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Questo documento presenta informazioni sulla tecnica istologica per preparare campioni biologici e osservarli al microscopio. Spiega i diversi tipi di sezioni istologiche, i processi di disidratazione, fissazione e colorazione, e i tipi di fissatori e coloranti. L'obiettivo è applicare queste tecniche per studiare la struttura microscopica di cellule, tessuti o organi e dedurre le loro funzioni.

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Questo documento presenta informazioni sulla tecnica istologica per preparare campioni biologici e osservarli al microscopio. Spiega i diversi tipi di sezioni istologiche, i processi di disidratazione, fissazione e colorazione, e i tipi di fissatori e coloranti. L'obiettivo è applicare queste tecniche per studiare la struttura microscopica di cellule, tessuti o organi e dedurre le loro funzioni.

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DOCENTE :ALCIRA MONICA NIEVES SEQUEIROS


LORDEMANN
: 1

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INDICE

LABORATORIO 2: ISTOTECNIA...........................................................................................................3
SOMMARIO...............................................................................................................................................3
OBIETTIVI. ............................................................................................................................................3
OBIETTIVO GENERALE......................................................................................................................3
OBIETTIVI SPECIFICI. ....................................................................................................................3
SVILUPPO DEL TEMA........................................................................................................................3
CORTI HISTOLOGICI. .....................................................................................................................3
➢ Piano longitudinalel..................................................................................................................4

➢ Piano trasversale...................................................................................................................4
➢ Piano tangenziale.....................................................................................................................4
DISIDRATAZIONE
TECNICHE DI FISSAGGIO. ......................................................................................................................4
➢ Fisici.....................................................................................................................................4
➢ Chimici................................................................................................................................4
TINCIONE..............................................................................................................................................4
➢ Comuni................................................................................................................................4
➢ Specificas ..............................................................................................................................4
➢ Vitali....................................................................................................................................4
➢ Metacromaticas .....................................................................................................................5
RISULTATI..........................................................................................................................................5
DISCUSIONE. ............................................................................................................................................5
CONCLUSIONI......................................................................................................................................6
ANESSI..................................................................................................................................................6
BIBLIOGRAFIA........................................................................................................................................7

2
LABORATORIO 2: HISTOTECNIA

RIASSUNTO.

Sembra possibile che, se desideriamo studiare una cellula, per conoscerne la struttura morfologica
microscopica e dedurre, per quanto possibile, le loro funzioni, basterebbe esaminarle attraverso i
strumenti che ampliano le immagini degli oggetti osservati (microscopi fotonici e
elettrònici); questa procedura non è completamente raccomandata poiché tentando di farlo si
presentano serie difficoltà nella manipolazione dei campioni e nell'avvio dei processi
propri di disordine molecolare (autolisi) e cellulare che tendono a presentarsi dopo che le
le cellule e i tessuti abbandonano il loro habitat naturale. Pertanto, è necessario imparare le
diverse tecniche che ci aiutano ad avere maggiore affinità, descrivere, comprendere e analizzare la
struttura microscopica delle cellule, tessuti e organi.

OBIETTIVI.

OBIETTIVO GENERALE.

➢ Conoscere le tecniche adeguate di fissazione e colorazione per poter studiare le cellule.

OBIETTIVI SPECIFICI.

➢ Eseguire adeguatamente i diversi tipi di tagli istologici.


➢ Studiare più a fondo gli eventuali errori nella fissazione e colorazione delle
cellule.
➢ Applicare le conoscenze pregresse su che tipo di fissatori e che tipo di colorazioni
esistono.

SVILUPPO DEL TEMA.

Si denomina TECNICA ISTOLOGICA al insieme di procedure applicate a un materiale


biologico (animale o vegetale) con la finalità di prepararlo e conferirgli le condizioni ottimali
per poter osservare, esaminare e analizzare i loro componenti morfologici attraverso i
microscopi fotonici ed elettronici. (ARENAS, 2010).

CORTI ISTOLOGICI.

Si possono osservare interpretazioni errate osservando un'immagine microscopica


bidimensionale poiché generalmente si studiano sezioni isolate e l'immagine ottenuta
dipenderà dal piano in cui è stato effettuato il taglio della struttura. Da qui si raccomanda
pensare in 3 dimensioni quando si osservano i tagli istologici e adattare l'immagine a
forma microscopica della struttura. (EDU)

3
I piani dei tagli istologici sono:

➢ Piano longitudinale: È il taglio che si effettua parallelo alla maggiore dimensione della
struttura. Determina la crescita della superficie.
➢ Piano trasversale: È il taglio fatto in modo perpendicolare all'asse longitudinale
dalla struttura. Determina la crescita dello spessore.
➢ Piano tangenziale: È il taglio che viene effettuato toccando appena la superficie di
struttura, viene anche chiamato. Determina l'aumento del raggio dell'organo.

Per lo studio successivo dei tagli al microscopio si seguono i seguenti passaggi:

DISIDRATAZIONE.

Si pone la mostra in alcol di concentrazione crecente per eliminare il


acqua che contenga poiché la paraffina non è miscibile con l'acqua. Si utilizza etanolo al 70%, 80%,
96% e 100%.

TECNICHE DI FISSAGGIO.

Una volta ottenuto il materiale che si desidera studiare tramite uno dei procedimenti
descritti si procede alla loro fissazione con cui si evita la distruzione o lisi cellulare. È un
processo fisico-chimico complesso mediante il quale si mantengono le strutture organiche nel
stato più simile a quello che possedevano in vita. (ARENAS, 2010)

Tipi di fissatori: fisici e chimici.

➢ Fisici: abbiamo per ebollizione, per congelazione: basse temperature da -190ºC a -


70ºC (Azoto liquido. diossido di carbonio) permettono eccellenti fissazioni.
➢ Chimici: si usano soluzioni semplici come alcoli (etanolo o metanolo che possono
fissare cellule in estesi) e cl formolo al 10%. Il formolo è una soluzione di aldeide
formico al 40% in acqua distillata. Da questa soluzione si prelevano 10 ml e si aggiungono
10 ml di acqua distillata (10%). Questa è la soluzione più usata. Può essere aggiunta a
questo acetato di calcio, quello che evita l'ossidazione dell'aldeide formica o acido formico,
il che danneggia la fissazione. Il formaldeide può dissolversi al 10% in un tampone di fosfato in
luogo di acqua distillata per mantenere il pH a 7.4.
TINTURA.

➢ Comuni: ematossilina ed eosina, blu di metilene.


➢ Especifiche: metodo di Regaud. Impregnazione argentica di Cajal o Golgi
➢ La colorazione intravitale consiste nell'iniettare una sostanza innocua
per l'animale ma che viene fagocitato, da alcune cellule, come ad esempio i
macrofagi o fagociti. Supravitali: La colorazione supravitale è quella che colora i
tessuti viventi ma separati del organismo. Esempio: verde Jano per le
mitocondri.

4
➢ Metacromatiche: La colorazione metacromatica è quella che conferisce al tessuto un
colore diverso da quello del colorante utilizzato. Ad esempio, colorando granuli di
células cebadas di colore rosso.

RISULTATI.

CORTE TRANSVERSALE

Corte generale della struttura a


studiare (carota)

CORTE LONGITUDINALE RADIALE

CORTE LONGITUDINALE TANGENZIALE

DISCUSIONE.
Il tema realizzato ha molte variabili in questione di errori, è per questo che si deve
lavorare con ampia destrezza, un minimo errore causerebbe cattivi risultati, anche se il
Il microscopio potrebbe essere danneggiato o non pulito, alterando i risultati da ottenere, per tale motivo si
deve chiarire qualsiasi dubbio su questo argomento, per poter mantenere disciplina e conoscenza
non appena si svolgerà questa pratica all'interno del laboratorio.

5
CONCLUSIONI

La tecnica di istologia è di ampio conoscimento, iniziando con i tipi di sezioni,


disidratazione, fissazione e colorazione della struttura studiata sia essa animale o vegetale, per poter
osservare al microscopio i tessuti e le strutture, è perciò che bisogna applicare tutto il
conoscenza acquisita per tale processo, poiché se ci fossero errori nei tagli tutto il
la procedura che segue non sarebbe fattibile da realizzare.

ALLEGATI.

CORTES ISTOLOGICI

1. 2.

3. 4.

6
BIBLIOGRAFIA.

ARENAS, C. E. (Agosto 2010). [Link]/. Ottenuto da [Link]/:


[Link]
EDU. (s.f.).[Link] da biologia1: [Link]

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