è viva, è vera, è valida la componente che potremmo
chiamare encicloperistica, la componente che deriva da grande la grande
impostazione razionalistica delle Liglie, ma è viva, e Dio sa quanto anche, è viva
l'appuntamento russoliano, e questo vorrei dire, soprattutto nelle ali più
schiettamente democratiche e socialmente più avanzate della rivoluzione francese, è
la voce di Russo che ci dice. Da tenere sempre presente che la rivoluzione francese è
un momento fondamentale di una ondata di rivoluzioni democratiche che abbraccia
la rivoluzione americana da una parte e una serie di movimenti in genere falliti a non
scordare a Ginebra nel Belgio nell'Olanda c'è tutta una serie di movimenti religiosi che
tentano di affermare la volontà del popolo al di sopra di quella del sovrano. È il
momento in cui, anche sul piano teoretico, si discuta se è da accettare la rivoluzione
francese che distrugge tutto il passato, distrugge la corona, distrugge l'aristocrazia e
rinnova tutto su piani razionali sulla base dei diritti dell'uomo ovvero questo è un
solito una strattezza un volere colare soluzioni prefabbricate al vostro luogo e non è
viceversa da occorre alla violenza rivoluzionaria l'ideale di uno stato organico Paine
risponde con i diritti dell'uomo, dato che è la difesa appunto della rivoluzionità. In
Francia, dove sarà eletto deputato alla Convenzione Nazionale, perché straniero, dove
però incorre finalmente nel carcere, perché simpatizzante per i gironbini, e quindi
divenuto sospetto, ha sospetto il capolino. Oltre a quello scritto i diritti dell'uomo, la
prima parte dei diritti dell'uomo, Paine scrive una seconda parte di Diritti del Duomo
che per la nostra sensibilità moderna era affascinante perché era un programma
socialista e l'importante di Paine è che era un meraviglioso giornalista un mago
veramente del giornalismo e quindi queste sue idee sono state riprodotte a centinaia
di migliaia di esemplari hanno veramente nutrito il proletariato inglese nella sua
durissima vita, nella sua durissima ascesa durante la rivoluzione di quest'ora hanno
nutrito proletari artigliesi vivere, evolute, moderne e, come devo dire, ciò che trovo
meraviglioso di Pompei sia il suo lavoro immediatamente popolare, parla davvero agli
occhi del popolo, sia la sua capacità di prospettare soluzioni artiche e organizzate.
Quindi c'è tutto il ruolo della filosofia nell'occhio in cuore nei confronti dello scritto
emozionale, ci ha parlato di Rousseau e a Rousseau si rifanno Robespierre e il gruppo
dei Giacobini qual è l'atteggiamento di Robespierre nei confronti di Rousseau e qual è
il ruolo di Giacobini? mi interessa più perché andiamo anche su Rousseau e voglio
prima parlarne io ne vaderò la prossima volta andiamo quindi su Robespierre e
Rousseau cioè sulla fase di più avanzata, democratica della rivoluzione francese che
non è quella che si afferma non saranno i giacobini non saranno gli arrabbiati non
saranno coloro che sono influenzati radicalmente dalle idee di Rousseau a vincere la
rivoluzione saranno i termidoriani ovviamente quella che avete studiato questa
rivoluzione francese andatela a rivedere è la fase più diciamo arrivata sul piano
sociale della rivoluzione francese quella che interessa appunto Robespierre poi la
fase anche del terrore però del terrore di Giacobino perché poi c'è anche una risposta
del terrore bianco c'è il terrore di Giacobino e il terrore di Termidoriano tanto e dicevo
non mi interessa adesso mettere a fuoco Rousseau e Robespierre perché voglio
presentare Rousseau una volta prossima quello che possiamo sottolineare in base a
quello che abbiamo ascoltato è sicuramente la presenza di queste due componenti
quali sono queste due componenti della rivoluzione francese sono delle contatto
componenti filosofiche e culturali e poi naturalmente si traducono in indirizzo politico
queste componenti filosofiche e culturali ora l'abbiamo appena presa esplicita è che
quella che dà luce a Rousseau Rousseau è un illuminista ma è un anti-illuminista ma
non lo voglio ancora anticipare si problemizza con l'idea di progresso quindi è anche
un proprio romanticus e quindi è l'anima della rivoluzione dei sequaci di Hussauds
quella veramente democratica socialmente avanzata non sono questi a vincere la
rivoluzione e c'è l'altra componente qual è? il professor Spini ce lo ha ricordato
all'inizio ma io ne ho parlato sono gli enciclopedisti quindi c'è la componente degli
enciclopedisti tutto quel movimento culturale che diciamo prende il là dal liberalismo
inglese la nostra nasce la nostra è la componente borghese liberale che si ispira
naturalmente al liberalismo inglese e al liberalismo inglese che ha sicuramente un
figura di riferimento di Montesquieu con la sua grande influenza l'opera degli
encicluministi sicuramente quindi questa è la componente la componente degli
encicluministi e poi c'è quindi questi sono gli luministi luministi francesi che credono
borghesi che credono il progresso e poi c'è la componente di Rousseau che non
crede nel progresso Rousseau che lì attacca l'idea di Rousseau facciamo mente
locale che sia chiaro questo schema del dato quindi Rousseau sarà un illuminista sì
un illuminista perché gli illuministi alla fine spingono quell'idea di guaglianza per la
ragione però che Rousseau c'è il sentimento viene considerato anche il proprio
romanzo temi diversi e ce l'attacco a quella esaltazione tutta illuministica dell'idea di
progresso poi un altro aspetto che è stato visto in rilievo quando si è fatto un
riferimento tanto si è fatto un riferimento a un autore italiano che dobbiamo
conoscere almeno come beccaria almeno delle vite e delle vene non andremo a fare
uno studio sistematico analitico ma almeno lo inseriamo che diamo lo spazio
diciamo in rapporto a quello che abbiamo sentito adesso quindi siamo almeno
dobbiamo sentire di citare l'opera dei diritti e delle pene poi si è fatto riferimento
naturalmente all'influenza diciamo di questa cultura eluministica anche oltreo c'è
fatto riferimento alla rivoluzione americana che voi conoscete o no? ma la conoscete
perché l'avete studiata? si un po' più in generale in generale come riferimento la
rivoluzione americana la rivoluzione americana sicuramente la rivoluzione americana
viene prima o dopo come evento politico, come fatto politico della rivoluzione
francese? No, dopo. Viene dopo? Prima. Viene dopo. Prima. Prima. Viene dopo.
Come fatto politico, il fatto politico precede la rivoluzione francese, la rivoluzione
americana. Però il fatto culturale, l'influenza di questi luministi francesi, anche sugli
luministi americani, prendete Jefferson no ma beh Jefferson sicuramente è
influenzato da Locke conoscerò però il professore ci ricordava che leggeva Peccaria
per dire no oppure un'altra figura come Payne che tu metti in relazione ce la vedete
quando andate su Link andate a recuperare questo Link avete dell'asinossi e non
credo che Payne ci sia sul vostro testo Thomas Payne avete due informazioni
all'asinossico le prendete dalla sinosse le mettete sul quaderno anche Thomas Paine
grande figura diciamo un giornalista capace di rivolgersi al popolo sottolineava il
professore che influenzerà il proletariato inglese perché poi qui c'è da capire che con
la rivoluzione francese si affermano, forse ho avuto già modo, c'è sul libro? No, no. Si
affermano alcuni diritti che sono alla base poi delle democrazie contemporanee,
sono i diritti di partecipazione. Diciamo che si erano affermati poi con la rivoluzione
inglese i diritti di indipendenza rispetto al potere assoluto del sovrano. Quella
categoria di diritti che abbiamo già definito in questa classe mi fa diritti di
indipendenza. con la rivoluzione francese si affermano sicuramente diritti di
partecipazione oltre a diritti di indipendenza diritti di partecipazione politica non
saranno non si affermeranno veramente i diritti sociali perché quel momento della
rivoluzione francese in cui si cerca di imporre diciamo una legislazione che si facesse
carico del problema della povertà e della diseguaglianza economica quella non è
diciamo non è il momento non è la fase della rivoluzione francese che ha veramente
uno sviluppo però dopo la rivoluzione francese ci sarà nell'ottocento tutta la
questione sociale e quindi bisognerà aspettare altre rivoluzioni per vedere
l'affermazione dei diritti economici e sociali che sono la terza categoria di diritti
sicuramente è un passaggio diciamo fondamentale sarà la rivoluzione di Boschelica
del Novecento quindi diritti di dipendenza rivoluzione inglese diritti di partecipazione
rivoluzione francese oltre ai diritti di indipendenza diritti economici e sociali tutta la
questione sociale che nasce con la rivoluzione industriale nel corso dell'Ottocento
non so se sarà stato studiato sarà stato studiato e sicuramente può dare socialista,
l'administrazione boscevita serviranno per l'affermazione dei diritti sociali. Quanti
invece in alla questione di filosofia, di teoria della conoscenza, l'illuminismo, come
abbiamo detto più volte, sarà caratterizzato da questa insaltazione e diffusione,
esaltata, della ideale scientifico di Newton, per cui ho già detto che Newton arriva a
essere definito nel corso del diciottesimo secolo come il nuovo Mosè lo abbiamo
detto cioè come Mosè aveva dato agli uomini le certezze assolute dei dieci
comandamenti in campo morale di Udon aveva dato le certezze assolute in ambito
della dinamica della fisica della dinamica con le tre leggi della dinamica appunto in
campo fisico trattate appunto come certezze assolutive a politica di qui anche quello
di Kant ricolleghiamo ancora quello che abbiamo studiato e quello che stiamo
dicendo adesso per andare tutto insieme la parte politica poi è la parte che abbiamo
già visto quello di Kant è un epistemologo di Newton abbiamo detto nel senso che dà
una giustificazione epistemologica alla condizione che con Newton diciamo quindi
con la meccanica ridoniana e il campo fisico e ovviamente con la matematica si sia
arrivati proprio al nocciolo duro delle conoscenze amodittiche cioè assolutamente
certe quindi quando Kant dice il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di
me fa riferimento a quali certezze? agli ambiti della certezza assoluta C'è lo stellato,
fa riferimento alla certezza in campo fisico, al mondo naturale, la certezza che si è
raggiunta con la fisica lindoniana. In campo morale fa riferimento all'etica del dovere,
del dovere duro, di cui abbiamo parlato con la critica della ragione. C'è un morale
dentro. ... a me no a me no a me no a me no a me no a me no a me no a me no a me
no a me no a me no a me no a me no a me no a me no Ecco la risposta. Ecco la
risposta. Allora, non ho capito se deve suonare adesso o sta suonando o deve
suonare da dieci minuti. Dieci minuti. Allora cominciate per favore a fare quel lavoro
sulla sinossi.

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